LA PAROLA
26 febbraio 2017
Domenica
8.a Tempo Ordinario - IV
San Romeo
Solo in Dio riposa l'anima mia
Liturgia: Is 49,14-15; Sal 61; 1Cor 4,1-5; Mt 6,24-34
PREGHIERA DEL MATTINO
"Il Padre vostro celeste sa di che cosa avete bisogno".
Signore, quando anche una donna dimenticasse il figlio del suo ventre, tu non ci dimenticherai mai. Perché ci preoccupiamo, quando tu sai? Concedici cuori di fanciulli che, al di là di ogni parola, al di là di ogni dichiarazione d'amore, sappiano che sono amati dai loro genitori e non possano dubitare un attimo che essi non provvedano ai loro bisogni. Insegnaci a mettere ai tuoi piedi ogni preoccupazione terrena, per non essere più preoccupati che di te solo, del tuo regno e della sua giustizia. Perdonaci tutto il tempo perso in calcoli vani, durante il quale ci siamo privati del tuo sguardo benevolo. Concedici di essere continuamente in tua presenza, facendo fruttare il dono della vita che tu hai infuso in noi, ponendoci nell'assoluta sicurezza che il tuo amore per noi non verrà mai meno.
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore è mio sostegno, mi ha liberato e mi ha portato al largo, è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene.
COLLETTA
Concedi, Signore, che il corso degli eventi nel mondo si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace, e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 49,14-15)
Io non ti dimenticherò mai.
Dal libro del profeta Isaia
Sion ha detto: "Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato".
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio nelle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 61)
Solo in Dio riposa l'anima mia.
Solo in Dio riposa l'anima mia;
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.
Solo in Dio riposa l'anima mia.
Solo in Dio riposa l'anima mia:
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: non potrò vacillare.
Solo in Dio riposa l'anima mia.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore.
Solo in Dio riposa l'anima mia.
SECONDA LETTURA (1Cor 4,1-5)
Il Signore manifesterà le intenzioni dei cuori.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.
Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.
VANGELO (Mt 6,24-34)
Non preoccupatevi del per il domani.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: "Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?".
Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena".
Parola del Signore.
OMELIA
Dio è amore! Non possono mancare in Lui quelle intensissime e divine tenerezze che noi attribuiamo di preferenza alle nostre buone mamme. "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai". Non è soltanto una splendida dichiarazione di amore: tutta la storia della salvezza è la conferma di questo amore viscerale di Dio per le sue creature. Egli è il Dio fedele lento all'ira e grande nell'amore. Egli perdona, Egli è la mia misericordia, dice un salmista! Egli attende con impazienza il figlio che si è perduto; non vede l'ora di dargli il suo abbraccio e riaverlo come figlio. Egli manda i suoi a compiere e perpetuare la sua missione nel mondo. Sono i suoi servi e i suoi amministratori dai quali esige assoluta fedeltà perché Egli per primo è fedele. Egli è per tutti il Dio provvido. Con l'esistenza ci ha dato nel nostro meraviglioso abitat anche tutto il necessario per vivere senza troppi affanni il tempo e prepararci all'eternità. Nella preghiera che Egli ci ha insegnato ci invita a chiedere il pane quotidiano, che per noi non significa soltanto il necessario al nostro corpo, ma anche quanto ci nutre nell'anima; la sua Parola e il Pane di vita. Per questo ci insegna ad essere sapienti, saper discernere cioè i veri valori: quelli del tempo e quelli dell'eternità. Ci dice: "Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." Ci siamo costruito le nostre umane sicurezze e abbiamo spento in noi la fede nella divina Provvidenza. Sono nate le ingordigie, gli affanni, le inquietudini e tutto ciò che scaturisce da questo. Dobbiamo riscoprire e tornare a vivere nella fede in Dio e immergerci ancora nel suo amore per acquietare i nostri animi e sopire i nostri appetiti smodati. Dio ci illumini! (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Dio, da te provengono questi doni e tu li accetti in segno del nostro servizio sacerdotale; fa' che l'offerta che ascrivi a nostro merito ci ottenga il premio della gioia eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Voglio cantare a Dio per il bene che mi ha fatto, voglio lodare il nome del Signore Altissimo.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre misericordioso, il pane eucaristico che ci fa tuoi commensali in questo mondo, ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Mi sembra che dovreste risolvervi a fare con calma ciò che potete. Non siate inquieti; ma abbandonate alla divina Provvidenza ciò che non potete portare a termine da soli. Sono gradite a Dio la nostra cura e la nostra sollecitudine ragionevole, per portare a buon termine gli affari di cui dobbiamo occuparci per dovere. L'ansietà e l'inquietudine dello spirito non piacciono affatto a Dio. Il Signore vuole che i nostri limiti e le nostre debolezze si appoggino alla sua forza ed alla sua onnipotenza; egli vuole vederci credere che la sua bontà può supplire all'imperfezione dei nostri mezzi. Coloro che si caricano di molti affari, anche con una giusta intenzione, devono risolversi a fare semplicemente ciò che è in loro potere, senza affliggersi se non pervengono a realizzare tutto come vorrebbero. A condizione tuttavia che essi abbiano compiuto tutto ciò che la natura umana può e deve fare secondo le indicazioni della coscienza. Se si devono lasciare da parte alcune cose, bisogna armarsi di pazienza e non pensare che Dio aspetta da noi ciò che non possiamo fare: egli vuole prima di tutto che l'uomo non si affligga dei suoi limiti. Purché si dia soddisfazione a Dio, cosa che è più importante che dare soddisfazione agli uomini, non è necessario stancarsi oltre misura. Anzi, quando ci si è sforzati di agire al proprio meglio, si può abbandonare tutto il resto a colui che ha il potere di accompagnare tutto ciò che vuole.
Alla divina bontà piace comunicarci sempre la luce della saggezza, affinché possiamo vedere chiaramente e portare a termine fermamente il suo desiderio in noi e negli altri... perché accettiamo dalla sua mano ciò che ci manda, facendo attenzione a ciò che ha più importanza: la pazienza, l'umiltà, l'obbedienza e la carità... Che Gesù Cristo sia semplicemente nelle nostre anime con i suoi doni spirituali!
SANT'IGNAZIO DI LOYOLA
LA PAROLA
3 marzo 2017
Venerdì
Venerdì dopo le Ceneri
Santa Cunegonda - IV
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto
Liturgia: Is 58,1-9a; Sal 50; Mt 9,14-15
PREGHIERA DEL MATTINO
Ecco che è venuto il tempo del digiuno, perché lo Sposo mi è stato sottratto, io non avevo lavato il mio vestito per il banchetto, e poiché guardavo indietro ho trovato la stanza del banchetto nuziale chiusa. Digiunerò, pregherò sino a quando si apriranno le porte della misericordia, fino a quando si illuminerà il volto di colui che il mio cuore ama, fino a quando potrò di nuovo contemplare la sua gloria. Non ho riempito la mia lampada dell'olio dello Spirito Santo; spogliata di buone azioni, la mia nudità davanti a te mi rende vergognoso. O mio Salvatore, salvami.
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore mi ha ascoltato, ha avuto pietà di me: il Signore è il mio aiuto.
COLLETTA
Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all'osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 58,1-9a)
E' forse questo il digiuno che bramo?
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: «Grida a squarciagola, non avere riguardo; alza la voce come il corno, dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
Mi cercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: "Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?". Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. È forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!"».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.
Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.
CANTO AL VANGELO
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Cercate il bene e non il male, se volete vivere,
e il Signore sarà con voi.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
VANGELO (Mt 9,14-15)
Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.
OMELIA
Il digiuno è una pratica religiosa antica, che con scopi e modalità diverse, tende sempre a mortificare i sensi dell'uomo per affinare lo spirito e renderlo più pronto ad immergersi nel soprannaturale. Lo praticavano anche i discepoli di Giovanni Battista e dei farisei. Non facevano altrettanto quelli di Cristo e ciò suscita ancora una volta le critiche dei soliti nemici di Cristo, sempre pronti a spiare ogni eventuale irregolarità secondo il loro ottuso metro di giudizio. Sono però gli stessi discepoli di Giovanni a porre l'interrogativo: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». È illuminante la risposta di Gesù: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno». Gesù è lo sposo, egli, con la sua venuta tra noi, ha celebrato le nozze solenni con la nostra umanità incarnandosi e divenendo uno di noi. Egli è l'Emmanuele, il Dio-con-noi. Non ci può essere motivo di gioia più grande, perché in quelle nozze è già racchiusa la nostra redenzione, il nostro festoso ritorno alla casa paterna, l'abbraccio affettuoso del Padre celeste al figlio ritrovato. È vero che il culmine della festa avverrà in un mattino radioso di Pasqua con la gloriosa risurrezione di Cristo, ma è lecito dire che già la sua nascita e la sua presenza tra noi ci autorizzano a gioire ed esultare. Lo fanno anche gli angeli di Dio alla sua nascita, intonando l'inno del Gloria. Con due esempi illuminanti lo stesso Signore ci fa comprendere il totale rinnovamento che egli sta operando a nostro favore. In lui si sta realizzando, quasi alla lettera, una profezia antica, proferita da Isaia: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese, poiché il Signore ha parlato». Quando poi lo sposo ci sarà tolto per la violenza della crudele passione e morte e a causa del peccato, allora sì, avremo giorni e motivi di lutto, di pianto e di digiuno. È il digiuno che ancora la chiesa ci propone quando l'attesa dello sposo ci pone in atteggiamento penitenziale e di interiore rinnovamento. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Il sacrificio che ti offriamo, Signore, in questo tempo di penitenza, renda a te graditi i nostri cuori, e ci dia la forza per più generose rinunce. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Gli invitati a nozze non possono essere in lutto mentre lo sposo è con loro"
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, Dio onnipotente, ci liberi da ogni colpa e ci ottenga dalla tua misericordia la conversione del nostro spirito. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
"Beata ed eterna Trinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, adorata nel mistero dell'amore che vi unisce, Dio di misericordia, dammi le lacrime e la gioia del ritorno". Il mio digiuno sia quello della penitenza, ma anche quello dell'attesa della tua venuta in me, Santa Trinità, e del tuo ritorno nella gloria, Sposo delle nostre anime. Allora sarai il nostro cibo e noi non diremo più: Non ho altro pane che le mie lacrime la notte, il giorno. E nessuno più ci dirà: Dov'è il tuo Dio?
LA PAROLA
4 marzo 2017
Sabato
Sabato dopo le Ceneri
San Casimiro (mf) - IV
Mostrami, Signore, la tua via
Liturgia: Is 58,9b-14; Sal 85; Lc 5,27-32
PREGHIERA DEL MATTINO
Ho peccato più di Matteo il pubblicano, perché da sempre conosco il tuo Nome. Ma tu mi chiami di nuovo a seguirti. Come lui voglio alzarmi, rovesciare la tavola della mia vita quotidiana, carica di false ricchezze e di commercio con lo spirito del mondo; come Levi, io ti dico: Entra da me e che la tua saggezza immoli la vittima sull'altare della mia vita. Che io divenga l'ostia dell'azione di grazie per la vita ritrovata. O Gesù, per la tua bontà, degnati di chiamarmi con il mio nome.
ANTIFONA D'INGRESSO
Ascoltaci, Signore, perché generosa è la tua misericordia; nella tua grande clemenza volgiti a noi, Signore.
COLLETTA
Guarda con paterna bontà, Dio onnipotente, la debolezza dei tuoi figli, e a nostra protezione e difesa stendi il tuo braccio invincibile. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 58,9b-14)
Se aprirai il tuo cuore all'affamato, brillerà fra le tenebre la tua luce.
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore: «Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le rovine antiche, ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni. Ti chiameranno riparatore di brecce, e restauratore di strade perché siano popolate.
Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerabile il giorno sacro al Signore, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare, allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò montare sulle alture della terra, ti farò gustare l'eredità di Giacobbe, tuo padre, perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 85)
Mostrami, Signore, la tua via.
Signore, tendi l'orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.
Mostrami, Signore, la tua via.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l'anima mia.
Mostrami, Signore, la tua via.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t'invoca.
Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.
Mostrami, Signore, la tua via.
CANTO AL VANGELO (cf. Ez 33,11)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Io non godo della morte del malvagio, dice il Signore,
ma che si converta dalla sua malvagità e viva.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Lc 5,27-32)
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C'era una folla numerosa di pubblicani e d'altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Parola del Signore.
OMELIA
Non si può digiunare quando lo sposo è con noi, abbiamo sentito ieri. La sua presenza, il suo intervento nella vita di Levi, un pubblicano disprezzato da tutti, ha significato la sua conversione. Il banchetto organizzato per il Signore nella sua casa è un momento di festa e di doverosa gratitudine. Gesù è intervenuto come medico a sanare una vita e s'intravede già in tutto ciò un preannuncio della Pasqua, un annuncio del suo sacrificio sulla croce e contemporaneamente la gioia della risurrezione dal peccato per un povero pubblicano. Levi è un vero risorto, perché strappato dalla schiavitù del peccato e rinato a vita nuova. Vengono così infrante le barriere che i scribi e i farisei, chiusi nel loro falso puritanismo, avevano eretto verso il mondo degli impuri e dei peccatori. Gesù invece viene a convincerci che la sua missione privilegia proprio i malati e i peccatori, tutti noi che in questo periodo di confronto e di conversione veniamo a scoprire, con più evidenza, le nostre umane debolezze, che ci abbatterebbero se la speranza della redenzione e del perdono si spegnesse in noi. Ci convinciamo ulteriormente che, pur venendo dalla triste esperienza del peccato, stiamo per sperimentare ancora in noi i frutti della redenzione e vediamo ravvivata la fede, la certezza di una vita nuova in Cristo. Possiamo già approntare i primi preparativi per il banchetto e per le festa, ci separano solo quaranta giorni dalla Pasqua. Anche in padre misericordioso, al ritorno del figlio perduto, gli corse incontro, lo baciò e, dopo averlo rivestito degli abiti migliori, fece preparare per lui un grande banchetto. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio di espiazione e di lode ci purifichi e ci rinnovi, Signore, perché tutti i nostri pensieri e le nostre azioni siano conformi alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori alla conversione".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa, fa' che questo sacramento, fonte di vita per la tua Chiesa, sia per noi pegno sicuro di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
"Santa Maria, madre di Dio, noi ti salutiamo; nuova Eva, porta del cielo, tu che ci apri il paradiso chiuso, partoriscici nella pace alla luce del Regno. E tu, santa Maria Maddalena, intercedi per noi. Il tuo Salvatore mi conceda la grazia di fuggire le tenebre del peccato e di cantare le meraviglie che Dio ha compiuto in te". Pregate per noi il Dio santissimo, lento all'ira e pieno d'amore, perché ci siano concesse le lacrime del pentimento, e le lacrime dell'amore, e il nostro dolore per avere offeso un tale Dio ci purifichi.