Quali sono i principali disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)?

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Apr 23, 2026, 5:06:40 AM (2 days ago) Apr 23
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Quali sono i principali disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)?

Non è pigrizia né mancanza di capacità: i DSA dipendono da assetti neurobiologici unici. Dalla
dislessia alla discalculia, ecco come funzionano i disturbi specifici dell'apprendimento.

23 aprile 2026 - Matteo Liberti

Codificati dall'organizzazione mondiale della sanità, i "disturbi specifici dell'apprendimento", o
DSA, non hanno a che fare con la scarsa intelligenza o con la poca voglia di applicarsi, ma
dipendono dai peculiari assetti neurobiologici di chi ne soffre, tanto che i sistemi educativi
prevedono oggi piani didattici personalizzati. a seguire, un elenco dei principali dsa, di cui
(probabilmente) hanno sofferto anche molti personaggi celebri.

Dislessia

Chi ne è affetto stenta nella lettura, faticando a decodificare i segni scritti e confondendo tra
loro lettere simmetriche come "b/d" o "p/q". Fu il primo DSA a essere scoperto, e venne chiamato nel
1877, dal medico tedesco Adolf Kussmaul, "cecità per le parole". Nel 1887 il connazionale Rudolf
Berlin coniò invece il termine "dislessia".

Oggi, per farvi fronte, si ricorre spesso agli audiolibri. Tra i casi celebri ipotizzati spicca
quello dello scienziato Albert Einstein, che iniziò a parlare solo a quattro anni e che a scuola fu
un alunno molto distratto. Le sue connessioni mentali atipiche lo portarono comunque a ottenere il
Nobel per la Fisica (1921).

Disortografia

Questo disturbo riguarda la scrittura e si manifesta con errori, omissioni e sostituzioni di
lettere, pur in presenza di buona lettura. Ne pativa lo scrittore Hans Christian Andersen, autore de
La Sirenetta, che commetteva parecchi errori fonetici e ortografici nelle sue fiabe, talvolta
inventando parole nuove.

Allo stesso modo, lo statista Winston Churchill infarciva i temi di imprecisioni e faticava con la
grammatica, arrivando però a brillare nell'arte oratoria (vinse il Nobel per la letteratura nel
1953). Persino la regina del giallo Agatha Christie riempiva i suoi manoscritti di errori
ortografici, preferendo così dettare le trame ai propri segretari.

Disgrafia

Chi ne soffre ha difficoltà di tipo esecutivo e motorio nella scrittura, che risulta quindi
irregolare, imprecisa e poco leggibile. Il disturbo non riguarda dunque il linguaggio nel suo
complesso, ma solo l'organizzazione del gesto grafico. A soffrirne fu, secondo molti, persino il
geniale Leonardo da Vinci, che oltre a scrivere da destra a sinistra commetteva ripetuti errori
linguistici, risultando spesso incomprensibile (compensando però con un'eccezionale intelligenza).

Discalculia

È il disturbo legato alle abilità nel calcolo, che comporta notevoli difficoltà nel comprendere
numeri e procedure aritmetiche, anche nel caso di operazioni algebriche molto semplici (per ovviare,
si concede agli studenti che ne soffrono l'uso frequente della calcolatrice). Un caso emblematico è
quello del prolifico inventore Thomas Edison, a scuola giudicato "lento" nell'aritmetica, ma poi
capace di brevettare oltre mille invenzioni (dal fonografo alla lampadina a incandescenza).

Disturbi misti (DMAS)

I DSA possono anche presentarsi in forma multipla, e in questo caso si usa parlare di"Disturbi Misti
delle Abilità Scolastiche" (DMAS), condizione che risulta tra l'altro piuttosto frequente. A
soffrirne, tra i personaggi celebri, fu verosimilmente Pablo Picasso, pittore che mal sopportava la
disciplina scolastica e che palesava difficoltà tanto nella lettura quanto nella scrittura (trovò
però nell'arte il proprio linguaggio espressivo, trasformando così i suoi disturbi in audacia
creativa).

"Disturbi extra"

Oltre ai disturbi elencati, sussistono altre condizioni che, pur non rientrando tecnicamente tra i
DSA, hanno caratteristiche analoghe. Per esempio, il "disturbo specifico del linguaggio"
(comprensione e produzione del linguaggio orale), la "disprassia" (difficoltà nel coordinare i
movimenti, sia fini sia grossolani), il "disturbo dell'elaborazione uditiva" (disfunzioni acustiche
non strutturali) e quello "dell'apprendimento non verbale" (afferente alla sfera visuo-spaziale e
sociale).

da focus.it



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