"Una divisa come un'altra"
Poi, un bel giorno, te ne vai al concertone del primo maggio per
raccogliere le firme sulle famiglie di fatto e ti aspetti che tutti
'sti giovani con l'aria impegnata, il vestiario impegnato,
l'acconciatura impegnata e spesso perfino l'andatura impegnata
reagiscano in qualche modo diverso dall'indifferenza.
Invece, perlopiù, niente. Non dico, intendiamoci, niente adesioni, ma
proprio niente di niente: nessun interesse, nessuna avversione,
neanche un insulto o al limite uno sputo in faccia.
Semplicemente niente.
La stragrande maggioranza dei giovani impegnati non si ferma neanche
per capire chi sei e cosa gli stai chiedendo, ti guarda come se avesse
davanti agli occhi un marziano che si sta dedicando a chissà quale
attività astrusa, gira la testa dall'altra parte e tira via: nel
migliore dei casi biascicando qualcosa tipo "mi aspettano", "ho
fretta", "non firmo niente", nel peggiore tenendo lo sguardo fisso
davanti a sé e non degnandoti nemmeno di un vaffanculo.
Ieri ne ho visti passare centinaia, di quei giovani impegnati: ognuno
con la sua maglietta d'ordinanza inneggiante a qualche
improcrastinabile mutamento sociale, ma quasi tutti completamente
disinteressati a stare a sentire dieci secondi, sia pure per mandarlo
a cagare, chi proponeva loro di firmare per provare a concretizzarne
uno.
E ho dovuto concludere, con una certa malinconia, che spesso e
volentieri anche la tenuta da giovane impegnato è una divisa come
un'altra.
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