Venerdì 8 Settembre 2017
NATIVITÀ DELLA B.V. MARIA

22.a Tempo Ordinario
Gioisco pienamente nel Signore
Liturgia: Mi 5,1-4a opp. Rm 8,28-30; Sal 12; Mt 1,1-16.18-23
PREGHIERA DEL MATTINO
Alla tua nascita, o Purissima, Gioacchino e Anna, figli di Abramo e di Sara, sono stati liberati dal disonore di una vita spirituale apparentemente sterile, divenendo la fonte di una nuova generazione di uomini e di donne. O Immacolata, Adamo ed Eva vedono levarsi l'alba dell'affrancamento dalla corruzione e dalla morte. Il tuo popolo, che festeggia questa nascita, liberato dal peso del peccato, grida verso di te: colei che era sterile ha messo al mondo la madre di Dio, nutrice della nostra vita. La tua nascita, o Madre di Dio, ha annunciato la gioia a tutto l'universo, poiché da te si è levato il Sole di giustizia, Cristo nostro Dio che, togliendo la maledizione e annientando la morte, ci ha donato la vita eterna.
ANTIFONA D'INGRESSO
Celebriamo con gioia la Natività della beata Vergine Maria: da lei è sorto il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio.
COLLETTA
Donaci, Signore, i tesori della tua misericordia e poiché la maternità della Vergine ha segnato l'inizio della nostra salvezza, la festa della sua Natività ci faccia crescere nell'unità e nella pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
Quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8, 28-30)
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 12)
R. Gioisco pienamente nel Signore.
Guarda, rispondimi, Signore, mio Dio,
conserva la luce ai miei occhi. R.
Io nella tua fedeltà ho confidato;
esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
canterà al Signore, che mi ha beneficato. R.
CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
Beata sei tu, o Vergine Maria, e degna d'ogni lode:
da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Dio.
R. Alleluia. 
VANGELO
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Il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,1-16.18-23)
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giosafat, Giosafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiud, Abiud generò Eliacim, Eliacim generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliud, Eliud generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. [Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi]
Parola del Signore.
OMELIA
Alla data della nostra nascita, nostro compleanno, siamo soliti scambiarci gli auguri di buona festa, di buon compleanno. Oggi dovremmo farlo nei confronti della nostra Madre celeste, dovremmo cantare alla Madonna santissima, celebriamo la sua natività. I Vangeli non parlano di questo lieto evento, non ci rivelano nemmeno i nomi dei genitori della Vergine; ce li rivelano invece i vangeli apocrifi. Per noi però la festa di oggi, più che celebrare una data, una semplice ricorrenza, vuole ricordarci che la futura Madre del Signore è stata concepita senza ombra di peccato, preservata dal peccato originale, questo suo privilegio ha coinvolto tutti noi, tutti gli uomini.
Vuole ancora dirci che è lei la donna che schiaccerà il capo al serpente, è lei la preannunciata sin dal principio, e ancora che quella fanciulla, nata da Gioacchino ed Anna, sarà poi la prescelta da Dio che sarà lei a diventare la Madre di Cristo. Maria viene così in modo prodigioso innestata nel mistero della redenzione di tutto il genere umano, innestata in quella genealogia. In questa luce noi vediamo e celebriamo le feste della Vergine Maria. La nascita della fanciulla di Nazaret diventa «la pienezza dei tempi», la pienezza dei tempi dei disegni, progetti di Dio, quando questi disegni di Dio trovano il loro compimento nella storia, quando i diversi protagonisti assumono i compiti previsti e preannunciati dallo stesso Signore. In questo modo gli eventi umani si legano indissolubilmente ai disegni divini, il divino si fa umano per divinizzare l'uomo. Ma anche noi dovremmo impostare e vivere le nostra storia quotidiana per farla diventare storia sacra, la storia di Dio, del Dio con noi. Potremmo così realizzare l'ideale principale della nostra esistenza, quello di fare del nostro tempo, dei nostri eventi, della nostra vita, una celebrazione di salvezza, un approdo alla meta finale, dove vivremo senza tempo, nell'eternità di Dio. Ci sgorghi una preghiera particolare in questo giorno alla Madre di Dio, ci aiuti ad essere santi. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci soccorra, o Padre, l'immenso amore del tuo unico Figlio, che nascendo dalla Vergine non diminuì, ma consacrò l'integrità della Madre, e liberandoci da ogni colpa ti renda gradito il nostro sacrificio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ecco: la Vergine darà alla luce un Figlio, che salverà il popolo dai suoi peccati. (Is 7,14; Mt 1,21)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Esulti la tua Chiesa, Signore, rinnovata da questi santi misteri, nel ricordo della Natività di Maria Vergine, speranza e aurora di salvezza al mondo intero. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Dio di Davide, hai mandato Samuele a Betlemme di Efrata per ungere Davide, figlio di lesse, affinché fosse il nuovo re di Israele. Davide governò il tuo popolo con saggezza e ne fece una grande nazione. Quando il tuo popolo era oppresso, hai mandato Gesù, il tuo Unto, il tuo Figlio Unigenito, nato da Maria. Egli insegnò al popolo le tue vie e regnò come re dalla croce. Guidaci nel seguire il nostro Re e conservaci fedeli a lui, che vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Domenica 10 Settembre 2017
S. Nemesio, S. Nicola da Tolentino, S. Agabio
23.a Tempo Ordinario
Ascoltate oggi la voce del Signore
Liturgia: Ez 33,1.7-9; Sal 94; Rm 13,8-10; Mt 18,15-20
PREGHIERA DEL MATTINO
Concedi, o Dio onnipotente, che la venuta gloriosa del Salvatore lavi i nostri peccati e porti al tuo popolo consolazione e perdono. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi: agisci con il tuo servo secondo il tuo amore. (Sal 119,137.124)
COLLETTA
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA
Se tu non parli al malvagio, della sua morte domanderò conto a te.
Dal libro del profeta Ezechiele (Ez 33,1.7-9)
Mi fu rivolta questa parola del Signore: "O figlio dell'uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa di Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parla , tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: "Malvagio, tu morirai", e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvo".
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 94)
R. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.
Entrate: prostrati, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
E' lui il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.
Se ascoltate oggi la sua voce!
"Non indurite il cuore, come a Meriba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova,
pur avendo visto le mie opere". R.
SECONDA LETTURA
Pienezza della Legge è la carità.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 13,8-10)
Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se dell'amore vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge. Infatti: "Non commetterai adulterio, non ucciderai, non rubarai, non desidererai", e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge in tutti è la carità.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (cf. 2Cor 5,19)
R. Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
R. Alleluia.

VANGELO
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Se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro".
Parola del Signore.
OMELIA
In questa pagina del Vangelo di Matteo vengono riferiti alcuni "loghia", ossia alcune parole o sentenze, così come furono autenticamente pronunciate da Gesù. Esse sono poste all'interno del discorso elaborato da Matteo sul modo di comportarsi dei cristiani in seno alla comunità. Per comprenderlo, questo discorso deve essere collegato alla frase conclusiva della sezione precedente, in cui si afferma: "Dio non vuole che neppure uno di questi piccoli si perda". È un monito a chi dirige la comunità, di non escludere nessuno, senza prima aver tentato ogni mezzo per correggerlo dal suo errore o dal suo peccato. Niente, infatti, è più delicato della correzione fraterna. La regola data da Cristo per la vita e la conduzione della comunità è quella di tenere presente la gradualità del procedere. Ognuno deve lasciarsi guidare dalla preoccupazione di salvaguardare, con ogni cura, la dignità della persona del fratello. Il primato è dato, perciò, alla comunione. Deve essere salvata ad ogni costo, perché la comunione è tale solo se mette in opera ogni tentativo atto a convertire il peccatore. Se il fratello persiste nell'errore, non sarà il giudizio della comunità in quanto tale a condannarlo, bensì il fatto che lui stesso si autoesclude dall'assemblea dei credenti. Così avviene nella scomunica pronunciata dalla Chiesa; essa non fa altro che constatare una separazione già
avvenuta nel cuore e nel comportamento di un cristiano.
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questo mistero la giusta adorazione per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolta avrai guadagnato tuo fratello". (Mt 18,15)
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che nutri e rinnovi i tuoi fedeli alla mensa della parola e del pane di vita, per questi doni del tuo Figlio aiutaci a progredire costantemente nella fede, per divenire partecipi della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
La correzione fraterna s'impone nella vita cristiana. Modalità e stile devono essere quelli della carità. Senza di essa la pretesa e la presunzione nei confronti del fratello e l'impazienza di chi vuole "tutto e subito" dagli altri, prima che da se stesso, diventano inevitabili. La necessità, squisitamente ecclesiale, della correzione fraterna, valida in ogni periodo della storia della Chiesa, diventa particolarmente attuale nei momenti di grandi fermenti innovatori o di offuscamento, nelle coscienze, dell'essenza stessa dell'evento cristiano. In queste circostanze il dovere della correzione fraterna non può essere eluso, perché il pericolo che venga divisa la tunica di Cristo, che è la sua Chiesa, si fa più grande. Ognuno deve allora interrogarsi se è stata la dinamica della comunione ad avere in lui il sopravvento, oppure se si è lasciato guidare da sentimenti e criteri mondani. Scandita nella triplice attenzione alla persona: ammoniscila tra te e lei; poi davanti a due o tre testimoni e solo alla fine - esaurita ogni altra risorsa - porta la questione davanti all'assemblea, esclude la possibilità di legittimare qualsiasi violenza e ingiustizia, qualsiasi calunnia e sopruso, qualsiasi imprudente ricorso all'opinione pubblica, fosse pure perpetrato in nome di una pretestuosa urgenza di trasparenza. La conflittualità, nella Chiesa, teorizzata con il pretesto di affermare la libertà di opinione, è sempre la maschera negativa della mancanza di quella comunione, che sempre "sopporta, scusa, copre, gioisce e spera" (cf. 1Cor 13,1).
+ EUGENIO CORECCO