LA PAROLA
31 marzo 2017
Venerdì
San Beniamino martire
4.a di Quaresima - IV
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato
Liturgia: Sap 2,1a.12-22; Sal 33; Gv 7,1-2.10.25-30
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, fa' che oggi io sappia giudicare tutte le cose con un giudizio equo, secondo il tuo pensiero, che io sappia riconoscere tutti quelli che mi mandi, e non limitare la mia fede al conformismo e ai segni esteriori. Concedimi il coraggio di essere tuo testimone per mezzo della parola e del compimento del bene. Resta con me, e non permettere che io mi allontani da te.
ANTIFONA D'INGRESSO
Salvami, o Dio, per il tuo nome, e nella tua potenza rendimi giustizia. Ascolta, o Dio, la mia preghiera, porgi l'orecchio alle parole della mia bocca.
COLLETTA
Padre santo, che nei tuoi sacramenti hai posto il rimedio alla nostra debolezza, fa' che accogliamo con gioia i frutti della redenzione e li manifestiamo nel rinnovamento della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Sap 2,1a.12-22)
Condanniamolo a una morte infame.
Dal libro della Sapienza
Dicono [gli empi] fra loro sragionando: "Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d'incomodo e si oppone alle nostre azioni; ci rimprovera le colpe contro la legge e ci rinfaccia le trasgressioni contro l'educazione ricevuta.
Proclama di possedere la conoscenza di Dio e chiama se stesso figlio del Signore.
È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri; ci è insopportabile solo al vederlo, perché la sua vita non è come quella degli altri, e del tutto diverse sono le sue strade.
Siamo stati considerati da lui moneta falsa, e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
Proclama beata la sorte finale dei giusti e si vanta di aver Dio per padre.
Vediamo se le sue parole sono vere, consideriamo ciò che gli accadrà alla fine. Se infatti il giusto è figlio di Dio, egli verrà in suo aiuto e lo libererà dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza e saggiare il suo spirito di sopportazione. Condanniamolo a una morte infamante, perché, secondo le sue parole, il soccorso gli verrà».
Hanno pensato così, ma si sono sbagliati; la loro malizia li ha accecati.
Non conoscono i misteriosi segreti di Dio, non sperano ricompensa per la rettitudine né credono a un premio per una vita irreprensibile.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.
CANTO AL VANGELO (cf. Lc 8,15)
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
VANGELO (Gv 7,1-2.10.25-30)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Cercavano di arrestare Gesù, ma non era ancora giunta la sua ora.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne.
Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere?
Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Parola del Signore.
OMELIA
Il libro Sapienziale, nella prima lettura, trasmette un giudizio di condanna emesso da "empi" nei confronti di un giusto, la cui condotta è un rimprovero severo: "Ci rimprovera le trasgressioni della legge e ci rinfaccia le mancanze contro l'educazione da noi ricevuta. Proclama di possedere la conoscenza di Dio e si dichiara figlio del Signore". In queste righe si avverte una anticipazione profetica del destino di Gesù e delle accuse che gli furono mosse ripetutamente: rancori, insidie, insulti, fino alla condanna a morte. Ma l'autore conclude: La pensano così, ma si sbagliano; la loro malizia li ha accecati. Non conoscono i segreti di Dio; non sperano salario per la santità né credono alla ricompensa delle anime pure". Nel Vangelo Giovanni attesta la serenità di Gesù, che prosegue tranquillamente la sua missione e si sforza di far capire la sua origine e identità: "Chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". Quel coraggio nel proclamare la verità, è un dono di Dio; è anche il risultato di una riflessione perseverante sul nucleo di fede. Il cristiano, sull'esempio di Gesù, è credibile se è davvero credente. La vera fede è lontana dalla magia o dalla religiosità emotiva. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
La potenza di questo sacrificio ci liberi, Signore, dal peccato e ci faccia giungere più puri alle feste pasquali, principio della nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
In Cristo abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, questo sacramento che segna per noi il passaggio dall'antica alla nuova alleanza, ci spogli dell'uomo vecchio e ci rivesta del Cristo nella giustizia e nella santità. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Grazie, Signore, per il giorno di oggi. Lo rimetto nelle tue mani con tutto ciò che esso ha comportato. Grazie, Signore, per i tuoi doni, per ogni bene che, grazie alla tua potenza, abbiamo potuto compiere. Perdonami per il male che ho fatto, e per il bene che non abbiamo fatto né io né il mio prossimo. Ti affido i dolori e le tragedie della terra e di coloro che soffrono. Metto in te la mia fiducia.
LA PAROLA
2 aprile 2017
Domenica
San Francesco da Paola (mf)
5.a di Quaresima - I
Il Signore è bontà e misericordia
Liturgia: Ez 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45
PREGHIERA DEL MATTINO
Tu sia lodato, Dio nostro Signore, Dio dei nostri padri, Dio di Abramo. Dio di Isacco e di Giacobbe. Nella tua bontà, tu ti preoccupi dei vivi; nella tua inesauribile misericordia, tu dai la vita ai morti; tu sostieni coloro che cadono, guarisci i malati, liberi gli incatenati. Tu resti fedele e lo dimostri a coloro che dormono nella polvere. Chi è uguale a te, Signore delle forze della natura? Chi è uguale a te, Signore del mondo, tu che dai la morte e la vita, che risvegli la vita e diffondi la salvezza?
PRIMA LETTURA (Ez 37,12-14)
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d'Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi
farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L'ho detto e lo farò"».
Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 129)
Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.
Il Signore è bontà e misericordia.
Se consideri le colpe, Signore, Signore,
chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.
Il Signore è bontà e misericordia.
Io spero, Signore.
Spera l'anima mia, attendo la sua parola.
L'anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all'aurora.
Il Signore è bontà e misericordia.
Più che le sentinelle l'aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.
Il Signore è bontà e misericordia.
SECONDA LETTURA (Rm 8,8-11)
Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Gv 11,25.26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.
R. Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Gv 11,1-45)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Io sono la risurrezione e la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava.
Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, si è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà».
Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno.
Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?».
Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto:
«Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?».
Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.
OMELIA
Nella quinta domenica del tempo di Quaresima ci è donato come imminente preparazione alla Pasqua il racconto di uno dei miracoli più sorprendenti di Gesù. Tutti i miracoli, tutti i gesti e tutte le parole di nostro Signore dovrebbero essere sorprendenti per il moto di lode e ringraziamento che producono nei nostri cuori. Gesù sempre si proclama il Signore della vita e della morte. Il miracolo narrato oggi è una resurrezione: quella del suo amico Lazzaro. Nei Vangeli e in tutta la Bibbia sono descritti vari miracoli. Oggi ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso. La resurrezione di Lazzaro è narrata dall'evangelista Giovanni con toni particolari dove si intrecciano sentimenti e desideri umani, fede e speranza nella resurrezione. Molti personaggi si affacciano e si alternano nel racconto che egli ci propone, ognuno rappresenta una particolare angolazione e sottolineatura dell'episodio stesso. Con i discepoli la resurrezione di Lazzaro ci aiuta a comprendere la differenza della vita e della morte fisica e della vita e della morte spirituale, cioè la vita in Cristo e la morte come lontananza dal Signore. Nei discepoli che esortano Gesù, quasi come rimprovero, vi è la parte umana di Gesù. Essi riferiscono infatti che Lazzaro, colui che lui ama, sta male. Gesù risponde loro invitandoli a scoprire la manifestazione della gloria di Dio, anche in questo momento drammatico. Gesù si reca allora Betània scoprendo che Lazzaro era morto da quattro giorni. Lazzaro e le sorelle Marta e Maria sono in relazione di unione di amore con Gesù. I Vangeli raccontano vari episodi che li vedono come protagonisti. Ora però questo equilibrio è sconvolto dalla morte inaspettata del fratello. In questo episodio le due sorelle Marta e Maria rappresentano la necessità di leggere avvenimenti, anche quelli drammatici, alla luce della fede. È questo il senso della domanda di Gesù che è in realtà una esortazione: "Credi tu?". La risposta di Marta dimostra la completa fiducia in Gesù. Di fronte alla tomba di Lazzaro Gesù mostra il suo lato veramente umano, non nascondendo nemmeno le sue lacrime di commozione. Ai discepoli Egli risponde cercando di far comprendere il significato profondo del miracolo che sta per compiere. Alle sorelle invece, alle quali chiede la fede e la fiducia, Gesù mostra il suo lato umano. La resurrezione di Lazzaro è l'anticipo (typos) della resurrezione di Gesù. Essa ci suggerisce un atteggiamento di serena fiducia nel Signore di fronte a tutti gli avvenimenti della vita, da leggere alla luce della fede. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno", dice il Signore.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Non rimproverare a Dio la sua impotenza misurandolo con la tua propria debolezza; pensa piuttosto alla sua potenza! Se il sole, piccola opera di Dio, riscalda con un solo raggio il mondo intero, se l'aria che Dio ha creato circonda tutto quello che è nel mondo, Dio stesso dovrebbe essere lontano, egli che è il creatore del sole e dell'aria? Per te, la cui fede non è ancora salda, ecco un paragone molto semplice. Supponiamo che i diversi semi delle piante siano mischiati e che tu li tenga nella tua mano. Ti è o no difficile controllarli, distinguerli secondo le loro caratteristiche e raggrupparli secondo la loro specie? Se tu sei capace di esaminare quello che tieni in mano, Dio non dovrebbe poter verificare e rimettere in ordine quello che lui stesso tiene nel palmo della mano? Rifletti su quello che ti dico e rispondimi: non è blasfemo negare la risurrezione?
SAN CIRILLO DI GERUSALEMME, catechesi 18,3.
LA PAROLA
7 aprile 2017
Venerdì
San Giovanni Battista de la Salle (m)
5.a di Quaresima - I
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore
Liturgia: Ger 20,10-13; Sal 17; Gv 10,31-42
PREGHIERA DEL MATTINO
Noi crediamo in te, Signore Gesù, che sei venuto dal Padre per mostrarci il suo amore. Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il suo unico Figlio a salvarlo. Gesù, noi crediamo che tutto quello che tu hai fatto e detto aveva per scopo la nostra salvezza. Padre, sii onorato per l'opera di tuo Figlio che ci fai conoscere per mezzo dello Spirito Santo.
ANTIFONA D'INGRESSO
Abbi pietà di me, Signore, perché sono in angustia; strappami dalla mano dei miei nemici e salvami dai miei persecutori: Signore, che io non resti confuso.
COLLETTA
Perdona, Signore, i nostri peccati, e nella tua misericordia spezza le catene che ci tengono prigionieri a causa delle nostre colpe, e guidaci alla libertà che Cristo ci ha conquistata. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Ger 20,10-13)
Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso.
Dal libro del profeta Geremia
Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all'intorno! Denunciàtelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 17)
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore.
Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti infernali;
già mi avvolgevano i lacci degli ínferi,
già mi stringevano agguati mortali.
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore.
Nell'angoscia invocai il Signore,
nell'angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido.
Nell'angoscia t'invoco: salvami, Signore.
CANTO AL VANGELO
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Gv 10,31-42)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio - e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore.
OMELIA
Sarebbe stato davvero facile per Gesù ritorcere contro i suoi accusatori, e con maggiore ragione, l'accusa che essi temerariamente gli rivolgono: «Ti fai Dio». È proprio in questo l'essenza e la radice del loro e nostro peccato sin da quello commesso in principio dai nostri progenitori. «Sarete come dei», aveva insinuato loro il maligno, in quella prima tentazione e così va ripetendo ancora ogni volta che vuole indurci alla libertà sfrenata per metterci contro Dio e farci poi sperimentare la paura e la nudità. I Giudei invece rivolgo contro il Figlio unigenito del Padre questa accusa. Per questo, a loro giudizio, deve subire la lapidazione perché ai loro orecchi le sue parole suonano come una orribile bestemmia. Ne traggono motivo di scandalo e di condanna. Eppure molti, ricordando la testimonianza di Giovanni il Battìsta e vedendo con cuore semplice le opere che egli andava compiendo, ascoltando con docilità i suoi insegnamenti, cedettero in lui. I più duri di cuori sono da sempre quelli che si sentono particolarmente disturbati dalla verità, che si ritengono inattaccabili e depositari del bene, che si sentono invece toccati e feriti nell'orgoglio. Gesù ricorda loro: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? Ora, se essa h«Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio e la Scrittura non può essere annullata , a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"?». Gesù conclude la sua serrata argomentazione: «se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». È un momento e un argomento conclusivo quello che Gesù enuncia: Egli è vero Dio nell'unione ipostàtica con il Padre. Invoca perciò la fede perché solo così può essere compreso, chiede di vedere con quella luce, dono divino, le sue opere, per smettere il giudizio e far nascere l'accoglienza amorosa. Anche noi siamo testimoni e destinatari delle opere di Cristo, offriamogli la nostra più intensa gratitudine. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il tuo aiuto, Dio misericordioso, ci renda degni di accostarci al santo altare, perché l'assidua partecipazione al divino sacrificio ci ottenga la salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Il Padre è in me e io nel Padre", dice il Signore.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Non ci abbandoni, Signore, la forza di questo sacramento che ci unisce a te, e allontani sempre da noi ogni male. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Perdonami, Signore. La terra non si apre per inghiottirmi, come Datan e Abiron, i flutti del mio peccato come i flutti del mar Rosso non si rovesciano su di me ricoprendomi come il faraone e il suo esercito. Possa io avere la forza di Debora e di Giaele per trafiggere il nemico con la croce di Cristo e possa vedere con Manoach l'Angelo di Dio elevarsi nella fiamma. Fa' che io non imiti la debolezza di Sansone. Le seduzioni della carne non mi facciano perdere la tua gloria, Signore, consegnandomi nelle mani di estranei che tramano la menzogna.
LA PAROLA
9 aprile 2017
Domenica
Santa Maria Cleofe
Domenica delle Palme - II
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Liturgia: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14 - 27,66
PREGHIERA DEL MATTINO
Un non credente disse un giorno che, quando Dio è molto triste, cerca le voluminose tesi dei dotti teologi dedicate alla sua Persona. E in un attimo si mette a ridere, sinceramente divertito. A mio avviso i non credenti possono avere a volte delle intuizioni sensate. Concedici quindi, Signore, il dono di un'umile semplicità. Poiché non sapremo mai cosa è successo in realtà. Poiché, giustamente sono sufficienti il Corpo, il Sangue, il pane, il vino, frutto del sole e del lavoro umano. Difficile da comprendere, anche per i tuoi discepoli. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Sei giorni prima della solenne celebrazione della Pasqua, quando il Signore entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami di palma, e acclamavano a gran voce: Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria. Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia.
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli è Dio e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.
Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 21)
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
"Si rivoga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!".
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio,
ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!
VANGELO (Mt 26,14- 27,66)
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La passione del Signore.
+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento.
Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnarlo.
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"».
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici.
Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà.
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo».
Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati.
Io vi dico che d'ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge.
Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».
Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai».
Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».
Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare».
E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia.
E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».
Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: «Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora?
Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».
Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti.
Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.
Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori.
Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».
Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo.
Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!».
Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò.
E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio.
Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno.
O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli?
Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?».
In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato.
Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.
Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani.
Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; entrò e stava seduto fra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire.
I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una falsa testimonianza contro Gesù, per metterlo a morte; ma non la trovarono, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: "Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"».
Il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».
Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio».
«Tu l'hai detto - gli rispose Gesù -; anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?». E quelli risposero: «È reo di morte!».
Allora gli sputarono in faccia e lo percossero; altri lo schiaffeggiarono, dicendo: «Fa' il profeta per noi, Cristo! Chi è che ti ha colpito?».
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una giovane serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».
Ma egli negò davanti a tutti dicendo: «Non capisco che cosa dici».
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno».
Ma egli negò di nuovo, giurando: «Non conosco quell'uomo!».
Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo accento ti tradisce!».
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò.
E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire.
Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato.
Allora Giuda - colui che lo tradì -, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!».
Egli allora, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi.
I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue».
Tenuto consiglio, comprarono con esse il «Campo del vasaio» per la sepoltura degli stranieri.
Perciò quel campo fu chiamato «Campo di sangue» fino al giorno d'oggi.
Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d'Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore.
Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici».
E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?».
Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito.
A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta.
In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba.
Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?».
Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia.
Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua».
Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù.
Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!».
Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!».
Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!».
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!».
E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli».
Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa.
Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!».
Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.
Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo.
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce.
Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere.
Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte.
Poi, seduti, gli facevano la guardia.
Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei».
Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!».
Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d'Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui.
Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: "Sono Figlio di Dio"!».
Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio.
Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia».
E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere.
Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!».
Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono.
Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».
Vi erano là anche molte donne, che osservavano da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo.
Tra queste c'erano Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo.
Venuta la sera, giunse un uomo ricco, di Arimatea, chiamato Giuseppe; anche lui era diventato discepolo di Gesù.
Questi si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Pilato allora ordinò che gli fosse consegnato.
Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia; rotolata poi una grande pietra all'entrata del sepolcro, se ne andò.
Lì, sedute di fronte alla tomba, c'erano Maria di Màgdala e l'altra Maria.
Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i capi dei sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore, mentre era vivo, disse: "Dopo tre giorni risorgerò".
Ordina dunque che la tomba venga vigilata fino al terzo giorno, perché non arrivino i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: "È risorto dai morti". Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!».
Pilato disse loro: «Avete le guardie: andate e assicurate la sorveglianza come meglio credete».
Essi andarono e, per rendere sicura la tomba, sigillarono la pietra e vi lasciarono le guardie.
Parola del Signore.
OMELIA
È allo stesso tempo l'ora della luce e l'ora delle tenebre.
L'ora della luce, poiché il sacramento del Corpo e del Sangue è stato istituito, ed è stato detto: "Io sono il pane della vita... Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me: colui che viene a me non lo respingerò... E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto mi ha dato, ma lo risusciti l'ultimo giorno". Come la morte è arrivata dall'uomo così anche la risurrezione è arrivata dall'uomo, il mondo è stato salvato per mezzo di lui. Questa è la luce della Cena.
Al contrario, la tenebra viene da Giuda. Nessuno è penetrato nel suo segreto. Si è visto in lui un mercante di quartiere che aveva un piccolo negozio, e che non ha sopportato il peso della sua vocazione. Egli incarnerebbe il dramma della piccolezza umana. O, ancora, quello di un giocatore freddo e scaltro dalle grandi ambizioni politiche.
Lanza del Vasto ha fatto di lui l'incarnazione demoniaca e disumanizzata del male.
Tuttavia nessuna di queste figure collima con quella del Giuda del Vangelo. Era un brav'uomo, come molti altri. È stato chiamato come gli altri. Non ha capito che cosa gli si faceva fare, ma gli altri lo capivano? Egli era annunciato dai profeti, e quello che doveva accadere è accaduto. Giuda doveva venire, perché altrimenti come si sarebbero compiute le Scritture? Ma sua madre l'ha forse allattato perché si dicesse di lui: "Sarebbe stato meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!"? Pietro ha rinnegato tre volte, e Giuda ha gettato le sue monete d'argento, urlando il suo rimorso per aver tradito un Giusto. Perché la disperazione ha avuto la meglio sul pentimento? Giuda ha tradito, mentre Pietro che ha rinnegato Cristo è diventato la pietra di sostegno della Chiesa. Non restò a Giuda che la corda per impiccarsi. Perché nessuno si è interessato al pentimento di Giuda? Gesù l'ha chiamato "amico". È veramente lecito pensare che si trattasse di una triste pennellata di stile, affinché sullo sfondo chiaro, il nero apparisse ancora più nero, e il tradimento più ripugnante? Invece, se questa ipotesi sfiora il sacrilegio, che cosa comporta allora l'averlo chiamato "amico"? L'amarezza di una persona tradita? Eppure, se Giuda doveva esserci affinché si compissero le Scritture, quale colpa ha commesso un uomo condannato per essere stato il figlio della perdizione?
Non chiariremo mai il mistero di Giuda, né quello del rimorso che da solo non può cambiare nulla. Giuda Iscariota non sarà più "complice" di nessuno.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo perdono; non lo meritiamo per le nostre opere, ma l'ottenga dalla tua misericordia questo unico mirabile sacrificio. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni, e con la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
La croce di Cristo sul Calvario è anche testimonianza della forza del male verso lo stesso Figlio di Dio, verso colui che, unico fra tutti i figli degli uomini, era per sua natura assolutamente innocente e libero dal peccato, e la cui venuta nel mondo fu esente dalla disobbedienza di Adamo e dall'eredità del peccato originale. Ed ecco, proprio in lui, in Cristo, viene fatta giustizia del peccato a prezzo del suo sacrificio, della sua obbedienza "fino alla morte" (Fil 2,8). Colui, che era senza peccato, "Dio lo trattò da peccato in nostro favore" (2Cor 5,21). Viene anche fatta giustizia della morte che, dagli inizi della storia dell'uomo, si era alleata col peccato. Questo far giustizia della morte avviene a prezzo della morte di colui, che era senza peccato e che unico poteva - mediante la propria morte - infliggere morte alla morte (cf. 1Cor 15,54ss). In tal modo la croce di Cristo, sulla quale il Figlio, consostanziale al Padre, rende piena giustizia a Dio, è anche una rivelazione radicale della misericordia, ossia dell'amore che va contro a ciò che costituisce la radice stessa del male nella storia dell'uomo: contro al peccato e alla morte.
La croce è il più profondo chinarsi della Divinità sull'uomo e su ciò che l'uomo - specialmente nei momenti difficili e dolorosi - chiama il suo infelice destino. La croce è come un tocco dell'eterno amore sulle ferite più dolorose dell'esistenza terrena dell'uomo, è il compimento sino alla fine del programma messianico, che Cristo formulò una volta nella sinagoga di Nazaret (cf. Lc 4,18-21) e ripeté poi dinanzi agli inviati di Giovanni Battista (cf. Lc 7,20-23). Secondo le parole scritte già nella profezia di Isaia (cf. Is 35,5; 6,1-3), tale programma consisteva nella rivelazione dell'amore misericordioso verso i poveri, i sofferenti e i prigionieri, verso i non vedenti, gli oppressi e i peccatori. Nel mistero pasquale viene oltrepassato il limite del molteplice male, di cui l'uomo diventa partecipo e nell'esistenza terrena: la croce di Cristo, infatti, ci fa comprendere le più profonde radici del male, che affondano nel peccato e nella morte, e così diventa un segno escatologico. Soltanto nel compimento escatologico e nel definitivo rinnovamento del mondo, l'amore in tutti gli eletti vincerà le sorgenti più profonde del male, portando quale frutto pienamente maturo il Regno della vita e della santità e dell'immortalità gloriosa. Il fondamento di tale compimento escatologico è già racchiuso nella croce di Cristo e nella sua morte. Il fatto che Cristo "è risuscitato il terzo giorno" (1Cor 15,4) costituisce il segno finale della missione messianica, segno che corona l'intera rivelazione dell'amore misericordioso nel mondo soggetto al male. Ciò costituisce al tempo stesso il segno, che preannuncia "un nuovo cielo e una nuova terra" (Ap 21,1), quando Dio "tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate" (Ap 21,4).
GIOVANNI PAOLO II, Dives in misericordia, 8
LA PAROLA
16 aprile 2017
Domenica
Santa Giuditta
PASQUA: RISURREZIONE DEL SIGNORE - P
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo
Liturgia: At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, il mio cuore esulta! Serbo in me l'eco del canto dell' Exultet della veglia notturna: e non si tratta solo di un ricordo! La liturgia rende presente la storia misteriosa della salvezza e il nostro presente si proietta nel mistero della liturgia. La solenne domenica della risurrezione è una realtà e un dono per il presente. Signore, fa' che nella mia vita io non smarrisca mai la dimensione pasquale della vera gioia, del giubilo, anche se mi trovassi di fronte a prove difficili e dolorose che fanno anch'esse parte della mia vita. Alleluia!
ANTIFONA D'INGRESSO
Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia.
COLLETTA
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Egli è Dio e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43)
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
SECONDA LETTURA (Col 3,1-4)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Parola di Dio.
SEQUENZA
Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
"Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?".
"La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea".
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.
CANTO AL VANGELO (cf. 1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
VANGELO (Gv 20,1-9)
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Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
OMELIA
La principale domenica di tutto l'anno liturgico celebra un evento straordinario e decisivo nella Storia dell'umanità: la risurrezione di Gesù Cristo. "Questo è il giorno di Cristo Signore, alleluia".
I testi biblici indicati per la liturgia eucaristica del giorno costituiscono testimonianze certe sulla presenza del Risorto. Gli Atti degli Apostoli trasmettono la predicazione di Pietro che ricorda la testimonianza dei profeti: "Chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo Nome". Davvero la salvezza è stata attuata grazie al sacrificio del Signore. Ai Colossesi, Paolo indica una strada: "Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra". Il cambiamento di impostazione di vita è totale e definitivo. Ai cristiani di Corinto, l'apostolo canta: "Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato... Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità". L'invito è categorico: riflettendo sulla propria fragilità, il battezzato avverte l'urgenza della conversione, e ringrazia Dio per il dono della liberazione. Con l'antica sequenza "Victimae paschali laudes", si propone: Alla vittima pasquale s'immoli oggi il sacrificio di lode. L'agnello ha redento il suo gregge, l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. I brani del vangelo riferiscono l'avvenuto miracolo: il sepolcro è vuoto; Gesù è risorto. La buona notizia si trasmette rapidamente. La fede della Chiesa non si stanca mai di contemplare in adorazione l'attuazione del progetto di salvezza. Ogni battezzato è davvero un uomo nuovo, che partecipa al dono della risurrezione con una adesione libera e cosciente, con un impegno di vita nuova, nello Spirito santo. I numerosi testi biblici proclamati nella Veglia pasquale sono un riassunto delle principali tappe della Storia sacra, che è orientata verso la nascita del nuovo Popolo di Dio. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Esultanti per la gioia pasquale ti offriamo, Signore, questo sacrificio, nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: celebriamo dunque la festa con purezza e verità. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente, con l'inesauribile forza del tuo amore, perché, rinnovata dai sacramenti pasquali, giunga alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
La Chiesa del mattino di Pasqua è prima di tutto un piccolo gruppo di donne che, partendo "di buon mattino" per vedere un sepolcro e imbalsamare un cadavere, scoprono all'improvviso che non devono più cercare fra i morti colui che è vivo... e se ne ritornano in tutta fretta, portando la gioiosa notizia agli apostoli e ai discepoli. Prime a cercare Gesù dopo la tragedia del Golgota, prime ad incontrarlo vivo, prime ad ascoltarne la parola di pace e l'appello all'evangelizzazione, esse formano la prima comunità pasquale. In esse è appena nata la gioia di credere e di dire che Gesù è risuscitato...
La Chiesa del mattino di Pasqua è questa donna peccatrice perdonata che piange accanto a una tomba vuota poiché qualcuno, crede, ha portato via il corpo crocifisso del Signore. Poiché non vi è davvero più Gesù vivo, che ella possa almeno stargli vicino da morto! Che almeno le sia permesso di spandere un'ultima volta su di lui il più prezioso dei suoi profumi e asciugarlo con i suoi capelli!
Ma ecco che viene qualcuno. Parla... "Perché piangi? Cosa cerchi?". Strana risonanza di domande così banali. Ciò nonostante ella non riconosce Gesù. Se sei tu che l'hai portato via, dimmi dove lo hai messo. È solo quando escono dalle labbra dello straniero le due sillabe del suo nome che il velo si alza. "Gesù le dice: Maria! Lei si volta e dice: Rabbuni!".
Primo grido della fede pasquale. Prima professione di fede cristiana. Il credo della Chiesa nel suo scaturire! Ma subito la prima prova. Maria Maddalena vorrebbe proprio trattenere colui la cui assenza l'aveva straziata. Impara che bisogna 4rinunciarvi. È in altro modo ch'ella rimarrà nell'intimità del maestro amato.
"Non mi trattenere!". Compaiono allora, già inseparabili, la prima catechesi e il primo invio in missione. "Va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". È questa espressione straordinaria che riassume tutta la testimonianza apostolica: "Ho visto il Signore ed ecco ciò che mi ha detto!".
La Chiesa del mattino di Pasqua è questo gruppo di uomini, ancora divisi, quasi tutti scettici davanti a queste parole che prendono per un delirio. Come potrebbero credere? Come potrebbero anche solo immaginare la risurrezione di Gesù? Non solo colui che hanno seguito è morto, ma è morto sconfessato, sconfessato dal popolo, dai rappresentanti della Chiesa, e, apparentemente, da Dio stesso! Gesù si è sbagliato. Essi si sono sbagliati. "Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele!".
La loro speranza è morta... Ciò nonostante, essi si recano al sepolcro. "Ciò che essi vedono corrisponde a quello che avevano detto le donne. Ma lui non lo vedono". Allora?
La Chiesa del mattino di Pasqua sono Pietro e Giovanni, i primi discepoli del gruppo degli apostoli. Alle parole di Maria Maddalena, corrono "tutti e due insieme verso il sepolcro".
"Il discepolo che Gesù amava, arriva per primo". Ma non entra. Lascia la precedenza a colui che Gesù aveva scelto per prendere il comando del gruppo dei dodici. Già primo nell'affetto si inchina davanti al primo nella missione. "Lo segue: entra e crede".
La Chiesa del mattino di Pasqua è Maria, la madre del Signore. Nella casa dove, a richiesta di Gesù agonizzante, Giovanni l'ha accolta dalla vigilia, ella spera contro ogni speranza, con il cuore trafitto, ma in pace. "Fiat!". Ma ecco che la notizia la raggiunge: notizia degli angeli, notizia del sepolcro vuoto, notizia del giardiniere. Ella non ha bisogno di vedere, di sentire, di toccare. Subito, capisce che Dio ha esaudito il grido del suo unico Figlio, e che lei è divenuta la madre di questo popolo immenso di discepoli che Gesù ama come suoi fratelli. Gioia, gioia, pianti di gioia. Allegria grazie a Dio, suo salvatore. Il Magnificat della sua giovinezza non smetterà più di risonare in lei e in tutta la Chiesa per generazioni e generazioni...
Chiesa della mattina di Pasqua, come amo i tuoi primi passi, così timidi, così malfermi. Fragile farfalla che esce dalla crisalide, non puoi ancora dispiegare nell'azzurro le tue ali multicolori.
Ti occorrerà attendere il gran vento della Pentecoste per prendere il volo. In queste prime ore della settimana pasquale la tua sicurezza emerge appena dal dubbio, la tua pace dall'angoscia e la tua gioia dalle lacrime. Ma già, Chiesa dei poveri ai quali appartiene il Regno e dei cuori puri che vedono Dio, Chiesa di Pietro, di Giovanni e dei loro compagni, Chiesa di Maria, tua madre attenta e devota, tu sei la Chiesa del Cristo risuscitato, la Chiesa del Salvatore del mondo, la Chiesa dell'eterno alleluia!
Card. ALBERT DECOURTRAY
LA PAROLA
23 aprile 2017
Domenica
San Giorgio (mf)
2.a Domenica di Pasqua - II
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre
Liturgia: At 2,42-47; Sal 117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31
PREGHIERA DEL MATTINO
Cristo risorto, tu hai reso saldi i tuoi apostoli concedendo loro lo Spirito Santo. Illumina il mio spirito, concedimi la saggezza di compiere la volontà di tuo Padre. Signore, concedimi la grazia di essere degno di diffondere la luce del Vangelo e di realizzare il tuo amore attraverso i miei atti e con una vita pura, là dove vivo e lavoro. Creatore del mondo, accendi nel mio cuore il fuoco d'amore che permetterà di riunire tutti i tuoi fedeli in una famiglia cristiana unita. Riempi il mio cuore, e quello di tutti i credenti, di gioia, di pace e di calma. Amatissimo Gesù, i canti di lode e di adorazione della tua gloria risuonino all'unisono per tutta la terra, nei secoli dei secoli.
ANTIFONA D'INGRESSO
Come bambini appena nati, bramate il puro latte spirituale, che vi faccia crescere verso la salvezza. Alleluia.
COLLETTA
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 2,42-47)
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.
Dagli Atti degli Apostoli
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
"Il suo amore è per sempre".
Lo dica la casa di Aronne:
"Il suo amore è per sempre".
Dicano quelli che temono il Signore:
"Il suo amore è per sempre".
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria,
nelle tende dei giusti;
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo!
Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.
SECONDA LETTURA (1Pt 1,3-9)
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.
Dagli prima lettera di san Pietro apostolo
Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell'ultimo tempo.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po' di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell'oro - destinato a perire e tuttavia purificato con -, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la meta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.
Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo ma credente!". Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!".
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore.
OMELIA
Le piaghe alle mani e al costato identificano Gesù e lo fanno riconoscere nel suo primo saluto alla comunità dei discepoli, ancora timorosa e sbigottita. Certamente la fede nella risurrezione fa fatica a prendere consistenza. E' una verità inimmaginabile per la mente umana. E' l'evento che completerà la nuova creazione, che Gesù è venuto a costituire per l'umanità. Allora è plausibile ritrovarci anche noi dalla parte di Tommaso all'annuncio degli altri: "Abbiamo visto il Signore". Perché si crei questa sicurezza occorre smontare o sfumare le nostre convinzioni, giacché il disfacimento del corpo, il nostro annientamento costituiscono una vera tomba sepolcrale. Riconosciamo sì l'immortalità dell'anima, tuttavia, la sua impalpabilità, il suo essere spirituale ci porta nell'astratto. L'esigenza di Tommaso di "vedere per credere" per sé è legittima. Non si crede per leggerezza. Ma è disapprovabile il suo modo di pretendere, di condizionare il suo credere a una richiesta di un segno tangibile, rifiutando anche apertamente la testimonianza unanime della sua comunità. "Se non vedete segni e prodigi non credete", era stato già un lamento precedente di Gesù. Il Maestro, pur riservando una beatitudine particolare per coloro che credono: "beati quelli che pur non avendo visto crederanno", si accosta benevolmente a questo fuggitivo discepolo "otto giorni dopo", per illuminarlo con la sua presenza e con la sua parola. Tommaso si sente umiliato a tale vista e professa energicamente più degli altri la sua fede: "Mio Signore e mio Dio". Questo "credo" pasquale è l'attestato più alto della risurrezione. A questa fede si può giungere per vie più o meno diritte, ma per la maggior parte dei casi per vie contorte, come Tommaso. "Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli", li fa ancora il Signore nel tempo, che è occasione di salvezza, "perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché credendo, abbiate la vita eterna nel suo nome". (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore. l'offerta del tuo popolo e dei nuovi battezzati: tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Accosta la tua mano, tocca le cicatrici dei chiodi e non essere incredulo, ma credente". Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
L'amore di Dio per gli uomini si manifesta soprattutto negli avvenimenti della Pasqua, che sono il punto culminante della missione di Cristo.
In generale, Pasqua significa la festa della risurrezione. Tuttavia, in un senso più esteso, biblico, la Pasqua rappresenta la festa di tutto ciò che ha portato alla salvezza dell'umanità, cioè la festa della passione, della morte, della risurrezione e dell'ascensione di Cristo. Allo stesso modo, per gli Ebrei la Pasqua evoca tutti gli avvenimenti che si riferiscono alla loro liberazione dalla schiavitù in Egitto.
Secondo il progetto di Dio, Cristo doveva soffrire ed entrare nella sua gloria (Lc 24,25-28). Ed è stato così: "Umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato" (Fil 2,8-9). È solo attraverso la morte e la risurrezione che Cristo ha potuto vincere appieno la morte e il peccato. La vittoria completa di Cristo comprende la sua morte e la sua risurrezione.
Proprio come Cristo, il cristiano d'oggi non può vincere la morte e il peccato se non per mezzo della propria morte e risurrezione spirituali. Per essere salvati dobbiamo essere legati a Cristo. Partecipando alla Messa, i credenti si immergono nel Cristo che oggi li salva di nuovo. Il flusso della vita di Cristo penetra costantemente la nostra vita quotidiana attraverso i sacramenti dispensati dalla Chiesa.
Per purificarsi dal peccato gli Ebrei si servivano, durante le loro cerimonie, di acqua. Si lavavano le mani prima di mangiare e soprattutto prima di procedere ad un sacrificio.
San Giovanni Battista ha ripreso l'antica tradizione delle abluzioni degli Ebrei, sotto forma di un'idea messianica.
Egli preparava gli uomini alla venuta di Cristo con il battesimo di acqua e di penitenza. "Io vi battezzo con acqua... ma colui che viene dopo di me è più potente di me... Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco" (Mt 3,11).
Infatti, il battesimo istituito da Cristo avviene nel fuoco dello Spirito Santo, e tuttavia non può fare a meno dell'acqua, del segno sensibile. Immergendosi nelle acque battesimali, i cristiani agiscono come se si facessero sotterrare con Cristo. L'acqua sommerge l'uomo e lo inghiotte, come una tomba. Il peccatore annega nelle acque battesimali; quello che riemerge è un uomo nuovo, giusto. L'immersione e la risalita rappresentano i due contrari: la morte e la risurrezione.
L'assoluzione dei peccati riempie l'anima di forze divine. A partire di qui, l'uomo cammina, non ha più bisogno di lenire le sue ferite, tutto si svolge come se fosse nato una seconda volta, con l'anima sana, forte, paziente. Il perdono ricevuto lo obbliga ad avere pietà degli altri, a compatire coloro che soffrono. Mangiando il pane eucaristico, diventiamo tutt'uno con colui che anima la vita della nostra anima, Cristo, e ci troviamo riuniti in seno alla stessa famiglia, quella dei credenti. Noi tutti diveniamo una cosa sola in Cristo, e da questo momento non è più possibile vivere unicamente per se stessi, limitarsi alla propria persona: si vive anche per i propri fratelli. Cristo risorto manda gli apostoli dai suoi fratelli: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi!". All'amore di Dio non si può rispondere che con l'amore, il rispetto per l'uomo. È impossibile amare Dio dimenticando l'uomo che soffre. È difficile per l'uomo tacere quando ha il cuore pieno. Ed è ancora più difficile quando nessuno capisce la vostra pena, la vostra disperazione, quando si è dimenticati da tutti. Compatire chi soffre, considerare la disgrazia altrui come la propria, è una grande qualità del cuore.
Ogni parola sincera, ogni incoraggiamento, ogni consolazione, tutto ciò che è buono e bello sul piano spirituale, conforta l'anima di chi soffre.
L'amore del prossimo non può essere egoista, ed è il motivo per cui è meraviglioso, maestoso. È importante essere sinceri quando ci si sacrifica per gli altri. Il Signore ha accettato il sacrificio di Abele perché era offerto con sincerità. Ha rifiutato quello di Caino poiché era quello di un avaro. Solo un sacrificio sincero onora Dio come conviene. È per questo che nei salmi si dice più di una volta che Dio non accetta i sacrifici ipocriti.
J. PETROSIUS
LA PAROLA
29 aprile 2017
Sabato
Santa Caterina da Siena, patrona d'Italia (f)
2.a di Pasqua - P
Benedici il Signore, anima mia
Liturgia: 1Gv 1,5 - 2,2; Sal 102; Mt 11,25-30
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, il mondo cerca il segreto della felicità e la situa nella ricchezza. Fa' che troviamo la felicità nel servizio, nella santità e nell'umiltà. Liberaci dalla sete di potere e di gloria e fa' che cerchiamo prima di tutto il regno dei cieli, sapendo che ci darai tutto il resto in più.
ANTIFONA D'INGRESSO
Questa è la vergine saggia, una delle vergini prudenti: è andata incontro a Cristo con la lampada accesa. Alleluia.
COLLETTA
O Dio, che in santa Caterina da Siena, ardente del tuo spirito di amore, hai unito la contemplazione di Cristo crocifisso e il servizio della Chiesa, per sua intercessione concedi a noi tuoi fedeli, partecipi del mistero di Cristo, di esultare nella rivelazione della sua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (1Gv 1,5 - 2,2)
Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 102)
Benedici il Signore, anima mia.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Benedici il Signore, anima mia.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
Benedici il Signore, anima mia.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Benedici il Signore, anima mia.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Benedici il Signore, anima mia.
Ma l'amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza.
Benedici il Signore, anima mia.
CANTO AL VANGELO (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
VANGELO (Mt 11,25-30)
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Versione in voce >>>>> VANGELO
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
OMELIA
Nel vangelo che la liturgia ci presenta oggi possiamo intravvedere la grande santa senese come la vergine saggia e prudente, che, in attesa dell'incontro con lo Sposo divino, ha preso con se la lampada e si è munita di olio. In questa parabola evangelica possiamo scoprire tutte le preclari virtù che hanno adornata la patrona dell'Europa. Lei è la donna sapiente, che ha compreso appieno l'essenza della religiosità autentica: ha dedicato tutta la sua vita ad un incontro personale con Cristo, si è lasciata umilmente illuminare dalla luce radiosa dello Spirito Santo e ha trovato nell'amore al Signore la realizzazione piena della sua vita. Abbondando così di olio, ha tenuto costantemente accesa la sua lampada, anche nel cuore della notte, e ha saputo irradiare la sua luce a tutto il mondo ecclesiastico e civile del suo tempo. Aveva appreso la vera sapienza e la vera prudenza, non dai libri, ma dal cuore stesso del suo Sposo divino, dalla fonte stessa della verità e della vita. Si è trovata pronta all'incontro con lui e la lampada luminosissima della sua vita, ha riflesso luce ovunque e a tutti. Ha squarciato le tenebre della notte del suo tempo e ancora ai nostri giorni, con i suoi scritti, con i suoi esempi con la sua intercessione irradia luce di sapienza, ci si mostra come modello sublime di vita e come celeste patrona. Lei ci ricorda che è da stolti restare senza olio, affondare nel buio e mancare all'appuntamento con il Signore. Ci indica ancora la fonte inesauribile della vera sapienza e soprattutto alle donne di ogni epoca, addita i motivi profondi per affermare e difendere la propria dignità. Indica a tutti di non cedere alla facile tentazione di confidare nelle proprie forze per non cadere nell'illusione di un superficiale perbenismo. Restare al buio e privi di olio, vedersi esclusi dal convito dello sposo per un colpevole ritardo è un grave peccato che guasta la vita di molti. Essere sempre pronti, con le lampade accese è la virtù del viandante sapiente e saggio, è la virtù del cristiano vero. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio, questo sacrificio di salvezza, che ti offriamo nella festa di santa Caterina, e fa' che l'insegnamento della sua vita ci renda sempre più ferventi nel rendere grazie a te, fonte di ogni bene. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Se camminiamo nella luce, come Dio è nella luce, noi siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo cibo spirituale che fu nutrimento e sostegno di santa Caterina nella vita terrena, comunichi a noi la tua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Signore, la tua vita non è stata una vita chiusa. Tu hai amato e ascoltato i malati e i sofferenti. Tu sei stato ferito dagli insulti dell'esperienza. Tu hai conosciuto la cattiveria dei nemici e il tradimento degli amici, ma non hai risposto al male col male; tu hai rivelato che nessun peccato è al di là del tuo perdono e che nessun peccatore pentito si vede rifiutare l'ingresso nel regno. Questa verità sia il nostro conforto e la nostra consolazione.
LA PAROLA
30 aprile 2017
Domenica
San Pio V (mf)
3.a di Pasqua - III
Mostraci, Signore, il sentiero della vita
Liturgia: At 2,14a.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35
PREGHIERA DEL MATTINO
Ogni mattina, Signore, ci fai sentire la tua presenza piena d'amore e ci prepari la mensa della parola e del pane. Fa' che oggi possiamo desiderare di sederci a questa tavola. Tu che hai vinto la tua morte, vinci anche la nostra incredulità, così che anche oggi possiamo testimoniare la nostra fede. Custodiscici nella tua Pasqua, affinché le nostre parole e la nostra presenza siano umili ma credibili messaggeri di verità e di vita. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno al suo nome, rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia.
COLLETTA
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 2,14a.22-33)
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.
Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste], Pietro con gli altri Undici, si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
"Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene - consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso.
Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione.
Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire".
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 15)
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima.
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
SECONDA LETTURA (1Pt 1,17-21)
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.
Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.
VANGELO (Lc 24,13-35)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Lo riconobbero nello spezzare il pane.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno il primo della settimana due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.
OMELIA
Il brano si apre con una nota apparentemente cronologica: "In quello stesso giorno, il primo della settimana". L'appunto invece è strettamente liturgico, era il giorno della convocazione eucaristica della comunità che faceva memoria della risurrezione del Signore, già precisata al tempo degli apostoli. Gesù, dopo aver rimproverato i due discepoli delusi e disorientati dagli ultimi avvenimenti, "cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui". E' questo il modo di leggere le sacre pagine, metodo seguìto nell'antico testamento dai rabbini e poi dai Padri della Chiesa: cogliere il senso profondo delle Scritture e di applicarlo agli avvenimenti del proprio presente. La comprensione delle scritture introduce nel mistero del Signore, ma non per questo lo dona, perché la partecipazione ad esso non è un fatto solo di conoscenza. Però ci si rende conto che "il Cristo doveva sopportare queste sofferenze per entrare nella sua gloria" e, solo così, si supera lo scandalo della croce, il suo e il nostro. La comprensione, non la semplice lettura, tuttavia porta nel contemplarla la gioia e la serenità nell'animo. "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi, quando ci spiegava le Scritture?". Senza la luce della Parola il mondo è buio e la notte, come fu notte quando Giuda lasciò il Cenacolo, scende nel cuore dei credenti. Ma l'esperienza dell'incontro con il Risorto tocca il suo àpice nel sacramento, nella "frazione del pane". E' qui che "si aprirono i loro occhi e lo riconobbero". Le Scritture illùminano il cammino dei credenti, il sacramento - realtà di grazia - mette i discepoli in comunione di vita con il Risorto. Si direbbe che quei tre viandanti hanno celebrato insieme la messa: prima con la liturgia della parola; poi "quando furono a tavola, Gesù spezzò il pane e lo diede loro" come nell'ultima Cena, come in ogni eucaristia. "Ma lui sparì dalla loro vista". Nel tempo presente l'esperienza cristiana è vera e autentica, ma siamo ancora nel cammino, nell'attesa della beata speranza. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore,
nello spezzare il pane. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che hai rinnovato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Pochi brani del Vangelo corrispondono così bene alla sensibilità dei cristiani del nostro tempo come il racconto dei pellegrini di Emmaus. Camminavano, tutti e due col viso abbattuto, la sera della festa di Pasqua. Evocavano la figura di Gesù, il crocifisso dell'antivigilia, nel quale essi avevano riposto tutte le loro speranze. "Speravamo che fosse lui a liberare Israele". Quand'ecco che uno sconosciuto si incammina con loro, li ascolta e si informa di ciò che li preoccupa. E mentre egli interpreta loro le Scritture, la luce irrompe dal fondo della loro tristezza. La disperazione si dissipa, il coraggio ritorna. E, senza rendersene conto, trovano presso questo sconosciuto un conforto stupefacente. "Resta con noi, perché si fa sera". Poi, nel momento in cui riconoscono Gesù nel gesto dello spezzare il pane, quello scompare davanti ai loro occhi...
Quante volte ci siamo identificati nei pellegrini di Emmaus! Spesso l'angoscia ci assale; Dio è lontano, la Chiesa ci pesa, le nostre imprese falliscono. Abbiamo voglia di sbattere la porta e di prendere un po' di respiro lontano dalla religione. Certe volte l'angoscia è così profonda che niente può distrarcene. È allora che accade un avvenimento nella nostra vita, un incontro, una parola, una lettura, e che a poco a poco le nubi si dissipano, la gioia ritorna e l'ottimismo trabocca dai nostri cuori. Ciascuno di noi conserva nella memoria qualcuno di questi momenti privilegiati, nei quali il Signore è passato furtivamente nella nostra vita.
E nel momento in cui ne abbiamo preso coscienza, egli è già svanito. Soli o in gruppo, i cristiani hanno imparato a vivere il mistero pasquale come una disperazione superata, come il trionfo della generosità sull'egoismo, della gioia sulla tristezza.
Ma qui sorge un dubbio: Che cos'ha l'esperienza spirituale qui descritta di specificatamente cristiano? Tutti gli uomini devono superare l'angoscia, la tristezza, la disfatta. Fanno senza saperlo un'esperienza del Cristo risorto? O forse illudiamo noi stessi attribuendo questa esperienza a Dio?
Vi è un'altra ipotesi: il nostro modo di affrontare il brano dei pellegrini di Emmaus non è forse quello buono. Il brano non è solo l'espressione dell'immagine della spiritualità cristiana; esso è dato come racconto di un avvenimento, e di un avvenimento fondamentale che non può ripetersi. L'evangelista precisa il luogo, la data e il nome di uno dei due pellegrini. Nulla ci permette di fare astrazioni da questi indizi. Ma il nostro più grande errore di lettura è stato quello di considerare il punto di vista del pellegrino, mentre il racconto è interamente costruito intorno all'intervento di Gesù. I pellegrini non sono che il punto di passaggio privilegiato, il cui ruolo è unico e insostituibile; e noi non abbiamo il diritto, neanche nello spirito, di sostituirci alla prima generazione di cristiani. Un piccolo gruppo d'uomini ha conosciuto Gesù prima della sua morte e dopo la sua risurrezione. Su questo piccolo gruppo, la Chiesa si è edificata e nessuno può entrare nella Chiesa se prima non riconosce la testimonianza di questo piccolo gruppo guidato dagli apostoli, di cui fanno parte Cleopa e il suo compagno.
Prima di rileggere la nostra vita alla luce del Vangelo, impariamo ad ascoltare questa testimonianza vecchia di duemila anni. Poiché non vi è più alta manifestazione dell'infinità divina che il Cristo morto e risuscitato. E questa apparizione sul cammino da Gerusalemme ad Emmaus assume tutta la sua importanza dal fatto che essa è un avvenimento che si è prodotto una sola volta.
Ora, ecco che Gesù prende la parola e dice: "Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti". L'apparizione è infatti una manifestazione in più della condiscendenza del Cristo che viene in aiuto alla mancanza di fede dei suoi discepoli. Questi ultimi l'avevano seguito e ascoltato durante tre anni e non avevano capito nulla, nulla più degli altri discepoli lontani. Uno solo aveva percepito il disegno divino: Giovanni Evangelista, davanti al sepolcro, mentre Simon Pietro restava inebetito, vede e crede. Il discepolo che Gesù amava, che aveva seguito Gesù fin sul Calvario, che all'ultima Cena era stato così vicino al cuore del suo amico, non aveva bisogno di apparizioni per credere: gli bastava il sepolcro vuoto. Un indizio minimo perfeziona la sua fede e gli fa percepire, in piena luce, l'immagine totale della rivelazione. A dire il vero egli non fu il solo a poter fare a meno delle apparizioni. Il silenzio dei Vangeli su Maria, madre di Gesù, è eloquente. Ella, senza neppure recarsi al sepolcro, conosceva così bene suo figlio da non vacillare nella fede nonostante la croce. Maria sapeva già nel fondo del suo cuore che Gesù, il Figlio di Dio, era già seduto alla destra del Padre.
Tuttavia, Gesù non è morto per Giovanni e Maria solamente, ma per tutti gli uomini e soprattutto per i suoi amici Pietro, Cleopa, Tommaso e tutti gli altri che, nonostante tutto il loro amore, non capivano nulla. Le colonne della Chiesa, coloro alla cui testimonianza noi ci affidiamo, gli apostoli, sono stati come noi gente di poca fede. Che cosa si aspetta Cristo da coloro ai quali appare? Luca ce lo spiega: nessuno può dare la sua fede a Cristo se non ha un minimo di fede nell'insegnamento di Mosè e dei profeti. Gi ipocriti, i cuori tortuosi, che conoscono le Scritture, ma che hanno sostituito i propri significati alla parola di Dio, di che cosa possono essere capaci, se non di sopprimere coloro che li hanno generati inchiodandoli su una croce? Abramo aveva avvertito il cattivo ricco: "Se essi non ascoltano né Mosè né profeti, anche se qualcuno risuscitasse dai morti, non si lascerebbero convincere".
E nel corso dell'ultima Cena, Gesù dà il criterio definitivo di scelta dei testimoni. Giuda gli chiede: "Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?". Gesù risponde: "Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Poiché Cleopa e il suo compagno ascoltavano Mosè e i profeti, poiché amavano Gesù, egli ha deciso di manifestarsi a loro malgrado la loro mancanza di fede, precisamente per aumentare la loro fede e per far loro percepire il grande mistero: "Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?".
E come avrebbe potuto il cuore dei discepoli non ardere a mano a mano che cadeva il velo che ricopriva le Scritture per le quali essi avevano una tale venerazione? Come chi ascolta una sinfonia ascolta con delizia innumerevoli variazioni su uno stesso tema, ecco che i nostri pellegrini scoprono che la Bibbia non dice che una sola cosa attraverso la molteplicità dei testi e degli autori; essa dice che "era necessario che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria". Poi, quando la commemorazione della passione è celebrata per mezzo dello spezzare il pane, la fede dei discepoli si consolida e Gesù sparisce. Dopo la più meravigliosa lezione di catechismo che nessun uomo abbia mai ricevuto, i nostri due pellegrini sono divenuti in grado di testimoniare e di fondare la Chiesa senza altro mezzo che la profonda certezza ricevuta dalla pura grazia sul cammino di Emmaus.
Ma cosa c'è per noi? Noi non abbiamo il beneficio dell'apparizione di Cristo risorto, ma quello della testimonianza dei primi discepoli, testimonianza che dura nella Chiesa da duemila anni.
Se abbiamo la stessa disposizione del cuore e dell'intelligenza che avevano i primi discepoli, questa testimonianza può illuminare la nostra vita e suscitare in noi una fede indefettibile. Ciò che ci è chiesto è un minimo di onestà intellettuale davanti alla parola di Dio e un minimo di attrattiva per la persona di Gesù.
La testimonianza della Chiesa ci permetterà allora di percepire il mistero insondabile dell'amore che Dio ci porta nella persona di suo Figlio crocifisso. E noi daremo la nostra adesione di fede nella misura in cui capiremo perché "era necessario che Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria".
Il testo di san Luca ci invita a progredire nella fede, cioè ad accontentarci della Scrittura, dell'Eucaristia, della Chiesa, per incontrare Gesù Cristo. Non abbiamo bisogno d'altro. E se sappiamo ricordarcene nelle ore buie della nostra vita, non dubitiamone, il nostro cuore si aprirà all'azione dello Spirito Santo e sarà subito "ardente".
Poiché la fede è sufficiente a farci sperimentare la gioia pasquale. E questa gioia "nessuno potrà togliercela".
Mons. CHARLES
LA PAROLA
1 maggio 2016
Domenica
S. Giuseppe lavoratore (mf)
6.a di Pasqua - II
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti
Liturgia: At 15,1-2.22-29; Sal 66; Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, mio Dio, ti ringrazio di questa nuova mattina che mi offri. Sono curioso di sapere cosa mi porterà e impaziente di conoscere le tue nuove intenzioni nei miei confronti. Concedimi il tuo Spirito perché io sia capace di affrontare come tu desideri tutte le cose che mi aspettano. In questa domenica, vorrei particolarmente ascoltare cosa dice tuo Figlio. Fa' che la sua parola diventi in me una fonte che zampilla, affinché possa trasmettere agli altri un po' del tuo amore e della tua provvidenza. Esulto di questa giornata. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia.
COLLETTA
Dio onnipotente, fa' che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 15,1-2.22-29)
E' parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: "Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati".
Poiché Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.
Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 66)
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
SECONDA LETTURA (Ap 21,10-14.22-23)
L'angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.
Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello.
In essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna: la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,23-29)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Lo Spirito Santo vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».
Parola del Signore.
OMELIA
«Qual grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?». Così leggiamo nel Deuteronomio e siamo ancora nel vecchio testamento, quando tutto scaturiva da una alleanza tra Dio e il suo popolo e come frutto della preghiera. Il Signore Gesù già con la sua incarnazione stabilisce una alleanza nuova, alleanza che diventerà comunione totale di vita con il dono del suo corpo e del suo sangue. È una comunione di amore infinito da parte di Cristo, intenso, speriamo il nostro. È una simbiosi, cioè Vita nella vita, quella divina che prende possesso della nostra persona. È quindi una elevazione ad una nuova dignità; siamo riassunti da Dio nell'ambito del suo amore di Padre come figli. Questa è la motivazione fondamentale che dovrebbe smuovere il nostro amore come espressione di infinita gratitudine per l'insperato recupero. L'effusione dello Spirito giunge a completamento dell'opera salvifica di Cristo. Diventiamo anche noi capaci di amare nella stessa dimensione di quello Spirito. È allora che la comunione diventa piena, stabile, intensa. È lo stesso Signore a darci questa esaltante certezza: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». San Paolo così interrogava i primi cristiani: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?». È un interrogativo che conserva tutta la sua urgenza anche per noi, cristiani di oggi. Forse abbiamo ridotto le nostre comunioni a rari momenti della nostra vita, ad episodi liturgici senza giungere alla consapevolezza degli effetti che dovrebbero coinvolgere tutta la nostra vita. Pare che abbiamo, più o meno consapevolmente, creato una frattura tra il Dio della chiesa e quello della vita. Forse le nostre comunioni iniziano e finiscono tra i banchi di chiesa lasciandoci poi vuoti quando ritorniamo nelle strade del mondo. Quel Cristo che scende per noi sui nostri altari per diventare cibo e bevanda di salvezza, viene poi rilegato di nuovo in cielo se la nostra comunione non lo coinvolge nella realtà del vivere quotidiano. Viene da chiedersi in quanti cuori abita realmente la divinità e quanti di noi sono realmente tempio dello Spirito. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli Signore, l'offerta del nostro sacrificio, perché, rinnovati nello spirito, possiamo rispondere sempre meglio all'opera della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto riporti l'umanità alla speranza eterna, accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale con la forza di questo sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
"Il regno di Dio è in mezzo a voi" dice il Signore (Lc 17,21). Volgi dunque tutto il tuo cuore a Dio, dimentica questo mondo, e la tua anima troverà pace! Impara a rivolgerti innanzi tutto al cuore e vedrai venire a te il regno di Dio! Poiché il regno di Dio "è pace e gioia nello Spirito Santo" (Rm 14,17). Questa verrà a te, e ti farà sentire la sua consolazione, se tu hai preparato in te una dimora degna di lui. "Tutta la sua gloria e la sua bontà vengono dall'intimo" (Sal 45,14). È là che egli desidera abitare.
All'intimo dell'uomo Dio riserva visite frequenti, la sua compagnia e la sua consolazione, una grande pace e una familiarità che confondono.
Andiamo, preparati, affinché egli si degni di venire ad abitare in te! Poiché, "se uno mi ama - ha detto -, osserverà la mia parola, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23).
Fai dunque posto a Cristo e chiudi la porta a tutti gli altri, tranne a lui! Possedendo Cristo tu sei ricco, e lui solo ti è sufficiente. È lui che veglierà per te e provvederà a tutto, in modo che tu non debba sempre ricorrere agli uomini. Poiché gli uomini cambiano spesso e tutt'a un tratto vengono meno, mentre Cristo rimane in eterno, e ci assiste instancabilmente sino alla fine. Non porre dunque la tua fiducia nell'uomo che è fragile, mortale, anche quando ci è utile e assai caro. Non intristirti se qualcuno si oppone a te e ti contraddice. Coloro che oggi sono con te potranno domani esserti contro, e viceversa! Poiché essi cambiano come il vento! Tu riponi dunque la tua fiducia in Dio!
Egli sia il tuo timore e il tuo amore. "Poiché Dio è amore" (Gv 4,16).
Dalla IMITAZIONE DI CRISTO
LA PAROLA
7 maggio 2017
Domenica
Santa Flavia
4.a di Pasqua - IV
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla
Liturgia: At 2,14a.36-41; Sal 22; 1Pt 2,20b-25; Gv 10,1-10
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, fa' che ti riconosca come la "porta" attraverso la quale ti offri a me e io ti accolgo; fa' che ti ami e ti segua come il "Buon Pastore" che mi conosce per nome e dà la vita per gli uomini. Signore Gesù, suscita in me passione e dilezione per la Chiesa: la stimi, la ami, la renda sempre più "una", la diffonda. Poiché la Chiesa sei tu che, nello Spirito, attraverso la mediazione umana, liberi dal male e ci offri la letizia più grande e più pura. Ora e per sempre.
ANTIFONA D'INGRESSO
Della bontà del Signore è piena la terra; la sua parola ha creato i cieli. Alleluia.
COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l'umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo ha preceduto il Cristo, suo pastore. Egli è Dio, e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (At 2,14a.36-41)
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli altri Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.
Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
SECONDA LETTURA (1Pt 2,20b-25)
Siete stati ricondotti al pastore delle vostre anime.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme: egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca; insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.
VANGELO (Gv 10,1-10)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Io sono la porta delle pecore.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
Parola del Signore.
OMELIA
Gesù si presenta come il Mediatore tra Dio e gli uomini. Egli è "la porta" dell'ovile.
Non ci è dato di incontrare Dio in modo immediato. Non possiamo stabilire noi il modo in cui comunicare con lui.
Dio si rivela e si dona a noi attraverso il Cristo che vive nella Chiesa. Raggiungiamo la comunione con lui mediante la strumentalità della Chiesa in cui è presente e opera Cristo.
Gesù non è soltanto il Mediatore del disvelarsi e dell'offrirsi di Dio a noi. È la realtà stessa del Verbo divino che ci raggiunge, ci illumina con la fede, ci trasforma con la grazia, ci guida con la sua parola, i suoi sacramenti e la sua autorità.
Egli è la "porta" e il "Pastore" che "cammina innanzi" alle pecore.
Gesù, come Buon Pastore, ci conosce per nome, ci ama e per noi offre la propria vita in una dilezione che si spinge sino alla fine.
Noi credenti siamo chiamati ad "ascoltare la sua voce" e a "seguirlo" senza porre condizioni.
Egli ci reca al "pascolo". È la croce, dopo la quale, però, giunge la gioia senza limiti e senza fine: una gioia che ha le sue anticipazioni anche nell'esistenza terrena.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che in questi santi misteri compi l'opera della nostra redenzione, fa' che questa celebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
È risorto il buon Pastore, che ha dato la vita per le sue pecorelle, e per il suo gregge è andato incontro alla morte. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pascoli eterni del cielo. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Siamo tutti un poco malati di autonomia. Vorremmo essere noi a trovare Dio, a mettergli addosso le mani e a incapsularlo nelle nostre categorie.
Siamo tutti un poco malati di razionalismo. Vorremmo conoscere Dio con le sole nostre forze e magari ridurlo a un'idea astratta e vuota.
Siamo tutti un poco malati di immediatismo. Ci indispettiscono i segni nei quali Dio ci si rivela e gli strumenti attraverso i quali ci si consegna.
La Chiesa, soprattutto, ci appare un ostacolo, un ingombro, una cappa di piombo che turba il nostro rapporto religioso e soffoca la nostra libertà.
E, invece, la Chiesa è la realtà più bella che Dio ci ha regalato.
In essa vive Cristo che è la "porta" per la quale Dio si fa presente a noi. In essa vive Cristo che è il "Buon Pastore". Il Signore Gesù, incontrato nella Chiesa, ci conosce per nome, ci ama fino alla morte di croce, ci conduce alla vita di grazia e di gloria.
Dobbiamo rispondergli con la contemplazione e con la pratica dei suoi comandamenti.
Dobbiamo fare di noi la sua famiglia, il suo "ovile": diventare "una cosa sola" in lui.
Così la gioia sarà piena e la testimonianza metterà in tentazione di credere.
Mons. ALESSANDRO MAGGIOLINI
LA PAROLA
13 maggio 2017
Sabato
Beata Vergine Maria di Fatima (mf)

4.a di Pasqua - IV
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio
Liturgia: At 13,44-52; Sal 97; Gv 14,7-14
PREGHIERA DEL MATTINO
Padre, noi cerchiamo la verità. Solo essa libera dalle tenebre e dalla disperazione. Portaci a tuo Figlio che è la Verità piena, la Via retta, la Vita vera e la gioia che ravviva il cuore stanco e angosciato.
ANTIFONA D'INGRESSO
Voi siete un popolo redento; annunziate le grandi opere del Signore, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce. Alleluia.
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua, perché, nati a nuova vita nel Battesimo, con la tua protezione possiamo portare molto frutto e giungere alla pienezza della gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 13,44-52)
Noi ci rivolgiamo ai pagani.
Dagli Atti degli Apostoli
Il sabato seguente quasi tutta la città di Antiòchia si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo.
Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».
Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio.
I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 8,31-32)
Alleluia, alleluia.
Se rimanete nella mia parola,
siete davvero miei discepoli, dice il Signore,
e conoscerete la verità.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,7-14)
Chi ha visto me ha visto il Padre.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Parola del Signore.
OMELIA
«Voi siete un popolo redento, annunziate...»; è la voce del Signore che risuona all'inizio della celebrazione eucaristica. Non possiamo essere sordi a tale richiamo o far finta di non essere interpellati tutti personalmente, perché ognuno di noi ha ricevuto il necessario per compiere quelle cose grandi che il Signore ha predetto. La grandezza alla quale siamo chiamati, non fa chiasso, perché è fatta di semplici e gioiosi «sì» quotidiani, gocce di acqua dissetante per noi e per molti altri fratelli... «...quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio». Gli ascoltatori innamorati della Verità, non accettano quel «quasi» che turba il cuore del sincero credente; superando l'indifferenza, prendono esempio dal buon Pastore e partono alla ricerca del fratello che non risponde, perché è troppo grande il vuoto che lascia. La nostra fede si fa annunzio quando non rimane «privata» e nascosta, non c'è nulla di «privato» nel Regno di Dio. Preghiera e umiltà, coerenza e coraggio, costituiscono un buon carburante per arrivare in pascoli lontani. Forse non servono tante parole...I figli della Carità sono instancabili, sostenuti dal Signore che ha detto «io sono nel Padre e il Padre è in me». Anche noi siamo lì con Lui; se accogliamo il Signore, pane di vita, entriamo nella vita, nella santissima Trinità che è solo e sempre, scambio d'amore. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni e le preghiere della tua Chiesa; questo mistero, che esprime la pienezza della tua carità, ci custodisca sempre nella gioia pasquale. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Io sono nel Padre e il Padre è in me", dice il Signore. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la gioia di partecipare a questo sacrificio, memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, fa' di tutti noi un'offerta perenne per la tua gloria. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Padre, la notte è il simbolo della morte e noi temiamo la morte come un bambino ha paura del buio. Facci capire che Gesù non ci lascia per sempre. Facci capire che andare presso il Padre non significa separarci da Gesù, ma condividere con lui la sua casa e la sua beatitudine celeste.

LA PAROLA
14 maggio 2017
Domenica
San Mattia (f)
5.a di Pasqua - I
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo
Liturgia: At 6,1-7; Sal 32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù Cristo, fin dalla mia infanzia so che tu sei la via, la verità, la vita. Questa affermazione vale per tutti gli uomini. Questa mattina, penso che tu sia la mia via, la mia verità e la mia vita. Tu non lo dici a tutti, è a me che parli. Questo mi getta nello stupore e nella gratitudine. La via ha un obiettivo, la verità un contenuto, la vita un'origine. Sebbene io sappia che tu sei nel Padre e che il Padre è in te, chiedo con Filippo: mostrami il Padre. Fa' che io lo incontri incontrandoti oggi. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto prodigi; a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. Alleluia.
COLLETTA
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa' che, aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l'arpa a dieci corde a lui cantate.
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra.
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso.
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.
Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità, la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 14,1-12)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Io sono la via, la verità, la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre".
Parola del Signore.
OMELIA
Le ultime parole che si pronunciano alla fine della vita hanno un carattere particolare. Riassumono il mistero di un essere. Platone fa parlare il suo maestro Socrate di immortalità prima di morire. Il condannato a morte consola quelli che restano.
Le ultime parole possono essere molto pragmatiche. La madre di Goethe diede istruzioni di non mettere troppa uva passa nel dolce preparato per la sua sepoltura. Alcuni esortano i loro figli a sostenersi a vicenda. I patriarchi della Bibbia muoiono benedicendo la loro discendenza.
Anche nel nostro Vangelo si tratta di ultime parole. Parla uno che è consapevole di stare per morire. E colui che ne ha preso nota è convinto che quel morto è ancora in vita.
Non leggete queste parole come un discorso ben costruito e coerente. Immaginate delle pause. Prendetele piuttosto come parole pronunciate in un profondo silenzio, come parole indirizzate a uomini prigionieri, "tutt'orecchi", in qualche modo. Noi potremmo ascoltarle anche come si ascolta una goccia d'acqua cadere in una grotta. Bisogna che chi ascolta sia assolutamente silenzioso per lasciar entrare in sé queste parole. Se noi ascoltiamo veramente, sentiamo parole di consolazione: "Non sia turbato il vostro cuore". Parole di speranza: "Nella casa del Padre mio vi sono molti posti". Parole di maestà: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me". Parole di vocazione esigente: "Chi crede in me compirà le opere che io compio".
Non è facile per noi capire immediatamente queste parole. I discepoli che interrompono il Signore fanno delle domande smarrite. Non hanno ancora capito, eppure è già l'ora dell'addio. Sapremo noi capire meglio?
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che in questo scambio di doni ci fai partecipare alla comunione con te, unico e sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Io sono la via, la verità e la vita", dice il Signore. Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
"Io sono la via, la verità, e la vita" (Gv 14,6), ci dice Gesù. Se riflettiamo sulla portata prodigiosa di questa affermazione, possiamo essere tentati, in un primo momento, di indietreggiare davanti ad essa, avendo scoperto la relatività di ciò a cui si crede e delle convinzioni religiose degli uomini.
Quanti nostri contemporanei, usciti dall'universo limitato della loro educazione, hanno incontrato nel mondo altre culture, altre civiltà, altri itinerari spirituali orientali e occidentali e si interrogano: "Le parole di Gesù non sono forse fonte di una presunzione insopportabile, quella dei cristiani che osano affermare come un assoluto la loro fede in Cristo?". Non dobbiamo forse considerare queste parole in modo relativo ed accettare che per altri uomini, in altre religioni, esse trovino degli equivalenti?
Ecco uno dei primi dubbi che assalgono l'uomo i cui occhi sono aperti sul nostro mondo.
All'opposto, nel corso della storia si ripetono costantemente caricature paurose: alcuni popoli si impadroniscono del cristianesimo e dell'appellativo "cattolico" per farne una loro proprietà, al punto di ridurre la religione di Cristo all'espressione della loro sacralità. Essi considerano la loro identità nazionale o etnica come sacra e mettono la croce di Cristo al servizio dell'adorazione di se stessi, perfino della loro volontà di dominare.
Quale orribile caricatura dell'"elezione", cioè della scelta volontaria fatta da Dio per un uomo, per un popolo, per Cristo e la sua Chiesa! Nessun gruppo di uomini può pretendere di monopolizzare Cristo in questo mondo. Quando egli ci rivela: "Io sono la via, la verità, la vita", è per farci partecipare alla sua condizione divina di redentore di tutti gli uomini.
Infatti, è Cristo che sceglie la sua Chiesa e il suo popolo; è Cristo che pone il suo marchio per riconoscere coloro che hanno ricevuto la missione di essere la presenza e il segno del suo amore in questo mondo. E non l'orgoglio dell'uomo che si appropria di Cristo, Dio fatto uomo, per farne l'oggetto sacro della sua società, del suo gruppo nazionale.
Nel corso delle sue visite pastorali, il Papa ha così ricordato alcune disavventure dell'Occidente. In Germania, con coraggio e con una singolare lucidità cristiana, che lezione per noi tutti! Egli ha evocato la terribile apostasia che consiste nello stravolgere la fede in Gesù Cristo e le parole delle Scritture, il significato stesso dell'elezione per asservirli ad un'ambizione nazionale, una razza, un sangue. I soldati portavano scritto sui loro cinturoni: "Dio è con noi". Blasfemo, e altrettanto idolatrico di tutti i blasfemi che fanno tremare l'autore dell'Apocalisse davanti alla bestia rivestita dei segni di Dio per usurpare la potenza divina. Cattolici, miei fratelli, guardatevi dal pensare che questa tentazione sia stata allontanata per sempre.
Davanti all'affermazione dell'assoluto di Cristo, noi possiamo dunque provare turbamento ed esitazione: o per scetticismo (il cristianesimo appare una forma, tra le altre, dell'esperienza religiosa) o per volontà di potenza (la fede di Cristo viene ridotta ad una identità culturale o nazionale).
Le nostre società non possono dunque che oscillare tra scetticismo e fanatismo, tra la relativizzazione della fede cristiana e la sua affermazione umana ed etnica?
Che cosa ne è dunque delle parole di Cristo, nelle nostre civiltà così spesso senza radici e abitate da tante contraddizioni e tanto odio?
Ascoltate queste parole di Gesù. Egli le pronuncia alla vigilia della sua passione, per i suoi apostoli. Esse ci vengono dette oggi, nella Chiesa, da Cristo risuscitato, vengono dette a noi che siamo sue membra, a noi che siamo la sua Chiesa.
"Non siate sconvolti. Non sia turbato il vostro cuore". La chiamata di Cristo mette in una situazione ben precisa noi suoi discepoli: ciò che ci riunisce è Cristo stesso, che ci chiama a seguirlo, qualunque sia il colore della nostra pelle, la nostra origine, la nostra terra.
"Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me". Frase sorprendente, quasi sconvolgente. Poiché solo Dio può chiedere all'uomo la fede, cioè la donazione incondizionata della sua libertà, della sua intelligenza, del suo amore, a lui che ne è la fonte. E solo questa donazione di sé a Dio non è alienante per l'uomo, poiché solo Dio è Dio. Credere in Cristo con la stessa fede che è dovuta a Dio, è riconoscere che Gesù è "la via", l'unica via verso il Padre celeste.
Noi non riponiamo la nostra fede in un capo, in una patria, nelle idee, in una causa, così come la riponiamo in Dio, che è il solo a poter pretendere da noi una tale adesione.
"Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io".
Gesù dice: "La casa del Padre". Si tratta del Tempio dove Dio si manifesta, il luogo santissimo in cui dimora la gloria divina. Pensare che Israele abbia ricevuto questo dono della presenza di Dio è già una provocazione per l'intelligenza umana. Ora, Gesù dice che sta per entrare in questo luogo santo. Si presenta dunque come il sommo sacerdote che ha, egli solo, il diritto di penetrarvi. Ma si tratta del tempio celeste.
Ed egli aggiunge: "Perché siate anche voi dove sono io". In altri termini, noi siamo un popolo sacerdotale poiché egli ci propone come una promessa e una speranza l'entrata nel santuario celeste, nel luogo santissimo in cui Dio stabilisce la sua gloria. Gesù ci chiede di credere in lui per rimetterci a lui. Poiché egli ci prenderà con sé e ci farà arrivare al luogo santissimo, a suo Padre.
"E del luogo dove io vado voi conoscete la via". Queste parole enigmatiche designano il cammino della sua passione. Concentrare nella sua passione ogni possibilità d'accesso al mistero di Dio è ancora più scandaloso per l'intelligenza umana di quanto non sia provocatorio per la fede d'Israele l'affermarsi come il Messia, il Figlio di Dio. Gesù fa della sua croce il luogo di passaggio obbligato verso il Padre celeste. Il Cristo raddoppia in qualche modo, invece di risparmiarcelo, lo scandalo al quale vogliamo sfuggire. E Tommaso protesta: "Signore, non sappiamo dove vai. Come possiamo conoscere la via?". Gesù gli risponde: "Io sono la via, la verità, e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me".
La Via: Cristo, nella sua condizione di Figlio di Dio fatto uomo, nel suo mistero di Messia umiliato, crocifisso, annientato, si presenta come il mediatore attraverso il quale l'umanità intera può avere accesso a Dio, poiché Cristo compie la volontà del suo Padre celeste.
La Verità: e non le verità che l'uomo abbraccia e poi rinnega, le coerenze che discerne e poi distrugge. Ma la verità che si rivela in una persona e ci rende persone. Attraverso Gesù, Dio ci dice: "tu", e noi possiamo dirgli: "tu". La verità: luce del mondo e nostra vita. Verità del nostro creatore e redentore nella quale sorge la nostra esistenza umana, palesandoci chi noi siamo.
Conoscendo Dio, scoprire chi siamo: ecco la sola verità interessante al mondo. Il resto non è che un accumulo di conoscenze che avranno fine come hanno fine tutte le memorie accumulate dall'uomo. La sola memoria immortale è la memoria di Dio, e la nostra memoria in Dio. Il resto non è che uno splendido artificio dell'intelligenza dell'uomo. Sublime strumento di potenza e di bellezza questa intelligenza, certo, ma essa non è che miraggio e nube quando non sorge nel mondo la voce di una persona in grado di dire: "Io" perché Dio gli dice: "Tu". E noi possiamo dire: "Noi" perché Dio ci riunisce dicendo: "Voi".
La Vita: in questa relazione che svela il gioco dei pronomi "personali" ci viene rivelato il mistero personale dell'amore di Dio. Cristo è colui che ci dice: "Padre mio e Padre vostro". Egli può, di conseguenza, pretendere da noi la fede che il Padre ci chiede, poiché ci dona la vita che viene da Dio, la vita che distrugge il peccato e la morte.
In questo momento del Vangelo, prossimo all'offerta della sua vita, Gesù continua pazientemente a spiegare l'opera che il Padre sta compiendo attraverso di lui, affinché, credendo in lui, noi crediamo nel Padre:
"Credetemi: io sono nel Padre ed il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, lo farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio".
Tale è il significato della nostra adesione a Cristo che l'apostolo Pietro ci ricorda con le parole dell'Esodo (Es 19,5) che designano il popolo d'Israele come quello scelto da Dio:
"Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce; voi che un tempo eravate non popolo, ora invece siete il popolo di Dio".
"Nazione santa, popolo acquistato da Dio": nessun altro titolo di gloria in questa affermazione, nessun'altra rivendicazione di verità in questo atto di fede, se non la partecipazione al sacerdozio di Cristo, "obbedendo fino alla morte, alla morte di croce".
Confessare che Cristo è la via, la verità e la vita significa osare credere di essere chiamati da lui, nello Spirito, a seguirlo, credere che il mondo non è uno strano enigma ma che nella storia dell'umanità e nella storia particolare di ogni uomo, si operi la salvezza di Dio.
Sì, ormai l'opera di salvezza di Dio ha il nostro volto. Non per vantarci di un privilegio, ma per ricevere una grazia e una missione. Ormai noi siamo segnati dalla croce di Cristo per essere, in questo mondo, il segno e il sacramento del Messia che soffre, e permettere agli uomini di decifrare l'opera di Dio in questo universo che, in alcuni momenti, rischia di apparire assurdo nelle sue contraddizioni, insopportabile nel suo caos, insostenibile nelle sue grida.
Decifrare nella fede il mistero del Giusto che soffre e la speranza di gloria che porta con sé: ciò possono e devono fare soltanto coloro che condividono la condizione del Cristo Messia crocifisso.
Ecco la nostra missione.
Sì, noi osiamo dire che il Cristo è la via, la verità, e la vita, che nulla va al Padre se non passa attraverso di lui.
Dicendo questo, non escludiamo nessun uomo e non rivendichiamo nessun privilegio. Se non quello di impegnarci all'amore e al perdono con colui che ci ama e che ci ha perdonati. Se non quello di essere la Chiesa che Dio ha scelto per manifestare agli uomini, qui e ora, la speranza eterna.
Card. JEAN-MARIE LUSTIGER

LA PAROLA
21 maggio 2017
Domenica
Santi Cristoforo Magallanes e compagni (mf)
6.a di Pasqua - II
Acclamate Dio, voi tutti della terra
Liturgia: At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, permettimi di ripetere senza sosta, soprattutto quando non sento la tua presenza e tu mi sembri lontano: Tu non ci hai abbandonati lasciandoci orfani, non sei andato via, non sei nel cielo lontano; l'hai detto tu, e io in te ho fiducia. Tu ci hai mandato l'aiuto che resterà sempre con noi. Hai detto di essere la verità. Il tuo Spirito, lo Spirito della verità, vive in me. Fammi prendere coscienza che sono più di quanto la psicologia e la biologia possono dire di me. Il tuo Spirito vive in me. Signore, io avverto talvolta che l'uomo è un mistero insondabile. Il tuo Spirito vive in me, io sono ai miei occhi un oggetto di fede. Mi stupisco e ti adoro. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Con voce di giubilo date il grande annunzio, fatelo giungere ai confini del mondo: il Signore ha liberato il suo popolo. Alleluia.
COLLETTA
O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 65)
Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!
Acclamate Dio, voi tutti della terra.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Egli cambiò il mare in terraferma,
passarono a piedi il fiume;
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.
Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.
Acclamate Dio, voi tutti della terra.
SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
Versione in voce >>>>> VANGELO
VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paraclito.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui".
Parola del Signore.
OMELIA
L'uomo vive d'amore dal suo primo respiro fino all'ultimo. Amato, si sente protetto ed accettato. Amando, sente di appartenere e trova un senso ad offrirsi. Poiché l'amore non può restare chiuso nel suo cuore; esso pervade il quotidiano. L'amore che si porta all'uomo spinge ad impegnarsi. L'amore che si porta a Dio si manifesta nella considerazione che si ha dei suoi comandamenti. Si manifesta anche nella giustizia, nel rispetto della vita, nell'azione per la riconciliazione dei popoli e per la pace. Le conseguenze dell'amore che si porta a Dio possono prendere l'aspetto di un lavoro, perfino di una lotta.
Lavoro e lotta sembrano spesso esigere troppo dall'uomo e superare le sue forze. Egli vede le sue debolezze ed ha voglia di rinunciare, ma quando lavoro e lotta sono le conseguenze dell'amore, conferiscono all'esistenza un respiro profondo, mettono la vita in un contesto più vasto e la rendono importante tanto sulla terra quanto in cielo.
Cose apparentemente infime acquistano un significato quando sono il risultato dell'amore per Dio. Ogni buona azione, anche quella che facciamo senza pensare a Dio, è in relazione all'amore che gli portiamo.
Ogni atto di amore, anche quando sembra minimo - come quando si porge un bicchiere d'acqua a qualcuno che ha sete - assume un significato per l'eternità.
Noi ci chiediamo spesso: che cosa rimarrà del nostro mondo?
È vero che crediamo di poter vivere e risuscitare grazie all'amore di Dio, con tutto ciò che è esistito grazie a questo amore che non si è accontentato di restare sentimento: contatti, relazioni, avvenimenti, cose. Quando risusciteremo, tutto un mondo risusciterà con noi, un mondo fatto di amore responsabile. Sarà magnifico: una "terra nuova", che abbiamo il diritto di chiamare anche un "cielo nuovo".
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli Signore, l'offerta del nostro sacrificio, perché, rinnovati nello spirito, possiamo rispondere sempre meglio all'opera della tua redenzione. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se mi amate, osservate i miei comandamenti", dice il Signore. "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi in eterno". Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto riporti l'umanità alla speranza eterna, accresci in noi l'efficacia del mistero pasquale con la forza di questo sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
In qualche anno - forse solamente in qualche mese - si è stabilita una relazione tra Gesù e i suoi discepoli. Essi non possono più immaginare la loro vita senza di lui. Egli ha dato alla loro vita ricchezza e significato. Ha dato loro speranza, li ha resi importanti agli occhi di Dio e del mondo.
I suoi discepoli non hanno sempre capito Gesù, ma hanno sempre sentito che era uno di loro, e che poteva esserlo perché essi stessi lo ascoltavano e gli appartenevano.
Adesso, in questa stanza in cui cenano, lo ascoltano fare allusione ad un cambiamento. Sentono un pericolo.
Parole come "orfani" e "abbandonati", "non mi vedrete più", li turbano. Questo testo - letto la domenica che precede l'Ascensione - turba anche noi, che così spesso concepiamo questa festa come una "festa di addio" che fa di un Gesù vicinissimo un Cristo lontano.
Sono illusioni. Il Signore assume la responsabilità della relazione in cui si è impegnato con noi. Non vuole una separazione, ma una vicinanza più grande. L'intimità deve restare. Il legame non sarà rotto. Egli ci offre lo Spirito di verità che possono ricevere solo quelli che lo conoscono.
Noi possiamo continuare a vivere al sicuro. Abbiamo al nostro fianco un altro sostegno, che tuttavia non è "altro".
Lo Spirito che il Signore ci lascia come regalo d'addio fa sì che noi gli restiamo vicini, perfino che lo "vediamo". Ci è concesso di dividere la vita con lui, vivo, e di essere inclusi nella pienezza della Trinità. Dell'amore che portiamo al Signore, il Signore non è l'unico a rispondere. Noi siamo amati dal Padre, e ci è concesso di conoscere più profondamente il Figlio; l'amore di Dio, che è lo Spirito, abita nel profondo della nostra anima. Siamo ancora figli di questo mondo?
FRANZ GEORG FRIEMEL
LA PAROLA
29 maggio 2017
Lunedì
San Massimino vescovo
7.a di Pasqua - III
Regni della terra, cantate a Dio
Liturgia: At 19,1-8; Sal 67; Gv 16,29-33
PREGHIERA DEL MATTINO
Mio amato e buon Gesù, eccomi prostrato alla tua santissima presenza; ti prego, accendi il mio cuore di sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati, e di proponimento di non offenderti. Con tutto l'amore e tutta la compassione considero le tue cinque Piaghe cominciando, o Gesù mio, da ciò che disse di te il santo profeta Davide: "Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa".
ANTIFONA D'INGRESSO
"Riceverete la forza dello Spirito Santo, che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni sino agli estremi confini della terra". Alleluia.
COLLETTA
Venga su di noi, o Padre, la potenza dello Spirito Santo, perché aderiamo pienamente alla tua volontà, per testimoniarla con amore di figli. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (At 19,1-8)
Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?
Dagli Atti degli Apostoli
Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 67)
Regni della terra, cantate a Dio.
Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.
Regni della terra, cantate a Dio.
I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.
Cantate a Dio, inneggiate al suo nome:
Signore è il suo nome.
Regni della terra, cantate a Dio.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Regni della terra, cantate a Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 3,1)
Alleluia, alleluia.
Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù,
dove è Cristo, seduto alla destra di Dio.
Alleluia.
VANGELO (Gv 16,29-33)
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Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Parola del Signore.
OMELIA
Gli antichi romani, che non erano santi perché pagani, ma spesso sapevano essere saggi, dicevano che l'amico sincero lo si riconosce nel momento della prova. Professare amicizie e garantire fedeltà, quando tutto va per il verso giusto, è fin troppo facile. Gesù ci ha rivelato che la prova suprema della fedeltà, quando è animata da amore sincero, è la disponibilità piena a dare la vita per la persona amata. Proprio come ha fatto Lui. Gli apostoli credono di aver capito il messaggio del loro maestro, egli però deve ancora ribadire un concetto ch'è di difficile assimilazione e riguarda proprio la loro fedeltà nel momento della prova. Sembra che il Signore voglia parlarci dei fervori facili e superficiali, che spesso ci convincono erroneamente di aver raggiunto una fede e una sicurezza incrollabili, che poi però vengono clamorosamente smentiti quando il prezzo da pagare ci sembra troppo alto. È la storia vera di tanti di noi che presumono e confidano nelle proprie forze, anche quando sono chiamati a realizzare progetti divini. C'è per ognuno di noi un «ora» in cui siamo chiamati a testimoniare a caro prezzo la verità e troppo spesso siamo colti di sorpresa, perché non siamo in grado di portarne il peso. Dal primo peccato fino ad oggi, sono innumerevoli le vittime della presunzione. Gli stessi apostoli sperimenteranno con delusione e sofferenza, Pietro ne sarà la vittima più illustre. Dinanzi alla tragedia della croce, si disperderanno tutti e lasceranno solo il Signore. Quante fughe, quanti tradimenti dopo quell'episodio: fughe da responsabilità e da impegni, fughe dopo solenni promesse di fedeltà, fughe da responsabilità e da testimonianze, tradimenti nei confronti delle persone amate, tradimenti di consacrati e di consacrate, di ministri e di pastori. La causa unica per tutti è sempre la stessa: lontani dalla linfa vitale della vite, tralci secchi, uomini e donne, carichi di pesi e lontani da Cristo, privi del dono dello Spirito. Poi inevitabilmente stramazzano uno sull'altro sotto quei pesi e si creano, con le proprie mani, ciascuno una tomba: li muore il cristiano, lì muore il sacerdote, lì lo sposo, lì la consorte, lì i figli: lì è il sepolcro dell'amore. A pensare che sono ancora pienamente valide tutte le promesse di Cristo: «Non vi lascio soli, vi manderò un nuovo Consolatore, abbiate fiducia, io ho vinto il mondo». Perché allora tanta solitudine e tanta presunzione? Dobbiamo riscoprire tutti insieme il dono della fedeltà appoggiandoci totalmente a Cristo. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Signore, questo sacrificio senza macchia ci liberi dal peccato, e infonda nel nostro cuore il vigore della tua grazia. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo". Alleluia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci nutri dell'unico pane e ci conforti con l'unica speranza, donaci il tuo Spirito, perché formiamo in Cristo un cuore solo e un'anima sola, per salire con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Nella notte del mondo, Signore, tu sei la nostra pace. Noi non avevamo saputo restare con te nell'Eden e tu eri rimasto solo con il Padre. Ora, tu hai sconfitto il male ma noi siamo ancora deboli e impauriti di fronte alla durezza del mondo. Vegliamo allora con Maria e aspettiamo pregando il Padre dei poveri, lo Spirito Santo. Riempirà le nostre lampade di coraggio perché possiamo passare, con te e come te, attraverso le sofferenze del nostro tempo. Volgendo il nostro sguardo al cielo, ti vedremo venire nella gloria sulle nubi.

LA PAROLA
4 giugno 2016
Sabato
San Quirino vescovo
Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria - P
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore
Liturgia: Is 61,9-11; Cant. 1Sam 2,1.4-8; Lc 2,41-51
PREGHIERA DEL MATTINO
Uno solo è morto per miliardi e miliardi di uomini, uno solo ha purificato la colpa universale. O Cristo, che io copra i tuoi piedi di baci, come la peccatrice perdonata. Che io non dimentichi nessuno dei tuoi benefici: tu guarisci, consoli, perdoni, circondi di amore e di tenerezza, allontani da noi i nostri peccati, luce abbagliante, o risuscitato. Come ti renderò tutto il bene che mi hai fatto, se non alzando le mani, dimenticando tutto ciò che non sia te, nella lode della tua gloria?
ANTIFONA D'INGRESSO
In me ogni grazia di via e verità, in me ogni speranza di virtù e di vita. (Sir 24,25)
COLLETTA
O Signore, Dio nostro, che nel cuore immacolato di Maria hai posto la dimora del Verbo e il tempio dello Spirito Santo, donaci un cuore puro e docile, perché sulla via dei tuoi comandamenti impariamo ad amarti sopra ogni cosa, sempre attenti alle necessità dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA (Is 61,9-11)
Gioisco pienamente nel Signore.
Dal libro del profeta Isaia.
Sarà famosa tra le genti la loro stirpe, la loro discendenza in mezzo ai popoli. Coloro che li vedranno riconosceranno che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.
Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza, mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema e come una sposa si adorna di gioielli.
Poiché, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (da 1Sam 2)
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia forza s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io gioisco per la tua salvezza.
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
L'arco dei forti s'è spezzato,
ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
I sazi si sono venduti per un pane,
hanno smesso di farlo gli affamati. La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
Solleva dalla polvere il debole,
dall'immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili
e assegnare loro un trono di gloria.
Il mio cuore esulta nel Signore, mio salvatore.
CANTO AL VANGELO (cf. Lc 11,27)
Alleluia, alleluia.
Beata la Vergine Maria:
custodiva la parola di Dio, meditandola nel suo cuore.
Alleluia.
VANGELO (Lc 2,41-51)
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Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo.
+ Dal Vangelo secondo Luca
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
Parola del Signore.
OMELIA
Si sa che il cervello serve a pensare; però, i pensieri sono localizzati nel cuore. Se si chiede a qualcuno perché è triste, la risposta può essere: «Ho il cuore pesante». Quando una coppia si separa, uno dei due, o anche tutti e due possono dire: «Ho il cuore spezzato». Dopo una decisione presa in seguito a matura riflessione, uno può dire: «Sento nel mio cuore che questo è giusto». Ad uno che non riesce ad andare d'accordo con un altro, si dice spesso: «Abbi cuore».
Così, anche la capacità di essere razionali è una funzione del pensiero, ma la maggior parte della gente ne parla come se fosse opera del cuore. Si sente dire tante volte: «Dal profondo del mio cuore sento che è giusto quello che faccio».
Maria era una donna che meditava nel suo cuore le grandi cose del Signore. Con un cuore immacolato, concepì il Figlio di Dio. Fu obbediente alla Parola di Dio. Con amore materno, nutrì Gesù. Con la meraviglia di un discepolo, ascoltò le sue parole, osservò i suoi atti e conservò tutte queste cose nel suo cuore.
Coloro che seguono Gesù hanno Maria come esempio. Anche quando non capiscono esattamente che cosa Dio vuole, entrano nella esperienza di Maria, sapendo che più tardi la verità verrà rivelata nella sua pienezza. Confidano sempre che l'alleanza d'amore con Dio non verrà meno. Di fronte alla morte, rimangono saldi nella speranza della risurrezione.
I molteplici eventi della vita sono conservati nel cuore. Queste memorie fanno da maestre per progredire nella vita e sono una raccolta di ricordi di ciò che Dio continua a fare per coloro che gli sono fedeli.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda con bontà, o Padre, i doni che ti presentiamo nel ricordo della Vergine Maria, e fa' che sul suo esempio custodiamo e meditiamo sempre nel cuore i tesori di grazia del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Maria custodiva in sé tutte queste cose, e le meditava nel suo cuore.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nel ricordo della gloriosa Vergine Maria, Madre di Cristo tuo Figlio, ci hai reso partecipi della tua redenzione, fa' che sperimentiamo la pienezza dei tuoi benefici e comunichiamo sempre più profondamente al mistero della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Padre di Gesù, tu hai voluto che il tuo Figlio Unigenito nascesse dalla Vergine Maria. L'hai preparata per questo compito speciale avvolgendola della tua grazia. Ella ha imparato dai grandi eventi della vita del Figlio suo e ha conservato queste cose nel suo cuore. Donaci un cuore come quello di Maria. Rendici obbedienti alla tua parola. Riempici del tuo Spirito che ci renda bramosi di fare la tua volontà. Te lo chiediamo per il Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Domenica 11 giugno 2017
Domenica 11 giugno 2017
Della Santissima Trinità
Colore liturgico: bianco
Le letture del giorno
Es 34, 4-6. 8-9; PS.: Dn 3; 2 Cor 13, 11-13; Gv 3, 16-18.
Luce, splendore e grazia della Trinità.
I Santi di oggi
· San Barnaba, Apostolo
Della Santissima Trinità
Antifona d'Ingresso
Sia benedetto Dio Padre,
e l'unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo:
perché grande è il suo amore per noi.
Atto Penitenziale
Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.
C: Signore, che non sei venuto a condannare, ma a perdonare, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che fai festa per ogni peccatore pentito, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che perdoni molto a chi molto ama, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.
Gloria
Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.
Colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa' che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l'unico Dio in tre persone. Per il nostro Signore...
Prima Lettura
Es 34, 4-6. 8-9
Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità».
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
Salmo Responsoriale
PS.: Dn 3
RIT: A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.
Seconda Lettura
2 Cor 13, 11-13
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
Canto al Vangelo
Alleluia, Alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.

Vangelo
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Gv 3, 16-18
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
Professione di Fede
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
Preghiera dei Fedeli
Fratelli carissimi,
rivolgiamo la nostra unanime preghiera a Dio Padre,
che ha rivelato al mondo il suo grande amore
nel dono del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.
R. Signore Dio nostro, ascoltaci.
Per la santa Chiesa,
perché attesti al mondo intero la sua realtà di popolo di Dio,
convocato dall'amore del Padre, per mezzo di Cristo,
nella comunione di un solo Spirito, preghiamo. R.
Per tutti i popoli della terra,
perché illuminati dalla sapienza dello Spirito
riconoscano in Gesù Cristo l'inviato del Padre,
e siano radunati nell'unica Chiesa, preghiamo. R.
Per tutti coloro che sono nella sofferenza e nella prova,
perché sperimentino l'amore del Padre
e la presenza consolante dello Spirito di Cristo, preghiamo. R.
Per tutti gli uomini
lacerati e sconvolti dalle violenze e dai conflitti,
perché mediante l'azione dello Spirito
si sentano figli dell'unico Padre e fratelli in Cristo,
che nel suo sangue ha fatto pace fra cielo e terra, preghiamo. R.
Per noi qui presenti,
perché la grazia del Battesimo,
conferitoci nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo,
cresca e fruttifichi con un'adesione sempre più convinta e operosa, preghiamo. R.
Guarda, o Padre, al volto del tuo Figlio,
e accogli la preghiera di questa tua famiglia,
perché fortificata dal dono dello Spirito,
diventi segno e primizia dell'umanità
partecipe del mistero uno e trino del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Sulle Offerte
Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti presentiamo: consacrali con la tua potenza e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo, sei un solo Dio, un solo Signore, non nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle Persone, l'unità della natura, l'uguaglianza della maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini, non cessano di esaltarti uniti nella stessa lode:
Antifona alla Comunione
Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo,
che grida «Abba, Padre».
Dopo la Comunione
Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento, e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci sia pegno di salvezza dell'anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.

SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
18 giugno 2017
Domenica 11.a Tempo Ordinario
S. Marina
Liturgia: Dt 8,2-3.14b-16a; Sal 147; 1Cor 10,16-17; Gv 6,51-58
PREGHIERA DEL MATTINO
Come non inginocchiarci, come non prostrarci davanti a te e adorarti nel tuo Santissimo Sacramento, Signore Ges�, dopo aver gustato questo pane che ci sazia facendoci venire fame, e dopo aver bevuto questo vino che, salvandoci, ci rende ebbri! In questo solenne giorno in cui festeggiamo il banchetto del Re, a cui siamo invitati dalla tua predilezione, noi ti chiediamo di diffondere nel mondo intero tutti i tesori di vita nascosti umilmente nell'Ostia. Ges�- Ostia, tu ti doni interamente perch� sei ricolmo d'amore per ognuno di noi, per ogni uomo di ogni tempo. Fino alla tua venuta nella gloria, non smetteremo mai di adorarti, lasciandoci consumare in questa unione intima, in questa fusione di cuori, in questo abbraccio di corpi che � la sola felicit� che noi possiamo assaporare su questa terra. Mio Signore e mio Dio!
ANTIFONA DI INGRESSO
Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.
COLLETTA
Il Signore Ges� Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio...
PRIMA LETTURA (Dt 8,2-3.14b-16a)
Ti ha nutrito di un cibo che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto. Dal libro del Deuteronomio: Mos� parl� al popolo dicendo: "Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri". Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 147)
R. Loda il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perch� ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio,
la sua parola corre veloce. R.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Cos� non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.
SECONDA LETTURA (1Cor 10,16-17)
Poich� vi � un solo pane, noi siamo, benchP molti, un solo corpo. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non � forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non � forse comunione con il corpo di Cristo? Poich� vi � un solo pane, noi siamo, bench� molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Gv 6,51)
R. Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore; se uno mangia
di questo pane vivr� in eterno.
R. Alleluia.
Versione in voce >>>>> VANGELO
VANGELO (Gv 6,51-58)
“La mia carne � vero cibo, e il mio sangue vera bevanda.”
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Ges� disse alle folle dei Giudei: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr� in eterno e il pane che io dar� � la mia carne per la vita del mondo”. Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: “Come pu� costui darci la sua carne da mangiare?”. Ges� disse loro: “In verit�, in verit� io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter� nell'ultimo giorno. Perch� la mia carne � vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos� anche colui che mangia me vivr� per me. Questo � il pane disceso dal cielo; non � come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivr� in eterno”.
Parola del Signore.
OMELIA
Oggi festeggiamo il sacramento dell'Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realt� corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Ges� ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realt� del dono del Padre alla nostra umanit� si esprime, dall'inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realt� carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. � questo corpo ferito che risorge e che Ges� d� da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Ges� non si ferma qui. Suo corpo � anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo � la testa. Ed � infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: "Prendete e mangiate: questo � il mio corpo!" (Mt 26,26). Gi� i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all'acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito. Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che � Ges� (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell'Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che � vita eterna. E Ges�, ancora una volta, afferma: "Io sono". Qui dice: "Io sono il pane". Ges� costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avr� la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perch� noi celebriamo oggi la realt� umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perch� ci d� davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell'unit� e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
�Prendete, questo � il mio corpo, questo � il mio sangue, il sangue dell'alleanza�, dice il Signore.
Alleluia
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Donaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

25 giugno 2017 – Domenica
12.a Domenica Tempo Ordinario
Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio
Liturgia: Ger 20,10-13; Sal 68; Rm 5,12-15; Mt 10,26-33
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesu, tu hai chiesto ai tuoi apostoli: "Chi sono io secondo la gente?... Ma voi chi dite che io sia?". Tu oggi mi poni questa domanda. Quando ti rispondo con le parole di san Pietro, sento tutto il loro peso, perché immediatamente sento il tuo invito a seguirti, a rinunciare a me stesso, a portare tutti i giorni la mia croce e a seguire le tue orme sul cammino che Dio, e non le attese degli uomini, ha designato per te. Ho fiducia in te. Gesu, dammi una fede capace di esprimersi nell'adempiere con fiducia i miei doveri e nell'affrontare pazientemente le difficolta quotidiane, per amore verso di te.
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è la forza del suo popolo e rifugio di salvezza per il suo Cristo. Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredita, e sii la sua guida per sempre.
COLLETTA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesu Cristo..
PRIMA LETTURA (Ger 20,10-13)
Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori
Dal libro del profeta Isaia
Sentivo la calunnia di molti: «Terrore all'intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo». Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: «Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta». Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile. Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa! Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 68)
RIT: Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.
Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. R
Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza. R
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi. R
SECONDA LETTURA (Rm 5, 12-15)
Il dono di grazia non è come la caduta
Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c'era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore, e anche voi date testimonianza.
R. Alleluia.
VANGELO (Mt 10, 26-33)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.
OMELIA
«Non avere paura»: è l'invito amorevole che talvolta i genitori rivolgono al figlio per sostenerlo nel momento della prova. Chi conosce la difficoltà e ha già percorso un buon tratto di strada, sa e può infondere sicurezza in chi ha il passo ancora incerto. «Non abbiate paura»: l’esortazione risuona come un ritornello, in un contesto di persecuzione, a dire che non siamo soli nel nostro compito, non sempre facile, di testimoni. Prima di noi, i santi e i martiri hanno aderito pienamente a questa parola e non hanno avuto paura di affrontare sofferenze e delusioni pur di restare fedeli al vangelo. Essi hanno creduto che la nostra vita è saldamente nelle mani di colui che ce l’ha donata, hanno creduto che c’è da contare sull’amore di Dio che mai verrà meno. Essere cristiani signi?ca scegliere di vivere come Gesù e, con la forza dei doni dello Spirito santo, rendergli testimonianza. Per questo non abbiamo paura di aderire a tale proposta.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la nostra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi di tutti, Signore,
si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro
il cibo a suo tempo.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
1 Luglio 2017 - Sabato
12.a Tempo Ordinario
Teobaldo sacerdote eremita
Il Signore si è ricordato della sua misericordia
Liturgia: Gen 18,1-15; Lc 1,46-55; Mt 8,5-17
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu hai stretto un'alleanza con l'umanità intera al tempo di Noè, ma avevi bisogno di scegliere un popolo, di scegliere un uomo per far capire che volevi scegliere ogni uomo, di scegliere un popolo per scegliere ogni popolo. Questa scelta, questo scarto sono sempre in realtà un allargamento, e le sofferenze dei tuoi eletti, dei tuoi amici, sono solo per un momento e in vista della felicità dei più. Concedici di circondare di grande rispetto le sofferenze del tuo popolo Israele.
ANTIFONA D’INGRESSO
Il Signore è la forza del suo popolo
e rifugio di salvezza per il suo Cristo.
Salva il tuo popolo, Signore,
benedici la tua eredità,
e sii la sua guida per sempre.
COLLETTA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore...
PRIMA LETTURA (Gen 18,1-15)
Sara, tua moglie, avrà un figlio.
Dal libro della Gènesi
In quel tempo, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All'armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono. Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda, dietro di lui. Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne. Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!». Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso dicendo: "Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia"? C'è forse qualche cosa d'impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio». Allora Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma egli disse: «Sì, hai proprio riso».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE
RIT: Il Signore si è ricordato della sua misericordia.
L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. R
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome.
Di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono. R
Ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.R
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre. R
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
VANGELO (Mt 8,5-17)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Va', avvenga per te come hai creduto
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".
Parola del Signore
OMELIA
«Grida dal tuo cuore al Signore, grida nella notte, alza verso di lui le mani». La nostra preghiera talvolta assume toni struggenti, come il pianto del profeta per la rovina di Gerusalemme riportata nella prima lettura. È il pianto per la propria casa, la supplica di chi si vede minacciato nelle proprie radici. Altre volte la preghiera non è per noi, assomiglia a quella del centurione che presenta al Signore il servo malato, ed è una preghiera di intercessione. In ogni caso il Signore sa ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo, ma dobbiamo chiederglielo, perché non può darci ciò che non vogliamo. Solo dopo potra rispondere: «Va’, e avvenga per te come hai creduto». In questo cammino dobbiamo tener presente che i tempi di Dio non sono i nostri e che «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre domande, bensì le sue promesse» (Bonhoeffer).
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la nostra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi di tutti, Signore,
si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro
il cibo a suo tempo.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
"Al calar del sole un grande torpore si impadronì di Abramo, un oscuro e profondo timore lo colse...". O Gesù, non siamo forse con te nel Getsemani nel momento in cui l'ultima alleanza è suggellata e l'angoscia ti stringe? "Tramontato il sole, si era fatto buio fitto...". E non siamo forse ai piedi della croce? Allora "un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi". Ecco il tuo sacrificio gradito dal Padre, ecco il tuo corpo e la tua anima aperti in due, e il fuoco dello Spirito che ti traversa, e tutte le piaghe sono gloriose per sempre. Benedetto sii tu, Signore

2 Luglio 2017 - Domenica
13.a Tempo Ordinario
S. Bernardino Realino
Canterò per sempre l'amore del Signore
Liturgia: 2Re 4,8-11.14-16a; Sal 88; Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu ci hai dato il bel nome di cristiani, che significa che noi siamo di Cristo, che noi viviamo per lui e in lui. Il nostro cammino di conversione è lungo e pieno di lotte, di combattimenti che non sappiamo sempre condurre bene perché siamo ancora troppo attaccati a noi stessi. Allarga i nostri cuori affinché aspiriamo a trovare la nostra felicità unicamente in te. Guarda ancora, in questo giorno, il profondo desiderio del nostro cuore, rivolto a te, e liberalo da ogni schiavitù per renderlo libero in te.
ANTIFONA D’INGRESSO
Popoli tutti,
battete le mani,
acclamate a Dio con voci di gioia.
COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...
PRIMA LETTURA (2 Re 4,8-11.14-16)
L’anno prossimo tu terrai in braccio un figlio
Dal secondo Libro dei Re
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c'era una donna facoltosa, che l'invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: "Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare". Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi suo servo: "Che cosa si può fare per questa donna?". Il servo disse: "Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio". Eliseo disse: "Chiamala!". La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: "L'anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio".
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 88)
RIT: Canterò per sempre la tua misericordia.
Canterò senza fine le grazie del Signore,
con la mia bocca annunzierò la tua fedeltà nei secoli,
perché hai detto: "La mia grazia rimane per sempre";
la tua fedeltà è fondata nei cieli. R
Beato il popolo che ti sa acclamare
e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto:
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
nella tua giustizia trova la sua gloria. R
Perché tu sei il vanto della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra potenza.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d'Israele. R
SECONDA LETTURA (Rm 6, 3-4. 8-11 )
Consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
Parola del Signore
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa; proclamate le grandezze di Dio, che vi ha chiamato dalle tenebre all'ammirabile sua luce.
1. Alleluia.
VANGELO (Mt 10, 37-42)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Va', avvenga per te come hai creduto
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".
Parola del Signore
OMELIA
Quali sono le condizioni necessarie per seguire Gesù? Il vangelo può sembrare
categorico e lasciare un po’ perplessi, quando parla, ad esempio, del distacco dal familiari. Di certo Gesù non vuole insegnarci il disprezzo per i parenti! Semplicemente ci invita a non anteporre nulla al suo amore. Ci sprona a liberare il nostro cuore dall’egoismo per lasciare spazio all’accoglienza. Accogliere lo splendido messaggio del vangelo e diventare veri e instancabili testimoni. Essere discepoli di Gesù non è certo cosa facile o naturale. Si è cristiani per scelta e non solo per nascita. Siamo pertanto chiamati a conoscere in profondità la nostra fede, a testimoniarla con entusiasmo e sicurezza anche a coloro che non si riconoscono in essa. E la ricompensa? Sia chi dà, sia chi riceve potrà sperimentare la gioia di una vita presente e futura illuminata dall’amore.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali compi l'opera della redenzione, fa' che il nostro servizio sacerdotale sia degno del sacrificio che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Anima mia, benedici il Signore:
tutto il mio essere benedica il suo santo nome.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La divina Eucarestia, che abbiamo offerto e ricevuto, Signore, sia per noi principio di vita nuova, perché, uniti a te nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi di tutti, Signore,
si volgono a te fiduciosi,
e tu provvedi loro
il cibo a suo tempo.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
"Al calar del sole un grande torpore si impadronì di Abramo, un oscuro e profondo timore lo colse...". O Gesù, non siamo forse con te nel Getsemani nel momento in cui l'ultima alleanza è suggellata e l'angoscia ti stringe? "Tramontato il sole, si era fatto buio fitto...". E non siamo forse ai piedi della croce? Allora "un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi". Ecco il tuo sacrificio gradito dal Padre, ecco il tuo corpo e la tua anima aperti in due, e il fuoco dello Spirito che ti traversa, e tutte le piaghe sono gloriose per sempre. Benedetto sii tu, Signore
Domenica 9 Luglio 2017
Ss. Agostino Zhao Rong e compagni (mf)
14.a Tempo Ordinario
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore
Liturgia: Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, concedici di esultare non dei nostri successi, non dei risultati tangibili dei nostri sforzi al tuo servizio, ma ogni volta che prendiamo parte alle tue sofferenze, alle tue umiliazioni, ogni volta che siamo respinti a causa del tuo nome. Concedici la sicurezza della tua vittoria e la consolazione della tua presenza. Trasforma i nostri cuori, affinché possiamo essere mandati nel tuo nome ad essere messaggeri di pace e del lieto messaggio della nostra salvezza.
ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.
COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore ...
PRIMA LETTURA (Zc 9, 9-10)
Ecco, a te viene il tuo re.
Dal libro del profeta Zaccaria
Così dice il Signore: "Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina. Farà sparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà spezzato, annunzierà la pace alle genti, il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume ai confini della terra". Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 144)
R. Benedetto sei tu, Signore, umile re di gloria.
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome. R.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
Seconda Lettura (Rm 8, 9. 11-13)
Voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.
Parola del Signore
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.
R. Alleluia.
VANGELO (Mt 11, 25-30)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero".
Parola del Signore
OMELIA
La liturgia della parola oggi ci si presenta come un grande respiro di speranza e di fiducia nel Signore. Meravigliosa è la preghiera di Isaia che esprime in modo mirabile il suo anelito verso il Signore da cui attende la salvezza anche se nella vita la sofferenza è stata compagna inseparabile, paragonabile a uella di una donna nelle doglie del parto. Purtroppo, lontano da Dio, anziché dare vita a qualche cosa di nuovo, si genera solo vento perché manca il suggello del Signore. Ma la speranza domina su tutto e quindi il profeta afferma con decisione che per virtù dell'Altissimo di nuovo vivranno i tuoi i morti e risorgeranno i cadaveri. Il salmo responsoriale riafferma quanto il profeta annunziava: una ricostruzione del popolo d'Israele per virtù del suo Dio a cui renderanno gloria tutti i re e i popoli della terra: Annunzio meraviglioso che si verifica nella Chiesa del Signore aperta, a tutte le nazioni. Quasi a completare questo quadro di speranza per la affaticata umanità, in balia di sofferenze personali, familiari, nazionali e mondiali risuona l'invito del Signore Gesù che apre a tutti, in particolare a chi sente maggiormente il peso della via, il suo Cuore. Venite a me! A volte forse si ha paura di andare al Signore temendo che Egli ci chieda troppo... eppure egli afferma che il suo giogo è dolce e leggero. Possiamo gustare questa gioia rispondendo all'invito di andare a Lui, nelle nostre angosce, sia nell'Eucaristia, presente nelle nostre chiese, sia ascoltando o leggendo la parola del Signore che diventa come rugiada luminosa e quindi capace di darci ristoro e sostegno nel faticoso cammino quotidiano. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnjpotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Vengo a te nella sera di questo giorno. Ti porto tutti i miei fardelli, e ti dico che cosa mi opprime. Veglia su di me e su tutti quelli che ho incontrato oggi. Guarda le cose buone che siamo riusciti a vivere insieme e anche le nostre sconfitte. Libera i nostri cuori dalla collera e dalla tristezza. Facci trovare pace e sollievo.
Domenica 16 Luglio 2017
B.V. Maria del Monte Carmelo (mf)
15.a Tempo Ordinario
Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli
Liturgia: Is 55,10-11; Sal 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, mi preoccupo per il tuo regno, per la tua parola, per la tua Chiesa. Vi sono tante sconfitte. Gli uomini si interessano a molte cose, ma non a "questa cosa essenziale": la loro risposta al tuo amore. I cristiani, ed io con loro, sono così mediocri. Le nostre comunità sembrano deboli, senza forza né utilità. Vorrei chiedere: Dov'è passata la tua grazia, non può farsi più manifesta? Dov'è passata la forza dei tuoi sacramenti? Dov'è il carattere divino della tua Chiesa? Quante buone volontà rimangono vanificate? Quante offerte d'aiuto si scontrano con il rifiuto? Eppure, Signore, quando ho la tua parabola sotto gli occhi, riprendo la speranza. Credo che il tuo seme cresca, che dia trenta, sessanta e cento frutti. Oggi voglio cercare di fare fruttare in me la tua parola. Ma ti prego: fammi anche vedere, ogni tanto, che tu conduci tutte le cose verso il bene. Negli altri e in me.
ANTIFONA D'INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)
COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: "Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata".
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 64)
R. Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. R.
Così prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge
e benedici i suoi germogli. R.
Coroni l'anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. R.
I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! R.
SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L'ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L'ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l'ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Mt 13,19.23)
R. Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
R. Alleluia. 
VANGELO (Mt 13,1-23)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca! Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.
OMELIA
Il Vangelo ci racconta - se si eccettua l'ultima frase - la storia di una catastrofe. Tutto comincia nella speranza e, nonostante questo, non tarda ad essere ridotto ad un nulla: gli uccelli mangiano il seme; il terreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose lo soffocano... tutto segue il suo corso disperante. Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo "ma": in mezzo al campo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe - morendo di denutrizione - loda ancora Dio onnipotente. Nella parabola del seminatore si incontra il "ma" di Dio: ci sono poche speranze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti. È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storie catastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo. La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfitta porta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, non lascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico. Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dio nel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e poco appariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazione della disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche se all'inizio nulla lascia presagirlo. Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive del lago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciò che intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e la violenza. Non è ignaro delle sconfitte. "Ma" la sua parola porta i suoi frutti nel cuore degli uomini.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende". (Mt 13,23)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
Domenica 23 Luglio 2017
S. Brigida, patrona d’Europa (f)
16.a Tempo Ordinario
Tu sei buono, Signore, e perdoni
Liturgia: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, mio Dio, vedo davanti a me il campo, e il grano, e la zizzania. Credo di appartenere all'uomo che ha seminato il buon grano nel suo campo. Voglio far parte del grano, ma sono realista quanto basta per vedere anche la zizzania, quella che è nel campo e quella che è in me. Ho spesso notato che la vicinanza del male è contagiosa e non sono sicuro che le rudi mani dei servitori mi risparmieranno nel loro eccesso di zelo. Signore, io ti ringrazio questa mattina di avere la pazienza di attendere la messe. Oggi mi sforzerò ancora di pensare all'origine, alle sementi che la tua bontà sparge. Ma sono anche debole. Ecco perché ti ringrazio della tua pazienza e della tua generosità. Aiutami a cogliere l'opportunità che tu mi offri con questo nuovo giorno. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Ecco, Dio viene in mio aiuto, il Signore sostiene l'anima mia. A te con gioia offrirò sacrifici e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono. (Sal 54,6.8)
COLLETTA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Sap 12,13.16-19)
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Dal libro della Sapienza
Non c'è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall'accusa di giudice ingiusto. La tua forza infatti è il principio della giustizia, e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti. Mostri la tua forza quando non si crede nella pienezza del tuo potere, e rigetti l'insolenza di coloro che pur la conoscono. Padrone della forza, tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere. Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini, e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 85)
R. Tu sei buono, Signore, e ci perdoni.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, o Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. R.
Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all'ira e ricco di amore e di felicità,
volgiti a me e abbi pietà. R.
SECONDA LETTURA (Rm 8,26-27)
Lo Spirito intercede con con gemiti inesprimibili.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Mt 11,25)
R. Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
R. Alleluia. 
VANGELO (Mt 13,24-43)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: "Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?". Ed egli rispose loro: "Un nemico ha fatto questo!". E i servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a raccoglierla?". "No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per
bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio"». Espose loro un'altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell'orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un'altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo. Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!.
Parola del Signore.
OMELIA
Seguitemi, andiamo su una collina per osservare dall'alto il campo di cui si parla nel Vangelo. Guardiamo cosa succede. Noi non vediamo più il nemico, è molto tempo che è scomparso. Ciò che vediamo sono delle comunità. Vi sono i buoni cristiani, le persone tiepide, critiche, o complicate in seno alla Chiesa, i peccatori, gli indifferenti. Si fa fatica a distinguere chi fa parte del grano, chi della zizzania. Se continuiamo a guardare, notiamo delle piante che contengono sia del grano, sia della zizzania. Infine delle piante che cambiano. Il grano diventa zizzania e la zizzania grano. Nel campo regna la confusione. Vedo me stesso da qualche parte, sono tra il grano? O tra la zizzania? Vedo anche i miei colleghi: come mai quello lì è laggiù? È incredibile, si trova dove c'è un sacco di grano. Nel campo tutto ha il diritto di crescere, tutti hanno una possibilità. Poi vediamo, dalla nostra collina, i lavoratori. Tra di loro vi sono dei fanatici dell'ordine, dei giardinieri modello, degli artisti del paesaggio come al tempo rococò. Sognano giardini alla francese, in cui tutto è tagliato secondo le regole. Non vorrei cadere nelle loro mani. Sono pastori, o sceriffi che sorvegliano da vicino il loro settore? Ed ecco il contadino. Noi lo indoviniamo, più che vederlo veramente. È là ad aspettare, al fondo della sua casa. Aspetta, paziente, esultando già per la messe. Chiama con tutte le sue promesse colui - che dico? - coloro che vogliono venire a lui. Ripone la sua speranza in molti, in tutti, in tutto questo campo singolare.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nell'unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il buon seme sono i figli del regno, che alla fine splenderanno come il sole. (cf. Mt 13,38.43)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

Domenica 30 Luglio 2017
S. Pietro Crisologo (mf)
17.a Tempo Ordinario
Quanto amo la tua legge, Signore!
Liturgia: 1Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, il mio desiderio di felicità è insaziabile. La mia felicità dipende dal trovare te, lo so. Ho fatto mia la frase del grande sant'Agostino: "Il nostro cuore non trova pace fino a quando non riposa in te, o Dio". Una nuova giornata mi aspetta. Ti prego, Signore, non lasciarmi affondare nell'indifferenza, ma tienimi sveglio. Fa' che io sia sempre alla ricerca e sempre in cammino. Fammi trovare il tesoro che mi hai destinato, e che riconoscerei come il mio bene più personale. Mostrami la perla che vale che le si sacrifichi tutto. Aiutami a non accontentarmi di sognarla, ma a decidere per lei quando sarà giunto il momento. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo. (Sal 68,6-7.36)
COLLETTA
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (1Re 3,5.7-12)
Hai domandato per te la sapienza.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni a Gàbon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?». Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse:
«Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118)
R. Quanto amo la tua legge, Signore!
La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d'oro e d'argento. R.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
poiché la tua legge è la mia delizia. R.
Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. R.
SECONDA LETTURA (Rm 8,28-30)
Ci ha predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Mt 11,25)
R. Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
R. Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
OMELIA
San Tommaso d'Aquino, il grande teologo del Medioevo, utilizza un'immagine: noi uomini siamo come una freccia già in piena corsa. Un altro ha preso la mira e ha tirato. Non spetta più a noi cercare un obiettivo: è già stabilito. E dove va questa freccia di cui il Creatore ha stabilito l'obiettivo? Ecco la risposta: la freccia corre verso il bene, e dunque verso la felicità. Dio, e la felicità di essere presso di lui, corrispondono alla più profonda aspirazione dell'uomo. Qui non vi è nulla di imposto, nessun compito da fare come penso, nessun passaggio a gincana, non dobbiamo stringere i denti. Come il ruscello scorre naturalmente verso il mare, così l'uomo è in cammino verso Dio. Questo insegnamento sugli uomini si trova nella parabola di Gesù che ci presenta il Vangelo. È riassunto in sette righe di una semplicità geniale. Il Regno dei cieli è proprio ciò che si cerca nel profondo del cuore. È come un tesoro di cui si scopre l'esistenza. È come una perla, la perla delle perle che il mercante ha cercato per tutta la sua vita. Se il mercante raggiunge il suo obiettivo, non è grazie alla sua tenacia, ma perché ciò gli è concesso
in dono. Tuttavia il regno dei cieli non ci è tirato in testa. Bisogna impegnarsi personalmente, essere pronti anche a sacrificare tutto. Ma non per una cosa estranea. È ciò che abbiamo di più personale, e al tempo stesso un dono. E bisogna saper cogliere questo dono; bisogna essere pronti. Quando si raggiunge l'obiettivo, non bisogna crollare come dopo un eccesso di sforzo,
ma esultare di indescrivibile gioia. Il segreto del cristianesimo può essere espresso in un'immagine di sette righe. Ce ne vogliono un po' di più ai predicatori! Quanto a ciascuno di noi, ci vuole tutta una vita per capirlo.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Alla fine del mondo verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni", dice il Signore. (Mt 13,49)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa' che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Bisogna che voi amiate Dio con sapienza, e per ciò bisogna che siate sapienti. Sarete sapienti se sarete poveri e senza desiderio delle cose del mondo, se vi disprezzerete per amore di Cristo e se metterete al suo servizio tutta la vostra intelligenza e tutte le vostre forze. Alcuni sembrano sapienti e non sono che folli, poiché dissipano tutta la loro sapienza nella cupidigia e nelle preoccupazioni del mondo. Se vedeste un uomo che possiede pietre preziose in quantità sufficiente ad acquistare un regno, e che le scambia per una mela come farebbe un bambino, direste, a ragione, che non è un sapiente ma un folle. Ora, noi possiamo, se lo vogliamo, acquistare le pietre preziose della penitenza, della povertà e del lavoro spirituale, e, per mezzo di esse, il regno dei cieli. Se infatti voi amate la povertà, se disprezzate le ricchezze e le delizie del mondo, se vi considerate poveri e miserabili, otterrete attraverso questa povertà una ricchezza infinita. E così, se vi dispiacete per i vostri peccati, se siete tristi di vedere il vostro esilio prolungarsi e se rinunciate a tutte le consolazioni di questa vita, al posto di questa tristezza riceverete le gioie del cielo. RICHARD ROLLE

Domenica 6 Agosto 2017
TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE
18.a Tempo Ordinario
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra
Liturgia: Dn 7,9-10.13-14; Sal 96; 2Pt 1,16-19; Mt 17, 1-9
PREGHIERA DEL MATTINO
Al fondo la mia preghiera, la mia unica preghiera - sarò insensato? - è: mio Dio, che tu sia! (Jean-Pierre Jossua)
ANTIFONA D'INGRESSO
Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: "Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo". (cf. Mt 17,5)
COLLETTA
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa' che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio, e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA
La sua veste era candida come la neve.
Dal libro del profeta Daniele (Dn 7,9-10.13-14)
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 96)
R. Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunziano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R.
Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dei. R.
SECONDA LETTURA
Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo (2Pt 1,16-19)
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l'amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri
cuori la stella del mattino.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. Mt 17,5c)
R. Alleluia, alleluia.
Questi è il Figlio mio, l'amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
R. Alleluia.
Versione in voce >>>>> VANGELO
VANGELO
Questi è il Figlio mio, l’amato
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17, 1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore
OMELIA
La Trasfigurazione non era destinata agli occhi di chiunque. Solo Pietro, Giacomo e Giovanni, cioè i tre discepoli a cui Gesù aveva permesso, in precedenza, di rimanere con lui mentre ridava la vita ad una fanciulla, poterono contemplare lo splendore glorioso di Cristo. Proprio loro stavano per sapere, così, che il Figlio di Dio sarebbe risorto dai morti, proprio loro sarebbero stati scelti, più tardi, da Gesù per essere con lui al Getsemani. Per questi discepoli la luce si infiammò perché fossero tollerabili le tenebre della sofferenza e della morte. Breve fu la loro visione della gloria e appena compresa: non poteva certo essere celebrata e prolungata perché fossero installate le tende! Sono apparsi anche Elia e Mosè, che avevano incontrato Dio su una montagna, a significare il legame dei profeti e della Legge con Gesù. La gloria e lo splendore di Gesù, visti dai discepoli, provengono dal suo essere ed esprimono chi egli è e quale sarà il suo destino. Non si trattava solo di un manto esterno di splendore! La gloria di Dio aspettava di essere giustificata e pienamente rivelata nell'uomo sofferente che era il Figlio unigenito di Dio.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Quando si manifesterà saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù Cristo, tu ci hai detto che un giorno, in un tempo che solo il Padre conosce, ritornerai sulla terra, con tutti gli angeli e i santi, per distribuire ricompense o punizioni, secondo come avremo usato i talenti che ci hai dato. Interceda per me Maria, mia amata madre, adesso e nell'ora della mia morte, affinché io sia giudicato degno, con tutti coloro che amo, di stare alla tua destra e di sentire le parole tanto attese: "Bene, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore".
Domenica 13 Agosto 2017
Ss. Ponziano e Ippolito (mf)
19.a Tempo Ordinario
Mostraci, Signore, la tua misericordia
Liturgia: 1Re 19,9a.11-13a; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33
PREGHIERA DEL MATTINO
Aiutaci, Signore, a crescere nella fede e a superare così le paure e le ansie quotidiane. Tu sei il Dio del creato e non sei mai lontano da noi, nonostante che a volte ci sembri il contrario. Tendici la mano, Signore, come hai fatto con san Pietro, perché la nostra "piccola" fede non affondi, ma si rafforzi, invece, in unione con te.
ANTIFONA D'INGRESSO
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza, non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sorgi, Signore, difendi la tua causa, non dimenticare le suppliche di coloro che t'invocano. (Sal 74,20.19.22.23)
COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore Gesu Cristo...
PRIMA LETTURA
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
Dal primo libro dei Re (1Re 19,9a.11-13a)
In quei giorni, Elia [essendo giunto al monte di Dio, l'Oreb] entrò in una caverna per passarvi la notte, quand'ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: "Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore". Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 84)
R. Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace per il suo popolo,
per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza c vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.
Amore e verità s'incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R.
SECONDA LETTURA
Vorrei essere io stesso anatema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 9,1-5)
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Sal 130,5)
R. Alleluia, alleluia.
Io spero, Signore.
Spera l'anima mia, attendo la sua parola.
R. Alleluia. 
VANGELO
Versione in voce >>>>> VANGELO
Comandami di venire verso di te sulle acque.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33)
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra sponda, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: “è un fantasma!” e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro allora gli rispose: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni!”. Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: “Signore, salvami!”. E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio!”.
Parola del Signore.
OMELIA
La paura e la mancanza di coraggio rappresentano un notevole ostacolo ad una vita di fede e d'amore. Anche noi, proprio come gli apostoli sulla barca, possiamo lasciarci paralizzare dalla paura, che ci impedisce di vedere quanto Cristo ci sia vicino. Egli è l'Emmanuele, il Dio-con-noi, ed è anche il Dio della natura, che comanda alle tempeste e a tutte le forze distruttrici: "Egli annunzia la pace... La sua salvezza è vicina a chi lo teme" (Sal 85,9-10); anche quando ci sembra di essere su una barca a "qualche miglio da terra e... agitata
dalle onde, a causa del vento contrario", egli non è mai lontano da ognuno di noi. Come san Pietro, dobbiamo essere pronti a rischiare la nostra sicurezza e l'eccessiva preoccupazione per noi stessi, se vogliamo che la nostra fede si rafforzi. Cristo dice ad ognuno di noi: "Vieni". Per rispondere e per andare a lui, a volte, dobbiamo attraversare le acque della sofferenza. Che cosa succede, allora, quando, sentendo la forza del vento, cominciamo ad avere paura e ad affondare? Per superare la paura si deve seguire l'esempio di Gesù: "Salì sul monte, solo, a pregare". La fede si rafforza solo con una pratica regolare della preghiera.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gerusalemme, loda il Signore, egli ti sazia con fiore di frumento. (Sal 147,12.14)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Bisogna seguire Cristo. Bisogna aderirgli. Non bisogna abbandonarlo fino alla morte! Come diceva Eliseo al suo Maestro, diciamo anche noi: "Come è vero che sei vivo, io non ti abbandonerò mai". Seguiamo Cristo ed affezioniamoci a lui. "è bene per me aderire a Dio", dice il salmista. "A te si stringe l'anima mia, Signore! La forza della tua destra mi sostiene!" (Sal 63,9). Colui che si unisce al Signore come il tralcio è unito alla vite diviene con lui un solo spirito. Non solamente un solo corpo, ma un solo spirito con lui. Dello Spirito di Cristo vive tutto il suo Corpo. Per mezzo del corpo di Cristo si ottiene lo Spirito di Cristo. Rimani dunque mediante la fede nel corpo di Cristo, e sarai un giorno un solo spirito con lui. Già, per mezzo della fede, tu sei unito al suo corpo; per mezzo della visione sarai unito anche al suo Spirito. Così parla Cristo: "Padre, ti prego perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato" (Gv 17,21). È l'unione per mezzo della fede. E più avanti egli chiede ancora: "Anch'essi siano perfetti nell'unità". Questa è l'unione per mezzo della visione. Questa è la maniera di nutrirsi spiritualmente del Corpo di Cristo: avere in lui una fede pura, cercare sempre mediante la meditazione assidua il contenuto di questa fede, trovare ciò che cerchiamo mediante l'intelligenza, amare ardentemente l'oggetto della nostra scoperta, imitare nella misura del possibile colui che amiamo; e, imitandolo, aderire a lui costantemente per giungere con lui alla vita eterna!
GUIGO IL CERTOSINO
Martedì 15 Agosto 2017
ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA
19.a Tempo Ordinario
Risplenda la Regina, Signore, alla tua destra
Liturgia: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56
PREGHIERA DEL MATTINO
Stella del mattino, guida del nostro cammino, Vergine Madre elevata nella gloria: ispiraci l'arte di guardare il cielo e di orientare i nostri passi verso Dio. Il cuore umano ha sete di elevarsi. Sommità della perfezione umana, tu sei stata in tutto "Altissima", Maria: fedele alla terra, in cui sei vissuta; fedele al cielo, solo centro della tua anima. Colma della grazia di Dio, tu la facevi trasparire in effusione d'amore al servizio degli altri. Perché Dio è bontà. Per questo, o madre del Messia, sei salita, rapida e zelante, sulla montagna della Giudea per andare a trovare e assistere in una carità gioiosa la madre del Precursore. Fa' che la nostra vita davanti al mondo, e quella di tutta la Chiesa, sia un riflesso della tua. Testimone della vocazione celeste nell'esercizio della bontà terrestre. Incenso bruciato nel fuoco interiore (silenzioso, discreto, costante) della grazia di Dio.
ANTIFONA D'INGRESSO
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)
COLLETTA
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 11,19a; 12,1a-6a.10ab)
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l'arca della sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 44)
R. Risplenda la Regina, Signore, alla tua destra.
Figlie di re stanno fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir. R.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio;
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre. R.
Il re è invaghito della tua bellezza.
E' lui il tuo signore: rendigli omaggio. R.
Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re. R.
SECONDA LETTURA
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (1Cor 15,20-27a)
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
Maria è assunta in cielo; esultano le schiere degli angeli.
R. Alleluia. 
VANGELO
Versione in voce >>>>> VANGELO
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili.
+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: «L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.
OMELIA
La festa dell'Assunzione è purtroppo nota ai più solo come "Ferragosto", ma è la più importante tra quelle della Madonna: celebra il mistero della nostra risurrezione che nella persona di Maria (la sola tra tutti!) è già avvenuto. E' come celebrare quindi la nostra pasqua, ciò che in noi deve ancora avvenire e che avverrà, dunque è la nostra festa, la festa di ciò che saremo. Maria è entrata con il corpo nella vita divina, nella gloria; vive già da ora la vita di risorta. Questa festa è antichissima anche se la proclamazione del dogma dell'assunzione risale solo al 1950. Ma perché è stata fissata il 15 Agosto? Basta guardarsi attorno. L'estate è al culmine, i colori sono al massimo della loro densità: le rose, i girasoli, il blu del mare, il verde delle foreste. È tutto molto intenso ... si potrebbe dire che più di così ... si muore. La natura infatti muore, sfiorisce, ma solo perché è arrivata alla sua pienezza; muore sì, ma per consumazione, per pienezza di vita. La vediamo quasi "sfatta", ma solo per il suo eccesso di fioritura. La festa di oggi ci vuole dire anche un po' questo: Maria è colei che ha vissuto appieno la sua vita in Cristo. Sempre e ovunque ci si imbatterà su Maria che tiene in braccio il bambino: è la rappresentazione che prende nome di Theotokos, la madre di Dio. Maria è anzitutto questo: il trono di Gesù, luogo dell'ostensione, un supporto per lui, è il suo corpo e infatti solitamente lei è raffigurata enorme e lui piccinissimo. Lei è la visibilità di Gesù e questo, in fondo, è il ruolo della chiesa. Solo dal XIII secolo in poi Maria viene raffigurata sempre più da sola, senza il bambino. Questo riflette un cambiamento anche della mariologia e della pietà mariana: è infatti da questo momento che inizia la degenerazione di questa figura e del suo messaggio, così importante per ogni cristiano. Solo in riferimento a Cristo, infatti, Maria ha senso. Solo in quanto Madre di Dio, vera credente, arca dell'alleanza, tenda del convegno, immagine del popolo di Dio, sposa, figlia, corpo di Cristo, sua visibilità, luogo visibile dell'ostensione di qualcosa che è sempre tanto piccolo. Solo così si comprende davvero questa maestosa figura.
Quando invece la si staccherà da questo mistero, non la si comprenderà più. Quando infatti, e saranno molte le omelie a farlo oggi, si parla delle sue grandi virtù, della sua esperienza, di quello che faceva, di quanto ha gioito o sofferto, semplicemente non si sa cosa si dice, perché il vangelo tace completamente su tutto questo. La sua esperienza è stata la sua, originale e particolarissima quanto può esserlo la mia e la tua, tanto più quella di Maria fu la sua come quella di nessun altro. Se sia stata una donna esemplare o una "madre snaturata" non ne sappiamo poi gran che. Certo ha vissuto in modo quanto mai vicino e inaudito l'esperienza della fede e in questo ci è davvero madre e modello. Ma più ancora: guardando a lei dovremmo vedere cosa accade a noi:
impariamo a vederla come sorella. (a cura delle Benedettine del Monastero di San Luca Fabriano)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Salga a te, Signore, il sacrificio che la Chiesa ti offre nella festa di Maria Vergine assunta in cielo, e per sua intercessione i nostri cuori, ardenti del tuo amore, aspirino continuamente a te. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. (Lc 1,48-49)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacrificio eucaristico ci hai resi partecipi della tua salvezza, fa' che per l'intercessione della Vergine Maria assunta in cielo giungiamo alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Oggi la Vergine Maria sale, gloriosa, in cielo. Quale ha dovuto essere l'esaltazione degli angeli e dei santi, quando hanno potuto ascoltare la sua voce, e vedere il suo volto ed esultare, infine, della sua presenza benedetta! E per noi, fratelli amatissimi, quale occasione di solennità nella sua Assunzione gloriosa! Quale causa di gaudio e quale fonte di gioia, oggi! La presenza di Maria illumina il mondo intero, tanto il cielo risplende, irradiato dalla luce della Vergine santissima. È dunque a ragione che risuonano nei cieli il rendimento di grazie e la lode. Perché non abbiamo quaggiù una città permanente, e cerchiamo quella in cui oggi la Vergine Maria è giunta. Se noi siamo già iscritti nel numero degli abitanti di quella città, è bene oggi ricordarcene e condividere quella gioia per la quale oggi esulta la città di Dio. Essa ricade oggi come rugiada gioiosa sulla nostra terra. Sì, ella ci ha preceduti, la nostra Regina, ci ha preceduti ed è stata ricevuta con tanta gloria che con fiducia questi piccoli servi seguono la loro sovrana gridando: "Conducici con te, Maria, noi accorriamo all'odore dei tuoi profumi!".
SAN BERNARDO
Domenica 20 Agosto 2017
S. Bernardo (m)
20.a Tempo Ordinario
Popoli tutti, lodate il Signore
Liturgia: Is 56,1.6-7; Sal 66; Rm 11,13-15.29-32; Mt 15,21-28
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, i miei bisogni e quelli altrui sono pressanti e, a volte, quasi mi opprimono. Insegnami la fiducia e la perseveranza, perché possa venire a te nella fede, sicuro del tuo amore, pieno di speranza che la mia preghiera verrà esaudita. Il silenzio di Dio può essere un invito a chiedere di nuovo. Fa' che, quando chiedo di essere consolato, io cerchi innanzi tutto il Padre, la fonte stessa della grazia, colui che la dona, e non cerchi invece soltanto le grazie.
ANTIFONA D'INGRESSO
O Dio, nostra difesa, contempla il volto del tuo Cristo. Per me un giorno nel tuo tempio, è più che mille altrove. (Sal 84,10-11)
COLLETTA
O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.
Dal libro del profeta Isaia (Is 56,1.6-7)
Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 66)
R. Popoli tutti, lodate il Signore.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettirudine,
governi le nazioni sulla terra. R.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R.
SECONDA LETTURA
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 11,13-15.29-32)
Fratelli, a voi genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti? Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Mt 4,23)
R. Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
R. Alleluia. 
VANGELO
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Donna, grande è la tua fede!
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidóne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.
OMELIA
Dio viene a noi, ma noi non sempre gli andiamo incontro. Si manifesta in molti modi diversi, ma non sempre viene riconosciuto e accolto dal suo popolo. A volte, tuttavia, viene accolto in luoghi e modi sorprendenti. Nel Vangelo di oggi, vediamo Gesù partire verso un luogo inatteso: la regione fra Tiro e Sidone, abitata da pagani. Il suo arrivo non passa inosservato: gli va incontro una donna cananea, qualcuno, dunque, che non apparteneva ad Israele. La donna è spinta verso Gesù dai suoi bisogni, non dalla fede. Quali siano i suoi bisogni e quali quelli della figlia è chiaro, tanto più che la donna li esprime a gran voce, con una violenta insistenza: implora la pietà di Gesù, grida perché egli la aiuti e, soprattutto, non desiste. La donna, tuttavia, non esprime solo e soprattutto i propri bisogni: riconosce, infatti, Gesù come Signore, come figlio di Davide. Il suo grido di disperazione si purifica così diventando preghiera. Del resto, quando a Messa diciamo o cantiamo: "Signore, abbi pietà", non ripetiamo, in un certo senso, le parole e la venerazione della donna cananea?
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri" disse Gesù. (Mt 15,28)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
"Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". La donna fa sua la frase, e dice: "È vero, Signore!". Come se dicesse: "Certo, Signore, sono un cagnolino, ed è proprio per questo che chiedo che mi siano date, come ai cagnolini, le briciole che cadono dal tavolo del loro padrone. Capita anche spesso che essi ricevano un grosso pezzo di pane per la paura che, a vergogna dei i propri padroni, diventino magri e sfiancati. Io non chiedo che una piccola briciola della tavola, dalla mano del padrone generoso che dà nutrimento ad ogni cane. Tu nutri gli Ebrei come figli; perciò ti supplico di non rifiutare una briciola alla tua piccola cagnolina cananea!". Gesù le dice: "Donna, davvero grande è la tua fede!". Egli rimprovera a Pietro la sua poca fede; ammira questa donna per la grandezza della sua. Ella ha veramente una grande fede, poiché proclama che il Verbo fatto carne è il Figlio di Davide, e poiché, certa della potenza divina, ella ha fiducia nel suo potere di restituire la salute a sua figlia assente, e ciò con un solo atto di volontà. Anche tu, se la tua fede è grande, se è la fede vivente della quale vive il giusto e non una fede morta alla quale manca l'anima: la carità; allora, anche tu, non solo otterrai la
guarigione completa della tua famiglia, cioè della tua anima, ma "avrai il potere di muovere le montagne".
GIULIANO DI VÉZELAY