«Un pezzo di storia restituito a Palermo. Questa mattina ho avuto il privilegio di essere presente alla cerimonia di apertura al pubblico del Ponte delle Teste Mozze un momento che resterà nella memoria di questa città.
Un ponte maestoso in pietra a tre campate, rimasto nascosto per secoli sotto i nostri piedi, a pochi metri dal celebre Ponte dell’Ammiraglio.
Insieme, i due costituivano un unico sistema di attraversamento del fiume Oreto: un legame antico, spezzato solo nel 1831, quando il corso dell’Oreto fu deviato e il ponte venne progressivamente interrato.
Proprio quell’interramento lo ha salvato dalla demolizione, custodendolo intatto per noi.
Il nome evocativo e un po’ inquietante deriva dal cippo collocato nella zona a metà del Settecento, nelle cui nicchie venivano esposte le teste dei condannati a morte. Storia dura, storia vera, storia di Palermo.
Poi, nel 2014, durante gli scavi per la linea del tram, gli archeologi della Soprintendenza ai Beni Culturali lo hanno riportato alla luce.
Dieci anni di attesa, e oggi finalmente apre per tutti, nell’ambito de “Il Genio di Palermo”, la splendida manifestazione della Fondazione Le Vie dei Tesori».
Lo dichiara il presidente della VII Commissione consiliare, Pasquale Terrani
Giovanni Gaudesi
Ufficio Stampa
Comune di Palermo