Ma perché Dio, che è buono, permette che questo male sia nel mondo e si diffonda?

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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

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Dec 10, 2009, 12:36:51 PM12/10/09
to STUDIO BIBLICO
Ma perché Dio, che è buono, permette che questo male sia nel mondo e
si diffonda?

Dice il CCC

310 Ma perché Dio non ha creato un mondo a tal punto perfetto da non
potervi essere alcun male? Nella sua infinita potenza, Dio potrebbe
sempre creare qualcosa di migliore [Cf San Tommaso d'Aquino, Summa
theologiae, I, 25, 6]. Tuttavia, nella sua sapienza e nella sua bontà
infinite, Dio ha liberamente voluto creare un mondo "in stato di via"
verso la sua perfezione ultima. Questo divenire, nel disegno di Dio,
comporta, con la comparsa di certi esseri la scomparsa di altri, con
il più perfetto anche il meno perfetto, con le costruzioni della
natura anche le distruzioni. Quindi, insieme con il bene fisico esiste
anche il male fisico, finché la creazione non avrà raggiunto la sua
perfezione [Cf San Tommaso d'Aquino, Summa contra gentiles, 3, 71].

311 Gli angeli e gli uomini, creature intelligenti e libere, devono
camminare verso il loro destino ultimo per una libera scelta e un
amore di preferenza. Essi possono, quindi, deviare. In realtà, hanno
peccato. E' così che nel mondo è entrato il male morale,
incommensurabilmente più grave del male fisico. Dio non è in alcun
modo, né direttamente né indirettamente, la causa del male morale [Cf
Sant'Agostino, De libero arbitrio, 1, 1, 1: PL 32, 1221-1223; San
Tommaso d'Aquino, Summa teologiae, I-II, 79, 1]. Però, rispettando la
libertà della sua creatura, lo permette e, misteriosamente, sa trarne
il bene:

Infatti Dio onnipotente. . ., essendo supremamente buono, non
permetterebbe mai che un qualsiasi male esistesse nelle sue opere, se
non fosse sufficientemente potente e buono da trarre dal male stesso
il bene [Sant'Agostino, Enchiridion de fide, spe et caritate, 11, 3].

312 Così, col tempo, si può scoprire che Dio, nella sua Provvidenza
onnipotente, può trarre un bene dalle conseguenze di un male, anche
morale, causato dalle sue creature: "Non siete stati voi", dice
Giuseppe ai suoi fratelli, "a mandarmi qui, ma Dio; . . . se voi avete
pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un
bene. . . per far vivere un popolo numeroso" ( Gen 45,8 Gen 50,20 )
[Cf Tb 2,12-18 vulg]. Dal più grande male morale che mai sia stato
commesso, il rifiuto e l'uccisione del Figlio di Dio, causata dal
peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua
grazia, [Cf Rm 5,20 ] ha tratto i più grandi beni: la glorificazione
di Cristo e la nostra Redenzione. Con ciò, però, il male non diventa
un bene.

313 "Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" ( Rm 8,28 ). La
testimonianza dei santi non cessa di confermare questa verità:

Così santa Caterina da Siena dice a "coloro che si scandalizzano e si
ribellano davanti a ciò che loro capita": "Tutto viene dall'amore,
tutto è ordinato alla salvezza dell'uomo, Dio non fa niente se non a
questo fine" [Santa Caterina da Siena, Dialoghi, 4, 138].

E san Tommaso Moro, poco prima del martirio, consola la figlia: "Nulla
accade che Dio non voglia, e io sono sicuro che qualunque cosa
avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il
meglio" [San Tommaso More, Lettera ad Alice Alington di Margaret Roper
sul colloquio avuto in carcere con il padre, cf Liturgia delle Ore,
III, Ufficio delle letture del 22 giugno].

E Giuliana di Norwich: "Imparai dalla grazia di Dio che dovevo
rimanere fermamente nella fede, e quindi dovevo saldamente e
perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene. . . : "Tu
stessa vedrai che ogni specie di cosa sarà per il bene " [Giuliana di
Norwich, Rivelazioni dell'amore divino, 32].

Don Tullio Rotondo
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