Vangelo del Giorno e anche a Voce

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Eleonora Schembri

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Jun 5, 2016, 3:39:00 AM6/5/16
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LA PAROLA
5 giugno 2016
Domenica
San Bonifacio (m)
10.a Tempo Ordinario - II
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
Liturgia: 1Re 17,17-24; Sal 29; Gal 1,11-19; Lc 7,11-17

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù Cristo, luce vera, all'inizio di questo nuovo giorno ti chiediamo di illuminare i nostri cuori, in modo che sappiamo accogliere la tua misericordia verso noi tutti e, docili alla tua chiamata, ci mettiamo con gioia - come Maria tua madre e l'apostolo Matteo - al servizio del tuo progetto di salvezza. Tu che regni nei secoli dei secoli. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono.

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Re 17,17-24)
Tuo figlio vive.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il figlio della padrona di casa la vedova di Sarepta di Sidone, si ammalò. La sua malattia si aggravò tanto che egli cessò di respirare. Allora lei disse a Elia: «Che cosa c'è tra me e te, o uomo di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia colpa e per far morire mio figlio?».
Elia le disse: «Dammi tuo figlio». Glielo prese dal seno, lo portò nella stanza superiore, dove abitava, e lo stese sul letto. Quindi invocò il Signore: «Signore, mio Dio, vuoi fare del male anche a questa vedova che mi ospita, tanto da farle morire il figlio?». Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore: «Signore, mio Dio, la vita di questo bambino torni nel suo corpo».
Il Signore ascoltò la voce di Elia; la vita del bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere. Elia prese il bambino, lo portò giù nella casa dalla stanza superiore e lo consegnò alla madre. Elia disse: «Guarda! Tuo figlio vive». La donna disse a Elia: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 29)
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!».
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

SECONDA LETTURA (Gal 1,11-19)
Si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati
Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l'ho ricevuto né l'ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com'ero nel sostenere le tradizioni dei padri.
Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.
In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.


VANGELO (Lc 7,11-17)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Ragazzo, dico a te, alzati!
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».
Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.
Parola del Signore.

OMELIA
Una madre rimasta vedova è in pianto; sta accompagnando il suo unico figlio alla tomba. Nel suo sconsolato dolore alle porte della città, mentre si snoda il corteo funebre, ha la fortuna di incontrare Gesù. La donna di cui si parla nel libro dei Re, vive con il profeta Elìa la stessa esperienza. Per la preghiera del Profeta le viene restituito vivo il suo bambino ed esclama: «Ora so veramente che tu sei uomo di Dio e che la parola del Signore nella tua bocca è verità». Il dolore umano non lascia indifferente Gesù; Egli ne farà esperienza ed è venuto a sanare le nostre ferite causate dal peccato. Egli vede la scena e ne resta turbato, patisce insieme, condivide il dolore e compie il miracolo: il bambino viene restituito alla madre vivo. Il pianto umano giunge fino al cuore di Dio e diventa preghiera se non sfocia tristemente nella disperazione. Una scena quella evangelica, che assume un più vasto significato se si pensa a quanto ininterrottamente avviene nella nostra chiesa mediante i sacramenti, in modo speciale con il santo Battesimo e ancor più con il sacramento della Riconciliazione. Anche noi, figli di Dio nella chiesa, morti al peccato, siamo restituiti vivi per l'interiore purificazione che lo Spirito opera in noi. È il mirabile perpetuo effetto della nostra partecipazione personale e comunitaria alla morte e risurrezione di Cristo, nostro Redentore. Esperienza questa che l'apostolo Paolo ha sperimentato nella sua persona: egli anche nella lettura di oggi ricorda che Dio lo scelse fin dal seno di sua madre e lo chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in lui il Figlio suo perché lo annunciasse alle genti. La potenza di Dio è sempre al servizio della sua misericordia, perché è la potenza dell'amore. Dio interviene con amore potente nella vita dei singoli e mostra la sua benevolenza verso il suo popolo. Riconosciamo così che Dio visita il suo popolo, vive accanto a noi: è vicino a ciascuno con amore di Padre, incessantemente. Ravviva la sua presenza proprio quando le sua creatura sperimenta il dolore e si trova dinanzi alla prova suprema della morte. La fede e la fiducia alimentano la nostra speranza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Io dico a te, alzati!, disse il Signore. Il morto si levò ed egli lo diede alla madre.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Non è perché aveva bisogno del nostro servizio che il Padre ci ha comandato di seguire il Verbo, ma per procurare a noi stessi la salvezza. Poiché seguire il Salvatore significa essere partecipi della salvezza, come seguire la luce significa essere partecipi della luce. Non sono gli uomini che fanno risplendere la luce, ma sono loro ad essere illuminati e resi splendenti da essa. Lungi dal recare qualcosa alla luce, sono loro a beneficiarne e ad esserne illuminati. Così è del servizio reso a Dio: a Dio non porta nulla, poiché egli non ha bisogno del servizio degli uomini. Ma a coloro che lo servono e che lo seguono Dio procura la vita, l'incorruttibilità e la gloria eterna. Se Dio sollecita il servizio degli uomini è per potere, lui che è buono e misericordioso, accordare i suoi benefici a coloro che perseverano nel suo servizio. Poiché, se Dio non ha bisogno di nulla, l'uomo, invece, ha bisogno della comunione di Dio. La gloria dell'uomo è di perseverare nel servizio di Dio. È il motivo per cui il Signore disse ai suoi apostoli: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi". Egli indicava con ciò che non erano loro che lo glorificavano seguendolo, ma che essi erano da lui glorificati per aver seguito il Figlio di Dio...
Dio concede infatti i suoi benefici a coloro che lo servono perché lo servono. Ma non riceve da loro nessun beneficio, poiché è perfetto e senza alcun bisogno.
Egli li chiama perché li ama.
SANT'IRENEO DI LIONE

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Eleonora Schembri

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Jun 7, 2016, 2:39:28 AM6/7/16
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LA PAROLA
7 giugno 2016
Martedì
San Roberto vescovo


10.a Tempo Ordinario - II

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto
Liturgia: 1Re 17,7-16; Sal 4; Mt 5,13-16

PREGHIERA DEL MATTINO
Tu mi hai creato perché, seguendo l'esempio della Vergine benedetta fra tutte le donne, io dicessi sempre sì, con un atteggiamento di obbedienza dettato dall'amore per te, perché nel tuo Figlio, l'Amen purissimo, io diventassi forte. Mi inchino alla tua legge d'amore, assistito dal soffio del tuo Spirito, il Consolatore, che ha posto in me la sua dimora. Come rinnegarti? O diletto, che ti affidi interamente al tuo umile servo! Mi darai anche oggi gioia e coraggio.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono.

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Re 17,7-16)
La farina della giara non meno venne secondo la parola del Signore.

Dal primo libro dei Re


In quei giorni, il torrente [nei cui pressi Elìa si era nascosto] si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va' a Sarèpta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarèpta.
Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po' d'acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po' d'olio nell'orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elìa le disse: «Non temere; va' a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d'Israele: "La farina della giara non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà fino al giorno in cui i! l Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra"».
Quella andò e fece come aveva detto Elìa; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l'orcio dell'olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elìa.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 4)
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Quando t'invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell'angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna?
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore.
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.
Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».
Hai messo più gioia nel mio cuore
di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza.
Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,16)
Alleluia, alleluia.
Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro.
Alleluia.

 


VANGELO (Mt 5,13-16)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Voi siete la luce del mondo.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
I sapori e la luminosità della vita dipendono dalla ricchezza o dalla povertà dei nostri ideali e delle nostre azioni. Capita di frequente di sperimentare in prima persona o di sentir parlare di una vita insipida, di un cammino al buio, di disorientamenti e di smarrimenti. Gesù cala la missione dei suoi discepoli in questa difficile situazione umana e affida loro il compito di essere sale e luce del mondo. La testimonianza della fede nei valori umani e trascendenti, la gioiosa scoperta della Verità, che s'identifica con la conoscenza del Cristo e del suo vangelo, l'orientamento sicuro verso una meta finale possono far riscoprire all'uomo le realtà e i valori essenziali della vita e far recuperare quell'interiore libertà che è già inizio di salvezza. Tutto ciò non può avvenire con un semplice annuncio verbale. Occorre che ci sia la forza dell'esempio e uno stile di vita informato sul Vangelo. E' così che il cristiano diventa sale e luce, è così che la Chiesa adempie concretamente la sua missione salvifica, che è opera di Cristo, ma che affidata ai suoi seguaci. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Non ne posso più di essere insulso, di essere un figlio fangoso della terra, di essere pallido come una luce che si sta spegnendo, mentre dovunque e sempre mi si ripete: Dov'è il tuo Dio? Oppure: Facci provare la felicità! Perdonami, Signore, se il mio sale è insipido e il mio amore sbiadito. Riaccendimi della tua fiamma, affinché tu risplenda nella mia misera vita. Le mie labbra gridino: solo l'Amore può salvarci! Troppi valori di quaggiù sono falsi.
Ho bisogno del tuo cuore, luogo di pace.

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Eleonora Schembri

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Jun 8, 2016, 2:54:26 AM6/8/16
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LA PAROLA
8 giugno 2016
Mercoledì
San Medardo vescovo


10.a Tempo Ordinario - II

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio
Liturgia: 1Re 18,20-39; Sal 15; Mt 5,17-19

PREGHIERA DEL MATTINO
L'antica legge è stata scritta sulla dura pietra dal dito di Dio. La nuova legge è stata tracciata nella mobile sabbia dal dito di Gesù, misericordia del Padre, quando la prima legge condannava la donna adultera. E non è in lettere di pietra che tu hai infuso in noi il tuo Spirito Santo, ma l'hai deposto in lettere di fuoco che gemeranno tutt'oggi verso il Padre. In nostro nome, con o senza di noi, tanto egli ci ama. Sii benedetto, Signore, per un tale peso di gloria nei nostri vasi di terra.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Proprio coloro che mi fanno del male inciampano e cadono.

COLLETTA
O Dio, sorgente di ogni bene, ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto, perché possiamo attuarli nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Re 18,20-39)
Questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!

Dal primo libro dei Re


In quei giorni, Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. Elìa si accostò a tutto il popolo e disse: «Fino a quando salterete da una parte all'altra? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!». Il popolo non gli rispose nulla.
Elìa disse ancora al popolo: «Io sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Ci vengano dati due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Invocherete il nome del vostro dio e io invocherò il nome del Signore. Il dio che risponderà col fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».
Elìa disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e fate voi per primi, perché voi siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza appiccare il fuoco». Quelli presero il giovenco che spettava loro, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non vi fu voce, né chi rispondesse. Quelli continuavano a saltellare da una parte all'altra intorno all'altare che avevano eretto.
Venuto mezzogiorno, Elìa cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate a gran voce, perché è un dio! È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà». Gridarono a gran voce e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agirono da profeti fino al momento dell'offerta del sacrificio, ma non vi fu né voce né risposta né un segno d'attenzione.
Elìa disse a tutto il popolo: «Avvicinatevi a me!». Tutto il popolo si avvicinò a lui e riparò l'altare del Signore che era stato demolito. Elìa prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, al quale era stata rivolta questa parola del Signore: «Israele sarà il tuo nome». Con le pietre eresse un altare nel nome del Signore; scavò intorno all'altare un canaletto, della capacità di circa due sea di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: «Riempite quattro anfore d'acqua e versatele sull'olocausto e sulla legna!». Ed essi lo fecero. Egli disse: «Fatelo di nuovo!». Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: «Fatelo per la terza volta!». Lo fecero per la terza volta. L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto si riempì d'acqua.
Al momento dell'offerta del sacrificio si avvicinò il profeta Elìa e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e d'Israele, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose sulla tua parola. Rispondimi, Signore, rispondimi, e questo popolo sappia che tu, o Signore, sei Dio e che converti il loro cuore!».
Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto. A tal vista, tutto il popolo cadde con la faccia a terra e disse: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 15)
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu,
solo in te è il mio bene».
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Moltiplicano le loro pene
quelli che corrono dietro a un dio straniero.
Io non spanderò le loro libagioni di sangue,
né pronuncerò con le mie labbra i loro nomi.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

CANTO AL VANGELO (Sal 24,4)
Alleluia, alleluia.
Insegnami, mio Dio, i tuoi sentieri,
guidami nella tua fedeltà e istruiscimi.
Alleluia.


VANGELO (Mt 5,17-19)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
"Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento". San Paolo in una delle sue lettere aggiunge: "compimento della legge è l'amore". Poi, per farci meglio comprendere come sia avvenuto il compimento lo stesso apostolo afferma: "la legge dello Spirito, che dá vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della legge si adempisse in noi, che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito". È evidente l'alternativa: o camminare secondo la carne o lasciarsi guidare dallo Spirito. È la via nuova tracciata da Cristo, che incarnandosi in Maria per opera dello Spirito Santo, ha assunto ed elevato la nostra natura umana, imprimendo in essa il sigillo della divinità. La legge calata nella carnalità dell'uomo era solo causa di peccato e ne definiva l'entità. Ora santificati in Cristo, irrorati dallo Spirito, siamo capaci di comprendere la legge non più come capestro che schiavizza, ma come luce e lampada ai nostri passi. Solo nell'Amore siamo capaci di convincerci che quanto il buon Dio ci comanda è la cosa migliore che si possa pensare per noi. Ecco perché Gesù, pur rinnovando la legge, facendola diventare il comandamento nuovo, asserisce: "In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto". Egli stesso, nella sua persona, nella sua missione, nella sua morte e risurrezione, sarà il compimento della legge. Lo dichiarerà esplicitamente dall'alto della croce, prime di esalare l'ultimo respiro: "Tutto è compiuto". In quel compiuto Egli ha poi inserito tutti noi, la sua Chiesa, sparsa nel mondo, dandoci il mandato di amare Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra mente e con tutte le nostre forze e il nostro prossimo come noi stessi. Così la legge, che all'inizio era solo causa di morte spirituale, non viene abolita, ma completata nell'amore a Dio e al prossimo e diventa così strumento di santificazione e via di salvezza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta del nostro servizio sacerdotale sia bene accetta al tuo nome, Signore, e accresca il nostro amore per te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Signore è mia roccia e mia fortezza: è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in questo sacramento, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Da una colonna di nubi, tu parlavi a Mosè. E questa sera mi ricordo che tu mi hai parlato all'alba nelle tenebre come nella sua ammirabile luce, tu mi hai parlato ad ogni ora del giorno, in ogni attimo della mia vita, tu mi hai parlato come alla fanciulla del Cantico. Ma spesso non sono stato là dove tu mi aspettavi: ero altrove.
Perdonami di essere così poco invaghito di un innamorato così paziente, così pronto a offrirsi senza aspettarsi nulla in cambio.

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Eleonora Schembri

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Jun 11, 2016, 3:23:42 AM6/11/16
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LA PAROLA
11 giugno 2016
Sabato
San Barnaba (m)
10.a Tempo Ordinario - P
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore
Liturgia: At 11,21b-26; 13,1-3; Sal 97; Mt 10,7-13

PREGHIERA DEL MATTINO
Uno solo è morto per miliardi e miliardi di uomini, uno solo ha purificato la colpa universale. O Cristo, che io copra i tuoi piedi di baci, come la peccatrice perdonata. Che io non dimentichi nessuno dei tuoi benefici: tu guarisci, consoli, perdoni, circondi di amore e di tenerezza, allontani da noi i nostri peccati, luce abbagliante, o risuscitato. Come ti renderò tutto il bene che mi hai fatto, se non alzando le mani, dimenticando tutto ciò che non sia te, nella lode della tua gloria?

ANTIFONA D'INGRESSO
Beato il santo che oggi festeggiamo: egli meritò di essere annoverato tra gli apostoli; era un uomo virtuoso, pieno di fede e di Spirito Santo.

COLLETTA
O Padre, che hai scelto san Barnaba pieno di fede e di Spirito Santo, per convertire i popoli pagani, fa' che sia sempre annunciato fedelmente, con la parola e con le opere, il Vangelo di Cristo, che egli testimoniò con coraggio apostolico. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 11,21b-26; 13,1-3)
Era uomo virtuoso e pieno di Spirito Santo e di fede.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, in Antiòchia, un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia.
Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Saulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.
C'erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d'infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
Annunzierò ai fratelli la salvezza del Signore.

CANTO AL VANGELO (Fil 2,15-16)
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 10,7-13)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi".
Parola del Signore.

OMELIA
"Predicate che il Regno di Dio è vicino". Gli Apostoli, oggi è la volta di Barnaba, fedele collaboratore di Paolo, adempiono la loro missione, guidati e sorretti dallo Spirito Santo. Il loro compito è quello di dare al mondo un annuncio di salvezza che hanno ricevuto a loro volta e che, se accolto, sortirà effetti prodigiosi nella vita degli uomini: gli infermi, i malati di lebbra sono guariti, i morti risuscitano, i demoni sono allontanati. Sono in sintesi enunciati gli effetti della grazia divina, che fa di ogni uomo una creatura nuova. E' necessario che tale annuncio sia dato nell'assoluta gratuità, sia perché è dono di Dio e non degli uomini, sia perché risulti che sgorga dall'amore e non possa essere in nessun modo barattato con il denaro. L'operaio deve andare sgombro di ogni umana sicurezza perché egli deve riporre la sua fiducia solo in Colui che lo ha inviato. Non può fare affidamento neanche sulla certezza che quanto egli predica sia effettivamente accolto. Anzi, l'apostolo sa bene che andrà incontro all'odio e alle persecuzioni. La storia della Chiesa è ricca di esempi di annunciatori eroici e di martiri in una catena ininterrotta fino ai nostri giorni. Ogni cristiano, per vocazione, deve diventare un fedele testimone di Cristo e ciò anche quando il mondo ci ostacola e ci contraddice. Forse proprio allora siamo particolarmente amati e sostenuti dalla grazia. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Benedici e santifica, o Dio, questa offerta sacrificale, e accendi in noi la stessa fiamma di carità, che mosse san Barnaba a portare alle genti l'annunzio del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Predicate che il regno dei cieli è vicino. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che nel glorioso ricordo dell'apostolo Barnaba ci hai dato il pegno della vita eterna, fa' che un giorno contempliamo nello splendore della liturgia celeste il mistero che abbiamo celebrato nella fede. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Padre di Gesù, tu hai voluto che il tuo Figlio Unigenito nascesse dalla Vergine Maria. L'hai preparata per questo compito speciale avvolgendola della tua grazia. Ella ha imparato dai grandi eventi della vita del Figlio suo e ha conservato queste cose nel suo cuore. Donaci un cuore come quello di Maria. Rendici obbedienti alla tua parola. Riempici del tuo Spirito che ci renda bramosi di fare la tua volontà. Te lo chiediamo per il Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

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Eleonora Schembri

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Jun 12, 2016, 3:33:50 AM6/12/16
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LA PAROLA
12 giugno 2016
Domenica
San Guido
11.a Tempo Ordinario - III
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato
Liturgia: 2Sam 12,7-10.13; Sal 31; Gal 2,16.19-21; Lc 7,36 - 8,3

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, dammi la ricchezza di amore di questa donna peccatrice, dammi la sua capacità di dono e di servizio. Dammi l'umiltà di continuare a riconoscere la grandezza del tuo perdono e la forza di chi sa di doverne ogni momento rinnovare l'esperienza.
Fa', o Signore, che ognuno di noi che, consapevolmente o no, ti cerca con cuore sincero possa come la peccatrice ascoltare la tua voce dirgli: "La tua fede ti ha salvata: va' in pace!".

ANTIFONA D'INGRESSO
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Sam 12,7-10.13)
Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai.
Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, Natan disse a Davide: «Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d'Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro.
Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l'Ittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti.
Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l'Ittita".
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 31)
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.
Beato l'uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l'uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.
Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: "Confesserò al Signore le mie iniquità"
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.
Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall'angoscia,
mi circondi di canti di liberazione.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!
Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.

SECONDA LETTURA (Gal 2,16.19-21)
Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati


Fratelli, sapendo che l'uomo non è giustificato per le opere della Legge, ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustificato nessuno.
In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (1Gv 4,10b)
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.

Alleluia.
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VANGELO (Lc 7,36 - 8,3)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
Parola del Signore

OMELIA
Il messaggio che ci viene dalla liturgia della Parola di oggi è molto importante per tutti e in particolare per chi detiene il potere con quale è tentato di giustificare tutte le sue scelte, anche quelle contro ogni logica e moralità. Davide, nella prima lettura, ha commesso adulterio, ha ucciso il marito della donna sedotta e l'ha presa come moglie. Dio ordina al profeta Nàtan di recarsi da lui: gli narra il fatto ipotetico di una grave ingiustizia subita da un povero da parte di un prepotente. Davide freme di rabbia e dice con forza: Chi è quell'uomo che ha fatto questo? Merita la morte! Natan gli dice: Tu sei quell'uomo! E gli svela quello che avrebbe voluto tener nascosto. Davide risponde con il pentimento, immortalato nel salmo 50. Anche il brano del vangelo ci riporta allo stesso messaggio. E' peccatrice la donna, è vero... ma il fariseo non è innocente... Dinanzi ai pensieri di giudizio e di condanna di Simone, il fariseo, nei confronti di una donna peccatrice prostrata ai piedi del Maestro, mentre bagna di lacrime i suoi piedi, li asciuga con i capelli, li bacia e li cosparge di profumo, Gesù pone una questione: Simone, ti sembra che si mostri più riconoscente: colui che ha avuto il condono di cinquecento denari, o colui a cui ne sono stati condonati solo cinquanta? La risposta di Simone è ovvia: Chi è stato maggiormente beneficato... E Gesù, pendendo le difesa della donna, gli svela come anche lui è debitore, è peccatore... Non è giusto quindi infierire contro chi ha mancato di più, ma comportarsi come il Signore che perdona entrambi suscitando nei loro cuori sentimenti di gratitudine. Tutto questo però è frutto della fede viva nella salvezza donataci dalla misericordia di Dio più che guadagnata dalle nostre buone opere, come ci insegna la seconda lettura. Qualche anno addietro andava di moda una canzone che diceva: La verità ti fa male... lo so... Ci sarebbe bisogno di tanti Natan che abbiano il coraggio di dirci la verità circa la nostra vita... Purtroppo molte volte la verità genera nemici... allora si preferisce tacere e magari adulare... e questo anche contro l'ordine di Gesù che esorta alla correzione. La correzione produce sofferenza sul momento, poi però porta gioia... L'esempio di Davide e dei Santi ci aiuti ad accogliere con umiltà la parola di correzione, da chiunque venga. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato", disse il Signore della donna peccatrice.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Chi parla così? La sposa. E quale sposa? L'anima assetata di Dio. E a chi parla? Al suo Dio. Non si potrebbero trovare nomi più teneri per esprimere la tenerezza reciproca di Dio e dell'anima, che quelli di Sposo e sposa. Tutto è loro in comune, non posseggono nulla di proprio, né da parte. Unica è la loro eredità, una sola è anche la carne che essi costituiscono insieme, come dice la Scrittura.
Se dunque la parola amore si addice specialmente e in particolar modo allo Sposo, non è senza buone ragioni che si dà il nome di sposa all'anima che ama. La prova che ella ama, è quella che chiede a Dio un bacio. Ella non desidera né la libertà, né una ricompensa, né un'eredità, e neppure un insegnamento, ma un bacio, come una casta sposa, spinta da un santo amore e incapace di nascondere la fiamma di cui arde...
Sì, il suo amore è casto poiché ella desidera solamente colui che ama, e non qualcosa che gli appartiene.
Il suo amore è santo, poiché ella non ama con il pesante desiderio della carne, ma nella purezza liberatrice dello spirito.
Il suo amore è ardente, poiché, inebriata di questo stesso amore, ella dimentica la grandezza di colui che ama. Non è infatti lui, dice Dio, che con uno sguardo fa tremare la terra? Ed è a lui che ella domanda un bacio. Non è ubriaca? Sì è... ubriaca d'amore per il suo Dio.
Oh, che forza nell'amore! Oh, che fiducia e che libertà nello Spirito! Come dimostrare più chiaramente che l'amore perfetto bandisce la paura?
Fratelli, la ragione per cui si ama Dio, il motivo dell'amore di Dio, è Dio stesso. E la misura di questo amore è di amarlo senza misura.
SAN BERNARDO

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Eleonora Schembri

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Jun 13, 2016, 6:20:19 AM6/13/16
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LA PAROLA
13 giugno 2016
Lunedì
San Antonio di Padova (m)


11.a Tempo Ordinario - III

Sii attento, Signore, al mio lamento
Liturgia: 1Re 21,1b-16; Sal 5; Mt 5,38-42

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu non sei venuto per abolire ma per portare a compimento. Il Dio dei nostri padri ci ha educati per secoli, insegnandoci a non vendicarci rispondendo al male con un male più grande. Ma alla fine di questo tempo, tu vuoi insegnarci a sopprimere il male prendendolo su noi stessi, come tu stesso hai fatto, rispondendo al male con il bene, per mezzo di un eccesso di bene che aspira il male e lo trasforma. Benedici, Signore, coloro che sono eccessivi nel bene, affinché il loro atteggiamento cambi il cuore di quelli che li circondano e ci ricordi le esigenze del tuo Vangelo.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Re 21,1b-16)
Nabot venne lapidato e morì.

Dal primo libro dei Re


In quel tempo, Nabot di Izreèl possedeva una vigna che era a Izreèl, vicino al palazzo di Acab, re di Samarìa. Acab disse a Nabot: «Cedimi la tua vigna; ne farò un orto, perché è confinante con la mia casa. Al suo posto ti darò una vigna migliore di quella, oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale». Nabot rispose ad Acab: «Mi guardi il Signore dal cederti l'eredità dei miei padri».
Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: «Non ti cederò l'eredità dei miei padri!». Si coricò sul letto, voltò la faccia da un lato e non mangiò niente. Entrò da lui la moglie Gezabèle e gli domandò: «Perché mai il tuo animo è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?». Le rispose: «Perché ho detto a Nabot di Izreèl: "Cèdimi la tua vigna per denaro, o, se preferisci, ti darò un'altra vigna" ed egli mi ha risposto: "Non cederò la mia vigna!"». Allora sua moglie Gezabèle gli disse: «Tu eserciti così la potestà regale su Israele? Àlzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la farò avere io la vigna di Nabot di Izreèl!».
Ella scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo, quindi le spedì agli anziani e ai notabili della città, che abitavano vicino a Nabot. Nelle lettere scrisse: «Bandite un digiuno e fate sedere Nabot alla testa del popolo. Di fronte a lui fate sedere due uomini perversi, i quali l'accusino: "Hai maledetto Dio e il re!". Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia».
Gli uomini della città di Nabot, gli anziani e i notabili che abitavano nella sua città, fecero come aveva ordinato loro Gezabèle, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro spedito. Bandirono un digiuno e fecero sedere Nabot alla testa del popolo. Giunsero i due uomini perversi, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: «Nabot ha maledetto Dio e il re». Lo condussero fuori della città e lo lapidarono ed egli morì. Quindi mandarono a dire a Gezabèle: «Nabot è stato lapidato ed è morto».
Appena Gezabèle sentì che Nabot era stato lapidato ed era morto, disse ad Acab: «Su, prendi possesso della vigna di Nabot di Izreèl, il quale ha rifiutato di dartela in cambio di denaro, perché Nabot non vive più, è morto». Quando sentì che Nabot era morto, Acab si alzò per scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderne possesso.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 5)
Sii attento, Signore, al mio lamento.
Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
Sii attento alla voce del mio grido,
o mio re e mio Dio,
perché a te, Signore, rivolgo la mia preghiera.
Sii attento, Signore, al mio lamento.
Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo.
Sii attento, Signore, al mio lamento.
Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta.
Sii attento, Signore, al mio lamento.

CANTO AL VANGELO (Sal 118)
Alleluia, alleluia.
Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

Alleluia.
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VANGELO (Mt 5,38-42)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Io vi dico di non opporvi al malvagio.
+
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio" e "dente per dente". Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
Parola del Signore.

OMELIA
La «legge del taglione», occhio per occhio, dente per dente, era ed è ancora una norma basilare di giustizia che stabilisce una equa proporzione tra l'entità dell'offesa e la risposta di chi la subisce. Una norma di giustizia che esclude però ogni principio di perdono e di amore fraterno, Cristo, che è venuto non ad abolire, ma a dare compimento, scandisce il principio nuovo che sgorga dalla sua persona e dal suo annuncio di misericordia. «Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra». È un corollario alla legge dell'amore, una logica conseguenza derivante dal fatto che Dio ci ha amati per primo e Cristo è venuto tra noi non per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi. La gratuità dell'amore divino, riversato su di noi mentre eravamo suoi nemici a causa del peccato, deve indurci a non opporci al malvagio che trama contro di noi e ad essere disposti anche a porgere l'altra guancia quando qualcuno ci percuote. Se non avessimo l'esempio luminoso di Cristo che nella sua passione subisce come un agnello docile e mansueto le torture di ogni genere che gli vengono inflitte e che risponde con il perdono alla crudele crocifissione, potremmo pensare ad una esagerazione e ritenere impraticabile la sua proposta. Invece egli ci dice: «Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi». È quel «come» che ci mette in crisi; dobbiamo amare e perdonare come ha fatto Gesù con noi. Fortunati noi che abbiamo la certezza nella fede non solo di dover amore a Dio e al prossimo, ma di essere noi amati da lui: «Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi» e poi aggiunge «Rimanete nel mio amore». Ecco dunque la felice realtà che rende possibile quella apparente arrendevolezza, che diventa il motivo della nostra vittoria. È nata così la teologia della non violenza, che ha affascinato i grandi personaggi della storia e ha formato la schiera dei santi. L'unica violenza che è consentita a noi cristiani è quella dell'amore portata fino all'eroismo. Dobbiamo però fare i conti con la nostra povertà, dobbiamo per questo talvolta subire l'ingiustizia degli uomini perché trionfi quella di Dio. Non siamo ancora riusciti a far nascere nel nostro mondo la civiltà dell'amore e le vittime della violenza scatenano ancora dentro di noi le peggiori reazioni. Dobbiamo volgere ancora lo sguardo a Colui che hanno trafitto e allora le trafitture che la vita ci riserva potranno diventare i segni visibili della nostra vittoria. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Insegnaci, Signore, l'autentica non-violenza del Vangelo, che è violenza dell'amore. Fa' che arrestiamo il male e facciamo violenza prendendolo su di noi stessi, come una spugna che assorbe l'acqua; che fermiamo la scalata del male per mezzo dello sbarramento della nostra offerta. Come lo schiaffo ricevuto da Gesù. E come la sua domanda, che è un modo di porgere l'altra guancia, cioè di risvegliare ciò che vi è di buono nell'altro: "Perché mi colpisci?". Perciò non vi è altra risposta che la nostra compassione.

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Eleonora Schembri

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Jun 16, 2016, 1:51:38 AM6/16/16
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LA PAROLA
16 giugno 2016
Giovedì
San Aureliano


11.a Tempo Ordinario - III

Gioite, giusti, nel Signore
Liturgia: Sir 48,1-14; Sal 96; Mt 6,7-15

 

 



PREGHIERA DEL MATTINO
Della preghiera ebraica degli orfani tu hai fatto la preghiera dei figli che hanno ricevuto lo spirito di adozione che ci spinge a dire: "Abbà, Padre". Padre nostro, tutta la preghiera è in queste parole, se possiamo, per tua grazia, pronunciarle in verità. Eccoci figli totalmente fiduciosi nella bontà senza limiti, nell'onnipotenza dell'amore di colui che ci ha dimostrato, dandoci suo Figlio, di essere Padre, nostro Padre, il nostro unico Padre che non può dare se non cose buone ai suoi figli.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sir 48,1-14)
Elia fu assunto in un turbine di fuoco ed Eliseo fu ripieno del suo spirito.
Dal libro del Siracide
Sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.
Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu hai fatto sorgere un defunto dalla morte e dagl'inferi, per la parola dell'Altissimo; tu hai fatto precipitare re nella perdizione e uomini gloriosi dal loro letto e hai annientato il loro potere. Tu sul Sinai hai ascoltato parole di rimprovero, sull'Oreb sentenze di condanna. Hai unto re per la vendetta e profeti come tuoi successori. Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe. Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell'amore, perché è certo che anche noi vivremo ma dopo la morte la nostra fama non perdurerà.
Appena Elìa fu avvolto dal turbine, Elisèo fu ripieno del suo spirito; nei suoi giorni non tremò davanti a nessun principe e nessuno riuscì a dominarlo. Nulla fu troppo grande per lui, e nel sepolcro il suo corpo profetizzò. Nella sua vita compì prodigi, e dopo la morte meravigliose furono le sue opere.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 96)
Gioite, giusti, nel Signore.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
Gioite, giusti, nel Signore.
Un fuoco cammina davanti a lui
e brucia tutt'intorno i suoi nemici.
Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e trema la terra.
Gioite, giusti, nel Signore.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
Gioite, giusti, nel Signore.
Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Gioite, giusti, nel Signore.

CANTO AL VANGELO (Rm 8,15)
Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Mt 6,7-15)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Voi dunque pregate così.
+
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore.

OMELIA
Talvolta nei nostri rapporti umani siamo convinti di poter ottenere quanto desideriamo dal nostro interlocutore ricorrendo alla forza delle nostre parole e qualche volta si riesce a sortire l'effetto desiderato. Ne erano convinti più di noi i pagani che, anche nell'invocare i loro idoli si profondevano in lunghi e pressanti monologhi, convinti di strappare così i favori di cui avevano bisogno. Non può essere questo il modo per il cristiano che prega; il suo personale interlocutore è Dio stesso che scruta i cuori e vede i nostri pensieri anche più segreti con assoluta limpidezza. Non potranno certamente essere le parole a convincerlo ad aiutarci, ma tutto sgorga, come un effluvio spontaneo, dal suo amore di Padre, dalla sua onnipotenza e dal suo irrefrenabile desiderio di darci tutto quanto ci occorre per salvarci e per vivere la nostra esperienza terrena. «Egli sa, prima ancora che gliele chiediamo di cosa abbiamo bisogno». Ecco allora l'insegnamento di Gesù, che si rivela per noi maestro di preghiera. «Voi dunque pregate così». Ci detta poi la più sublime preghiera che mai si potesse pensare, il Padre nostro. Facendoci invocare Dio con il nome di Padre ci dice subito che la preghiera s'incarna nell'amore, quello infinito ed eterno dell'Onnipotente, e quello dell'orante. Ci sollecita poi ad affermare il primato assoluto che gli spetta per cui chiediamo che il suo nome sia santificato, che il suo regno venga in noi e la sua santissima volontà si compia. Nella seconda parte chiediamo anche per noi, per le nostre necessità quotidiane, chiediamo il pane per noi e per tutti. Esprimiamo poi l'urgenza della sua misericordia riconoscendoci peccatori, esprimendo nel contempo il nostro impegno di usare la stessa bontà verso coloro che in qualsiasi modo ci hanno offeso. È ancora l'amore che deve trionfare sempre. L'ultima richiesta riguarda quella santa energia interiore che ci rende forti e saldi nel bene e capaci di respingere ogni male dalla nostra vita. Pregando come Gesù ci ha insegnato vediamo rinvigorita la nostra fede nelle verità fondamentali che professiamo, ribadiamo i nostri impegni e le nostre promesse di credenti e nel contempo presentiamo al nostro Padre celeste il miglior programma di vita possibile a ciascuno di noi. Per questo la preghiera di Gesù è diventata il modello di ogni preghiera e non solo nell'ambito cristiano. La sua universalità la tiene aperta ad ogni credente, qualunque sia lo specifico della propria fede. È davvero la preghiera ecumenica per eccellenza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Sii benedetto, Signore, tu che hai purificato la casa di tuo Padre per farne una casa di preghiera. L'amore di questa casa invisibile diventi il nostro tormento, il suo zelo ci divori. Che possiamo dire come Davide: "Non mi riposerò fino a quando non abbia costruito una casa al Signore". Non avremo riposo umano finché non avremo fatto del nostro cuore una casa in cui il Signore venga a stabilirsi con un dialogo intimo e costante, come la lode che non cessava mai nel tempio.

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Eleonora Schembri

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Jun 17, 2016, 3:04:46 AM6/17/16
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LA PAROLA
17 giugno 2016
Venerdì
San Gregorio Barbarigo


11.a Tempo Ordinario - III

Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza
Liturgia: 2Re 11,1-4.9-18.20; Sal 131; Mt 6,19-23

PREGHIERA DEL MATTINO
Concedici, Signore, di discernere i veri valori, i veri tesori, la sola ricchezza che non si acquista se non nella povertà secondo lo Spirito, che ci colma dei beni del mondo che verrà. Concedici di vedere con uno sguardo limpido che tutto ciò che facciamo, pensiamo o diciamo trova un'eco nel cielo. Concedici di essere folli per essere saggi, di dare senza tenere conto i beni della terra, per ricevere in eredità la vita eterna. Nessuna avarizia materiale o spirituale offuschi la nostra percezione di questo ammirevole scambio.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Re 11,1-4.9-18.20)
Unsero Ioas e acclamarono: Viva il re!
Dal secondo libro dei Re
In quei giorni, Atalìa, madre di Acazìa, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale. Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazìa, prese Ioas, figlio di Acazìa, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalìa ed egli non fu messo a morte. Rimase nascosto presso di lei nel tempio del Signore per sei anni; intanto Atalìa regnava sul paese.
Il settimo anno Ioiadà mandò a chiamare i comandanti delle centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire presso di sé nel tempio del Signore. Egli concluse con loro un'alleanza, facendoli giurare nel tempio del Signore; quindi mostrò loro il figlio del re. I comandanti delle centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiadà. Il sacerdote consegnò ai comandanti di centinaia lance e scudi, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio del Signore. Le guardie, ognuno con l'arma in pugno, si disposero dall'angolo destro del tempio fino all'angolo sinistro, lungo l'altare e l'edificio, in modo da circondare il re. Allora Ioiadà fece uscire il figlio del re e gli consegnò il diadema e il mandato; lo proclamarono re e lo unsero. Gli astanti batterono le mani e acclamarono: «Viva il re!».
Quando sentì il clamore delle guardie e del popolo, Atalìa si presentò al popolo nel tempio del Signore. Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna secondo l'usanza, i comandanti e i trombettieri erano presso il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. Atalìa si stracciò le vesti e gridò: «Congiura, congiura!». Il sacerdote Ioiadà ordinò ai comandanti delle centinaia, preposti all'esercito: «Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada». Il sacerdote infatti aveva detto: «Non sia uccisa nel tempio del Signore». Le misero addosso le mani ed essa raggiunse la reggia attraverso l'ingresso dei Cavalli e là fu uccisa.
Ioiadà concluse un'alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo. Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. Il sacerdote Ioiadà mise sorveglianti al tempio del Signore.
Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalìa era stata uccisa con la spada nella reggia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 131)
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza.
Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono!
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza.
Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono».
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza.
Sì, il Signore ha scelto Sion,
l'ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l'ho voluto.
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza.
Là farò germogliare una potenza per Davide,
preparerò una lampada per il mio consacrato.
Rivestirò di vergogna i suoi nemici,
mentre su di lui fiorirà la sua corona».
Il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 6,19-23)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l'occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Parola del Signore.

OMELIA
Con orrore ascoltiamo quanto ci narra la prima lettura. Atalìa, madre del re deceduto, Azaria, per assicurarsi il regno, fa uccidere tutti i possibili pretendenti, tutta la famiglia regale. A sua insaputa, viene salvato però un figlio del re di due anni che viene tenuto nascosto. Quando egli raggiunse il settimo anno, per opera di sommo sacerdote Ioiàda, viene fatta giustizia. Jòas viene acclamato re e Atalìa, uccisa fuori del tempio. Sono vicende umane che si ripetono nella storia delle Nazioni in cui l'ambizione del comando e del potere, della ricchezza, con la sete di felicità e di successo perverte l'animo umano, spingendolo a esecrandi misfatti. Gli ammonimenti che ci vengono dal brano del vangelo potremmo vederli sulla stessa linea. Anche Gesù mette in guardia dal pericolo delle ricchezze. Sono beni effimeri che ci possono essere rubati da un momento all'altro. Non costituiscono la vera felicità dell'uomo che è altrove, nella umile obbedienza alla volontà del Signore. Non le porteremo con noi... Ci invita a procurarci quei tesori di grazia che nessuno potrà mai rubarci, se nel nostro cuore ci sono sincerità e rettitudine. E' dal cuore che escono fuori tutti i cattivi pensieri e indegne intenzioni. La limpidezza dello sguardo denota anche la rettitudine delle intenzioni. Quando entra dentro di noi il peccato, lo sguardo si fa oscuro, torbido... Suona dentro di noi come un campanello di allarme che ci mette in guardia contro deviazioni e ingiustizie. Allora dovremmo seguire il consiglio che San Benedetto, seduto a cena, suggeriva al monaco che gli reggeva il lume, agitato da pensieri di superbia: "Segna il tuo cuore, fratello, segna il tuo cuore! Non è retto quello che tu pensi!" Quante volte i nostri pensieri, le nostre intenzioni, le nostre azioni... sono contro la verità, benché avvolti da un manto di perbenismo. Ci liberi il Signore da tante doppiezze; ci doni la forza della sincerità del "sì, sì" e del "no, no"! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Signore, tu che hai ricoperto Salomone di ogni sorta di beni, perché non aveva desiderato nient'altro che il bene della tua casa, concedici di rinunciare ai nostri interessi per cercare il bene dei nostri fratelli e la tua maggior gloria. Concedici anche di rinunciare alla nostra consolazione spirituale, alle nostre abitudini di pietà, ogni volta che la carità lo esige, poiché essa sola è la nostra regola di vita, essa sola illumina i nostri pensieri e le nostre azioni e ci stabilisce nella verità, poiché in te amore e verità si incontrano.

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Eleonora Schembri

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Jun 18, 2016, 4:10:53 AM6/18/16
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LA PAROLA
18 giugno 2016
Sabato
Santa Marina


11.a Tempo Ordinario - III

La bontà del Signore dura in eterno
Liturgia: 2Cron 24,17-25; Sal 88; Mt 6,24-34

PREGHIERA DEL MATTINO
Liberaci, Signore, da quei divoratori di energie spirituali che sono la preoccupazione e l'inquietudine. Tu ci vuoi liberi come gli uccelli del cielo. Seguendo te, noi camminiamo già nell'ambiente divino che non obbedisce alle leggi della terra. Come ti prendi cura degli animali, così la tua Provvidenza sovviene ai bisogni di coloro che vivono in te. Liberaci dalla preoccupazione, come da un peccato contro la fiducia, come da una mancanza di fede in tutte le sue promesse. Fa' che ci rendiamo conto di quanto valiamo ai tuoi occhi.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ascolta Signore, la mia voce: a te io grido. Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

COLLETTA
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Cr 24,17-25)
Avete ucciso Zaccarìa tra il santuario e l'altare.
Dal secondo libro delle Cronache
Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa l'ira di Dio fu su Giuda e su Gerusalemme. Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati.
Allora lo spirito di Dio investì Zaccarìa, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: «Dice Dio: "Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona"». Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore. Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà, padre di Zaccarìa, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: «Il Signore veda e ne chieda conto!».
All'inizio dell'anno successivo salì contro Ioas l'esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e a Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i comandanti e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas. Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui, perché aveva versato il sangue del figlio del sacerdote Ioiadà, e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 88)
La bontà del Signore dura in eterno.
Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono.
La bontà del Signore dura in eterno.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.
La bontà del Signore dura in eterno.
Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi.
La bontà del Signore dura in eterno.
Punirò con la verga la loro ribellione
e con flagelli la loro colpa.
Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
La bontà del Signore dura in eterno.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Mt 6,24-34)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non preoccupatevi del domani.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?". Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».
Parola del Signore.

OMELIA
O il mondo e le sue attrattive (è la ricchezza, il «mammona» nella vecchia traduzione, del vangelo odierno) o Dio; è l'esigenza di una scelta radicale, sgorga dalla coerenza e dalla fede che il cristiano vuole professare e di vivere. «Non potete servire a Dio e a mammona». Ci sono nella nostra vira compromessi irrealizzabili, anche se spesso siamo tentati di attuarli. Certamente il Signore non disconosce l'importanza del nutrimento, del vestire e di quanto serve alla vita di ogni giorno. Vuole farci comprendere però che non è questo che dà il vero senso alla vita e vuole metterci in guardia da quegli eccessivi affanni che inutilmente ci affliggono e da quell'attaccamento alle cose che ci procura solo amare delusioni. Vuole far rinascere in noi la fede nel Dio provvido, che ai nostri giorni sembra quasi scomparsa. Sollecitandoci alla preghiera ci ricorda Gesù che il nostro Padre celeste sa di che cosa abbiamo bisogno prima ancora che glie lo chiediamo. Ci sollecita perciò a guardare con intelligenza spirituale gli uccelli de cielo, che, non ammassano nei granai, pure sono nutriti dal Padre celeste e i gigli del campo che provvidenzialmente si adornano di tutta la loro splendida bellezza. La conclusione e di quelle che dovrebbero entrare pienamente nel programma di vita di ogni cristiano: «Cercate il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». Capita invece che proprio perché colpevolmente privi di beni spirituali, ci attacchiamo ai surrogati del mondo. Si tratta di spiritualizzare la nostra vita per imparare a cogliere i valori che davvero possono essere fonte della nostra gioia. Il materialismo si è sempre alleato all'ateismo l'uno a supporto dell'altro. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Madre santissima, intercedi per noi presso il Dio vivente. Tu fosti la sposa di Giuseppe il giusto, che si occupò della sussistenza del Dio Bambino e lo protesse dagli attacchi del male. Prega colui che è chiamato terrore dei demoni di mantenerci in un totale abbandono alla divina Provvidenza, di allontanare da noi il timore del nemico e la paura di mancare del necessario, come dei figli non amati. Santissima madre di Dio, dona ai nostri cuori la pace e la quiete dei bambini.

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Eleonora Schembri

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Jun 19, 2016, 3:48:59 AM6/19/16
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LA PAROLA
19 giugno 2016
Domenica
San Romualdo (mf)
12.a Tempo Ordinario - IV
Ha sete di te, Signore, l'anima mia
Liturgia: Zc 12,10-11;13,1; Sal 62; Gal 3,26-29; Lc 9,18-24

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, tu hai chiesto ai tuoi apostoli: "Chi sono io secondo la gente?... Ma voi chi dite che io sia?". Tu oggi mi poni questa domanda. Quando ti rispondo con le parole di san Pietro, sento tutto il loro peso, perché immediatamente sento il tuo invito a seguirti, a rinunciare a me stesso, a portare tutti i giorni la mia croce e a seguire le tue orme sul cammino che Dio, e non le attese degli uomini, ha designato per te. Ho fiducia in te. Gesù, dammi una fede capace di esprimersi nell'adempiere con fiducia i miei doveri e nell'affrontare pazientemente le difficoltà quotidiane, per amore verso di te.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è la forza del suo popolo e rifugio di salvezza per il suo Cristo. Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità, e sii la sua guida per sempre.

COLLETTA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Zc 12,10-11; 13,1)
Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.
Dal libro del profeta Zaccaria
Così dice il Signore: "Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.
In quel giorno grande sarà il lamento in Gerusalemme, simile al lamento di Adad-Rimmon nella pianura di Meghiddo.
In quel giorno vi sarà per la casa di Davide e per gli abitanti di Gerusalemme una sorgente zampillante per lavare il peccato e l'impurità".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 62)
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall'aurora io ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz'acqua.
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.
Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all'ombra delle tue ali.
A te si stringe l'anima mia:
la tua destra mi sostiene.
Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

SECONDA LETTURA (Gal 3,26-29)
Quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati


Fratelli, tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.
Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.
Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Lc 9,18-24)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto.
+
Dal Vangelo secondo Luca
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui, ed egli pose loro questa domanda: "Le folle, chi dicono che io sia?". Essi risposero: "Giovanni il Battista, altri dicono Elia, altri uno degli antichi profeti che è risorto".
Allora domandò loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro rispose: "Il Cristo di Dio".
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. "Il Figlio dell'uomo - disse - deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno".
Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà".
Parola del Signore.

OMELIA
Chi sono io secondo la gente? Un domanda di estrema attualità, che ognuno di noi potrebbe e dovrebbe porsi. La risposta dipende non tanto dalla nostra intelligenza o dalle nostre cognizioni teologiche, ma dalla fede che ci anima e dalla grazia che ci illumina. Identificare Cristo significa infatti conoscerlo nel senso biblico, amarlo cioè ed imitarlo. Soltanto chi vive in intima comunione con Lui è in grado di conoscerlo davvero e l'intimità della comunione nasce da una intensa vita sacramentale. Noi come credenti e fedeli vediamo in Cristo il Figlio di Dio, incarnato nel seno della Vergine Maria, umiliato nella nostra natura umana, condannato e crocifisso per i nostri peccati e poi gloriosamente risorto. Egli ci ha dato un comandamento nuovo: ha proclamato, vissuto l'amore fino allo stremo, fino alla morte e tutto ciò per riscattarci del peccato e riconciliarci con il Padre celeste. Pietro, quando sente che Gesù non è tanto interessato alla voci e alle chiacchiere della gente, ma piuttosto a cosa pensano i «suoi» di Lui, a nome di tutti proclama la grande essenziale verità: «Il Cristo di Dio». Viene subito da pensare ai fiumi di parole che noi spendiamo per cercare le migliori definizioni sulle verità di Dio e all'essenzialità della risposta di Pietro. Proprio perché si tratta di misteri dobbiamo cercare di cogliere il significato ultimo delle nostre povere parole attingendole dalla rivelazione e non dalla fioca ragione umana. Comprendiamo poi il perché del silenzio che Gesù impone: «Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». Infatti sarebbe risultato inconciliabile ed incomprensibile che il Cristo di Dio dovesse essere messo a morte. Solo alla luce della risurrezione è possibile comprendere l'infinito valore della sua morte. L'ammonizione che segue: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà», è la conferma della sua e nostra passione. È anche l'impegno di una sequela, di una imitazione che non ci risparmia dal sacrificio e dalla croce. Arriva a dirci che l'inutile affanno per «guadagnare» la nostra vita è una condanna alla perdita finale e l'offerta invece dei nostri personali sacrifici, la perdita apparente della vita è certezza di una vittoria finale. È proprio per questo che i migliori conoscitori di Cristo sono stati e sono ancora i santi e i sofferenti. La simbiosi genera amore vero e conoscenza certa. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la nostra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; chi perderà la propria vita per me, la salverà"

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Non consideriamoci disprezzati se non siamo promossi: il Signore Gesù ha preferito, da questo punto di vista, Pietro a Giovanni. Non ha tolto nulla del suo affetto a Giovanni per aver conferito il primo posto a Pietro. A Pietro egli ha affidato la sua Chiesa, a Giovanni una madre che amava teneramente. A Pietro egli ha dato le chiavi del suo regno, a Giovanni ha aperto i segreti del suo cuore. Pietro occupa un posto più alto, ma Giovanni ha un posto più sicuro. Pietro ha un bel essere costituito in dignità; quando Gesù dice: "Uno tra voi mi tradirà", egli si impaurisce con gli altri, e ne è turbato; mentre Giovanni, reso più audace perché riposa sul petto del maestro, lo interroga, istigato da Pietro, su chi sarà il traditore.
SAN AELREDO DI RIELVAUX

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Eleonora Schembri

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Jun 23, 2016, 3:16:22 AM6/23/16
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LA PAROLA
23 giugno 2016
Giovedì
San Lanfranco vescovo


12.a Tempo Ordinario - IV

Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome
Liturgia: 2Re 24,8-17; Sal 78; Mt 7,21-29

PREGHIERA DEL MATTINO
Oggi tu ci insegni che la fede senza le opere è vana, che la pietà che non si apre all'azione è falsa, assomiglia alla sabbia mobile, sulla quale è impossibile costruire una strada. Le persone di grande spirito sono instancabilmente attive per il regno, anche se chiuse in un Carmelo, e le persone più attive sono soprattutto gli uomini di preghiera che, come san Vincenzo de Paoli, cominciano la loro giornata con molte ore di orazione.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è la forza del suo popolo e rifugio di salvezza per il suo Cristo. Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità, e sii la sua guida per sempre.

COLLETTA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Re 24,8-17)
Il re di Babilonia deportò Ioiachin e tutti gli uomini di valore a Babilonia.

Dal secondo libro dei Re


Quando divenne re, Ioiachìn aveva diciotto anni; regnò tre mesi a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Necustà, figlia di Elnatàn. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come aveva fatto suo padre.
In quel tempo gli ufficiali di Nabucodònosor, re di Babilonia, salirono a Gerusalemme e la città fu assediata. Nabucodònosor, re di Babilonia, giunse presso la città mentre i suoi ufficiali l'assediavano. Ioiachìn, re di Giuda, uscì incontro al re di Babilonia, con sua madre, i suoi ministri, i suoi comandanti e i suoi cortigiani; il re di Babilonia lo fece prigioniero nell'anno ottavo del suo regno.
Asportò di là tutti i tesori del tempio del Signore e i tesori della reggia; fece a pezzi tutti gli oggetti d'oro che Salomone, re d'Israele, aveva fatto nel tempio del Signore, come aveva detto il Signore. Deportò tutta Gerusalemme, cioè tutti i comandanti, tutti i combattenti, in numero di diecimila esuli, tutti i falegnami e i fabbri; non rimase che la gente povera della terra.
Deportò a Babilonia Ioiachìn; inoltre portò in esilio da Gerusalemme a Babilonia la madre del re, le mogli del re, i suoi cortigiani e i nobili del paese. Inoltre tutti gli uomini di valore, in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di mille, e tutti gli uomini validi alla guerra, il re di Babilonia li condusse in esilio a Babilonia.
Il re di Babilonia nominò re, al posto di Ioiachìn, Mattania suo zio, cambiandogli il nome in Sedecìa.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 78)
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici.
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme
e nessuno seppelliva.
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.
Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.
Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

CANTO AL VANGELO (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 7,21-29)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: "Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?". Ma allora io dichiarerò loro: "Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l'iniquità!".
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
Parola del Signore.

OMELIA
Nella storia dei regni, delle nazioni come in quella delle famiglie e della singole persone si incontrano dei periodi belli ma anche oscuri, di sofferenza e a volte di crisi, di distruzione. Così avviene del Regno di Giuda che viene ridotto in cenere da Nabucodonosòr che si impadronisce di Gerusalemme, distrugge tutte le sue fortificazioni, deporta il re Joiachìm, la sua famiglia, quelle della gente più ragguardevole, lasciando solo i più poveri e inoffensivi per la coltivazione della terra. E' la grande deportazione in Babilonia, quella che viene chiamata "schiavitù di Babilonia". Dinanzi a questa distruzione, ci si chiede il motivo... E il motivo è così indicato dal sacro testo: "Joiachìm fece ciò che è male agli occhi del Signore!" Quest'affermazione non potrebbe darci una chiave di lettura delle sventure che piombano su nazioni, famiglie e individui? Quanti mali ci producono i nostri errori, le trasgressioni, l'avidità di ricchezza e di un vita spensierata! Il brano odierno del vangelo di Matteo è una conferma di quanto sopra esposto. Non bastano le belle parole, nemmeno le ripetute invocazioni per entrare nel regno di Dio ed evitare quindi la perdizione eterna, la somma di tutti i mali: Occorre "fare la volontà del Padre mio che è nei cieli". Il Signore porta la similitudine della casa per indicare la vita dei singoli come quella delle famiglie, delle comunità ecclesiali, delle nazioni... In ogni circostanza è necessario porre solide fondamenta, "sulla roccia", perché nel momento della tempesta, della prova, della sofferenza non si venga meno e si cada nella sfiducia e nella disperazione. La roccia è Cristo Signore, il suo esempio, il suo insegnamento. Non c'è da meravigliarsi se i singoli fedeli, le famiglie, le comunità e le opere di apostolato cadono e vanno in rovina. Non hanno fondamenta solide. Sono fondate su valori umani, su interessi, su valori effimeri: salute, avvenenza, ricchezza... ignorando le esigenze dello spirito. Quanta sofferenza, quanto strazio semina nel mondo il rifiuto della legge di amore del vangelo! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la nostra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi, e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Come si possono fare miracoli e cacciare i demoni nel tuo nome, Signore, e nello stesso tempo non essere conosciuti da te? I tuoi doni sono senza ripensamento, i tuoi doni collaborano all'edificazione del corpo di coloro che ne sono i dispensatori. Custodiscici lontani dal peccato commesso dai cristiani di Corinto, che consideravano i tuoi doni come un fine in sé; concedici, in questo tempo della civiltà dei consumi, una vita mistica, una vita di unione a te che sia sovrabbondante nella pratica della carità.

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Eleonora Schembri

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Jun 25, 2016, 3:05:02 AM6/25/16
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LA PAROLA
25 giugno 2016
Sabato
San Guglielmo abate


12.a Tempo Ordinario - IV

Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri
Liturgia: Lam 2,2.10-14.18-19; Sal 73; Mt 8,5-17

PREGHIERA DEL MATTINO
Che fede, quella di questo straniero, straniero al paese ma anche alla rivelazione fatta ai nostri Padri! Nessuno ci aveva dato, come lui, un'immagine, quasi una parabola, di ciò che è la fede. Poiché egli vede l'invisibile, vede che Gesù comanda ed è obbedito dalle potenze della vita e della morte, del bene e del male, vede che il tempo e la distanza non esistono per colui che è il Figlio di Dio. E aderisce, con un'adesione senza crepe, nel momento presente a ciò che vede. Concedici una uguale fede, semplice e totale.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è la forza del suo popolo e rifugio di salvezza per il suo Cristo. Salva il tuo popolo, Signore, benedici la tua eredità, e sii la sua guida per sempre.

COLLETTA
Dona al tuo popolo, o Padre, di vivere sempre nella venerazione e nell'amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Lam 2,2.10-14.18-19)
Grida dal tuo cuore al Signore, gemi, figlia di Sion.
Dal libro delle Lamentazioni
Il Signore ha distrutto senza pietà tutti i pascoli di Giacobbe; ha abbattuto nella sua ira le fortezze della figlia di Giuda, ha prostrato a terra, ha profanato il suo regno e i suoi capi.
Siedono a terra in silenzio gli anziani della figlia di Sion, hanno cosparso di cenere il capo, si sono cinti di sacco; curvano a terra il capo le vergini di Gerusalemme. Si sono consunti per le lacrime i miei occhi, le mie viscere sono sconvolte; si riversa per terra la mia bile per la rovina della figlia del mio popolo, mentre viene meno il bambino e il lattante nelle piazze della città.
Alle loro madri dicevano: «Dove sono il grano e il vino?». Intanto venivano meno come feriti nelle piazze della città; esalavano il loro respiro in grembo alle loro madri.
A che cosa ti assimilerò? A che cosa ti paragonerò, figlia di Gerusalemme? A che cosa ti eguaglierò per consolarti, vergine figlia di Sion? Poiché è grande come il mare la tua rovina: chi potrà guarirti? I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato la tua colpa per cambiare la tua sorte; ma ti hanno vaticinato lusinghe, vanità e illusioni.
Grida dal tuo cuore al Signore, gemi, figlia di Sion; fa' scorrere come torrente le tue lacrime, giorno e notte! Non darti pace, non abbia tregua la pupilla del tuo occhio!
Àlzati, grida nella notte, quando cominciano i turni di sentinella, effondi come acqua il tuo cuore, davanti al volto del Signore; alza verso di lui le mani per la vita dei tuoi bambini, che muoiono di fame all'angolo di ogni strada.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 73)
Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.
O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora.
Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.
Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario.
Ruggirono i tuoi avversari nella tua assemblea,
issarono le loro bandiere come insegna.
Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.
Come gente che s'apre un varco verso l'alto
con la scure nel folto della selva,
con l'ascia e con le mazze frantumavano le sue porte.
Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome.
Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.
Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.
L'oppresso non ritorni confuso,
il povero e il misero lodino il tuo nome.
Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.

CANTO AL VANGELO (Mt 8,17)
Alleluia, alleluia.
Cristo ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle nostre malattie.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 8,5-17)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Molti verranno dall'oriente e dall'occidente e sederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch'io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va'!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa' questo!", ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va', avvenga per te come hai creduto». In quell'istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".
Parola del Signore.

OMELIA
Oggi è un centurione, peggio ancora, un membro dell'esercito di occupazione, a trarre beneficio dalla vita che scaturisce da Cristo. "Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre molto". Gesù risponde: "Verrò a curarlo". Il centurione replica: "Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto". Crede Gesù capace di guarire anche senza la sua presenza fisica: basterà che dica una parola di comando, e la malattia se ne andrà. Egli, come soldato ha questa esperienza, e pensa che Gesù abbia questo potere. È sufficiente che comandi, e le potenze del male lasceranno il malato. Idea veramente grande, che quel centurione si è fatta di Gesù. La fede espressa dall'ufficiale non solo ottiene l'intervento prodigioso del Signore, ma ne suscita l'ammirazione, dato che fa risaltare come nel suo popolo, Israele, egli non "ha trovato nessuno con una fede così grande". La fiducia nella Parola che opera, doveva essere prerogativa del popolo che si nutriva delle Scritture, invece Gesù proclama che vi sarà una processione di popoli che parteciperanno alla mensa del Regno di Dio con i Patriarchi. Non solo, "i figli del Regno", predestinati a ricevere l'annuncio della salvezza, ne saranno esclusi. L'asprezza della critica qui rivolta a Israele ricorda l'insistente accusa degli antichi profeti. L'attività di Gesù come taumaturgo termina, in questo passo, nella casa di Pietro e sulla porta della sua casa. L'evangelista, vedendo questa innumerevole folla di bisognosi che accorrono a Gesù, riporta come conclusione il detto del profeta Isaia: "Ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie". E' un preannuncio del ministero della sua morte e della sua salvezza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, la nostra offerta: questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, perché tutta la nostra vita sia bene accetta alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi di tutti, Signore, si volgono a te fiduciosi, e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio che ci hai rinnovati con il corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che la partecipazione ai santi misteri ci ottenga la pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Purissima e immacolata, nostra regina e nostra madre, noi ti preghiamo per i malati che conosciamo, e che ora ti nominiamo... Ovunque ti sei manifestata mediante le apparizioni, chiamandoci alla conversione e al pentimento, tu hai concesso delle grazie, delle guarigioni per l'anima e per il corpo. Ascolta le nostre preghiere, madre piena d'amore; è in una fede rinnovata dall'ascolto della parola di tuo Figlio che noi te le offriamo.

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Eleonora Schembri

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Jun 26, 2016, 4:04:47 AM6/26/16
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LA PAROLA
26 giugno 2016
Domenica
San Vigilio vescovo
13.a Tempo Ordinario - I
Sei tu, Signore, l'unico mio bene
Liturgia: 1Re 19,16b.19-21; Sal 15; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu ci hai dato il bel nome di cristiani, che significa che noi siamo di Cristo, che noi viviamo per lui e in lui. Il nostro cammino di conversione è lungo e pieno di lotte, di combattimenti che non sappiamo sempre condurre bene perché siamo ancora troppo attaccati a noi stessi. Allarga i nostri cuori affinché aspiriamo a trovare la nostra felicità unicamente in te. Guarda ancora, in questo giorno, il profondo desiderio del nostro cuore, rivolto a te, e liberalo da ogni schiavitù per renderlo libero in te.

ANTIFONA D'INGRESSO
Popoli tutti, battete le mani, acclamate a Dio con voci di gioia.

COLLETTA
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa' che non ricadiamo nelle tenebre dell'errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Re 19,16b.19-21)
Eliseo si alzò e seguì Elia.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il Signore disse ad Elia: "Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto".
Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: "Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò". Elia disse: "Va' e torna, perché sai che cosa ho fatto di te".
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 15)
Sei tu, Signore, l'unico mio bene.


Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

Ho detto al Signore: "Il mio Signore sei tu".


Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

Sei tu, Signore, l'unico mio bene.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.


Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Sei tu, Signore, l'unico mio bene.
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.
Sei tu, Signore, l'unico mio bene.


Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Sei tu, Signore, l'unico mio bene.

SECONDA LETTURA (Gal 5,1.13-18)
Siete stati chiamati alla libertà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati


Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi di nuovo imporre il giogo della schiavitù.
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.
Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 6,68c)
Alleluia, alleluia.
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta:
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

 

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VANGELO (Lc 9,51-62)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
+
Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù affida ai suoi il compito di continuare e perpetuare nel mondo la sua missione fino alla fine dei tempi. Un mandato difficile, quasi impossibile, se affidato solo a delle forze umane e non solo perché la messe è molta e gli operai sono pochi, ma soprattutto perché gli inviati, già di per se deboli, dovranno affrontare ogni genere di insidie e di persecuzioni. Vuole siano sgombri di ogni cosa, privi di ogni sostegno umano, ma solo fiduciosi in Colui che li manda. Dovranno annunciare l'avvento del Regno di Dio sulla terra e la pace, come frutto primario della redenzione. L'annuncio che viene loro affidato, perché di origine divina, perché verità rivelata e vissuta da Cristo stesso, ha in sé una intrinseca forza di convinzione, per cui deve essere soltanto fedelmente proclamata e testimoniata. Sarà fruttuosa per chi l'accoglie, sarà motivo di condanna per chi invece la respinge e la rifiuta. È il rifiuto della salvezza eterna che inevitabilmente implica una dura condanna; è la conseguenza della non accettazione di un dono d'infinito valore, costato la vita di Cristo ed offerto nell'assoluta gratuità. Saranno poi proprio coloro che non accettano il messaggio della salvezza ad assumere la veste dei lupi e ad insidiare la vita degli agnelli indifesi, degli apostoli di Cristo. Ne è testimone la storia della chiesa fino ai nostri giorni. Coloro che restano volontariamente nel loro peccato, rifiutando colpevolmente i frutti della redenzione, diventano i persecutori della Verità perché questa seguita a pulsare dentro come acuto rimprovero mordendo le coscienze. Dove non c'è la pace di Cristo facilmente sgorga il furore dell'uomo e le prime vittime pare debbano essere proprio gli annunciatori e i testimoni della pace divina. La chiesa così, in ogni tempo, si è adornata di eroi, di martiri e di santi. Non solo, ma dalle persecuzioni ha saputo trarre motivo di rinnovata fedeltà a Cristo e di migliore fecondità nello Spirito Santo. Il sangue dei martiri è diventato il seme prezioso donde generare nuovi figli, nuovi frutti di santità. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali compi l'opera della redenzione, fa' che il nostro servizio sacerdotale sia degno del sacrificio che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gesù mosse decisamente verso Gerusalemme incontro alla sua passione.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La divina Eucaristia, che abbiamo offerto e ricevuto, Signore, sia per noi principio di vita nuova, perché, uniti a te nell'amore, portiamo frutti che rimangano per sempre. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Entrate, figlie mie, entrate nel profondo di voi stesse.
Andate oltre le vostre piccole azioni, poiché il vostro titolo di cristiane vi obbliga a ciò, ed a molto altro. Accontentatevi di essere le gioiose vassalle di Dio; guardatevi dall'avere delle pretese troppo alte, altrimenti perdereste tutto.
Considerate i santi che sono entrati nella dimora di questo re, e vedrete quale differenza v'è tra loro e noi. Non chiedete ciò che non avete meritato. Quando, come noi, si è offeso Dio, non dovrebbe neppure venire in mente che, nonostante tutti i servigi che gli rendiamo, potremmo meritare il favore accordato ai santi. O umiltà! Non so che tentazione ho in questo momento; ma non posso credere che le anime che sono così colpite dalla loro aridità non manchino un po' di questa virtù.
Per noi, mie sorelle, mettiamoci alla prova noi stesse, oppure lasciamo che il Signore ci metta alla prova. Egli sa farlo, sebbene molto spesso noi non vogliamo capirlo. Quando nostro Signore ci dice come bisogna agire per essere perfetti, se gli volgiamo le spalle, e se ce ne andiamo tristi, come il giovane del Vangelo, cosa volete che faccia sua Maestà che deve misurare la ricompensa secondo l'amore che gli portiamo?
Questo amore, figlie mie, non deve essere un prodotto della nostra immaginazione; bisogna provarlo per mezzo delle opere. Questa disposizione è molta buona, posto che noi perseveriamo e che non ritorniamo indietro, neppure col pensiero. Non vi è dubbio che se continuiamo in questo spogliamento e in questo abbandono, arriveremo al termine dei nostri desideri, a condizione che ci consideriamo come delle serve inutili.
SANTA TERESA D'AVILA

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Eleonora Schembri

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Jun 29, 2016, 4:45:30 AM6/29/16
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LA PAROLA
29 giugno 2016
Mercoledì
Santi Pietro e Paolo (s)
13.a Tempo Ordinario - P
Il Signore mi ha liberato da ogni paura
Letture: At 12,1-11; Sal 33; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, presso Cesarea di Filippo, ci hai rivelato il mistero della Chiesa. Tu stesso sei la sua pietra angolare, e sei anche il suo costruttore. Sulle colonne, che sono i tuoi apostoli, tu hai costruito per Dio un tempio fatto di pietre vive. Tu hai fatto di me, grazie al battesimo, una di quelle pietre vive, concedendomi di prendere parte alla tua dignità e alla tua missione sacerdotale. Mediante la mia vita aspiro a porre con te e in te offerte spirituali gradite a Dio, desidero vivere in unione con tutta la Chiesa, nella quale tu hai affidato a Pietro e ai suoi successori il potere di legare e di sciogliere.

ANTIFONA D'INGRESSO
Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa: hanno bevuto il calice del Signore, e sono diventati gli amici di Dio.

COLLETTA
O Dio, che allieti la tua Chiesa con la solennità dei santi Pietro e Paolo, fa' che la tua Chiesa segua sempre l'insegnamento degli apostoli dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 12,1-11)
Ora so veramente che il Signore mi ha strappato dalla mano di Erode.
Dagli Atti degli Apostoli
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L'angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L'angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell'angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l'angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.
L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

SECONDA LETTURA (2Tm 4,6-8.17-18)
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo
Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l'annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 16,18)
Alleluia, alleluia.
Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 16,13-19)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
La liturgia di oggi ci sollecita a riflettere sulla fedeltà e sulla testimonianza delle due colonne portanti della Chiesa. Ci mostra Pietro con le chiavi del regno, primo e principe degli apostoli. Ascoltiamo la sua confessione che ormai ci appartiene come seguaci della stessa fede. Percepiamo con gioia l'origine della nostra appartenenza a Cristo, la fonte da cui abbiamo sorbito lo stesso credo, l'impegno che ci pone a nostra volta come testimoni. È anche il giorno della gratitudine a Dio, a Cristo Gesù e ai suoi apostoli, i fattori della Chiesa, nostra madre. Ci viene da ripercorrere la storia della Chiesa fino ai nostri giorni per rivivere un percorso dove le umane fragilità sono state come spente dalla forza dello Spirito. Siamo certi di poggiare ancora sulla roccia che è Cristo stesso e sulla Pietra che è il romano pontefice. Le porte degli inferi, anche quando hanno infierito con violenza contro di noi, non hanno prevalso. La promessa di Cristo si è realizzata in pienezza. La storia di Pietro, prima debole, spavaldo e pauroso, poi intrepido assertore della verità e martire come Cristo per testimoniare la propria fedeltà, è diventato sostanzialmente la storia della nostra Chiesa e di tanti cristiani. È stato determinate in questo faticoso percorso l'apporto di Paolo, il convertito sulla via di Damasco, l'Apostolo delle genti. Egli per primo ha valicato i confini del mondo ebraico per rivolgere il messaggio della salvezza ai pagani, a tutti noi che da quel mondo proveniamo. La seconda lettura d'oggi risuona come un gioioso testamento che Paolo confida al suo amico e collaboratore Timoteo: "io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione". Vedere sparso in offerta il proprio sangue è la suprema aspirazione dell'Apostolo, dopo le dure fatiche del suo intensissimo apostolato. Egli brama il martirio per essere totalmente assimilato a Cristo e dare così la suprema testimonianza di fedeltà e d'amore. Ambedue in modo diverso tracciano il cammino della Chiesa e di ciascuno di noi: anche noi deboli come Pietro, prima della Pentecoste, ma anche noi irrorati dallo stesso Spirito. Noi pure forse lontani coma Paolo, ma poi folgorati dalla grazia. Chi sa se anche noi siamo disposti e realmente pronti a dare la vita per Cristo? (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Signore, la preghiera dei santi Apostoli accompagni l'offerta che presentiamo al tuo altare e ci unisca intimamente a te nella celebrazione di questo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Pietro disse a Gesù: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". Gesù rispose: "Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Concedi, Signore, alla tua Chiesa, che hai nutrito alla mensa eucaristica, di perseverare nella frazione del pane e nella dottrina degli Apostoli, per formare nel vincolo della tua carità un cuor solo e un'anima sola. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La disposizione voluta dalla Verità perdura, e san Pietro, perseverando nella solidità che ha ricevuto, non ha abbandonato il governo della Chiesa, affidato alle sue mani. Poiché è stato istituito prima degli altri, a causa del suo nome Pietro, proclamato fondamento, costituito custode del regno dei cieli, preposto come arbitro per legare e sciogliere per mezzo di giudizi, la ratifica dei quali risiede in cielo, affinché tutto ciò ci insegni, attraverso gli stessi misteri di questi appellativi, quale fosse la sua intimità con Cristo.
Attualmente, egli assolve più pienamente e più efficacemente i compiti che gli sono stati affidati e tutto ciò che è di competenza delle sue funzioni e della sua sollecitudine egli lo compie in colui e per colui dal quale è stato glorificato. Ecco perché se vi è qualcosa che noi compiamo bene, qualcosa che decidiamo bene, qualcosa che otteniamo dalla misericordia di Dio per mezzo delle nostre preghiere quotidiane, è tutto grazie al lavoro ed ai meriti di colui il cui potere, nella sua Sede, continua a vivere, e la cui autorità a manifestarsi. Tale è infatti, prediletti, la ricompensa di questa professione di fede che, ispirata da Dio Padre al cuore dell'apostolo, si innalzò più in alto di tutte le incertezze delle opinioni umane e ricevette la fermezza di una roccia che nessuna scossa può far vacillare. Poiché è nella Chiesa intera che Pietro dice ogni giorno: "Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente", e che ogni lingua che conferma il Signore è istruita dall'insegnamento di questa parola.
SAN LEONE MAGNO

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Eleonora Schembri

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Jul 4, 2016, 3:26:18 AM7/4/16
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La Parola del giorno

LA PAROLA
4 luglio 2016
Lunedì
Santa Elisabetta di Portogallo (mf)
14.a Tempo Ordinario - II
Misericordioso e pietoso è il Signore
Liturgia: Os 2,16.17b-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, di buon mattino voglio rinforzare la mia fiducia in te. Voglio affidarmi a te per questa giornata. "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello", dice la donna. Aver fiducia, credere, consolidare la mia vita, avere fiducia nella parola, sono grandi parole e io le amo. Ma non posso impedirmi di chiedermi se non le pronuncio invano, alla leggera, distrattamente, se non uso senza sosta le stesse frasi senza comprenderne bene il senso. Se tu ti prendessi cura di me, se mi gettassi uno sguardo non fosse che di sfuggita, se ti accorgessi di me, non fosse che per un attimo, io sarei già salvo, questa sarebbe la mia salvezza. Signore, veglia su di me nel corso di questa giornata che comincia. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Os 2,16.17b.18.21-22)
Ti farò mia sposa per sempre.
Dal libro del profeta Osea
Così dice il Signore: «Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà, in quel giorno - oracolo del Signore - mi chiamerai: "Marito mio", e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".
Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 144)
Misericordioso e pietoso è il Signore.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.
Misericordioso e pietoso è il Signore.
Una generazione narra all'altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.
Misericordioso e pietoso è il Signore.
Parlino della tua terribile potenza:
anch'io voglio raccontare la tua grandezza.
Diffondano il ricordo della tua bontà immensa,
acclamino la tua giustizia.
Misericordioso e pietoso è il Signore.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
Misericordioso e pietoso è il Signore.

CANTO AL VANGELO (2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 9,18-26)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni ed ella vivrà.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Parola del Signore.

OMELIA
La liturgia della Parola ci introduce nel cuore stesso di Dio. Egli si mostra sposo anche quando l'uomo gli volta le spalle. La testimonianza di un amore così intimo e proclamato con insistenza fa meraviglia trovarlo proprio nei profeti dell'Antico Testamento. Eppure questa intensa intimità di vita tra Dio e la sua creatura, quale corre tra sposo e sposa, è una realtà sorprendente per noi così avari nel rispondere all'amore del Padre. E il Vangelo sembra confermare quanto viene annunziato dal profeta. Gesù si presenta pieno di misericordia verso la donna affetta da emorragia e verso la figlia di Giaìro, capo della sinagoga. Sono due miracoli strappati dalla fede della donna: "Basta che tocchi il suo mantello..." e di Giaìro: "Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la mano sopra di lei e essa vivrà." E' lo sposo annunziato da Osèa che è "in azione". Egli è lo sposo della donna inferma che viene guarita per la sua fede, del padre disperato per la perdita della figlia alla quale Gesù ordina di alzarsi, prendendola con singolare benevolenza per mano, quale gesto di infinito amore. La riflessione ci induce a considerare il nostro Dio non lontano dalla nostra vicenda umana con tutte le sue complicazioni. La potenza dell'Altissimo e la misericordia di Gesù non si sono esaurite. In ogni circostanza, la piena fiducia in Lui, nostro sposo e la assoluta confidenza nel suo amore, saranno capaci di liberarci da situazioni di imbarazzo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Ecco una lunga giornata giunta alla fine. Sono stanco e andrò a dormire. Prenditi cura di me, Signore, anche durante questa notte. Veglia su di me e proteggimi: come vorrei che vegliasse su di me colui che può proteggermi da tutte le minacce che pesano sugli uomini. Fammi prendere sonno e riprendere le forze. E fammi svegliare, quando spunterà il giorno, con un coraggio nuovo. Prendimi per mano, Signore, e fammi alzare per un nuovo giorno.
Amen.

 

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Eleonora Schembri

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Jul 7, 2016, 4:46:09 AM7/7/16
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LA PAROLA
7 luglio 2016
Giovedì
Santa Edda


14.a Tempo Ordinario - II

Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi
Liturgia: Os 11,1-4.8c-9; Sal 79; Mt 10,7-15

PREGHIERA DEL MATTINO
Il mio primo pensiero sia oggi consacrato a te, mio Dio! Durante questa giornata avrò da fare molte cose che mi porteranno lontano da te. Tanti compiti mi aspettano, tante persone, tanti appuntamenti...
Signore, fa' che io adempia oggi ai miei compiti nel tuo spirito. Fa' che io non arrossisca davanti a te per le decisioni che prenderò, né per come le presenterò agli altri. Benedici la mia giornata. Benedici tutti coloro che la cominciano con grandi dubbi, nella paura o nel dolore. Benedici noi tutti.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Os 11,1-4.8c-9)
Il mio cuore si commuove dentro di me.

Dal libro del profeta Osea


Così dice il Signore: «Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi.
A Èfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Èfraim, perché sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 79)
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Tu, pastore d'Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

CANTO AL VANGELO (Mc 1,15)
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image005.jpg@01D0B7CC.E35F0110
VANGELO (Mt 10,7-15)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.


Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.

Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Parola del Signore.

OMELIA
Dalla lettura superficiale e incompleta della Bibbia ci si può fare facilmente l'idea di un Dio severo, sempre pronto a punire il peccato del suo popolo. Mentalità forse giustificata dai tanti fatti di sangue che leggiamo nella bibbia, giudicati con la nostra mentalità, fuori del contesto storico degli avvenimenti. Il profeta Osea ci offre invece oggi l'immagine di un Dio pieno di bontà e di misericordia, proprio come un padre ricolmo di tenerezza verso la sua creatura. Ci descrive un gesto che si ripete tante volte anche nella vita familiare. Il padre che accompagna il suo bambino tenendolo affettuosamente per mano è convinto di non perdere in dignità con questo atto così affettuoso e umano. Ancora, quante volte siamo testimoni di atti di amore dei padri quando si abbassano alla piccolezza del bambino per sollevarlo fino all'altezza del loro volto per stampare sulla sue guance un forte bacio d'amore! Così viene presentato il Signore volendo annunziare a Èfraim cioè a tutto l'Israele che il suo animo è più proclive al perdono che alla vendetta, all'amore che all'odio, alla accoglienza che al rifiuto. Questo atteggiamento di bontà si sviluppa nel vangelo in modo meraviglioso. Anzi, tutte le pagine della Buona Novella sono un inno all'amore di Dio verso l'umanità. La storia della salvezza è una storia di amore del Padre verso la sua creatura per la cui salvezza non esita di mandare tra di noi il suo unico Figlio. Questo amore si manifesta in concreto in diversi modi: Annunzio della salvezza che si opera mediante l'avvento del regno di Dio, la sanità fisica, comunicata mediante guarigioni prodigiose, segno e annunzio della salvezza totale dell'uomo. E' così importante l'accoglienza della parola di salvezza che esige da parte degli evangelizzatori una condotta coerente con quanto annunziano: Non ricerca di ricchezze, di vantaggi e favori umani, ma piena fiducia anche per le necessità materiali in Colui che li invia e da parte degli evangelizzati una accoglienza libera da ogni pregiudizio. Il rifiuto è tragico: un giudizio più severo di quello che ha condotto alla distruzione Sòdoma e Gomòrra. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Dio, Padre di tutti gli uomini, questa sera penso a tutti gli uomini che popolano la terra. Penso a coloro che non conoscono la pace. Penso a coloro che hanno fame. Penso a coloro che tengono le redini del potere. Ispira loro pensieri di pace. Concedi a tutti noi un cuore inquieto che non si accontenti dell'ingiustizia né della violenza. Fa' che non ci chiudiamo nell'autosoddisfazione. Fa' che impariamo a condividere. Non farci smettere di sognare un mondo dove regni la giustizia per tutti. E permetti che facciamo veramente quei piccoli passi di cui siamo capaci.

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Eleonora Schembri

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Jul 8, 2016, 3:30:42 AM7/8/16
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LA PAROLA
8 luglio 2016
Venerdì
San Adriano


14.a Tempo Ordinario - II

La mia bocca, Signore, proclami la tua lode
Liturgia: Os 14,2-10; Sal 50; Mt 10,16-23

PREGHIERA DEL MATTINO
In quest'ora mattutina, sii lodato e ringraziato, o Dio. Io ti ringrazio di poter vivere in un ambiente dove la nostra professione di fede non ci nuoce troppo. Penso questa mattina, davanti a te, ai tanti cristiani che sono esposti agli attacchi, alle minacce o alla tortura a causa della loro fede e del loro impegno a favore della giustizia. Sostienili. Ma non abbandonare neppure coloro che li perseguitano. Apri loro gli occhi alla verità e all'umanità. Sii oggi vicino a tutti coloro che hanno bisogno di essere incoraggiati e consolati.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Os 14,2-10)
Non chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani.

Dal libro del profeta Osea


Torna dunque, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani, perché presso di te l'orfano trova misericordia».
«Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano. Che ho ancora in comune con gli idoli, o Èfraim? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, il tuo frutto è opera mia».
Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.
Tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore m'insegni la sapienza.
Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;
lavami e sarò più bianco della neve.
La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
La mia bocca, Signore, proclami la tua lode.

CANTO AL VANGELO (Gv 16,14)
Alleluia, alleluia.
Quando verrà lo Spirito della verità,
vi guiderà a tutta la verità,
e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image005.jpg@01D0B7CC.E35F0110
VANGELO (Mt 10,16-23)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.
+
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un'altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.

OMELIA
Sembra che Osea voglia entrare nei sentimenti di quanti, anche oggi si presentiamo al confessore, per ottenere il perdono dei propri peccati. E' necessario un esame di coscienza per capire dove e quando abbiamo mancato nelle relazioni con il Signore, con il prossimo e con noi stessi. "Preparate le parole da dire e tornate al Signore". Noi però ben sappiamo che non basta riconoscere il peccato commesso, ma occorre il pentimento che è grande dono di Dio. Per cui il profeta ci fa dire rivolti a Lui: "Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene...". La nostra confessione molte volte è parziale non tanto per volontà quanto per impossibilità. Chi può ricordare tutti i propri peccati dopo settimane, mesi e anni dall'ultima confessione? Allora in questa incapacità di ricordare e confessare tutte le colpe, chiediamo al Signore, Lui che conosce le profondità del nostro cuore, di perdonare tutte le nostre colpe, quelle confessate e quelle dimenticate. I frutti del perdono di Dio sono descritti dal profeta in benefici materiali, in una visione di vita tranquilla con tutto lo splendore della natura che rallegra il cuore dell'uomo. Sono anche i frutti di una confessione fatta bene: Quanta pace diffonde nel cuore la certezza del perdono ottenuto e la riacquistata tranquillità di coscienza! Quando si vive in questo stato di serenità, con Dio nel cuore, si ha anche il coraggio di andare incontro a persecuzioni, a privazioni e perfino alla morte. Il vangelo ci avverte che spesso non sono solo i nemici a condurci dinanzi ai tribunali, ma anche parenti e familiari. Senza dubbio il cuore sanguina... ma dallo Spirito Santo viene una forza che fa superare tutti i sentimenti umani, anche quelli più sacri, per rendere testimonianza alla verità, perché "non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi". Confortati e sostenuti da questo Spirito, giustamente Paolo poteva gridare: "Nulla potrà separarci dall'amore di Dio!". (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Do uno sguardo a questa giornata e ti ringrazio. Ti ringrazio per tutta la gioia e la luce di questo giorno, ma anche per tutto quello che è stato difficile. Fa' che ciò mi renda più maturo e attento alla miseria degli altri. Io ti prego questa sera per tutti coloro che si impegnano in questo mondo, con coraggio, per la loro fede o le loro convinzioni. Concedi loro energia e forza. Aiutami anche a vivere in modo retto e leale. Resta vicino a me, Signore, perché è giunta la sera. Sii particolarmente vicino a coloro la cui vita è buia e difficile.

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Eleonora Schembri

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Jul 9, 2016, 4:44:49 AM7/9/16
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LA PAROLA
9 luglio 2016
Sabato
Santi Agostino Zhao Rong e compagni (mf)


14.a Tempo Ordinario - II

Il Signore regna, si riveste di maestà
Liturgia: Is 6,1-8; Sal 92; Mt 10,24-33

PREGHIERA DEL MATTINO
Buon Dio, comincio questa giornata con fiducia, perché tu sei qui, perché tu hai promesso di essere con me. Ma io la comincio anche con tanti dubbi. Sii vicino a me quando sentirò pesare su di me le esigenze di questo giorno. Ti prego oggi per tutti coloro che iniziano la giornata nella paura e nell'angoscia. Ti prego per i malati, i solitari, le tante vittime dell'ingiustizia e della violenza, per tutti coloro che sono costretti a vivere nell'insoddisfazione o nell'insicurezza. Sii anche con loro. Fa' sentire loro la tua presenza. Fa' vedere loro i segni della tua presenza e della solidarietà umana. E fa' che io non smetta di aspirare ad un mondo di giustizia, e di lavorare per essa.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.

COLLETTA
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 6,1-8)
Uomo dalle labbra impure io sono eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti.
Dal libro del profeta Isaia
Nell'anno in cui morì il re Ozìa, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro, dicendo:
«Santo, santo, santo il Signore degli eserciti!
Tutta la terra è piena della sua gloria».
Vibravano gli stipiti delle porte al risuonare di quella voce, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi: «Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».
Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e disse: «Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 92)
Il Signore regna, si riveste di maestà.
Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.
Il Signore regna, si riveste di maestà.
È stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall'eternità tu sei.
Il Signore regna, si riveste di maestà.
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.
Il Signore regna, si riveste di maestà.

CANTO AL VANGELO (1Pt 4,14)
Alleluia, alleluia.
Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 10,24-33)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.
+
Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:

«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.

OMELIA
La teofania in cui è coinvolto il profeta Isaia accende nel nostro spirito un desiderio forte dell'infinito. Nonostante la nostra indegnità, Dio si manifesta e la sua presenza getta l'animo nel timore, soprattutto se la nostra coscienza non è limpida. Ma Dio non viene a condannare, ma ridonare la dignità perduta e coinvolgerlo nell'annunzio della salvezza. Abbiamo però bisogno di una purificazione per poter leggere nei disegni di Dio. Ricordiamo: beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Questa purificazione avviene per il profeta attraverso un carbone ardente che viene portato a contatto con le sue labbra. E' fuoco che brucia e purifica, simbolo senza dubbio del fuoco del pentimento. Ma c'è anche il fuoco della persecuzione che attende il discepolo del Signore che non può pretendere di essere superiore al Maestro che muore, incompreso e perseguitato in vita, condannato a una morte ignominiosa alla fine. Egli rassicura i suoi discepoli: nulla vi succederà che non sia permesso dal Padre vostro. E incoraggia a essere pronti a dare anche la vita per testimoniare la verità, spinti dall'amore del Signore ma anche dall'amore di coloro che li uccidono, volendo testimoniare, anche a prezzo della vita, la verità che annunziano. Oltre tutto per il cristiano morire è un bene perché ha una vita eterna che l'attende. Deve quindi temere non tanto chi gli toglie la vita quanto chi lo fa deviare dal retto sentiero, dalla sua fedeltà a Cristo e al vangelo. La persecuzione moderna generalmente non toglie la vita a crede ma spesso li spinge a rinnegare la verità mediante "torture" psicologiche. E' per questo che tanti testimoni del Signore fanno la loro professione di fede in antecedenza e avvisano di non tener conto di quanto diranno sotto le torture che tendono a distruggere la personalità. Sono i martiri di oggi, straziati nel fisico e nella psiche. La nostra preghiera per questi nostri fratelli perché non venga mai meno in loro il coraggio e la forza dello Spirito Santo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l'uomo che in lui si rifugia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa' che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Dio, mio Padre. È con riconoscenza che voglio terminare questa giornata. Ti ringrazio per tutto quello che sono riuscito a fare oggi, per tutte le difficoltà che ho dovuto affrontare. Allontana da me la preoccupazione del domani, lascia che mi fidi di te per conoscere la via. Io ti prego per tutti coloro che non possono addormentarsi questa sera, che rimuginano le loro preoccupazioni nella loro testa, che non possono liberarsi delle loro pene. Fa' vedere loro una luce. Fa' che abbiano almeno fiducia in te. Tu ci conosci. Tu sai che cosa sarà di noi. La nostra sorte ti sta a cuore. Io ti ringrazio.

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Eleonora Schembri

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Jul 10, 2016, 3:36:58 AM7/10/16
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LA PAROLA
10 luglio 2016
Domenica
Santa Felicita
15.a Tempo Ordinario - III
I precetti del Signore fanno gioire il cuore
Liturgia: Dt 30,10-14; Sal 18; Col 1,15-20; Lc 10,25-37

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, Dio santo, tu sei amore. Tu ami tutta la tua creazione. Attraverso la testimonianza della sua vita, tuo Figlio ci ha rivelato fino a che punto tu ci ami, e vuoi il bene e la salvezza di tutti. Il tuo amore ci dà coraggio e ci rende capaci di amare noi stessi e di amare il nostro prossimo di un amore responsabile. Aiutaci oggi a trattare con rispetto e benevolenza tutti gli uomini, in particolare quelli che allontaniamo e che a loro volta non ci amano. Fa' che dedichiamo un'attenzione particolare a quelli che soffrono di molti mali e hanno bisogno del nostro conforto e del nostro aiuto. Non lasciarci infoltire i ranghi di quelli che giudicano senza amore, sospettano il male in tutti e si sentono così giustificati nel loro egoismo. Fa' che oggi, qui dove siamo, contribuiamo a diffondere il tuo amore.

ANTIFONA D'INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 30,10-14)
Questa parola è molto vicina a te, perché tu la metta in pratica.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo dicendo: "Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e quando ti sarai convertito al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l'anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: "Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?". Non è di là dal mare, perché tu dica: "Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?". Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 18)
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
Più preziosi dell'oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

SECONDA LETTURA (Col 1,15-20)
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gv 6,63c.68c)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;


tu hai parole di vita eterna.

Alleluia.


VANGELO (Lc 10,25-37)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chi è il mio prossimo?
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all'albergatore, dicendo: "Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno". Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' così».
Parola del Signore.

OMELIA
Da un fatto di cronaca il Signore Gesù dà una risposta al dottore della legge indicando con chiarezza chi deve essere considerato "prossimo", che il comandamento ordina di amare come se stesso, anteponendo naturalmente l'amore verso Dio. Prossimo è chiunque ha bisogno del tuo aiuto senza badare a differenze razziali, di religione o di culture. Mentre nell'episodio viene riprovata la durezza di cuore dei due rappresentanti qualificati della religione giudaica, si loda l'opera di misericordia del samaritano che, pur sapendolo suo nemico, si lascia guidare dalla voce del cuore più che da pregiudizi e lo soccorre offrendogli tutto il suo aiuto. Egli si comporta come vorrebbe che altri si comportassero nei suoi riguardi se dovesse trovarsi in critiche situazioni. Fare agli altri quello che vorresti che venga fatto a te. Allargando l'orizzonte della nostra riflessione, nel piano della salvezza il "buon samaritano" è Gesù stesso che, lasciando la gloria di Dio, scende in mezzo a noi, ci risana dalle nostre ferite, si mette al nostro fianco, si fa nostro compagno di viaggio e ci affida alla Chiesa dove nella Parola e nei sacramenti potremo trovare tutti gli aiuti per guarire dalle ferite del peccato. Se la dimostrazione più grande dell'amore è dare la vita per l'amico, Paolo ci fa osservare che Gesù ha dato la vita quando noi eravamo peccatori. Qui si impone un esame circa le nostre relazioni con familiari, parenti, vicini, amici e nemici. Sono dettate da spirito di amore oppure da rifiuto o indifferenza? Se il Signore, immagine del Dio invisibile, come ricorda Paolo nel lettera ai Colossèsi, per mezzo del quale sono state create tutte le cose, mi ha amato fino a donare la sua vita per me, non mi è permesso comportarmi in disaccordo con il suo esempio e il suo insegnamento. La sua parola e il suo esempio non sono lontani da me, come osserva la prima lettura dal Deuteronomio, ma è vicina . Ne facciamo esperienza quotidiana perché egli rimane in mezzo a noi nei sacramenti, nella Parola di Dio e in particolare nell'Eucaristia, testimonianza viva della legge dell'amore gratuito, di donazione che tutto dà e nulla pretende. Preghiamo il Signore che ci faccia comprendere il precetto dell'amore, e ci dia la forza per metterlo in pratica subito, oggi, in famiglia, tra parenti, nelle realtà ecclesiali, nella associazioni e in particolare nei riguardi di chi, come il ferito ai bordi della strada, è diseredato e disprezzato da tutti. Sentiremo una voce confortevole che ci risuonerà all'orecchio: L'hai fatto a Me! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il buon samaritano ebbe compassione: "Va' e anche tu fa' lo stesso".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Signore Gesù Cristo, la parola del Deuteronomio dice che noi, uomini del popolo di Dio, dovremmo sapere nel nostro cuore che il nostro dovere più grande è prendere Dio sul serio, con amore. La tua parabola mostra che anche i Samaritani e i pagani conoscono e compiono il dovere sacro di amare sinceramente il proprio prossimo. Se prendo in esame queste due proposizioni, sotto il segno delle quali si trova questa domenica, mi spavento nel vedere fino a che punto sono pochi i cristiani che oggi ne sono coscienti. E sono anche costernato nel vedere che mi capita abbastanza spesso di mettere la mia volontà, la mia reputazione e il mio vantaggio al di sopra del comandamento di tuo Padre e al di sopra delle tue direttive. Come mi capita spesso di riflettere e di chiedermi se devo veramente amare questa o quella persona. E quando penso alla penosa storia della lotta e delle ostilità delle Chiese cristiane tra di loro, o dei gruppi di cristiani tra di loro, me ne vergogno e non so come un simile comportamento sia stato e sia ancora possibile in seno alla tua Chiesa.
Tu conosci le relazioni che intratteniamo oggi nella nostra Chiesa, noi cattolici, professori di teologia, sacerdoti, responsabili o semplici praticanti!
Quale mancanza d'amore c'è alle volte, quale rivalità, quale disprezzo e animosità reciproca!
Signore, facci prendere coscienza, grazie alla tua parola, del nostro atteggiamento nei confronti di questa questione veramente fondamentale. Per mezzo dello Spirito Santo, permettici di correggerci, e di aiutarci reciprocamente a vederci più chiaro per cercare sinceramente di agire seguendo il tuo principale comandamento.
OTTO BERNHARD KNOCH

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Eleonora Schembri

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Jul 16, 2016, 4:03:54 AM7/16/16
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LA PAROLA
16 luglio 2016
Sabato
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (mf)


15.a Tempo Ordinario - III

Non dimenticare i poveri, Signore!
Liturgia: Mi 2,1-5; Sal 9; Mt 12,14-21

PREGHIERA DEL MATTINO
Dio, tu ci conosci a fondo, tu sai fino a che punto abbiamo bisogno di essere convertiti.
Ma noi abbiamo paura di cambiare.
Eppure tu vieni verso di noi con la tua parola buona e generosa.
Fa' che oggi non ci sottraiamo, che siamo aperti e pronti a ricevere la tua parola, in Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore, che vive con te nell'unità dello Spirito Santo, e regna per l'eternità.

ANTIFONA D'INGRESSO
Nella giustizia contemplerò il tuo volto, al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.

COLLETTA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Mi 2,1-5)
Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono.
Dal libro del profeta Michea
Guai a coloro che meditano l'iniquità e tramano il male sui loro giacigli; alla luce dell'alba lo compiono, perché in mano loro è il potere. Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Così opprimono l'uomo e la sua casa, il proprietario e la sua eredità.
Perciò così dice il Signore: «Ecco, io medito contro questa genìa una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo e non andranno più a testa alta, perché sarà un tempo di calamità.
In quel tempo si intonerà su di voi una canzone, si leverà un lamento e si dirà: "Siamo del tutto rovinati; ad altri egli passa l'eredità del mio popolo, non si avvicinerà più a me, per restituirmi i campi che sta spartendo!".
Perciò non ci sarà nessuno che tiri a sorte per te, quando si farà la distribuzione durante l'assemblea del Signore».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 9)
Non dimenticare i poveri, Signore!
Perché, Signore, ti tieni lontano,
nei momenti di pericolo ti nascondi?
Con arroganza il malvagio perseguita il povero:
cadano nelle insidie che hanno tramato!
Non dimenticare i poveri, Signore!
Il malvagio si vanta dei suoi desideri,
l'avido benedice se stesso.
Nel suo orgoglio il malvagio disprezza il Signore:
«Dio non ne chiede conto, non esiste!»;
questo è tutto il suo pensiero.
Non dimenticare i poveri, Signore!
Di spergiuri, di frodi e d'inganni ha piena la bocca,
sulla sua lingua sono cattiveria e prepotenza.
Sta in agguato dietro le siepi,
dai nascondigli uccide l'innocente.
Non dimenticare i poveri, Signore!
Eppure tu vedi l'affanno e il dolore,
li guardi e li prendi nelle tue mani.
A te si abbandona il misero,
dell'orfano tu sei l'aiuto.
Non dimenticare i poveri, Signore!

CANTO AL VANGELO (2Cor 5,19)
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 12,14-21)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Parola del Signore.

OMELIA
Nel ritornello del salmo responsoriale, il povero chiede aiuto al Signore contro i soprusi e le prepotenze dei ricchi. Con atto di fiducia si rivolge a Dio: "Eppure tu vedi, Signore, l'affanno e il dolore, tutto tu guardi e prendi nelle tue mani". La denuncia di ingiustizie e di oppressione dei poveri viene anche dalla pericope del profeta Michea. Da quando il mondo esiste, ci sono stati sempre prepotenti e superbi che hanno fatto pesare il loro tornaconto su gente povera. Peccati che la Scrittura spesso stigmatizza e per i quali minaccia castighi che giungono fino alle invasioni nemiche e deportazioni. Oggi questo peccato è messo più in luce da un senso di uguaglianza che la società proclama. Sono peccati che si commettono con il lavoro nero, con evasioni dal fisco, con favoritismi, con l'usura e altre forme di accaparrarsi ciò che non ci appartiene, a di privati e dello Stato. Si avrebbe il diritto di sperare che il numero crescente di indagati dalla giustizia ponesse un freno a tanta bramosia di ricchezze. Sembra invece che l'ingordigia abbia il sopravvento sul senso di giustizia in troppi pubblici e privati amministratori. Per San Paolo questa sfrenata e indebita corsa mammona è idolatria. Desta meraviglia la incoerenza di certe coscienze. Ci si dichiara cristiani e ci si comporta in pieno contrasto con la dottrina del vangelo. Quando poi le macchinazioni vengono alla luce, allora, mortificati ripetono con Michea: "E' finita! Siamo del tutto rovinati!" Servisse questo ad altri a vivere nella giustizia umana e divina! Il brano del vangelo in cui si manifesta il progetto dei farisei di uccidere Gesù per le sue affermazioni , secondo loro, contrarie alla legge, offre all'evangelista l'occasione per fermarsi sulla profezia di Isaia quella del servo di Dio che si realizza nella mansuetudine anche dinanzi a minacce di morte: per dar tempo alla conversione, "non spezzerà la canna infranta, non spegnerà il lucignolo fumigante". E mentre i farisei coltivano propositi di morte, egli, seguìto da molti malati e infermi, tutti guarisce, raccomandando il silenzio. Che differenza tra la vita vuota dei nemici del Signore che non sanno che accusare e la misericordia di Gesù che lenisce le ferite della natura umana! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera, e trasformali in cibo spirituale per la santificazione di tutti i credenti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli, presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio ree mio Dio. Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la comunione a questi santi misteri si affermi sempre più nella nostra vita l'opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, resta con noi, poiché viene la sera.
Tienici compagnia, accendi i nostri cuori e risveglia la nostra speranza.
Fa' che ti riconosciamo nella comunità della Chiesa, nelle Sacre Scritture e nello spezzare il pane.

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Eleonora Schembri

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Jul 17, 2016, 3:47:09 AM7/17/16
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LA PAROLA
17 luglio 2016
Domenica
San Alessio di Roma
16.a Tempo Ordinario - IV
Chi teme il Signore, abiterà nella sua tenda
Liturgia: Gen 18,1-10a; Sal 14; Col 1,24-28; Lc 10,38-42

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù Cristo, mi commuove e mi fa gioire il fatto che tu ami gli uomini e le donne e che sei stato loro amico. Per esempio, sei stato amico delle due sorelle, Marta e Maria. Tu hai accolto anche me nella cerchia dei tuoi amici. Quando leggo o ascolto la tua parola, tu mi sei presente e mi parli. Oggi vuoi accompagnarmi durante la mia giornata e sul mio cammino. Ti ringrazio. Voglio orientare la mia vita secondo te e la tua parola. Sii vicino a tutti coloro che non ti conoscono, che non si sono uniti a te, e che oggi hanno particolarmente bisogno del tuo sostegno. Poiché tu sei nostro amico, tu il Figlio di Dio che offri il tuo amore agli uomini, io sono colmo di speranza per tutti loro. Voglio lodarti e glorificarti.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ecco, Dio viene in mio aiuto, il Signore sostiene l'anima mia. A te con gioia offrirò sacrifici e loderò il tuo nome, Signore, perché sei buono.

COLLETTA
Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore, e donaci i tesori della tua grazia, perché, ardenti di speranza, fede e carità, restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 18,1-10a)
Signore, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.
Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. Andrò a prendere un boccone di pane e ristoratevi; dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto».
Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre sea di fior di farina, impastala e fanne focacce». All'armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.
Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». Riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 14)
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Non fa danno al suo prossimo e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.
Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l'innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.

SECONDA LETTURA (Col 1,24-28)
Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi


Fratelli, sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa. Di essa sono diventato ministro, secondo la missione affidatami da Dio verso di voi di portare a compimento la parola di Dio, il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi.
A loro Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo alle genti: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio con cuore integro e buono,
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.
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VANGELO (Lc 10,38-42)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Marta lo ospitò. Maria ha scelto la parte migliore.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t'importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Parola del Signore.

OMELIA
Il valore di una persona ai nostri giorni la si misura dalle capacità di cui è dotata e soprattutto dall'efficienza. Su questa scia è maturata una nuova eresia moderna quella che chiamiamo efficientismo. È stata violentemente contestata dallo stesso Signore: egli ha dato il massimo del suo amore nell'immolazione e nell'immobilità totale della croce. Ciò nonostante noi continuiamo a pensare che anche nei confronti del Signore possiamo esprimerci al massimo quando il nostro agire per lui può esprimersi al meglio. Siamo quasi istintivamente tifosi di Marta che si occupa e si preoccupa per molte cose, che vuole con zelo dare la migliore accoglienza al Signore e ai suoi discepoli. Saremmo tentati anche noi di rimproverare Maria che, prostrata ai piedi di Gesù, si bea delle sue parole e della sua presenza. Spesso i devoti, gli asceti, i mistici sono ritenuti dei fannulloni. Anche nei confronti di noi monaci, chiusi nei nostri monasteri, spesso isolati dal mondo, molti ci chiedono che cosa facciamo lì, dentro. Simpatica la risposta di un giovane monaco che rimbalzò la domanda, chiedendo ad un visitatore: «Ma voi che fate fuori?». È difficile effettivamente per le persone del nostro secolo capire ed approvare un mondo che non conoscono, il mondo dello spirito, lo spendere la vita per Cristo, mettersi in un atteggiamento di continuo e docile ascolto del Signore per cercare di conoscere e compiere la sua volontà. Il Signore Gesù ha posto con chiarezza cosa significhi guadagnare o perdere la propria vita: i consacrati, i religiosi, le religiose, i più ferventi cristiani danno l'impressione di perdere la propria vita per donarla senza riserve a Dio, ma poi il mondo ne resta affascinato quando scorge la santità autentica, anche se non sempre sa trarne le dovute conseguenze. Per fortuna abbiamo molti testimoni e santi al di fuori del mondo cosiddetto "religioso" e Giovanni Paolo II, durante il suo pontificato, con tante beatificazioni e canonizzazioni dei laici ha dimostrato che la santità non è più confinata nei conventi o riservata a particolari categorie, ma può essere raggiunta da chiunque cera davvero Dio, anche da una semplice mamma o da due coniugi. Ecco allora che le due sorelle, protagoniste del vangelo di oggi, più che vederle in contrapposizione o competizione tra loro, le dobbiamo vedere come due modi diversi di dare la migliore accoglienza a Cristo o servendolo a tavola o ascoltando la sua Parola. Resta comunque inconfutabile che Maria si è scelta la parte migliore, in lei predomina il bisogno di un nutrimento che alimenta la sua anima. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, che nell'unico e perfetto sacrificio del Cristo hai dato valore e compimento alle tante vittime della legge antica, accogli e santifica questa nostra offerta come un giorno benedicesti i doni di Abele, e ciò che ognuno di noi presenta in tuo onore giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Una sola cosa è necessaria; Maria si è scelta la parte migliore".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa' che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Solo coloro che ne hanno fatto personalmente l'esperienza conoscono l'utilità e la gioia divina che la solitudine e il silenzio del deserto portano a coloro che li amano.
Là infatti gli uomini forti possono raccogliersi come desiderano, rimanere con se stessi, coltivare assiduamente i germi della virtù, nutrirsi con gioia dei frutti del paradiso. Là ci si sforza di acquisire l'occhio il cui sguardo trafigge d'amore lo Sposo divino, e la purezza del quale concede di vedere Dio. Là, dove ci si consacra ad un piacere pieno, e dove ci si ferma in un'azione tranquilla. Là Dio concede ai suoi atleti, per la fatica della lotta, la ricompensa desiderata: una pace che il mondo ignora, e la gioia nello Spirito Santo.
Questa è la parte migliore, che Maria ha scelto e che non le sarà tolta. Come vorrei, fratello carissimo, che tu ardessi di amore divino. Che questa carità venisse ad abitare il tuo cuore, e che ben presto la gloria del mondo, seduttrice ingannevole, ti apparisse miserabile. Tu rifiuteresti allora con facilità le ricchezze, la preoccupazione delle quali ti appesantisce l'anima. Che cosa vi è infatti di più contrario alla ragione, alla giustizia, alla natura stessa che preferire la creatura al Creatore e perseguire valori deperibili piuttosto che beni eterni?
L'amore di Dio è tanto più utile quanto più giusto. Che cosa vi è di più giusto e di più utile, di più innato, di più conveniente per l'uomo che amare ciò che è bene? E che cosa vi è di più buono di Dio stesso? Più ancora, vi è un altro bene, se non Dio? Così l'anima santa che ha qualche sentimento di questo bene, del suo splendore, della sua lucentezza senza paragoni, arde di amore celeste e grida: "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?".
SAN BRUNO

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Eleonora Schembri

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Jul 23, 2016, 4:24:27 AM7/23/16
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LA PAROLA
23 luglio 2016
Sabato
Santa Brigida, patrona d'Europa (f)
16.a Tempo Ordinario - P


Benedirò il Signore in ogni tempo

Liturgia: Gal 2,19-20; Sal 33; Gv 15,1-8

PREGHIERA DEL MATTINO
Mettermi in ginocchio davanti a te, Signore, è il mezzo migliore per restare in piedi davanti agli uomini. (Albert Bessieres)

ANTIFONA D'INGRESSO
Rallegriamoci tutti nel Signore, celebrando questo giorno di festa in onore di santa Brigida; della sua gloria si allietino gli angeli e con noi lodano il Figlio di Dio.

COLLETTA
Signore, nostro Dio, che hai rivelato a santa Brigida la sapienza della croce nella contemplazione amorosa della passione del tuo Figlio, concedi a noi tuoi fedeli di esultare di gioia nella manifestazione gloriosa del Signore risorto. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Gal 2,19-20)


Non vivo più io, ma Cristo vive in me.

Dalla lettera ai Galati
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)

Benedirò il Signore in ogni tempo.


Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Benedirò il Signore in ogni tempo.


Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Benedirò il Signore in ogni tempo.
Guardate a Dio e sarete raggianti,


i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

Benedirò il Signore in ogni tempo.


L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.

Gustate e vedete com'è buono il Signore;


beato l'uomo che in lui si rifugia.

Benedirò il Signore in ogni tempo.
Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.
Benedirò il Signore in ogni tempo.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Rimanete nel mio amore, dice il Signore,
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
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VANGELO (Gv 15,1-8)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli".
Parola del Signore.

OMELIA
Un Vangelo provocante, quello odierno, per il celebre paragone di Gesù che disse ai suoi discepoli: "Voi siete il sale della terra..., voi siete la luce del mondo". Si noti la dimensione universalistica, espressa in "la terra" e "il mondo", sono l'intera umanità. Grandissima missione, essere uomini e donne che danno sapore e senso alla vita, che danno luce e convinzioni agli altri. Con altrettanta evidenza tuttavia c'è il rischio di essere insipidi, di perdere quella novità a cui tutti dovrebbero poter guardare per imparare a sperare in Dio. Se i discepoli venissero meno al loro compito rispetto al mondo, non servirebbero più a nulla, anzi, rischiano di essere "gettati via e calpestati dagli uomini". "Voi siete", grande fiducia da parte del Signore per i suoi discepoli! Grande responsabilità per i discepoli nei confronti di coloro a cui sono mandati! "Voi siete", costituisce già un'entità, data certo come dono, in unione con Gesù, vera "luce degli uomini". La luce, che non può essere nascosta come una città elevata e che sarebbe assurdo metterla sotto il moggio come la lucerna in casa, sono le "buone opere" dei discepoli. Si tratta di quelle opere che rendono visibili "la giustizia, la misericordia, la pace, l'impegno sociale" dei discepoli per mezzo delle quali si rivelano autentici figli di Dio. Infatti questo dovere, coerente e pratico dei discepoli è un irraggiamento di quella luce che deve condurre gli uomini a riconoscere la fonte luminosa e sapienziale: il Padre che è nei cieli. E se volessimo leggere ancora quel "voi siete..." nella luce della festa della Patrona d'Europa, santa Brigida? "Voi, siete per il mondo..." Non risuonano forse queste parole come profezia?, come compito..., come funzione, come dovere? Di fronte al "mondo" che vede nelle cose materiali il valore supremo... l'Europa deve dare il sapore giusto all'umanità. Che compito, che missione... che responsabilità... (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Padre misericordioso, che in santa Brigida hai impresso l'immagine dell'uomo nuovo creato nella giustizia e nella santità, concedi a noi di rinnovarci nello spirito per essere degni di offrirti il sacrificio di lode. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, che da questo sacramento ci comunichi la forza del tuo Spirito, fa' che sull'esempio di santa Brigida impariamo a cercare te sopra ogni cosa; per portare in noi l'impronta del Cristo crocifisso e risorto. Egli vive e regna ....

PREGHIERA DELLA SERA
Signore del mondo, non sono assolutamente degno di indirizzarti le mie preghiere o le mie lacrime.
Perciò fischietterò, e questo sarà tutto. (Zussia di Annipol)

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Eleonora Schembri

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Jul 24, 2016, 3:58:00 AM7/24/16
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LA PAROLA
24 luglio 2016
Domenica
San Charbel Makhluf (mf)
17.a Tempo Ordinario - I
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto
Liturgia: Gen 18,20-32; Sal 137; Col 2,12-14; Lc 11,1-13

PREGHIERA DEL MATTINO
O mio caro Padre, tu mi hai dato questo nuovo giorno. Ti ringrazio. Tu sai quello che mi aspetta oggi e tutto quello che dovrò imparare, fare o sopportare. Come Gesù, tuo Figlio, io voglio dirti: Aiutami, allontana da me il male, dammi la forza e la saggezza, e fa' che le cose vadano per il meglio. Sia fatta la tua volontà buona e saggia! Buon Dio, tu ti preoccupi di tutti: di quelli che hanno delle grandi responsabilità, di quelli che progettano il male, di quelli che soffrono anche se sono innocenti, di quelli che non hanno il coraggio di vivere o che avanzano senza scopo nella vita. Ed è per tutti loro che io voglio pregarti; affinché tu faccia girare per il meglio il loro destino, e la maggior parte degli uomini riconoscano il tuo amore, e si rimettano a te. Perché la tua vita è lo scopo del cammino di coloro che hanno fiducia in te.

ANTIFONA D'INGRESSO
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo.

COLLETTA
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 18,20-32)
Non si adiri il mio Signore, se parlo.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, disse il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore.
Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo».
Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque».
Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 137)
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Rendo grazie al tuo nome
per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;
contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano.
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l'opera delle tue mani.
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

SECONDA LETTURA (Col 2,12-14)
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, perdonando tutte le colpe.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi


Fratelli, con Cristo sepolti nel battesimo, con lui siete anche risorti mediante la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.
Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa delle colpe e della non circoncisione della vostra carne, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che, con le prescrizioni, ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Rm 8,15bc)
Alleluia, alleluia.
Avete ricevuto lo spirito che rende figli adottivi,
per mezzo del quale gridiamo: Abbà, Padre!
Alleluia.




VANGELO (Lc 11,1-13)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chiedete e vi sarà dato.
+
Dal Vangelo secondo Luca
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».
Parola del Signore.

OMELIA
Il primo dovere del discepolo è quello di imitare il proprio maestro. I discepoli di Gesù sono spesso spettatori delle lunghe ore che Gesù trascorre in orazione dopo essersi ritirato in un luogo solitario. Pur restandone affascinati si accorgono di non essere in grado di imitarlo. Ecco allora la umile richiesta: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». La risposta di Gesù è il Pater che oggi ascoltiamo nella versione dei Luca, più breve ed essenziale rispetto a quella di Matteo. È una gioiosa sorpresa per i dodici sentire che rivolgendosi a Dio, lo possono chiamare con l'appellativo di Padre, non era stato così per il passato. Comprendono che il primo motivo della preghiera è la comunione con l'Onnipotente, che induce a chiedere la santificazione del suo nome e l'avvento del suo regno sulla terra. Viene poi attribuito allo stesso Signore il compito paterno di provvedere al nostro necessario sia per il corpo, sia per la nostra anima, sempre bisognosa di misericordia e di perdono. Ci convince poi Gesù che proprio perché gratuitamente e ripetutamente perdonati da Dio Padre, dobbiamo a nostra volta sentirci impegnati ad usare misericordia verso il nostro prossimo. Implicitamente siamo esortati a vivere la nostra preghiera non solo come mezzo privilegiato di comunione con Dio e con il nostro prossimo, ma anche come impegno di vita cristiana. Se la preghiera non migliora la nostra vita diventa sterile. C'è poi un sapiente ammonimento di cui dobbiamo far tesoro: la preghiera non deve avare interruzione, non possiamo e non dobbiamo chiamare solo Dio solo in momenti di "emergenza" o considerarla episodica. Dobbiamo pregare sempre senza stancarci, perché sempre siamo bisognosi, sempre dobbiamo gratitudine a Dio, sempre dobbiamo proclamare le sue lodi, sempre dobbiamo stare in comunione con Lui. Lo Spirito Santo che è amore interverrà a dare vigore e santa energia alla nostra preghiera e alla nostra vita. Non è difficile costatare che tutto il nostro bene dal Signore proviene, Lui è la fonte inesauribile, la preghiera è la via su cui scorre la grazia. Al contrario, l'origine delle nostre crisi, dei nostri fallimenti hanno anch'essi una chiara spiegazione: è la mancanza di preghiera, il pensare di poter fare senza Dio e risolvere da soli i nostri problemi. È la peggiore tentazione che possa assalirci e forse anche il peggiore peccato di cui possiamo macchiarci. Ma abbiamo ricevuto lo Spirito che fa di noi figli adottivi. Per mezzo di lui, gridiamo spesso: Abbà! Padre! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto", dice il Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa' che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Signore Gesù Cristo, tu eri in comunione con il tuo Padre celeste. La tua più importante parola pregandolo era: "O mio caro Padre". Tu hai vissuto ed agito in funzione di questa comunione affettuosa con tuo Padre. La sua gloria, il suo regno e la sua volontà erano il contenuto della tua vita, dei tuoi sforzi e delle tue sofferenze.
Tu ci hai fatto entrare nella tua relazione fondamentale con tuo Padre, ci hai insegnato ad avere una fiducia assoluta e a rivolgerci a lui con tutte le nostre preoccupazioni. Facci vivere sempre più profondamente questa fiducia e questo amore per tuo Padre, grazie al tuo Spirito Santo.
Nel tuo breve insegnamento sulla preghiera, tu hai indicato delle tappe: noi dobbiamo pregare, cercare, poi bussare alla porta. Nella preghiera, bisogna che noi esprimiamo la nostra ricerca: di una missione, di una via, di un senso, della verità e della vita. E, soprattutto, bisogna che la nostra aspirazione sia quella di bussare alla tua porta e a quella di tuo Padre per meritare di entrare nella comunione della vita divina. È per questo che tuo Padre non esaudisce tutte le preghiere come lo vorrebbero coloro che chiedono. Egli le esamina alla luce della sua saggezza e della sua bontà. E, con lo Spirito Santo, egli ci dà il discernimento necessario per capire il suo atteggiamento e agire di conseguenza. È quello che ci insegna la tua preghiera sul monte degli Ulivi. Tuo Padre l'ha esaudita dandoti la forza di soffrire e risvegliandoti dai morti. Anche noi possiamo godere anticipatamente del fatto che tuo Padre esaudirà ognuna delle nostre preghiere secondo la sua saggezza e il suo amore. E, in tutto, noi diciamo come te, Signore Gesù Cristo: "O Padre, sia fatta la tua volontà!".
OTTO BERNHARD KNOCH

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Eleonora Schembri

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Jul 25, 2016, 3:50:08 AM7/25/16
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LA PAROLA
25 luglio 2016
Lunedì
San Giacomo (f)
17.a Tempo Ordinario - P
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia
Liturgia: 2Cor 4,7-15; Sal 125; Mt 20,20-28

PREGHIERA DEL MATTINO
Nella festa del tuo apostolo Giacomo, aiutami, Signore, a ricordarmi che tu mi insegni ad amare. E se anche "possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla". Non permettere mai che dimentichi fino a che punto ti sei umiliato per salvarci e che, se vogliamo seguirti, anche noi dobbiamo fare lo stesso. Aiutami a portare la mia croce, senza rumore e senza clamore, all'ombra della tua croce, e liberami dalla presunzione che mi tiene lontano da te.

ANTIFONA D'INGRESSO
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello che riassettavano le reti, e li chiamò.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, tu hai voluto che san Giacomo, primo fra gli Apostoli, sacrificasse la vita per il Vangelo; per la sua gloriosa testimonianza conferma nella fede la tua Chiesa e sostienila sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Cor 4,7-15)
Portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l'inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 125)
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.
Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

CANTO AL VANGELO (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 20,20-28)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il mio calice, lo berrete.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

OMELIA
Il colloquio che si svolge nel brano evangelico, scelto per la festa dell'apostolo Giacomo, è fin troppo chiaro nell'indicarci lo spirito con cui ci si deve mettere al servizio del Vangelo. Le categorie del pensare e dell'agire comuni sono rovesciate, così come lo sono nella seconda lettera ai Corinzi. Provate a considerare quale messaggio radicale e in controtendenza ci viene da questi passi. Si parla di croce, di morte, di sofferenza, e tutto questo vissuto nella speranza che "colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù", ed ancora si dice che se si vuole comandare bisogna servire, che i primi posti da ricercare sono quelli che ci mettono a servizio dell'altro. Tentiamo di rileggere la nostra vita cristiana alla luce di questa parola e a pensare all'incidenza che termini quali quelli proposti hanno nei nostri comportamenti quotidiani: nel rapporto con la mia comunità parrocchiale, con la mia famiglia, nell'ambito del mio lavoro e in fondo con me stesso. Sì, perché il ricercare spasmodicamente il primo posto, in ordine al potere e non al servizio, potrebbe anche voler dire non sentirsi capaci di "habitare secum", espressione dei Dialoghi di Gregorio Magno e cara alla tradizione benedettina, con cui si vuole indicare la possibilità di un animo pacificato di stare solo e di non dover provare necessariamente qualcosa a qualcuno. Scoprire i propri punti deboli è già un passo per poterli gestire e per conviverci. Forse anche San Giacomo, dalla risposta di Gesù, si sarà sentito infastidito ed anche mortificato, ma il suo martirio ci dimostra che quell'insegnamento di Gesù è stato recepito e vissuto fino alle estreme conseguenze. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Purificaci, o Padre, nel battesimo di sangue del Cristo nostro Salvatore, perché offriamo un sacrificio a te gradito nel ricordo di san Giacomo, che primo fra gli Apostoli partecipò al calice della passione del tuo Figlio. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Hanno bevuto il calice del Signore, e sono diventati gli amici di Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Proteggi la tua famiglia, Signore, per l'intercessione dell'apostolo san Giacomo, nella cui festa abbiamo ricevuto con gioia i tuoi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Non so, o Signore, se oggi ho fatto risuonare in me la tua parola e se ho orientato ad essa la mia giornata, con la docilità e la coerenza che ti attendevi dal mio amore per te. Ti attendevi il centuplo o il sessanta o almeno il trenta. Purtroppo non è stato così. Ho incontrato molti sassi e non li ho saputi evitare. Mi sono avventurato tra le spine e non me ne sono pienamente liberato. Ma ho desiderato la tua parola. E so che essa è soprattutto misericordia e perdono.

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Eleonora Schembri

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Jul 30, 2016, 3:57:23 AM7/30/16
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LA PAROLA
30 luglio 2016
Sabato
San Pietro Crisologo (mf)


17.a Tempo Ordinario - I

Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore
Liturgia: Ger 26,11-16.24; Sal 68; Mt 14,1-12

PREGHIERA DEL MATTINO
"Erode ebbe notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: "Costui è Giovanni il Battista risuscitato dai morti...".
Tu ci hai raccomandato, Signore, di non temere chi uccide il corpo, ma piuttosto chi può far morire l'anima. L'esempio di Giovanni Battista ci mostra che, seguendo ciecamente lo Spirito che aveva designato l'Agnello di Dio, noi non dovremo più aver paura né per il nostro corpo né per la nostra anima. Giovanni continua a vivere e a mettere in luce ciò che viene dallo spirito del male. Concedici, Signore, secondo l'esempio di Giovanni Battista, di non avere paura, perché troppo spesso la paura ci fa scendere a patti col male.

ANTIFONA D'INGRESSO
Dio sta nella sua santa dimora; ai derelitti fa abitare una casa, e dà forza e vigore al suo popolo.

COLLETTA


O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ger 26,11-16.24)
Il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole.
Dal libro del profeta Geremia
In quei giorni, i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una condanna a morte merita quest'uomo, perché ha profetizzato contro questa città, come avete udito con i vostri orecchi!».
Ma Geremìa rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi. Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente, voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole».
I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere condanna a morte per quest'uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio». La mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremìa, perché non lo consegnassero al popolo per metterlo a morte.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 68)
Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.
Liberami dal fango, perché io non affondi,
che io sia liberato dai miei nemici e dalle acque profonde.
Non mi travolga la corrente,
l'abisso non mi sommerga,
la fossa non chiuda su di me la sua bocca.
Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.
Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento.
Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.
Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,10)
Alleluia, alleluia.
Beati i perseguitati per la giustizia,


perché di essi è il regno dei cieli.

Alleluia.
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VANGELO (Mt 14,1-12)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Erode mandò a decapitare Giovanni e i suoi discepoli andarono a informare Gesù.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.
Parola del Signore.

OMELIA
Ogni testimonianza per Dio ha come sua logica conclusione la persecuzione, che per alcuni avviene nell'oscurità della vita e in una sorta di martirio che si consuma attraverso l'incomprensione e il disprezzo e per altri può compiersi in forma più cruenta, come lo è stato per Giovanni Battista. Il profeta mette in discussione delle geometrie consolidate, dà fastidio ai potenti, scàrdina vizi che sono ormai stabiliti. I potenti, coloro contro cui gli strali del profeta si rivolgono sono naturalmente infastiditi da una voce che li richiama al dovere, ai princìpi a cui ogni essere umano dovrebbe attenersi e si rivolgono contro questa voce la cui unica colpa è proprio quella di seguire la volontà di Dio. La prepotenza in qualunque forma si presenta, subdola o manifesta, non può essere un atteggiamento che il cristiano può sostenere, ma devo combatterlo al di fuori di lui e dentro di lui. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, queste offerte che la tua generosità ha messo nelle nostre mani, perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri, santifichi la nostra vita presente e ci guidi alla felicità senza fine. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Anima mia, benedici il Signore: non dimenticare tanti suoi benefici.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia di partecipare al mistero eucaristico, memoriale perpetuo della passione del tuo Figlio, fa' che questo dono del suo ineffabile amore giovi sempre per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Gioisci, Maria, gioisci perché hai avuto la bella missione di consolare gli afflitti. Gioisci, splendore di gioia che penetri le mura delle prigioni e degli ospedali. Gioisci, gioia purissima che fai visita ai nostri fratelli prigionieri e torturati a causa del loro indistruttibile attaccamento al Figlio. Gioisci, tu che rinnovi i gesti che facesti ai piedi della croce per tutti coloro la cui vita è una lunga crocifissione. Gioisci, Regina degli angeli che vieni a cercare le amate anime per condurle nella gloria.

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Eleonora Schembri

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Jul 31, 2016, 4:05:58 AM7/31/16
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LA PAROLA
31 luglio 2016
Domenica
San Ignazio di Loyola (m)
18.a Tempo Ordinario - II
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione
Liturgia: Qo 1,2; 2,21-23; Sal 89; Col 3,1-5.9-11; Lc 12,13-21

PREGHIERA DEL MATTINO
Mio Signore e mio Dio, io mi preparo ai miei compiti e ai miei progetti di oggi. Tu desideri che ci prendiamo cura di noi, come degli altri, e che le nostre azioni siano utili. E desideri allo stesso tempo che la nostra vita sia coronata dal successo affinché conosciamo la tua gioia. Aiutami a fare il mio lavoro e a compiere i miei doveri con coscienza; fa' anche che sia caritatevole e amico nei confronti di tutti coloro che compiono con me il loro lavoro. Fa' che riesca in ciò a cui aspiro, ma non lasciare che il lavoro diventi per me un idolo. Fa' che non perda mai di vista il principale comandamento, quello di amarti e di amare il prossimo. Fa' che non consideri i guadagni e i beni come i valori essenziali per la vita. E fammi capire che tutto quello che avviene è opera dell'amore. Permetti dunque che io porti il mio aiuto generoso agli altri dividendo con loro i miei beni, per diventare ai tuoi occhi ricco delle opere dell'amore.

ANTIFONA D'INGRESSO
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza: Signore, non tardare.

COLLETTA
Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l'opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Qo 1,2; 2,21-23)
Che profitto viene all'uomo da tutta la sua fatica?
Dal libro del Qoelet
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità.
Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male.
Infatti, quale profitto viene all'uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 89)
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l'uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell'uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l'erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l'opera delle nostre mani,
l'opera delle nostre mani rendi salda.
Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

SECONDA LETTURA (Col 3,1-5.9-11)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo.
Dal lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell'uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato.
Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.


Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Alleluia.
Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Lc 12,13-21)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Quello che hai preparato, di chi sarà?
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

OMELIA
Sic transit gloria mundi - "Così passa la gloria di questo mondo", in senso lato "Come sono passeggere le cose del mondo" - è una celebre locuzione in lingua latina. Questa domenica vuole rafforzare questa convinzioni con motivazioni più profonde e di ordine spirituale. Dal nero pessimismo del libro del Qoélet si passa alla sapienza evangelica. È esemplare l'atteggiamento di questo uomo che si ritrova colmo di ricchezze forse anche inattese. Le accumula poi le contempla e ne trae affascinanti conclusioni: "Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia". Una voce lo richiama alla realtà più vera: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita". Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso? È da saggi saper fare sempre i conti con la vita e con il tempo. È da sapienti saper volgere lo sguardo all'eternità e ai suoi valori. In un altro brano di vangelo Gesù ammonisce: "Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà". Egli allude ai meriti che possiamo acquisire con le nostre opere buone, con l'esercizio delle virtù e con l'offerta delle nostre sofferenze, ma anche a quel pane divino che assumiamo nella santa Eucaristia. È il cibo che ci fortifica e fa sì che nostra vita, come ci ricorda San Paolo nella seconda lettura, sia nascosta con Cristo in Dio. In questa prospettiva possiamo far morire ciò che appartiene alla terra, spegnere cioè le nostre umane passioni e far brillare le virtù che ci legano a Dio sin da questo tempo. Paolo ci dice che non solo noi dobbiamo «cercare le cose di lassù», ma queste cose devono essere l'oggetto principale dei nostri pensieri: «abbiate in mente le cose di lassù». Non più le cose terrene, di questo mondo che passa, ma le cose che riguardano il cielo, il quale deve essere la meta verso la quale aspiriamo con tutte le nostre forze. Quello è l'approdo finale, la meta ultima, l'eternità che non dobbiamo mancare. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù, unico sacrificio a te gradito. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Fatevi un tesoro inesauribile nei cieli", dice il Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Accompagna con la tua continua protezione, Signore, il popolo che hai nutrito con il pane del cielo, e rendilo degno dell'eredità eterna. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Tra sé e sé l'uomo ricco si chiedeva: "Che farò? Costruirò dei magazzini più grandi!". Perché dunque le terre di quest'uomo avevano dato tanti frutti dato che egli ne avrebbe fatto un cattivo uso? È perché si veda manifestarsi con più splendore l'immensa bontà di Dio che concede la sua grazia a tutti: ai giusti e agli ingiusti, ai cattivi e ai buoni. Tali erano i benefici di Dio nei confronti di questo ricco: una terra feconda, un clima temperato, sementi abbondanti, buoi per il lavoro e tutto ciò che garantisce la prosperità. E lui, cosa dava in cambio? Cattivo umore, misantropia ed egoismo. È così che ringraziava il suo benefattore.
Egli dimenticava che noi tutti apparteniamo alla stessa natura umana, non pensava che avrebbe dovuto abbandonare il superfluo ai poveri, disdegnava questo precetto divino: "Non rifiutare una buona azione a chi la chiede; che benevolenza e fedeltà non ti abbandonino mai! Dividi il tuo pane con colui che ha fame!".
Tutti i profeti, tutti i dottori gli gridavano questi precetti, ma egli faceva orecchie da mercante. I suoi granai scoppiavano, troppo piccoli per il grano che egli vi accumulava; ma il suo cuore d'avaro era in un difficile imbarazzo, poiché non voleva disfarsi di nulla, e non riusciva ad accumulare tutto! Questo problema lo tormentava invano, e gli causava mille preoccupazioni. "Che farò?" si ripeteva.
Chi non avrebbe pietà di un uomo così perseguitato? Tragedia dell'opulenza, miseria del bene acquisito e tormento del bene atteso! Non sono più ricchezze che gli procura la terra, ma sospiri, preoccupazioni, fastidi, orribili seccature. Come un povero, egli si dispera. Ecco il suo dramma, le preoccupazioni che lo rodono! "Cosa farò?", si chiede. La risposta è semplice: aprirò i miei granai e ristorerò gli affamati!
SAN BASILIO MAGNO

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Eleonora Schembri

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Aug 6, 2016, 2:59:16 AM8/6/16
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LA PAROLA
6 agosto 2016
Sabato
Trasfigurazione del Signore (f)
18.a Tempo Ordinario - P
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra
Liturgia: Dn 7,9-10.13-14; Sal 96; 2Pt 1,16-19; Lc 9,28b-36

PREGHIERA DEL MATTINO
Dio adorabile, questa mattina ti vediamo risplendere come il sole davanti ai tuoi discepoli, facendoci così pregustare quella che sarà la nostra gloria.
Quanta bellezza orna la tua bontà e quanta gioia la tua verità!
Fa' che non dimentichi mai questa visione, in tutta la mia vita, anche quando tu non sei trasfigurato davanti ai miei occhi e concedimi di riconoscerti anche se ti nascondi umilmente nel mondo, come il lievito in azione nel pane. Aiutami a vedere con lo sguardo della fede tutto ciò che mi circonda.
Concedimi anche la grazia di ascoltare la tua parola nel profondo del mio cuore, sapendo che è l'unica fonte certa di verità. Mantieni viva la mia fede, anche quando la mia vista corta e il mio debole udito ritardano la mia risposta.
Gesù, ti voglio bene e credo in te: infiamma il mio tiepido cuore e dissolvi la mia incredulità.

ANTIFONA D'INGRESSO
Nel segno di una nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: "Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto: ascoltatelo".

COLLETTA
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa' che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per diventare coeredi della sua vita immortale. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Dn 7,9-10.13-14)
La sua veste era candida come la neve.
Dal libro del profeta Daniele
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 96)
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.


Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.

Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.


I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.

Annunziano i cieli la sua giustizia,


e tutti i popoli vedono la sua gloria.

Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.
Perché tu, Signore,
sei l'Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dei.
Il Signore regna, il Dio di tutta la terra.

SECONDA LETTURA (2Pt 1,16-19)
Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo.
Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza.
Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l'amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l'abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte.
E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l'attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 17,5c)
Alleluia, alleluia.
Questi è il Figlio mio, l'amato:
in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo.
Alleluia.
Versione in voce >>>>>  VANGELO

 


VANGELO (Lc 9,28b-36)
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d'aspetto.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore.

OMELIA
La Festa della Trasfigurazione, trasfigurazione del Signore. La manifestazione particolare della sua vera identità, identità divina, identità gloriosa, identità che Gesù, anzi che Dio stesso concede oggi ai discepoli, ai tre discepoli più vicini a lui, gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e grazie a loro anche a noi... Una celebrazione allora che ha come suo fondamento un avvenimento storico, una cosa realmente accaduta, un miracolo della vita pubblica di Gesù, prima della sua Pasqua, prima della sua morte e della risurrezione gloriosa, prima di questi ma che racchiude in sé significati profondi, significati che vanno al di là di questa sua morte e della risurrezione, perché il Signore si mostra, si fa vedere così come è veramente, glorioso.
Un punto fondamentale di questo evento, un punto che la caratterizza questa festa, che la caratterizza in modo particolare, univoco è la Teofania. Che cosa significa questa parola? Teofania è la manifestazione, manifestazione di Dio, ma una manifestazione solenne, grande... La manifestazione dunque... la teofania sul Monte, la conferma da parte di Dio Padre, della missione del Cristo della missione che Gesù ha da compiere nel mondo... «Questi è il mio figlio prediletto, ascoltatelo» è il massimo della Teofania. Dio Padre, in presenza dei profeti antichi, di Mosé, di Elia, dei profeti, coloro che hanno preparato la venuta del Messia; in presenza poi dei discepoli, degli Apostoli, dei testimoni prescelti... ecco Dio Padre proclama Cristo suo Figlio, anzi, Figlio prediletto, in cui egli si compiace...
Nel brano di oggi c'è però un'altra parola che non vorrei ci sfuggisse. Questo è il Figlio prediletto, dice, ma dice anche: «Ascoltatelo». Il Padre ci dà un ordine preciso, l'ordine di ascoltare il messaggio del Figlio, di ascoltare Gesù. Che significa dunque ascoltare Gesù? Ascoltare... non sentire...! Ascoltare è compiere i suoi comandamenti e particolarmente il primo dei comandamenti, quello dell'Amore. Ascoltare il Signore è comportarsi come egli si è comportato, come lui è vissuto sulla terra, vivere dall'esempio che Gesù ci ha lasciato... E lui ha trascorso tutta la sua vita facendo la volontà di Dio, facendo del bene a tutti, aiutando i bisognosi, sanando i malati, predicando la Buona Novella del Regno di Dio.
Tanti parteciperanno all'Eucaristia oggi. L'Eucaristia è la manifestazione, la nostra teofania di Dio. Non le accompagnano né terremoti, né nubi o saette. Qui però abbiamo tra noi, nelle nostre mani Dio stesso, Dio che si lascia pregare, sentire, toccare, gustare, perfino mangiare... Dio che mangiato nel pane inizia in noi l'opera sua, inizia in noi la nostra trasfigurazione, entra dentro di noi e ci trasfigura, trasforma dal di dentro, quasi dall'interno... Ecco la festa della trasfigurazione, di Dio, di Gesù, ma anche la festa della nostra trasfigurazione, la profezia di ciò che dobbiamo diventare noi. E quando scenderemo dal monte, quando torneremo a casa nostra, ai nostri impegni, dopo l'Eucaristia, possiamo continuare ad essere trasfigurati, luminosi, bianchi, per contagiare con la nostra esperienza, con il nostro esempio anche gli altri. Il Signore ce lo conceda. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica queste offerte, o Padre, per il mistero della Trasfigurazione del tuo unico Figlio, e rinnovaci nello spirito con lo splendore della sua gloria. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, o Padre, ci trasformi a immagine del Cristo, che nella Trasfigurazione rivelò agli uomini il mistero della sua gloria. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù Cristo, tu ci hai detto che un giorno, in un tempo che solo il Padre conosce, ritornerai sulla terra, con tutti gli angeli e i santi, per distribuire ricompense o punizioni, secondo come avremo usato i talenti che ci hai dato.
Interceda per me Maria, mia amata madre, adesso e nell'ora della mia morte, affinché io sia giudicato degno, con tutti coloro che amo, di stare alla tua destra e di sentire le parole tanto attese: "Bene, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore".

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Eleonora Schembri

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Aug 7, 2016, 5:33:36 AM8/7/16
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LA PAROLA
7 agosto 2016
Domenica
Santi Sisto secondo e compagni (mf)
19.a Tempo Ordinario - III
Beato il popolo scelto dal Signore
Liturgia: Sap 18,6-9; Sal 32; Eb 11,1-2.8-19; Lc 12,32-48

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, proteggici dalle ansietà della nostra vita quotidiana, aiutaci ad affidarci alle tue braccia. I nostri cuori, che sono il nostro tesoro, restino nel tuo amore e nella tua pace. Aiutaci a rimanere svegli e pronti nella nostra vita di fede e d'amore qui sulla terra, perché possiamo aprirti la porta senza indugio quando busserai. La nostra fede si rafforzi tanto da non farci più temere la morte.

ANTIFONA D'INGRESSO
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza, non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sorgi, Signore, difendi la tua causa, non dimenticare le suppliche di coloro che t'invocano.

COLLETTA
Arda nei nostri cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nell'attesa della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 18,6-9)
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.
Dal libro della Sapienza
La notte [della liberazione] fu preannunziata ai nostri padri, perché avessero coraggio, sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici. Difatti come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: di condividere allo stesso modo successi e pericoli, intonando subito le sacre lodi dei padri.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
Beato il popolo scelto dal Signore.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Beato il popolo scelto dal Signore.
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
Beato il popolo scelto dal Signore.
L'anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.
Beato il popolo scelto dal Signore.

SECONDA LETTURA (Eb 11,1-2.8-19)
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Dalla lettera agli Ebrei
[Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.]
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: Mediante Isacco avrai una tua discendenza. Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 24,42.44)
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo.
Alleluia.
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VANGELO (Lc 12,32-48)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Anche voi tenetevi pronti.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l'amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire" e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Parola del Signore.

OMELIA
Come viandanti e pellegrini ignari del momento e dell'ora della partenza, ma sicurissimi di dover partire, o come le dieci vergini in attesa, nel cuore della notte, dell'arrivo dello sposo, o come dei servi che aspettano l'arrivo del padrone di casa, o più semplicemente come fedeli che si nutrono di speranza. Non solo quindi vigilanti in vista di una partenza ed un incontro finale, ma anche pronti a cogliere il momento che passa, il momento della grazia, della conversione o magari l'occasione quotidiana che ci viene offerta di compiere il bene. La liberazione di Dio dalla schiavitù dell'Egitto avviene nel cuore della notte, una notte già preannunciata dai profeti, ma di cui si ignorava il momento preciso: ecco allora la necessità della vigilanza e dell'attesa. Noi ne diventiamo capaci quando la nostra fede in Dio si traduce in completo abbandono alla sua volontà e certezza della sua indefettibile fedeltà. Sgorga così l'obbedienza anche dinanzi a quanto potrebbe sembrare impossibile o assurdo alla nostra vista: l'esperienza di Abramo, nostro padre nella fede, è illuminante. Del resto soltanto conformandosi alla volontà di Dio ci diventa possibile aderire alle sue proposte: superare le nostre ataviche paure, essere certi nella fede di entrare nel regno di Dio, riempire le nostre borse non con cose frivole e caduche, ma con ciò che vale e dura per l'eternità. Vigilanza e sapienza nell'esperienza dei santi sempre si abbinano e producono i frutti migliori. Dinanzi alle continue sollecitazioni del mondo è davvero illuminante per noi la Parola di questa Domenica che potrebbe coglierci distratti e in vacanza o magari più rilassati e disponibili. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Siate sempre pronti: simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La Speranza.
Più forte delle tenebre, la speranza. La speranza di coloro che vogliono amare, con opere vere. La speranza, non l'illusione. La speranza che traspare al di là della disillusione, per l'anima che ama, donata senza ripensamenti, senza riserva, completamente coinvolta, con tutta la volontà per quanto sia possibile alla debolezza sempre malsicura di un essere umano. La speranza delle prefigurazioni, a partire dalla terra e dal tempo. La speranza delle realizzazioni portate a termine alla perfezione nell'eternità. La speranza, quella strana gioia e pace che esiste al di là delle profondità da cui scaturiscono le lacrime. La speranza, quella certezza che resta in piedi, solitaria, quando tutto ha vacillato, quel germoglio radicato nelle profondità in cui non può penetrare la morte dei corpi né il tormento più crudele: le sensibilità straziate. La speranza che a volte, improvvisamente, come un'unica stella, brilla un istante nella notte più fonda, sorriso che si insinua nell'anima attraverso le fessure delle nubi più scure, luce piccolissima, appena intravista, sufficiente a che sia distrutto l'inganno tumultuoso delle nubi che vorrebbero far credere che la notte non ha più stelle, che la notte non sarà mai più vinta dal mattino. La speranza che è che un tutt'uno con la vita di chiunque abbia, una volta per tutte, voluto prendere posizione nella scelta essenziale, aggirando la trappola dell'idolatria di se stesso, scegliendo l'adorazione d'amore, rifiutando la propria gioia al di fuori della ricerca e del servizio della gioia di tutti. La speranza, quella speranza, che è invincibile, che è già vittoria per ognuno in cui sia nata, qualsiasi siano i tormenti che lo opprimono e che lo opprimeranno sempre.
ABBÉ PIERRE

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Eleonora Schembri

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Aug 8, 2016, 3:14:52 AM8/8/16
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LA PAROLA
8 agosto 2016
Lunedì
San Domenico (m)


19.a Tempo Ordinario - III

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria
Liturgia: Ez 1,2-5.24-28c; Sal 148; Mt 17,22-27

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, proteggici dalle ansietà della nostra vita quotidiana, aiutaci ad affidarci alle tue braccia. I nostri cuori, che sono il nostro tesoro, restino nel tuo amore e nella tua pace. Aiutaci a rimanere svegli e pronti nella nostra vita di fede e d'amore qui sulla terra, perché possiamo aprirti la porta senza indugio quando busserai.

ANTIFONA D'INGRESSO
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza, non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sorgi, Signore, difendi la tua causa, non dimenticare le suppliche di coloro che t'invocano.

COLLETTA


Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ez 1,2-5.24-28c)
Così percepii in visione la gloria del Signore.
Dal libro del profeta Ezechiele
Era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachìn, il cinque del mese: la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele, figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il fiume Chebar. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.
Io guardavo, ed ecco un vento tempestoso avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di metallo incandescente. Al centro, una figura composta di quattro esseri animati, di sembianza umana. Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali.
Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste. Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve qualcosa come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Da ciò che sembravano i suoi fianchi in su, mi apparve splendido come metallo incandescente e, dai suoi fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore simile a quello dell'arcobaleno fra le nubi in un giorno di pioggia. Così percepii in visione la gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 148)
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Lodate il Signore dai cieli,
lodatelo nell'alto dei cieli.
Lodatelo, voi tutti, suoi angeli,
lodatelo, voi tutte, sue schiere.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
I re della terra e i popoli tutti,
i governanti e i giudici della terra,
i giovani e le ragazze,
i vecchi insieme ai bambini
lodino il nome del Signore.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Perché solo il suo nome è sublime:
la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.
Ha accresciuto la potenza del suo popolo.
Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d'Israele, popolo a lui vicino.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Ts 2,14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Mt 17,22-27)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Lo uccideranno, ma risorgerà. I figli sono liberi dal tributo.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: "Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà". Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafarnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: "Il vostro maestro non paga la tassa?". Rispose: "Sì".
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: "Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?". Rispose: "Dagli estranei".
E Gesù replicò: "Quindi i figli sono liberi. Ma per evitare di scandalizzarli, va' al mare, getta l'amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d'argento. Prendila e consegnala loro per me e per te".
Parola del Signore.

OMELIA
La prima parte di questo vangelo la si comprende bene, è il secondo dei tre annunzi della passione, sappiamo la profondità teologica che questi hanno nei sinottici, ma la seconda parte, quella del tributo e della moneta nella bocca del pesce ci è difficile afferrarla, stentiamo ad immaginarci una storia che sembra uscita da un libro di fiabe. I commenti che si trovano su tale pericope sono tutti improntati a rapporti cristiano e stato, chiesa e società, pagare o meno le tasse non provocando scandalo, all'essere, insomma, buoni cristiani e bravi cittadini. Cose queste che hanno una loro bontà e che pur giuste, non mettono tuttavia in evidenza il fatto che Gesù qui sta nuovamente proclamando la sua divinità. Le applicazioni pratiche non dovrebbero mai far perdere di vista che i vangeli sono stati scritti non come una istruzione morale ma come un'opera catechetica atta a far comprendere il fondamento della fede, il quale risiede nella proclamazione del Cristo vero Figlio di Dio, uguale al Padre nella sostanza, e che è morto ed è risorto. Tale realtà, al tempo in cui l'evangelista scrive, aveva trovato il suo compimento e la sia pur breve tradizione di allora che cercava di metterla in risalto. Allora, ciò che deve spiccare è il breve discorso di Gesù e non tanto la conclusione, che pur avendo un suo valore didattico, non ha certamente la portata delle parole di Cristo, che si proclama, Figlio di Dio e uguale al Padre, al quale l'unico tributo è la figliale obbedienza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Gerusalemme, loda il Signore, egli ti sazia con fiore di frumento.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.

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Eleonora Schembri

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Aug 10, 2016, 3:16:09 AM8/10/16
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LA PAROLA
10 agosto 2016
Mercoledì
San Lorenzo (f)
19.a Tempo Ordinario - P
Beato l'uomo che teme il Signore
Liturgia: 2Cor 9,6-10; Sal 111; Gv 12,24-26

PREGHIERA DEL MATTINO
Che io mi conosca, Signore! Che io ti conosca! (S. Agostino)

ANTIFONA D'INGRESSO
Questi è il diacono san Lorenzo, che diede la sua vita per la Chiesa: egli meritò la corona del martirio, per raggiungere in letizia il Signore Gesù Cristo.

COLLETTA
O Dio, che hai comunicato l'ardore della tua carità al diacono san Lorenzo e lo hai reso fedele nel ministero e glorioso nel martirio, fa' che il tuo popolo segua i suoi insegnamenti e lo imiti nell'amore di Cristo e dei fratelli. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Cor 9,6-10)
Dio ama chi dona con gioia.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi


Fratelli, tenete presente questo: chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.
Del resto, Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene. Sta scritto infatti: «Ha largheggiato, ha dato ai poveri, la sua giustizia dura in eterno».
Colui che dà il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, darà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 111)
Beato l'uomo che teme il Signore.
Beato l'uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.
Beato l'uomo che teme il Signore.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Beato l'uomo che teme il Signore.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s'innalza nella gloria.
Beato l'uomo che teme il Signore.

CANTO AL VANGELO (Gv 8,12)
Alleluia, alleluia.
Chi segue me, non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita, dice il Signore.
Alleluia.
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VANGELO (Gv 12,24-26)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.

OMELIA
La figura di un martire così lontano da noi crea non pochi problemi. Alle già scarse notizie si aggiunga che il suo ricordo si è sedimentato in tradizioni che ne offuscano la veridicità storica. È come se celebrassimo un personaggio mitologico che poco o niente ha a che fare con la fede. È solo la Parola di Dio che può dare spessore a questi santi, ormai messi nel dimenticatoio se non fosse per i vari onomastici che vi si celebrano. Il servizio e il martirio sono due componenti basilari del dinamismo cristiano, attraverso di essi la fede trova la sua pienezza e la sua ragion d'essere. Sarebbe interessante sapere quale risonanza aveva nella vita di questi santi la parola che abbiamo letta e come percepivano il "dare testimonianza", qual era la loro relazione con la morte che essi affrontavano coerentemente con la loro scelta di servizio. Ma ciò che si chiede ad un tempo così lontano, non si può fare a meno di vederlo intorno a noi in molte persone che vivono il loro cristianesimo con slancio e semplicità. Il celebrare i martiri ha senso in quanto in essi celebriamo tutti quei cristiani che nella vita testimoniano Cristo attraverso i piccoli, ma altrettanto dolorosi, martirii quotidiani. Insieme a san Lorenzo ricordiamo i genitori che soffrono per i loro figli senza perdere la speranza in Dio, coloro che sono oppressi dalla malattia e sanno fare del loro dolore una fonte positiva di bene, tutti coloro che pur vivendo situazioni disagiate economiche, fisiche e morali sanno mantenere viva la loro fede. Non è forse anche questo martirio? E se vissuto in unione alle sofferenze di Cristo non diventa servizio a favore di tutti i fratelli? "Se il chicco di grano caduto in terra non muore...". (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, i doni che la Chiesa ti offre con devota esultanza nella nascita al cielo di san Lorenzo, e fa' che questo sacrificio eucaristico giovi alla nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Chi mi vuol servire, mi segua", dice il Signore, "e dove sono io, là sarà anche il mio servo".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che il servizio sacerdotale, che abbiamo celebrato in memoria del diacono san Lorenzo, ci inserisca più profondamente nel mistero della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
O tu, che creandomi facevi te stesso termine del mio cammino nel mondo, dimmi ove sei perché io possa venire. In nessuna cosa ti trovo, perché nessuna cosa sei tu: non fare vano il mio pianto mentre ti cerco, Signore (Divo Barsotti)

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Eleonora Schembri

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Aug 13, 2016, 6:14:56 AM8/13/16
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Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0B7CC.E35F0110

 

LA PAROLA
13 agosto 2016
Sabato
Santi Ponziano e Ippolito (mf)


19.a Tempo Ordinario - III

Crea in me, o Dio, un cuore puro

Liturgia: Ez 18,1-10.13b.30-32; Sal 50; Mt 19,13-15

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, insegnami a diventare simile ad un bambino di fronte a te, perdendo ogni mia arroganza e ogni mia durezza, ogni mio rancore e ogni mio complesso.
Aiutami ad avere fiducia, ad essere dolce e sempre riconoscente per la formazione che ricevo dalla santa Madre Chiesa. Fa' che la mia fanciullezza d'animo si rinnovi sempre e che il mio spirito non invecchi mai.
Possa io essere sempre desideroso di ascoltare la tua parola e di compiere tutti i miei doveri e le mie missioni alla tua presenza, avvolto dal tuo sguardo amoroso.

ANTIFONA D'INGRESSO
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza, non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Sorgi, Signore, difendi la tua causa, non dimenticare le suppliche di coloro che t'invocano.

COLLETTA


Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ez 18,1-10.13b.30-32)
Io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta.

Dal libro del profeta Ezechiele


Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Perché andate ripetendo questo proverbio sulla terra d'Israele: "I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati"?
Com'è vero che io vivo, oracolo del Signore Dio, voi non ripeterete più questo proverbio in Israele. Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà.
Se uno è giusto e osserva il diritto e la giustizia, se non mangia sui monti e non alza gli occhi agli idoli della casa d'Israele, se non disonora la moglie del suo prossimo e non si accosta a una donna durante il suo stato d'impurità, se non opprime alcuno, restituisce il pegno al debitore, non commette rapina, divide il pane con l'affamato e copre di vesti chi è nudo, se non presta a usura e non esige interesse, desiste dall'iniquità e pronuncia retto giudizio fra un uomo e un altro, se segue le mie leggi e osserva le mie norme agendo con fedeltà, egli è giusto ed egli vivrà, oracolo del Signore Dio.
Ma se uno ha generato un figlio violento e sanguinario che commette azioni inique, questo figlio non vivrà; poiché ha commesso azioni abominevoli, costui morirà e dovrà a se stesso la propria morte.
Perciò io giudicherò ognuno di voi secondo la sua condotta, o casa d'Israele. Oracolo del Signore Dio.
Convertitevi e desistete da tutte le vostre iniquità, e l'iniquità non sarà più causa della vostra rovina. Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o casa d'Israele? Io non godo della morte di chi muore. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e vivrete».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Crea in me, o Dio, un cuore puro.


Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Crea in me, o Dio, un cuore puro.


Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.

Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Crea in me, o Dio, un cuore puro.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocausti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Crea in me, o Dio, un cuore puro.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
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VANGELO (Mt 19,13-15)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Parola del Signore.

OMELIA
Una scena conosciuta quella del vangelo, anche se non sempre ben compresa e ben interpretata. Infatti, la predilezione di Gesù per i bambini, così come viene espressa dai sinottici, da qualcuno era fatta risalire ad uno sviato senso della purezza. Niente di tutto ciò! I bambini nelle culture antiche, compresa quella ebraica, erano gli esseri meno considerati, coloro che non godevano di alcun diritto ed è proprio a questa categoria di parìa che si rivolge il Signore. È lo stesso discorso di "prostitute e pubblicani vi precederanno nel Regno dei cieli". La predilezione di Gesù è quindi verso gli ultimi, i diseredati che per il solo fatto di essere tali - attenzione! non per la loro fede o per le opere - erediteranno il Regno dei cieli. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, Signore, questi doni che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa, e con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Gerusalemme, loda il Signore, egli ti sazia con fiore di frumento.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE


La partecipazione a questi sacramenti salvi il tuo popolo, Signore, e lo confermi nella luce della tua verità. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Maria, Madre Santa, in questo sabato soprattutto cerco di evocare la responsabilità a te affidata dal tuo Figlio, Gesù, sulla croce e chiedo fiduciosamente il tuo aiuto perché possa giungere a lui.
Guidami, mostrami il cammino e resta al mio fianco per spiegarmi che cosa debbo fare per avere la benedizione e, con essa, la pace di Cristo. Si tratta di una pace e di una beatitudine che il mondo non può dare e che ci permettono di apprezzare il valore del dolore e della sofferenza, così come quello dei doni, quali la santità e la prosperità, che possono aiutarci a servire il Signore con risultati migliori.

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Eleonora Schembri

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Aug 15, 2016, 3:19:28 AM8/15/16
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LA PAROLA
15 agosto 2016
Lunedì
Assunzione della Beata Vergine Maria (s)
20.a Tempo Ordinario - P
Risplenda la Regina, Signore, alla tua destra
Liturgia: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1Cor 15,20-27a; Lc 1,39-56


PREGHIERA DEL MATTINO
Stella del mattino, guida del nostro cammino, Vergine Madre elevata nella gloria: ispiraci l'arte di guardare il cielo e di orientare i nostri passi verso Dio. Il cuore umano ha sete di elevarsi. Sommità della perfezione umana, tu sei stata in tutto "Altissima", Maria: fedele alla terra, in cui sei vissuta; fedele al cielo, solo centro della tua anima. Colma della grazia di Dio, tu la facevi trasparire in effusione d'amore al servizio degli altri. Perché Dio è bontà. Per questo, o madre del Messia, sei salita, rapida e zelante, sulla montagna della Giudea per andare a trovare e assistere in una carità gioiosa la madre del Precursore. Fa' che la nostra vita davanti al mondo, e quella di tutta la Chiesa, sia un riflesso della tua. Testimone della vocazione celeste nell'esercizio della bontà terrestre. Incenso bruciato nel fuoco interiore (silenzioso, discreto, costante) della grazia di Dio.

ANTIFONA D'INGRESSO
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna ammantata di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. (
Ap 12,1)

COLLETTA
O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l'immacolata Vergine Maria, madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ap 11,19a; 12,1a-6a.10ab)
Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l'arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 44)
R. Risplenda la Regina, Signore, alla tua destra.
Figlie di re stanno fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
R.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio;
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
R.
Il re è invaghito della tua bellezza.
E' lui il tuo signore: rendigli omaggio.
R.
Dietro a lei le vergini, sue compagne,
condotte in gioia ed esultanza,
sono presentate nel palazzo del re.
R.

SECONDA LETTURA (1Cor 15,20-27a)
Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L'ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
Maria è assunta in cielo; esultano le schiere degli angeli.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 1,39-56)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente: ha innalzato gli umili.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".
Allora Maria disse:
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Parola del Signore.

OMELIA
La festa dell'Assunzione è purtroppo nota ai più solo come "Ferragosto", ma è la più importante tra quelle della Madonna: celebra il mistero della nostra risurrezione che nella persona di Maria (la sola tra tutti!) è già avvenuto. E' come celebrare quindi la nostra pasqua, ciò che in noi deve ancora avvenire e che avverrà, dunque è la nostra festa, la festa di ciò che saremo. Maria è entrata con il corpo nella vita divina, nella gloria; vive già da ora la vita di risorta.
Questa festa è antichissima anche se la proclamazione del dogma dell'assunzione risale solo al 1950. Ma perché è stata fissata il 15 Agosto?
Basta guardarsi attorno. L'estate è al culmine, i colori sono al massimo della loro densità: le rose, i girasoli, il blu del mare, il verde delle foreste. È tutto molto intenso ... si potrebbe dire che più di così ... si muore. La natura infatti muore, sfiorisce, ma solo perché è arrivata alla sua pienezza; muore sì, ma per consumazione, per pienezza di vita. La vediamo quasi "sfatta", ma solo per il suo eccesso di fioritura.
La festa di oggi ci vuole dire anche un po' questo: Maria è colei che ha vissuto appieno la sua vita in Cristo.
Sempre e ovunque ci si imbatterà su Maria che tiene in braccio il bambino: è la rappresentazione che prende nome di Theotokos, la madre di Dio. Maria è anzitutto questo: il trono di Gesù, luogo dell'ostensione, un supporto per lui, è il suo corpo e infatti solitamente lei è raffigurata enorme e lui piccinissimo. Lei è la visibilità di Gesù e questo, in fondo, è il ruolo della chiesa.
Solo dal XIII secolo in poi Maria viene raffigurata sempre più da sola, senza il bambino. Questo riflette un cambiamento anche della mariologia e della pietà mariana: è infatti da questo momento che inizia la degenerazione di questa figura e del suo messaggio, così importante per ogni cristiano.
Solo in riferimento a Cristo, infatti, Maria ha senso. Solo in quanto Madre di Dio, vera credente, arca dell'alleanza, tenda del convegno, immagine del popolo di Dio, sposa, figlia, corpo di Cristo, sua visibilità, luogo visibile dell'ostensione di qualcosa che è sempre tanto piccolo. Solo così si comprende davvero questa maestosa figura.
Quando invece la si staccherà da questo mistero, non la si comprenderà più. Quando infatti, e saranno molte le omelie a farlo oggi, si parla delle sue grandi virtù, della sua esperienza, di quello che faceva, di quanto ha gioito o sofferto, semplicemente non si sa cosa si dice, perché il vangelo tace completamente su tutto questo. La sua esperienza è stata la sua, originale e particolarissima quanto può esserlo la mia e la tua, tanto più quella di Maria fu la sua come quella di nessun altro.
Se sia stata una donna esemplare o una "madre snaturata" non ne sappiamo poi gran che. Certo ha vissuto in modo quanto mai vicino e inaudito l'esperienza della fede e in questo ci è davvero madre e modello. Ma più ancora: guardando a lei dovremmo vedere cosa accade a noi: impariamo a vederla come sorella. (a cura delle Benedettine del Monastero di San Luca Fabriano)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Salga a te, Signore, il sacrificio che la Chiesa ti offre nella festa di Maria Vergine assunta in cielo, e per sua intercessione i nostri cuori, ardenti del tuo amore, aspirino continuamente a te. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perché grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente. (
Lc 1,48-49)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacrificio eucaristico ci hai resi partecipi della tua salvezza, fa' che per l'intercessione della Vergine Maria assunta in cielo giungiamo alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Oggi la Vergine Maria sale, gloriosa, in cielo.
Quale ha dovuto essere l'esaltazione degli angeli e dei santi, quando hanno potuto ascoltare la sua voce, e vedere il suo volto ed esultare, infine, della sua presenza benedetta! E per noi, fratelli amatissimi, quale occasione di solennità nella sua Assunzione gloriosa! Quale causa di gaudio e quale fonte di gioia, oggi! La presenza di Maria illumina il mondo intero, tanto il cielo risplende, irradiato dalla luce della Vergine santissima. È dunque a ragione che risuonano nei cieli il rendimento di grazie e la lode. Perché non abbiamo quaggiù una città permanente, e cerchiamo quella in cui oggi la Vergine Maria è giunta. Se noi siamo già iscritti nel numero degli abitanti di quella città, è bene oggi ricordarcene e condividere quella gioia per la quale oggi esulta la città di Dio. Essa ricade oggi come rugiada gioiosa sulla nostra terra.
Sì, ella ci ha preceduti, la nostra Regina, ci ha preceduti ed è stata ricevuta con tanta gloria che con fiducia questi piccoli servi seguono la loro sovrana gridando: "Conducici con te, Maria, noi accorriamo all'odore dei tuoi profumi!".
SAN BERNARDO

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Eleonora Schembri

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Aug 16, 2016, 8:33:10 AM8/16/16
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LA PAROLA
16 agosto 2016
Martedì
Santo Stefano di Ungheria (mf)
20.a Tempo Ordinario - IV
Il Signore farà giustizia al suo popolo
Liturgia: Ez 28,1-10; Cant. Dt 32,26-36; Mt 19,23-30

PREGHIERA DEL MATTINO
Dio onnipotente, infondi in noi un sentimento d'amore così grande, da amarti in ogni cosa e al di sopra di ogni cosa, da credere che, con te, diventa possibile tutto quanto ci esorti a fare, poiché noi diventiamo capaci di tutte le grandi azioni che il tuo amore può portare a compimento in noi.

ANTIFONA D'INGRESSO
O Dio, nostra difesa, contempla il volto del tuo Cristo. Per me un giorno nel tuo tempio, è più che mille altrove.

COLLETTA
O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ez 28,1-10)
Mentre tu sei un uomo e non un dio, hai reso il tuo cuore come quello di Dio.

Dal libro del profeta Ezechiele


Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, parla al principe di Tiro: Così dice il Signore Dio: Poiché il tuo cuore si è insuperbito e hai detto: "Io sono un dio, siedo su un trono divino in mezzo ai mari", mentre tu sei un uomo e non un dio, hai reso il tuo cuore come quello di Dio, ecco, tu sei più saggio di Daniele, nessun segreto ti è nascosto. Con la tua saggezza e la tua intelligenza hai creato la tua potenza ammassato oro e argento nei tuoi scrigni; con la tua grande sapienza e i tuoi traffici hai accresciuto le tue ricchezze e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore.
Perciò così dice il Signore Dio: Poiché hai reso il tuo cuore come quello di Dio, ecco, io manderò contro di te i più feroci popoli stranieri; snuderanno le spade contro la tua bella saggezza, profaneranno il tuo splendore. Ti precipiteranno nella fossa e morirai della morte degli uccisi in mare. Ripeterai ancora: "Io sono un dio", di fronte ai tuoi uccisori? Ma sei un uomo e non un dio, in balìa di chi ti uccide. Per mano di stranieri morirai della morte dei non circoncisi, perché io ho parlato».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dt 32,26-28.30.35b-36a)
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
«Io ho detto: Li voglio disperdere,
cancellarne tra gli uomini il ricordo,
se non temessi l'arroganza del nemico.
Non si ingannino i loro avversari.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Non dicano: La nostra mano ha vinto,
non è il Signore che ha operato tutto questo!
Sono un popolo insensato
e in essi non c'è intelligenza.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Come può un uomo solo inseguirne mille
o due soli metterne in fuga diecimila?
Non è forse perché la loro Roccia li ha venduti,
il Signore li ha consegnati?
Il Signore farà giustizia al suo popolo.
Sì, vicino è il giorno della loro rovina
e il loro destino si affretta a venire».
Perché il Signore farà giustizia al suo popolo
e dei suoi servi avrà compassione.
Il Signore farà giustizia al suo popolo.

CANTO AL VANGELO (2Cor 8,9)

Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.

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VANGELO (Mt 19,23-30)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù stesso fa un amara riflessione sull'episodio del ricco, che non ha il coraggio di seguirlo, nonostante le ottime intenzioni che l'animavano: «Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli». Il ricco che s'identifica necessariamente con chi ha molti beni, ma piuttosto con coloro che sono smodatamente attaccati alle ricchezze fino a farle diventare il proprio idolo. Gli stessi apostoli restano sgomenti all'affermazione del loro maestro e Gesù precisa che con l'aiuto di Dio è possibile staccare il cuore dalle cose della terra e aspirare con tutta l'anima a quelli del cielo. Pietro si ricorda allora della chiamata, delle reti, dei suoi cari, della immediata sequela e chiede: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». Il premio è di un valore infinitamente più grande di qualsiasi umana ricchezza. Si tratta della vita eterna oltre i beni indispensabili durante l'esperienza terrena. È forse per questo speciale tipo di contratto che le persone del mondo invidiano i religiosi che hanno lasciato tutto per il nome di Cristo e sin da questo mondo godono di una grande pace e una profonda serenità. È comunque difficile distogliersi dagli assilli della vita che premono e non ripagano mai adeguatamente. È l'inganno delle umane cose, è un ritmo che coinvolge e spesso travolge, delude ma non illumina. Per questo San Paolo raccomandava ai primi cristiani: «Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Presso il Signore è la misericordia, e grande presso di lui la redenzione.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore Dio, aiutaci a vivere in modo santo, fa' che riconosciamo in te il vero autore di ciò che intraprendiamo e possiamo così, con l'aiuto dei tuoi santi apostoli che tu hai chiamato perché fossero con te, essere un chiaro segno del tuo regno per la Chiesa e per il mondo intero.

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Eleonora Schembri

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Aug 21, 2016, 6:36:32 AM8/21/16
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LA PAROLA
21 agosto 2016
Domenica
San Pio X (m)
21.a Tempo Ordinario - I
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore
Liturgia: Is 66,18b-21; Sal 116; Eb 12,5-7.11-13; Lc 13,22-30

PREGHIERA DEL MATTINO
Gesù, mio Signore e Maestro, essere fedele all'insegnamento del tuo Vangelo è spesso uno sforzo arduo; io sono scoraggiato per le mie numerose cadute e per i miei numerosi fallimenti.
Devo ricordarmi che il santo è un peccatore che non ha mai cessato i suoi sforzi. Ritrovo allora speranza e coraggio nel sapere che tu sei il Dio onnipotente e manifesti la tua potenza soprattutto nel tuo amore, nella tua misericordia e nella tua pazienza infinita. Comincio questa giornata senza paura, perché tu non mi lascerai mai intraprendere la mia lotta da solo.

ANTIFONA D'INGRESSO
Tendi l'orecchio, Signore, rispondimi: mio Dio, salva il tuo servo che confida in te: abbi pietà di me, Signore; tutto il giorno a te io levo il mio grido.

COLLETTA
O Padre, che chiami tutti gli uomini per la porta stretta della croce al banchetto pasquale della vita nuova, concedi a noi la forza del tuo Spirito, perché, unendoci al sacrificio del tuo Figlio, gustiamo il frutto della vera libertà e la gioia del tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 66,18b-21)
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti.

Dal libro del profeta Isaia


Così dice il Signore: "Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle popolazioni di Tarsis, Put, Lud, Mesec, Ros, Tubal e Iavan, alle isole lontane che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunceranno la mia gloria alle genti.
Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutte le genti come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari, al mio santo monte di Gerusalemme - dice il Signore -, come i figli d'Israele portano l'offerta in vasi puri nel tempio del Signore.
Anche tra loro mi prenderò sacerdoti leviti, dice il Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 116)
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.
Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.
Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.
Tutti i popoli vedranno la gloria del Signore.

SECONDA LETTURA (Eb 12,5-7.11-13)
Il Signore corregge colui che egli ama.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: "Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e percuote chiunque riconosce come figlio".
È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre? Certo, sul momento, ogni correzione non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo, però, arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e a vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
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VANGELO (Lc 13,22-30)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Verranno da oriente e da occidente e siederanno a mensa nel regno di Dio.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: "Signore, aprici!". Ma egli vi risponderà: "Non so di dove siete". Allora comincerete a dire: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze". Ma egli vi dichiarerà: "Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!".
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».
Parola del Signore.

OMELIA
La salvezza è per noi credenti in Cristo, la meta ultima di tutta la nostra esistenza. A nulla ci gioverebbe aver conquistato il mondo intero se poi perdiamo la nostra anima. Sarebbe un fallimento totale ed irrimediabile. Siamo però fortemente condizionati dall'idea che per conseguire un premio, per avere successo, per vincere le lotte della vita dobbiamo dotarci di forza e di grandezza, di umana potenza. Rispetto al regno di Dio accade esattamente il contrario. Sono ben altre le condizioni per accedervi. Gesù ci ammonisce, con un esempio di facile comprensione, che la porta per entrare in Paradiso è stretta e soltanto i piccoli riescono a varcarla. Ci dice ancora: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». Vuol dire che il paradiso non si compra ne con i soldi ne con altri mezzi umani. Ci sollecita infatti a diventare come bambini perché l'innocenza e la semplicità di cuore sono le chiavi per aprire quella porta. «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio». San Paolo esortava i primi cristiani a cercare le cose di lassù e non quelle della terra. Il Signore ci indica poi quale deve essere il nostro vero tesoro: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano». A proposito degli affanni che ci possono distogliere dai pensieri di vera umiltà, Gesù dice: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta». La triste sorpresa per coloro che confidano in se stessi, nelle proprie forze, o cercano Dio solo per farne uno scudo protettivo ci viene ben descritta nel Vangelo odierno. Siamo al rendimento dei conti: «Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti». Auguriamoci di non sentire mai rivolte a noi queste parole. Chiediamo la vera sapienza cristiana, dono dello Spirito e accettiamo di essere o diventare piccoli per poter varcare quella porta che ci introdurrà nella beatitudine eterna. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con l'unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell'unità e della pace. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Alcuni tra gli ultimi saranno i primi, e i primi saranno ultimi".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Porta a compimento, Signore, l'opera redentrice della tua misericordia e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Il nostro Salvatore dice: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta". Ciò deve essere interpretato con molta prudenza. Tutto il contenuto delle Sacre Scritture ci porta a credere che la sua verità non sarà accolta calorosamente da molti uomini, perché va contro l'opinione diffusa e i comuni sentimenti dell'uomo e del mondo; quando anche essa sarà accolta da un uomo, sarà rifiutata da quanto resta in lui della vecchia natura, così come è rifiutata da tutti gli altri che non l'hanno accolta. Simbolo della vera religione è "la luce che brilla nelle tenebre". Anche se, senza dubbio, vi sono periodi in cui scoppia un entusiasmo repentino per la verità..., la popolarità della verità dura poco, appare all'improvviso e scompare subito, non cresce regolarmente e nemmeno costantemente. Solo l'errore cresce ed è accolto calorosamente da molti...
La verità ha in sé un potere tale da obbligare l'uomo a proclamarla a parole, ma, quando l'uomo si appresta ad agire, invece di obbedire alla verità, la sostituisce con qualche idolo. Di conseguenza, quando in un paese si parla molto di religione, quando si è contenti che tutti se ne preoccupino, uno spirito saggio si preoccuperà di sapere se non si onora di fatto qualche sostituto al suo posto, se sono davvero le verità della parola di Dio e non le illusioni dell'uomo ad essere divenute popolari, se la forma accolta non ha in sé solo quanto della verità può essere accettato dalla ragione e dalla coscienza, insomma se, ad attirare molti discepoli, è Satana trasformato in angelo di luce invece che la luce stessa.
Card. JOHN HENRY NEWMAN, 1801-1890, Parochial and Plain Sermons , I, Serm. 5

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