Stare seduti fa bene al cervello? Sì, ma solo se lo fai in questo modo
Passare ore seduti non è sempre dannoso: leggere o scrivere protegge il cervello e migliora la
memoria. Scopri la differenza tra sedentarietà attiva e passiva.
12 febbraio 2026 - Elisabetta Intini
Trascorrere molte ore seduti fa male alla salute - anche a quella cognitiva, oltre a non contribuire
granché al benessere psicologico. Ma non tutte le attività che si possono fare da seduti hanno lo
stesso "costo" per il cervello, in termini di invecchiamento e riduzione del volume cerebrale.
Quelle che reclutano attivamente le nostre funzioni cognitive potrebbero addirittura avere un
effetto benefico.
Uno studio australiano pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease rileva che passatempi come
leggere, scrivere, giocare a carte, fare i puzzle, lavorare al computer o altri compiti "attivi",
potrebbero anzi migliorare le funzioni esecutive (come quelle di pianificazione, organizzazione,
regolazione), la memoria e la flessibilità con cui ragioniamo. Insomma l'etichetta di
"sedentarietà", non si addice a tutte le cose che si fanno da seduti allo stesso modo.
Differenze che contano: l'impatto di TV e lettura sulla memoria
Gli scienziati della Scuola di salute pubblica dell'Università del Queensland hanno rivisto 85 studi
sul tema della sedentarietà, e constatato che stare seduti in modo "attivo" mostra associazioni
positive evidenti con il miglioramento di alcune funzioni cognitive (come la memoria di lavoro,
quella che ci permette di trattenere e gestire contemporaneamente tutte le informazioni necessarie a
eseguire compiti complessi). Invece, i modi passivi di stare seduti, come starsene appollaiati sul
divano a guardare la TV, correlano con effetti negativi sulla salute del cervello, come un rischio
aumentato di demenze.
Migliorare lo stile di vita: come scegliere la "ginnastica mentale" quotidiana
Ora i ricercatori sperano che quanto scoperto possa informare migliori raccomandazioni sui
comportamenti corretti da seguire per la salute del cervello, visto che gli studi analizzati si
concentravano su compiti da seduti, attivi o passivi, che eseguiamo regolarmente, e non per esempio
su attività di ginnastica mentale, già associate a miglioramenti cognitivi. In altre parole, tutti
noi possiamo scegliere di impegnarci in mansioni più stimolanti quando stiamo seduti, rispetto al
semplice fare zapping alla TV.
Lo ha spiegato bene Paul Gardiner, tra gli autori dello studio: «Oggi la maggior parte delle persone
trascorre molte ore al giorno seduta, quindi il modo in cui si sta seduti (o il perché, ndr) ha
importanza».
https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/13872877251394751
da
focus.it