"La notizia della condanna inflitta all’oratorio della Parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, ritenuto responsabile di “eccessivo rumore” per le attività ludiche svolte dai bambini, impone una riflessione seria, profonda e non ideologica sul modello di città che intendiamo costruire.
Nel massimo rispetto delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria, non posso tuttavia tacere una forte preoccupazione istituzionale e sociale: una città che arriva a sanzionare il gioco dei bambini all’interno di un oratorio rischia di smarrire il senso stesso della comunità.
Gli oratori, a Palermo come in tutta Italia, non sono semplici spazi ricreativi: sono presìdi educativi, sociali e culturali, spesso gli unici rimasti nei quartieri più fragili. Luoghi in cui il gioco è strumento di crescita, di rispetto delle regole, di trasmissione di valori, di appartenenza alla città.
Preferisco, senza esitazione, il “caos” ordinato di un oratorio pieno di bambini, alle strade silenziose ma popolate da ragazzi lasciati a se stessi, privi di riferimenti educativi, facilmente esposti al degrado, alla devianza e al disprezzo per la cosa pubblica.
Quel rumore non è disturbo: è vita, è prevenzione sociale, è futuro.
Palermo soffre già una drammatica carenza di spazi di aggregazione per minori e giovani. Penalizzare chi, da decenni, supplisce alle carenze dello Stato e delle istituzioni con impegno volontario e responsabilità educativa significa indebolire ulteriormente il tessuto sociale della città.
Abbiamo tutti il dovere di tutelare il diritto al gioco e alla socialità dei bambini; garantire una convivenza urbana equilibrata, senza criminalizzare le attività educative; riconoscere formalmente il ruolo degli oratori e degli spazi aggregativi come beni sociali di interesse collettivo.
Una città che non tollera le voci dei suoi bambini è una città che rischia di non avere voce domani".
Lo ha dichiarato il consigliere Ottavio Zacco.
Giovanni Gaudesi
Ufficio Stampa
Comune di Palermo