I ricercatori quindi hanno preso un algoritmo dedicato all'identificazione dell'insufficienza cardiaca già esistente, e che lavorava però con gli ECG standard, e lo hanno riscritto in modo da farlo funzionare con la rilevazione dell'Apple Watch. Lo studio ha incluso ben 125.610 ECG raccolti nell'arco di sei mesi da 46 stati e 11 paesi. I risultati sono stati ottimi: l'algoritmo, una volta applicato alle registrazioni dell'ECG di Apple Watch, si è rivelato uno strumento diagnostico più efficace di un test medico su tapis roulant.
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Dati che, se dati in pasto a uno o più algoritmi di intelligenza artificiale, potrebbero restituire risultati inimmaginabili per una "semplice" mente umana. Se si fa shopping con lo smartphone tra le mani, ad esempio, l'espressione del viso potrebbe fornire informazioni di grande rilevanza se quello che stiamo vedendo ci piace o meno. Altre app, invece, potrebbero suggerirci contenuti e post basati sul nostro stato emotivo: Facebook, ad esempio, nel 2016 ha brevettato un sistema in grado di mostrare contenuti a seconda delle emozioni che si provano in un determinato momento e l'utilizzo di tecnologie come Face ID potrebbe accelerare il processo.
Ultimo segnale ma non meno importante è quello lanciato da Applebot. Il web-crawler (cioè un algoritmo che scansiona il Web in cerca di nuova pagine e le indicizza) di Apple sarebbe stato particolarmente attivo e vivace negli ultimi mesi, almeno rispetto al passato, facendo presagire un salto di livello che andrebbe oltre alla capacità di fornire i risultati di ricerca di Siri e Spotlight.
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