Vangelo del Giorno e anche a Voce

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Eleonora Schembri

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Oct 15, 2017, 5:51:40 AM10/15/17
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Domenica 15 Ottobre 2017   
S. Teresa di Gesù (m)
28.a Tempo Ordinario
Abiterò per sempre nella casa del Signore
Liturgia: Is 25,6-10a; Sal 22; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14


PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, tu concedi sempre la tua misericordia a coloro che ti amano e sei vicino a tutti coloro che ti invocano. La tua bontà e la tua fedeltà mi accompagnino oggi e in tutti i giorni della mia vita. Fa' che io esegua la tua volontà, con la guida dello Spirito che ci precede e ci accompagna. Concedimi la chiaroveggenza affinché possa riconoscere nei pastori della tua Chiesa la via che porta a te. Ti supplico di aprire il mio cuore al mistero della tua presenza, accanto a noi. Rischiara il mio spirito, affinché io riesca a distinguere quello che mi conduce alle fonti tranquille e mi restituisce le forze, e quello che mi allontana da te, verso l'errore e la menzogna. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele. (Sal 130,3-4)

COLLETTA
O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a entrarvi senza l'abito nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA  
Il Signore preparerà un banchetto, e asciugherà le lacrime su ogni volto.
Dal libro del profeta Isaia 25,6-10a
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l'ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 22)
R. Abiterò per sempre nella casa del Signore.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l'anima mia. R.
Mi guida per il giusto cammino,
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R.

SECONDA LETTURA
Tutto posso in colui che mi dà forza.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 4,12-14.19-20
Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Ef 1,17-18)
R. Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
R. Alleluia.
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VANGELO

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.
+ Dal Vangelo secondo Matteo Mt 22,1-14
[In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole (ai capi dei sacerdoti e ai farisei) e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: "Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.]
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore.

OMELIA
Come riuscirà la Chiesa, Sposa di Cristo, a presentare agli uomini del nostro mondo, della nostra società post-cristiana, l'incredibile invito del Padre alle nozze di suo Figlio? Come far sedere alla tavola di questo "banchetto di grasse vivande, di cibi succulenti, di vini raffinati" un'umanità apparentemente senza appetito? Questo compito appassionante di tutta la Chiesa - questa nuova evangelizzazione - deve occupare tutti i figli del nuovo popolo di Dio. Ne va di mezzo la vita e la vita del mondo. Sembra che annunciare l'invito con un nuovo ardore, con nuovi metodi, con una nuova espressione non sia un mezzo superato. Alcuni tra coloro che trasmettono questo invito alle nozze saranno forse maltrattati, forse uccisi. Ci saranno certamente quelli che rifiutano l'invito. Poco importa. C'è gente agli angoli delle strade. Basta annunciare con convinzione che noi andiamo a un banchetto, che l'invito di Cristo è arrivato fino a noi e che noi conosciamo le portate. Basta sapere che noi possiamo tutto in colui che ci conforta. L'annunciamo così? Siamo convincenti perché abbiamo già partecipato a questo banchetto? Non c'è niente di più ripugnante di coloro le cui parole ripetono quello che dicono gli altri, senza dare prova di alcuna esperienza.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.


ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio". (Mt 22,2)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Che cos'è l'abito nuziale? Cerchiamolo nelle Sacre Scritture. Si tratta certamente di qualcosa che è caratteristico dei buoni e che non si trova nei cattivi. Cerchiamo dunque ciò che non è comune ai buoni e ai cattivi e scopriremo che cos'è l'abito nuziale. Tra i doni di Dio, qual è dunque quello che non è comune ai buoni e ai cattivi? Siamo uomini e non bestie. È un dono di Dio: ma è comune ai buoni e ai cattivi. La luce che ci rischiara dal cielo, le nubi che fanno scendere la pioggia, le fontane che irrigano la terra, i campi che danno frutti, sono altrettanti doni di Dio: ma anche questi sono comuni ai buoni e ai cattivi. Entriamo nella sala del banchetto di nozze. Lasciamo da parte quelli che non sono venuti, benché siano stati invitati. Consideriamo i convitati, cioè i cristiani. Che cosa troviamo tra di essi? Il battesimo. È certamente un dono di Dio, ma è comune ai buoni e ai cattivi. I buoni e i cattivi ricevono ugualmente il sacramento dell'altare. Saulo, peccatore qual era, persecutore di un uomo giusto e santo che profetizza nel momento stesso in cui lo si perseguita, parla forse solo della fede dei buoni o non dice che anche i cattivi ce l'hanno? La Scrittura ci dice che anche i demoni credono ed è proprio questo che li fa tremare. Dove troveremo, dunque, la veste nuziale? Ho cercato dappertutto, ho esaminato tutto e non l'ho ancora scoperta. Ecco qui l'apostolo, che mi presenta un sacco di cose straordinarie e me le mette davanti. Io gli dico: "Apri e tira fuori tutto, per piacere. Voglio vedere se trovo la veste nuziale". Ecco che incomincia ad aprirmelo e mi dice: "Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli; e se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne; e se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per essere bruciato..." (1Cor 13). Ecco molte cose grandi, ecco molti vestiti preziosi; ma mostrami finalmente l'abito nuziale. Perché, apostolo divino, mi tieni così a lungo sospeso? Sarà il dono della profezia il dono di Dio che non è comune ai buoni e ai cattivi? "Se non avessi la carità, non sono nulla", ci risponde, e tutto il resto non mi serve a nulla. Ecco finalmente la veste nuziale che cerchiamo. Rivestitevi di questa veste, fortunati convitati, se volete stare con sicurezza al banchetto al quale siete stati chiamati. Non dite che le vostre facoltà non vi permettono di ottenerlo. Per esserne rivestiti non occorre far altro che rivestire i poveri. Ecco l'inverno: offrite abiti a coloro che non ne hanno. Gesù Cristo è bisognoso in loro. Fategli questo servizio ed egli darà la veste nuziale a tutti quelli di voi che non ce l'hanno. Correte dunque da lui, pregatelo con fervore: egli sa santificare i fedeli, egli sa coprire la nudità di quelli che gli appartengono. Fate continuamente opere buone, per avere la veste nuziale e così essa vi liberi dal timore di essere gettati, con le mani e i piedi legati, nelle tenebre esteriori. Altrimenti che cosa sarà di voi? Che cosa potrete fare quando avrete le mani legate? Potrete forse fuggire con i piedi legati? Abbiate, dunque, questa veste nuziale, così importante. Rivestitevene e allora starete tranquilli al banchetto al quale siete stati chiamati. E non avrete timore quando il capofamiglia verrà a vedere quelli che sono seduti a tavola; cioè nel giorno del giudizio. Egli vi dà del tempo; approfittatene. E coloro che non hanno ancora la veste nuziale, si preoccupino di rivestirla.

SANT'AGOSTINO

 


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Eleonora Schembri

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Oct 22, 2017, 6:44:05 AM10/22/17
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Domenica 22 Ottobre 2017      
S. Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)
29.a Tempo Ordinario
Grande è il Signore e degno di ogni lode
Liturgia: Is 45,1.4-6; Sal 95; 1Ts 1,1-5b; Mt 22,15-21


PREGHIERA DEL MATTINO
Concedimi, Signore, di nuotare contro corrente. Liberami dalla tentazione di installarmi comodamente nel mondo dove l'abbondanza, il piacere di consumare o il desiderio di potere e di avere usurpano così spesso il tuo posto. Non permettere che io abbandoni il tuo servizio per farmi schiavo di ciò che è opera dell'uomo. A Dio ciò che è di Dio! Che il tuo Spirito scolpisca nel mio cuore la parola di tuo Figlio, affinché la mia parola e la mia condotta - la mia vita - siano la manifestazione, la testimonianza e il richiamo permanente della tua presenza amorosa e piena di sollecitudine in questo mondo indifferente che ti relega nell'oblio.

ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. (Sal 17,6.8)

COLLETTA
O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa' che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l'umanità intera riconosca te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA 
Ho preso Ciro per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni.
Dal libro del profeta Isaia 45,1.4-6
Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l'ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso. Per amore di Giacobbe, mio servo, e d'Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca. Io sono il Signore e non c'è alcun altro, fuori di me non c'è dio; ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall'oriente e dall'occidente che non c'è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n'è altri».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 95)
R. Grande è il Signore e degno di ogni lode.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R.

SECONDA LETTURA
Memori della vostra fede, della carità e della speranza.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1Ts 1,1-5b
Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace. Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Fil 2,15-16)
R. Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
R. Alleluia.
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VANGELO

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 22,15-21
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglie in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Parola del Signore.

OMELIA
L'ipocrisia dei farisei e dei sadducei proclama la veridicità di Gesù, che essi cercano di cogliere nella rete di un dilemma sapientemente calcolato: o egli afferma che il tributo ad uno Stato straniero e idolatra è lecito, e perde la stima di coloro che non accettano il dominio romano; oppure dichiara che questo tributo è illecito, e apre la porta al suo processo con l'accusa di istigare la sedizione. "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare". Gesù non è il capo di un movimento di rivolta: il suo discepolo deve compiere i suoi obblighi civici. È in questo modo che l'ha capito la prima Chiesa (Rm 13,1-7; 1Pt 2,13-17). Ma ciò che è importante e decisivo, e che non sembra preoccupare i farisei, è il seguito: "E a Dio quello che è di Dio". Soltanto a Dio
si devono l'adorazione e il culto, e né lo Stato né alcun'altra realtà di questo mondo possono pretendere ciò che è dovuto esclusivamente a Dio. Il martirio è l'espressione suprema della resistenza cristiana di fronte al tentativo assolutistico del potere temporale di usurpare il posto di Dio (Ap 20,4). A Dio ciò che è di Dio! Ma tutto appartiene a Dio, che è il creatore. Ed è per questo che non si può astrarre Dio durante la costruzione della città terrena, "quasi che Dio non meriti alcun interesse nell'ambito del disegno operativo ed associativo dell'uomo" (Reconciliatio et paenitentia , 14). L'uomo può realizzare la pretesa blasfema di costruire un mondo senza Dio, ma "questo mondo finirà per ritorcersi contro l'uomo" (ivi , 18).

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Rendete a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio". (Mt 22,21)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Sotto l'azione dello Spirito, l'amore di Dio che arde nel cuore dell'uomo si diffonde in pienezza fino nell'intimo dell'essere umano. L'anima, finalmente commossa, si mette a desiderare di vedere Dio con i suoi occhi di carne. Ora, come può l'uomo dallo sguardo così limitato cogliere Dio, che il mondo stesso non può contenere. L'amore non si preoccupa di sapere se una cosa è sicura, conveniente o possibile: l'amore non giudica; non ragiona; non calcola. Non si consola con il pretesto che una cosa è impossibile, e la difficoltà non lo ferma.
Cosa dire di più? L'amore fa nascere il desiderio; l'amore non può non desiderare di vedere ciò che ama. I santi considerano un nulla la ricompensa di Dio, se non potessero vedere il Signore. Come, infatti, credersi amati da Dio senza poterlo contemplare? Dio, dunque, conoscendo il desiderio degli uomini di vederlo, ha scelto un mezzo per rendersi visibile, un mezzo che fosse un grande beneficio per gli abitanti della terra, senza essere un gesto di decadenza nei confronti del cielo. Infatti, l'uomo, che Dio aveva creato sulla terra a sua immagine, poteva essere considerato in cielo come poco degno d'amore? "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza", aveva detto il Signore. Il vero culto deve rendere all'immagine di Dio l'omaggio che rende al Signore stesso. Se Dio si fosse servito in cielo della forma di un angelo, sarebbe restato invisibile come prima; se egli si fosse incarnato, sulla terra, in un essere inferiore all'uomo, avrebbe abbassato l'uomo invece di innalzarlo. Che nessuno dunque, fratelli, consideri come un'ingiuria fatta a Dio il fatto che egli sia venuto verso gli uomini attraverso un uomo, e che egli abbia trovato presso di noi il modo per essere visto, lui che vive e regna come Dio ora e nei secoli dei secoli.
Amen!

SAN PIETRO CRISOLOGO

 




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Eleonora Schembri

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Oct 29, 2017, 7:47:33 AM10/29/17
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Domenica 29 Ottobre 2017      
S. Ermelinda, S. Massimiliano, Michela
30.a Tempo Ordinario
Ti amo, Signore, mia forza
Liturgia: Es 22,20-26; Sal 17; 1Ts 1,5c-10; Mt 22,34-40


PREGHIERA DEL MATTINO
Grazie, Signore. La luce ha di nuovo abbattuto il muro della notte. I colori ocra dell'autunno si schiariscono, la sinfonia della vita quotidiana incomincia il suo primo movimento. Per tutto ciò che rende il mattino chiaro e gioioso, grazie, Signore... Dalla finestra del Vangelo che si apre sulla liturgia io contemplo i tuoi gesti, ascolto le tue parole. I farisei ti circondano, vogliono tenderti una trappola, comprometterti. Ed io penso che anche oggi essi braccano noi che ti seguiamo, e cercano di confonderci, di deformare quello che tu hai detto... Ma tu li hai battuti, Gesù. Concedici la tua forza e la tua luce affinché anche noi li affrontiamo con serenità e fermezza.

ANTIFONA D'INGRESSO
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)

COLLETTA
O Padre, che fai ogni cosa per amore e sei la più sicura difesa degli umili e dei poveri, donaci un cuore libero da tutti gli idoli, per servire te solo e amare i fratelli secondo lo Spirito del tuo Figlio, facendo del suo comandamento nuovo l'unica legge della vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA 
Se maltratterete la vedova e l'orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
Dal libro dell'Esodo 22,20-26
Così dice il Signore: "Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto. Non maltratterai la vedova o l'orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l'aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani. Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all'indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l'ascolterò, perché io sono pietoso".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 17)
R. Ti amo, Signore, mia forza.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato. R.

SECONDA LETTURA
Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1Ts 1,5c-10
Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 14,23)
R. Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
R. Alleluia.
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VANGELO

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 22,34-40
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore.

OMELIA
I farisei vivevano per meditare la legge, per capirla, per interpretarla. Alcuni sono riusciti a capire Gesù Cristo che ha detto a uno di loro che non era lontano dal regno dei cieli (Mc 12,34). E un altro fariseo, Paolo di Tarso, riuscì ad essere l'apostolo dei gentili. Ma tanti tra di loro, al contrario, rifiutavano il giovane Rabbi di Nazaret, e lo hanno messo a morte sulla croce... Interpretando la legge, i farisei ottenevano una casistica minuziosa che rendeva il giogo della legge insopportabile. Ed è per questo che non potevano capire Gesù che, secondo loro, infrangeva il riposo del sabato guarendo i malati il sabato, e anche dicendo che il Figlio dell'uomo era padrone del sabato e che questo giorno, così importante, era stato fatto per l'uomo, e non il contrario... (Mt 12,8; Mc 2,27). Gesù disfa il repertorio molto complicato dei
precetti, e lo riassume nell'amore di Dio e del prossimo sopra tutto. Egli considera che questo è il primo comandamento, da cui tutti gli altri derivano... Di fronte a queste parole non possiamo fare altro che rivedere la nostra condotta, riconoscere i nostri errori e proporci in modo concreto di vivere per amore, di morire per amore.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". (Mt 22,37)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Gli Ebrei conoscevano a memoria le parole della tua risposta, anche quelli che erano poco praticanti e poco misericordiosi. Era l'inizio della preghiera chiamata Shema che dice così: "Ascolta (shema), Israele: il Signore nostro Dio è l'Unico. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e tutta la forza" (Dt 6,4-5). Il sacro testo esorta i genitori a insegnare questa parola ai loro figli, affinché sia sempre presente al loro spirito, legandosela alle mani, posandosela sulla fronte, o in custodie sullo stipite delle porte, all'altezza degli occhi, affinché sia vista e toccata entrando. Ancora oggi vivono questo pio costume... Sì, le tue parole erano conosciute. Ma sulle tue labbra, Signore, prendevano un sapore nuovo, come se fossero pronunciate per la prima volta. Innanzi tutto perché questo comandamento di amore, che tu chiamerai il "comandamento nuovo", non viene imposto dall'esterno, scritto su tavole di pietra, ma inciso nel cuore degli uomini (2Cor 3,3). La tua legge non è un fardello insopportabile come era quella di Mosè, ma un giogo dolce e leggero da portare. E certamente i tuoi precetti non sono catene, ma ali per volare molto alto... Sant'Agostino ha ragione nel dire: "Ama e fai quello che vuoi", mentre Giacomo parla della legge perfetta della libertà (Gc 1,25). In definitiva, tu ci hai detto che la verità ci renderà liberi. La tua verità, quella che ci rivela la grandezza del tuo amore, al punto che è impossibile conoscerti e non amarti... Ma se ti si ama, è indispensabile amare gli altri. E amarli come tu li hai amati, sino alla fine, fino ad offrire la tua vita. Senza ciò noi mentiremmo, perché è impossibile amare Dio che noi non vediamo e non amare il fratello che vediamo. Sono le parole di Giovanni, il discepolo prediletto, che sapeva tante cose sull'amore di Cristo. Con un'audacia incredibile, e per due volte, ci dice che "Dio è amore" (1Gv 4,8-16).
Cosa si può dire di più?
ANTONIO GARCÍA MORENO

 

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Domenica 5 Novembre 2017   
S. Zaccaria profeta

31.a Tempo Ordinario
Custodiscimi, Signore, nella pace
Liturgia: Mal 1,14b - 2,2b.8-10; Sal 130; 1Ts 2,7b-9.13; Mt 23,1-12


PREGHIERA DEL MATTINO
Dio, Padre nostro che sei nei cieli, tu ci hai dato con Cristo l'unico e il migliore maestro della perfezione evangelica. Tutto quello che ci insegna ed esige da noi, egli stesso l'ha realizzato nella sua vita, soprattutto quando si è fatto nostro umile servitore ed è morto per noi sulla croce, nella più grande umiliazione. Io imploro il tuo aiuto perché possa evitare le ipocrisie, la falsa pietà, l'avidità, il desiderio della gloria, il non essere conforme nella vita alla fede che professo. Insegnami la vera umiltà. Essa è la verità e si manifesta nell'amore che si mette a servizio di tutti e che riconosce ogni altra persona più importante di sè.

ANTIFONA D'INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non star lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore ...

PRIMA LETTURA 
Voi vi siete allontanati dalla retta via
Dal libro del profeta Malachia 1,14 - 2,2.8-10
Io sono un re grande, dice il Signore degli eserciti, e il mio nome è terribile fra le nazioni. Ora a voi questo monito, o sacerdoti. Se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome, dice il Signore degli eserciti, manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni. Voi vi siete allontanati dalla retta via e siete stati d'inciampo a molti con il vostro insegnamento; avete rotto l'alleanza di Levi, dice il Signore degli eserciti. Perciò anch'io vi ho reso spregevoli e abbietti davanti a tutto il popolo, perché non avete osservato le mie disposizioni e avete usato parzialità riguardo alla legge. Non abbiamo forse tutti noi un solo Padre? Forse non ci ha creati un unico Dio? Perché dunque agire con perfidia l'uno contro l'altro profanando l'alleanza dei nostri padri?

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 130)
R. Tienimi vicino a te, Signore, nella pace.
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze. R.
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
R.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.R.

SECONDA LETTURA
Siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1 Ts 2, 7-9. 13
Fratelli, siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari. Voi ricordate infatti, fratelli, la nostra fatica e il nostro travaglio: lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno, vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio. Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l'avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete.
Parola di Dio

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Come servi fedeli, vegliate e pregate in ogni momento,
per essere degni di comparire davanti al Figlio dell'uomo.
R. Alleluia.

 

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VANGELO

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Dicono e non fanno.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 23, 1-12
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare ''rabbì'' dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare ''rabbì'', perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno ''padre'' sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare ''maestri'', perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato".
Parola del Signore.

OMELIA
Che cosa significa essere cristiano? Andare a Messa, battezzare i propri figli, fare la comunione a Pasqua, rispettare i comandamenti? Nel Vangelo di oggi, Cristo svela la falsità della religiosità dei farisei servendosi dell'esempio dei sacerdoti dell'Antico Testamento: "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo; ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno". Viene da pensare ai genitori e agli educatori: non basta parlare o insegnare, bisogna dare il buon esempio. Quante volte un padre alcolizzato, una madre negligente o degli educatori poco adatti avviano i bambini alla menzogna? Quello che dovrebbe essere il comportamento del vero cristiano appare nell'insegnamento di san Paolo ai Tessalonicesi. Chiamato da Cristo sulla via di Damasco, san Paolo scoprì, per un'improvvisa folgorazione, tutto il mistero di Cristo e capì che l'essere cristiano consiste nello spirito di apostolato. Egli stesso, pieno dello Spirito di Cristo risorto, lo trasmise agli altri. Essere cristiani vuol dire questo: non tanto rispettare ciecamente delle formule o dei precetti, ma donare Cristo agli altri, mediante una vita cristiana onesta, perché, grazie all'apostolato della preghiera, della sofferenza e delle opere, il cristiano possa divenire una forza vivente del Vangelo di Cristo. Questo è l'insegnamento di Gesù ed è così che deve vivere chi vuole essere cristiano.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo...


ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore, gioia piena nella tua presenza.



PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Diffidiamo dei farisei. La liturgia della parola di questa domenica presenta brani molto severi. Le parole del profeta Malachia sono molto aspre di fronte all'irriverenza nei confronti di Dio, dimostrata dal popolo eletto e dai suoi sacerdoti di ritorno nella terra promessa, dopo la schiavitù babilonese. Le parole rivolte da Cristo ai farisei e alle guide spirituali di Israele sono altrettanto severe. I sapienti e i farisei spiegano al popolo le Sacre Scritture e la tradizione. Cristo dice: "Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo; ma non fate secondo le loro opere". Ed ecco perché: "Dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito". Cristo denuncia la loro falsità, la contraddizione fra le loro parole e le loro azioni. Essi non eseguono gli ordini e, quando fanno qualcosa, lo fanno solo "per essere ammirati dagli uomini". Non si preoccupano di Dio, ma di quello che dirà la gente. Vivono nella menzogna. Il loro comportamento è dettato dall'orgoglio e dall'ipocrisia, dal disprezzo verso gli altri, dall'irriverenza nei confronti di Dio. Esso è contrario alla giustizia e a tutto quanto Cristo insegna. L'insegnamento di Cristo è fondato, infatti, sul perfezionamento in spirito e verità, sull'umiltà e sull'amore, sull'armonia tra gli uomini, tra fede e vita, tra parola e azione. L'atteggiamento di Gesù nei confronti dei farisei di ogni tempo è lo stesso. Bisogna svelare la falsità e la menzogna, l'infamia, la superficialità e l'orgoglio. La verità è al di sopra di tutto! Ma l'umiltà è verità. L'Amore è verità. Scacciamo la sufficienza e l'orgoglio dal nostro animo, dalle nostre parole e dal nostro comportamento! Perché "è un abominio per il Signore ogni cuore superbo, certamente non resterà impunito" (Pr 16,5). Il cammino che porta al regno di Dio passa per l'umiltà. A questo proposito, i discepoli chiesero al Signore: "Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?". E Cristo, indicando un bambino, rispose: "In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 18,3). Cristo è un modello di umiltà: "Imparate da me, che sono mite e umile di cuore" (Mt 11,29). Dobbiamo allontanare con tutte le nostre forze il pericolo dell'ipocrisia e del farisaismo. Molto spesso gli uomini sono come quelle figure dai molteplici volti che dipingeva Picasso... Dobbiamo curarci della nostra ragione e del nostro cuore, trovare l'armonia tra parola e azione, tra fede e vita, tra forma e contenuto, perché la nostra perfezione abbia un fondamento, per assomigliare a Cristo, per non essere mai abbandonati da lui. Cristo ha riservato i giudizi più severi a chi si abbandona ai peccati di Lucifero: orgoglio e ipocrisia. E io, sono un vero cristiano, non solo in chiesa, ma anche nella vita di ogni giorno?

Mons. TADEUSZ KONDRUSIEWICZ

 

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Eleonora Schembri

unread,
Nov 12, 2017, 5:30:24 AM11/12/17
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Domenica 12 Novembre 2017 
S. Giosafat (m)
32.a Tempo Ordinario
Ti voglio benedire ogni giorno, Signore
Liturgia: Sap 6,12-16; Sal 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13

 

PREGHIERA DEL MATTINO
Ti ringrazio, mio Dio e mio Creatore, per questo giorno. Precorro col pensiero il futuro fino al momento della mia morte e ancora più in là, fino all'ultimo giorno dell'umanità, che tu solo sai quando verrà. Per me, la mia morte sarà la fine del mondo, il giudizio ultimo e il ritorno di Cristo. Pongo la mia morte nelle tue mani. Con la Chiesa tutta, attendo il tuo ritorno, nella gloria, Signore! E lo attendo con amore. La fede, la speranza e la carità accendano in me un fuoco vivo, perché io mi opponga al peccato; possa io avere la coscienza tranquilla ed essere sempre pronto a morire. "Marana tha! Vieni, Signore Gesù!".

ANTIFONA D'INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te;
tendi, o Signore, l'orecchio
alla mia preghiera.

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo...

PRIMA LETTURA 
Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà.
Dal libro della Sapienza 6, 12-16
La sapienza è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca. Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta. Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni. Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade, va loro incontro con ogni benevolenza.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 144)
R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta, arida, senz'acqua.
R.

Così nel santuario ti ho cercato,
per contemplare la tua potenza e la tua gloria.
Poiché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode. R.
Così ti benedirò finché io viva,
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia ti loderà la mia bocca. R.
Nel mio giaciglio di te mi ricordo,
penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali. R

SECONDA LETTURA
Prima risorgeranno i morti in Cristo
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi 1 Ts 4, 13-18
Fratelli, non vogliamo lasciarvi nell'ignoranza circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nubi, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
Parola di Dio

CANTO AL VANGELO (2Cor 8,9)
R. Alleluia, Alleluia.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
e ti darò la corona della vita.
R.Alleluia.
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VANGELO

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Ecco lo sposo, andategli incontro!
Dal Vangelo secondo Matteo 25, 1-13
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora".
Parola del Signore.


OMELIA
Ai tempi di Gesù la sposa aspettava nella casa dei genitori l'arrivo dello sposo. Dopo il tramonto del sole, lo sposo arrivava con un corteo nuziale per portarla nella sua casa. Alcune damigelle seguivano la sposa. Diverse ragioni potevano causare il ritardo dello sposo come, per esempio, lunghi discorsi con i genitori della sposa sui doni e sulla dote. Il tirare in lungo le trattative era di buon auspicio. Ma non è lo stesso per le spose di cui si parla nel Vangelo di oggi. Qui si tratta infatti del ritorno di Cristo e tutto è riassunto nelle ultime parole:
"Vegliate, dunque, perché non sapete nè il giorno nè l'ora", cioè: "Siate pronte per l'arrivo di Cristo". Così la parabola delle vergini poteva cominciare con questa frase: "Per il regno dei cieli accadrà come per le dieci vergini che uscirono, con le loro lampade, incontro allo sposo". Agli occhi di Gesù, è saggio chi veglia, cioè chi pensa sempre, nel suo animo, al giorno del ritorno del Signore e all'ora della propria morte, chi vive ogni giorno nell'amicizia di Dio, nella grazia santificante, e chi si rialza subito se, per debolezza, cade. Allora "Vegliate", perché nessuno, all'infuori di Dio, conosce il giorno e l'ora.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa' che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
È la voce del diletto che bussa: "Aprimi!". Restare svegli ed attendere il Signore! Ecco uno dei grandi comandamenti che strappa i discepoli del Verbo alla nube oscura che li circonda, per portarli in un grande slancio di luce verso il cielo. Siamo esortati a vincere il sonno, a cercare le realtà dell'alto, a mantenere senza sosta il nostro spirito vigile, a cacciare dai nostri occhi l'ingannevole torpore. Voglio parlare del torpore e della sonnolenza che inchiodano l'uomo all'errore, e forgiano immagini di sogno: onore, ricchezza, potenza, grandezza, piacere, successo, profitto o prestigio... Per dimenticare tali sogni il Signore ci chiede di vincere questo sonno pesante: non lasciamo sfuggire il reale in un inseguimento sfrenato del nulla. Egli ci chiama dunque a vegliare: "Siate pronti con la cintura ai fianchi e le lucerne accese!". La luce che abbaglia i nostri occhi caccia il sonno; la cintura che stringe le nostre reni tiene il nostro corpo all'erta; essa esprime uno sforzo che non tollera nessun torpore. Il significato di questa immagine è chiaro. Cingere i propri reni di temperanza è vivere nella luce di una coscienza pura! La lampada accesa della franchezza illumina il volto, fa risplendere la verità, tiene l'anima sveglia, la rende impermeabile alla falsità e straniera alla futilità dei nostri poveri pensieri. Viviamo secondo l'esigenza di Cristo, e condivideremo la vita con gli angeli, assomigliando ai "servi che aspettano il padrone di ritorno dalle nozze, per aprirgli subito appena arriva e bussa".
SAN GREGORIO DI NISSA

 

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