Vangelo del Giorno e anche a Voce

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Eleonora Schembri

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Oct 8, 2015, 4:48:29 PM10/8/15
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LA PAROLA
9 ottobre 2015
Venerdì
Ss. Dionigi e compagni (mf)
27.a tempo ordinario - III
Il Signore governerà il mondo con giustizia
Liturgia: Gl 1,13-15; 2,1-2; Sal 9; Lc 11,15-26

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, tu hai cominciato la tua lotta contro Satana nel momento stesso dell'incarnazione, e l'hai continuata annunciando la parola divina che dissipa le tenebre dai pensieri e dai cuori, guarendo i malati, risuscitando i morti e scacciando dal corpo degli indemoniati lo spirito malvagio. Sconfitto attraverso la croce, esso continua però ad essere pericoloso. Oggi esistono infatti molte più maniere di possessione del male di quante ne possiamo immaginare: atrocitàprovocate dalle guerre, campi di concentramento e gulag, terrorismo e torture, eliminazione prenatale, odio e razzismo, persecuzioni sanguinose dei credenti e violazione dei diritti dell'uomo, narcotraffico e distruzione dell'ambiente naturale. Aiutaci a vivere in modo che possiamo con te riportare la vittoria definitiva sul male e sul Maligno.

ANTIFONA D'INGRESSO
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno può resistere al tuo volere. Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse; tu sei il Signore di tutto l'universo. (
Est 4,17b)

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni bene, che esaudisci le preghiere del tuo popolo al di là di ogni desiderio e di ogni merito, effondi su di noi la tua misericordia: perdona ciò che la coscienza teme e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gl 1,13-15; 2,1-2)
Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.
Dal libro del profeta Gioele
Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti, urlate, ministri dell'altare, venite, vegliate vestiti di sacco, ministri del mio Dio, perché priva d'offerta e libagione è la casa del vostro Dio.
Proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra, radunate gli anziani e tutti gli abitanti della regione nella casa del Signore, vostro Dio, e gridate al Signore: «Ahimè, quel giorno! È infatti vicino il giorno del Signore e viene come una devastazione dall'Onnipotente».
Suonate il corno in Sion e date l'allarme sul mio santo monte!
Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, perché è vicino, giorno di tenebra e di oscurità, giorno di nube e di caligine.
Come l'aurora, un popolo grande e forte si spande sui monti: come questo non ce n'è stato mai e non ce ne sarà dopo, per gli anni futuri, di età in età.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 9)
R. Il Signore governerà il mondo con giustizia.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo.
R.
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede.
R.
Ma il Signore siede in eterno,
stabilisce il suo trono per il giudizio:
governerà il mondo con giustizia,
giudicherà i popoli con rettitudine.
R.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 12,31-32)
R. Alleluia, alleluia.
Ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 11,15-26)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio, alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall'uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: "Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito". Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù è l'unico salvatore del mondo; lo ha dimostrato durante la sua vita terrena mettendosi al servizio dell'uomo con la potenza del suo amore e accettando l'umiliazione della morte per la sua salvezza. Liberarci dal male, da ogni forma di male è la sua missione. Per questo compie miracoli e segni a favore dei malati nel corpo e nello spirito. Scaccia da loro i demoni perché non vuole che i suoi fratelli siano invasi dal maligno. Ci conferma così non solo del male che noi deliberatamente possiamo compiere, ma anche del male che viene dalle seduzioni diaboliche, dalle tentazioni che il maligno trama contro di noi per cercare di vanificare l'opera redentrice del Cristo. Prima di satana sono però i suoi avversari che cercano di rovesciare il significato dei segni che egli pone a favore dell'uomo per suscitare una fede autentica sulla sua persona e sul significato e sulle finalità della sua missione. Gesù evidenzia la stridente contraddizione in cui incappano i suoi nemici e dichiara che egli scaccia i demoni con il dito di Dio, su mandato di Dio. La conseguenza che deriva da tale azione salvifica è che il Regno mette le sue radici nel mondo e nel cuore degli uomini, il male è sconfitto, scacciato, strappato dal cuore dell'uomo e la redenzione è già in atto. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il sacrificio che tu stesso ci hai comandato d'offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale, compi in noi la tua opera di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo, perché partecipiamo tutti dell'unico pane e dell'unico calice. (cf.
1Cor 10,17)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù, figlio di Dio, tu sei venuto al mondo per scacciare Satana e per distruggere la sua opera. Tu l'hai vinto sulla croce, tu ci hai strappato dai suoi inganni, liberandoci dalla schiavitù del peccato e della morte. Tu hai fatto di noi la dimora dello Spirito Santo. Ma Satana intensifica i suoi attacchi per staccarci da te. In questa lotta, vorrei essere al tuo fianco. Aiutami affinché non mi sottometta allo spirito di questo mondo, che ti è ostile. Concedimi lo Spirito Santo, che faccia di me il suo santuario.

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Eleonora Schembri

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Oct 11, 2015, 3:56:48 AM10/11/15
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LA PAROLA
11 ottobre 2015
Domenica
S. Firmino vescovo
28.a tempo ordinario - IV
Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre
Liturgia: Sap 7,7-11; Sal 89; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, insegnami la vera saggezza. Concedimi di bere l'acqua viva del tuo Spirito, che è luce, conoscenza e prudenza. Quando incontrerò il tuo sguardo nei miei fratelli, ascoltando la tua parola o sedendomi al tavolo della tua Eucaristia, non permettere che altri problemi prendano il posto della tua presenza.
Maestro buono, desidero seguirti per entrare nel regno di Dio e ricevere la vita eterna, anche se so che devo donarmi totalmente, perché tu ti sei donato totalmente a noi. So che non sarà facile, ma a mano a mano che avanzerò con te nel cammino, mi sentirò più libero per porre il mio cuore in ciò che veramente conta e dura, nell'amore del Padre che tu ci hai mostrato.

ANTIFONA D'INGRESSO
Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele. (
Sal 130,3-4)

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, che scruti i sentimenti e i pensieri dell'uomo, non c'è creatura che possa nascondersi davanti a te; penetra nei nostri cuori con la spada della tua parola, perché alla luce della tua sapienza possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 7,7-11)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.
Dal libro della Sapienza
Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento. L'ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 89)
R. Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
R.
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
R.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l'opera delle nostre mani,
l'opera delle nostre mani rendi salda.
R.

SECONDA LETTURA (Eb 4,12-13)
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,3)
R. Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
R. Alleluia.
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VANGELO (Mc 10,17-30)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Vendi quello che hai e seguimi.
+
Dal Vangelo secondo Marco
[In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse:«Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.

OMELIA
Il segreto del brano evangelico di oggi è tutto in quello sguardo che Gesù riserva a quel "tale" che gli era corso incontro con tanto entusiasmo, gettandosi ai suoi piedi e chiedendogli: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Gesù fissando su di lui lo sguardo, lo amò". E' un dettaglio di toccante tenerezza. La forza di quello sguardo e la carica di quell'amore spingono ad accogliere quanto lo Spirito ci può suggerire. Ma all'invito a lasciar tutto, si rattristò e "se ne andò"... Per quel "tale" le ricchezze hanno contato più di quello sguardo di amorevolezza. Per lui, la sicurezza offerta da quello che possedeva, "aveva molti beni", era un vantaggio a cui non avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo. Neanche per seguire Gesù. Ecco perché le ricchezze possono essere pericolose. Ecco perché Gesù lancia quel famoso detto: "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Tutto quello che si possiede a vario titolo, ossia tutto quello che "ci possiede", in definitiva ci impedisce di abbandonarci al progetto di Dio. Gesù dà senso alla vita, proiettandoci verso il futuro. Propone ad ogni uomo di andare oltre: "Una sola cosa ti manca". Al quel "tale" Gesù non fa discorsi spirituali, ma: "Lascia quello che hai, dà le tue ricchezze ai poveri, vieni con me, lotta con me per l'avvento del regno di Dio". Se quel "tale" ha fallito, "ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" rispose Pietro a nome degli altri - che cosa ci toccherà? Allo sgomento che circolava nel gruppo per le parole severe, che erano state dette e per quanto avevano visto, Gesù si premura di avvolgere i suoi discepoli in un clima di affetto, come aveva fatto con l'uomo ricco, "figliuoli, riceverete cento volte tanto nel presente, insieme a persecuzioni, e nel futuro, la vita eterna". A tali beni, nel presente secolo, Gesù aggiunge anche le persecuzioni, come sorte dei discepoli, che li rende simili al loro Maestro e Signore, il quale ha accettato la passione per operare la redenzione. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che hai, dallo ai poveri; poi vieni e seguimi". (cf.
Mc 10,21)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Esiste una ricchezza che semina la morte ovunque regna: liberatevene e sarete salvati!
Purificate la vostra anima, rendetela povera per poter ascoltare la chiamata del Salvatore che vi dice: "Vieni e seguimi!". È la via nella quale cammina chi ha il cuore puro: la grazia di Dio non penetra in un'anima ingombra e straziata da una moltitudine di possessioni. Colui che considera la sua fortuna, il suo oro e il suo argento, le sue case, come doni di Dio, dimostra a Dio la sua riconoscenza andando in aiuto dei poveri con i suoi beni. Egli sa di possedere più per i suoi fratelli che per se stesso; resta padrone delle sue ricchezze invece di divenire schiavo; non le chiude nella sua anima più di quanto non chiude la sua vita in esse, ma porta avanti senza stancarsi un'opera tutta divina. E se un giorno la sua fortuna sparisce, egli accetta la sua rovina con cuore libero. Dio proclama beato quest'uomo, egli lo chiama "povero nello spirito", erede sicuro del regno dei cieli...
Esiste, al contrario, chi ha accumulato la sua ricchezza nel proprio cuore al posto dello Spirito Santo; egli serba per sé le sue terre, accumula senza fine le sue fortune, non si preoccupa se non di avere ogni giorno di più; non alza mai gli occhi verso il cielo; rimane impacciato nelle cose temporali; poiché non è che polvere, e ritornerà polvere. Come può provare desiderio per il regno colui che, al posto del cuore, porta un campo o il denaro, colui che la morte sorprenderà fatalmente nel bel mezzo delle sue passioni? Poiché dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
SAN CLEMENTE DI ALESSANDRIA

 

 

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Eleonora Schembri

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Oct 12, 2015, 3:25:53 AM10/12/15
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LA PAROLA
12 ottobre 2015
Lunedì
S. Serafino da Montegranaro


28.a tempo ordinario - IV

Il Signore si è ricordato del suo amore
Liturgia: Rm 1,1-7; Sal 97; Lc 11,29-32

PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, tu sei un padre misericordioso. Tocca i nostri cuori così da farci cambiare comportamento, maniera di pensare e modo di giudicare le persone e le cose. Concedici oggi di vedere il bene e di farlo. La tua voce, percepita nella nostra coscienza, ci permette di distinguere, con la delicatezza e la sottigliezza volute, il bene dal male. Concedici una libertà interiore così da spingerci a cercare, con tutto il cuore, il bene..

ANTIFONA D'INGRESSO
Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele. (
Sal 130,3.4)

COLLETTA
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 1,1-7)
Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l'obbedienza della fede in tutte le genti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio - che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l'obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo -, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
R. Il Signore si è ricordato del suo amore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
R.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
R.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
R.

CANTO AL VANGELO (cf. Sal 94)
R. Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 11,29-32)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Parola del Signore.

OMELIA
La ricerca e la pretesa dei «segni» coincide quasi sempre con la debolezza della fede ed è indice di umana presunzione che quasi vorrebbe sottoporre a giudizio e condizionare l'operato di Dio. Egli, nella sua infinita sapienza e nel suo amore senza limiti, a noi si rivela nei modi che ritiene migliori per noi. In Cristo, nella pienezza dei tempi, nell'incarnazione del Verbo, la rivelazione ha raggiunto il suo culmine e la sua completezza. Soltanto la cecità spirituale ci impedisce di comprenderla. L'acclamazione delle folle contrasta con il rifiuto e la contestazione dei soliti scribi e farisei. Neanche dinanzi al segno di Giona, neanche dinanzi all'annuncio di salvezza che Cristo proclama, neanche dinanzi alla sua morte e risurrezione quella generazione malvagia si convertirà. Ciò vuol dire che possiamo restare colpevolmente ciechi anche dinanzi ai segni più strepitosi ed evidenti. È sconvolgente dover constatare come la superbia dell'uomo possa giungere ad oscurare persino la potenza e l'amore di Dio. I segni vanno cercati nell'Amore, vanno percepiti con la più schietta umiltà, la virtù che alimenta anche la nostra fede. San Paolo ci offre uno splendido esempio di umiltà e di vera conversione: egli diventerà un intrepido araldo del Vangelo e predicherà al mondo pagano Cristo crocifisso e risorto, ma soprattutto con tutta la sua vita ne sarà un testimone credibile e santo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. (
1Gv 3,2)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, non smettere mai, come hai fatto con Giona, di esortarci ad ascoltarti e ad eseguire la nostra missione. Ispira la verità nei nostri cuori, perché siamo testimoni del tuo amore, con le nostre vite e le nostre parole.

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Eleonora Schembri

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Oct 18, 2015, 3:59:24 AM10/18/15
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LA PAROLA
18 ottobre 2015
Domenica
S. Luca, evangelista (f)
29.a tempo ordinario - I
Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo
Liturgia: Is 53,10-11; Sal 32; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45

PREGHIERA DEL MATTINO
Tu sai, Signore, che non è facile mettersi ai piedi dell'uomo, perché la nostra tentazione permanente è di elevarci, di comandare, di governare, di opprimere. La nostra società non vuole dei servitori, ma dei trionfatori. Siamo costantemente bombardati da immagini di falsi dei che ci invitano alla tirannia e al dispotismo. Il semplice servizio dell'amore significa tuffarsi nel mistero della tua gratuità. E tutto quello che è gratuito è dubbio agli occhi della nostra società, perché tutto si compra e tutto si vende. Per questo, Signore, concedici un cuore come quello di tuo Figlio, affinché sappiamo concederci volentieri al servizio dei nostri fratelli uomini.

ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. (
Sal 17,6.8)

COLLETTA
Dio della pace e del perdono, tu ci hai dato in Cristo il sommo sacerdote che è entrato nel santuario dei cieli in forza dell'unico sacrificio di espiazione; concedi a tutti noi di trovare grazia davanti a te, perché possiamo condividere fino in fondo il calice della tua volontà e partecipare pienamente alla morte redentrice del tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Is 53,10-11)
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza.
Dal libro del profeta Isaia
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32)
R. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto,
dell'amore del Signore è piena la terra.
R.
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
R.
L'anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.
R.

SECONDA LETTURA (Eb 4,14-16)
Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede.
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mc 10,45)
R. Alleluia, alleluia.
Il Figlio dell'uomo è venuto per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti.
R. Alleluia.
Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Mc 10,35-45)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Figlio dell'uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli:«Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù ha annunziato per la terza volta la sua passione e morte ai Dodici in disparte, usando toni molto duri e realistici: lo condanneranno a morte, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo uccideranno. Nel vangelo odierno, ad immediato seguito di quelle dichiarazioni, i due figli di Zebedèo avanzano a Gesù un'ambiziosa domanda, una richiesta contraria al vangelo: questa gli dà l'occasione di approfondire ed esplicitare il tema della passione, associando ad essa la sorte dei suoi discepoli. Il vangelo ha capovolto il concetto di potere e di primato. Ricordiamoci che la nostra grandezza non sta nell'imporre a Gesù la nostra volontà. La vera grandezza del cristiano è nel servizio. Non è da escludere che nell'atteggiamento dei figli di Zebedèo si riflettono anche tensioni della chiesa nascente. Troppe volte nella chiesa siamo tentati di confondere autorità e potere. Ma bisognerebbe riflettere più spesso sul significato di queste parole: ministero, diaconia, servizio. Dobbiamo sempre essere disposti a condividere con gli altri le responsabilità, ad ascoltare le esigenze e i suggerimenti di tutti, a riconoscere che spesso chi non ha cariche ecclesiastiche, dimostra di avere capacità e generosità molto maggiori. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Figlio dell'uomo è venuto per dare la sua vita in riscatto per tutti gli uomini. (
Mc 10,45)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
"Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire". Colui che è a capo del popolo deve per prima cosa capire che egli è il servo di tutti. Che egli non disdegna il compito di essere il servo di tutti; poiché Cristo, Signore dei signori, non ha disdegnato mettersi al nostro servizio. Una dinamica dettata dalla carne aveva insinuato nei discepoli un desiderio di grandezza.
Ma il Signore, medico, era là: a respingere la loro presunzione. Egli mostra loro un piccolo bambino, esempio di umiltà. Poiché l'orgoglio è un grande male, il primo male, origine di ogni peccato. Così l'apostolo raccomanda ai responsabili della Chiesa, tra tutte le virtù, l'umiltà. "Chi vuole essere grande tra voi - spiega - si faccia vostro servitore".
Fratelli, vi parlo come vescovo; e i miei consigli mi fanno temere per me stesso, ricordando il monito dell'apostolo: "Io corro, ma non come chi è senza meta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria, anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato" (
1Cor 9,26-27). Ecco come egli ha servito, e come ci chiede di servire. Gesù ha dato la sua vita; egli ci ha riscattati; chi di noi può riscattare qualcuno? È per mezzo della sua morte, del suo sangue, che siamo stati riscattati dalla morte. Noi eravamo limitati alla terra, e, attraverso la sua umiltà, siamo stati innalzati; l'apostolo Giovanni ci invita ad imitarlo: "Cristo ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1Gv 3,16).
SANT'AGOSTINO

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Eleonora Schembri

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Oct 19, 2015, 3:58:21 AM10/19/15
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LA PAROLA
19 ottobre 2015
Lunedì
S. Paolo della Croce (mf)


29.a tempo ordinario - I

Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato il suo popolo
Liturgia: Rm 4,20-25; Cant. Lc 1,68-75; Lc 12,13-21

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu ci rendi giusti per mezzo della fede e ogni volta che mi rivolgo a te nell'intercessione, mi ricordo che tu hai detto che la preghiera del giusto aveva una grande efficacia. Io non posso avvalermi delle mie azioni, e neppure della mia fedeltà per reclamare da te qualcosa, ma invoco la tua giustizia, invoco te che vivi in me e mi trasformi a poco a poco in una nuova creatura. Tu, dall'interno, fai rialzare ciò che è caduto e raddrizzi ciò che è storto. È così che io posso comprendere: "Il giusto vivrà per mezzo della fede".

ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. (
Sal 17,6.8)

COLLETTA


Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 4,20-25)
È stato scritto anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani


Fratelli, di fronte alla promessa di Dio, Abramo non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.
E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Lc 1,68-75)
R. Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato il suo popolo.
Ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo.
R.
Salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza.
R.
Del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,3)

R. Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 12,13-21)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Quello che hai preparato, di chi sarà?
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

OMELIA
I desideri umani, se non guidati dalla sapienza dello Spirito, sfociano inevitabilmente nella cupidigia; le necessità della vita, sull'onda della umana insaziabilità, si moltiplicano senza limite fino a farci credere di dover vivere sempre e soltanto nella situazione terrena. Ci convinciamo anche di essere noi soltanto i padroni del tempo e della vita e i destinatari delle nostre cose, chiudendoci in un insanabile egoismo. Siamo anche noi tentati di pensare come l'uomo ricco di cui ci parla il Vangelo di oggi,: una volta acquisite le nostre sicurezze, i nostri beni, riempiti i granai delle nostre bramosie, diciamo a noi stessi: "hai a disposizione molti beni per molti anni; riposati, mangia e bevi e datti alla gioia". Il Signore dà un giudizio completamente diverso della felice situazione in cui crede di essere quell'uomo. Egli lo definisce "stolto" perché ha sbagliato completamente i conti: ha saputo misurare l'entità delle sue ricchezze, ma non ha valutato la caducità del tempo e la vera destinazione di quei beni. Ha pensato ad una felicità solo terrena e si è dimenticato dell'eternità. Ecco perché il Signore non intende immischiarsi in faccende di eredità. Troppo spesso proprio in quelle circostanze emergono in modo violento l'attaccamento al denaro e agli interessi solo umani. Dovremmo ricordarci che la nostra vera vita non è quaggiù, dove tutto perisce, ma nell'eternità di Dio, dove le vere ricchezze si tramutano in gioia perenne. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono, su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. (
Sal 33,18-19)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita". Mio Dio, dove ho investito, e in quale commercio mi sono compiaciuto? Mi sono fatto degli amici in cielo? E il mio tesoro dov'è? Che io sappia dove si trova il mio cuore, se esso è con te. Quale follia, se non quella che consiste nel guadagnare la propria vita perdendola. Oh, che io possa guadagnare il cielo perdendo tutto, tranne il tempo prezioso in cui tu mi lasci la libertà di dare o di serbare, di risparmiare o di essere prodigo della tua immagine, d'amare o di rifiutare questo tormento interiore.
Mio Dio, tu dici: "Questa notte stessa...".

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Eleonora Schembri

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Oct 20, 2015, 1:40:29 AM10/20/15
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LA PAROLA
20 ottobre 2015
Martedì
S. Irene


29.a tempo ordinario - I

Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà
Liturgia: Rm 5,12.15b.17-19.20b-21; Sal 39; Lc 12,35-38

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu sei venuto di notte, e verrai di notte, notte profonda del mondo: "Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà ancora la fede?". Può darsi che sia già più tardi di quanto crediamo, e tu ci chiedi di vegliare in queste tenebre che avvolgono la terra, non dormendo ma restando vigili, spiritualmente svegli, più sicuri della tua venuta che colui che veglia di quella dell'aurora. Viene l'ora in cui tutto si svela, in cui strapperai per sempre il velo che ci privava della tua vista.



ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. (Sal 17,6.8)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 5,12.15b.17-19.20b-21)
Se per la caduta di uno solo la morte h regnato, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia regneranno nell vita per mezzo del solo Gesù Cristo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 39)
R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo. R.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 21,36)
R. Alleluia, alleluia.
Vegliate in ogni momento pregando,
perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell'uomo.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Lc 12,35-38)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell'alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore.

OMELIA
Prima di addormentarci nel sonno della morte, rischiamo di cadere nel torpore della vita; ciò ci accade quando ci lasciamo coinvolgere dagli eventi, sedurre dal tempo e acquietare dalle cose che ci circondano, incapaci di guardare oltre per aver perso lo scopo ultimo della nostra vita. Diventiamo come pellegrini che hanno smarrito la strada il cui incedere diventa vago e immotivato. "Siate pronti" ci risuono perciò come una sveglia dal torpore e dall'immobilismo, ci ricorda di essere dei viandanti che continuamente debbono cercare la strada e fare il giusto rifornimento per non restare privi di indispensabili energie. Solo così la vita acquista il suo vero significato: siamo in marcia verso una mèta, sempre desti e pronti, camminiamo insieme, abbiamo la certezza che Qualcuno ci precede e ci indica la via. L'attesa e la fatica non sono vane perché il Signore ci attende per farci sedere al banchetto del cielo insieme ai suoi santi. Ci percorre il pensiero di tante giovani vite, prive di senso e di ideali, che soffocate dal nulla e dalla nausea, ricorrono ai falsi dèi, fino a procurarsi la morte, prima dell'anima e del corpo. Forse non si è giunti in tempo a destarli dal torpore e innamorarli della vita! (Padri Silvestrini)



PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono, su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. (Sal 33,18-19)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA

"Dunque non siete più di passaggio, né stranieri, ma fate parte della città dei santi, della famiglia di Dio...". Che parola meravigliosa ci rivolgi, Signore, e com'è esigente! Concedici di cogliere tutti i mezzi di santificazione che metti a nostra disposizione affinché possiamo rispondere in egual misura alla grazia che fai scendere su di noi nella persona di Gesù Cristo.
Disponi la nostra anima alle nozze con il Verbo divino affinché noi facciamo veramente parte della famiglia di Dio.

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Eleonora Schembri

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Oct 23, 2015, 3:56:12 AM10/23/15
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LA PAROLA
23 ottobre 2015
Venerdì
S. Giovanni da Capestrano (mf)


29.a tempo ordinario - I

Insegnami, Signore, i tuoi decreti
Liturgia: Rm 7,18-25a; Sal 118; Lc 12,54-59

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, noi scrutiamo i segni del tempo ed ecco che si fanno brevi: la salvezza è più vicina a noi che al momento in cui abbiamo creduto. La fine è vicina e noi non vogliamo temerla come una catastrofe, ma temere piuttosto che il termine arrivi senza che noi abbiamo perdonato, senza che ci siamo riconciliati con i nostri fratelli e con te. Concedici senza sosta questo sentimento d'urgenza e di imminenza della tua venuta affinché, liberati dalle nostre passioni terrene, prepariamo le tue vie tra gli uomini.



ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali. (Sal 17,6.8)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 7,18-25a)
Chi mi libererà da questo corpo di morte?


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene: in me c'è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me.
Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti nel mio intimo acconsento alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che combatte contro la legge della mia ragione e mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra.
Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118)
R. Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Insegnami il gusto del bene e la conoscenza,
perché ho fiducia nei tuoi comandi.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti. R.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.
Mai dimenticherò i tuoi precetti,
perché con essi tu mi fai vivere.
Io sono tuo: salvami,
perché ho ricercato i tuoi precetti. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 11,25)
R. Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 12,54-59)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: "Arriva la pioggia", e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: "Farà caldo", e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».
Parola del Signore.

OMELIA
I progressi nella scienza, vertiginosi in questo ultimo secolo, consentono agli uomini di scrutare sempre meglio i segni dei tempi. Pare che non esistano più barriere per l'intelligenza umana: pare che ormai siamo in grado di trovare la spiegazione di tutto ciò che ci accade intorno sia nel bene che nel male. In misura diversa ciò accadeva anche ai tempi di Gesù; gli scribi e i farisei, i suoi avversari di sempre, cavillando e ragionando a modo loro, emanavano sentenze e si ritenevano depositare si quasi tutte le verità. Il rimprovero del Signore: "Ipòcriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, ma questo tempo non sapete giudicarlo" - risuona anche per noi con grande attualità. Anche oggi si vuol vedere tutto con un solo occhio, quello più debole e fallace della ragione e si rifiuta di scrutare gli eventi con l'occhio della fede. Ci si priva così di rendere sacra la nostra storia, non la si vede come guidata e redenta da Dio, ma tutto si riduce a squallida cronaca di stile giornalistico. Si rimane così nella inevitabile condanna dei continui conflitti, che ostacolano la pace con Dio e tra gli uomini. Non dovremmo ridurci ad aprire gli occhi solo in occasione di fatti tragici e violenti! (Padri Silvestrini)



PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono, su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. (Sal 33,18-19)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA

Signore, voglio cercare l'unità, non uniformando o disdegnando le differenze, ma partecipando piuttosto al movimento unico dell'amore, quel volgersi al Padre che ci riunisce in un'unica lode polifonica in cui voci diverse sono una sola armonia. Uniscici in una sola adorazione, in cui coloro che ti adorano dimentichino se stessi e le loro differenze per non vedere che te, Dio Unico in tre Persone.

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Eleonora Schembri

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Oct 25, 2015, 4:37:51 AM10/25/15
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LA PAROLA
25 ottobre 2015
Domenica
S. Crispino
30.a tempo ordinario - II
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
Liturgia: Ger 31,7-9; Sal 125; Eb 5,1-6; Mc 10,46-52

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, non smettere di passare sulla nostra strada. Contemplaci, noi che siamo immersi nelle tenebre e nelle ombre della morte, e abbi pietà della nostra cecità e povertà. Come il cieco di Gerico, ti diciamo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi! Sii un padre per noi, illumina i nostri occhi con la luce della fede e fortifica il nostro coraggio affinché ti seguiamo sino alla fine del cammino.

ANTIFONA D'INGRESSO
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)

COLLETTA
O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati, che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nell'oppressione e nel pianto, ascolta il grido della nostra preghiera: fa' che tutti gli uomini riconoscano in lui la tenerezza del tuo amore di Padre e si mettano in cammino verso di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9)
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.
Dal libro del profeta Geremia
Così dice il Signore: "Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: "Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d'Israele".
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione e li raduno dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente: ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi d'acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno, perché io sono un padre per Israele, Èfraim è il mio primogenito».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 125)
R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia. R.
Allora si diceva tra le genti:
"Il Signore ha fatto grandi cose per loro".
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia. R.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia. R.
Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. R.

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6)
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l'ordine di Melchisedek.
Dalla lettera agli Ebrei
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì come è detto in un altro passo: Tu sei sacerdote per sempre, secondo l'ordine di Melchìsedek.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (2Tm 1,10)
R. Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Mc 10,46-52)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Rabbunì, che io veda di nuovo!


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Parola del Signore.

OMELIA
Il cieco del brano evangelico di oggi rappresenta l'uomo sulla via della fede; non vede ancora Gesù, ma ne percepisce la presenza. E' una percezione però così viva che gli fa intuire come solo da Dio gli può venire la salvezza e gli fa gridare: «figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me». Il suo è un atto di fede nella messianicità di Gesù. La fede però non è solo adesione ad una verità, ma è soprattutto adesione ad una persona, in un incontro vitale con Cristo Gesù. Sappiamo bene che è la grazia divina a guarire e a salvare. Ma alla corrente della grazia l'uomo arriva attraverso la spina della fede. In questo caso siamo portati ad ammirare un doppio intervento di Gesù che dona la vita e dona la fede. La fede è capitale nella vita cristiana. Senza essa è impossibile aderire a Dio. L'aver ricevuto la vista, simbolo della fede, impegna immediatamente chi era stato cieco a seguire Gesù; e il cammino del cieco di Gerico, verso la vera luce, si presenta come un esemplare itinerario per chi, dalla tristezza di un'esistenza opaca e senza avvenire, vuole pervenire al traguardo della vera vita. Saper percepire la salutare presenza di chi ci passa accanto, il calore del sole divino che ci illumina; lasciar salire verso di lui l'anelito della propria anima, implorare incessantemente finché ci avvenga di essere toccati dall'esperienza viva del suo splendore e della sua infinita benevolenza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Signore, fa' che io veda!". "Va' la tua fede ti ha salvato". (Mc 10,51-52)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Molte espressioni della Bibbia ruotano intorno allo sguardo e alla vista. Per loro mezzo, Iahvè, nell'Antico Testamento ("Dio guardò la condizione degli Israeliti", Es 2,25), e Gesù nel Nuovo Testamento ("Egli vide una grande folla e sentì compassione per loro...", Mt 14,14; "Allora Gesù, fissatolo, lo amò" (Mc 10,21)), si rivelano a noi come un Dio vicino, attento alle situazioni storiche, che parla agli uomini e vuole poter contare su di loro per condurre a termine la sua missione. Ma non sempre coloro che sono passati vicini a Gesù l'hanno riconosciuto: la chiave del riconoscimento è la fede.
Vivere la propria fede significa prendere un cammino di comunicazione e di esperienza di Dio, dove la nostra fede si adatti progressivamente alla sua, "fino a che Cristo sia formato in voi" (Gal 4,19), e che facciamo nostri i suoi sentimenti, i suoi criteri, i suoi interessi.
Sul cammino della fede proviamo la gioia di colui che riconosce un dono. "La fede della mia anima è una luce molto chiara e forte. Se attenuo nel mio intimo il dono della mia fede, è perché questo dono possiede una luce, un colore, un'intensità che non so descrivere. E la mia fede cresce. I miracoli non mi stupiscono, quello che mi stupisce è che non ce ne siano più, o, meglio, che noi non ci accorgiamo degli innumerevoli miracoli che il Signore realizza intorno a noi". Ecco quello che scriveva Josefa Segovia, una donna del nostro secolo responsabile dell'insegnamento scolastico e formatrice di educatori. Anche noi conduciamo questa questua che ci fa' gridare come il cieco: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me" e: "Signore, che io riabbia la vista!", e, per mezzo della Chiesa, prendiamo coscienza dei fenomeni che minacciano l'esperienza della fede nel nostro mondo.
Dove trovare Dio, quale via prendere per affermare la nostra fede? Vivere la fede quaggiù richiede un procedimento costante di personalizzazione, di progressivo approfondimento di questa esperienza al contatto con la Parola Divina.
Per la Chiesa, che, in quanto comunità di credenti, celebra la fede, la fratellanza vissuta in comunità come i primi cristiani, la fede deve incarnarsi e trasformare il lavoro quotidiano, la vita di famiglia di tutti i giorni, le relazioni umane, le strutture sociali. È inquietandoci nel corso della storia e degli avvenimenti mondiali, impegnandoci al fianco di coloro che vivono personalmente queste situazioni difficili, così diffuse oggi, di emarginazione e di ingiustizia, che noi ci apriremo al mistero del Dio vivo, e ci metteremo alla sua ricerca. E per questa ricerca è necessario che il nostro sguardo sia rivolto all'interno, verso la dimora che è per santa Teresa d'Avila il simbolo della presenza di Dio nel cuore dell'uomo, verso la preghiera, nella solitudine e nel silenzio.
LORETO BALLESTER

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Eleonora Schembri

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Oct 26, 2015, 4:57:43 AM10/26/15
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LA PAROLA
26 ottobre 2015
Lunedì
S. Evaristo papa


30.a tempo ordinario - II

Il nostro Dio è un Dio che salva
Liturgia: Rm 8,12-17; Sal 67; Lc 13,10-17

PREGHIERA DEL MATTINO
Mio Signore, morto e risuscitato per me, e che per me "hai versato quella goccia di sangue", voglio vivere come figlio della luce. Poiché devo ereditare da te, fa' di me, fin d'ora, un figlio di Dio, riempiendo le mie tenebre della tua luce ammirabile, la mia umanità della tua divinità. Prendi possesso della tua eredità, invadimi, Signore.



ANTIFONA D'INGRESSO
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)

COLLETTA

Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa' che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 8,12-17)
Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 67)
R. Il nostro Dio è un Dio che salva.
Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia. R.
Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.
A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri. R.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte. R.

CANTO AL VANGELO (Gv 17,17)
R. Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 13,10-17)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Questa figlia di Abramo non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C'era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l'asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Parola del Signore.

OMELIA
Genera sconforto e irritazione il comportamento assurdo del capo della sinagoga che si indigna nel vedere Gesù, che impone le mani e guarisce una povera donna afflitta da diciotto anni da un terribile male in giorno di sabato. Egli la proclama libera dalla sua infermità e le impone le mani. La reazione della donna "raddrizzata" miracolosamente è quello di glorificare Dio, la reazione del capo della sinagoga è una critica assurda e cieca nei confronti del Cristo. Nella sua ottusità e grettezza, citando a sproposito la scrittura sacra, dichiara che ci sono sei giorni in cui si deve lavorare e non in giorno di "shabbàth". Il Signore definisce da ipocriti tale comportamento e tale giudizio. Quanto Gesù ha fatto non può assolutamente essere paragonato al lavoro umano; Egli sta rivelando ancora una volta la centralità della sua missione nei confronti dell'uomo infermo e peccatore. Egli è colui che guarisce e colui che salva. Lo dichiarerà più esplicitamente in altre occasioni: "Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera" e altrove dice: "sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato". Capita ancora di sentire e leggere critiche assurde e talvolta blasfeme nei confronti di Cristo, della chiesa e dei suoi ministri e dei suoi fedeli: molto spesso si costata che il lucignolo della ragione umana vorrebbe giudicare e condannare la Luce stessa di Dio! (Padri Silvestrini)



PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest'offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso, offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)



PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Se con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete". Concedi al tuo servo una grande intimità con il tuo Spirito, fa' che dimori in me questo fuoco che l'amore ci ha acquistato a prezzo del tuo sangue. Egli mi preservi dal male come l'angelo dalla spada fiammeggiante sorveglia l'accesso al paradiso. Egli mi sorvegli e agisca mettendo a morte ciò che deve morire, in quella beata mortificazione che vivifica il cuore dell'uomo.
Che io sappia servirmi dei doni spirituali.

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Eleonora Schembri

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Nov 3, 2015, 2:27:20 AM11/3/15
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LA PAROLA
3 novembre 2015
Martedì
S. Martino de Porres (mf)
31.a tempo ordinario - III
Custodiscimi, Signore, nella pace
Liturgia: Rm 12,5-16a; Sal 130; Lc 14,15-24

PREGHIERA DEL MATTINO
Tu hai provvisto il tuo Corpo mistico di ogni carisma necessario alla sua crescita affinché tutti i suoi membri spirituali non fossero che una sola cosa "per mezzo dell'affetto fraterno", nell'umiltà e nella dolcezza. Gloria a te, o Giusto, che bandisci ciò che disgrega questa comunione, il desiderio di potenza, l'usura dell'amore, la tristezza, la noia, il rifiuto di sorridere e di accogliere, la mancanza di rispetto per i nostri fratelli. Tu avverti: "Fuggite il male con orrore". La tua legge d'amore è una leva. Allora può scaturire lo Spirito che fa abbondare la gioia.

ANTIFONA D'INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza. (
Sal 38,22-23)

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA - (Rm 12,5-16a)
Siamo membra gli uni degli altri.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani


Fratelli, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri.
Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all'insegnamento; chi esorta si dedichi all'esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia.
La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell'ospitalità.
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 130)
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l'anima mia.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.

CANTO AL VANGELO (Mt 11,28)
R. Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 14,15-24)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, è pronto". Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi". Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi". Un altro disse: "Mi sono appena sposato e perciò non posso venire".
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: "Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi".
Il servo disse: "Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto". Il padrone allora disse al servo: "Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena"».
Parola del Signore.

OMELIA
Sono ancora tantissimi i così detti fedeli chi si dichiarano talmente affaccendati al punto di non avere più tempo da dedicare al Signore e ai propri doveri religiosi. C'è da credere invece che l'invito è di primaria importanza, è un invito a partecipare all'intimità con Dio, è un invito alle nozze con Cristo; è lui lo sposo tanto atteso e desiderato e ora misconosciuto e rifiutato. Le scuse che ancora oggi sono addotte per giustificarsi non sono sostanzialmente diverse da quelle che degli invitati alle nozze; cambiano i mestieri e il tipo di occupazione, ma tutti sono ugualmente presi e coinvolti dalle mille faccende della vita presente. Il loro tempo e stracolmo di impegni per le «cose» da fare, quindi non c'è più spazio per il Signore. Così molti posti rimangono vuoti: perché gli invitati hanno ben altro da fare! Così accade che i prediletti rimangono nelle strade del mondo e al loro posto sono invitati ciechi, storpi e zoppi. Il Signore non si rassegna mai ai rifiuti degli uomini. Proprio dal rifiuto degli «eletti» la fede è giunta fino a noi. Ora comprendiamo meglio la frase evangelica «gli ultimi saranno i primi»! Anche noi eravamo tra gli ultimi. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "Come il Padre che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me". (
Gv 6,57)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Questa sera tu ci inviti ancora: "Venite, è pronto". Il tuo cuore di Padre trabocca di gioia, poiché tu aspetti i tuoi figli. Ma ecco che nel loro errore preferiscono cose secondarie alla festa nuziale. Perché, Padre, non ti amano? Sono forse anch'io uno di loro? Sì, se sono diventato sordo alla tua chiamata, se non ascolto la tua voce piena di desiderio, se sono divenuto insensibile alle cose elevate. Gloria a te, che fai tutto con giustizia, non accogliendo che l'amore, qualsiasi siano le miserie, senza maschere, degli zoppi e dei ciechi che si protendono, poveri e storpi, quando tu asciughi loro le lacrime e dici: "Non piangere".

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Eleonora Schembri

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Nov 4, 2015, 2:33:24 AM11/4/15
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VANGELO DEL GIORNO

« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68

 

Mercoledì 04 Novembre 2015

Mercoledì della XXXI settimana delle ferie del Tempo Ordinario


Santo(i) del giorno : S. Carlo Borromeo, cardinale a Milano (1538-1584), B. Teresa Manganiello, terziaria francescana (1849-1876)

Meditazione del giorno
San Giovanni Cassiano : Rinunciare a tutti i suoi averi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 14,25-33.

 

Versione in voce >>>>>  VANGELO

 

In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila?
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».






Meditazione del giorno:

San Giovanni Cassiano (v. 360-435), fondatore di monastero a Marsiglia
Conferenze 3, 6-7; CSEL 13/2, 73-75

Rinunciare a tutti i suoi averi

 

    Ora dobbiamo parlare delle rinunce che secondo la tradizione dei Padri e come afferma l’autorità della sacra Scrittura sono tre... Con la prima disprezziamo tutte le ricchezze e i beni materiali del mondo, con la seconda rinneghiamo le consuetudini passate, vizi e passioni dell’anima e della carne; la terza consiste nel distogliere la nostra anima da tutte le cose presenti e visibili, per contemplare e desiderare soltanto i beni futuri e invisibili. E tutte e tre queste rinunce devono essere attuate contemporaneamente, come leggiamo che il Signore ordinò ad Abramo dicendo: “Esci dalla tua terra e dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre” (Gen 12,1).      

    

    Prima disse: “dalla tua terra”, cioè rinuncia ai beni di questo mondo e alle ricchezze terrene; in secondo luogo: “dalla tua parentela”, rinuncia cioè al modo di vivere, alle consuetudini e ai vizi del passato, che fin dalla nascita aderiscono a noi come se ci fossero affini e consanguinei; in terzo luogo: “dalla casa di tuo padre”, cioè distogli lo sguardo da ogni ricordo di questo mondo che hai sotto gli occhi...


    Fissiamo lo sguardo, come dice l’apostolo Paolo, “non sulle cose visibili ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne” (2 Cor 4,18); “La nostra patria è nei cieli” (Fil 3,20). Così, usciti dalla casa paterna, colui che ci era padre secondo l’uomo vecchio, dalla nascita, quando “eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri” (Ef 2,3), volgeremo tutto lo sguardo dell’anima ai beni celesti. Allora il nostro spirito si eleverà al mondo invisibile con la costante meditazione delle divine Scritture e la contemplazione spirituale.






 


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« O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen. »

SAN FRANCESCO (Preghiera davanti al Crocifisso)


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Eleonora Schembri

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Nov 6, 2015, 6:17:51 AM11/6/15
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LA PAROLA
6 novembre 2015
Venerdì
S. Leonardo abate


31.a tempo ordinario - III

Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia
Liturgia: Rm 15,14-21; Sal 97; Lc 16,1-8

PREGHIERA DEL MATTINO
Padre nostro che sei nei Cieli, si presenta davanti a me un nuovo giorno, che ricevo in dono dalle tue mani. Me ne servirò per il bene della mia famiglia, per il bene di coloro che mi sono cari e che tu mi hai affidato. Vorrei comunicare loro la tua bontà e la tua benevolenza nei miei confronti. Voglio contribuire alla loro salvezza temporale ed eterna, dimenticando me stesso. Lavoro e doveri mi aspettano. Sono pronto ad assumere il carico in modo consapevole. Fa' che le mie azioni siano utili e fruttuose; riempimi di soddisfazione per il compimento della missione. Fa' che tutte le mie azioni possano testimoniare la mia fedeltà e il mio attaccamento, e che contribuiscano così al più gran bene dell'umanità tutta, senza che io perda di vista la meta: essere un tuo buono e fedele servitore. Allora tu potrai dirmi: Vieni a prendere parte alla gioia del Signore!

ANTIFONA D'INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza. (
Sal 38,22-23)

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa' che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Rm 15,14-21)
Sono ministro di Cristo Gesù tra le genti, perché esse divengano un'offerta gradita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani


Fratelli miei, sono anch'io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l'un l'altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po' di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete, a motivo della grazia che mi è stata data da Dio per essere ministro di Cristo Gesù tra le genti, adempiendo il sacro ministero di annunciare il vangelo di Dio perché le genti divengano un'offerta gradita, santificata dallo Spirito Santo.
Questo dunque è il mio vanto in Gesù Cristo nelle cose che riguardano Dio. Non oserei infatti dire nulla se non di quello che Cristo ha operato per mezzo mio per condurre le genti all'obbedienza, con parole e opere, con la potenza di segni e di prodigi, con la forza dello Spirito.
Così da Gerusalemme e in tutte le direzioni fino all'Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunciare il Vangelo dove era già conosciuto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, ma, come sta scritto: «Coloro ai quali non era stato annunciato, lo vedranno, e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
R. Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

R. Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia.


Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.

R. Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia.


Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

R. Agli occhi delle genti il Signore ha rivelato la sua giustizia.

CANTO AL VANGELO (1Gv 2,5)
R. Alleluia, alleluia.
Chi osserva la parola di Gesù Cristo
in lui l'amore di Dio è veramente perfetto.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image002.jpg@01D0B4B1.1B6BE010
VANGELO (Lc 16,1-8)

Versione in voce >>>>>  VANGELO

I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.


+
Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare".
L'amministratore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua".
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio padrone?". Quello rispose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Rispose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta".
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».
Parola del Signore.

OMELIA
Ascoltare da Gesù la parabola dell'amministratore infedele ci stupisce. Sia che si ispiri a un fatto realmente accaduto in quel tempo, sia che inventi di pura fantasia, come può il Signore lodare tale amministratore? È la domanda che ci facciamo.
Osservando più da vicino, ci accorgiamo però che le lodi di Gesù non si riferiscono propriamente a quest'uomo e al suo agire colpevole: non lo approva completamente, né lo propone come esempio ai discepoli. Come uno gestisce i beni materiali è una questione che non interessa a Gesù. Il centro del paragone è un altro: si tratta dell'intelligenza. I figli della luce dovranno impararla da quest'uomo disonesto.
Infatti avranno anch'essi dei conti da rendere. Gesù ci esorta a puntare tutto, assolutamente tutto, sull'intelligenza, e a misurare su di essa le nostre parole e le nostre scelte. L'intelligenza che egli esige non è quella di una migliore conoscenza delle cose, del sapere, del "know-how". Consiste piuttosto nel prendere le proprie decisioni alla luce della meta prefissata; è "la prua della conoscenza" (Paul Claudel) della nave della nostra vita che si dirige verso l'eternità. L'intelligenza ci insegna a non fermarci all'immediato e a guardare, invece, alla meta ultima, come già dicevano gli antichi Romani.
Ciò potrebbe riguardare anche il buon uso dei nostri beni. Come si dice alla fine del Vangelo di oggi: "Procuratevi amici con la iniqua ricchezza" (
Lc 16,9). Colui il cui animo s'attacca troppo alla ricchezza, è sulla cattiva strada.
Ma l'intelligenza, che tutto dispone in funzione del proprio fine, non basta ai nostri sforzi. Se non ci si vuole ritrovare senza difesa, se si vuole avere Dio stesso non come giudice, ma come amico, bisogna seguire fin d'ora i suoi comandamenti e le sue esortazioni. Ottenere dall'uomo che sia attento ai segni dello Spirito: ecco ciò che Gesù si è proposto di fare per mezzo di tale parabola.

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "Come il Padre che ha la vita ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me". (
Gv 6,57)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Signore, anche in questa notte molti uomini sono senza tetto, senza rifugio. Altri sono torturati dalla guerra e dalle privazioni. Vengono perpetrati delitti, regnano ingiustizia e violenza. Fa' che mai io ti incolpi di tutto ciò. Fa' che abbia ben chiaro che causa di tutto ciò sono il peccato e il cattivo uso della nostra libertà. Eppure, nonostante il rischio di un tale abuso, tu non hai voluto che fossimo privati della dignità di esseri liberi, per poterti amare liberamente. Proteggimi da ogni cattiva diceria che possa adombrare il tuo viso pieno di bontà.

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Eleonora Schembri

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Nov 10, 2015, 7:49:01 AM11/10/15
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LA PAROLA
10 novembre 2015
Martedì
S. Leone Magno (m)
32.a tempo ordinario - IV
Benedirò il Signore in ogni tempo
Liturgia: Sap 2,23 - 3,9; Sal 33; Lc 17,7-10

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, vorrei rendermi utile agli altri. Come loro, mi attribuisco del merito nella misura in cui mi sento utile a qualcosa. In famiglia e nel lavoro, il raggiungimento degli obiettivi che via via mi propongo mi conferma sulla ragionevolezza del mio sforzo e sul senso della mia vita. Concedimi, te ne prego, di riuscire nel mio lavoro e nelle mie molteplici attività. Ma impedisci che il successo mi renda troppo sicuro di me. Perché allora il ritornare a te non sarebbe senza dolore. Ahimé, la mia povertà e la mia disperazione mi spingono a cercare la tua presenza; e, invece, sui sentieri facili e belli rischio sempre di dimenticarmi di te.

ANTIFONA D'INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera. (
Sal 88,3)

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 2,23- 3,9)
Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.
Dal libro della Sapienza
Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l'invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d'immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l'offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità, i fedeli nell'amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 14,23)
R. Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 17,7-10)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù, il Figlio di Dio, si è umiliato nella carne, si è fatto nostro servitore, ha lavato i piedi ai suoi apostoli, ha testimoniato per noi una amore senza limiti accettando la passione e la morte: tutto questo lo ha fatto solo per noi, per farci sedere di nuovo alla mensa di Dio e renderci di nuovo suoi commensali. Non possiamo e non dobbiamo però pretendere alcunché dal Signore perché il suo amore è un dono gratuito. San Paolo ci ricorda che è già difficile trovare qualcuno che sia disposto a dare la vita per una persona dabbene, Gesù però ci amati mentre eravamo peccatori e nemici di Dio, ci ha fatti oggetto di un amore misericordioso, di un amore cioè che gratuitamente perdona. Nessuna azione umana, per quanto santa e meritoria, può quindi compensare adeguatamente quell'amore infinito, ed è per questo che anche quando abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato dobbiamo concludere di essere servi inutili. Soltanto la bontà divina e la sua grazia interverranno a rendere meritorie le nostre azioni, perché lo stesso Signore ci garantisce che essere suoi servi significa poi regnare con lui. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa' che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane. (
Lc 24,35)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, a poco a poco comincio a indovinare qualcosa del tuo particolare legame con il Padre nello Spirito Santo. Osservo che il Dio Onnipotente del Nuovo Testamento è evocato da nomi che designano te, osservo che tu parli molto di più di lui che di te stesso e che quanto ci dici di te fa intendere molte cose di lui. Quanto deve essere meravigliosa tale unità nella vita trinitaria, in cui ciascuno è più nell'altro che in se stesso! Figlio di Dio, insegnami a dimenticare un po' me stesso, come fai tu di fronte al Padre, con quella dimenticanza di sé per la quale non si cerca più di affermare se stessi, ma si agisce sempre e soltanto per amore.

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Eleonora Schembri

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Nov 13, 2015, 5:24:48 AM11/13/15
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LA PAROLA
13 novembre 2015
Venerdì
S. Diego


32.a tempo ordinario - IV

I cieli narrano la gloria di Dio
Liturgia: Sap 13,1-9; Sal 18; Lc 17,26-37

PREGHIERA DEL MATTINO
"Tu sei l'autore della bellezza", scrive il Saggio. Questa fiamma d'amore, raggio della tua gioia eterna, l'annuncia il firmamento. "Non vi sono parole"; ciò nondimeno un fuoco arde il cuore di chiunque sappia leggere le primizie del tuo splendore. Chi potrà, senza scuse, non riconoscere la tua grandezza identificabile nel più piccolo atomo di vita? Chi non sente il profumo della tua presenza che si palesa ai cuori che ti contemplano? Chi rifiuterebbe di indurre, davanti a tanti capolavori, l'evidente realtà dell'Invisibile?

ANTIFONA D'INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l'orecchio alla mia preghiera. (
Sal 88,3)

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 13,1-9)
Se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
Dal libro della Sapienza
Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l'artefice. Ma o il fuoco o il vento o l'aria veloce, la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s'ingannano cercando Dio e volendolo trovare.
Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall'apparenza perché le cose viste sono belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 18)
R. I cieli narrano la gloria di Dio.
I cieli narrano la gloria di Dio,
l'opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.
R. I cieli narrano la gloria di Dio.
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.
R. I cieli narrano la gloria di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 21,28)
R. Alleluia, alleluia.
Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina.

R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 17,26-37)
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà.

Versione in voce >>>>>  VANGELO


+
Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell'uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l'uno verrà portato via e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà portata via e l'altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
Parola del Signore.

OMELIA
È facile per noi cadere nella dimenticanza di Dio! È facile lasciarsi prendere dalle vicende ordinarie della vita ed essere impreparati e distratti circa i segni divini: accadde al tempo di Noè, quando stava per sopraggiungere il diluvio, accadde ai tempi di Lot, quando il fuoco distruttore stava per piovere sulla terra, accade anche oggi, quando terra trema, quando fango scende dalle montagne, quando onde anomale invadono le case... e seminano distruzione e morte per migliaia di persone, intende come sempre alle loro ordinarie occupazioni. La rivelazione e la manifestazione del Cristo risorto può sopraggiungere in ogni istante e dobbiamo perciò tenerci pronti all'inevitabile ed insindacabile giudizio divino. Il peccato, il rifiuto di Dio ci rendono come cadaveri su cui piombano famelici gli avvoltoi. Comprendiamo così che il castigo è la conseguenza inevitabile dei nostri errori; diventiamo distruttori di noi stessi e Dio ne è solo il triste testimone. È la mancanza di amore a generare l'odio, è dall'odio che sgorgano le vendette incrociate, le guerre che osiamo poi chiamare «sante». Essere vigilanti per noi credenti in Cristo, significa vivere nella fede, essere desti nell'attesa del Signore che viene, significa vivere la fraternità universale, anche quando questa dovesse costarci sacrifici e morte. A noi non è più concesso, dopo l'evento Cristo, di leggere la storia come cronaca di fatti più o meno importanti, dobbiamo far sì che la nostra sia davvero una storia sacra, in cui l'intervento di Dio è sempre presente. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa' che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane. (
Lc 24,35)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Si avvicina l'ultimo giorno, l'estremo, in cui ogni essere vivente sarà passato al setaccio, in cui tutto sarà giudicato sull'amore. Chi vi sarà quando si ripeterà ciò che avvenne al tempo di Noè? L'uno verrà preso, e l'altro lasciato. O mio Dio, che la moltitudine delle preoccupazioni non mi sommerga in quella ganga inutile, che rende il cuore sordo. Che io ti aspetti, trafitto dal desiderio, dando tutta la mia vita, non in modo parziale, ma ardente e totale. Allora ciò che costituisce l'essenziale brillerà come oro passato al setaccio.

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Eleonora Schembri

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Nov 17, 2015, 3:32:44 AM11/17/15
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LA PAROLA
17 novembre 2015
Martedì
S. Elisabetta di Ungheria (m)
33.a tempo ordinario - I
Il Signore mi sostiene
Liturgia: 2Mac 6,18-31; Sal 3; Lc 19,1-10

PREGHIERA DEL MATTINO
"Oggi devo fermarmi a casa tua". Tu sei colui che bussa alla porta e mi invita, Dio delle sorprese, del sorgere, dei risvegli. Poiché la mia casa è la tua casa. Come mi troverai quando verrai, in quale disordine interiore? Fa' che mi prepari a ricevere il mio innamorato.

ANTIFONA D'INGRESSO
Dice il Signore: "Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi". (
Ger 29,11.12.14)

COLLETTA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Mac 6,18-31)
Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi.
Dal secondo libro dei Maccabei
In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita.
Quelli che erano incaricati dell'illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest'uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell'antica amicizia che aveva con loro.
Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché - egli diceva - non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant'anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell'Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un n! obile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi».
Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia.
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell'anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui».
In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 3)
R. Il Signore mi sostiene.
Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c'è salvezza in Dio!».
R. Il Signore mi sostiene.
Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.
R. Il Signore mi sostiene.
Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.
R. Il Signore mi sostiene.

CANTO AL VANGELO (cf. 1Gv 4,10)
R. Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
R. Alleluia.
Descrizione: cid:image005.jpg@01D0B7CC.E35F0110
VANGELO (Lc 19,1-10)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Figlio dell'uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand'ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch'egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Parola del Signore.

OMELIA
Il vangelo ci ripropone l'episodio del piccolo Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, che cercava di vedere Gesù. Fin quando egli rimane confuso tra la folla, per la sua piccola statura, e non solo per questo, non gli è consentito di vedere. Prima deve elevarsi arrampicandosi ad un albero e poi dovrà scendere in fretta per accogliere a casa sua Colui che cercava nascondendosi tra i rami. Voleva solo vedere Gesù ed ecco che si sente chiamare per nome, invitato da Gesù a scendere in fretta «perché oggi devo fermarmi a casa tua». Il Signore ci dà molto di più di quanto osiamo sperare da lui. Zaccheo, anche se ricco di soldi, sa di essere un povero peccatore, lo confesserà poi umilmente all'ospite divino. Il suo obiettivo era soltanto quello di vedere quale fosse Gesù. Mai e poi mai si sarebbe sognato di poterlo avere come ospite casa sua; ancor meno poteva lontanamente sperare i frutti di grazia che poi sarebbero sgorgati da quell'incontro. La presenza del Signore smuoverà la sua coscienza a riconoscere i propri peccati e le ingiustizie commesse, sentirà poi il bisogno di affidare i suoi errori alla misericordia del Signore, si sentirà impegnato a riparare il malfatto e il maltolto, si sente interiormente smosso alla solidarietà verso i poveri, poi ascolterà commosso il perdono e la completa assoluzione: «oggi la salvezza è entrata in questa casa». La conclusione del brano evangelico ci apre il cuore alla speranza: «Il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». Chi di noi non ha già sperimentato e rischia di sperimentare di perdersi? Gesù già ci sta cercando per salvarci! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato". (
Mc 11,23.24)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
È stretta la porta, e sei tu la porta dell'unico ovile. Che ristrettezza si trova in te, più vasto dei cieli, se non questo rimpicciolirsi del tuo essere per comunicare con noi, questo passaggio stretto dalla divinità all'umanità per te che sei rimasto nove mesi nella notte del ventre materno; se non questo rimpicciolirsi dell'angoscia affinché tu possa cogliere la ristrettezza soffocante dell'umanità decaduta? Il discepolo ben formato è simile al suo maestro, e se tu ci dilati e ci metti al largo noi possiamo fare l'economia di questa traversata nell'umanità sofferente, di questa attraversata del tuo cuore trafitto per la salvezza del genere umano.

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Eleonora Schembri

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Nov 19, 2015, 3:14:52 AM11/19/15
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LA PAROLA
19 novembre 2015
Giovedì
S. Fausto martire


33.a tempo ordinario - I

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio
Liturgia: 1Mac 2,15-29; Sal 49; Lc 19,41-44

PREGHIERA DEL MATTINO
Non piangere! Nessuno aveva potuto consolare il tuo popolo, e tu vieni come un agnello offerto con la purezza e la dolcezza, sole armi contro il male, e trionfi! Tu mi dici: Non piangere per tutto ciò che verrà, non temere nessuno dei dolori e delle catastrofi dell'apocalisse, dello svelamento finale di ogni cosa, poiché io sarò un leone per il nemico, ma per te sarò come un agnello.

ANTIFONA D'INGRESSO
Dice il Signore: "Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi". (
Ger 29,11.12.14)

COLLETTA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Mac 2,15-29)
Cammineremo nell'alleanza dei nostri padri.
Dal primo libro dei Maccabei
In quei giorni, i messaggeri del re, incaricati di costringere all'apostasia, vennero nella città di Modin per indurre a offrire sacrifici. Molti Israeliti andarono con loro; invece Mattatìa e i suoi figli si raccolsero in disparte.
I messaggeri del re si rivolsero a Mattatìa e gli dissero: «Tu sei uomo autorevole, stimato e grande in questa città e sei sostenuto da figli e fratelli. Su, fatti avanti per primo e adempi il comando del re, come hanno fatto tutti i popoli e gli uomini di Giuda e quelli rimasti a Gerusalemme; così tu e i tuoi figli passerete nel numero degli amici del re e tu e i tuoi figli avrete in premio oro e argento e doni in quantità».
Ma Mattatìa rispose a gran voce: «Anche se tutti i popoli che sono sotto il dominio del re lo ascoltassero e ognuno abbandonasse la religione dei propri padri e volessero tutti aderire alle sue richieste, io, i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei nostri padri. Non sia mai che abbandoniamo la legge e le tradizioni. Non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra».
Quando ebbe finito di pronunciare queste parole, si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare di Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo, Mattatìa arse di zelo; fremettero le sue viscere e fu preso da una giusta collera. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge, come aveva fatto Fineès con Zambrì, figlio di Salom. La voce di Mattatìa tuonò nella città: «Chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l'alleanza mi segua!». Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto possedevano.
Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero nel deserto, per stabilirvisi.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 49)
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende.
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l'alleanza
offrendo un sacrificio.
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica.
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Offri a Dio come sacrificio la lode
e sciogli all'Altissimo i tuoi voti;
invocami nel giorno dell'angoscia:
ti libererò e tu mi darai gloria.
R. A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

CANTO AL VANGELO (Sal 94,8)

R. Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.

R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 19,41-44)

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Se avessi compreso quello che porta alla pace!
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù piange su una duplice immane sciagura che sta per colpire la città santa. Gerusalemme: non ha compreso la via della pace, ormai nascosta ai suoi occhi e per questa ragione è ormai già votata alla distruzione. Gli abitanti di quella città non hanno riconosciuto il tempo in cui sono stati visitati. Sant'Agostino soleva ripetere: «ho paura del Signore che passa!» Gesù sta percorrendo da anni le vie della Palestina predicando un Vangelo di conversione; egli si è presentato come il Messia, l'Inviato del Padre, la via della riconciliazione e della pace. Non è stato però compreso e proprio gli abitanti di Gerusalemme, la città prediletta da Dio, saranno gli esecutori di un assurdo giudizio e di una crudele condanna nei confronti del Cristo. Non hanno compreso la via della pace! Sollecitati alla fede con i segni e i prodigi sono rimasti colpevolmente nella loro ottusa cecità. Non ha più senso esistere quando si perde lo scopo per cui si è stati fatti; non avrà più senso quella città e neanche il suo tempio, luogo della dimora di Dio. Non resterà che pietra su pietra. Una chiesa senza Cristo e senza fedeli è solo pietra. È una gravissima responsabilità non riconoscere il tempo della visita del Signore. È venuto, ha bussato alla porta del tempio dove sembrava tutti l'attendessero, ma nessuno gli ha aperto. Si è rifugiato in una grotta e di lì, su quella roccia ha edificato la sua chiesa. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato". (
Mc 11,23.24)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Gerusalemme non ha conosciuto l'ora in cui Dio la visitava, e di lei non è più restata pietra su pietra. Ma ecco l'ora di una nuova visita in cui uomini di tutte le nazioni che sono sulla terra salgono verso la Città santa, e il tempo della sua consolazione è vicino. Gerusalemme, città sacerdotale lavata dal sangue del Messia, là dove si trovano i troni per il giudizio!

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Eleonora Schembri

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Nov 20, 2015, 4:36:27 AM11/20/15
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LA PAROLA
20 novembre 2015
Venerdì
S. Benigno


33.a tempo ordinario - I

Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore
Liturgia: 1Mac 4,36-37.52-59; Cant. 1Cron 29,10-12; Lc 19,45-48

PREGHIERA DEL MATTINO
Gesù, tutto il popolo pendeva dalle tue labbra e per questo non potevano arrestarti e veniva ritardata l'ora della tua morte. Tu hai fatto di noi un popolo di profeti. Mentre molti vogliono mandarti a morte, fa' che, grazie alla tua Parola che feconda il Regno, cerchiamo instancabilmente di farti vivere estendendo il tuo Regno sulla terra.

ANTIFONA D'INGRESSO
Dice il Signore: "Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò, e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi". (
Ger 29,11.12.14)

COLLETTA
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Mac 4,36-37.52-59)
Celebrarono la dedicazione dell'altare e offrirono olocausti con gioia.

Dal primo libro dei Maccabei


In quei giorni, Giuda intanto e i suoi fratelli dissero: «Ecco, sono stati sconfitti i nostri nemici: andiamo a purificare il santuario e a riconsacrarlo». Così si radunò tutto l'esercito e salirono al monte Sion.
Si radunarono il mattino del venticinque del nono mese, cioè il mese di Chisleu, nell'anno centoquarantotto, e offrirono il sacrificio secondo la legge sul nuovo altare degli olocausti che avevano costruito. Nella stessa stagione e nello stesso giorno in cui l'avevano profanato i pagani, fu riconsacrato fra canti e suoni di cetre e arpe e cimbali. Tutto il popolo si prostrò con la faccia a terra, e adorarono e benedissero il Cielo che era stato loro propizio.
Celebrarono la dedicazione dell'altare per otto giorni e offrirono olocausti con gioia e sacrificarono vittime di ringraziamento e di lode. Poi ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e piccoli scudi. Rifecero i portoni e le celle sacre, munendole di porte. Grandissima fu la gioia del popolo, perché era stata cancellata l'onta dei pagani.
Giuda, i suoi fratelli e tutta l'assemblea d'Israele, poi, stabilirono che si celebrassero i giorni della dedicazione dell'altare nella loro ricorrenza, ogni anno, per otto giorni, cominciando dal venticinque del mese di Chisleu, con gioia ed esultanza.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Cant. 1Cron 29,10-12)
R. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore.
Benedetto sei tu, Signore,
Dio d'Israele, nostro padre,
ora e per sempre.
R. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore.
Tua, Signore, è la grandezza, la potenza,
lo splendore, la gloria e la maestà:
perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo.
R. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore.
Tuo è il regno, Signore:
ti innalzi sovrano sopra ogni cosa.
Da te provengono la ricchezza e la gloria.
R. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore.
Tu domini tutto;
nella tua mano c'è forza e potenza,
con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere.
R. Lodiamo il tuo nome glorioso, Signore.

CANTO AL VANGELO (Gv 10,27)
R. Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 19,45-48)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: "La mia casa sarà casa di preghiera". Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell'ascoltarlo.
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù entra in Gerusalemme e si reca nel tempio di Dio; non è solo un atto di rispetto ma qualifica subito che la sua missione, in Gerusalemme, è religiosa e non politica. La scacciata dei venditori dal tempio non solo indica quanto Gesù ci tenga anche al decoro dei luoghi di culto ma assume quasi il valore di un rito di preparazione per tutto quello che sta per accadere a Gerusalemme. Assume quindi un aspetto di gesto di purificazione. Diventa quasi un rito. Gesù insegnerà ancora una volta che il tempio l'ha potuto di nuovo riconoscere come la sua casa. Tutto ciò però sappiamo bene che è solo un passaggio; Gesù è interessato a celebrare in un altro tempio, cercherà un altro altare. Dal tempio parte per arrivare sulla Croce; dalla celebrazione dell'Antica Alleanza si passa al luogo dove si celebrerà la Nuova Alleanza, che trova il suo altare sulla Croce. È il nuovo patto di amore già preannunciato dal profeta Geremia. La legge non sarà più scritta sulle tavole di pietra, il luogo era nel tabernacolo del tempio; ma nei nostri cuori. Il cuore è il tabernacolo del tempio della Nuova Alleanza è il sacrario più intimo del nostro incontro con il Signore dove possiamo sempre celebrare la nuova Alleanza e rinnovare quell'amore che ci è donato dalla morte e risurrezione di Cristo. Purifichiamo, allora i nostri cuori, rendiamoli degni di un così grande dono, facciamo che anche in noi Gesù possa trovare posto per porre il suo insegnamento, apriamoci al suo amore con fiducia. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Quest'offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti fedelmente e ci prepari il frutto di un'eternità beata. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato". (
Mc 11,23.24)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, ascolta la nostra umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


Giovanni mangiò la tua parola, ed essa fu amara nelle sue viscere e dolce come il miele sulle sue labbra. Le tue viscere di misericordia si torsero e tu conoscesti il dolore dell'amore non condiviso, della parola che non arrivava a compiersi tra gli uomini ribelli alla misericordia. Eppure, tu non proferisti la più piccola parola di lamento, e le tue parole per coloro che ti rattristavano furono dolci. Concedici questa stessa dolcezza, quando il fuoco della parola, i tormenti della predicazione, sono amari come i dolori del parto.

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Eleonora Schembri

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Nov 22, 2015, 4:05:50 AM11/22/15
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LA PAROLA
22 novembre 2015
Domenica
Cristo Re dell'Universo
34.a tempo ordinario - P
Il Signore regna, si riveste di splendore
Liturgia: Dn 7,13-14; Sal 92; Ap 1,5-8; Gv 18,33b-37

PREGHIERA DEL MATTINO
Ci sono diverse verità: quelle degli insegnanti, dei sapienti, dei filosofi, dei politici, dei saggi, degli ideologi. Al di sopra di tutte queste, vi è una verità di cui è testimone Cristo: quella della salvezza. Il mondo non l'ha ancora capita; perciò questa verità continua ad essere accusata, incoronata di spine e crocifissa. Signore Gesù, testimone fedele della verità divina, aiutami a rispondere a questa verità con la fede e con la fedeltà al tuo amore. Vorrei ascoltare la verità dalle tue labbra. Vorrei che questa verità fosse la luce che illumina il mio cammino e la gioia della mia vita. Io aspiro non solo a conoscerla, ma anche a servirla col cuore e con lo spirito, a dedicarle le mie capacità e il mio entusiasmo.

ANTIFONA D'INGRESSO
L'Agnello immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza e sapienza e forza e onore: a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (
Ap 5,12; 1,6)

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni paternità, che hai mandato il tuo Figlio per farci partecipi del suo sacerdozio regale, illumina il nostro spirito, perché comprendiamo che servire è regnare, e con la vita donata ai fratelli confessiamo la nostra fedeltà al Cristo, primogenito dei morti e dominatore di tutti i potenti della terra. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Dn 7,13-14)
Il suo potere è un potere eterno.
Dal libro del profeta Daniele
Guardando nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 92)
R. Il Signore regna, si riveste di splendore.
Il Signore regna, si riveste di maestà;
si riveste il Signore, si cinge di forza.
R. Il Signore regna, si riveste di splendore.
E' stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall'eternità tu sei.
R. Il Signore regna, si riveste di splendore.
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore.
R. Il Signore regna, si riveste di splendore.

SECONDA LETTURA (Ap 1,5-8)
Il sovrano dei re della terra ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Gesù Cristo è il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto. Sì, Amen!
Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mc 11,9.10)
R. Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!.
R. Alleluia.
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VANGELO (Gv 18,33b-37)

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Tu lo dici: io sono re.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Parola del Signore.

OMELIA
Tutta la nostra storia è indelebilmente segnata dall'evento Cristo. Tutta la nostra liturgia tende come ad un approdo, ad un culmine, alla scoperta e alla solenne proclamazione della sovranità e regalità del nostro Salvatore e Signore. Così ogni anno concludiamo ed iniziamo l'anno liturgico, Ciò che era stato preannunciato con accenti apocalittici come un personaggio misterioso a lungo atteso e vagheggiato, ora è presente e vivo: ha conquistato il suo trono regale umiliandosi nella carne, scalando un monte e immolandosi per noi sul patibolo della croce. È la conquista del crocifisso, è la nostra redenzione. Egli aveva affermato che il suo regno non è come quelli del nostro mondo ed infatti egli non ha conquistato poteri umani, non si è dotato di potenza, ma ha conquistato il mondo ed ha affascinato tutti noi a prezzo della sua stessa vita. Una conquista scaturita soltanto dall'amore, dalla misericordia, dalla piena riconciliazione. Alla domanda di Pilato: «sei tu re?» Gesù risponde: «Tu lo dici; io sono re». Egli è il testimone della verità perché è venuto a cancellare la menzogna che ci ha indotto al peccato. Egli è la Voce che ristabilisce il nostro dialogo con Dio dopo averlo interrotto dopo il primo peccato; ora lo invochiamo chiamandolo Padre. Egli è la via che ci riconduce alla casa paterna dopo il nostro vagabondare nei pascoli immondi. Egli è il re della pace e il Signore dei risorti. La nostra sudditanza è scandita dalla libera e gioiosa adesione al suo vangelo, da una incondizionata fedeltà, da una continua e crescente comunione con lui. Dobbiamo soltanto tendere l'orecchio dell'anima alla sua voce, ai suoi preziosi insegnamenti. Questa è la via per affermare la sua regalità e per espandere e far crescere il suo regno. Ci vuole come testimoni anche quando siamo chiamati a pagarne il prezzo, anche quando ci potrebbe costare la vita. I martiri non si sono assoggettati alle angherie dei potenti e prepotenti del mondo per proclamare l'indiscutibile primato di Cristo, la sua divina sovranità. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, o Padre, questo sacrificio di riconciliazione, e per i meriti del Cristo tuo Figlio concedi a tutti i popoli il dono dell'unità e della pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Io sono re e sono venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità". (
Gv 18,37)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti con il pane della vita immortale, fa' che obbediamo con gioia a Cristo, Re dell'universo, per vivere senza fine con lui nel suo regno glorioso. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Tutti i secoli cristiani hanno salutato la signoria di Gesù, cioè il fatto che il Verbo prenda posto, per mezzo della sua incarnazione, al centro della sua opera, la creazione, e che attraverso la sua vittoriosa redenzione recuperi il mondo e lo restauri secondo le intenzioni di Dio. Il vecchio titolo con cui era annunciato nell'Antico Testamento, "messia", "Cristo" o "re" non vuole dire altro.
Quando Pio XI ha istituito la festa di Cristo Re, ha voluto tuttavia sottolineare un aspetto speciale di questo ascendente del Signore sul mondo: quello che egli esercita sulle società umane. Di fronte ad una religione che rischiava di rintanarsi nella vita privata, questa solennità afferma una religione che invade tutti gli ambiti dell'attività di un cristiano. Non è lontano il tempo in cui alcuni pensavano che i problemi coniugali, come i problemi sociali o internazionali, non avevano niente a che vedere con il cristianesimo. Un'adesione puramente intellettuale e senza grande approfondimento di un credo, alcuni riti e uno sforzo morale puramente individuale erano loro sufficienti per avere la coscienza a posto. La celebrazione di Cristo Re ricorda al contrario che l'insegnamento di Cristo offre i principi di risposta ad ogni domanda umana, specialmente a quelle che riguardano le relazioni e la vita sociale, e che il cristiano deve procedere con queste secondo le esigenze del secondo comandamento della carità.
Per fare così regnare Cristo sulla terra, sono possibili molti metodi. Alcuni si basano soprattutto sugli omaggi pubblici. E, certamente, se le società riconoscessero il loro autore e il loro legislatore in questo modo sarebbe un bene e conforme ai diritti del Signore su di esse. Inoltre, molti membri di queste società sarebbero incoraggiati nel loro cammino verso di lui, e mercanteggerebbero di meno l'obbedienza. Ma ciò è considerare il problema come risolto. Le società attuali rifiutano un simile percorso e si rifugiano in un atteggiamento che bisogna sperare neutro e non ostile, perché non sono composte da cristiani. Esse lo erano di più un tempo e possiamo rimpiangere questo tempo; ma non sarebbe che una smorfia conservarne le apparenze esteriori quando l'anima non è più la stessa. Certamente bisogna lavorare per far evolvere le istituzioni verso un primo stadio di neutralità positiva o di benevola imparzialità, ma conviene non imporre nulla alle persone per mezzo di una società profana. Può avvenire, per esempio, che una piccola minoranza "tradizionale"di uno Stato, attraverso manovre politiche, ottenga la sottomissione a leggi di una particolare religione, ma esasperi la maggioranza della popolazione e la allontani da ogni religione.
Al contrario, altri pensano che i principi di dottrina politica o sociale di Cristo si confondano con il diritto naturale o almeno con il buon senso e che perciò sia necessario lavorare per farli applicare senza riferimento esplicito al loro autore. Ciò ha il vantaggio di permettere la collaborazione con i non-cristiani e di recuperare così molti uomini che, pur senza avere la fede, sono assai impregnati di morale cristiana. Ma ciò non è senza inconvenienti. I cristiani rischiano di operare a poco a poco lontani da Cristo e di lasciarsi a loro volta laicizzare. Essi possono dimenticare che questi principi prendono tutta la loro forza nella loro dimensione divina, forza logica e soprattutto forza di ispirazione concreta nelle azioni. Il rispetto per la dignità umana e tutte le sue conseguenze, la giustizia e la pace sono legate alla rivelazione della vocazione di figli di Dio e del destino eterno degli uomini, una migliore distribuzione delle ricchezze è legata a quella dei veri valori. Ad ogni modo, la grazia necessaria alla realizzazione di questi obiettivi sociali, che richiedono tanti sforzi e sacrifici, non potrebbe essere completamente indipendente dalla fede in Gesù Cristo.
La verità è forse che il regno di Cristo comincia nel più profondo della coscienza dei cristiani, ma per essere autentico deve, per mezzo di un movimento verso l'esterno, investire tutte le loro attività umane. Perché opporre due direzioni delle quali la prima richiama necessariamente la seconda?
I cristiani sono chiamati ad una maggiore intimità con il cuore di Cristo non come alibi all'azione cattolica, all'azione cristianizzante delle realtà sociali, ma al contrario come alla sua fonte necessaria.
A coloro che amano la vita spirituale tocca dunque dimostrare l'efficacia temporale dell'unione con Dio, cioè del regno di Cristo al quale si aderisce interiormente, ma al quale si deve lavorare nel mondo intero. Se nessun cristiano considera più la preghiera come mezzo per evadere dai problemi di oggi, ve ne saranno di meno che immaginano di poterli risolverli risparmiando il tempo e lo sforzo consacrati alla preghiera.
Mons. CHARLES

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Eleonora Schembri

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Nov 24, 2015, 2:34:31 AM11/24/15
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LA PAROLA
24 novembre 2015
Martedì
Ss. Andrea Dung-Lac e compagni (m)
34.a tempo ordinario - II
A lui la lode e la gloria nei secoli
Liturgia: Dn 2,31-45; Cant. Dn 3,57-61; Lc 21,5-11

PREGHIERA DEL MATTINO
Ti saluto, Gesù. Ti saluto, Maria. Con il vostro aiuto e la vostra benedizione mi alzo e incomincio un giorno nuovo. Fate che non mi avvii sul cammino della menzogna, ma che viva seguendo la verità divina. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore parla di pace al suo popolo, e ai suoi fedeli e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (
Sal 85,9)

COLLETTA
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza, ottengano in misura sempre più abbondante i doni della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dn 2,31-45)
Dio farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e annienterà tutti gli altri regni.

Dal libro del profeta Daniele


In quei giorni, Daniele disse a Nabucodònosor: «Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d'oro puro, il petto e le braccia d'argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d'argilla.
Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d'uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d'argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l'argilla, il bronzo, l'argento e l'oro e divennero come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra.
Questo è il sogno: ora ne daremo la spiegazione al re. Tu, o re, sei il re dei re; a te il Dio del cielo ha concesso il regno, la potenza, la forza e la gloria. Dovunque si trovino figli dell'uomo, animali selvatici e uccelli del cielo, egli li ha dati nelle tue mani; tu li dòmini tutti: tu sei la testa d'oro. Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno, quello di bronzo, che dominerà su tutta la terra.
Ci sarà poi un quarto regno, duro come il ferro: come il ferro spezza e frantuma tutto, così quel regno spezzerà e frantumerà tutto. Come hai visto, i piedi e le dita erano in parte d'argilla da vasaio e in parte di ferro: ciò significa che il regno sarà diviso, ma ci sarà in esso la durezza del ferro, poiché hai veduto il ferro unito all'argilla fangosa. Se le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d'argilla, ciò significa che una parte del regno sarà forte e l'altra fragile. Il fatto d'aver visto il ferro mescolato all'argilla significa che le due parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare una cosa sola, come il ferro non si amalgama con l'argilla fangosa.
Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno che non sarà mai distrutto e non sarà trasmesso ad altro popolo: stritolerà e annienterà tutti gli altri regni, mentre esso durerà per sempre. Questo significa quella pietra che tu hai visto staccarsi dal monte, non per intervento di una mano, e che ha stritolato il ferro, il bronzo, l'argilla, l'argento e l'oro.
Il Dio grande ha fatto conoscere al re quello che avverrà da questo tempo in poi. Il sogno è vero e degna di fede ne è la spiegazione».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,57-61)
R. A lui la lode e la gloria nei secoli.
Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.
Benedite, angeli del Signore, il Signore.
R. A lui la lode e la gloria nei secoli.
Benedite, cieli, il Signore.
Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore.
R. A lui la lode e la gloria nei secoli.
Benedite, potenze tutte del Signore, il Signore,
lodatelo ed esaltatelo nei secoli.
R. A lui la lode e la gloria nei secoli.

CANTO AL VANGELO (Ap 2,10)
R. Alleluia, alleluia.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
R. Alleluia.
Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Lc 21,5-11)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non sarà lasciata pietra su pietra.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è vicino". Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo».
Parola del Signore.

OMELIA
Spesso l'uomo crede di aver realizzato qualcosa di indistruttibile, di perenne e ciò soprattutto quando si tratta di realtà umane a cui si annette uno speciale valore e significato. Lo pensavano anche gli ebrei del loro maestoso tempio di Gerusalemme, segno per loro della divina presenza, della speciale predilezione di cui godevano e del loro prestigio e grandezza. Non avevano compreso che quella splenditi realtà era legata ad un patto di alleanza e di fedeltà . tutto crolla quando la fede viene meno e l'ipocrisia impera. Prima della distruzione del tempio si è infranto colpevolmente quel patto, quel legame e quel vincolo. A quel punto il tempio non ha più motivo di esistere, sarebbe un segno bugiardo. Viene quindi condannato alla distruzione perché assuma un altro significato, quello di una distruzione del male, dell'egoismo, della presunzione. Sono questi in primo luogo gli eventi terrificanti di cui parla il Vangelo. La vera catastrofe è sempre originata dal peccato e dall'infedeltà a Dio. Viene da pensare che anche le nostre splendide chiese potrebbero assumere le stesse caratteristiche del tempio di Gerusalemme se non le viviamo co0me segno di comunione vera con Dio e tra di noi. Il tempio, la chiesa è tale solo se coloro che li frequentano esprimono coerentemente nel culto e nella vita l'autenticità della fede. Possiamo perciò essere noi a sconsacrare e distruggere templi e chiese. «Dov'è carità e amore lì c'è Dio», ne consegue che dove non c'è amore e fraternità Dio viene cacciato e una chiesa senza Dio diventa un normale e comune locale di umane adunanze. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questi santi doni che ci hai comandato di offrire in tuo onore, perché, obbedienti alla tua parola, diventiamo anche noi un'offerta a te gradita. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo", dice il Signore. (
Mt 28,20)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita, non permettere che ci separiamo mai da te, fonte di ogni bene. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Per il segno della santa croce, proteggimi dai miei nemici, o Signore, mio Dio. Ti ringrazio veramente di cuore per avermi creato, fatto cristiano salvandomi a prezzo del tuo santo sangue e preservato in questo giorno dalle menzogne della vita. Gloria, onore e lode a te, mio Dio, con lo Spirito Santo, per Cristo nostro Signore.
Amen.

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Eleonora Schembri

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Nov 27, 2015, 3:35:59 AM11/27/15
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LA PAROLA
27 novembre 2015
Venerdì
S. Massimo


34.a tempo ordinario - II
A lui la lode e la gloria nei secoli

Liturgia: Dn 7,2-14; Cant. Dn 3,75-81; Lc 21,29-33

PREGHIERA DEL MATTINO
Ti ringrazio, mio Dio, dei benefici che mi accordi. Accompagnami, ti prego, con la tua grazia durante questo giorno, perché possa superare tutti i pericoli dell'anima e del corpo. Per rendere così testimonianza della tua bontà e del tuo amore. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore parla di pace al suo popolo, e ai suoi fedeli e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (
Sal 85,9)

COLLETTA
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza, ottengano in misura sempre più abbondante i doni della tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dn 7,2-14)
Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo.

Dal libro del profeta Daniele


Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mare Grande e quattro grandi bestie, differenti l'una dall'altra, salivano dal mare. La prima era simile a un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono strappate le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d'uomo.
Poi ecco una seconda bestia, simile a un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».
Dopo di questa, mentre stavo guardando, eccone un'altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d'uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il potere.
Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d'una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
Stavo osservando queste corna, quand'ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che proferiva parole arroganti.
Io continuavo a guardare, quand'ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti.
Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito.
Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d'uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,75-81)

R. A lui la lode e la gloria nei secoli.


Benedite, monti e colline, il Signore.
Benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.

R. A lui la lode e la gloria nei secoli.


Benedite, sorgenti, il Signore.
Benedite, mari e fiumi, il Signore.

R. A lui la lode e la gloria nei secoli.


Benedite, mostri marini e quanto si muove nell'acqua, il Signore.
Benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.

R. A lui la lode e la gloria nei secoli.


Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore,


lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

R. A lui la lode e la gloria nei secoli.

CANTO AL VANGELO (Lc 21,28)
R. Alleluia, alleluia.
Risollevatevi e alzate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina.
R. Alleluia.

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VANGELO (Lc 21,29-33)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.


+
Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l'estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».
Parola del Signore.

OMELIA
La storia dell'umanità è segnata da grandi travagli; non vi sono le calamità naturali che determinano la storia; il desiderio irrefrenabile di potere, l'egoismo che stravolge tutte le leggi dell'uomo sono meccanismi che ritroviamo spesso nella storia. È la nostra storia che, in Cristo, diventa storia di salvezza, storia che ci avvicina sempre di più alla manifestazione del Regno. La notazione di vicinanza di Gesù, che leggiamo nel brano odierno del Vangelo, non è da leggersi in senso temporale ma proprio perché con Lui possiamo sempre di più rendere visibile il Suo regno. Non parla di un regno che è legato ai poteri della terra, ma è il regno delle virtù, il regno dell'amore che non è di questo mondo, anche se si realizza anche oggi. È una partecipazione che si attua nella storia e con essa ed è perciò legata alle leggi del tempo ma che trova in Cristo la sua pienezza. Le sue parole non passeranno mai! È un messaggio, una certezza, una speranza, la base della nostra fede nel Dio fedele e che mantiene le sue promesse; la parola data in Cristo, Parola del Padre nella Grammatica dello Spirito Santo. È la legge dell'amore di Cristo. Egli solo, Parola fatta carne, ha parole di vita eterna; solo in Lui troviamo l'acqua che disseta sempre; in Lui abbiamo il cibo per la vita eterna. La sua Parola illumina le nostre parole; la sua Vita da senso alla nostra vita; la sua Verità rende comprensibili le nostre verità; la sua Via indica la méta per le nostre vie. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questi santi doni che ci hai comandato di offrire in tuo onore, perché, obbedienti alla tua parola, diventiamo anche noi un'offerta a te gradita. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo", dice il Signore. (
Mt 28,20)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita, non permettere che ci separiamo mai da te, fonte di ogni bene. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA


O Dio, benedicimi prima che cada nel sonno. Perdonami tutti i peccati, tutte le colpe di questo giorno in offesa della tua bontà e del mio prossimo. Incomincio questa notte con l'aiuto e la protezione della tua grazia. Amen.

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Eleonora Schembri

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Nov 29, 2015, 4:15:36 AM11/29/15
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LA PAROLA
29 novembre 2015
Domenica
S. Saturnino martire
1.a Avvento - I
A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido
Liturgia: Ger 33,14-16; Sal 24; 1Ts 3,12 - 4,2; Lc 21,25-28.34-36

PREGHIERA DEL MATTINO
Noi ti lodiamo Signore, Dio nostro Padre, per questo nuovo giorno, frutto del tuo amore e della tua misericordia. In questo giorno che sta nascendo, mandaci il tuo Spirito di santità, perché possiamo contemplarlo e amarlo nell'Eucaristia ed in ogni avvenimento. Avanzeremo così verso di te, sempre felici e sicuri, pieni di speranza e fortificati dalla celebrazione della tua Nuova Alleanza. Arriveremo, anche se il cammino è lungo e duro, anche se i pericoli ci attorniano, fino alla fine dei tempi, dove, grazie a Cristo tuo Figlio, con Maria sua Madre e Sposa, nello Spirito Santo, noi ti loderemo per tutta l'eternità. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
A te, Signore, elevo l'anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso. (
Sal 25,1-3)

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ger 33,14-16)
Farò germogliare per Davide un germoglio giusto.

Dal libro del profeta Geremia


Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 24)
R. A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza
R. A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
R. A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido.
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
R. A te, Signore, innalzo l'anima mia, in te confido.

SECONDA LETTURA (1Ts 3,12- 4,2)
Il Signore renda saldi i vostri cuori al momento della venuta di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio - e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Sal 85,8)
R. Alleluia, alleluia.
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 21,25-28.34-36)
La vostra liberazione è vicina.

Versione in voce >>>>>  VANGELO


+
Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo".
Parola del Signore.

OMELIA
Le letture cosiddette apocalittiche, ci inducono quasi sempre a pensieri catastrofici di ordine naturale, quelli che in una certa misura sempre ci accompagnano. Il messaggio essenziale è però di natura spirituale: riguarda quell'ordine meraviglioso che lo stesso Signore aveva predisposto sin dal principio con la creazione e che è stato ed è ancora sconvolto da peccato del mondo e dalle nostre assurde ribellioni. I cuori appesantiti, le ubriachezze e gli affanni della vita ci piombano addosso improvvisamente se non siamo attenti e vigilanti. Quando escludiamo Dio dalla nostra vita e dalla nostra storia le catastrofi peggiori incombono su di noi. Quando presumiamo di portare da soli i nostri pesi richiamo di restarne schiacciati e sepolti. Dobbiamo imparare a leggere in modo sapiente la nostra storia. Non ci è più lecito trovare spiegazioni dei peggiori disastri soltanto negli intrighi e nelle malvagità degli uomini. Dobbiamo leggerli soprattutto come salutari avvertimenti e trarne motivi di definitive conversioni. Non possiamo più fermarci a superficiali visioni escludendo categoricamente l'intervento divino. Gesù ci ammonisce in proposito dicendoci che in concomitanza degli sconvolgimenti si appressa anche la nostra liberazione. È accaduto già quando il Figlio di Dio è stato appeso ad una croce e calato in un sepolcro: in quella circostanza davvero le potenze dei cieli sono state sconvolte dall'umana ferocia, ma per quella via assurda è giunta a noi la piena e totale liberazione. Pare che oggi si voglia ripetere quella crocifissione, si voglia ancora chiudere Dio in un sepolcro e decretarne la fine. Dobbiamo invece alla luce della storia, di quell'evento e del nostro avvento, sperare e credere che il tempo di Dio è vicino a noi più di quanto osiamo sperare. Così noi cristiani iniziamo questo periodo che ci conduce ad una nascita e ad una rinascita alla luce di un umile presepio, lì dove la vita a ripreso a pulsare in tutta la sua intensità. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fa' che l'umile espressione della nostra fede sia per noi pegno di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Vegliate e pregate in ogni momento, per esser degni di comparire davanti al Figlio dell'uomo. (cf.
Lc 21,36)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Vi scrivo nel suo prezioso sangue, con il desiderio di vedervi veri servitori di Gesù crocifisso, costanti e perseveranti fino alla morte, al fine che voi riceviate la corona di gloria che non si dona a colui che inizia solamente, ma a colui che persevera fino alla fine.
Voglio dunque che voi vi applichiate con zelo a percorrere la via della verità, sforzandovi sempre di procedere di virtù in virtù. Non progredire significa regredire, poiché l'anima non può mai rimanere ferma.
E come potremo, carissimi figli, alimentare il fuoco del santo desiderio? Mettendo della legna sul fuoco. Ma quale legna? Il ricordo delle numerose ed infinite buone azioni di Dio, che sono innumerevoli, e soprattutto il ricordo del sangue versato dal Verbo, suo unico figlio, per mostrarci l'amore ineffabile che Dio ha per noi; ricordandoci questa buona azione e molte altre, alimenteremo il nostro amore.
SANTA CATERINA DA SIENA

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Eleonora Schembri

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Dec 4, 2015, 1:25:07 AM12/4/15
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LA PAROLA
4 dicembre 2015
Venerdì
S. Giovanni Damasceno (mf)
1.a Avvento - I
Il Signore è mia luce e mia salvezza
Liturgia: Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, che sei la fonte della luce e della sapienza, infondi sulle tenebre del mio intelletto il raggio del tuo splendore. Liberami dal peccato e dall'ignoranza. Disponi l'inizio, dirigi il progredire: portami sino al compimento. Amen
(Liberamente tradotta dalla "Preghiera prima dello studio" di san Tommaso).

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore verrà con splendore a visitare il suo popolo nella pace, per fargli dono della sua vita eterna.

COLLETTA
Ridesta la tua potenza e vieni, Signore: nei pericoli che ci minacciano a causa dei nostri peccati la tua protezione ci liberi, il tuo soccorso ci salvi. Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre...

PRIMA LETTURA (Is 29,17-24)
In quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno.
Dal libro dei profeta Isaia
Così dice il Signore Dio:
«Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d'Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano impareranno la lezione"».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 26)
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.
Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è la luce del mondo.
R. Alleluia.
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VANGELO (Mt 9,27-31)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Gesù guarisce due ciechi che credono in lui.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Parola del Signore.

OMELIA
Ci pènetrano nel profondo le urla dei due ciechi del vangelo di oggi: il buio degli occhi e, ancor più quello dell'anima, creano lo strazio interiore, quello che induce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Fa sì che i due si accostino a lui..., è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce..., è cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro "sì" fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: "«Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi". Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati da Cristo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede deve essere necessario, urgente rendere testimonianza di quanto ha ricevuto.
(Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Signore, questo sacrificio di riconciliazione e di lode ci ottenga la gioiosa esperienza del tuo perdono e trasformi tutta la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gesù disse: "Sia fatto a voi secondo la vostra fede". E si aprirono i loro occhi. (
Mt 9,29-30)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai colmato dei tuoi doni, fa' che, rinnovati dal pane della vita, procediamo sicuri nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
O Maria, Madre mia amabilissima, io figlio tuo, mi offro oggi a te, consacro per sempre al tuo Cuore immacolato la mia vita, il mio corpo con tutte le sue miserie, la mia anima con tutte le sue debolezze, il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri, tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte, in special modo la mia morte. Tutto questo, Madre mia, lo unisco per sempre alla tua fede e al tuo amore, che portano a Gesù. Proteggimi come figlio tuo e non abbandonarmi fino a quando io non sia con te nella gloria. Amen.

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Eleonora Schembri

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Dec 6, 2015, 4:00:54 AM12/6/15
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LA PAROLA
6 dicembre 2015
Domenica
S. Nicola (mf)
2.a Avvento - II


Grandi cose ha fatto il Signore per noi

Liturgia: Bar 5,1-9; Sal 125; Fil 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6

PREGHIERA DEL MATTINO
Lode e riconoscenza a te, Padre di bontà, per questo nuovo giorno che sta nascendo.
Lode e riconoscenza a te, poiché con la presenza di Maria tu hai santificato Giovanni nel seno di sua madre, tu l'hai consacrato Battista e profeta dell'Altissimo.
Lode e riconoscenza a te, perché, come lui, tu ci hai scelti in Cristo, come strumenti precursori del suo regno, per la redenzione del mondo.
Lode e riconoscenza a te, perché tu ci hai offerto una Madre che continuamente implora per noi lo spirito dei profeti e degli apostoli.
Aiutaci a vivere, come lei, Madre e Sposa di tuo Figlio, il nostro tempo, preparandolo per Gesù Cristo. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli e farà sentire la sua voce potente per la gioia del vostro cuore.

COLLETTA
O Dio grande nell'amore, che chiami gli umili alla luce gloriosa del tuo regno, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia, e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Bar 5,1-9)
Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura.
Dal libro del profeta Baruc
Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno, perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo. Sarai chiamata da Dio per sempre: «Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce in trionfo, come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio. Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 125)
R. Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Allora si diceva tra le genti:
"Il Signore ha fatto grandi cose per loro".
Grandi cose ha fatto il Signore per noi;
eravamo pieni di gioia.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

SECONDA LETTURA/STRONG> (Fil 1,4-6.8-11)
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, a gloria e lode di Dio.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 3,4.6)
R. Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
R. Alleluia.
Descrizione: cid:image004.jpg@01D0D809.5FCA40A0
VANGELO (Lc 3,1-6)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
+
Dal Vangelo secondo Luca
Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Parola del Signore.

OMELIA
In questa seconda domenica del tempo di avvento la liturgia ci invita, alla speranza nell'attesa del Salvatore, come un annuncio di salvezza, come la fine del dolore e della schiavitù: è giunto il tempo della gioia e della liberazione, con la misericordia e la giustizia di Dio. Un annuncio che si avvera pienamente con l'apparizione della bontà divina, in Cristo Gesù. Questa gioia, nella speranza, san Paolo ce la vuole mostrare come esperienza di fede della sua comunità cristiana di Filippi; egli si rallegra che essa sta realmente maturando nella comprensione, nella pratica e nella diffusione della buona notizia. Anche per noi, come per i Filippesi, è necessario che la nostra vita di figli di Dio cresca, si consòlidi, si espanda nel senso voluto da Dio. Basta saper accogliere il suo dono. Quando parliamo di speranza cristiana, come in questa Domenica, c'è sempre il rischio che i fedeli, troppo spesso in preda alle più cocenti delusioni e amareggiati dalle prove dalle vita, ascoltino senza convinzione, rischiando di coinvolgere lo stesso Signore tra coloro che lanciano promesse senza mai realizzarle davvero. La speranza cristiana fonda le sue solide radici in Cristo; egli, proiettandoci oltre le vicende umane, ci consente di raggiungere la confortante certezza in un approdo finale della vita, in quell'oceano d'amore che immerge definitivamente in Dio. Le virtù cristiane ci orientano verso la salvezza eterna e non possono essere confuse con magici medicamenti alle nostre disavventure. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ti siano gradite, Signore, le nostre umili offerte e preghiere; all'estrema povertà dei nostri meriti supplisca l'aiuto della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Voce che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questo sacramento ci hai nutriti con il pane della vita, insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del cielo. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Nel tempo dell'Avvento il Vangelo ci presenta una delle figure più notevoli: Giovanni Battista. In lui traspaiono le caratteristiche della completa vocazione cristiana. Essa deve possedere una profonda coscienza della scelta. Dio ha scelto Giovanni fin dal grembo materno, dove fu santificato grazie alla presenza di Gesù in Maria. La storia di Giovanni è una storia di amore e dimostra la predilezione di Dio per lui. In quanto cristiani, dobbiamo prendere coscienza di quello che significa il battesimo e l'appartenenza alla Chiesa: essere stati eletti da Dio per essere i suoi figli; credere che siamo la più grande preoccupazione di Dio, e fare in modo che egli sia la nostra più grande preoccupazione.
La vocazione cristiana deve inoltre avere una profonda coscienza strumentale. Giovanni nel deserto ha dato prova della sua disponibilità in modo tale che Dio facesse di lui il suo strumento. Anche noi dobbiamo lasciarci forgiare e educare da Dio. A questo scopo, egli si serve dei sacramenti, della preghiera, e anche della nostra propria vita, delle sue croci e delle sue gioie.
Maria, la madre fedele che mai ci lascia soli, collabora come strumento dello Spirito Santo per modellare il nostro essere sull'immagine di Cristo.
La vocazione cristiana deve, infine, possedere una forte coscienza della missione. Giovanni non era solo legato a Dio; non gli sarebbe bastato per svolgere bene il suo compito. Era profondamente coinvolto da Dio e da tutte le creature di Dio, e da ciò deriva la sua grande sensibilità a cogliere perfettamente il bisogno di conversione del suo popolo. Viveva nel tempo più di chiunque altro, perché nel tempo scopriva la presenza del suo Signore. Anche noi dobbiamo essere posseduti da Dio, posseduti dalla coscienza di essere i precursori della missione della Chiesa di fronte ai nuovi tempi che si avvicinano ed essere quindi coscienti della nostra disponibilità a collaborare con il Dio dell'Alleanza nel lavoro della nuova evangelizzazione. Avremo così collaborato alla nuova nascita del Cristo in una umanità nuova.
P. MARIANO IRURETA ORIARTE

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Eleonora Schembri

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LA PAROLA

 

 

Descrizione: Immacolata Concezione della B.V. Maria
8 dicembre 2015
Martedì
Immacolata Concezione della B.V. Maria (s)
2.a Avvento - P


Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie

Liturgia: Gen 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

PREGHIERA DEL MATTINO
Vergine Maria, ti riconosco Madre di Gesù e Madre mia. Ti ringrazio per il sì con cui hai accolto il Salvatore, pronunciandolo anche per me. Ti ringrazio perché sei rimasta fedele al tuo Figlio fino alla sua morte di croce e hai aderito al suo sacrificio anche a nome mio. Grazie perché nel cenacolo, unita agli Apostoli, hai chiesto e ottenuto di ricevere il dono dello Spirito Santo che un giorno sarebbe stato riversato su di me. Prego oggi che il popolo nato dal tuo amore e dalla tua fede e che ti proclama beata, porti il dono del Figlio tuo fino ai confini della terra, per l'avvento del suo regno, a gloria del Padre, per la potenza dello Spirito Santo. Amen!

ANTIFONA D'INGRESSO
Esulto e gioisco nel Signore, l'anima mia si allieta nel mio Dio, perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia, come una sposa adornata di gioielli.

COLLETTA
O Padre, che nell'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l'hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 3,9-15.20)
Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.
Dal libro della Genesi
[Dopo che l'uomo ebbe mangiato del frutto dell'albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l'uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».
L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.


Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.


Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

SECONDA LETTURA/STRONG> (Ef 1,3-6.11-12)
In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati - secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 1,28.42)
R. Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 1,26-38)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.

OMELIA
"Benedetta tu fra tutte le donne e benedetto il frutto del tuo seno". Questa lode di Elisabetta all'arrivo di Maria nella sua casa, risuona come un canto nel cuore di tutti noi. Bisogna affermare che nessuna donna è stata tanta ricolma di favori divini come la madre del salvatore; e il motivo fondamentale di queste grazie singolari è che Lei porta dentro di sé il Salvatore del mondo, pur conservando intatta la gloria della verginità. Nel prefazio della Madonna leggiamo che "ha concepito per opera dello Spirito Santo l'unigenito Figlio del Padre, e senza perdere la sua gloriosa verginità, ha dato al mondo la luce eterna". Nel testo della Genesi Dio pronuncia condanne verso l'uomo come lavoratore, verso la donna come Madre e sposa e, verso il serpente nella sua insidiosa induzione al peccato - colpendo tutti loro nelle loro attività essenziali. Questa prima donna, nominata Eva = spiegata con la radice hayah (vivere), fu vista come madre di tutti i viventi. Analogicamente, Maria essendo Madre di Cristo redentore, è anche la Madre spirituale di tutti i cristiani, giacché da Lei ci è venuto il Signore, sorgente della vita. La definizione solenne dell'Immacolata concezione della Vergine Maria introdotta da Pio IX, precisa che "Maria è esente dal peccato dal primo istante della sua esistenza. Ella è certamente redenta da suo Figlio per singolare grazia, perché ha contratto il debito universale del peccato per il fatto stesso della sua appartenenza al genere umano, ma lo è stata in modo più sublime, per preservazione e non per purificazione».
Su questo fondamento l'argomentazione sviluppa il modo con cui i Padri e i Dottori della Chiesa hanno interpretato la scrittura. Dobbiamo unire la nostra fede a quella dei Padri e considerare veramente Maria come nostra madre, trasferendo a Lei, in un grado più rispettoso e sublime, i sentimenti di venerazione e di tenerezza che ci ispirano le nostre madri. L'intimità di Maria procura a quelli che la pregano una moltitudine di grazie e di squisite delicatezze materne. Conviene più che mai in questo tempo d'Avvento lodarla e attestarle il nostro amore di figli nel Figlio di Dio Padre. Allora l'Avvento apparirà per tutti noi come un tempo privilegiato per esaminare noi stessi sotto lo sguardo della vergine, per implorare il suo aiuto nella difficile conquista della purezza. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, il sacrificio di salvezza, che ti offriamo nella festa dell'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, e come noi la riconosciamo preservata per tua grazia da ogni macchia di peccato, così, per sua intercessione, fa' che siamo liberati da ogni colpa. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Grandi cose di te si cantano, o Maria, perché da te è nato il sole di giustizia, Cristo, nostro Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il sacramento che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro, guarisca in noi le ferite di quella colpa da cui, per singolare privilegio, hai preservato la beata Vergine Maria, nella sua Immacolata Concezione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La Lettera agli Efesini, parlando della "gloria della grazia" che "Dio Padre ci ha dato nel suo Figlio diletto", aggiunge: "In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue" (
Ef 1,7). Secondo la dottrina, formulata in solenni documenti della Chiesa, questa "gloria della grazia" si è manifestata nella Madre di Dio per il fatto che ella è stata "redenta in modo più sublime" (Pio IX, Lett. ap. Ineffabilis Deus). In virtù della ricchezza della grazia del Figlio diletto, a motivo dei meriti redentivi di colui che doveva diventare suo Figlio, Maria è stata preservata dal retaggio del peccato originale (cf. san Germano di Costantinopoli e sant'Andrea di Creta). In questo modo sin dal primo istante del suo concepimento, cioè della sua esistenza, ella appartiene a Cristo, partecipa della grazia salvifica e santificante e di quell'amore che ha il suo inizio nel "Diletto", nel Figlio dell'eterno Padre, che mediante l'incarnazione è divenuto il suo proprio Figlio. Perciò, per opera dello Spirito Santo, nell'ordine della grazia, cioè della partecipazione alla natura divina, Maria riceve la vita da colui, al quale ella stessa, nell'ordine della generazione terrena, diede la vita come madre. La liturgia non esita a chiamarla "genitrice del suo Genitore" (inno ai Vespri del 15 agosto) e a salutarla con le parole che Dante Alighieri pone in bocca a san Bernardo: "figlia del tuo Figlio" (Paradiso 33, 1.). E poiché questa "vita nuova" Maria la riceve in una pienezza corrispondente all'amore del Figlio verso la Madre, e dunque alla dignità della maternità divina, l'angelo all'annunciazione la chiama "piena di grazia".
Nel disegno salvifico della Santissima Trinità il mistero dell'incarnazione costituisce il compimento sovrabbondante della promessa fatta da Dio agli uomini, dopo il peccato originale, dopo quel primo peccato i cui effetti gravano su tutta la storia dell'uomo sulla terra (cf.
Gen 3,15). Ecco, viene al mondo un Figlio, la "stirpe della donna", che sconfiggerà il male del peccato alle sue stesse radici: "Schiaccerà la testa del serpente". Come risulta dalle parole del protoevangelo, la vittoria del Figlio della donna non avverrà senza una dura lotta, che deve attraversare tutta la storia umana.
"L'inimicizia", annunciata all'inizio, viene confermata nell'Apocalisse, il libro delle realtà ultime della Chiesa e del mondo, dove torna di nuovo il segno della "donna", questa volta "vestita di sole" (
Ap 12,1).
Maria, Madre del Verbo incarnato, viene collocata al centro stesso di quella inimicizia, di quella lotta che accompagna la storia dell'umanità sulla terra e la storia stessa della salvezza. In questo posto ella, che appartiene agli "umili e poveri del Signore", porta in sé, come nessun altro tra gli esseri umani, quella "gloria della grazia" che il Padre "ci ha dato nel suo Figlio diletto", e questa grazia determina la straordinaria grandezza e bellezza di tutto il suo essere. Maria rimane così davanti a Dio, ed anche davanti a tutta l'umanità, come il segno immutabile ed inviolabile dell'elezione da parte di Dio, di cui parla la Lettera paolina: "In Cristo ci ha scelti prima della creazione del mondo, ...predestinandoci a essere suoi figli adottivi" (
Ef 1,4.5). Questa elezione è più potente di ogni esperienza del male e del peccato, di tutta quella "inimicizia", da cui è segnata la storia dell'uomo. In questa storia Maria rimane un segno di sicura speranza.
GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater, 10-11

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Eleonora Schembri

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Dec 11, 2015, 3:02:01 AM12/11/15
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LA PAROLA
11 dicembre 2015
Venerdì
S. Damaso I (mf)
2.a Avvento - II
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita
Liturgia: Is 48,17-19; Sal 1; Mt 11,16-19

PREGHIERA DEL MATTINO
Manco spesso di misericordia verso il prossimo. Lo misuro secondo criteri di prestazione. Lo giudico dalle apparenze. Lo classifico in certe categorie. Ti prego, aiutami ad imparare come vedere gli altri con il mio cuore al di là di ogni apparenza per lasciarli diventare uomini.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore verrà con splendore a visitare il suo popolo nella pace, per fargli dono della sua vita eterna.

COLLETTA


Rafforza, o Padre, la nostra vigilanza nell'attesa del tuo Figlio, perché, illuminati dalla sua parola di salvezza, andiamo incontro a lui con le lampade accese. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 48,17-19)
Se tu avessi prestato attenzione ai miei comandi!
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele: "Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare. Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli d'arena; non sarebbe mai radiato né cancellato il tuo nome davanti a me".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 1)
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.
Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.
È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.



CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.


Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è il principe della pace.
R. Alleluia.
Descrizione: cid:image004.jpg@01D0921D.28F64740
VANGELO (Mt 11,16-19)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Non ascoltano né Giovanni né il Figlio dell'uomo.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: "Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!". È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: "È indemoniato".
È venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: "Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori". Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Parola del Signore.

OMELIA
C'è per noi il rischio, a causa delle nostre distrazioni, di non accorgerci degli inviti e delle celesti sollecitazioni che il buon Dio ci offre ripetutamente. Non danziamo nella gioia, non siamo partecipi del lutto. E' l'apatia del cristiano, dell'uomo in genere che non è più capace di meravigliarsi di Dio, non è più partecipe del suo pianto. Gli apatici sembra siano in numero crescente su questo nostro mondo, l'indifferenza è un grave peccato quando è rivolta a Dio, che mai cessa di trasfonderci la vita e la grazia. Perfino di fronte al Natale, all'evento più meraviglioso e coinvolgente della storia si può rimanere indifferenti, distratti, apatici. In questo è racchiusa la più grande infelicità del mondo, privi di gioia e di esaltanti emozioni, si piomba nel baratro del nulla, del fatuo, dell'evanescente. Ecco perché sin dalle prime battute dell'Avvento siamo stati sollecitati a svegliarci dal sonno con la promessa di una liberazione vera e totale! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, o Padre, sia gradito al tuo nome, e diventi per noi sorgente di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Il Figlio dell'uomo, è amico dei pubblicani e dei peccatori. Alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore Dio nostro, per la forza misteriosa di questo convito eucaristico donaci la vittoria sul peccato, la salute del corpo e dello spirito, e la gloria eterna nel tuo regno, Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
A volte ho il cuore pesante e la dolcezza di un sorriso non mi tocca. Il mio sguardo è a volte offuscato e sono cieco di fronte alla fresca bellezza di un albero. I miei pensieri sono a volte prigionieri ed io sono sordo alla dolcezza delle parole. Apri il mio cuore, i miei occhi, le mie orecchie perché tutti questi doni possano in me dare frutto.

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Eleonora Schembri

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Dec 13, 2015, 2:53:13 AM12/13/15
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LA PAROLA
13 dicembre 2015
Domenica
S. Lucia (m)
3.a Avvento - III
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te il Santo di Israele
Liturgia: Sof 3,14-17; Cant. Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18

PREGHIERA DEL MATTINO
Padre misericordioso, in questo giorno in cui noi ricordiamo la tua risurrezione, custodiscici come tua proprietà. Fa' in modo che il nostro essere e la nostra azione assomiglino a Cristo, così come risplendono in Maria, la Vergine immacolata di Nazaret. Fa' che in questo giorno consacriamo ai nostri fratelli tutte le forze del nostro amore, in modo che Cristo possa venire a noi, e si stabilisca fra gli uomini il suo regno di amore e di verità. Per nostro Signore Gesù Cristo.

ANTIFONA D'INGRESSO
Rallegratevi sempre nel Signore ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.

COLLETTA
O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito, perché corriamo sulla via dei tuoi comandamenti, e portiamo a tutti gli uomini il lieto annunzio del Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Sof 3,14-17)
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
Dal libro del profeta Sofonia
Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Is 12,2-6)
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te il Santo di Israele.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia e non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te il Santo di Israele.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome;
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te il Santo di Israele.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esultate, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo di Israele.
Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te il Santo di Israele.

SECONDA LETTURA/STRONG> (Fil 4,4-7)
Il Signore è vicino!
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Is 61,1)
R. Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunzio.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D08B1E.39796080
VANGELO (Lc 3,10-18)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


E noi che cosa dobbiamo fare?
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
Parola del Signore.

OMELIA
L'insegnamento di Cristo, la nostra libera adesione alla sua dottrina, assunta con il battesimo e ribadita con la Cresima, implicano la nostra continua conversione. Un salmista definisce la Parola di Dio «lampada ai miei passi, luce sul mio cammino». Ciò vuol dire che tutta la nostra vita deve orientarsi a Dio e questo accade realmente soltanto quanto alla fede seguono le opere. La prima virtù da praticare è però la carità, che è amore, gratitudine e lode a Dio e rispetto del nostro prossimo, che amiamo con lo stesso amore. Ecco allora il senso dell'insegnamento di Giovanni Battista: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Per aprirsi al Signore bisogna uscire dalla morsa dell'egoismo. Soltanto dando amore agli altri siamo irrorati a nostra volta dalla grazia divina. La stessa efficacia dei sacramenti è in parte condizionata dalle nostre interiori disposizioni. Lo stesso Natale influirà salutarmene su di noi se disponiamo il nostro animo all'accoglienza del Signore che viene. Il battesimo in Spirito Santo e fuoco sarà la nostra energia, la nostra luce, la fonte del nostro bene, se con umiltà accettiamo l'umiltà e l'immensità del presepio. Solo lì le grandezze fatue del mondo e tutte le umane presunzioni vengono infrante. Il Battista afferma questa verità dicendo che la pula sarà separata da grano e arsa nel fuoco inestinguibile. Nella fredda grotta del Presepio già arde il fuoco che è e sarà per noi irrorazione dello Spirito e fuoco sacro per ardere di amore divino. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore, l'offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l'opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il buon frumento nel suo granaio".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
"Viene uno che è più forte di me. Costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco" (
Lc 3,16).
Questo potere di battezzare nello Spirito Santo e nel fuoco è l'opera di un uomo al nostro livello? Sarebbe ciò possibile? Ciononostante Giovanni Battista presenta un uomo che non è ancora apparso; e annuncia che quest'uomo arriverà e battezzerà in Spirito Santo e fuoco; non più come lo farebbe un servitore, che non farebbe che trasmettere uno Spirito che non è il suo, ma come qualcuno che è Dio, che comunica con un'autorità sovrana ciò che scorre da lui, ciò che gli appartiene. Inoltre un'impronta tutta divina si imprime in noi. È nell'immagine stessa di Cristo Gesù che noi siamo trasformati. Il nostro corpo non è altrettanto rimodellato, ma ci viene dato lo Spirito Santo.
Attraverso lo Spirito, noi possediamo Cristo stesso, possiamo esprimere così la nostra gioia: "Il mio cuore esulta nel Signore; egli mi ha rivestito di salvezza e di gioia" (
1Sam 2,1).
L'apostolo ha detto infatti: "Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo" (
Gal 3,27).
È dunque in un uomo che noi saremmo stati battezzati? Tu, che non sei che un uomo, taci; vorresti dunque riportare alla terra la nostra speranza? È in un Dio fatto uomo che noi siamo stati battezzati; egli libera dalle colpe e dalle pene coloro che hanno creduto in lui.
Lo Spirito ritorna dunque al Figlio di Dio, che si è fatto uomo a nostra somiglianza. Poiché egli stesso è la vita di tutto ciò che esiste, lui che è generato in modo ineffabile dal Padre, il Dio vivente. Ed egli trasmette alla sua stessa carne il potere di agire divinamente, di comunicare lo Spirito Santo.
SAN CIRILLO D'ALESSANDRIA

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Eleonora Schembri

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Dec 15, 2015, 3:37:45 AM12/15/15
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LA PAROLA
15 dicembre 2015
Martedì
S. Valeriano
3.a Avvento - III
Il povero grida e il Signore lo ascolta
Liturgia: Sof 3,1-2.9-13; Sal 33; Mt 21,28-32

PREGHIERA DEL MATTINO
Buon Dio, noi viviamo in un tempo in cui si pensa di potersi fare un'immagine chiara di ognuno..., in un tempo in cui noi uomini siamo sottoposti ad analisi e ridotti a modelli teorici di comportamento.
Noi abbiamo sistemato deliberatamente i nostri cassetti - uno per ogni tipo.
Padre, facci vedere che molti dei cosiddetti montoni neri sono di fatto bianchi agnelli... che sono la tua soddisfazione.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore verrà, e tutti i santi con lui: in quel giorno splenderà una grande luce.

COLLETTA
O Padre, che per mezzo del tuo unico Figlio, hai fatto di noi una nuova creatura, guarda all'opera del tuo amore misericordioso, e con la venuta del Redentore salvaci dalle conseguenze del peccato. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sof 3,1-2.9-13)
La salvezza messianica è promessa a tutti i poveri.

Dal libro del profeta Sofonia


Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio».
«Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Il povero grida e il Signore lo ascolta.


Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.


Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano i giusti e il Signore li ascolta,


li libera da tutte le loro angosce.

Il povero grida e il Signore lo ascolta.


Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.



CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.


Vieni, Signore, non tardare: perdona i peccati del tuo popolo.
R. Alleluia.
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VANGELO (Mt 21,28-32)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


È venuto Giovanni, e i peccatori gli hanno creduto.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Parola del Signore.

OMELIA
Fatti e non parole! È facile infatti proclamare verità, predicare il vangelo, proporre agli altri determinati comportamenti, ciò che conta è agire, è testimoniare con le opere quanto si afferma con la voce. La parabola che Gesù ci propone è quanto mai eloquente: può capitare a chiunque di dare un momentaneo ed istintivo diniego dinanzi ad un impegno che ci viene chiesto; può anche capitare al contrario, di dare con la stessa spontaneità un verbale assenso. Ciò che però determina il valore della nostra scelta e della nostra azione sgorga dall'adesione reale alla volontà di colui che ha chiesto il nostro impegno. Lo stesso Signore categoricamente afferma: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Lo stesso Gesù, parlando della sua missione diceva: «Non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato». Dinanzi alla passione, mentre suda sangue nell'orto del Getsemani dice: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».Quando ci ha insegnato a pregare ci fa dire al Padre nostro: «Sia fatta la tua volontà». Quindi fare la volontà di Dio, a noi manifestata dallo stesso Cristo, è l'impegno primario di ogni cristiano, è il motivo principale della nostra preghiera, è la via per la nostra santificazione. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta e santifica, Signore, le offerte della tua Chiesa, perché il popolo che si raduna per celebrare i tuoi misteri, ottenga i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
È venuto Giovanni Battista e i peccatori gli hanno creduto.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore Dio nostro, questa celebrazione eucaristica, fonte e culmine della vita della Chiesa, ci aiuti a progredire nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Dio, mi sento talvolta senza misericordia e pazienza nei confronti del mio prossimo. E la mia massima in questi casi è: "Sì è sì e no è no"... "Adesso significa subito e non un altro giorno".
Fammi riconoscere, Signore, che a volte ci vuole tempo, semplicemente, perché il giorno cresca... e che ciò che importa in fin dei conti è la qualità del raccolto - e non soltanto la velocità della sua crescita.

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Eleonora Schembri

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Dec 22, 2015, 8:39:22 AM12/22/15
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LA PAROLA
20 dicembre 2015
Domenica
S. Liberato martire
4.a Avvento - IV
Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi
Liturgia: Mi 5,1-4a; Sal 79; Eb 10,5-10; Lc 1,39-45

PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, tu che elevi il nostro essere con il dono della nuova vita che nasce dalla risurrezione, e che fa del nostro cuore un tempio, con il Figlio e lo Spirito Santo, concedici, oggi e sempre, di vivere in unione con Maria, la Vergine della Visitazione.
Fa' che anche noi, come lei, siamo, sotto la sua protezione, i tuoi tabernacoli, e che possiamo portare a tutti gli uomini la vita nuova che viene da te.
Per Gesù Cristo nostro Signore.

ANTIFONA D'INGRESSO
Stillate dall'alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore. (
Is 45,8)

COLLETTA
O Dio, che hai scelto l'umile figlia di Israele per farne la tua dimora, dona alla Chiesa una totale adesione al tuo volere, perché imitando l'obbedienza del Verbo, venuto nel mondo per servire, esulti con Maria per la tua salvezza e si offra a te in perenne cantico di lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Mi 5,1-4a)
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.
Dal libro del profeta Michea
Così dice il Signore: "E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità; dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui, fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio.
Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace!".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 79)
Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Tu, pastore d'Israele, ascolta,
seduto sui cherubini risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più non ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, fa' splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

SECONDA LETTURA (Eb 10,5-10)
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: «Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà».
Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 1,38)
R. Alleluia, alleluia.


Ecco la serva del Signore:

avvenga per me secondo la tua parola.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 1,39-45)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore.

OMELIA
Lo sguardo misericordioso di Dio Padre, dopo aver visto lo stato miserevole in cui la nostra umanità si era ridotto, si posa su Maria. Per bocca dell'Angelo proclama al mondo il suo splendore e ci fa conoscere l'arcano disegno di averla come Madre del suo Figlio. La piena di grazia, la prossima mamma di Gesù, oggi la contempliamo mentre sollecita sale la montagna per raggiungere la sua parente Elisabetta, anche lei prossima alla maternità. La Madre che già si era definita umile ancella del Signore, ora si propone come serva di Elisabetta. Ancora una volta è l'amore operoso a svelare i misteri di Dio. Elisabetta piena di Spirito Santo, al saluto di Maria esclama: «A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me». La fanciulla che lei conosceva ora viene chiamata Madre del Signore. Ciò che era rimasto nascosto agli occhi degli uomini e che aveva causato un comprensibile turbamento in Giuseppe, il promesso sposo, ora viene proclamato ad alta voce. Sgorga la gioia: in Elisabetta, nel nascituro Giovanni Battista, che sussulta nel grembo materno e in Maria, che intona il suo canto. È la vera gioia messianica che ora esplode in pienezza, prima del canto degli angeli sulla grotta di Betlemme. È in chiaro preannuncio del Natale e lo svelarsi del piano salvifico pensato e voluto da Dio Padre con l'incarnazione del Figlio. L'uomo voleva diventare come Dio, Dio è diventato uno di noi! Ecco la meraviglia dell'evento, ecco il Natale: l'umiltà della Vergine, l'annientamento di Dio nella nostra natura umana. Ecco infine il grande monito per tutti noi, per la nostra umanità, che ancora spesso cade nella trappola dell'orgoglio, che induce al rifiuto di Dio, soprattutto al rifiuto di un Dio Bambino, di una Madre Vergine. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all'altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto al compimento delle parole del Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Noi viviamo un tempo nel quale si prepara una nuova epoca e Cristo deve nascere in essa. Noi siamo quindi oggi nell'avvento, tempo profondamente mariano. Il vangelo ci dimostra come Maria, per prima, annunciò agli altri la Buona Notizia della venuta del regno di Dio in Gesù. Rendendo visita a Elisabetta, si rivela essere la prima evangelizzatrice della storia, la prima portatrice di Cristo. Lei ha evangelizzato, implicitamente, durante la visita a sua cugina Elisabetta. Ed ha anche evangelizzato, esplicitamente, portando Cristo alla famiglia di Zaccaria.
L'incontro tra Maria e sua cugina Elisabetta è stato il primo avvenimento ecclesiale. Lo Spirito non incontra ostacoli in queste donne piene di fede e si effonde quindi completamente in loro. Questo primo incontro avviene in un clima di festa e di gioia, davanti alla misericordia e alla fiducia del Dio dell'Alleanza. Lo strumento privilegiato dello Spirito è Maria, prima portatrice del vangelo incarnato.
Non solo ha operato in lei nel momento dell'incarnazione, ma ha continuato a farlo in lei, attraverso tutti i momenti della storia della Chiesa. Là dove si trova Maria, lo Spirito è presente, per portare la salvezza e costruire la famiglia di Dio; per fare di ogni incontro ecclesiale una comunione in Cristo.
Invitiamola sempre a portarci lo Spirito di Cristo, come ha fatto con sua cugina Elisabetta. E che questo Spirito inondi le nostre famiglie, i nostri posti di lavoro, tutto il nostro mondo. Che Dio ci offra questo Spirito che inondò Elisabetta, così da poter riconoscere in Maria colei che porta Cristo al nostro tempo.
P. MARIANO IRURETA ORIARTE

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Eleonora Schembri

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Dec 24, 2015, 3:23:54 AM12/24/15
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LA PAROLA
24 dicembre 2015
Giovedì
S. Delfino
4.a Avvento - IV - Feria di Avvento
Canterò per sempre l'amore del Signore
Liturgia: 2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16; Sal 88; Lc 1,67-79
Descrizione: http://blog.studenti.it/stelladelcieloit/wp-content/uploads/2011/12/Journey_to_Bethlehem2-300x180.jpg
PREGHIERA DEL MATTINO
Meraviglia! Che cosa vedremo in questo bambino? Il mistero della nostra redenzione, su cui si chinano gli angeli, ci dà uno sguardo acuto quanto quello di Zaccaria sul proprio figlio, quando dice: "E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo"... Noi siamo, tramite lo Spirito, contemporanei della Natività, ma siamo già seduti con Cristo nei cieli. Ecco perché noi ti contempliamo, Bambino posto in una mangiatoia, tu sei il Dio, l'Altissimo; indicibile è la bellezza del tuo volto; nella tua mano sinistra stringi l'universo tutto, mentre con la destra benedici.

ANTIFONA D'INGRESSO
Ecco è giunta la pienezza dei tempi: Dio ha mandato il suo Figlio nel mondo.

COLLETTA
Affrettati, non tardare, Signore Gesù: la tua venuta dia conforto e speranza a coloro che confidano nel tuo amore misericordioso. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre...

PRIMA LETTURA (2Sam 7,1-5.8b-12.14a.16)
Il regno di Davide durerà in eterno.
Dal secondo libro di Samuele
Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all'intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto i teli di una tenda».
Natan rispose al re: «Va', fa' quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va', e di' al mio servo Davide: "Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre"».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 88)
Canterò per sempre l'amore del Signore.
Canterò in eterno l'amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».
Canterò per sempre l'amore del Signore.
«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».
Canterò per sempre l'amore del Signore.
«Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza".
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».
Canterò per sempre l'amore del Signore.



CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.


O Astro che sorgi, splendore di luce eterna e sole di giustizia:
vieni, e illumina chi giace nelle tenebre e nell'ombra di morte.
R. Alleluia.
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VANGELO (Lc 1,67-79)
Verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge.

Versione in voce >>>>>  VANGELO


+
Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall'alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace».
Parola del Signore.

OMELIA
Dinanzi alle meraviglie del Signore, viene spontaneo cantare con accenti poetici. Oggi ascoltiamo l'inno di Zaccaria, il padre di Giovanni battista. Lo ascoltiamo e preghiamo con lui in vista del Natale. La preghiera al Dio d'Israele va oltre la motivazione della nascita prodigiosa di Giovanni. Dio ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato una salvezza potente, fedele alle sue promesse. Si è ricordato della sua alleanza, del suo giuramento di liberarci dalle mani dei nemici. Ribadisce la missione del suo bambino: sarai chiamato profeta dell'Altissimo e andrai dinanzi al Signore a preparargli le strade. Poi ci lascia intravedere il sole che sorge dall'Alato per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell'ombra della morte. La missione di Giovanni è intimamente legata a quella di Gesù. È il canto della redenzione ed è diventato il canto perenne dei redenti. Ogni giorno infatti la chiesa lo canta con tutti coloro che pregano l'Ufficio divino delle lodi. La meraviglia e il canto fanno parte della nostra preghiera di ogni giorno che diventa particolarmente intensa quando come Zaccaria, come Maria, come il vecchio Simeone diventiamo capaci di comprendere al meglio tutto quello che il Signore ha fatto e fa per noi, le meraviglie della sua grazia. Dovremmo spesso perciò benedire il Signore ed esclamare: «Quanto sono grandi le tue opere, Signore, tutto hai fatto con saggezza». Lo dovremmo gridare a Natale. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, o Dio, i doni per il sacrificio e trasformali nel corpo e sangue del tuo Figlio, perché noi tuoi fedeli, liberi da ogni colpa, possiamo accogliere con cuore puro la gloria del Cristo che viene. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Rinnovati dal tuo sacramento, o Padre, anticipiamo nella fede l'adorabile natività del tuo Figlio: ci riempia di gioia il mistero della sua venuta e ci renda partecipi della vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Buon Dio, questa sera voglio pensare agli uomini che mi hanno preparato il cammino - il cammino della vita, ai miei genitori, ai miei amici, alle persone che non ho incontrato che per poco... alle persone che mi hanno aperto la strada, che a volte si sono opposte a me per farmi progredire un po' di più sul cammino che mi porta: a me - a loro - a te.

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Eleonora Schembri

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Dec 25, 2015, 6:48:47 AM12/25/15
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LA PAROLA
25 dicembre 2015
Venerdì
NATALE DEL SIGNORE (s) - P
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio
Liturgia: Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18

 



PREGHIERA DEL MATTINO
"Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato". Ecco che l'ingenerato genera e la Vergine concepisce, il tempio della sua verginità è rimasto inviolato poiché è Dio che viene al mondo, è la luce stessa che vede il giorno, il tempo e lo spazio sono trascesi in modo definitivo e quest'oggi è un giorno che decide del domani. Gesù entrerà nella stanza dove si nasconderanno i discepoli, pur essendo chiuse porte e finestre, egli entra allo stesso modo nel nostro mondo poiché la luce vince l'opacità della materia. Luce da luce, Dio vero da Dio vero! Ormai ti manifesterai quando vorrai e non sarà miracolo ma semplice realtà della presenza. Che meraviglia fu per noi il Signore! Bambino, io ti adoro.

ANTIFONA D'INGRESSO
È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: egli avrà sulle spalle il dominio, consigliere ammirabile sarà il suo nome. (cf.
Is 9,5)

COLLETTA
O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Is 52,7-10)
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.

Dal libro del profeta Isaia


Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: "Regna il tuo Dio".
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.


Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.


Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.


Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,

della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.


Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!


Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.

SECONDA LETTURA/STRONG> (Eb 1,1-6)
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Dalla lettera agli Ebrei
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato"? E ancora: "Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio"? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: "Lo adorino tutti gli angeli di Dio".
Parola di Dio

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, alleluia.


Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Gv 1,1-18)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore.

OMELIA
E' nato! Nasce oggi per noi. È vivo tra noi. Il Verbo si è fatto carne. Dio è diventato uomo, è il più piccolo di noi. L'ha accolto prima il seno verginale di Maria, ora una grotta e una mangiatoia. Vuole immergersi così nelle viscere della terra, nel nostro mondo. Chiede accoglienza e un po' di calore umano. Vuole scuoterci dal nostro torpore e dalle nostre assurde distrazioni. Viene ad operare un recupero totale della nostra umanità. Vuole distoglierci dalla antica e perenne tentazione di poter agire senza di Lui o contro di Lui. Egli sa che la vera miseria che ci opprime consiste nell'aver perso la nostra primitiva identità: non siamo più in grado di comprendere e vivere la nostra figliolanza e la nostra fraternità divina. Ci ritroviamo estranei e pellegrini senza meta. Mostrandoci nello specchio limpido della sua natura il volto di Dio, egli vuole farci recuperare l'iniziale nostro splendore. Questa è la luce vera del Natale, questa dobbiamo sorbire nella fede, in questo senso noi guardiamo le luci che brillano dovunque: vogliamo la luce vera che illumina ogni uomo, vogliamo la grazia che ci santifica e rende presente in noi la divinità. Il Natale vero avviene allora dentro di noi: è una nascita misteriosa ma reale, diventa orientamento per la vita, diventa amore alla vita, diventa gioia della verità e certezza di essere amati per essere poi a nostra volta capaci di amare. In quella nascita c'è un germe di vita nuova, c'è un monito da non disattendere, c'è una grande lezione, grande di umiltà e di autentica grandezza. Sono le virtù più urgenti per tornare a Dio. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ti sia gradito, Signore, questo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, e ottenga a tutti gli uomini il dono natalizio della pace. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Verbo si è fatto carne e noi abbiamo visto la sua gloria.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, il Salvatore del mondo, che oggi è nato e ci ha rigenerati come tuoi figli, ci comunichi il dono della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La Chiesa di Betlemme è questa donna e questo uomo chinati su una culla, costituita da una mangiatoia...
Maria, ancora tutta commossa, ma rassicurata dalla presenza del suo meraviglioso compagno, medita "nel suo cuore" gli avvenimenti che le hanno sconvolto la vita: l'incontro del messaggero di Dio, l'annuncio dell'impossibile concepimento, la visita ad Elisabetta, l'ordine imperiale, il viaggio faticoso, l'impossibilità di trovare un posto in albergo, la ricerca di un rifugio di fortuna, il parto, in una strana calma, del bel bambino, frutto della sua fede quanto del suo corpo, al quale sono venuti a rendere una strana visita alcuni pastori della zona e alcuni Magi dell'Oriente.
Giuseppe veglia sul bambino e sulla madre: il bambino così vicino e così lontano, che egli ha il compito di proteggere e di riconoscere, al quale egli deve dare un nome; la madre, che gli ispira tanta tenerezza e venerazione. Servitore disponibile e vigile, egli attende che Dio gli dia di nuovo un segno.
Il bambino dorme, si sveglia, sorride, piange, beve con gioia il latte materno, sorride di nuovo, si riaddormenta. Talvolta "si agita un po', mormora vagamente, tende le braccia, tenta di svegliarsi, ma non può". Appena percettibile, la sua respirazione dà il ritmo al silenzio della notte. Una pace indicibile inonda il cuore dei genitori. "Silenziosa come il respiro che esala, l'esistenza eterna riempie l'ambiente, uguale a tutte queste povere cose innocenti ed ingenue, quando è con noi, nessun male ci può capitare..." .
La Chiesa di Betlemme sono i pastori, i figli di Israele disprezzati dalla sinagoga, emarginati, rassegnati al loro stato di "poveri del paese", improvvisamente avvolti di luce, spaventati, subito calmati e mandati alla grotta dal messaggero celeste.
Trovano Maria, Giuseppe, il bambino che giace nella mangiatoia e se ne vanno contenti a raccontarlo agli altri e a lodare Dio.
La Chiesa di Betlemme sono i Magi, i figli d'Oriente, sapienti e religiosi, guidati da una stella cometa verso il Re dei loro sogni. Si prostrano, offrono i loro doni e ritornano alle loro dimore seguendo il nuovo cammino che Dio mostra loro.
La Chiesa di Betlemme è questa parte minuscola dell'umanità riunita attorno al suo Salvatore, protetta dal tiranno furbo e assassino grazie alla presenza del Principe della Pace che la Vergine piena di grazia ha partorito, mandata a proclamare la lieta novella a tutti gli uomini vicini e lontani. Mentre Cesare Augusto fa un censimento della terra piegata sotto il suo potere, mentre Erode affila le spade del massacro, "la speranza risplende come un filo di paglia nella stalla" dove dorme il Re dei re. Salvatore disarmato, senza forza, senza ricchezze e senza voce, totalmente dipendente, totalmente affidato ad altri, egli sfuggirà al massacro degli innocenti aspettando di subirlo, trentatré anni più tardi, sommerso dalle grida confuse della folla di Gerusalemme e dei soldati di Roma, di fronte alla madre addolorata e al discepolo prediletto.
È dopo la Pentecoste, nel primo fervore della fede in Cristo Risorto, che la Chiesa commemora, con l'evangelista Luca, autore degli Atti degli Apostoli, e Matteo, uno dei dodici, la nascita di Gesù. Anch'essa, come Maria, serba tutte queste cose meditandole nel suo cuore. La Chiesa capisce di non avere altra culla tranne quella di questo bambino, altra madre tranne la sua. Si stupisce di riconoscersi nella grotta di Betlemme, in questo primo cenacolo. Si sente sollevare in essa, come i due tempi di una stessa respirazione, il duplice desiderio che costituisce il ritmo della sua vita: gridare su tutti i tetti la scoperta inaudita e sprofondare nel silenzio della contemplazione... Si raccoglie nella presenza, nell'attesa della seconda venuta, e se ne va, per affrettarla, verso i quattro punti cardinali. Si raccoglie e si disperde, accoglie e dà, adora e divide. Non smette di ringraziare.
Essa scatena contro il Principe delle tenebre e contro i suoi sottoposti una battaglia accanita, battaglia spirituale che continua la vittoria decisiva del suo Signore sul peccato, sulla fatalità e sulla morte. Ne esce spesso ferita, talvolta martire, mai però disperata. E proprio all'interno della prova a cui la spingono le sue lotte, con allegria irresistibile, l'allegria pasquale, essa intona alla lode della gloria di Dio il canto natalizio degli angeli.
Card. ALBERT DECOURTRAY

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Eleonora Schembri

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Dec 26, 2015, 5:20:17 AM12/26/15
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LA PAROLA
26 dicembre 2015
Sabato
S. Stefano (f) - P
Ottava di Natale
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito
Liturgia: At 6,8-10.12; 7,54-59; Sal 30; Mt 10,17-22

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, ti ringrazio di avermi dato come esempio santo Stefano, tuo servo fedele. Poiché io, in questo periodo di Natale, sto meditando sul senso dell'Incarnazione, fa' che riceva la tua grazia, come l'ha ricevuta santo Stefano, per servirti tramite tutti i miei fratelli e sorelle. L'amore che io manifesto loro sia una testimonianza del mio amore per te. Vieni, resta nel mio cuore e insegnami a perdonare.

ANTIFONA D'INGRESSO
Si aprirono le porte del cielo per santo Stefano; egli è il primo nella schiera dei martiri e ha ricevuto in cielo la corona di gloria.

COLLETTA
Donaci, o Padre, di esprimere con la vita il mistero che celebriamo nel giorno natalizio di santo Stefano primo martire e insegnaci ad amare anche i nostri nemici sull'esempio di lui che morendo pregò per i suoi persecutori. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 6,8-10.12; 7,54-59)
Ecco, vedo i cieli aperti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo. Allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei, degli Alessandrini e di quelli della Cilìcia e dell'Asia, si alzarono a discutere con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo condussero davanti al Sinedrio.
Tutti quelli che sedevano nel Sinedrio, [udendo le sue parole,] erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio».
Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 30)
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria.
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori:
sul tuo servo fa' splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.

CANTO AL VANGELO (cf. Sal 118,26.27)
R. Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore; Il Signore è Dio; egli ci illumina.
R. Alleluia.
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VANGELO (Mt 10,17-22)
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

Versione in voce >>>>>  VANGELO


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.".
Parola del Signore.

OMELIA
Le feste che seguono immediatamente il Natale hanno un nesso evidente con la nascita del Cristo. Oggi la lapidazione del diacono Stefano, primo martire, ci parla in modo evidente della sorte che toccherà al Figlio di Dio, nato bambino. Ci parla del prezzo del nostro riscatto, ci parla delle trame oscure che gli uomini vanno ordendo da sempre contro di lui. Ci descrive in anticipo una storia assurda, che si snoda nei secoli. Ci parla del peccato del mondo e della storia vera della Chiesa di Cristo. Si snoda già da oggi quel mirabile ed incessante duello tra le forze del male che vorrebbero chiudere definitivamente in un sepolcro di morte prima il Cristo e poi i suoi seguaci. Tutti i persecutori della Chiesa dovrebbero finalmente capire che il sangue dei martiri, da Santo Stefano fino a quello dei nostri giorni, è stato sempre il seme che l'ha fecondata di nuovi figli e l'ha resa sempre più sposa degna del martire divino. Il martirio del Santo di oggi ricalca fedelmente, nei suoi tratti essenziali, quello di Cristo. Ancora una volta viene condannato un innocente, che si "vendica" con il suo perdono. Così egli diventa il vero vincitore e i cieli si aprono su di lui. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni che ti offriamo nel glorioso ricordo di santo Stefano e confermaci nella fede che egli testimoniò col suo martirio. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Lapidavano Stefano, mentre pregava e diceva: Signore Gesù, accogli il mio spirito.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che nella celebrazione di santo Stefano prolunghi la gioia del Natale, conferma in noi l'opera della tua misericordia e trasforma la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Ti ringrazio, Signore, per questa giornata e per tutte le grazie che mi hai concesso. Santo Stefano aveva una così grande fede nelle tue promesse, ed io ne ho così poca! Perdonami per la mia mancanza di fede, così come per tutte le occasioni di servirti che mi sono lasciato sfuggire. Questa sera, ti prego in particolare per tutti quelli che sono perseguitati per causa tua; ti chiedo di renderli forti e di consolarli per mezzo dello Spirito Santo.

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Eleonora Schembri

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Dec 27, 2015, 4:11:20 AM12/27/15
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LA PAROLA
27 dicembre 2015
Domenica
Santa Famiglia (s)
Beato chi abita nella tua casa, Signore
Liturgia: 1Sam 1,20-22.24-28; Sal 83; 1Gv 3,1-2.21-24; Lc 2,41-52

PREGHIERA DEL MATTINO
Santa Famiglia, ti preghiamo oggi per le famiglie cristiane di tutto il mondo; concedi la perseveranza a coloro che sono "insieme" nella celebrazione della loro fede; mostra il cammino da seguire a coloro che cercano la comunione e l'unità: la via che tu stesso hai percorso, la via della croce; fa' scoprire la saggezza della comunione nelle gioie e nei sacrifici a coloro che si sentono soli, nonostante siano in mezzo agli altri. Concedi la pace a ogni famiglia, ora e sempre.

ANTIFONA D'INGRESSO
I pastori si avviarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe, e il Bambino deposto nella mangiatoia.

COLLETTA
O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dell'aurora del mondo, divenisse membro dell'umana famiglia; ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita, perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore, e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo santo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Sam 1,20-22.24-28)
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
Dal primo libro di Samuele
Al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele, «perché - diceva - al Signore l'ho richiesto».Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch'io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 83)
Beato chi abita la tua casa, Signore.
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L'anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
Beato chi abita la tua casa, Signore.
Beato chi abita la tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l'uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Beato chi abita la tua casa, Signore.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Beato chi abita la tua casa, Signore.

SECONDA LETTURA/STRONG> (1Gv 3,1-2.21-24)
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. At 16,14)
R. Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
R. Alleluia.
Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Lc 2,41-52)
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

Versione in voce >>>>>  VANGELO


+
Dal Vangelo secondo Luca
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore.

OMELIA
Una famiglia davvero speciale quella che oggi ci viene additata a modello. Il primo protagonista è lo stesso Gesù, il figlio di Dio, concepito da Maria per opera dello Spirito Santo. La stessa Madre è davvero speciale, è la donna senza macchia di peccato, è la prescelta da Dio stesso per essere la genitrice del Verbo. È speciale anche S. Giuseppe, uomo giusto, padre, senza essere genitore, sposo senza essere marito. Eppure entrando nel vivo della loro storia emergono situazioni e virtù non dissimili da quelle che siamo chiamati a vivere e praticare tutti noi nel contesto di una qualsiasi umana normale famiglia. La vita di Gesù è stata una vita travagliata sin dalla sua nascita e della sua prima infanzia. Non l'hanno risparmiato né prove né persecuzioni e sappiamo bene come si è conclusa la sua esperienza terrena. La madre sua Maria ha condiviso in tutto e con rara intensità le sofferenze del figlio suo. Ha sperimentato i dubbi di Giuseppe, la persecuzione di Erode, l'esilio in Egitto, il misterioso silenzio di lunghi anni e poi le contestazioni e le trame contro il suo Gesù. Una mamma vera come tante altre, che contempliamo, nel momento finale, ai piedi della croce con il suo figlio morente tra le braccia. Giuseppe ha svolto il suo ruolo oscuro ed umile da uomo giusto, saggio ed operoso, nell'esercizio di un umile mestiere, nella consapevolezza che le grandi opere di Dio passano anche attraverso i semplici gesti di un povero falegname. Se così è, quanti esempi abbiamo da assumere, quanta luce emana da quell'umile casetta di Nazaret, quante grazie possiamo attenderci da una famiglia così speciale, ma anche così esperta di vita vera. Quante nostre famiglie dovrebbero fare continuo spirituale pellegrinaggio in quella casa per raccogliere virtù ed esempi salutari. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questo sacrificio di salvezza, e per intercessione della Vergine Madre e di san Giuseppe, fa' che le nostre famiglie vivano nella tua amicizia e nella tua pace. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Gesù rispose: "Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, donaci di seguire gli esempi della santa Famiglia, perché dopo le prove di questa vita siamo associati alla sua gloria in cielo. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Prima di parlare dell'attività di Giovanni Battista, Luca si sofferma ancora sulla Santa Famiglia di Nazaret, per mettere in luce il suo stile di vita: "I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua". Così fecero anche quando Gesù aveva ormai dodici anni: tutta quanta la famiglia si recò, come sempre, nella Città Santa per celebrare là la Pasqua.
Come, ogni giorno, affrontavano insieme i problemi, le gioie e le pene della vita, così sono sempre insieme per celebrare la più grande festività religiosa. Era il normale stile di vita della Santa Famiglia; per questo, quando Gesù, all'insaputa di Giuseppe e di Maria, rimase a Gerusalemme, l'inquietudine pervase il loro animo finché, dopo tre giorni, lo ritrovarono: "Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".
Come non trovare bello, nella sua semplicità, il racconto di Luca, quando ci mostra che l'"essere insieme" della famiglia si ricollega alla ricerca dell'altro, e che la celebrazione in comune della fede è richiesta dal fatto di sopportare in comune tutte quelle che si possono definire "pene quotidiane".
Possiamo pensare alle famiglie che celebrano insieme la domenica. La Messa, l'Eucaristia e la preghiera, invitando tutta la famiglia a celebrare la fede, garantiscono nello stesso tempo un suo accrescimento costante. I sacrifici quotidiani ci rimandano al sacrificio della Messa che, a sua volta, è simbolo di tutti i sacrifici, passati e futuri. Impariamo così a costruire l'"essere insieme" che unisce la vita di ogni famiglia alla vita della Santa Trinità.
Mons. IOAN ROBU

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Eleonora Schembri

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Jan 3, 2016, 3:13:24 AM1/3/16
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LA PAROLA
3 gennaio 2016
Domenica
Santissimo nome di Gesù (mf)

Descrizione: Descrizione: Sic Semper Tyrannis: Feast of the most Holy Name of Jesus (2nd Class)


2.a Natale - II
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi
Liturgia: 24.1-4.12-16; Sal 147; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18

PREGHIERA DEL MATTINO
Mio Dio, Padre di infinita potenza, ti ringrazio perché mi hai svegliato a celebrare il tuo amore che si rivela nell'Incarnazione del tuo Figlio unigenito. Verbo incarnato per amore: che questo giorno sia una lode perenne della tua umiltà. Nello Spirito Santo, che in te, divenuto carne, si è abituato a riposare nel cuore umano.

ANTIFONA D'INGRESSO
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa, mentre la notte giungeva a metà del suo corso, il tuo Verbo onnipotente, o Signore, è sceso dal cielo, dal trono regale.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti, riempi della tua gloria il mondo intero, e rivelati a tutti i popoli nello splendore della tua verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sir 24,1-4.8-12)
La sapienza di Dio è venuta ad abitare nel popolo eletto.
Dal libro del Siracide
La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto, in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata, nella santa assemblea viene ammirata, nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: "Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti".
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata, per tutta l'eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità, nell'assemblea dei santi ho preso dimora».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 147)
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

SECONDA LETTURA (Ef 1,3-6.15-18)
Mediante Gesù, Dio ci ha predestinati a essere suoi figli adottivi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini


Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.

Perciò anch'io Paolo, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. 1Tm 3,16)
Alleluia, alleluia.
Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.
Alleluia.
Descrizione: Descrizione: cid:image003.jpg@01D0A80E.574061B0
VANGELO (Gv 1,1-18)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni


In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli da testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».


Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore.

OMELIA
È un brano di alta teologia quello che ancora una volta leggiamo in questa domenica. L'espressione di San Giovanni: "Il Verbo fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo noi", con quelle che seguono sulla luce e sulle tenebre, sul rifiuto e sull'accoglienza, traccia tutta la storia della redenzione del Figlio di Dio, la sua apparizione nel mondo come Luce dell'umanità, l'orrendo peccato dell'uomo e la deificazione di coloro che invece l'hanno accolto nella fede e nella vita. Inizia con l'enigmatica espressione "In principio" per ricordarci che il nostro essere, e non solo la nostra storia, è indissolubilmente legata all'Autore della vita. Pare quasi che l'evangelista voglia ricondurci alle origini per ricordarci l'atto creativo di Dio, le nostre origini nell'amore e la continuità nel tempo di quell'amore, che raggiunge il suo culmine proprio con l'incarnazione del Verbo. Sarebbe triste ed imperdonabile per noi se il passare dei giorni ci distogliesse dal pensiero e dal profondo significato del Natale. È troppo coinvolgente quella storia per poterla dimenticare, legarla solo ad un breve e fugace periodo. Ciò anche perché non è finita purtroppo la lotta tra le tenebre del male e la Luce che Cristo ci vuole donare. "Venne tra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto", meritiamo ancora questo rimprovero in tempi in cui le tenebre assumono il lugubre significato di lotte e di guerre distruttrici? O ci siamo assuefatti e rassegnati al nostro buio? Potrebbe accadere che Dio si è umiliato nella carne e noi rifiutiamo di immergerci nella divinità. Sarebbe il massimo della stoltezza. Già un profeta, rivolgendosi a Gerusalemme, città simbolo della futura chiesa, andava ripetendo: "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni". Isaia pare descriva il nostro tempo e i nostri giorni.
(Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Padre, questi doni con la grazia del Natale del tuo unico Figlio, che a tutti i credenti indica la via della verità e promette la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
A tutti quelli che lo hanno accolto il Verbo incarnato ha dato il potere di diventare figli di Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento agisca in noi, Signore Dio nostro, ci purifichi dal male e compia le nostre aspirazioni di giustizia e di pace. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Solo lo Spirito può introdurci nella contemplazione del mistero dell'incarnazione del Verbo e farcene scoprire l'intima ragione, la sua intrinseca convenienza e bellezza. Il Figlio di Dio si è fatto uomo perché l'uomo potesse divenire figlio di Dio; Dio si è introdotto nella nostra condizione umana, perché l'uomo fosse introdotto nella condizione divina. Il mistero di questa "discesa divina" che è "ascesa umana" è il centro della meditazione della Chiesa in questi giorni.
In esso contempliamo in primo luogo l'amore di Dio che svela se stesso e chiama l'uomo all'alleanza con lui: è un amore che non ha altra ragione d'essere che se stesso. La sua gratuità è completa e l'uomo può solo lodare e ringraziare, senza fine.
In esso contempliamo l'umiltà del Verbo Incarnato, "che non considerò il suo essere uguale a Dio come un tesoro da tenere gelosamente", ma assume la nostra condizione: l'umiltà che condivide è il linguaggio dell'amore.
Mons. CARLO CAFFARRA

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LA PAROLA
9 gennaio 2016
Sabato
S. Marcellino vescovo
2.a Natale - P
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra
Liturgia: 1Gv 4,11-18; Sal 71; Mc 6,45-52

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, fa' che l'amore che hai manifestato ai pastori e ai Magi, ai poveri d'Israele e alle nazioni pagane, raggiunga in noi la perfezione, trasparenza perfetta alla perfetta innocenza di Dio, al più puro dei suoi irraggiamenti, adesione totale, aderenza completa, che in ebraico si esprime con la parola "Amen". Come il Figlio è l'Amen del Padre, fa' che noi diveniamo l'Amen del Figlio. Allora, in questa intimità assoluta con l'intimo del Padre e dello Spirito, nella familiarità che ci viene offerta nella Trinità, sapremo che l'amore perfetto scaccia il timore.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce su coloro che abitavano una terra tenebrosa sfolgorò il sole della vita.

COLLETTA
O Dio, luce del mondo, concedi a tutte le genti il bene di una pace sicura e fa' risplendere nei nostri cuori quella luce radiosa che illuminò la mente dei nostri padri. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Gv 4,11-18)
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo


Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l'amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
In questo l'amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione; che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 71)
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
I re di Tarsis e delle isole portino tributi,
i re di Saba e di Saba offrano doni.
Tutti i re si prostrino a lui,
lo servano tutte le genti.
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.



CANTO AL VANGELO (cf. 1Tm 3,16)
Alleluia, alleluia.


Gloria a te, o Cristo, annunciato fra le genti,


gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.

Alleluia.


VANGELO (Mc 6,45-52)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Videro Gesù camminare sul mare.
+
Dal Vangelo secondo Marco
Dopo che i cinquemila uomini furono saziati, Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, a Betsaida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: "È un fantasma!", e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: "Coraggio, sono io, non abbiate paura!". E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.
Parola del Signore.

OMELIA
Nella traversata della vita capita frequentemente di dover affrontare le tempeste, suscitate dalla suscettibilità, dalle incomprensioni, da contrasti della vita, da sventure... che ci fanno tremare e ci agitano come succedeva ai discepoli mentre traversavano il lago. Per loro buona fortuna, quando sono ormai sfiniti e quasi vinti dalla fatica, interviene Gesù... Al loro primitivo turbamento e spavento, subentra la meraviglia... quasi incredula. E' il Maestro buono che viene in loro soccorso invitandoli a non aver paura... E una volta accolto sulla barca, il vento cessa, le acque si calmano... Rimane in loro lo stupore che l'evangelista tenta di giustificare "perché non avevano capito il fatto dei pani...". Volesse il cielo che nelle nostre tempeste personali, familiari, comunitarie ci rifugiassimo nel Signore Gesù, lo accogliessimo nella barca della nostra povera vita! Il Padre celeste non si lascerà invocare invano... anzi, come ci dice Giovanni, vuole rimanere in noi, dimorare e vivere in noi, manifestandoci tutto il suo amore nella donazione del suo Figlio come Salvatore. Egli è amore! Vivere nell'amore di Dio e del prossimo costituisce la garanzia più valida di vittoria nelle prove, nelle tentazioni, nelle tempeste dalle quali nessun uomo sarà risparmiato come non sono stati risparmiati Gesù, Maria, Giuseppe, i profeti... e tutti i santi. Giovanni ci ripete: "Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amor perfetto scaccia il timore...". Abbandonarci alla volontà del Signore come un bambino si abbandona fra le braccia della mamma costituisce motivo di pace e di serenità in qualsiasi situazione della vita. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nella celebrazione di questi misteri la giusta adorazione per la tua grandezza, e si rafforzi la fedeltà e la concordia dei tuoi figli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Coraggio sono io, non temete!" Gesù salì con loro sulla barca e il vento cessò.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Sostieni, Signore, con la tua provvidenza, questo popolo nel presente e nel futuro, perché con le semplici gioie che disponi sul suo cammino aspiri con serena fiducia alla gioia che non ha fine. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
I Magi ripartirono senza ritornare a inchinarsi davanti ai re della terra perché avevano adorato il Re dei cieli, il Signore dei signori. Signore, ridona a noi, discepoli del Cristo, il senso dei valori evangelici. Fa' che nessuna paura contraria all'amore di Cristo nei suoi poveri che sono il tesoro della Chiesa ci spinga a venerare le vie umane e a preferire le comodità materiali e spirituali alla verità che è l'espressione stessa dell'amore incarnato.

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Eleonora Schembri

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LA PAROLA
17 gennaio 2016
Domenica
S. Antonio (m)
2.a Tempo Ordinario - II
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore
Liturgia: Is 62,1-5; Sal 95; 1Cor 12,4-11; Gv 2,1-11

PREGHIERA DEL MATTINO
Maria, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come sorgente.
Creami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato.
Un cuore grande e indomabile che nessuna ingratitudine possa chiudere e nessuna indifferenza stancare. Un cuore assetato di Gesù e pieno di tenera compassione. Amen.
(Liberamente adattata da una preghiera del P. Grandmaison).

ANTIFONA D'INGRESSO
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 62,1-5)
Gioirà lo sposo per la sposa.

Dal libro del profeta Isaia


Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata né la tua terra sarà più detta Devastata ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà di te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 95)
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.


Cantate al Signore un canto nuovo,

cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: "Il Signore regna!".
Egli giudica i popoli con rettitudine.
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,4-11)
L'unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Ts 2.14)
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia.


VANGELO (Gv 2,1-11)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le anfore»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parola del Signore.

OMELIA
Questo vangelo è commuovente quando lo si considera come un semplice episodio della vita pubblica di Gesù, un intervento di bontà e di potenza per togliere dall'imbarazzo delle persone che non erano state capaci di prevedere bene tutto. «Non hanno più vino»: Gesù, che sua madre Maria ha messo al corrente, interviene con un dono sovrabbondante. Dobbiamo capire però, come ci dice bene san Giovanni, che questo episodio ci presenta un segno, anzi, l'inizio stesso dei segni, non si tratta cioè di un semplice fatterello, felice racconto, ma della rivelazione del piano divino, del progetto di Dio. Dal racconto di Cana si può dire quello che scrive san Paolo dell'unione dell'uomo e della donna: «Questo mistero è grande, lo dico in rapporto a Cristo e alla Chiesa». L'episodio di Cana è grande perché è il segno del mistero di Gesù e della Chiesa, ci dice che l'intenzione divina è sempre una intenzione d'amore. Gesù è venuto fra noi per trasmetterci l'amore, per suscitare l'amore. E' venuto a stabilire la sua alleanza tra e con noi. E l'episodio di Cana annuncia in modo misterioso questa nuova alleanza. Gesù celebrerà le vere nozze tra Dio e l'umanità, darà il vino necessario perché la festa nuziale non sia interrotta, ma arrivi al compimento. E questo vino non sarà semplicemente l'acqua mutata in vino, sarà la trasformazione della natura umana di Gesù. Egli verserà il suo sangue come vino delle nozze, cioè giungerà all'estremo dell'amore accettando una morte violenta e trasformandola in mezzo di unione definitiva tra lui e gli uomini, tra gli uomini e Dio. Il mistero di Cana, inizio dei segni, deve, come è stato per i discepoli, stimolarci a credere pienamente in Gesù e, nello stesso tempo, deve darci una fiducia filiale in Maria, sua e nostra madre, che ci guida, ci incoraggia, ci aiuta potentemente. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l'opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gesù manifestò la sua gloria in Cana di Galilea e i suoi discepoli credettero in lui.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l'unico pane di vita formiamo un cuor solo e un'anima sola. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
"Il mio giusto vive di fede": questa è l'ottica con la quale dobbiamo leggere i miracoli di Gesù, i segni che egli compie con la potenza del suo Spirito e per l'edificazione degli uomini assetati di mistero.
L'acqua che diventa vino a Cana non dipende da una magia, dipende dalla fede di Maria.
Spesse volte Gesù parla della forza della fede: "Sposterete le montagne"; spesse volte accusa i discepoli di essere uomini di poca fede.
Cos'è in realtà questa fede? È un appoggiarsi su Gesù e sul mistero che egli racchiude: sul Padre che lo invia, sullo Spirito che sta sopra di lui e dentro di lui.
È un abbandono integrale, senza riserve, che crede in Cristo e crede Gesù Cristo, una consegna totale di sé che modifica il giudizio, l'affezione e l'azione dell'io.
Nella continua lotta che l'uomo intrattiene con se stesso in ogni circostanza dell'esistenza la fede è, istante dopo istante, un'uscita da sé per lasciarsi riempire dalla dolce presenza di Gesù. Ancor meglio, la fede è la povertà dello spirito. Non opporre resistenza ultima all'irrompere di Gesù che stupisce e rapisce attraverso la circostanza.
Con trepidazione, ma con dialogante letizia, l'uomo s'accorge in tal modo che Cristo diviene la forma del suo pensare, del suo amare, del suo agire.
Cristo, centro del cosmo e della storia, diventa allora centro dell'esistenza dell'io, origine e principio autentico del suo essere e del suo vivere. Come per Maria a Cana che osa, perché una fede umile sa osare, paradossalmente osa oltre i limiti della missione di Gesù e consegna così col suo cuore certo al Padre la materia per cui lo Spirito di Cristo cambia l'acqua in vino.
Mons. ANGELO SCOLA

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Eleonora Schembri

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Jan 23, 2016, 4:58:21 AM1/23/16
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LA PAROLA
23 gennaio 2016
Sabato
S. Emerenziana


2.a Tempo Ordinario - II

Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi
Liturgia: 2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27; Sal 79; Mc 3,20-21

PREGHIERA DEL MATTINO
Colui che annuncia la verità deve essere disposto a non essere compreso. Fa', Signore, che nei momenti di incomprensione sappiamo metterci al tuo posto. Fortificaci in modo tale che siamo coerenti rispetto a ciò a cui crediamo. Accordaci la grazia di vivere a volto scoperto, e non permettere che cediamo alla tentazione della viltà: le viltà che si affermano come rivelazioni, o quelle che si nascondono come tradimenti. Infondi nella nostra vita la luce della verità e fa' che sia nostra guida sul cammino della giustizia.

ANTIFONA D'INGRESSO
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te: inneggi al tuo nome, o Altissimo.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27)
Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Dal secondo libro di Samuele


In quei giorni, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni. Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: «Da dove vieni?». Rispose: «Sono fuggito dal campo d'Israele». Davide gli domandò: «Come sono andate le cose? Su, dammi notizie!». Rispose: «È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti».
Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui. Essi alzarono lamenti, piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo figlio, per il popolo del Signore e per la casa d'Israele, perché erano caduti di spada.
Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata: «Il tuo vanto, Israele, sulle tue alture giace trafitto! Come sono caduti gli eroi?
O Saul e Giònata, amabili e gentili, né in vita né in morte furono divisi; erano più veloci delle aquile, più forti dei leoni. Figlie d'Israele, piangete su Saul, che con delizia vi rivestiva di porpora, che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.
Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?
Giònata, sulle tue alture trafitto! Una grande pena ho per te, fratello mio, Giònata! Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era per me preziosa, più che amore di donna.
Come sono caduti gli eroi, sono perite le armi?».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 79)
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.


Tu, pastore d'Israele, ascolta,

tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?
Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini
e i nostri nemici ridono di noi.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.



CANTO AL VANGELO (cf. At 16,14)

Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.

Alleluia.
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VANGELO (Mc 3,20-21)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


I suoi dicevano: «E' fuori di sé».
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Parola del Signore.

OMELIA
Noi, esseri umani, ordinariamente stiamo tutti molto attenti per comprendere e definire al meglio i contorni della normalità e cerchiamo di conformarci ad essi per essere felicemente annoverati nella schiera dei così detti "normali". Ci siamo dotati perciò di norme e di paràmetri sempre più precisi perché fossimo universalmente accolti. Nonostante ciò sono frequenti i casi in cui si confondono i giudizi e si stravolgono i valori. È capitato e capita spesso di confondere lo zelo per le cose di Dio, il fervore che spinge fino all'eroismo, l'amore che diventa dono totale di sé all'altro, con la pazzia. Tra l'altro i primi accusatori e i malpensanti provengono spesso dai parenti e dagli amici o dai confratelli. Le vite dei Santi sono cosparse di episodi, nei quali emerge questo grossolano errore di ritenere alienati mentali persone che invece vivevano l'eroismo della santità. Ricordiamo figure eccelse come San Giovanni Bosco e, più vicino a noi, il San Padre Pio e tantissimi altri. Prima di loro è rimasto vittima di simili pregiudizi lo stesso Signore Gesù. Attorniato dalla folla, bramosa di ascoltarlo, sia Lui che gli astanti dimenticano di soddisfare anche le necessità più urgenti: «non potevano neppure mangiare». Da ciò la facile deduzione dei discepoli, che escono per andare a prenderlo, perché dicevano: «È fuori di sé». Soltanto chi è pervaso dallo stesso zelo, e animato dalle stesse convinzioni, nutre la stessa ansia di bene, può comprendere certe scelte e certi comportamenti. La pazzia del Cristo troverà il suo pieno compimento nella morte volontaria sul patibolo della croce, dopo aver annunziato un parametro di giudizio davvero sconvolgente: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l'opera della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Dinanzi a me hai preparato una mensa e il mio calice trabocca.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l'unico pane di vita formiamo un cuor solo e un'anima sola. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Il giorno sta per concludersi e noi approfittiamo di questo momento per renderti grazie per i doni che abbiamo ricevuto in questa giornata. Oggi abbiamo imparato che seguire Gesù vuol dire apprezzare quello che il mondo disprezza e questo suscita a volte dell'odio, delle critiche e anche delle persecuzioni. Concedici la forza per i momenti difficili che incontriamo e fa' che il nostro spirito non si allontani dal tuo. Fa' che reagiamo di fronte all'inerzia e al peccato per vivere nella felicità di coloro che ti seguono.

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Eleonora Schembri

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Jan 24, 2016, 6:06:51 AM1/24/16
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LA PAROLA
24 gennaio 2016
Domenica
S. Francesco di Sales (m)
3.a Tempo Ordinario - III
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita
Liturgia: Ne 8,2-4a.5-6.8-10; Sal 18; 1Cor 12,12-30; Lc 1,1-4; 4,14-21

PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, nostro Padre, in questo nuovo oggi ti preghiamo: fa' che esso sia abitato e agito dallo Spirito di Gesù. Fa' che oggi, tra le tante parole che diciamo e sentiremo, siamo resi capaci di trovare il tempo per ascoltare la parola della tua Scrittura.
Aiutaci a colmare le ore di oggi della tua presenza di misericordia, perché anche la nostra presenza sia in mezzo a chiunque dono di misericordia. Non ti preghiamo per domani, Signore. Solo per oggi. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui. potenza e bellezza nel suo santuario.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ne 8,2-4a.5-6.8-10)
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.
Dal libro di Neemia
In quei giorni, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I levìti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura.
Neemìa, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge.
Poi Neemìa disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 18)
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
Ti siano gradite le parole della mia bocca;
davanti a te i pensieri del mio cuore,
Signore, mia roccia e mio redentore.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,12-30)
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi


Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.
E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l'orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l'udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l'odorato?
Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l'occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; oppure la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi proprio le membra del corpo che sembrano più deboli sono le più necessarie; e le parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggiore rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggiore decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha disposto il corpo conferendo maggiore onore a ciò che non ne ha, perché nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui.
Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.

Alleluia.
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VANGELO (Lc 1,1-4; 4,14-21)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Oggi si è compiuta questa Scrittura.
+
Dal Vangelo secondo Luca
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l'anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Parola del Signore.

OMELIA
Senza esagerare possiamo affermare che oggi le chiacchiere degli uomini pervadono l'universo. Quando l'umanità godeva di un migliore silenzio la voce di Dio, trasmessa per mezzo dei profeti, trovava una migliore accoglienza e sortiva i suoi benefici effetti. Quando un intero popolo si accorge di aver smarrito e disatteso per lungo tempo il libro della legge prorompe in un pianto di pentimento e poi compresa la lettura del sacerdote Esdra, esplode la gioia del Signore che diventa la sua forza. Anche Gesù entrato nella sinagoga, legge nel rotolo del profeta Isaia: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione, e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e proclamare l'anno di grazia del Signore». Egli applica a sè quell'annunzio profetico. Diventa il testimone vivente della fedeltà di Dio. Rivela la sua missione intesa come adempimento di promesse antiche. È un annuncio solenne dell'avvento dei tempi messianici. È anche indirettamente l'esplicita rivelazione della sua natura divina, del mandato ricevuto dal Padre, della sua unzione sacerdotale, regale e profetica, della sua consacrazione ed infine del suo compito di redentore. Egli viene a proclamare la liberazione totale dei prigionieri dai vincoli del peccato e della morte, viene per ridare la vista ai ciechi, per annunziare il tempo della grazia e della riconciliazione. Così Gesù diventa maestro per tutti noi che vogliamo leggere la Parola di Dio in modo veramente sapienziale. C'è una attualizzazione continua di quella Parola, che sgorga dalla stessa eternità di Dio e si cala nel nostro tempo senza perdere il valore della perennità. Ci fa comprendere che quella parola è sempre viva ed attuale, conserva integra la forza che da Dio stesso proviene e come tale va accolta. Si attua in ciascuno di noi quando la incarniamo nella nostra vita. Potremmo anche noi costatare che quella parola si adempie in noi quando è vissuta nella fedeltà. Diventa la lampada ai nostri passi, luce sul nostro cammino, nutrimento di verità per tutta la nostra esistenza. Uno dei doni grandi del Concilio Vaticano II è stata proprio la riscoperta della Parola di Dio come motivo di unione a Dio, come riscoperta delle verità ultime. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Lo Spirito del Signore è sopra di me: mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Quando leggete: "Insegnava nelle loro sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi" badate a non giudicare felici solamente coloro che ascoltavano Cristo, e a non stimare voi stessi privati del suo insegnamento. Se la Scrittura è la verità, Dio non ha parlato solamente tempo fa nelle assemblee degli Ebrei, ma parla ancora oggi nelle nostre assemblee e non solo qui, nella nostra, ma in altre riunioni, e nel mondo intero Gesù insegna e cerca degli strumenti per trasmettere il suo insegnamento. Che egli mi trovi ugualmente disposto e incline ad ascoltarlo. E come Dio Onnipotente, cercando dei profeti al tempo in cui la profezia faceva difetto agli uomini, ha trovato per esempio Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele, così Gesù cerca degli strumenti per trasmettere la sua parola, per insegnare ai popoli nelle loro sinagoghe ed essere glorificato da tutti. Oggi Gesù è "glorificato da tutti" più che ai tempi in cui non era conosciuto che in una sola provincia.
ORIGENE

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Eleonora Schembri

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Jan 30, 2016, 4:43:04 AM1/30/16
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LA PAROLA
30 gennaio 2016
Sabato
S. Martina


3.a Tempo Ordinario - III

Crea in me, o Dio, un cuore puro

 

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Liturgia: 2Sam 12,1-7a.10-17; Sal 50; Mc 4,35-41

PREGHIERA DEL MATTINO
La luce della fede si levi, Signore, nei nostri cuori per guidarci nella nostra traversata del mare burrascoso di questo mondo, nella nave della Chiesa, dove tu sei sempre presente. Fa' che il timore e la paura non ci pervadano mentre navighiamo verso di te, anche se la nave della nostra vita viene brutalmente scossa dalla tempesta delle tentazioni. Che non venga mai a mancare la fiducia in te, perché tu sei presente nella Chiesa, e in ognuno di noi.

ANTIFONA D'INGRESSO
Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore da tutta la terra; splendore e maestà dinanzi a lui, potenza e bellezza nel suo santuario.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Sam 12,1-7a.10-17)
Ho peccato contro il Signore.

Dal secondo libro di Samuele


In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l'altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall'uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell'uomo povero e la servì all'uomo che era venuto da lui».
Davide si adirò contro quell'uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio d'Israele: "La spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l'Ittita". Così dice il Signore: "Ecco, io sto per suscitare contro di te il male dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un altro, che giacerà con loro alla luce di questo sole. Poiché tu l'hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole"».
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest'azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire». Natan tornò a casa.
Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide e il bambino si ammalò gravemente. Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino, si mise a digiunare e, quando rientrava per passare la notte, dormiva per terra. Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra, ma egli non volle e non prese cibo con loro.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Crea in me, o Dio, un cuore puro.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Crea in me, o Dio, un cuore puro.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Crea in me, o Dio, un cuore puro.
Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Crea in me, o Dio, un cuore puro.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 3,16)
Alleluia, alleluia.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Alleluia.
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VANGELO (Mc 4,35-41)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore.

OMELIA
Stiamo costatando, dopo secoli di storia, quanto sia facile ancora oggi, in nome di una fede e di una appartenenza religiosa, creare steccati e muri di divisione. Molti con zelo si sono posti a difesa dei propri recinti, rendendoli di fatto inaccessibili. Gesù invita i suoi a passare all'altra riva! Bisogna avere il coraggio di valicare i confini e remare insieme ad altre barche. Bisogna affrontare insieme i rischi della traversata della vita quando le mete ci accomunano. Quando poi, come spesso accade, si solleva la tempesta del vento e i flutti inondano le barche, è lo stesso Signore che sgrida i venti e impone al mare, con la sua forza divina, di tacere e calmarsi. Anche gli occupanti le altre barche godono dello stesso prodigio, anche se non hanno con se il Cristo. Quella tempesta di vento ci ricorda in modo evidente, l'infuriare delle passioni umane. Ci ricorda le dispute e le divisioni, l'oltranzismo e l'integralismo religioso. Gesù fa tacere questi venti e rimprovera i suoi per la poca fede manifestata nel pericolo. È vero che mentre infuriano le tempeste e la paura ci assale, egli ci dà talvolta l'impressione di una colpevole assenza, ma, dopo tante testimonianze di amorose premure, non dovremmo più dubitare neanche quando egli dorme. Evidentemente è la mancanza e la debolezza di fede a convincerci dell'assenza e del disinteresse del Cristo nei nostri confronti. Non dovremmo forse concludere che purtroppo solo in momenti di crisi ci interroghiamo sul Signore e desideriamo la sua presenza salvifica? Non dovremmo invece vivere costantemente in comunione con Lui in modo da sentirlo sempre presente? (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Guardate al Signore e sarete raggianti, e il vostro volto non sarà confuso.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti col corpo e sangue del tuo Figlio, fa' che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
In questa sera ti proclamiamo e ti confessiamo Signore di tutta la creazione, ma soprattutto ti proclamiamo e ti confessiamo Signore della nuova creazione per mezzo della tua morte e risurrezione. Accordaci di restare sempre fedeli alla tua Chiesa; così supereremo le difficoltà della nostra vita di credenti. Signore, salvaci, perché possiamo renderti gloria con tutti i tuoi santi nella nuova Gerusalemme.

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Eleonora Schembri

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Jan 31, 2016, 4:12:05 AM1/31/16
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LA PAROLA
31 gennaio 2016
Domenica
S. Giovanni Bosco (m)
4.a Tempo Ordinario - IV
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza
Liturgia: Ger 1,4-5.17-19; Sal 70; 1Cor 12,31 - 13,13; Lc 4,21-30

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu che scruti il mio cuore e vedi in profondità la mia miseria, i miei peccati, dammi oggi la grazia della conversione, affinché io possa, come i tuoi santi, testimoniare con la vita e la parola il tuo vangelo. Non permettere, o Signore, che io viva in modo superficiale il mio cristianesimo: scuotimi dal mio torpore, mettimi sulla strada dell'amore e dell'impegno perché io possa essere il più possibile come tu mi vuoi. Amen.

ANTIFONA D'INGRESSO
Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici da tutti i popoli, perché proclamiamo il tuo santo nome e ci gloriamo della tua lode.

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l'anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Ger 1,4-5.17-19)
Ti ho stabilito profeta delle nazioni.

Dal libro del profeta Geremia


Nei giorni del re Giosia, mi fu rivolta la parola del Signore: "Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato: ti ho stabilito profeta delle nazioni.
Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi, alzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro.
Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una collonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese.
Ti faranno guerra ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 70)
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,31 - 13,13)
Rimangono la fede, la speranza, la carità; ma la più grande di tutte è la carità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi


Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

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VANGELO (Lc 4,21-30)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Gesù come Elia ed Eliseo è mandato non per i soli Giudei.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!"». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Parola del Signore.

OMELIA
Un giorno lo stesso Gesù chiederà ai suoi discepoli: «Chi dice la gente che io sia?». Egli era quindi ben consapevole che voci e giudizi diversi venivano formulati sulla sua persona. Cristo però non smetterà mai di proclamare la verità circa la sua origine divina. Oggi la proclama, dopo la lettura del brano profetico di Isaia, affermando che quella scrittura, proprio a Lui si riferisce e in Lui trova il pieno adempimento. Egli è l'inviato del Padre, il liberatore dell'uomo, colui che possiede la pienezza dello Spirito e che porta un annuncio di salvezza inaugurando il tempo della redenzione. Conferma la sua affermazione solenne con miracoli e segni, ma nonostante ciò continuano le contestazioni e le visioni miopistiche sulla sua persona e sulla sua dottrina. Vittime di questi limiti e di queste trame sono i soliti scribi e farisei e tutti coloro che in essi in modi diversi si identificano. Formano la schiera di coloro che presumono di guardare Cristo con la sola fioca luce della ragione e fanno tacere, soffocandola, il dono della fede. È impossibile ridurre alle mere categorie umane le cose di Dio: Egli trascende i limiti della nostra migliore intelligenza e se non ci fossero la fede e la rivelazione, resteremmo al buio completo. Gesù visto con gli occhi della carne è il figlio di Maria e di Giuseppe, visto con i bagliori dello Spirito e con l'umiltà della fede è invece il Figlio di Dio, che ha assunto la nostra natura umana nel seno verginale di Maria. È triste costatare che anche quando Gesù cerca di illuminare e scuotere i suoi nemici riceve come risposta la loro indignazione e le loro minacce. Quanto accadeva ai tempi del Signore accade spesso anche oggi: dal buio della fede sgorgano le violenze e le persecuzioni perché la luce divina ha il potere di rendere visibili le cattiverie degli uomini ed essi non gradiscono che vengano svelate. Viene così da pensare che certe dichiarazioni di ateismo sgorghino spesso da un precedente disordine morale ed abbiano la loro radice dall'offuscamento del peccato. Per questo una cantore di Dio, un salmista, afferma: «Nella tua luce, Signore, vediamo la luce». Ed è per la stessa ragione che Gesù stesso si proclamerà Luce del mondo aggiungendo che chi lo segue avrà la luce della vita. La fede è un fuoco che arde solo se alimentato dalla preghiera e dalle buone opere altrimenti inevitabilmente si spegne. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull'altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Oggi si è adempiuta la Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
L'animosità si tradisce solo a metà: dimentica dell'amore tra compatrioti, asserve all'odio crudele i motivi d'amore. Nello stesso tempo questo aspetto, come questa parola, prova che attendete invano il beneficio della misericordia celeste, se ne attendete i frutti dalla virtù degli altri; poiché Dio disprezza gli invidiosi, e distoglie le meraviglie della sua forza da coloro che perseguitano negli altri i benefici divini. Le azioni del Signore nella sua carne sono l'espressione della sua essenza divina, e ciò che è da conoscere ci è stato mostrato. Non è dunque senza motivo che il Signore si discolpa per non aver compiuto i miracoli della sua potenza nella sua patria, affinché nessuno si attardi a credere che l'amore per la patria deve avere per noi poco valore: egli non poteva non amare i suoi concittadini, amando tutti gli uomini; ma sono loro ad avere rinunciato, attraverso il loro odio, all'amore per la propria patria. "Poiché non è invidioso l'amore, non si gonfia". E ciononostante questa patria non è stata esclusa dai benefici divini: quale miracolo è più grande della nascita di Cristo? Vedete dunque quali mali procura l'odio: a causa del suo odio questa patria si è giudicata indegna di lasciare operare in lei come suo cittadino il Figlio di Dio, dopo essere stata degnata della sua nascita.
SANT'AMBROGIO

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Eleonora Schembri

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Feb 6, 2016, 3:43:18 AM2/6/16
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LA PAROLA
6 febbraio 2016
Sabato
S. Paolo Miki e compagni (m)


4.a Tempo Ordinario - IV

Insegnami, Signore, i tuoi decreti
Liturgia: 1Re 3,4-13; Sal 118; Mc 6,30-34

PREGHIERA DEL MATTINO
Ogni battezzato è un inviato, un missionario. Quando guardo la carta del mondo, del mio paese o anche della mia città, mi sento sorpassato, Signore. Le statistiche sembrano dire che il numero dei cristiani non aumenta velocemente, che la scristianizzazione invade intere regioni, che le vocazioni religiose e sacerdotali non sono abbastanza numerose... Cosa fare, Signore? "Fai come Maria, mia madre", mi rispondi. Portando in cuore il mondo intero, ella sorrideva e faceva del bene a coloro che incontrava. Che io sia, come lei, un missionario permanente, là dove tu mi hai posto, Signore.

ANTIFONA D'INGRESSO
Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici da tutti i popoli, perché proclamiamo il tuo santo nome e ci gloriamo della tua lode.

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, concedi a noi tuoi fedeli di adorarti con tutta l'anima e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo. Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (1Re 3,4-13)
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Salomone andò a Gàbaon per offrirvi sacrifici, perché ivi sorgeva l'altura più grande. Su quell'altare Salomone offrì mille olocausti.
A Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Tu hai trattato il tuo servo Davide, mio padre, con grande amore, perché egli aveva camminato davanti a te con fedeltà, con giustizia e con cuore retto verso di te. Tu gli hai conservato questo grande amore e gli hai dato un figlio che siede sul suo trono, come avviene oggi. Ora, Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te. Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria, come a nessun altro fra i re, per tutta la tua vita».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118)
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Osservando la tua parola.
Con tutto il mio cuore ti cerco:
non lasciarmi deviare dai tuoi comandi.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Ripongo nel cuore la tua promessa
per non peccare contro di te.
Benedetto sei tu, Signore:
insegnami i tuoi decreti.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.
Con le mie labbra ho raccontato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.
Insegnami, Signore, i tuoi decreti.



CANTO AL VANGELO (Gv 10,27)

Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.
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VANGELO (Mc 6,30-34)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Erano come pecore che non hanno pastore.
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.
Parola del Signore.

OMELIA
Quello che oggi il vangelo ci narra è un bel momento di intimità, tra Gesù e gli Apostoli, reduci dalle loro fatiche missionarie. Hanno da raccontare le loro gioie e le loro delusioni, tutto ciò che hanno detto e fatto, ma ciò che appare più evidente agli occhi del loro maestro è la fatica e la stanchezza dei dodici. Le parole di Gesù hanno accenti materni e pieni di premura per loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». La calca della gente, l'andirivieni delle persone, l'anelito di annunciare e sanare per adempiere il mandato ricevuto dal Signore, i lunghi e ed estenuanti trasferimenti di villaggio in villaggio, spesso sotto il sole cocente, avevano davvero messo a dura prova la loro resistenza: «non avevano neanche il tempo di mangiare». È bello e consolante costatare che Gesù amorevolmente si accorga dei loro e dei nostri disagi, delle loro e nostre stanchezze fisiche e spirituali e ci chiami in disparte per consentirci di riposare. È il richiamo del giorno del Signore, la domenica, ma non solo. Molto spesso gli apostoli di oggi, nonostante le innumerevoli ed evidentissime testimonianze contrarie, vengono tacciati come nulla facenti. Solo chi lo vive può comprendere il duro ed indefesso lavoro spirituale e fisico di tanti ministri, spesso posti in situazioni di grande disagio. Non sempre ci si rende conto delle loro situazioni difficili a causa di una mentalità diffusa che ritiene che i preti siano solo da criticare e non da aiutare, definendoli inaccessibili e inossidabili. Le premure di Gesù verso gli apostoli ora sono spesso trasferite a persone buone, umili e silenziose, che come le pie donne del Vangelo, provvedono alle necessità dei ministri del Signore. C'è però un insegnamento ed un invito per tutti: per non lasciarsi sommergere dalle faccende del mondo e dalle sue frenesie, occorre ogni tanto, come si suol dire «staccare la spina» e cercare un luogo solitario, in disparte, fuori dal ritmo vertiginoso che rischia di travolgerci, per riposare un poco. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Signore, questi doni che noi, tuo popolo santo, deponiamo sull'altare, e trasformali in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE


Fa' risplendere sul tuo servo la luce del tuo volto, e salvami per la tua misericordia. Che io non resti confuso, Signore, perché ti ho invocato.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Gesù vide molta folla e si commosse per loro. Che il mio sguardo, Signore, abbia la stessa lucidità del tuo. Che la visione di tanti fratelli e sorelle, la vita dei quali sembra aver perso il suo senso, risvegli in me la carità apostolica, che deve essere la prerogativa di ogni battezzato. Che coloro che chiami a lasciare tutto per seguirti nella vita religiosa e sacerdotale siano generosi nella loro risposta. E che tutta la tua Chiesa, pastori e fedeli, si senta sulla via di una nuova evangelizzazione.

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Eleonora Schembri

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Feb 10, 2016, 3:39:16 AM2/10/16
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LA PAROLA
10 febbraio 2016
Mercoledì
S. Scolastica (m)
Mercoledì delle Ceneri – I


Perdonaci, Signore: abbiamo peccato
Liturgia: Gl 2,12-18; Sal 50; 2Cor 5,20 - 6,2; Mt 6,1-6.16-18

PREGHIERA DEL MATTINO
Noi ti benediciamo, o Dio, in questo giorno che comincia, per il periodo santo della Quaresima, che tu ci concedi in preparazione alla Pasqua. Portaci, attraverso il digiuno, ad avere fame di te e a non essere schiavi delle creature. Insegnaci, attraverso la pratica dell'astinenza, a dividere i nostri beni con coloro che ne hanno bisogno. Aiutaci, attraverso la preghiera e il silenzio, a trovare nella croce di tuo Figlio il nostro riposo e la nostra gioia (Pensieri di Fenelon per la Quaresima).

ANTIFONA D'INGRESSO
Tu ami tutte le tue creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio.

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gl 2,12-18)
Laceratevi il cuore e non le vesti.
Dal libro del profeta Gioele
Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.


Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.


Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.

Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

SECONDA LETTURA (2Cor 5,20 - 6,2)
Riconciliatevi con Dio... Ecco il momento favorevole.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.
Egli dice infatti: "Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso".
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Sal 95,8)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!


Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Mt 6,1-6.16-18)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà".
Parola del Signore.

OMELIA
Incomincia oggi il cammino di Quaresima. Un tempo favorevole, propizio che dura quaranta giorni. La sua mèta è la Pasqua: un memoriale che rinnova la grazia della passione e della morte del Signore. E' un tempo di penitenza, che vuole dire conversione e combattimento contro lo spirito del male. E' anche un tempo che invita a ritornare al Signore con tutto il cuore, con digiuni e preghiere. Ecco, il tempo della salvezza, ovvero della riconciliazione con Dio, è giunto. Il Vangelo odierno ci indica quale deve essere il nostro atteggiamento e insiste sulla rettitudine interiore, dandoci anche il mezzo per crescere in questa purificazione di intenzioni: l'intimità con il Padre. Il Vangelo è davvero bellissimo e dovremmo leggerlo spesso perché ci dice anche qual'era l'orientamento stesso del Signore Gesù, che "non faceva niente per essere ammirato dagli uomini ma viveva nell'intimità del Padre suo. L'evangelista Matteo ci presenta tre esempi: dell'elemosina, della preghiera, del digiuno e mette in evidenzia in tutti e tre una tentazione comune, direi normale. Quando facciamo qualcosa di bene, subito nasce in noi il desiderio di essere stimati per questa buona azione, di essere ammirati: di avere cioè la ricompensa, una ricompensa falsa però perché è la gloria umana, la nostra soddisfazione, il nostro piacere. E questo ci rinchiude in noi stessi, mentre contemporaneamente ci porta fuori di noi, perché viviamo proiettati verso quello che gli altri pensano di noi, lodano, ammìrano in noi. Il Signore ci chiede di fare il bene perché è Bene e perché Dio è Dio e ci dà anche il modo per vivere così: vivere in rapporto col Padre. Per fare il bene noi abbiamo bisogno di vivere nell'amore di qualcuno. Se viviamo nell'amore del Padre, nel segreto, con il Padre, il bene lo faremo in modo perfetto. Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto, dove solo il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta. Certo, le cose esteriori sono importanti ma dobbiamo sempre sceglierle e vivere alla presenza di Dio. Se possiamo fare poco, facciamo nella preghiera, nella mortificazione, nella carità fraterna quel poco che possiamo fare, umilmente, sinceramente davanti a Dio; così saremo degni della ricompensa che il Signore Gesù ci ha promesso da parte del Padre suo e Padre nostro. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, questo sacrificio, col quale iniziamo solennemente la Quaresima, e fa' che mediante le opere di carità e penitenza vinciamo i nostri vizi e liberi dal peccato possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Chi medita giorno e notte sulla legge del Signore, al tempo opportuno porterà il suo frutto

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre, ci sostenga nel cammino quaresimale, santifichi il nostro digiuno e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato che l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che tu pronunci; concedi, a noi che cominciamo nella gioia l'esercizio di questa Quaresima, i doni che ti chiediamo per i vivi e i morti: custodiscici, mentre siamo in questo mondo, nel tuo amore e nel tuo servizio e accogli al banchetto del tuo Regno coloro che sono morti nella tua amicizia. Tu che regni nei secoli dei secoli. (Preghiera "post nomina" dell'antica liturgia spagnola).

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Eleonora Schembri

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Feb 10, 2016, 4:26:10 PM2/10/16
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LA PAROLA
11 febbraio 2016
Giovedì
B.V. Maria di Lourdes (mf)
Giovedì dopo le Ceneri - IV
Beato l'uomo che confida nel Signore
Liturgia: Dt 30,15-20; Sal 1; Lc 9,22-25

PREGHIERA DEL MATTINO
Da dove comincerò a confessare la miseria della mia vita, e quali saranno, o Cristo, i primi accenti di questo canto di dolore? Concedimi, nella tua misericordia, la remissione dei miei peccati. Ho seguito Adamo sul sentiero della trasgressione e ho rinunciato al mio Dio; mi sono privato del regno eterno e della mia gioia. Sciagura a me, che ho voluto assomigliare a Eva, nostra madre, perché ho toccato l'albero della morte e mangiato avidamente il frutto della maledizione? Abbi pietà di me, Signore, nella tua grande bontà.

ANTIFONA D'INGRESSO
Quando invoco il Signore, egli ascolta la mia voce e mi salva da coloro che mi avversano. Affida al Signore la tua sorte, ed egli sarà il tuo sostegno.

COLLETTA
Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 30,15-20)
Io pongo oggi davanti a te la benedizione e la maledizione.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso.
Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano.
Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 1)
Beato l'uomo che confida nel Signore.


Beato l'uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

Beato l'uomo che confida nel Signore.


È come albero piantato lungo corsi d'acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Beato l'uomo che confida nel Signore.


Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Beato l'uomo che confida nel Signore.

CANTO AL VANGELO (cf. Am 5,14)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Convertitevi, dice il Signore,
perché il regno dei cieli è vicino.


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Lc 9,22-25)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».
Parola del Signore.

OMELIA
L'apostolo Pietro, alla domanda di Gesù «voi chi dite che io sia» ha risposto, illuminato dallo Spirito, «il Cristo di Dio». Proprio da questa certezza e dai fatti che ogni giorno cadevano sotto gli occhi di tutti, aveva tratto l'idea, che il suo Maestro dovesse godere di una specie di invulnerabilità. È quindi facilmente immaginabile il suo sgomento, la profonda delusione nel sentir dire dalla sua bocca che dovrà molto soffrire, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno. È indubbiamente un messaggio paradossale. Cominciano ad apparire in tutta la loro drammaticità da una parte la passione di Cristo e dall'altra lo scandalo per l'incapacità di comprendere l'arcano disegno divino. Dobbiamo ammettere che senza il dono della fede, il pensiero umano non può mai e poi mai giungere a condividere, secondo la migliore logica, questo progetto, pensato e voluto da Dio stesso. Un progetto che totalmente ci coinvolge, perché lo stesso Cristo, rivolgendosi a tutti coloro che vogliono e vorranno seguirlo, aggiunge: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». Quindi, senza mezzi termini ci viene detto che non solo il Figlio di Dio dovrà portare la croce, ma sarà il retaggio di tutti gli uomini. Per nostra fortuna ora sappiamo, nella certezza della fede, dove quella sequela ci conduce. Siamo certi che la nostra non è una atroce ed assurda condanna, ma la via segnata dal divino Redentore, per giungere alla pienezza della vita nella gioia della risurrezione. In questo contesto non ci appare più tanto strana la solenne affermazione con cui si conclude il vangelo odierno: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?». Vengono messi in gioco i grandi e definitivi valori della vita e, nel contempo ci vengono offerti i criteri migliori per operare la scelte migliori alla luce della divina sapienza. Guadagnare la vita significa allora avere il coraggio di perderla in questo mondo, di accettare tanti apparenti sconfitte, fino a quella della morte, pur di conservare il valore supremo della risurrezione e della beatitudine eterna. Questa è la grande rivoluzione che Cristo ha portato nel nostro mondo. Egli è venuto a stravolgere la nostra povera ed inquinata logica umana, per far irrompere il suo spirito nuovo e la vera sapienza. L'immortalità e la pienezza della felicità solo per questa via possiamo raggiungerla e Cristo si è fatto nostro garante affinché nessuno manchi l'obbiettivo e nessuno si perda. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con bontà, o Dio, le offerte che presentiamo al tuo altare, perché ci ottengano il perdono e rendano onore al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane di vita eterna che ci hai donato, Signore, santifichi il tuo popolo e sia principio inesauribile di perdono e di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Questa sera ho scelto la vita. Rinuncio alle vie che non sono te, mio Dio, per non servire che te nei miei fratelli e nella profondità dell'orazione. Guariscimi dalla pigrizia di vivere che mi spinge verso le chine della negligenza e della non-vita. Concedimi quella intensità d'essere che è una forma dell'amore, un trionfo sul nulla. Concedimi di donare tutto me stesso, di abbandonarmi nelle tue mani per essere modellato di nuovo secondo i tuoi disegni. Questa sera ti ho scelto di nuovo poiché tu sei la vita e la risurrezione di tutto ciò che è in me e nel mondo.

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Eleonora Schembri

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Feb 12, 2016, 3:18:44 AM2/12/16
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LA PAROLA
12 febbraio 2016
Venerdì
Ss. Martiri di Abitene
Venerdì dopo le Ceneri - IV
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto
Liturgia: Is 58,1-9a; Sal 50; Mt 9,14-15

PREGHIERA DEL MATTINO
Ecco che è venuto il tempo del digiuno, perché lo Sposo mi è stato sottratto, io non avevo lavato il mio vestito per il banchetto, e poiché guardavo indietro ho trovato la stanza del banchetto nuziale chiusa. Digiunerò, pregherò sino a quando si apriranno le porte della misericordia, fino a quando si illuminerà il volto di colui che il mio cuore ama, fino a quando potrò di nuovo contemplare la sua gloria. Non ho riempito la mia lampada dell'olio dello Spirito Santo; spogliata di buone azioni, la mia nudità davanti a te mi rende vergognoso. O mio Salvatore, salvami.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore mi ha ascoltato, ha avuto pietà di me: il Signore è il mio aiuto.

COLLETTA
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all'osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 58,1-9a)
E' forse questo il digiuno che bramo?


Dal libro del profeta Isaia

Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?". Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!"».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.


Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.


Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.

Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.

CANTO AL VANGELO


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
e il Signore sarà con voi.


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Mt 9,14-15)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.

OMELIA
Il digiuno è una pratica religiosa antica, che con scopi e modalità diverse, tende sempre a mortificare i sensi dell'uomo per affinare lo spirito e renderlo più pronto ad immergersi nel soprannaturale. Lo praticavano anche i discepoli di Giovanni Battista e dei farisei. Non facevano altrettanto quelli di Cristo e ciò suscita ancora una volta le critiche dei soliti nemici di Cristo, sempre pronti a spiare ogni eventuale irregolarità secondo il loro ottuso metro di giudizio. Sono però gli stessi discepoli di Giovanni a porre l'interrogativo: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». È illuminante la risposta di Gesù: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Gesù è lo sposo, egli, con la sua venuta tra noi, ha celebrato le nozze solenni con la nostra umanità incarnandosi e divenendo uno di noi. Egli è l'Emmanuele, il Dio-con-noi. Non ci può essere motivo di gioia più grande, perché in quelle nozze è già racchiusa la nostra redenzione, il nostro festoso ritorno alla casa paterna, l'abbraccio affettuoso del Padre celeste al figlio ritrovato. È vero che il culmine della festa avverrà in un mattino radioso di Pasqua con la gloriosa risurrezione di Cristo, ma è lecito dire che già la sua nascita e la sua presenza tra noi ci autorizzano a gioire ed esultare. Lo fanno anche gli angeli di Dio alla sua nascita, intonando l'inno del Gloria. Con due esempi illuminanti lo stesso Signore ci fa comprendere il totale rinnovamento che egli sta operando a nostro favore. In lui si sta realizzando, quasi alla lettera, una profezia antica, proferita da Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato». Quando poi lo sposo ci sarà tolto per la violenza della crudele passione e morte e a causa del peccato, allora sì, avremo giorni e motivi di lutto, di pianto e di digiuno. È il digiuno che ancora la chiesa ci propone quando l'attesa dello sposo ci pone in atteggiamento penitenziale e di interiore rinnovamento. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, Signore, in questo tempo di penitenza, renda a te graditi i nostri cuori, e ci dia la forza per più generose rinunce. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Gli invitati a nozze non possono essere in lutto mentre lo sposo è con loro"

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, Dio onnipotente, ci liberi da ogni colpa e ci ottenga dalla tua misericordia la conversione del nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Beata ed eterna Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, adorata nel mistero dell'amore che vi unisce, Dio di misericordia, dammi le lacrime e la gioia del ritorno". Il mio digiuno sia quello della penitenza, ma anche quello dell'attesa della tua venuta in me, Santa Trinità, e del tuo ritorno nella gloria, Sposo delle nostre anime. Allora sarai il nostro cibo e noi non diremo più: Non ho altro pane che le mie lacrime la notte, il giorno.
E nessuno più ci dirà: Dov'è il tuo Dio?

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Eleonora Schembri

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LA PAROLA
14 febbraio 2016
Domenica
Ss. Cirillo e Metodio, patroni d'Europa
1.a di Quaresima - I
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova
Liturgia: Dt 26,4-10; Sal 90; Rm 10,8-13; Lc 4,1-13

PREGHIERA DEL MATTINO
Manifestati a noi, Signore, in questo tempo di grazia affinché, trovandoti, il nostro giudizio si risvegli. Il nostro cuore non sia ingannato dalla capacità seduttrice del mondo, né intimidito dalla sua violenza. Fa' che conosciamo la tua vittoria sul nemico, perché, quando hai trionfato nel deserto, tutti gli uomini - che ti appartengono - hanno superato la prova. Fa' che viviamo con te per conoscere e poter scegliere in ogni momento il cammino che conduce alla libertà.

ANTIFONA D'INGRESSO
Egli mi invocherà e io lo esaudirò; gli darò salvezza e gloria, lo sazierò con una lunga vita.

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, con la celebrazione di questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione, concedi a noi tuoi fedeli di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo e di testimoniarlo con una degna condotta di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 26,4-10)
Professione di fede del popolo eletto.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo, e disse: "Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all'altare del Signore, tuo Dio, e tu pronuncerai queste parole davanti al Signore, tuo Dio: "Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. Allora gridammo al Signore, al Dio dei nostri padri, e il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il Signore ci fece uscire dall'Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi. Ci condusse in questo luogo e ci diede questa terra, dove scorrono latte e miele. Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, Signore, mi hai dato". Le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai davanti al Signore, tuo Dio".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 90)
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.
Chi abita al riparo dell'Altissimo
passerà la notte all'ombra dell'Onnipotente.
Io dico al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza,
mio Dio in cui confido».
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.
Non ti potrà colpire la sventura,
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli per te darà ordine ai suoi angeli
di custodirti in tutte le tue vie.
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.
Sulle mani essi ti porteranno,
perché il tuo piede non inciampi nella pietra.
Calpesterai leoni e vipere,
schiaccerai leoncelli e draghi.
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.
Lo libererò, perché a me si è legato,
lo porrò al sicuro, perché ha conosciuto il mio nome.
Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell'angoscia io sarò con lui,
lo libererò e lo renderò glorioso.
Resta con noi, Signore, nell'ora della prova.

SECONDA LETTURA (Rm 10,8-13)
Professione di fede di chi crede in Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, che dice Mosè? "Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede che noi predichiamo. Perché se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato".
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 4,4)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Lc 4,1-13)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Parola del Signore.

OMELIA
All'inizio della sua missione pubblica Gesù è tentato dal diavolo, ma egli pregando e digiunando nel deserto per quaranta giorni riesce a resistergli. L'episodio di Gesù, pieno di Spirito Santo, evidenzia la sua opera messianica di vera salvezza, salvezza non legata a prospettive terrene.
Nel brano, però, leggiamo un insegnamento universale che va oltre i confini del tempo. E' il messaggio particolare che la Chiesa ci vuol offrire, in questa prima domenica di quaresima. Tutti noi siamo sempre e continuamente tentati dalle attrattive di questo mondo e dagli ideali che, poi risultano essere non conformi alla nostra reale natura umana. L'appagamento di desideri volubili, non fa altro che sminuire la nostra vera dignità di esseri umani. Dove poniamo il fine della nostra esistenza? Nelle cose materiali? Nel Potere? Nei nostri desideri carnali? In questo caso le tentazioni produrranno in noi effetti devastanti di cui ci pentiremo subito. La conversione alla quale c'invita la Chiesa in questo periodo di quaresima deve farci riflettere sui nostri fini ultimi.
I beni materiali sono da considerare, allora strumenti per fini non solo terreni. Le responsabilità che la vita ci affiderà saranno manifestazione di un servizio di carità verso gli altri. I nostri desideri intimi poi devono essere sempre rispondenti alle nostre reali esigenze umane e da verificare anche nei nostri rapporti interpersonali con il rispetto della dignità altrui. Sappiamo sfruttare, quindi questo periodo di conversione con la preghiera e la mortificazione. Nel doveroso impegno dei nostri impegni familiari e civili cerchiamo di trovare il giusto clima allontanando per un attimo tutto quello che ci può distrarre dalle cose divine. Quello che potrà sembrare un periodo di penitenza potrà essere invece una vera scoperta di valori autenticamente cristiani ed umani, attenti ai bisogni nostri ed altrui da praticare nella carità. Piccole rinunce porteranno, quindi, immensi doni e benefici! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Si rinnovi, Signore, la nostra vita e col tuo aiuto si ispiri sempre più al sacrificio, che santifica l'inizio della Quaresima, tempo favorevole per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Il pane del cielo che ci hai dato, o Padre, alimenti in noi la fede, accresca la speranza, rafforzi la carità, e ci insegni ad aver fame di Cristo, pane vivo e vero, e a nutrirci di ogni parola che esce dalla tua bocca. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Probabilmente nessuno di noi, nemmeno uno tra gli uomini, oserebbe gridare "no" di fronte a Dio. Eppure esistono mille modi di sottrarsi alla sua sovranità sulla storia.
Esiste una fondamentale tentazione dovuta alla concezione che l'uomo ha del tempo - cioè, del susseguirsi dei minuti e delle ore, nella sua propria storicità - e dello spazio. O noi utilizziamo il tempo e lo spazio come circostanze all'interno delle quali l'uomo può realizzare il suo progetto fantastico sulla vita (di potere, di vanità ed anche di perfezione), oppure concepiamo il tempo e lo spazio come dimensioni fisiche nelle quali Dio rivela il suo progetto di amore sulla nostra esistenza, il progetto che permette all'uomo di scoprire il gusto della vita, il senso ultimo delle cose.
La prima scelta, seguire le proprie fantasie, finisce inevitabilmente per soffocare e degradare fino al cinismo il cuore dell'uomo. Quello che è grave, è che il successo può essere ottenuto, all'inizio, con relativa facilità. Ed è grave perché questo successo iniziale ci mantiene nell'errore menzognero della nostra concezione. Vivere nel falso, significa perdere il proprio tempo, perdere la libertà.
Nel secondo caso, l'uomo riconosce la relazione tra tutto quello che esiste e il proprio cuore. Tempo e spazio non soffocano il cuore ma diventano il luogo di una Presenza che commuove il cuore dell'uomo, che fa avanzare la sua libertà, felice, nella giusta direzione. Guardare e avanzare nella giusta direzione. Ecco la vera conversione.
D. JAVIER CALAVIA BALDUZ

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Eleonora Schembri

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Feb 15, 2016, 4:18:52 AM2/15/16
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LA PAROLA
15 febbraio 2016
Lunedì
S. Faustino


1.a di Quaresima - I

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita

Liturgia: Lv 19,1-2.11-18; Sal 18; Mt 25,31-46

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, io non ho seguito la via dei giusti e dei patriarchi, non sono stato innalzato nella luce con Enoc, non sono salito con Noè nell'arca della salvezza. Ho seguito invece l'omicida Lamec e il fratricida Caino, li ho imitati nella durezza del cuore, perché non ho osservato quanto piace al Signore. Non sono riuscito a distinguere il volto del Figlio dell'uomo nel carcerato a cui nessuno fa visita, non ho considerato i più piccoli degli uomini come il vero tesoro della Chiesa. Non ho diviso i miei averi con colui che ha un misero salario; mi sono dunque allontanato da te pur continuando a cercarti, Cristo nostra salvezza.

ANTIFONA D'INGRESSO
Come gli occhi dei servi sono attenti ai cenni del padrone, così i nostri occhi sono rivolti al Signore, nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Pietà di noi, Signore, pietà di noi.

COLLETTA
Convertici a te, o Padre, nostra salvezza e formaci alla scuola della tua sapienza, perché l'impegno quaresimale lasci una traccia profonda nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Lv 19,1-2.11-18)
Giudica il tuo prossimo con giustizia.
Dal libro del Levitico
Il Signore disse a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: "Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.
Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo.
Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo.
Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia.
Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui.
Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore"».
Parola di Dio.


SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 18)
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.


Signore, mia roccia e mio redentore.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Cor 6,2)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Ecco ora il momento favorevole,
ecco ora il giorno della salvezza!

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Mt 25,31-46)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria.
Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi".
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?".
E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me".
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato".
Anch'essi allora risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?". Allora egli risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l'avete fatto a me". E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore.

OMELIA
C'è un momento finale dinanzi al quale il Signore anticipatamente ci pone, che da soli non avremmo potuto mai prevedere o immaginare. Ci trasferisce in un'altra dimensione, quando il Figlio dell'uomo, Cristo Signore, ci si porrà dinanzi come giusto giudice di tutte le genti. Egli vuole anzitutto raccogliere i frutti della redenzione e dare il meritato premio a coloro che gli sono rimasti fedeli, chiama infatti i suoi «Benedetti dal Padre». C'è una inevitabile selezione tra capri e pecore; l'individuazione avviene in base ad un esame sull'amore che abbiamo espresso nei confronti di Cristo o sul rifiuto della sua persona. È interessante costatare come la persona del Cristo s'identifichi con le estreme debolezze degli uomini: tutti noi sin da bambini siamo stati educati alla fede orientata verso l'eucaristia. Sin dalla prima comunione abbiamo fermamente creduto che Gesù si nasconda in un ostia consacrata, la via che egli stesso ha scelto per donarsi totalmente a noi. Non altrettanto è avvenuto nei confronti del Cristo nascosto nell'affamato, nell'assetato, nel forestiero, nell'ignudo, nel malato e nel carcerato. Eppure proprio su questa fede e su questo amore saremmo giudicati e per questo saremo premiati e introdotti nel regno di Dio o cacciati via nel regno dell'odio e della morte. Vuole insegnarci il Signore Gesù sin da ora, che esiste un indissolubile legame tra l'eucaristia sacramentale e quella legata alle estreme povertà degli uomini: li unisce l'elemento essenziale del sacramento che è l'amore legato ai segni: la candida ostia e le miserie umane. Dobbiamo guardare con pari intensità di fede le due eucaristie. Non ci è consentito ricevere il Cristo come cibo e bevanda di salvezza e poi non dare amore concreto allo stesso Cristo nascosto nel povero che incontriamo sulle nostre strade. È lui il povero, l'assetato, il forestiero, il nudo, il malato, il carcerato: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». È quindi un dovere consequenziale per noi credenti, inondati gratuitamente dall'amore da Cristo, ridargli amore e gratitudine in coloro nei quali Egli s'identifica, solo così adempiremo il comandamento nuovo, che ci orienta a Dio e al nostro prossimo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, queste offerte, segno della nostra devozione; perdonaci nella tua misericordia e trasforma tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"In verità vi dico: ciò che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l'avete fatto a me", dice il Signore. "Venite, benedetti del Padre mio, prendete possesso del regno preparato per voi fin dall'inizio del mondo".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, Signore, ci sostenga nel corpo e nello spirito, perché, completamente rinnovati, possiamo gloriarci della pienezza del tuo dono. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Dio, Padre onnipotente, perdona i nostri peccati: perdona tutte le ore passate senza coscienza del tuo amore, tutte le energie sprecate perché non ci siamo curati di trasmettere il tuo amore, tutti i legami fraterni deteriorati perché non ci siamo preoccupati di restare nel tuo amore.
Perdonaci se non abbiamo saputo osservare il comandamento d'amare il nostro prossimo perché non abbiamo amato te che ci hai mandato come prossimo il tuo stesso Figlio Gesù.

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Eleonora Schembri

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Feb 20, 2016, 5:57:42 AM2/20/16
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LA PAROLA
20 febbraio 2016
Sabato
S. Silvano


1.a di Quaresima - I

Beato chi cammina nella legge del Signore
Liturgia: Dt 26,16-19; Sal 118; Mt 5,43-48

PREGHIERA DEL MATTINO
Chi ci farà comprendere l'immenso amore con cui Dio ci ha amati? Chi ci farà penetrare questa follia che è saggezza infinita, chi ci farà accettare l'inaccettabile e credere all'incredibile misericordia divina, pronta con tutte le forze ad amare, a dimenticare, a perdonare? Quando capiremo che Dio ci chiama ad essere suoi figli; immagini perfette, immagini rassomigliantissime del suo amore verso gli uomini? Quando ameremo come tu ami, Signore, dicendo di coloro che ci perseguitano: "Padre, perdonali, non sanno quello che fanno"?

ANTIFONA D'INGRESSO
La legge del Signore è perfetta e rinfranca il cuore; la testimonianza del Signore è verace e rende saggi i semplici.

COLLETTA
O Dio, Padre di eterna misericordia, fa' che si convertano a te i nostri cuori, perché nella ricerca dell'unico bene necessario e nelle opere di carità fraterna siamo sempre consacrati alla tua lode. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dt 26,16-19)
Sarai un popolo consacrato al Signore tuo Dio.
Dal libro del Deuteronomio
Mosè parlò al popolo, e disse: "Oggi il Signore tuo Dio ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste norme. Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l'anima.
Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e ascolterai alla sua voce.
Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi. Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore tuo Dio come egli ha promesso".
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118)
Beato chi cammina nella legge del Signore.
Beato chi è integro nella sua via
e cammina nella legge del Signore.
Beato chi custodisce i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Beato chi cammina nella legge del Signore.
Tu hai promulgato i tuoi precetti
perché siano osservati interamente.
Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Beato chi cammina nella legge del Signore.
Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi.
Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.
Beato chi cammina nella legge del Signore.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Cor 6,2b)

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Ecco ora il momento favorevole,
ecco ora il giorno della salvezza!
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

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VANGELO (Mt 5,43-48)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Siate perfetti come il Padre vostro celeste.
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste".
Parola del Signore.

OMELIA
In una grande teofania il Signore sul monte Sinai, aveva scritto con il suo dito il Decalogo, quelle dieci parole, con cui intendeva stabilire un patto ed una alleanza con Mosè e con il suo popolo. Molte false interpretazioni e limitazioni erano succedute a quella rivelazione divina al punto che lo stesso Cristo dirà, rimproverando scribi e farisei, che le tradizioni degli uomini avevano preso il posto della legge di Dio. L'amore al Signore e al prossimo, il primo dei comandamenti, aveva subito le più gravi mutilazioni. Per cui Gesù, volendo correggere tanti errori e dare compimento alla legge, fino a poterci parlare di perfezione, comincia col dire: "Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti". Quindi per essere figli di Dio, nei fatti e non solo a parole, dobbiamo assumere l'impegno di amare tutti e perfino i nostri nemici e la nostra preghiera, per essere autentica espressione di amore, dovrà includere anche i nostri persecutori. La motivazione di questo arduo impegno deriva dal fatto che Dio per primo estende il suo amore a tutti indistintamente, prediligendo proprio gli ingiusti e i peccatori: il sole splende su tutti e la pioggia non si trattiene dal fecondare la terra dei cattivi. L'arte di amare, già difficile di per sé, diventa davvero la prova del fuoco per il cristiano, quando la persona da amare è un nemico o addirittura un persecutore. Ci affascina l'esempio di Cristo, che morente sulla croce, grida il suo perdono ai suoi crocifissori, ma non serve a spegnere il nostro orgoglio e a mortificare la nostra logica, se la grazia di Dio non ci pervade completamente. L'amore che Cristo ci propone è un apice ed una perfezione, che possiamo attuare solo ed elusivamente con la forza dell'intervento divino. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Signore Dio nostro, l'offerta di questi santi misteri ci renda degni di ricevere il dono della tua salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Siate perfetti", dice il Signore, "come è perfetto il vostro Padre che è nei cieli".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Non manchi mai la tua benevolenza, Signore, a coloro che nutri con questi santi misteri, e poiché ci hai accolti alla scuola della tua sapienza, continua ad assisterci con il tuo paterno aiuto. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Maria, Madre di Dio, tu sei senza peccato, e noi veniamo a te, tu sei il porto per coloro che si trovano nella tempesta; rimani in preghiera per noi davanti a tuo Figlio e al Padre misericordioso". Causa della nostra gioia, in te esultiamo come bambini consolati sulle ginocchia della madre, noi sussultiamo come Cristo nel tuo grembo salutando il Precursore che avrebbe aperto la via del Regno predicando il pentimento.
Partoriscici alla nuova vita, santissima madre della vita.

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Eleonora Schembri

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Feb 21, 2016, 7:39:55 AM2/21/16
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LA PAROLA
21 febbraio 2016
Domenica
S. Pier Damiani (mf)
2.a di Quaresima - II


Il Signore è mia luce e mia salvezza

Liturgia: Gn 15,5-12.17-18; Sal 26; Fl 3,17 - 4,1; Lc 9,28b-36

PREGHIERA DEL MATTINO
Padre di bontà, tu che ci hai indicato tuo Figlio Gesù Cristo come la sola speranza di salvezza, facci la grazia di guardarlo continuamente per essere confortati dalla sua luce, che attraversa con sicurezza l'oscurità delle prove e della passione di ogni giorno; concedici di vivere fuori dalle tenebre dell'errore, e di rimanere sempre nello splendore della verità, per raggiungere così con lui la gloria della sua risurrezione.

ANTIFONA D'INGRESSO
Di te dice il mio cuore: "Cercate il suo volto". Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto.

COLLETTA
O Padre, che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio, nutri la nostra fede con la tua parola e purifica gli occhi del nostro spirito, perché possiamo godere la visione della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 15,5-12.17-18)
Dio stipula l'alleanza con Abram fedele.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, Dio condusse fuori e gli disse: «Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle»; e soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. E gli disse: «Io sono il Signore, che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questa terra». Rispose: «Signore Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?». Gli disse: «Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un colombo». Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calarono su quei cadaveri, ma Abram li scacciò.
Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco terrore e grande oscurità lo assalirono. Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un braciere fumante e una fiaccola ardente passare in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse quest'alleanza con Abram: «Alla tua discendenza io do questa terra, dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 26)
Il Signore è mia luce e mia salvezza.


Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza.


Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

Il Signore è mia luce e mia salvezza.

SECONDA LETTURA (Fil 3,17- 4,1)
Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi. Perché molti - ve l'ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto - si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Mc 9,7)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
"Questi è il mio Figlio, l'amato: ascoltatelo!".
Lode e onore a te, Signore Gesù!
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VANGELO (Lc 9,28b-36)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d'aspetto.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore.

OMELIA
Crea negli apostoli comprensibile sbigottimento, paura, e la più amara delusione dover sentire reiteratamente da Gesù che egli dovrà essere preso dagli uomini, essere giudicato iniquamente, essere condannato a morte con il supplizio della croce. L'idea che si erano fatta del loro maestro era esattamente l'opposto: immaginavano e vagheggiàvano, con Giuda in prima fila, la instaurazione di un regno, la liberazione dal nemico, la riconquista di un prestigio, già vissuto in passato per una evidente predilezione divina. Mentre Gesù infatti parlava di morte, un giorno sorprese i suoi, che lo seguivano, a discutere chi di loro dovesse essere il primo nel regno futuro. Ci fu anche un intervento maldestro di una mamma che raccomandava a Gesù i suoi figli, Giacomo e Giovanni, perché sedessero una destra e uno a sinistra nel suo regno. Appare evidente che già in loro, ma capita ancora a molti di noi, la morte di croce costituisca motivo di scandalo: già San Paolo parlava dello «scandalo della croce». Come comprendere ed accettare che il Messia, l'inviato di Dio, il liberatore, debba subire l'ignominia della croce e una morte tanto violenta? Ecco perché oggi, mentre viviamo l'esperienza quaresimale, insieme ai tre fortunati testimoni, Pietro, Giacomo e Giovanni, prima che Gesù intraprenda la salita del monte Calvario, carico del legno della croce, ci trasferisce su un altro monte, sul Tàbor, per offrirci un segno della sua gloria e preannunciarci l'evento finale, dopo la sua morte, la sua gloriosa risurrezione. Sappiamo che quella celestiale visione non sarà sufficiente a smorzare del tutto la paura nei giorni della passione; soltanto quando tutti gli eventi avranno avuto il loro compimento, Gesù sarà veramente risorto e lo Spirito Santo avrà inondato della sua luce i dodici, radunati con Maria nel Cenacolo, ricorderanno e capiranno tutta la portata di quella visione. Solo allora Pietro potrà annunciare con profonda convinzione: «poi, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova». Soltanto quando i dubbiosi e gli spauriti apostoli saranno trasformati dallo Spirito in testimoni impavidi e diranno concordi «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone», affronteranno la missione di annunciare quell'evento al mondo intero. È in questa prospettiva di fede che molti fedeli hanno maturato una intensa e profonda devozione al Volto di Cristo. Hanno imparato a contemplarne i segni evidenti di una intensissima passione di amore, senza mai smettere la certezza della trasfigurazione gloriosa. Molti ne traggono motivo, con vera intelligenza spirituale, per saper leggere in quel Volto, la passione dell'uomo, dell'intera umanità, il volto di ogni uomo è lì raffigurato nella sofferenza e nella speranza, nel dolore più intenso e nell'anticipazione della gloria futura. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questa offerta, Signore misericordioso, ci ottenga il perdono dei nostri peccati e ci santifichi nel corpo e nello spirito, perché possiamo celebrare degnamente le feste pasquali. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Questi è il mio Figlio prediletto; nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri ti rendiamo fervide grazia, Signore, perché a noi ancora pellegrini sulla terra fai pregustare i beni del cielo. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Tutto nella vita di Gesù, Verbo incarnato, è pieno di significato. Cristo, se posso esprimermi così, è il grande sacramento della nuova legge. Che cos'è un sacramento? Nel senso ampio del termine, è il segno sensibile di una grazia interiore; si può dunque dire che Cristo è il grande sacramento di tutte le grazie che Dio ha dato all'umanità. Come ci dice l'apostolo san Giovanni, Cristo è venuto ad abitare in mezzo a noi come Figlio unigenito del Padre, "pieno di grazia e di verità"; ed aggiunge: "Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia".
Gesù Cristo ci concede tutte le grazie come Uomo-Dio, perché egli le ha meritate per noi, e il Padre eterno l'ha costituito unico pontefice e mediatore supremo. Egli ci concede queste grazie in tutti i suoi misteri. Ve l'ho detto: i misteri di Nostro Signore devono essere per noi oggetto di contemplazione, di ammirazione, di culto; essi devono anche essere come sacramenti che producono in noi, nella misura della nostra fede e del nostro amore, la grazia che è insita in loro.
E ciò è vero per ognuno degli stati di Gesù, per ognuno dei suoi gesti. Poiché, se Cristo è sempre il Figlio di Dio, se in tutto ciò che egli dice e fa glorifica innanzi tutto suo Padre, egli non ci separa mai dal suo pensiero; a ciascuno dei suoi misteri egli abbina una grazia che deve aiutarci a riprodurre in noi i suoi tratti divini, per renderci simili a lui.
Dom MARMION

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Eleonora Schembri

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Feb 22, 2016, 4:38:54 PM2/22/16
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LA PAROLA
23 febbraio 2016
Martedì
S. Policarpo (m)


2.a di Quaresima - II

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio
Liturgia: Is 1,10.16-20; Sal 49; Mt 23,1-12

PREGHIERA DEL MATTINO
"Contempla, o anima mia, Isacco offerto in olocausto, contempla il nuovo Isacco legato sul legno della croce, nuova vittima offerta in mistero per il peccato del mondo. Signore, tu non hai ignorato il sacrificio di Isacco, accogli in sacrificio il mio spirito affranto, poiché tu non disprezzi un cuore affranto e spezzato". Guarda le mie mani legate dal peccato e il legno della maledizione sulla mia schiena, a frenare il mio cammino verso di te. Ti rendo grazie, o mio Salvatore, poiché il coltello s'era avvicinato alla mia gola e per il tuo sacrificio. Agnello senza macchia, tu hai allontanato da me la condanna.

ANTIFONA D'INGRESSO
Illumina i miei occhi, Signore, perché non mi addormenti nella morte; perché il mio nemico non dica: "Ho prevalso su di lui".

COLLETTA
Custodisci, o Padre, la tua Chiesa con la tua continua benevolenza, e poiché, a causa della debolezza umana, non può sostenersi senza di te, il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo e la guidi alla salvezza eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 1,10.16-20)
Imparate a fare il bene, ricercate la giustizia.


Dal libro del profeta Isaia

Ascoltate la parola del Signore, capi di Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio, popolo di Gomorra! «Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l'oppresso, rendete giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo - dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Ez 18,31)


Lode e onore a te, Signore Gesù

Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.


Lode e onore a te, Signore Gesù

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VANGELO (Mt 23,1-12)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Dicono e non fanno.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati "rabbì" dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare "rabbì", perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate "padre" nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare "guide", perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore.

OMELIA
Per sedere in cattedra o salire su un pulpito, per insegnare e predicare, occorre un mandato specifico ed autoritario, occorre essere adorni di vera sapienza e soprattutto essere personalmente impegnati a vivere e testimoniare le verità che si proclamano. Ciò vale sempre, ma assume un'urgenza speciale, se il mandato viene da Dio e la sapienza da trasmettere è un suo messaggio di salvezza. Al tempo di Gesù, come egli stesso afferma: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei». Essi insegnano agli altri ciò che loro si guardano bene dal praticare. «Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini». È fin troppo facile dettare leggi agli altri, mostrarsi esigenti e zelanti verso gli inermi ascoltatori, blaterare parole e poi esimersi dalla coerenza e dall'impegno personale. Così si insulta la verità e si vanifica l'annuncio. Si ottiene forse il plauso degli uomini, ma sicuramente non l'approvazione di Dio. Si diventa ladri della sua gloria e a lungo andare, una volta smascherati delle falsità e delle incoerenze, s'incorre nel rifiuto sia della dottrina proposta, sia della persona che l'ha così annunciata. Per questo Gesù forse è costretto a dire ancora oggi come allora alla nostra buona gente: «Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. L'ammonimento di Cristo riguarda in prima persona noi, ministri della Parola e suoi testimoni per speciale vocazione, ma ogni credente è, e deve essere, un testimone fedele e credibile. Nessuno però è autorizzato al giudizio e alla condanna, ricordiamo il vangelo di ieri. Ricordiamo anche le parole del Signore: «Non toccate i miei consacrati, non maltrattate i miei profeti». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, Signore, compia in noi la tua opera di santificazione, ci guarisca dai nostri egoismi, e ci renda partecipi dei beni eterni. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Annunzierò tutte le tue meraviglie. In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, la partecipazione alla tua mensa ci faccia progredire nell'impegno di vita cristiana, e ci ottenga il continuo aiuto della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Non condannarmi, Signore, come hai fatto con il fariseo, se il mio cuore accecato mostra durezza e orgoglio. Concedimi l'umiltà del pubblicano e perdonami con la tua dolcezza benevola. Ho fatto di me un idolo, ho infangato e indurito il mio cuore, non ho ascoltato la tua voce e ho disubbidito alla tua parola. Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me, povero peccatore. Guidami sul tuo sentiero, affinché, al tuo seguito, io possa evitare una via fatta di superbia e di cose più grandi di me; fa' che io possa diventare l'umile servo degli uomini, miei fratelli.

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Eleonora Schembri

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Feb 23, 2016, 2:51:01 PM2/23/16
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LA PAROLA
24 febbraio 2016
Mercoledì
S. Edilberto re


2.a di Quaresima - II

Salvami, Signore, per la tua misericordia
Liturgia: Ger 18,18-20; Sal 30; Mt 20,17-28

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, vorrei seguirti proprio come la roccia che si spostava nel deserto, vorrei bere al tuo costato ferito, vorrei succhiare il sangue prezioso dell'amore. Come l'apostolo, vorrei essere sempre con te e solo con te, anche se dovessi versare il mio sangue nell'estrema testimonianza. Voglio seguirti sulla terra ed entrare con te nelle regioni celesti. Non ho rifiutato il calice che il Padre mi ha dato da bere, perciò ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

ANTIFONA D'INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza.

COLLETTA
Sostieni sempre, o Padre, la tua famiglia nell'impegno delle buone opere; confortala con il tuo aiuto nel cammino di questa vita e guidala al possesso dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ger 18,18-20)
Venite, e colpiamo il giusto.


Dal libro del profeta Geremia

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».
Prestami ascolto, Signore, e odi la voce di chi è in lite con me. Si rende forse male per bene? Hanno scavato per me una fossa. Ricòrdati quando mi presentavo a te, per parlare in loro favore, per stornare da loro la tua ira.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 30)
Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.


Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all'intorno!»,
quando insieme contro di me congiurano,
tramano per togliermi la vita.
Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».


Liberami dalla mano dei miei nemici

e dai miei persecutori.
Salvami, Signore, per la tua misericordia.

CANTO AL VANGELO (cf. Mc 10,45)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Lode e onore a te, Signore Gesù.
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VANGELO (Mt 20,17-28)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Lo condanneranno a morte.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.

OMELIA
Sin dagli esordi della sua predicazione Gesù andava annunciando l'avvento del Regno. Appare evidente che molti non ne avevano compreso la natura e le caratteristiche. I più lo riducevano a dimensioni umane prevedendo logicamente un re, i suoi ministri, il potere e la gloria. È perciò comprensibile lo sbigottimento dei Dodici al sentire il loro Maestro parlare di condanna a morte, di flagellazione e addirittura di crocifissione e di morte. Egli aggiunge: «Ma il terzo giorno risorgerà». L'annuncio e la promessa finale della risurrezione non è sufficiente però a fugare e correggere le loro illusioni. Costatiamo ancora una volta che quando si profila l'ombra della croce, se la grazia non ci sostiene e lo Spirito non ci illumina, sgorga in noi istintivamente il rifiuto. È troppo lontano quel segno dai nostri sogni di gloria. La mente umana non riesce a comprendere che una liberazione totale, un riscatto dal male, un nuovo e definitivo patto di alleanza tra Dio e gli uomini, debba passare per la via oscura della morte e della croce. Ancora oggi quel segno di morte e di vittoria diventa motivo di fede e di speranza per molti, per altri però è motivo di scandalo, specie se lo si vuole giudicare solo con i limiti dello sguardo della ragione umana. Davvero i disegni di Dio trascendono ogni umana immaginazione: nessuno al mondo avrebbe potuto pensare che la redenzione si dovesse attuare mediante l'umiliazione del figlio di Dio nell'incarnazione prima, e poi nella crudelissima passione e nella sua morte nell'ignominia della croce. Chi del resto avrebbe potuto misurare in anticipo l'immensità dell'amore di Dio e della sua misericordia senza limiti? Avremmo dovuto saper valutare prima la gravità del peccato e tutte le sue funeste conseguenze. La via della vera gloria ha ora un percorso completamente diverso: consiste nella sequela di Cristo, consiste nel bere il calice amaro del dolore e delle nostre umane passioni fino al martirio, fino alla croce, abbracciata come lui per amore. Chi vuole diventare grande dice più esplicitamente Gesù, contrariamente all'andazzo del mondo, «si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti». Questa dimensione dell'amore era completamente ignota prima di Cristo. Ora è motivo fondamentale della nostra fede e orientamento sicuro del nostro agire. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi con bontà lo sguardo, Signore, alle offerte che ti presentiamo, e per questo santo scambio di doni liberaci dal dominio del peccato. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Il Figlio dell'uomo è venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti gli uomini".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento, Signore Dio nostro, che ci hai donato come pegno di immortalità, sia per noi sorgente inesauribile di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Io veglio in una notte fonda. Quando sarà di nuovo mattina, Signore, rischiara e guida la mia anima sul sentiero dei tuoi comandamenti; insegnami, Salvatore, a fare la tua volontà. Per il peccato la notte ha invaso la mia anima, la mia vita si è bloccata nelle tenebre senza possibilità di uscita. Tu solo, mio Dio, puoi fare di me un figlio della luce. Come il figliol prodigo, ho dissipato i tuoi doni, il mio spirito lontano da te si è oscurato nella menzogna, ma io mi rialzerò dall'ombra della morte e ritornerò da te".

 

 

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Eleonora Schembri

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Feb 28, 2016, 4:14:08 AM2/28/16
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LA PAROLA
28 febbraio 2016
Domenica
S. Romano abate
3.a di Quaresima - III
Il Signore ha pietà del suo popolo
Liturgia: Es 3,1-8a.13-15; Sal 102; 1Cor 10,1-6.10-12; Lc 13,1-9

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, sappiamo che tu sei poco incline alla collera, che sei ricco di clemenza e paziente con la nostra fragilità, che sai aspettare. Noi abbiamo bisogno di vivere, di approfittare di quel "cento per uno" che ci prometti già in questa vita. Non vogliamo più perdere tempo. Aiutaci dunque a vivere con attenzione, dissipa in noi le ombre del dubbio. Fa' che la nostra libertà aderisca, senza calcoli e senza ritardi, a te che sei la vita.

ANTIFONA D'INGRESSO
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore, perché libera dal laccio i miei piedi. Volgiti a me e abbi misericordia, Signore, perché sono povero e solo.

COLLETTA
Dio misericordioso, fonte di ogni bene, tu ci hai proposto a rimedio del peccato il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna; guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe, ci sollevi la tua misericordia. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Es 3,1-8a.13-15)
Io-Sono mi ha mandato a voi.
Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb.
L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele».
Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi". Mi diranno: "Qual è il suo nome?". E io che cosa risponderò loro?».
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: "Io-Sono mi ha mandato a voi"». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: "Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi". Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 102)
Il Signore ha pietà del suo popolo.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
Il Signore ha pietà del suo popolo.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.
Il Signore ha pietà del suo popolo.
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d'Israele.
Il Signore ha pietà del suo popolo.
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Perché quando il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli
che lo temono.
Il Signore ha pietà del suo popolo.

SECONDA LETTURA (1Cor 10,1-6.10-12)
La vita del popolo con Mosé nel deserto è stata scritta per nostro ammonimento.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Non voglio che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nube, tutti attraversarono il mare, tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nube e nel mare, tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. Ma la maggior parte di loro non fu gradita a Dio e perciò furono sterminati nel deserto.
Ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono.
Non mormorate, come mormorarono alcuni di loro, e caddero vittime dello sterminatore. Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per nostro ammonimento, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 4,17)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Convertitevi, dice il Signore,


il regno dei cieli è vicino.

Lode e onore a te, Signore Gesù!
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VANGELO (Lc 13,1-9)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai"».
Parola del Signore.

OMELIA
La narrazione della vocazione di Mosè implica anche la rivelazione del nome di Dio: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". La curiosità provocata dal prodigio del roveto ardente spinge Mosè ad avvicinarsi; dal roveto, Dio chiama Mosé per due volte. Al patriarca, che manifesta disponibilità, il Signore rivela un progetto di liberazione, da comunicare al popolo. E in seguito, ad una domanda di Mosè, Dio dichiara il proprio nome: "Io sono colui che sono", e aggiunge: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". In realtà, forse Mosè non avrà capito la frase "Io sono colui che sono", cioè sono colui che fa esistere, colui che ti è presente, colui che sarò, e come tale mi manifesterò. Informato sull'identità di Dio, Mosè accetta di annunziare la salvezza, trasmettendo le parole divine: "Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese, verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele". Si entra decisamente nella spiritualità pasquale: la liberazione profetica di Israele dall'Egitto è la prefigurazione della libertà offerta da Cristo attraverso i sacramenti. San Paolo ricorda ai Corinzi il comportamento degli Israeliti nel deserto, le mormorazioni contro Mosè e contro il Signore; quei cristiani sono edotti sul divieto di mormorare. Inoltre si ricorda il miracolo dell'acqua uscita dalla roccia, "e quella roccia era il Cristo". L'interpretazione degli eventi è pienamente cristologica; si allude al battesimo. In questa domenica di Quaresima, la fede è formata con una riflessione sulla liberazione dall'Egitto e sull'acqua uscita da una roccia che accompagnava il popolo: questo testo è essenziale per formare i catecumeni, i futuri cristiani e rafforzare la fede pasquale dei battezzati. Con l'evangelista Luca si riflette invece sui segni dei tempi, con un tentativo di capire episodi violenti della storia di Israele, e questo prendendo spunto dalla parabola del fico sterile. Per i profeti, il fico era il simbolo dell'infedeltà di Israele, e dell'attesa dei frutti. Il Signore concede ancora un po' di tempo per fruttificare. La Quaresima è un tempo di grazia che Dio ci presenta per conformare la nostra fede all'evento pasquale: non bisogna perdere tempo! O, con le parole bibliche: "Il tempo si è fatto breve"... (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Per questo sacrificio di riconciliazione perdona, o Padre, i nostri debiti e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se non vi convertirete, perirete", dice il Signore.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci nutri in questa vita con il pane del cielo, pegno della tua gloria, fa' che manifestiamo nelle nostre opere la realtà presente nel sacramento che celebriamo. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Quando si leggono con attenzione i Vangeli, viene alla luce una convinzione, che si afferma a poco a poco: Cristo è legato alla vita dell'uomo più di quanto non lo sia l'uomo stesso. Tutto quello che egli dice o fa è detto o fatto perché l'uomo dia i suoi frutti, perché conosca una gioia completa. È così che ci spieghiamo l'ammirazione che egli suscitava e i profondi cambiamenti che il suo incontro provocava.
Era così duemila anni fa, ed è così ancora oggi. Chi non si è sentito più di una volta commosso da parole o da gesti semplici che lo hanno aiutato a contemplarsi in una luce nuova, che apriva l'orizzonte della sua stessa vita alla possibilità di un'umanità più giusta, più ricca di senso? In realtà, sono parole e gesti con i quali Cristo tocca ancora oggi il cuore dell'uomo.
Quando l'uomo, indovinando il bene che gli viene proposto, si lega a lui, e segue la via che ha scoperto, facendo più attenzione - interrogando, chiedendo, fino a mettere in secondo piano ciò che allora gli interessava -, allora dà prova di una attitudine umana, morale. È possibile che fino a quel momento egli abbia vissuto trascurando e dimenticando i doveri che devono essere convenzionalmente rispettati. Ma quando egli incontra qualcosa di grande, non si lascia scappare l'occasione: ha riconosciuto la grande promessa che essa contiene e l'ha seguita. E anche se la fragilità lo accompagna sempre, l'orientamento della sua vita è nel senso giusto. La sua vita darà frutti.
Al contrario, si può essere ben consolidati in uno stato dove tutto è talmente calcolato e previsto in anticipo che rimane poco spazio per la libera iniziativa di Dio. È ciò che è accaduto alla maggior parte del popolo di Israele. Ed è ciò che accade, molto spesso, all'uomo che compie i suoi doveri ma che è immorale nel momento decisivo, non riconoscendo o non volendo seguire il fatto nuovo che Dio pone nella sua vita. E si condanna da solo a non portare frutti.
Ma Dio non rinuncia mai alla felicità dell'uomo. Non cesserà di dargli la sua occasione, fino a quando ce ne sarà il tempo.
CALAVIA BALDUZ

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Eleonora Schembri

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Feb 29, 2016, 5:11:46 PM2/29/16
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LA PAROLA
1 marzo 2016
Martedì
S. Albino


3.a di Quaresima - III

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
Liturgia: Dn 3,25.34-43; Sal 24; Mt 18,21-35

PREGHIERA DEL MATTINO
"Non privarci della tua misericordia, per il tuo amico Abramo, per il tuo servitore Isacco, e per Israele che hai santificato". Per Abramo, cioè per il tuo immenso amore, il tuo amore cieco verso coloro che ami, poiché l'amore non sospetta il male. Per Isacco, cioè per la fedeltà dei pochi che hanno gli occhi rivolti al Padre. Per Israele, cioè per l'immensa folla promessa ad Abramo e ad Isacco, per il popolo infedele e incapace di farti piacere ma che tu santifichi nonostante ciò, poiché tu resti fedele e non puoi rinnegare te stesso. Per Giacobbe, che sei stato obbligato a vincere prima di benedire.

ANTIFONA D'INGRESSO
Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta; rivolgi a me l'orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali.

COLLETTA
Non ci abbandoni mai la tua grazia, o Padre, ci renda fedeli al tuo santo servizio e ci ottenga sempre il tuo aiuto. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Dn 3,25.34-43)
Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.
Dal libro del profeta Daniele
In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
«Non ci abbandonare fino in fondo, per amore del tuo nome, non infrangere la tua alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo, tuo amico, di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo, ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come la sabbia sulla spiaggia del mare.
Ora invece, Signore, noi siamo diventati più piccoli di qualunque altra nazione, oggi siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati.
Ora non abbiamo più né principe né profeta né capo né olocàusto né sacrificio né oblazione né incenso né luogo per presentarti le primizie e trovare misericordia. Potessimo essere accolti con il cuore contrito e con lo spirito umiliato, come olocàusti di montoni e di tori, come migliaia di grassi agnelli. Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito, perché non c'è delusione per coloro che confidano in te.
Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo volto, non coprirci di vergogna. Fa' con noi secondo la tua clemenza, secondo la tua grande misericordia. Salvaci con i tuoi prodigi, da' gloria al tuo nome, Signore».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 24)
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

CANTO AL VANGELO (Lc 6,36.37)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Gloria e lode a te, o Cristo!
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VANGELO (Mt 18,21-35)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore.

OMELIA
L'evangelista Matteo ci ricorda oggi il nostro impegno o missione cristiana che è quella di seguire le orme o i passi del nostro Grande Maestro Gesù Cristo, Gesù incarna in sé il sacramento del perdono. I nostri limiti umani tante volte rendono difficile l'accoglienza dei fratelli e l'esercizio della carità nei loro confronti. Per superare queste situazioni c'è un rimedio evangelico infallibile: il perdono. Il perdono è il "pane quotidiano" di una comunità o chiesa domestica. Infatti, ogni giorno, c'è bisogno di perdono, perché ogni giorno ci possono essere contrasti che creano divisioni. Nella logica del Vangelo perdonare significa dimenticare, non si tratta di memoria, ma di cuore, - e dimenticare significa amare di più il fratello accogliendolo pienamente e comportandosi con lui come se nulla fosse accaduto, cioè senza lasciarci condizionare dal male ricevuto. Perdonare significa "ricordarsi per dimenticare" come dice il profeta Isaia: "io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato". Giovanni Paolo II nel messaggio per la giornata mondiale della pace del 1997 diceva "offri il perdono, ricevi la pace", resta vero che non si può rimanere prigionieri del passato: occorre una sorta di purificazione della memoria affinché i mali non tornino a prodursi. Il perdono richiede fede, carità, rinnegamento di sé, lotta contro l'uomo della carne. Essa deve essere totale, nel cuore e nel comportamento. Dal perdono, nascono la condivisione, il servizio, la pace, la partecipazione alle gioie e alla sofferenza altrui. Senza perdono c'è il cancro, il pericolo di rendere incurabile il nostro male. Vivendo solo in atteggiamento di perdono possiamo rivolgerci al Signore pregando: "rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori", e potremo accostarci con verità ai sacramenti della riconciliazione e dell'Eucaristia. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
L'offerta di questo sacrificio, Signore, ci salvi dai nostri peccati e ci ottenga il dono del tuo amore misericordioso. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sul tuo santo monte? Chi cammina in santità e agisce secondo giustizia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, rinnovi, o Dio, la nostra vita; ci ottenga la libertà dal peccato e il conforto della tua protezione. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
"Divenuto preda dei miei cattivi pensieri, come di tanti ladri che si gettano su di me, sono ora ferito dai loro colpi e coperto di piaghe. Chinati verso di me, o Cristo Salvatore, e degnati di guarirmi. Avendomi visto da lontano, il sacerdote è passato oltre, e il levita, avendomi visto spogliato e sofferente, si è allontanato da me, ma tu, Gesù nato da Maria, fermati e abbi pietà di me". Per attirare il tuo sguardo non ho che le mie ferite e le mie piaghe; concedimi di riconoscermi povero e malato.

 

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Eleonora Schembri

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Mar 2, 2016, 3:00:05 PM3/2/16
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LA PAROLA
3 marzo 2016
Giovedì
Santa Cunegonda


3.a di Quaresima - III

Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore
Liturgia: Ger 7,23-28; Sal 94; Lc 11,14-23

PREGHIERA DEL MATTINO
È con il dito di Dio che tu cacci i demoni, è con il suo dito di fuoco che vieni a scolpire nella dura pietra del mio cuore la legge del tuo amore, facendo del mio essere un tabernacolo inaccessibile alle forze del nemico. Tu sei santo, Dio, tu sei santo forte, santo immortale, abbi pietà di noi. O Dio forte, noi ti presentiamo il mondo e i suoi conflitti, la sua barbarie e le sue atrocità. Liberaci da tutti i demoni, quelli che parlano e quelli che restano muti, quelli che chiudono la bocca delle tacite complicità e delle vigliaccherie.

ANTIFONA D'INGRESSO
"Io sono la salvezza del popolo", dice il Signore, "In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò, e sarò il loro Signore per sempre".

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione, tanto più cresca in noi il fervore per celebrare santamente la Pasqua del tuo Figlio. Egli è Dio e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Ger 7,23-28)
Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio.

Dal libro del profeta Geremia


Così dice il Signore: «Questo ordinai loro: "Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici".
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle.
Da quando i vostri padri sono usciti dall'Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri.
Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 94)
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 6,63.68)

Gloria e lode a te, o Cristo!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Gloria e lode a te, o Cristo!

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VANGELO (Lc 11,14-23)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Chi non è con me, è contro di me.

+ Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Parola del Signore.

OMELIA
Prima ancora che il Verbo si umiliasse nella carne per venire ad abitare in mezzo, lo stesso Dio, pur di riprendere un dialogo con noi, è ricorso alla parola per comunicarci le sue verità e convincerci del suo immutato amore. La parola di Dio sin dal principio doveva costituire il documento base e la via del ritorno a Lui, per tutta l'umanità, ma si è calata purtroppo in cuori di pietra e in un uomo dalla dura cervice. Ecco perché poi la Parola, il Verbo, si è fatto carne. Cristo si affida ancora alla parola, affascina i suoi uditori, comanda ai demoni di uscire dall'uomo, richiama alla vita i morti, annuncia le grandi verità di cui l'uomo si è colpevolmente privato. Perfino i più scettici sono costretti dall'evidenza a testimoniare: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!». Altri dopo averlo ascoltato anche una sola volta: «Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità». Una categoria di persone, gli scribi e i farisei, si opponeva sistematicamente e ostinatamente alle parole di Cristo e arrivava a contestare, con subdoli e meschini raggiri, le sue azioni, anche quando evidentemente venivano poste a favore dei più bisognosi nel corpo e nello spirito. Nel vangelo di oggi c'è una contrapposizione netta tra l'agire di Gesù, che scaccia un demònio muto, per ridare il dono della parola al malcapitato e le parole di alcuni dei testimoni e astanti, che malignano terribilmente sul suo operato: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». «Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo». C'è tanto veleno in queste parole, c'è la pretesa di giudicare il Signore, di stravolgere malignamente il significato delle sue azioni, c'è poi la pretesa di un segno dal cielo e la sfida aperta alla potenza di Dio. Crolla anche la logica più elementare in coloro che hanno la malvagità nel cuore. Egli però, e Gesù in perfetta sintonia con Lui, non danno spettacolo, non accettano sfide, porgono la verità, agiscono solo per amore, ci liberano dal male. Si attendono legittimamente una libera adesione perché si comprenda che: «Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Purifica, Signore, il tuo popolo dal contagio del male, perché sia a te gradita la nostra offerta; non permettere che siamo attratti da falsi ideali e guidaci al premio da te promesso. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Hai dato, Signore, i tuoi precetti perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie nell'osservanza dei tuoi comandamenti.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai nutriti in questo sacramento, fa' che la forza della tua salvezza operante nel mistero trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
In questo tempo di riconciliazione, mostrami, Signore, ciò che in me e attorno a me divide il regno che sei venuto a stabilire a prezzo del Sangue. Fa' di me un operatore di pace e di riconciliazione affinché la Chiesa sia più forte di fronte al nemico che è come un leone in agguato per sapere quale preda divorare. Trasmettimi la passione per l'unità, quell'amore per il tuo Corpo che non sopporta di vederlo indebolito dai dardi infuocati del Maligno. Potessimo anche noi consolarti delle ferite che sono state inflitte al tuo purissimo Corpo!

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Eleonora Schembri

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Mar 4, 2016, 3:49:04 AM3/4/16
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LA PAROLA
4 marzo 2016
Venerdì
San Casimiro (mf)


3.a di Quaresima - III

Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce
Liturgia: Os 14,2-10; Sal 80; Mc 12,28b-34

PREGHIERA DEL MATTINO
Amore supplice di Dio, amore che chiede alla sua creatura di ritornare, fino a dove arriverai nel tuo abbassamento, nella tua umiliazione? Infinitamente più lontano, infinitamente più in profondità di ciò che accade nei nostri cuori umani, che sono capaci di abbassare l'orgoglio dei più altezzosi sino a portarlo nel fango, per amore di una creatura divenuta unica. Ma chi è andato negli inferi, non per visitarli, come Orfeo in cerca della sua Euridice o Dante alla ricerca di Beatrice, ma bevendo al calice del non amore? Ma chi ha amato fino a sudare sangue, fino alla grande vertigine dello spirito? Chi se non tu, mio Cristo, Verbo doloroso dell'amore ucciso. O Cristo, nostra pasqua e passaggio di ogni amore, dalla tristezza perduta della non condivisione alla gioia senza fine delle nozze eterne!

ANTIFONA D'INGRESSO
Non c'è nessuno come te in cielo, Signore, perché tu sei grande e compi meraviglie: tu solo sei Dio.

COLLETTA
Padre santo e misericordioso, infondi la tua grazia nei nostri cuori, perché possiamo salvarci dagli sbandamenti umani e restare fedeli alla tua parola di vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Os 14,2-10)
Non chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani.
Dal libro del profeta Osea
Così dice il Signore:
«Torna, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità.
Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: "Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra.
Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani, perché presso di te l'orfano trova misericordia".
Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro.
Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano.
Che ho ancora in comune con gli ìdoli, o Èfraim?
Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, il tuo frutto è opera mia.
Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 80)
Io sono il Signore tuo Dio: ascolta la mia voce.
Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell'angoscia
e io ti ho liberato.
Io sono il Signore tuo Dio: ascolta la mia voce.
Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi!
Io sono il Signore tuo Dio: ascolta la mia voce.
Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d'Egitto.
Io sono il Signore tuo Dio: ascolta la mia voce.
Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia».
Io sono il Signore tuo Dio: ascolta la mia voce.



CANTO AL VANGELO (Mt 4,17)

Gloria e lode a te, o Cristo!


Convertitevi, dice il Signore,
perché il regno dei cieli è vicino.

Gloria e lode a te, o Cristo!


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VANGELO (Mc 12,28b-34)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Il Signore nostro Dio è l'unico Signore: lo amerai.
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.

OMELIA
Rileggiamo oggi le bellissime parole di Gesù, che costituiscono la definizione di tutto il Vangelo. Si tratta di una interrogazione fatta a Gesù da un Dottore della Legge, in merito ad una graduatoria dei precetti elencati dalla Legge. Una richiesta necessaria e sincera per il gran numero di leggi che preoccupava la sua mente e la mente di tanti altri dottori e scribi, al quale Gesù risponde garbatamente, elogiando, poi il breve commento che il dottore stesso ne fa. La risposta di Gesù non è di per sé sconosciuta, cita lo Shemà Yisrael, "Ascolta, Israele", il credo del pio israelita, tratto dal Deuteronòmio, ripetuto, ancora oggi, tre volte al giorno. A questo primo comandamento segue, quasi come conseguenza naturale: "amerai il prossimo tuo come te stesso", tratto dal Levitico. Con questa risposta, Gesù vuole riassumere i comandamenti delle due tavole della Legge, quelli della prima tavola con l'amore assoluto a Dio con tutte le potenze dell'uomo: cuore, anima, intelligenza e forze; quelli della seconda tavola con l'amore anch'esso assoluto e disinteressato verso il prossimo. E' chiaro che con Gesù il collegamento fra i due precetti viene posto per la prima volta nel senso che essi compendiano tutto il rapporto umano con Dio, e che il significato di "prossimo" viene allargato al massimo fino a comprendere ogni uomo. "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me", una conferma che ci viene data dal Vangelo nel giudizio finale. E' anche la confessione di fede, che ne fa il dottore, dei due precetti dell'amore verso Dio e verso il prossimo, inclusi in uno solo, che "vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". L'amore verso i fratelli è il vero sacrificio che giunge gradito a Dio. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda con benevolenza, Signore, questi doni che ti presentiamo, perché siano a te graditi e diventino per noi sorgente di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Più di tutti i doni offerti, questo è grande: amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come se stessi.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La forza del tuo Spirito ci pervada corpo e anima, o Dio, perché possiamo ottenere pienamente la redenzione alla quale abbiamo partecipato in questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, fa' che, quando sono forte, io non conti sulla mia forza ma sulla tua debolezza che ti ha reso forte nella prova suprema. E quando sono duro nei confronti dei miei avversari, che io mi appelli alla tua tenerezza. Quando il mio pensiero brulica di piani di battaglia, il tuo Spirito soffi e li spazzi come castelli di carte. Non per forza ma per amore, non per conquista ma per abbandono. Insegnami che tutto è dono, offerta, oblazione per chi vive in te.
Tutto il resto è dato in sovrappiù.

 

 

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Eleonora Schembri

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Mar 6, 2016, 4:01:36 AM3/6/16
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LA PAROLA
6 marzo 2016
Domenica
San Giordano
4.a di Quaresima - IV
Gustate e vedete com'è buono il Signore
Liturgia: Gs 5,9a.10-12; Sal 33; 2Cor 5,17-21; Lc 15,1-3.11-32

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, forza di coloro che credono in te, e perdono di coloro che te lo chiedono, l'uomo è fragile e non può nulla senza di te; risveglia in noi il santo desiderio di tornare continuamente a te, sorgente piena di gioia. Concedici di vivere sempre con un cuore misericordioso nell'amore e nel rispetto del tuo santo nome, perché tu non deludi mai coloro che sperano con fiducia in te.

ANTIFONA D'INGRESSO
Rallegrati, Gerusalemme, e voi tutti che l'amate, riunitevi. Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza: saziatevi dell'abbondanza della vostra consolazione.

COLLETTA
Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gs 5,9a.10-12)
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
Dal libro di Giosuè
In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: "Oggi ho allontanato da voi l'infamia dell'Egitto".
Gli Israeliti rimasero accampati a Galgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico.
Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell'anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Gustate e vedete com'è buono il Signore.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Gustate e vedete com'è buono il Signore.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni paura mi ha liberato.
Gustate e vedete com'è buono il Signore.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
Gustate e vedete com'è buono il Signore.

SECONDA LETTURA (2Cor 5,17-21)
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Lc 15,18)

Lode e onore a te, Signore Gesù!


Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

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VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: "Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta". Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: "Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati". Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: "Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai servi: "Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato". E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: "Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo". Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: "Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso". Gli rispose il padre: "Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato"».
Parola del Signore.

OMELIA
Quello che secondo gli scribi e i farisei sarebbe un motivo di accusa nei confronti del Signore fa parte invece della sua missione ed è insito nella sua stessa matura divina. «Dio è amore», dice l'evangelista Giovanni. Lo stesso Gesù ribadisce di non essere venuto per i giusti e per i sani, ma per i peccatori e per i malati. S'intrecciano infatti nella sua vita terrena un susseguirsi di prodigiose guarigioni nel corpo e nello spirito degli uomini che, con fede, si accostavano a Lui. La parabola che segue è tra le più belle e coinvolgenti. In modo efficace ci fa comprendere l'insania dell'uomo che si distacca dal suo Creatore e Padre, per disperdere nel peggiore dei modi i doni di Dio e l'infinita misericordia del Padre che attende a braccia aperte il ritorno del Figlio. Le nostre bramosie, soddisfatte negli spazi della libertà senza Dio, si tramutano in fame e la nostra stessa dignità di figli si tramuta in avvilente servitù. Per nostra fortuna e per grazia di Dio, ci rimane sempre la nostalgia della Casa paterna e la voce della coscienza, per quanto offuscata dal male, non smette mai di pulsarci dentro per farci riscoprire e desiderare la via del ritorno. «Mi alzerò, andrò da mio padre» è stato il grido interiore e il pensiero guida della schiera innumerevole dei convertiti e di tutti coloro che dopo aver sperimentato la disfatta del peccato, hanno ritrovato la via della riconciliazione con Dio. Ci è di ulteriore conforto la certezza che la pesante fatica del ritorno, dalla valle dei porci alla Casa del Padre, è stata portata per noi dallo stesso Cristo, che ci precede carico della croce fino al monte della risurrezione e della festa pasquale. Ci sorprende e ci commuove poi il fatto che mentre nella migliore delle ipotesi dopo il peccato con cui rinneghiamo l'amore divino, noi ci saremmo aspettato un meritato castigo o almeno di essere relegati nel novero dei servi..., siamo invece accolti a braccia aperte dal Padre celeste. Egli ci rivuole come figli e non come schiavi. Il rientro nella sfera del suo amore è motivo di festa grande: Dio vuole renderci partecipi della sua gioia, che trae origine dall'infinito amore che nutre per noi. Come è triste invece l'atteggiamento del Figlio, che non intende partecipare alla festa. Egli non ha compreso che il servizio dato a Dio è motivato solo dall'amore, che diventa misericordia e perdono totale quando ciò che è perduto viene ritrovato. Soltanto chi ama può comprendere la misericordia. Soltanto chi ne ha goduto diventa poi capace di ridonarla come gratitudine a Dio e come amore e perdono verso il prossimo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ti offriamo con gioia, Signore, questi doni per il sacrificio: aiutaci a celebrarlo con fede sincera e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Rallegrati, figlio mio, perché tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che illumini ogni uomo che viene in questo mondo, fa' risplendere su di noi la luce del tuo volto, perché i nostri pensieri siano sempre conformi alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
O Signore, tu non mi hai lasciato allontanare da te. Se mi è capitato talvolta di dimenticarti, tu, mio Dio, mi hai sempre soccorso e sopportato. Quando il mio corpo e la mia anima non potevano più essere saldi, ho gridato verso di te dal fondo del mio abisso. Subito, tu sei accorso e mi hai teso la mano, strappandomi dalla palude della mia miseria, e restituendomi la gioia della tua salvezza.
Ecco, Signore, ecco ciò che sono stato, ecco ciò che sono.
Ebbene, io oggi ritorno a te! Le mie miserie in bella mostra, tu le vedi come le vedo io; e vi è ancora molto che mi sfugge, a causa della cecità o della dimenticanza, ma sono cose che tu vedi.
Quanto ai miei beni, ne ho conservato qualcuno, ma nessuno è integro. Il nemico me ne ha sottratto la maggior parte, ed ha insudiciato ciò di cui non è riuscito a derubarmi; e mi ha avvilito ancora di più!
Guarda che figura faccio davanti a te, Signore! Di fronte al tuo volto, essa è misera, o misericordia sovrana! Non ti nascondo nulla degli angoli e dei recessi più segreti della mia vita, tu lo sai, o divina verità. E ti prego, che tutto in me sia luce davanti a te! Poiché io non temo nessuno come me stesso.
Ho tanta paura, a mia insaputa, ed anche consapevolmente, di ingannarmi! Ma è a te che io credo, Signore, è in te che io spero! Concediti a me, poiché non cerco nient'altro. Abbi pietà di me, Signore, alzati, vieni davanti a me e guarda! Voglio restare saldo nella tua fede, voglio crescere nella speranza. E per ciò che riguarda il tuo amore, mi tengo qui, come un povero e un mendicante di fronte al tuo volto.
GUGLIELMO DI SAINT THIERRY

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Eleonora Schembri

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Mar 7, 2016, 5:10:26 PM3/7/16
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LA PAROLA
8 marzo 2016
Martedì
San Giovanni di Dio (mf)


4.a di Quaresima - IV

Dio è per noi rifugio e fortezza
Liturgia: Ez 47,1-9.12; Sal 45; Gv 5,1-3a.5-16

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, ti ringrazio per il dono dell'acqua battesimale. Ti ringrazio perché continui a guarirci dal male che paralizza il cuore e la mente, e ci rendi di nuovo capaci di fare il bene. Grazie per lo Spirito Santo che fa di noi dei figli del Padre, a tua somiglianza. Fa' che io sia fedele a questi doni e che, oggi, compia la tua volontà e non la mia.

ANTIFONA D'INGRESSO
"Voi che avete sete, venite alle acque", dice il Signore; "anche voi, che non avete denaro, venite, e dissetatevi con gioia".

COLLETTA
Dio fedele e misericordioso, in questo tempo di penitenza e di preghiera disponi i tuoi figli a vivere degnamente il mistero pasquale e a recare ai fratelli il lieto annunzio della tua salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ez 47,1-9.12)
Vidi l'acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungerà quest'acqua porterà salvezza.
Dal libro del profeta Ezechiele
In quei giorni [l'angelo] mi condusse all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell'altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all'esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l'acqua scaturiva dal lato destro.
Quell'uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva alla caviglia. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell'acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare l'acqua: mi giungeva ai fianchi. Ne misurò altri mille: era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del torrente; voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell'Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 45)
Dio è per noi rifugio e fortezza.
Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.
Dio è per noi rifugio e fortezza.
Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell'Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell'alba.
Dio è per noi rifugio e fortezza.
Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.
Dio è per noi rifugio e fortezza.

CANTO AL VANGELO
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
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VANGELO (Gv 5,1-3a.5-16)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


All'istante quell'uomo guarì.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi la tua barella e cammina"». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi e cammina"?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Parola del Signore.

OMELIA
Càpita ai fedeli di ogni religione di riporre la loro speranza in segni e luoghi particolari, ove si ritiene che la presenza della divinità sia particolarmente segnata ed efficace. Al tempo di Gesù si radunavano intorno ad una piscina numerosi malati di ogni genere; questi quando l'acqua si agitava s'immergevano convinti che il primo di loro che scendeva veniva guarito dal suo male. Una sfida contro il tempo, una sfida tra poveri ed infermi. Uno di questi, malato da trentotto anni, isolato e senza speranza, che vedeva da sempre vanificato ogni tentativo di calarsi nella piscina, sempre battuto da qualcuno più sollecito, attira l'attenzione di Gesù. Su di lui egli vuole operare un «segno» che indichi a tutti la nuova acqua in cui tutti si possono immergere e tutti possono trovare la salvezza. Egli ne aveva parlato privatamente durante una delle visite notturne che Nicodemo faceva al Signore. Rinascere nell'acqua e nello spirito è la novità del Cristo, è il sacramento del Battesimo e il nostro «passaggio», la nostra pasqua. Anche una donna aveva ascoltato e sperimentato il discorso di Gesù sulla nuova acqua, che purifica e rinnova. La salvezza ormai non è più solo un annuncio ed una promessa, ma è la realtà del Cristo che tutto rinnova, che si presenta all'umanità come l'unico salvatore del mondo. Ci sorprende ancora e ci irrita la grettezza mentale e la miopia spirituale dei Giudei, legati ancora ad un passato ormai deformato e logoro. Si appigliano ancora alla legge antica e alle minuziose prescrizioni della legge e mentre si scandalizzano che il malato guarito, obbedendo a Gesù, prenda sulle spalle il suo lettuccio in giorno di Sabato, non sono capaci di riflettere che proprio loro impongono sulle spalle della gente pesanti fardelli che loro non osano toccare neanche con un dito. Cristo ci ha liberati da tutti i pesi delle nostre infermità, ci ha liberati anche dal pesante fardello delle legge perché ci ha dato il comandamento nuovo dell'amore. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta, Signore, i doni che ci hai dato a sostegno della nostra vita mortale e trasformali per noi in sorgente di immortalità. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla; in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Purifica, o Dio, il nostro spirito e rinnovalo con questo sacramento di salvezza, perché anche il nostro corpo mortale riceva un germe di risurrezione e di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Resta con me, Signore Gesù, e perdonami le colpe di questo giorno. Guarisci tutti i malati nello spirito e aiuta i malati nel corpo. Salva coloro che soffrono e sono isolati, abbandonati a se stessi come era l'uomo della piscina di Siloe. Resta con loro, Signore, in questa notte; io ripongo in te la mia fiducia.
Proteggi tutti coloro che amo e che ti affido.

 

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Eleonora Schembri

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Mar 13, 2016, 5:14:55 AM3/13/16
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LA PAROLA
13 marzo 2016
Domenica
San Arrigo
5.a di Quaresima - I
Grandi cose ha fatto il Signore per noi
Liturgia: Is 43,16-21; Sal 125; Fl 3,8-14; Gv 8,1-11

PREGHIERA DEL MATTINO
Fa', o Signore, che proviamo in questo giorno la gioia della tua misericordia. Ristabilisci in noi la nostra vera natura: che nessun peccato, nostro o di un altro, ci scandalizzi tanto da impedirci di vivere nella tua vicinanza o nella vicinanza dei nostri fratelli. Concedi che tra le meschinità che soffocano la vita quotidiana possiamo vivere il perdono, in modo che coloro che non ti conoscono si sentano attirati da questa novità, così umana, così generatrice di vita, che non può avere origine che da te solo, che sei così grande.

ANTIFONA D'INGRESSO
Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa contro gente senza pietà; salvami dall'uomo ingiusto e malvagio, perché tu sei il mio Dio e la mia difesa.

COLLETTA
Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli è Dio e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Is 43,16-21)
Ecco, io faccio una cosa nuova e darò acqua per dissetare il mio popolo.

Dal libro del profeta Isaia


Così dice il Signore, che aprì una strada nel mare e un sentiero in mezzo ad acque possenti, che fece uscire carri e cavalli, esercito ed eroi a un tempo; essi giacciono morti, mai più si rialzeranno, si spensero come un lucignolo, sono estinti: «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa. Mi glorificheranno le bestie selvatiche, sciacalli e struzzi, perché avrò fornito acqua al deserto, fiumi alla steppa, per dissetare il mio popolo, il mio eletto. Il popolo che io ho plasmato per me celebrerà le mie lodi».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 125)
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Nell'andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

SECONDA LETTURA (Fil 3,8-14)
A motivo di Cristo, ritengo che tutto sia una perdita, facendomi conforme alla sua morte.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.
Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch'io sono stato conquistato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Gl 2,12-13)

Lode e onore a te, Signore Gesù!


Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,

perché io ono misericordioso e pietoso.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

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VANGELO (Gv 8,1-11)

Versione in voce >>>>>  VANGELO

 


Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».
Parola del Signore.

OMELIA
Il brano della donna adultera è una stupenda applicazione della misericordia divina. E' significativo che l'episodio non ci viene offerto come parabola ma come un fatto concreto. Una donna, trovata sicuramente in stato di peccato, sta per subire una morte crudele per mano di giustizieri improvvisati. Questi giustizieri, però, non si accontentano di ciò: sicuri della giustezza della loro posizione credono di poter anche cogliere in flagrante contraddizione Gesù. Un occasione ghiotta si presenta loro, quando vedono Gesù impegnato in discussioni con i farisei. Non solo pensano di soddisfare la loro sete di vendetta ma pensano di sbarazzarsi, una volte per tutte, di quel predicatore che tante volte li aveva posti in imbarazzo. Gesù riesce a capovolgere tutta la situazione: non solo salva la donna senza giustificare il suo peccato, condonandolo - ma svela l'ipocrita malvagità dei farisei. La donna è così redenta: ha salva la vita, non solo quella materiale ma soprattutto la spirituale. Si trovava davanti ad un branco di persone affamate del suo sangue, ora invece ha di fronte solo lo sguardo di Gesù che alzatosi le viene incontro. Gesù e la sua misericordia si trova di fronte al peccato che vuole redimere; si trova anche di fronte ad una persona che vuole salvare. Gesù condanna il peccato e salva il peccatore. E' questo il nostro comportamento, così pronti alla condanna? E' questa la nostra giustizia o non è alle volte proprio all'opposto? Crediamo di applicare la giustizia condannando il peccatore: così non eliminiamo neanche il peccato. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere: tu che ci hai illuminati con gli insegnamenti della fede, trasformaci con la potenza di questo sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Donna, nessuno ti ha condannata?". "Nessuno, Signore". "Neppure io ti condanno; d'ora in poi non peccare più".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre inseriti come membra vive nel Cristo, poiché abbiamo comunicato al suo corpo e al suo sangue. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La legge aveva comandato di lapidare le adultere. Ora, la legge non poteva prescrivere un'ingiustizia; e se qualcuno parlava contro ciò che la legge comandava era colpevole di iniquità. Così si dissero fra di loro i farisei a proposito di Gesù: "Egli ha fama di essere vero, emana dolcezza; è sulla giustizia che dobbiamo attaccarlo. Portiamogli una donna colta in flagrante delitto di adulterio, e diciamogli ciò che comanda la legge a questo proposito"...
Che cosa risponde il Signore Gesù? Cosa risponde colui che è la Verità? Cosa risponde colui che è la Saggezza? Cosa risponde colui che è la Giustizia stessa così chiamata in causa? Gesù non dice: "Ella non sia lapidata", poiché non vuole dare l'impressione di parlare contro la legge. Eppure si guarda bene dal dire: "Sia lapidata", poiché egli non è venuto per perdere ciò che è stato ritrovato, ma per cercare ciò che è perduto. Allora che cosa risponde? Guardate come egli sia pieno di giustizia, di saggezza, e di verità! "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Risposta luminosa! Come li fa tornare in se stessi! Le loro azioni erano esterne, ma essi non guardavano a fondo nel proprio cuore. Essi vedevano l'adulterio, ma non osservavano se stessi... Ora, chiunque, si osservi attentamente si scopre peccatore. È inevitabile. Dunque, o rendete la libertà a questa donna, o subite con lei il castigo della legge. Se Gesù avesse detto: "Non si lapidi l'adultera", sarebbe stato colpevole d'ingiustizia. Se avesse detto: "Sia lapidata", sarebbe sembrato privo di dolcezza. Egli dirà dunque ciò che deve dire il dolce e il giusto: "Chi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei". È la voce della giustizia. Che la colpevole sia punita, ma non dai colpevoli; che la legge sia fatta osservare, ma non da coloro che violano la legge. È esattamente la voce della giustizia. Colpiti da questa giustizia come dal ferro di una lancia, essi tornarono in se stessi e, scoprendosi peccatori, "se ne andarono uno per uno".
SANT'AGOSTINO

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Eleonora Schembri

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Mar 20, 2016, 2:24:39 PM3/20/16
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LA PAROLA
20 marzo 2016
Domenica                                     
Sant'Agostino Zaho Rong
Domenica delle Palme - II
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Liturgia: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14 23,56

PREGHIERA DEL MATTINO
"Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme". Lo ascolto sempre, nel Vangelo, prima della processione. Signore, tu ti metti in cammino per salvarmi. Ti metti in cammino tra le grida di gioia: "Osanna! Sia benedetto il Re!". E all'orizzonte si profila il Golgota... Entro in un nuovo giorno e, con te, entro nella settimana santa. Entro nella tua passione e nella tua morte, al mio posto e per me.

ANTIFONA
Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore: è il Re d'Israele. Osanna nell'alto dei cieli.

ANTIFONA D'INGRESSO
Sei giorni prima della solenne celebrazione della Pasqua, quando il Signore entrò in Gerusalemme, gli andarono incontro i fanciulli: portavano in mano rami di palma, e acclamavano a gran voce: Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia.
Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria. Osanna nell'alto dei cieli: Gloria a te che vieni, pieno di bontà e di misericordia.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, che hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa' che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli è Dio e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Is 50,4-7)
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso.


Dal libro del profeta Isaia

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 21)
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
"Si rivoga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!".
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d'Israele.
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

SECONDA LETTURA (Fil 2,6-11)
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio,
ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Fil 2,8-9)


Lode e onore a te, Signore Gesù!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.


Lode e onore a te, Signore Gesù!

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VANGELO (Lc 22,14- 23,56)

+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando fu l'ora, Gesù prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: + "Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio". C E ricevuto un calice, rese grazie e disse: + "Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finche non verrà il regno di Dio".
Fate questo in memoria di me
C Poi preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: + "Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: + "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi".
Guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell'uomo dal quale egli viene tradito!». C Allora essi cominciarono a domandarsi l'un l'altro chi di loro avrebbe fatto questo.
Io sto in mezzo a voi come colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: +«I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l'ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele.
Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». C E Pietro gli disse: P «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». C Gli rispose: + «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».
Deve compiersi in me questa parola della Scrittura
C Poi disse loro: + «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». C Risposero: P «Nulla». C Ed egli soggiunse: + «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». C Ed essi dissero: P «Signore, ecco qui due spade». C Ma egli disse: + «Basta!».
Entrato nella lotta, pregava più intensamente
C Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: + «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: + «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: + «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: + «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?». C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: P «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l'orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: + «Lasciate! Basta così!». C E, toccandogli l'orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: + «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l'ora vostra e il potere delle tenebre».
Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: P «Anche questi era con lui». C Ma egli negò dicendo: P «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». C Ma Pietro rispose: P «O uomo, non lo sono!». Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». C Ma Pietro disse: P «O uomo, non so quello che dici». C E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Fa' il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: P «Fa' il profeta! Chi è che ti ha colpito?». C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.
Lo condussero davanti al loro sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli dissero: P «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». C Rispose loro: + «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d'ora in poi il Figlio dell'uomo siederà alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: P «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: + «Voi stessi dite che io lo sono». C E quelli dissero: P «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L'abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
Non trovo in quest'uomo alcun motivo di condanna
C Tutta l'assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: P «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C Pilato allora lo interrogò: P «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed egli rispose: + «Tu lo dici». C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: P «Non trovo in quest'uomo alcun motivo di condanna». C Ma essi insistevano dicendo: P «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». C Udito ciò, Pilato domandò se quell'uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l'autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch'egli a Gerusalemme.
Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell'accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: P «Mi avete portato quest'uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: P «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: P «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C Ed egli, per la terza volta, disse loro: P «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: + «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato". Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!". Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: + «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: P «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: P «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: P «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». C L'altro invece lo rimproverava dicendo: P «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». C E disse: P «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli rispose: + «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
C Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio,perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: + «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». C Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: P «Veramente quest'uomo era giusto». C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.
Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.
Parola del Signore.

OMELIA
Prima i rami d'ulivo, i mantelli stesi a terra a mo' di tappeti, l'Osanna al Figlio di Davide e poi... la condanna, il «crocifìggilo». Vengono denunciate così palesemente, le tremende contraddizioni dei comportamenti umani: un effimero trionfo tributato a Cristo riconosciuto Figlio di Davide, Re e Signore e poi, forse le stesse voci che l'osannano, gridano perché sia crocifisso e fatto tacere per sempre. Comprendiamo così il significato recondito delle nostre peggiori passioni e gli effetti devastanti di una miopia spirituale, che oscura il bene e ci immerge in pensieri e in trame di morte. Fa sempre piacere poter acclamare qualcuno da cui attendiamo soluzioni facili ed immediate ai nostri più pressanti problemi. Gesù che aveva rifiutato di essere acclamato Re, dopo la moltiplicazione dei pani, che dirà a Pietro, che tenta di difenderlo con la spada, il mio Regno non è di questo mondo, oggi acconsente di entrare trionfalmente a Gerusalemme, la città santa, per far comprendere che, prima di essere vittima degli uomini, egli, come vero Re, va incontro liberamente alla passione e alla morte. La sua passione è sì una terribile trama ordita dai suoi nemici e causata dai nostri peccati, ma anzitutto è un disegno divino, una manifestazione palese dell'amore misericordioso del Padre, una esigenza della giustizia divina, una docile ed umile accettazione da parte di Cristo Gesù. Ecco perché accetta di essere acclamato re: è un altro modo per preannunciare la sua gloriosa risurrezione, il suo trionfo sulla morte. Il nostro Osanna quindi lo rivolgiamo a colui che già contempliamo nella fede come nostro vero ed unico Re e Signore, come redentore nostro e come colui che da trionfatore ci precede nella gloria. Le nostre acclamazioni non cesseranno perciò in questa domenica, ma diventeranno il nostro perenne rendimento di grazie, la nostra lode senza fine, che esploderanno in un gioioso Alleluia pasquale. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo perdono; non lo meritiamo per le nostre opere, ma l'ottenga dalla tua misericordia questo unico mirabile sacrificio. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Padre, se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà".

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni, e con la morte del tuo Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa' che per la sua risurrezione possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, "al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen". Egli scese dai cieli sulla terra per l'umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell'uomo sofferente attraverso il corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse la morte omicida.
Egli infatti fu condotto e ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall'Egitto, e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del faraone. Contrassegnò le nostre anime con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue.
Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè il faraone. Egli è colui che percosse l'iniquità e l'ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità l'Egitto.
Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre. Egli è la Pasqua della nostra salvezza.
Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell'agnello fu sgozzato.
Fu perseguitato in Davide e nei profeti fu disonorato.
Egli è colui che si incarnò nel seno della Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli. Egli è l'agnello che non apre bocca, egli è l'agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza macchia. Egli fu preso dal gregge, condotto all'uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione.
Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l'umanità dal profondo del sepolcro.
MELITONE DI SARDI

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Eleonora Schembri

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Mar 27, 2016, 6:50:03 AM3/27/16
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LA PAROLA
27 marzo 2016
Domenica
San Augusto
Pasqua - Risurrezione del Signore - P
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo
Liturgia: At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9 (sera: Lc 24,13-35)

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, il mio cuore esulta! Serbo in me l'eco del canto dell' Exultet della veglia notturna: e non si tratta solo di un ricordo! La liturgia rende presente la storia misteriosa della salvezza e il nostro presente si proietta nel mistero della liturgia. La solenne domenica della risurrezione è una realtà e un dono per il presente. Signore, fa' che nella mia vita io non smarrisca mai la dimensione pasquale della vera gioia, del giubilo, anche se mi trovassi di fronte a prove difficili e dolorose che fanno anch'esse parte della mia vita. Alleluia!

ANTIFONA D'INGRESSO
Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia.

COLLETTA
O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto. Egli è Dio e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43)
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

SECONDA LETTURA (Col 3,1-4)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Parola di Dio.

SEQUENZA
Alla vittima pasquale, s'innalzi oggi il sacrificio di lode.
L'agnello ha redento il suo gregge,
l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa.
"Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via?".
"La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto; e vi precede in Galilea".
Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza.

CANTO AL VANGELO (cf. 1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
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VANGELO (Gv 20,1-9)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Egli doveva risuscitare dai morti.
+
Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore

OMELIA
La principale domenica di tutto l'anno liturgico celebra un evento straordinario e decisivo nella Storia dell'umanità: la risurrezione di Gesù Cristo. "Questo è il giorno di Cristo Signore, alleluia".
I testi biblici indicati per la liturgia eucaristica del giorno costituiscono testimonianze certe sulla presenza del Risorto. Gli Atti degli Apostoli trasmettono la predicazione di Pietro che ricorda la testimonianza dei profeti: "Chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo Nome". Davvero la salvezza è stata attuata grazie al sacrificio del Signore. Ai Colossesi, Paolo indica una strada: "Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra". Il cambiamento di impostazione di vita è totale e definitivo. Ai cristiani di Corinto, l'apostolo canta: "Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato... Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità". L'invito è categorico: riflettendo sulla propria fragilità, il battezzato avverte l'urgenza della conversione, e ringrazia Dio per il dono della liberazione. Con l'antica sequenza "Victimae paschali laudes", si propone: Alla vittima pasquale s'immoli oggi il sacrificio di lode. L'agnello ha redento il suo gregge, l'Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. I brani del vangelo riferiscono l'avvenuto miracolo: il sepolcro è vuoto; Gesù è risorto. La buona notizia si trasmette rapidamente. La fede della Chiesa non si stanca mai di contemplare in adorazione l'attuazione del progetto di salvezza. Ogni battezzato è davvero un uomo nuovo, che partecipa al dono della risurrezione con una adesione libera e cosciente, con un impegno di vita nuova, nello Spirito santo. I numerosi testi biblici proclamati nella Veglia pasquale sono un riassunto delle principali tappe della Storia sacra, che è orientata verso la nascita del nuovo Popolo di Dio. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Esultanti per la gioia pasquale ti offriamo, Signore, questo sacrificio, nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: celebriamo dunque la festa con purezza e verità. Alleluia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente, con l'inesauribile forza del tuo amore, perché, rinnovata dai sacramenti pasquali, giunga alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
La Chiesa del mattino di Pasqua è prima di tutto un piccolo gruppo di donne che, partendo "di buon mattino" per vedere un sepolcro e imbalsamare un cadavere, scoprono all'improvviso che non devono più cercare fra i morti colui che è vivo... e se ne ritornano in tutta fretta, portando la gioiosa notizia agli apostoli e ai discepoli. Prime a cercare Gesù dopo la tragedia del Golgota, prime ad incontrarlo vivo, prime ad ascoltarne la parola di pace e l'appello all'evangelizzazione, esse formano la prima comunità pasquale. In esse è appena nata la gioia di credere e di dire che Gesù è risuscitato...
La Chiesa del mattino di Pasqua è questa donna peccatrice perdonata che piange accanto a una tomba vuota poiché qualcuno, crede, ha portato via il corpo crocifisso del Signore. Poiché non vi è davvero più Gesù vivo, che ella possa almeno stargli vicino da morto! Che almeno le sia permesso di spandere un'ultima volta su di lui il più prezioso dei suoi profumi e asciugarlo con i suoi capelli!
Ma ecco che viene qualcuno. Parla... "Perché piangi? Cosa cerchi?". Strana risonanza di domande così banali. Ciò nonostante ella non riconosce Gesù. Se sei tu che l'hai portato via, dimmi dove lo hai messo. È solo quando escono dalle labbra dello straniero le due sillabe del suo nome che il velo si alza. "Gesù le dice: Maria! Lei si volta e dice: Rabbuni!".
Primo grido della fede pasquale. Prima professione di fede cristiana. Il credo della Chiesa nel suo scaturire! Ma subito la prima prova. Maria Maddalena vorrebbe proprio trattenere colui la cui assenza l'aveva straziata. Impara che bisogna rinunciarvi. È in altro modo ch'ella rimarrà nell'intimità del maestro amato.
"Non mi trattenere!". Compaiono allora, già inseparabili, la prima catechesi e il primo invio in missione. "Va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro". È questa espressione straordinaria che riassume tutta la testimonianza apostolica: "Ho visto il Signore ed ecco ciò che mi ha detto!".
La Chiesa del mattino di Pasqua è questo gruppo di uomini, ancora divisi, quasi tutti scettici davanti a queste parole che prendono per un delirio. Come potrebbero credere? Come potrebbero anche solo immaginare la risurrezione di Gesù? Non solo colui che hanno seguito è morto, ma è morto sconfessato, sconfessato dal popolo, dai rappresentanti della Chiesa, e, apparentemente, da Dio stesso! Gesù si è sbagliato. Essi si sono sbagliati. "Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele!".
La loro speranza è morta... Ciò nonostante, essi si recano al sepolcro. "Ciò che essi vedono corrisponde a quello che avevano detto le donne. Ma lui non lo vedono". Allora?
La Chiesa del mattino di Pasqua sono Pietro e Giovanni, i primi discepoli del gruppo degli apostoli. Alle parole di Maria Maddalena, corrono "tutti e due insieme verso il sepolcro".
"Il discepolo che Gesù amava, arriva per primo". Ma non entra. Lascia la precedenza a colui che Gesù aveva scelto per prendere il comando del gruppo dei dodici. Già primo nell'affetto si inchina davanti al primo nella missione. "Lo segue: entra e crede".
La Chiesa del mattino di Pasqua è Maria, la madre del Signore. Nella casa dove, a richiesta di Gesù agonizzante, Giovanni l'ha accolta dalla vigilia, ella spera contro ogni speranza, con il cuore trafitto, ma in pace. "Fiat!". Ma ecco che la notizia la raggiunge: notizia degli angeli, notizia del sepolcro vuoto, notizia del giardiniere. Ella non ha bisogno di vedere, di sentire, di toccare. Subito, capisce che Dio ha esaudito il grido del suo unico Figlio, e che lei è divenuta la madre di questo popolo immenso di discepoli che Gesù ama come suoi fratelli. Gioia, gioia, pianti di gioia. Allegria grazie a Dio, suo salvatore. Il Magnificat della sua giovinezza non smetterà più di risonare in lei e in tutta la Chiesa per generazioni e generazioni...
Chiesa della mattina di Pasqua, come amo i tuoi primi passi, così timidi, così malfermi. Fragile farfalla che esce dalla crisalide, non puoi ancora dispiegare nell'azzurro le tue ali multicolori.
Ti occorrerà attendere il gran vento della Pentecoste per prendere il volo. In queste prime ore della settimana pasquale la tua sicurezza emerge appena dal dubbio, la tua pace dall'angoscia e la tua gioia dalle lacrime. Ma già, Chiesa dei poveri ai quali appartiene il Regno e dei cuori puri che vedono Dio, Chiesa di Pietro, di Giovanni e dei loro compagni, Chiesa di Maria, tua madre attenta e devota, tu sei la Chiesa del Cristo risuscitato, la Chiesa del Salvatore del mondo, la Chiesa dell'eterno alleluia!
Card. ALBERT DECOURTRAY

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Eleonora Schembri

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Mar 31, 2016, 4:41:34 AM3/31/16
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LA PAROLA
31 marzo 2016
Giovedì
San Beniamino
Ottava di Pasqua - P
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Liturgia: At 3,11-26; Sal 8; Lc 24,35-48

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, resta vicino a noi in modo che i canti di Pasqua che intoniamo in chiesa diventino realtà nel nostro quotidiano. Irradia la tua luce nei nostri cuori in modo tale che diventiamo il riflesso del tuo amore agli occhi della gente che incontriamo. Nel nostro sconforto, aiutaci ad avere fiducia in colui che ci offre la vita in questo mondo votato alla morte.

ANTIFONA D'INGRESSO
"Si leva un coro di lodi, o Signore, alla tua vittoria, perché la sapienza ha aperto la bocca dei muti e ha sciolto la lingua dei bambini. Alleluia.

COLLETTA
O Padre, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del Battesimo e animati dall'unica fede, esprimano nelle opere l'unico amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 3,11-26)
Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, mentre lo storpio guarito tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.
Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest'uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l'autore della vita, ma Dio l'ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest'uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest'uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall'antichità. Mosè infatti disse: "Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo". E tutti i profeti, a cominciare d! a Samuèle e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch'essi questi giorni.
Voi siete i figli dei profeti e dell'alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: "Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra". Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l'ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 8)
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
O Signore, Signore nostro,
quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Che cosa è mai l'uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell'uomo, perché te ne curi?
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Davvero l'hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.
O Signore, Signore nostro, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

CANTO AL VANGELO (Sal 118,24)
Alleluia, alleluia.
Questo è il giorno fatto dal Signore:
rallegriamoci ed esultiamo.
Alleluia.
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VANGELO (Lc 24,35-48)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
+
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
Parola del Signore.

OMELIA
Nei momenti di difficoltà, quando il peso supera le nostre forze, viene spontaneo rivolgersi al vicino, all'amico, al fratello per chiedergli: dammi una mano! Il Signore Gesù appare ai suoi per confermare la testimonianza dei due discepoli, illuminati sulla via di Èmmaus, mostrando loro le mani con, ancora evidenti, i segni dei chiodi. Sono le mani di Cristo, le mani del Dio vivente, le mani del Crocifisso, che ora, glorioso, vengono mostrate agli Apostoli, perché comprendano il prezzo della pace e godano della gioia del risorto. Da fori di quelle mani sgorga energia divina, sgorga l'augurio della pace e la certezza che Cristo è risorto. Vuole così fugare ogni dubbio, rimuovere il naturale turbamento che assale gli apostoli dinanzi a quella celestiale ed umanissima visione. Nell'ultima cena Gesù aveva detto ai suoi commensali «Prendete e mangiate... Prendete e bevetene tutti» ora esorta i suoi apostoli dicendo: «Toccatemi e guardate...». Poi ad ulteriore conferma, per fugare ancora le ultime loro perplessità, per garantire loro che non hanno a che fare con un fantasma, ma con una persona viva, risorta dalla morte, affinché la gioia di cui stanno godendo, non risulti effimera, chiede loro: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Infine la certezza che illumina e genera la fede piena, Gesù la trae ancora dalle scritture sacre, dalla parola rivelata: «Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno». La piena apertura della mente scaturisce solo dalla fede, la virtù che ci rende certi che in Cristo si adempiono tutte le promesse di Dio, che in lui scopriamo l'indefettibile fedeltà del nostro Padre celeste, che il piano divino di salvezza universale si è avverato nel Risorto. Rigenerati dalla fede e poi confermati dallo Spirito Santo, gli Apostoli e i loro successori potranno adempiere il mandato, che lo stesso Cristo già sta scandendo per loro e per tutti i credenti: «Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme» e aggiunge, «Di questo voi siete testimoni». (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli con benevolenza, Signore, i doni che ti offre la tua Chiesa, riconoscente per coloro che sono nati a vita nuova e fiduciosa nel tuo perenne aiuto. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Cristo doveva patire e risuscitare dai morti il terzo giorno. Alleluia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere; la comunione ai beni della redenzione ci dia l'aiuto per la vita presente e ci ottenga la felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, tu ti sei risvegliato dalla morte, hai incontrato le donne e gli uomini che ti erano vicini. È a loro che hai confidato il lieto messaggio che oltrepassa largamente qualsiasi esperienza umana. Tu sei rimasto loro fedele; poiché, da allora, il tuo messaggio non si è più spento, a dispetto di coloro che sono nel dubbio. Ti preghiamo: resta vicino a noi, ispiraci le parole giuste in modo che possiamo portare la nostra testimonianza a coloro che incrociano il nostro cammino.

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Eleonora Schembri

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Apr 10, 2016, 4:14:51 AM4/10/16
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LA PAROLA
10 aprile 2016
Domenica
S. Terenzio martire
3.a di Pasqua - III
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato
Liturgia: At 5,27b-32.40b-41; Sal 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, è come se aprissi gli occhi in questo mattino, dopo una lunga notte passata, come i tuoi discepoli sulla barca, senza prendere nulla. Ma questo non mi scoraggia, anzi. Perché so che, se tu mi chiederai di gettare ancora le reti in mare, ci sarà una pesca abbondante. Eccomi, dunque, pronto ad affrontare un'altra giornata di attesa, di lotta, di fatica. Ma oggi non ti chiedo il successo, la pesca miracolosa, l'abbondanza dei doni; ti chiedo l'ascolto della tua parola e la forza di ricominciare sempre.

ANTIFONA D'INGRESSO
Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno al suo nome, rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia.

COLLETTA
Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (At 5,27b-32.40b-41)
Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo».
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».
Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 29)
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!».
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.
Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

SECONDA LETTURA (Ap 5,11-14)
L'Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza.
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: «L'Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».
Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli».
E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.
Alleluia.
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VANGELO (Gv 21,1-19)

Versione in voce >>>>>  VANGELO


Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni


In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore.
Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.

OMELIA
Stiamo vivendo il tempo di Pasqua, tempo di grande gioia, di gioia perché il Signore è risorto, non solo è risorto... ma perché è presente, è vivo in mezzo a noi. La Chiesa vive, noi che siamo la Chiesa viviamo della fede in Gesù, Gesù risorto. E non è soltanto la comunità di coloro che condividono gli insegnamenti dottrinali di Gesù o gli insegnamenti morali di Gesù, che ammirano gli esempi di Gesù. La Chiesa tutta crede che Dio Padre ha risuscitato Gesù, e lo ha fatto "Capo e Signore". Ma come possiamo riconoscerlo? Come possiamo sentire la sua presenza, sentire la forza del suo Spirito nella nostra vita? Come possiamo testimoniarlo? Alcune domande che è lecito fare. E la risposta, mi pare, una precisa risposta ci dà proprio il Vangelo di oggi, lo fa con l'affermazione stupìta, meravigliata del discepolo che Gesù amava, Giovanni: «è il Signore!». Il Vangelo che oggi ascoltiamo ci presenta sette discepoli; tutti insieme, vanno a pescare, vanno sul mare di Tiberìade. Niente di nuovo si direbbe, fanno quello che hanno fatto tante volte, quello che hanno fatto prima di aver incontrato Gesù. Compiono un gesto per loro usuale, quotidiano, gesto in cui mettevano tutta l'esperienza, tutta la loro passione, di tanti anni. Tante volte avranno sperimentato la gioia di una pesca abbondante. Ora, questa notte provano delusione perché questa volta la rete è vuota. Non hanno preso nulla. I discepoli hanno lavorato, faticato tutta la notte: questo vale per tutti i discepoli, pensando sia alla fatica fisica, sia a quella spirituale, la fatica che accompagna le nostre opere e i nostri giorni. Non solo c'è la fatica, ma anche il senso di delusione; alla fatica, all'impegno non corrisponde un risultato: in quella notte non presero proprio nulla. E nel pieno della delusione e della stanchezza compare una voce, voce che sembra conosciuta, una parola, una parola che invita a riprovare, che intende risvegliare i loro animi, risvegliare ad una fedeltà, ad una fiducia, ad un'apertura alla promessa di Gesù, del Signore che dice: «Buttate ancora le reti, riprovate ancora». I discepoli potevano cedere, cedere alla stanchezza, cedere alla delusione. Invece obbediscono, si fidano alla parola che viene pronunciata, la parola sulla loro vita, gettano, ancora una volta la rete. Si fidano, si abbandonano alla parola del Signore. Ed ecco, il miracolo si compie. E nel segno del miracolo sentono la presenza del Signore, del Risorto che non abbandona i suoi discepoli ma sempre li accompagna, che è sempre con loro nel loro cammino di vita e di fede. Le reti sono piene di pesci e reggono, non si spezzano, i cuori sono ripieni di gioia e di meraviglia e reggono anche essi, reggono l'impatto di un incontro non programmato con Gesù eppure atteso, tutti volevano rivederlo, risentirlo, toccarlo di nuovo, mangiare ancora con lui... E lui, il Signore asseconda, esaudisce ancora quell'attesa del cuore, dell'anima... Ed ancora prepara loro da mangiare, spezza ancora il pane per loro, lo distribuisce...
Questo nel vangelo... Ma noi crediamo che la stessa cosa avviene anche per noi... noi crediamo che anche per noi durante la Messa, durante la Celebrazione Eucaristica domenicale, alla quale arrivano tanti, anche noi, qualche volta stanchi, delusi per le nostre reti vuote, per non aver prodotto, combinato molto in questi giorni, ecco, nonostante questo sulla sponda del lago c'è sempre qualcuno che ci aspetta, c'è sempre qualcuno che ha qualcosa per noi, che ci sfama, che ci incoraggia, che ci sostiene, che ci dà forza... E' questo qualcuno è Gesù che ancora spezza il pane per noi, che per chi parteciperà alla messa, lo spezzerà ancora per noi. Chiediamo che questa esperienza, l'esperienza della benedizione di Dio la benedizione sulla nostra vita, la vita che sempre si rinnova e ci rinnova, ci rinnovi alla speranza, a quel coraggio che fanno di noi, uomini poveri, ma ricchi di lui, e testimoni del Vangelo. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Disse Gesù ai suoi discepoli: "Venite a mangiare". E prese il pane e lo diede loro. Alleluia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che hai rinnovato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Siamo ancora sul lago di Tiberiade. I discepoli, stanchi, stanno tornando a riva con le reti vuote. Ma Gesù li invita a gettare le reti "dalla parte destra della barca".
E Pietro risponde a Gesù: "Sulla tua parola getterò le reti".
Dopo una notte infruttuosa, un esperto nella pesca avrebbe potuto sorridere e rifiutarsi di accettare l'invito di Gesù a gettare le reti di giorno, momento meno propizio. Invece, passando oltre il suo ragionamento, Pietro si fidò di Gesù.
È questa una situazione tipica attraverso la quale anche oggi ogni credente, proprio perché credente, è chiamato a passare. La sua fede, infatti, è messa alla prova in mille modi.
Seguire Cristo significa decisione, impegno e perseveranza, mentre in questo mondo in cui viviamo tutto sembra invitare al rilassamento, alla mediocrità, al "lasciar perdere".
Occorre allora la forza di andare avanti, di resistere all'ambiente, al contesto sociale, agli amici, ai mass-media.
È una prova dura da combattere giorno per giorno, o meglio ora per ora.
Ma, se la si affronta e la si accoglie, essa servirà a farci maturare come cristiani, a farci sperimentare che le straordinarie parole di Gesù sono vere, che le sue promesse si attuano, che si può intraprendere nella vita un'avventura divina mille volte più affascinante di quante altre ne possiamo immaginare.
La condizione è una sola: fare anche oggi la scelta di Pietro: "Sulla tua ''parola''...". Avere fiducia nella sua parola; non mettere il dubbio su ciò che egli chiede. Anzi: basare il nostro comportamento, la nostra attività, la nostra vita sulla sua parola.
Fonderemo così la nostra esistenza su ciò che vi è di più solido, sicuro, e contempleremo, nello stupore, che proprio là dove ogni risorsa umana viene meno, egli interviene, e che là, dove è umanamente impossibile, nasce la vita.
CHIARA LUBICH

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