![]() ![]() ![]() ![]() LA PAROLA DI OGGI
19 aprile 2011 Martedì ![]() ![]() ![]() ![]() S. Ermogene, martire - Settimana Santa (A) - II
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() PREGHIERA DEL MATTINO Padre, tu hai offerto il tuo Figlio unigenito come vittima del tradimento per operare la nostra redenzione. Concedici di identificarci con tutte le vittime, di sperare il perdono di tutti i traditori e di lodarti per la meravigliosa provvidenza per mezzo della quale tutte le cose, per chi ti ama, procedono verso il bene. Signore, nella tua passione, tu, che sei l'amore, sei stato tradito dal segno stesso dell'amicizia. Liberaci dal vizio; purificaci da una virtù finta, perché, come il ladrone pentito, ci confessiamo a te. Ricordati di noi quando verrai nella tua potenza regale. ANTIFONA D'INGRESSO Non consegnarmi in potere dei miei nemici; contro di me sono insorti falsi testimoni, gente che spira violenza. (Sal 27,12) COLLETTA Concedi a questa tua famiglia, o Padre, di celebrare con fede i misteri della passione del tuo Figlio, per gustare la dolcezza del tuo perdono. Per il nostro Signore Gesù Cristo... ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() PRIMA LETTURA (Is 49,1-6) Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra. Dal libro del profeta Isaia Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all'ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua farètra. Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria». Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio». Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza -, e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra». Parola di Dio. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 70) R. La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza . In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso. Per la tua giustizia, liberami e difendimi, tendi a me il tuo orecchio e salvami. R. Sii tu la mia roccia, una dimora sempre accessibile; hai deciso di darmi salvezza: davvero mia rupe e mia fortezza tu sei! Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R. Sei tu, mio Signore, la mia speranza, la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R. La mia bocca racconterà la tua giustizia, ogni giorno la tua salvezza, che io non so misurare. Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() CANTO AL VANGELO R. Lode e onore a te, Signore Gesù! Salve, nostro Re, obbediente al Padre: sei stato condotto alla croce, come agnello mansueto al macello. R. Lode e onore a te, Signore Gesù! VANGELO (Gv 13,21-33.36-38) Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte. + Dal Vangelo secondo Giovanni In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte». Parola del Signore. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() OMELIA Il tradimento di Gesù, per opera di Giuda, è l'esempio per eccellenza della cattiveria umana. Nel corso della storia, molti uomini hanno tradito i loro amici, coniugi, genitori, figli, concittadini o altri uomini fratelli. Questi uomini hanno stimato cosa da poco la solidarietà e la comunione umana. Ora, nella persona di Giuda, quest'ondata di indifferenza e di cattiveria si alza e si rovescia contro Gesù stesso, che in quanto Logos - Verbo - è il fondamento di ogni relazione positiva. Durante la Settimana Santa, la sorte terrena del mediatore sarà decisa dal bacio del traditore. Ma il tradimento e la consegna di Gesù ai suoi nemici sarebbero impossibili senza l'azione, ad un livello più profondo, del Padre eterno che, attraverso le circostanze dell'Ultima Cena e della preghiera al Getsemani, si consegna lui stesso nella persona del Figlio. Compie così, nel tempo, il dono totale di sé che, nell'eternità, egli compie con la discesa dello Spirito Santo, il cui essere è Amore. La Passione di Gesù esprime nel tempo ciò che il Padre è nell'eternità. Così il tradimento di Giuda, colmo com'era della perversità del peccato, diventa il mezzo attraverso cui lo Spirito d'amore viene mandato in questo mondo, per salvarlo. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() PREGHIERA SULLE OFFERTE Accetta con bontà, Signore, l'offerta dei tuoi fedeli; tu che ci rendi partecipi di questi santi doni, fa' che giungiamo a possederli pienamente nel tuo regno. Per Cristo nostro Signore. ANTIFONA ALLA COMUNIONE "Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui". (Gv 13,31) ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE Padre misericordioso, questo pane eucaristico, che ci fa tuoi commensali in questo mondo, ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna. Per Cristo nostro Signore. ![]() ![]() ![]() ![]() PREGHIERA DELLA SERA Mi duole, Signore, di non aver saputo essere tuo docile servo in questa giornata. La mia fede ha esitato. Non ho saputo dar da mangiare a mio fratello affamato, non vedendo te in lui; non ho dato nulla a chi ne aveva bisogno, non scoprendo in lui la tua immagine divina. Domani sarà un altro giorno e vorrei fare ciò che non sono riuscito a fare oggi. Perdona i miei peccati. Perdona la superbia del credere di aver agito come dovevo: se anche così fosse, fa' che non me ne attribuisca il merito, ma sappia sempre riconoscere con umiltà di aver fatto solo ciò che dovevo.
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LA PAROLA DI OGGI 22 aprile 2011 Venerdì S. Leonida - Passione del Signore (A) - P In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l'Eucaristia. L'altare è interamente spoglio: senza croce, senza candelieri e senza tovaglie. Nelle ore pomeridiane di questo giorno, e precisamente verso le tre - a meno che, per motivi pastorali, non si ritenga opportuno spostare l'orario a più tardi - ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. PREGHIERA DEL MATTINO O Gesù, nell'ultima Cena, che ieri sera abbiamo commemorato, hai pregato perché la tua Chiesa fosse una. Donaci di poter dire con cuore ardente: "Sia fatta la tua volontà". Fa' che possiamo davvero essere un solo Pane, un solo Corpo, grazie alla forza di questo santo Sacramento dell'unità. Attiraci a te, principe della pace e dell'unità. Fa' che nell'ultimo giorno di questo mondo, quando non vi saranno più sacramenti, ci presentiamo a te come una cosa sola con tutta la tua Chiesa celeste, una cosa sola con tutti i tuoi santi in un amore senza fine, una cosa sola con la Trinità, nell'unità perfetta. Amen. ORAZIONE Ricordati, Padre, della tua misericordia; santifica e proteggi sempre questa tua famiglia, per la quale Cristo, tuo Figlio, inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. PRIMA LETTURA (Is 52,13- 53,12) Egli è stato trafitto per le nostre colpe. |
Dal libro del profeta Isaia |
Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente. Come molti si stupirono di lui - tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell'uomo -, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha spogliato se stesso fino alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 30) R. Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. |
In te, Signore, mi sono rifugiato, |
mai sarò deluso; difendimi per la tua giustizia. Alle tue mani affido il mio spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. R. Sono il rifiuto dei miei nemici e persino dei miei vicini, il terrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge. Sono come un morto, lontano dal cuore; sono come un coccio da gettare. R. Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani». Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori. R. Sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia. Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore. R. SECONDA LETTURA (Eb 4,14-16; 5,7-9) Cristo imparò l'obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono. Dalla lettera agli Ebrei Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno. [Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. Parola di Dio. CANTO AL VANGELO (cf. Fil 2,8-9) Gloria e lode a te, Cristo Signore! Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome. Gloria e lode a te, Cristo Signore! |
VANGELO (Gv 18,1- 19,42) Passione del Signore. + Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni Catturarono Gesù e lo legarono In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io.! Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?». Lo condussero prima da Anna Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo». Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest'uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote. Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono! Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò. Il mio regno non è di questo mondo Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l'usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. Salve, re dei Giudei! Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande». Via! Via! Crocifiggilo! Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Lo crocifissero e con lui altri due Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma: "Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei"». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto». Si sono divisi tra loro le mie vesti I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così. Ecco tuo figlio! Ecco tua madre! Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell'ora il discepolo l'accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (Qui si genuflette e di fa una breve pausa) E subito ne uscì sangue e acqua Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. Parola del Signore. OMELIA La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell'insegnarci che ci possono essere sofferenze, vissute nell'amore, che glorificano il Padre. Spesso, è la "tentazione" di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza "santa". Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell'amore infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte, ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo che esista una morte "santa": la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite alla sua. Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo trovare la pace del suo amore. Nel cuore di Gesù c'è un'unione perfetta fra amore e sofferenza: l'hanno capito i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù. Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti. PREGHIERA UNIVERSALE I. Per la santa Chiesa Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio: il Signore le conceda unità e pace, la protegga su tutta la terra, e doni a noi, in una vita serena e tranquilla, di render gloria a Dio Padre onnipotente. Dio onnipotente ed eterno, che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti, custodisci l'opera della tua misericordia, perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con saldezza di fede nella confessione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. II. Per il Papa Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.: il Signore Dio nostro, che lo ha scelto nell'ordine episcopale, gli conceda vita e salute e lo conservi alla sua santa Chiesa, come guida e pastore del popolo santo di Dio. Dio onnipotente ed eterno, sapienza che regge l'universo, ascolta la tua famiglia in preghiera, e custodisci con la tua bontà il Papa che tu hai scelto per noi, perché il popolo cristiano, da te affidato alla sua guida pastorale, progredisca sempre nella fede. Per Cristo nostro Signore. III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli Preghiamo per il nostro vescovo N., per tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi, per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio. Dio onnipotente ed eterno che con il tuo Spirito guidi e santifichi tutto il corpo della Chiesa, accogli le preghiere che ti rivolgiamo, perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire. Per Cristo nostro Signore. IV. Per i catecumeni Preghiamo per i [nostri] catecumeni: il Signore Dio nostro illumini i loro cuori e apra loro la porta della sua misericordia, perché mediante l'acqua del battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano incorporati in Cristo Gesù, nostro Signore. Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, aumenta nei [nostri] catecumeni l'intelligenza della fede, perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale, siano accolti fra i tuoi figli di adozione. Per Cristo nostro Signore. V. Per l'unità dei cristiani Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: il Signore Dio nostro conceda loro di vivere la verità che professano e li raduni e li custodisca nell'unica sua Chiesa. Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li custodisci nell'unità, guarda benigno al gregge del tuo Figlio, perché coloro che sono stati consacrati da un solo Battesimo formino una sola famiglia nel vincolo dell'amore e della vera fede. Per Cristo nostro Signore. VI. Per gli Ebrei Preghiamo per gli Ebrei: il Signore Dio nostro, che li scelse primi fra tutti gli uomini ad accogliere la sua parola, li aiuti a progredire sempre nell'amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza. Dio onnipotente ed eterno, che hai fatto le tue promesse ad Abramo e alla sua discendenza, ascolta la preghiera della tua Chiesa, perché il popolo primogenito della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore. VII. Per i non cristiani Preghiamo per coloro che non credono in Cristo, perché, illuminati dallo Spirito Santo, possano entrare anch'essi nella via della salvezza. Dio onnipotente ed eterno, fa' che gli uomini che non conoscono il Cristo possano conoscere la verità camminando alla tua presenza in sincerità di cuore, e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente nel tuo mistero di salvezza e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi, per dare al mondo una testimonianza credibile del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. VIII. Per coloro che non credono in Dio Preghiamo per coloro che non credono in Dio, perché, vivendo con bontà e rettitudine di cuore, giungano alla conoscenza del Dio vero. Dio onnipotente ed eterno, tu hai messo nel cuore degli uomini una così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace: fa' che, al di là di ogni ostacolo, tutti riconoscano i segni della tua bontà e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita, abbiano la gioia di credere in te, unico vero Dio e padre di tutti gli uomini. Per Cristo nostro Signore. IX. Per i governanti Preghiamo per coloro che sono chiamati a governare la comunità civile, perché il Signore Dio nostro illumini la loro mente e il loro cuore a cercare il bene comune nella vera libertà e nella vera pace. Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti di ogni popolo: assisti con la tua sapienza coloro che ci governano, perché, con il tuo aiuto, promuovano su tutta la terra una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa. Per Cristo nostro Signore. X. Per i tribolati Preghiamo, fratelli carissimi, Dio Padre onnipotente, perché liberi il mondo da ogni disordine: allontani le malattie, scacci la fame, renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi, conceda sicurezza a chi viaggia, il ritorno ai lontani da casa, la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna. Dio onnipotente ed eterno, conforto degli afflitti, sostegno dei tribolati, ascolta il grido dell'umanità sofferente, perché tutti si rallegrino di avere ricevuto nelle loro necessità il soccorso della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, conserva in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero ci consacri per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. ORAZIONE SUL POPOLO Scenda, o Padre, la tua benedizione su questo popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con lui; venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza nella redenzione eterna. PREGHIERA DELLA SERA "Questa sera, Signore, noi vogliamo vegliare con te, contemplare la tua passione, per penetrare nel mistero del tuo amore infinito per noi. Prepara il nostro cuore ad accogliere il mistero della croce, metti in noi lo spirito di grazia, di supplica e di compunzione per i nostri peccati e per i peccati di tutta l'umanità. O Maria, tu che hai vissuto con il tuo Figlio la sua agonia e la sua morte, donaci di piangere con te, un pianto che non cessi mai e che irrori continuamente il terreno dell'anima, rendendo molli le zolle indurite del nostro cuore". *** VIA CRUCIS Prima stazione: Gesù è condannato a morte IL PADRE: O mio popolo, o figlio mio, tu percuoti le labbra che cercavano la tua anima e vuoi uccidere la Vita e mettere a morte l'Amore. Tu istituisci un tribunale per giudicare la Giustizia, oscuri la Luce e percuoti con le verghe la sola carne veramente casta del Figlio dell'uomo, e leghi le mani del Creatore come se temessi il suo abbraccio. L'ANIMA: Sono diventato un figlio delle tenebre colpendo le palpebre del Sole nascente venuto a visitarci. Ho condannato il mio Salvatore e ho lasciato inaridire la fonte della mia vita. Pietà, Signore, perdona nella tua grande misericordia l'umanità che cerca di sbarazzarsi del suo solo mezzo di salvezza. Liberaci attraverso il sangue di colui che abbiamo messo in catene. GESÙ: Tu sia benedetto, Padre, per la potenza del tuo amore che mi ha restituito il giudizio e mi ha permesso di prendere su di me la condanna che pesava sul genere umano. Ti benedico per la gloriosa libertà dei tuoi figli, acquisita attraverso la vittoria riportata sulle potenze delle tenebre. Seconda stazione: Gesù è caricato della croce IL PADRE: Figlio mio, mio Unico, mio Prediletto, al quale tengo infinitamente più di quanto non potesse tenere Abramo ad Isacco, ecco che giunge a me la domanda del figlio che portava sulle spalle il legno del suo olocausto: "Dov'è l'agnello del sacrificio?". Figlio mio, mio Amore, tu sei la risposta che lo spirito suggerì ad Abramo: "Dio provvederà". Tu sei la fine di ogni fatalità e di ogni maledizione. L'ANIMA: Ho tagliato, nella mia follia di figlio rabbioso e infelice, l'albero che Dio aveva piantato al centro del giardino. L'albero della vita io l'ho maledetto, ed eccolo ora come strumento di morte sulle spalle di colui le cui membra porteranno i frutti della vita e faranno di questo luogo di tormenti un nuovo Eden. GESÙ: Ho tolto la trave che era nel tuo occhio, e lo splendore di ciò che tu ora percepisci ti rende cieco. Sii paziente in questa prova, caricati della mia croce, essa ti condurrà; tu vedrai che l'amore alleggerisce il giogo di chiunque si affidi alla mia scuola, vedrai come è dolce il fardello di colui che porta gli altri, di colui che porta i poveri. E perciò egli porta Dio, porta il mondo. Terza stazione: Gesù cade per la prima volta IL PADRE: Spargerò la mia sapienza come un vento impetuoso e folle per confondere la sapienza dei saggi, e spargerò una debolezza nuova e santa che confonderà la forza dei potenti. Ecco la mia saggezza, ecco la follia dell'amore che bacia la polvere dalla quale ho creato gli uomini. Ecco la mia debolezza, e la potenza della mia umiltà: voi non avete voluto tornare a me e il vostro Dio si è convertito alla vostra natura umana, ma ormai è nella polvere che noi abbiamo appuntamento. L'ANIMA: Non posso sopportare di vederti cadere come un idolo di pietra. Mi sembra di osservare la mia propria caduta, e non posso sopportarlo. Le tue mani sono legate alla trave e tu cadi senza poter proteggere il Santo Volto. Insegnami il vero abbandono, insegnami a non cercare di attutire le mie cadute con l'autogiustificazione. Insegnami a prendere su di me la violenza dell'umiliazione, perché crescano in me la dolcezza e l'umiltà. MARIA: È caduto mio Figlio, è caduto il mio piccolo Bambino, è caduto come quando gli insegnavo a camminare nella polvere delle vie di Nazaret. E oggi una nuova umanità fa i suoi primi passi e cade, e sa subito rialzarsi poiché non conta più sulla sua forza ma su quella di Dio. Essa tace e benedice silenziosamente i suoi carnefici, poiché non è più essa che vive, è mio Figlio che vive in essa come ha vissuto in me. Quarta stazione: Gesù incontra sua Madre IL PADRE: Mio popolo, la tua miseria mi sconvolge più dei tuoi peccati, è arrivato a me il grido che non posso contenere: "Consolate, consolate il mio popolo". E ciò che nessun profeta ha potuto fare, lo fa una giovinetta. Tra le figlie di Eva, ella ha trovato grazia ai miei occhi; ecco la Sposa del Consolatore. E, attraverso di lei, io consolo mio Figlio che porta l'afflizione del mondo. L'ANIMA: Maria, che fa tuo Figlio? Perché cammina verso la morte? Resti con noi, poiché si è levata una nube e le tenebre presto oscureranno la terra. Donna, chi sei tu perché egli ti guardi così, che cosa c'è tra te e lui? È il tuo sguardo di dolore e di forza, di gioia segreta e di agonia misteriosa e le vostre anime che si toccano e si appoggiano l'una all'altra, e si riposano e comunicano alle radici della sofferenza! È mai esistita una tale intima unione tra l'uomo e la donna? GESÙ: O Madre, tu sei venuta, attratta dalla mia umanità divina come lo era Davide dall'arca dell'Alleanza. Tu mi cercavi nella città come la fidanzata tra le guardie. Tu mi hai trovato, amata dalla mia anima, e il tuo sguardo trafigge il mio cuore con la sicurezza della lancia del soldato, e io so che nel vedermi il tuo cuore è già trafitto, e si unisce perfettamente al mio. Quinta stazione: Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la sua croce IL PADRE: Miei piccoli figli, miei poveri figli, volevo sinceramente che voi viveste nel mio amore e nella condivisione della mia gioia, ed ecco salire grida di dolore, gemiti di sorde sofferenze, e l'amarezza del vivere si mischia anche ai vostri piaceri. Essa trasmette la vostra guarigione; fatela vostra, prendete la croce, se amate la vita. L'ANIMA: Tu mi inviti a portare la tua croce quando io so appena portare il peso dei miei giorni e delle mie pene; soffro come uomo, come potrei portare la sofferenza di Dio? Ma tu mi dici che il tuo fardello non mi schiaccerà, che aprirà il mio cuore e che, se avrò diviso la croce di un altro, la mia tristezza si tramuterà in gioia e questa gioia nessuno potrà togliermela. GESÙ: Il mio corpo è il tuo corpo. Il mio corpo è immenso e tutte le croci non sono che una sola croce, e tutte le sofferenze ne formano una sola e si posano sulle mie spalle, e pesano sul mio cuore. Ma il mio corpo è anche il tuo corpo, e il mio cuore è anche il tuo cuore. Io ti do la forza e ti associo come l'amico più prezioso alla redenzione del mondo. Sesta stazione: Veronica asciuga il volto di Gesù IL PADRE: O mia immagine infranta! Chi ha visto il Figlio ha visto il Padre. Ed ecco che si manifestano i tratti del grande dolore dell'amore messo alla porta e il tormento della misericordia. Figlio mio, io amo te e il tuo viso, ti amo sfigurato dalla lebbra del peccato, ti amo come una madre coccola il suo figlio malato, il suo piccolo deforme; egli è unico perché è il suo. VERONICA: Ricevi il bacio di questo panno, o viso dell'amore, più bello tra i figli degli uomini. Il nuovo Adamo sta per nascere, lo vedo in questo miscuglio di acqua, sangue e fango. Più che su questo panno, posati come un sigillo sul mio cuore, imprimi per sempre la tua immagine nella carne del cuore dell'uomo. GESÙ: Ama ogni uomo che porti questo viso. Ama al di sopra di ogni cosa colui che è stato percosso senza motivo, o con ragione, ama colui che ha ricevuto gli sputi del disprezzo e dell'anatema. Ama la diversità ogni volta che la incontri, sappi che essa porta la mia immagine. Segui l'insegnamento di questa donna che, trasportata dal suo amore, si è precipitata verso di me come Francesco verso i lebbrosi. Settima stazione: Gesù cade per la seconda volta IL PADRE: "Ecco deserta la città celebre, la città gioiosa! Anche i suoi giovani cadranno ai loro posti...". Eppure l'avevo promesso: "Il suo piede non si scontrerà con la pietra". Ma io amo le pietre di questo cammino di dolore, ognuna di esse potrà diventare un figlio dell'alleanza se io non trattengo mio Figlio che si dona all'umanità che è caduta e rimane a terra. Non è forse venuto per la caduta e per il risollevarsi di una moltitudine? L'ANIMA: Mio Dio, non ho né il coraggio né il desiderio di rialzarmi. E un sottile orgoglio mi dice: a cosa serve mantenersi in piedi e tendere al cielo quando sei fatto per la terra che ti attira? Oh, la vanità dei miei giorni che volevano innalzarsi fino a te e che ritornano inesorabilmente verso la notte originale! Vorrei che tu mi lasciassi alla mia miseria ma mi affascina la tua forza nella prova della via della croce. GESÙ: Risollevo Adamo dalla sua caduta ripetuta infinitamente, e questa forza che si rinnova nelle mie braccia te la prometto e te la darò ogniqualvolta ti avvicinerai al sacramento della riconciliazione. Se tu ti spogli, verrò a cercarti come ho cercato Adamo che, nella sua vergogna, si nascondeva a Dio. L'Amore non sa null'altro che amare e l'Amore copre una moltitudine di peccati. Ottava stazione: Gesù incontra le donne di Gerusalemme IL PADRE: O mistero della donna che rallegra la creazione, o figlie di Sion venute a consolare il cuore di Dio! Maria, Veronica, e voi figlie di Gerusalemme, figlie della città che uccide i profeti. In mezzo a voi è colei il cui cuore sarà trafitto, l'onore della vostra razza. Silenziosa, ella camminerà tra di voi nelle fiamme della sinagoga incendiata dagli pseudosoldati di Cristo, ella camminerà fra voi nelle fiamme di tutte le Auschwitz scaturite dall'odio degli uomini verso Dio, fino a quanto tutto Israele sarà salvato. L'ANIMA: Dov'ero, Signore, nell'ora della tua angoscia? Cos'ho detto per consolarti? Quale mano rassicurante ti ho teso? Solamente le donne si avvicinano a te; dove sono i discepoli di cui faccio parte? Eppure l'amore perfetto annienta la paura, e io ho una tale vergogna della mia mancanza d'amore e di questa terribile cecità! Uniscimi ulteriormente alla tua passione affinché io ti ami di una passione così forte da dimenticare i miei tormenti. GESÙ: Quanto siete benedette tra le donne, voi che capite che la rovina di Gerusalemme è vicina, poiché è il Tempio che sta per essere abbattuto. Dimenticate la mia sofferenza, che essa non sia per voi che un incoraggiamento a soffrire i dolori di una genesi terribile e nuova. Siate benedette per la vostra misericordia; vi sarà fatta misericordia nella stessa misura nel giorno della disgrazia. Siano benedetti coloro che dimenticano le proprie pene per consolare gli altri. Nona stazione: Gesù cade per la terza volta IL PADRE: Ho mandato mio figlio pensando che l'avrebbero risparmiato, ma ecco che essi uccidono il mio Amore, se ne burlano e lo beffeggiano. Il suo viso non ha più un aspetto umano. Questo viso essi lo cercheranno dappertutto, ma hanno infranto lo specchio e ucciso le loro anime. Nonostante questo, essi sono sempre miei figli; se essi conoscessero il mio dolore, capirebbero fino a che punto sono amati. Cesserebbero di sfigurare il Volto dell'Amore. L'ANIMA: Ho commesso l'irreparabile e soffocato in me la voce ancora capace di chiamare Dio. Non so più chi sia. Abramo non può ottenere la grazia per Sodoma e il fuoco del cielo consuma il vizio, il suicidio e l'assassinio, la vertigine dei drogati e degli alcolisti. Non vi è più speranza. GESÙ: Io sono il giusto, il solo a giustificare tutte le Sodoma della terra. È per te, è per loro che io cado più in basso della più profonda decadenza umana, perché è Dio che cade e attraverso la sua caduta viene a cercare e a salvare coloro che erano perduti. E il fuoco che era destinato a te mi divora in un battesimo d'amore, la mia lingua è incollata al mio palato e il grido che sale in me giustifica il mondo: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". Decima stazione: Gesù è spogliato dei suoi vestiti IL PADRE: Ecco che i fratelli omicidi hanno preso il mantello di Giuseppe prima di far scendere nelle tenebre colui che li libererà dalle tenebre d'Egitto. Essi non sanno quello che fanno, essi accelerano l'ora del trionfo di colui che perseguitano. Il mantello del nuovo Elia sconfiggerà le acque della morte. Coloro che hanno spogliato Cristo, io li rivestirò di Cristo per la Pasqua eterna, ed essi appariranno davanti a me vestiti di lui come d'un vestito nuziale. L'ANIMA: Il Padre si è fatto mediatore d'amore. Egli non possedeva che una sola pecora e, come mio padre Davide, gliel'ho rubata, gli ho preso il suo solo abito. Attraverso la tua nudità, o Cristo, voglio ormai rivestire coloro che sono nudi nel mondo. Colmare di tenerezza i maltrattati, colmare di giustizia e di misericordia coloro che sono stati privati del pane e della dignità, colmare del tuo Santo Spirito coloro che hanno fame e sete di conoscerti. Non vivrò abbastanza per riparare alla vergogna della tua nudità. GESÙ: Non viene soltanto strappato il velo del Tempio, viene denudato Dio. Il cuore che ha tanto amato gli uomini si scopre, pronto a ricevere il colpo di lancia. Vi restituisco il mantello che copriva la mia carne per restituire a mio Padre il vestito della mia carne e dirgli: "Non ho altro abito che il sudore del sangue dell'angoscia dei tuoi figli, che il fango della loro miseria. Ora, Padre, rivestimi della tua gloria, affinché a mia volta io possa avvolgerli nel mantello della misericordia". Undicesima stazione: Gesù è messo in croce IL PADRE: Sono io che vi ho creato e voi mi inchiodate le mani perché non benedica più, perché cessi l'opera delle mie mani. Trafitte, esse diventano sorgenti di vita abbondante e gli angeli si chinano su questo mistero grande e bello. Voi legate l'Amore e, attraverso questi legami, l'Amore vi legherà a me in modo indissolubile. Per una sfida suicida, volete estinguere l'Amore per mezzo di tutte queste torture, ma alla fine dell'Amore vi è ancora l'Amore del mio figlio prediletto. L'ANIMA: Gesù, fa' di me l'amante della tua croce. Concedimi di desiderare l'attraversamento di ogni opacità perché sia identificato in te, fa' passare attraverso le mie ferite la luce della gloria che hai acquisito. Soffrire con te non è più soffrire, e la sofferenza della croce apre una fonte inesauribile di gioia. La prova di colui che è inchiodato con te, prigioniero dell'Amore, apre l'immenso campo della libertà spirituale. GESÙ: Padre, tu non hai voluto sacrificio né olocausto, è la misericordia che volevi; essa aveva disertato il frutto delle tue mani, ma tu mi hai dato un corpo e io ti dico: Eccomi qui per fare la tua volontà. È arrivata l'ora della grande messa per il mondo ed eccomi, ostia elevata sopra la terra. Che io ami i chiodi, che io ami la croce e l'acqua con l'aceto, e tutti gli elementi di questa liturgia che salva il mondo! Dodicesima stazione: Gesù muore sulla croce IL PADRE: Il grande grido dell'Amore è giunto fino a me. Risuonerà eternamente; nulla ormai lo farà tacere. Si alzerà in ogni istante, ad ogni eucaristia, ad ogni atto di carità, ad ogni sacrificio di santi che sono altri "Cristo", della folla immensa dei fratelli dei quali mio Figlio è il primogenito. Mai più sarà proclamata la vittoria della morte e della distruzione. Il grido che sale fino a me copre le grida di odio e le grida blasfeme. L'ANIMA: O mio re, piego le ginocchia davanti alla tua sovranità. O mio unico amore, vorrei rispondere alle tue sette parole d'amore ma nessuna parola può fare eco all'infinito. Ho preso con me tua madre e il mio cuore si è aperto ancora di più, la mia casa è grande come il cielo che risuona del canto della lode dei cori angelici. O mia attesa superata, come ti restituirò tutto il bene che mi hai fatto? GESÙ: La Vita non muore. Il grappolo è spremuto, non è più frutto ma vino novello. Ed è in questo nuovo inebriamento, fatto di dolore e di amore, che io mi addormento sul petto del Padre, poiché tutto è compiuto. Ora sappi che nulla potrà fermarti nel tuo cammino verso il regno. Regola i tuoi passi su quelli di colui che ha camminato sul mare e domato gli elementi scatenati. Dov'è l'odio degli uomini nell'ora della mia morte? L'amore ha avuto l'ultima parola. Tredicesima stazione: Gesù è deposto dalla croce IL PADRE: Si compie l'elevazione mediante la quale l'Agnello, al quale ritorna la beatitudine: "Beati i miti", prende possesso della terra e la strappa alla forza del nemico. Tenevo il corpo di Adamo tra le mie braccia divine, che egli non avrebbe mai dovuto abbandonare, come non si sarebbe mai dovuto interrompere il bacio attraverso il quale gli donavo il soffio vitale. Golgota, dove si è appena giocata la felicità dell'umanità, luogo del cranio, luogo dove ho visto morire Adamo. Se l'uomo avesse conosciuto il grande dolore che provavo vedendo morire il primo uomo, il mio grande dolore nel vedere il figlio dell'Eterno scendere nel regno dei morti! E il dolore nel vedere la terribile agonia di mio Figlio, l'agonia della mia anima che mette fine ad ogni disperazione! La morte è morta, l'Amore è vita e seme di vita. MARIA: Mio Dio, abbandonato nelle mie braccia, Figlio mio, mio Amore e mio Dio. Mio Signore, totalmente abbandonato, come nel giorno di Natale il Figlio nelle mie braccia. E in questo silenzio dopo le tenebre un altro patto si compie, nel quale non è più il mio ventre ad aprirsi ma il mio cuore. E nel dolore di questa rivelazione, io avverto il Corpo di mio Figlio, la Chiesa, più grande del mondo. O Figlio mio, il cielo e la terra sono pieni dell'eco della tua morte e del tuo amore. Quattordicesima stazione: Gesù è portato al sepolcro IL PADRE: Si è fatto silenzio, il silenzio della pienezza che precedeva l'istante della creazione, l'esplosione luminosa, l'estasi dell'Amore che partorì l'uomo e la bellezza del mondo e di tutto ciò che esso contiene. In silenzio il mio Verbo scende nel regno dei morti. La luce della Vita apre gli occhi di coloro che brancolavano nella valle dell'ombra. In silenzio egli ritorna, tenendo Adamo ed Eva per mano. Non li lascerà mai più; insieme essi ritorneranno perché esploda il grande Alleluia di Pasqua. MARIA: Il Padre ha riempito il mio cuore del balsamo della saggezza e io veglio come la sola Vergine saggia di un mondo divenuto folle. E tutta la speranza del mondo e tutta la sua fede ardono nel mio cuore. E il soffio dello Spirito mi colma e dice: "No, tuo Figlio non è morto, dorme. E nel silenzio di questo grande sabato del mondo io offro tutte le sofferenze, tutte le umiliazioni e tutta la miseria degli uomini". |
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LA PAROLA DI OGGI 23 aprile 2011 Sabato Sabato santo - settimana santa (A) - P Per antichissima tradizione questa è "la notte di veglia in onore del Signore" (Es 12,42). I fedeli, portando in mano - secondo l'ammonizione del Vangelo (Lc 12,35ss) - la lampada accesa, assomigliano a coloro che attendono il Signore al suo ritorno, in modo che, quando egli verrà, li trovi ancora vigilanti e li faccia sedere alla sua mensa. La Veglia si svolge in questo modo: dopo un breve "lucernario" (prima parte della Veglia), la santa Chiesa medita le "meraviglie" che il Signore ha compiuto per il suo popolo fin dall'inizio e confida nella sua parola e nella sua promessa (seconda parte o Liturgia della Parola), fino al momento in cui, avvicinandosi il giorno della risurrezione, con i suoi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte), viene invitata alla mensa, che il Signore ha preparato al suo popolo per mezzo della sua morte e risurrezione (parte quarta). L'intera celebrazione della Veglia pasquale si svolge di notte; essa quindi deve o cominciare dopo l'inizio della notte, o terminare prima dell'alba della domenica. La Messa della notte, anche se celebrata prima della mezzanotte, è la Messa pasquale della domenica di Risurrezione. Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di colore bianco, come per la Messa. Si preparino candele per tutti coloro che partecipano alla Veglia. I. SOLENNE INIZIO DELLA VEGLIA O "LUCERNARIO" BENEDIZIONE DEL FUOCO Si spengono le luci della chiesa. In luogo adatto, fuori della chiesa, si prepara un fuoco che divampi. Quando il popolo si è radunato, viene il sacerdote con i ministri, uno dei quali porta il cero pasquale. Il sacerdote saluta il popolo e quindi tiene una breve esortazione sulla Veglia pasquale con queste parole o con altre simili: Fratelli, in questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera. Rivivremo la Pasqua del Signore nell'ascolto della Parola e nella partecipazione ai Sacramenti; Cristo risorto confermerà in noi la speranza di partecipare alla sua vittoria sulla morte e di vivere con lui in Dio Padre. Preghiamo. O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, benedici + questo fuoco nuovo, fa' che le feste pasquali accendano in noi il desiderio del cielo, e ci guidino, rinnovati nello spirito, alla festa dello splendore eterno. Per Cristo nostro Signore. PREPARAZIONE DEL CERO PASQUALE Il sacerdote incide una croce sul cero pasquale per configurarlo a Gesù Cristo; poi incide l'alfa e l'omega, prima e ultima lettera dell'alfabeto greco, per indicare che Cristo è il principio e la fine di tutte le cose; infine incide le cifre dell'anno per significare che Gesù - Signore del tempo e della storia - vive oggi per noi. Nel compiere tali riti il sacerdote dice: Il Cristo ieri e oggi: Principio e Fine, Alfa e Omega. A lui appartengono il tempo e i secoli. A lui la gloria e il potere per tutti i secoli in eterno. Amen. Per mezzo delle sue sante piaghe gloriose, ci protegga e ci custodisca il Cristo Signore. Amen. Al fuoco nuovo il sacerdote accende il cero pasquale, dicendo: La luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito. PROCESSIONE Il diacono o, in sua assenza, il sacerdote prende il cero pasquale e, tenendolo elevato, da solo canta: Lumen Christi. Tutti rispondono: Deo grátias. Oppure: Cristo, luce del mondo. Rendiamo grazie a Dio. Tutti si avviano verso la chiesa: li precede il diacono (o il sacerdote) con il cero acceso. Se si usa l'incenso, il turiferario con il turibolo fumigante incede davanti al diacono. Il canto viene ripetuto sulla soglia della chiesa e davanti all'altare. Poi si accendono le luci nella chiesa, non però le candele dell'altare. ANNUNZIO PASQUALE Il sacerdote, giunto all'altare, si reca alla sede. Il diacono pone il cero pasquale sul candelabro, preparato nel mezzo del presbiterio o presso l'ambone. Il diacono o, in sua assenza, lo stesso sacerdote, dopo aver eventualmente incensato il libro e il cero, proclama il preconio pasquale dall'ambone o dal pulpito: tutti i presenti stanno in piedi e tengono in mano la candela accesa. Esulti il coro degli angeli, esulti l'assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore: la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, e questo tempio tutto risuoni per le acclamazioni del popolo in festa. [E voi, fratelli carissimi, qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce, invocate con me la misericordia di Dio onnipotente. Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito, nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore, perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.] V. Il Signore sia con voi. R. E con il tuo spirito.] V. In alto i nostri cuori. R. Sono rivolti al Signore. V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio. R. È cosa buona e giusta. È veramente cosa buona e giusta esprimere con il canto l'esultanza dello spirito, e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente, e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore. Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo, e con il sangue sparso per la nostra salvezza ha cancellato la condanna della colpa antica. Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello, che con il suo sangue consacra le case dei fedeli. Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri, dalla schiavitù dell'Egitto, e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso. Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato con lo splendore della colonna di fuoco. Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all'amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro. (Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.) O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà: per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio! Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo. Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore! (O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi. Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno, e sarà fonte di luce per la mia delizia.) Il santo mistero di questa notte sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. (Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace.) O notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore! In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode, che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri, nella solenne liturgia del cero, frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce. (Riconosciamo nella colonna dell'Esodo gli antichi presagi di questo lume pasquale che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio. Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore, ma si accresce nel consumarsi della cera che l'ape madre ha prodotto per alimentare questa preziosa lampada.) Ti preghiamo dunque, Signore, che questo cero, offerto in onore del tuo nome per illuminare l'oscurità di questa notte, risplenda di luce che mai si spegne. Salga a te come profumo soave, si confonda con le stelle del cielo. Lo trovi acceso la stella del mattino, quella stella che non conosce tramonto: Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti fa risplendere sugli uomini la sua luce serena e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. II. LITURGIA DELLA PAROLA In questa Veglia, "madre di tutte le Veglie" (Agostino, Sermo 219), vengono proposte nove letture, cioè sette dall'Antico e due (Epistola e Vangelo) dal Nuovo Testamento. Se circostanze pastorali lo richiedono, il numero delle letture dell'Antico Testamento può essere ridotto; si abbia tuttavia sempre presente che la lettura della parola di Dio è parte fondamentale della Veglia pasquale. Si leggono almeno tre letture dell'Antico Testamento; in casi eccezionali, almeno due. Non si ometta mai la lettura del cap. 14 dell'Esodo. Spente le candele, tutti seggono. Prima di iniziare la lettura della parola di Dio, il sacerdote si rivolge all'assemblea con queste parole o con altre simili: Fratelli carissimi, dopo il solenne inizio della Veglia, ascoltiamo ora in devoto raccoglimento la parola di Dio. Meditiamo come nell'antica alleanza Dio salvò il suo popolo e, nella pienezza dei tempi, ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione. Preghiamo perché Dio nostro Padre conduca a compimento quest'opera di salvezza incominciata con la Pasqua. PRIMA LETTURA (Gen 1,1 - 2,2) Dio vide tutto quello che aveva fatto: era cosa molto buona. Dal libro della Genesi [In principio Dio creò il cielo e la terra]. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno. Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo". Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra". E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra". E Dio disse: "Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde". E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 103) R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra. Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande! Rivestito di maestà e di splendore, avvolto di luce come di un manto. R. Hai fondato la terra sulle sue basi, mai potrà vacillare. L'oceano l'avvolgeva come un manto, le acque coprivano le montagne. R. Fai scaturire le sorgenti nelle valli e scorrono tra i monti. Al di sopra dimorano gli uccelli del cielo, cantano tra le fronde. R. Dalle tue alte dimore irrighi i monti, con il frutto delle tue opere sazi la terra. Fai crescere il fieno per gli armenti e l'erba al servizio dell'uomo. R. Quanto sono grandi, Signore, le tue opere. Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature. Benedici il Signore, anima mia. R. Oppure: Dal Salmo 32 R. Della grazia del Signore è piena la terra. Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra. R. Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera. Come in un otre raccoglie le acque del mare, chiude in riserve gli abissi. R. Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Il Signore guarda dal cielo, egli vede tutti gli uomini. R. L'anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostro scudo. Signore, sia su di noi la tua grazia, perché in te speriamo. R. ANTIFONA D'INGRESSO Dio onnipotente ed eterno, ammirabile in tutte le opere del tuo amore, illumina i figli da te redenti perché comprendano che, se fu grande all'inizio la creazione del mondo, ben più grande, nella pienezza dei tempi, fu l'opera della nostra redenzione, nel sacrificio pasquale di Cristo Signore. |
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. |
Oppure, dopo la lettura breve sulla creazione dell'uomo: O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che resistiamo con la forza dello spirito alle seduzioni del peccato, per giungere alla gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. SECONDA LETTURA (Gen 22,1-18) Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede. Dal libro della Genesi In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò". Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai sui servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi". Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?". Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio !". Proseguirono tutt'e due insieme; così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose : "Eccomi!". L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio". Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede". L'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce". Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 16) R. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Io pongo sempre innanzi a me il Signore, sta alla mia destra, non posso vacillare. R. Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro, perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro né lascerai che il tuo santo veda la corruzione. R. Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. R. ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, Padre dei credenti, che estendendo a tutti gli uomini il dono dell'adozione filiale, moltiplichi in tutta la terra i tuoi figli, e nel sacramento pasquale del Battesimo adempi la promessa fatta ad Abramo di renderlo padre di tutte le nazioni, concedi al tuo popolo di rispondere degnamente alla grazia della tua chiamata. Per Cristo nostro Signore. TERZA LETTURA (Es 14,15- 15,1) Gli Israeliti camminarono sull'asciutto in mezzo al mare. Dal libro dell'Èsodo In quei giorni, il Signore disse a Mosé: "Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri". L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Venne così a trovarsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull'asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare. Ma alla veglia del mattino il Signore dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: "Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!". Il Signore disse a Mosé: "Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri". Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè. Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero: SALMO RESPONSORIALE (Es 15,1-7a.17-18) R. Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria! "Voglio cantare in onore del Signore: perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere. Mia forza e mio canto è il Signore, egli mi ha salvato. È il mio Dio e lo voglio lodare, il Dio di mio padre e lo voglio esaltare! R. Dio è prode in guerra, si chiama Signore. I carri del faraone e il suo esercito li ha gettati nel mare e i suoi combattenti scelti furono sommersi nel Mare Rosso. Gli abissi li ricoprirono, sprofondarono come pietra. R. La tua destra, Signore, terribile per la potenza, la tua destra, Signore, annienta il nemico, con sublime grandezza abbatti i tuoi avversari. R. Fai entrare il tuo popolo e lo pianti sul monte della tua eredità, luogo che per tua sede, Signore, hai preparato, santuario che le tue mani, Signore, hanno fondato. Il Signore regna in eterno e per sempre!" R. ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, anche ai nostri tempi vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi: ciò che facesti con la tua mano potente per liberare un solo popolo dall'oppressione del faraone, ora lo compi attraverso l'acqua del Battesimo per la salvezza di tutti i popoli; concedi che l'umanità intera sia accolta tra i figli di Abramo e partecipi alla dignità del popolo eletto. Per Cristo nostro Signore. Oppure: O Dio, tu hai rivelato nella luce della nuova alleanza il significato degli antichi prodigi: il Mar Rosso è l'immagine del fonte battesimale e il popolo liberato dalla schiavitù è un simbolo del popolo cristiano. Concedi che tutti gli uomini, mediante la fede, siano fatti partecipi del privilegio del popolo eletto, e rigenerati dal dono del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore. QUARTA LETTURA (Is 54,5-14) Con affetto perenne il Signore, tuo redentore, ha avuto pietà di te. |
Dal libro del profeta Isaia |
Tuo sposo è il tuo creatore, Signore degli eserciti è il suo nome; tuo redentore è il Santo di Israele, è chiamato Dio di tutta la terra. Come una donna abbandonata e con l'animo afflitto, il Signore ti ha richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? Dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore. Ora è per me come ai giorni di Noè, quando giurai che non avrei più riversato le acque di Noè sulla terra; così ora giuro di non più adirarmi con te e di non farti più minacce. Anche se i monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia. Afflitta, percossa dal turbine, sconsolata, ecco io pongo sulla malachite le tue pietre e sugli zaffiri le tue fondamenta. Farò di rubini la tua merlatura, le tue porte saranno di carbonchi, tutta la tua cinta sarà di pietre preziose. Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sarà la prosperità dei tuoi figli; sarai fondata sulla giustizia. Sta' lontana dall'oppressione, perché non dovrai temere, dallo spavento, perché non ti si accosterà. |
Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 30) |
R. Ti esalto, Signore, perché mi hai liberato. Signore Dio mio, a te ho gridato e mi hai guarito. Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba. R. Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, rendete grazie al suo santo nome, perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita. Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino, ecco la gioia. R. Ascolta, Signore, abbi misericordia, Signore, vieni in mio aiuto. Hai mutato il mio lamento in danza, Signore, mio Dio, ti loderò per sempre. R. ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, Padre di tutti gli uomini, moltiplica a gloria del tuo nome la discendenza promessa alla fede dei patriarchi, e aumenta il numero dei tuoi figli, perché la Chiesa veda pienamente adempiuto il disegno universale di salvezza, nel quale i nostri padri avevano fermamente sperato. Per Cristo nostro Signore. QUINTA LETTURA (Is 55,1-11) Venite a me, e vivrete; stabilirò per voi un'alleanza eterna. |
Dal libro del profeta Isaia |
Così dice il Signore: O voi tutti assetati, venite all'acqua, chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e, senza spesa, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e voi vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Ecco l'ho costituito testimonio fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te popoli che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo di Israele, perché egli ti ha onorato. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri. Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Is 12,2-6) R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non avrò mai timore, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza. R. Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime. R. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele. R. ANTIFONA D'INGRESSO Dio onnipotente ed eterno, unica speranza del mondo, tu hai preannunziato con il messaggio dei profeti i misteri che oggi si compiono; ravviva la nostra sete di salvezza, perché soltanto per l'azione del tuo Spirito possiamo progredire nelle vie della tua giustizia. Per Cristo nostro Signore. SESTA LETTURA (Bar 3,9-15.32 - 4,4) Cammina allo splendore della luce del Signore. Dal libro del profeta Baruc Ascolta, Israele, i comandamenti della vita, porgi l'orecchio per intender la prudenza. Perché, Israele, perché ti trovi in terra nemica e invecchi in terra straniera? Perché ti contamini con i cadaveri e sei annoverato fra coloro che scendono negli inferi? Tu hai abbandonato la fonte della sapienza! Se tu avessi camminato nei sentieri di Dio, saresti vissuto sempre in pace. Impara dov'è la prudenza, dov'è la forza, dov'è l'intelligenza, per comprendere anche dov'è la longevità e la vita, dov'è la luce degli occhi e la pace. Chi ha scoperto la sua dimora, chi è penetrato nei suoi forzieri? Ma colui che sa tutto, la conosce e l'ha scrutata con l'intelligenza. È lui che nel volger dei tempi ha stabilito la terra e l'ha riempita d'animali; lui che invia la luce ed essa va, che la richiama ed essa obbedisce con tremore. Le stelle brillano dalle loro vedette e gioiscono; egli le chiama e rispondono: "Eccoci!" e brillano di gioia per colui che le ha create. Egli è il nostro Dio e nessun altro può essergli paragonato. Egli ha scrutato tutta la via della sapienza e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto. Per questo è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio, è la legge che sussiste nei secoli; quanti si attengono ad essa avranno la vita, quanti l'abbandonano moriranno. Ritorna, Giacobbe, e accoglila, cammina allo splendore della sua luce. Non dare ad altri la tua gloria, né i tuoi privilegi a gente straniera. Beati noi, o Israele, perché ciò che piace a Dio ci è stato rivelato. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 19) R. Signore, tu hai parole di vita eterna. La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice. R. Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi. R. Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti, più preziosi dell'oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante R. ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, che accresci sempre la tua Chiesa chiamando nuovi figli da tutte le genti, custodisci nella tua protezione coloro che fai rinascere dall'acqua del Battesimo. Per Cristo nostro Signore. SETTIMA LETTURA (Ez 36,16-28) Vi aspergerò con acqua pura, e vi darò un cuore nuovo. Dal libro del profeta Ezechiele Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava il suo paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue azioni. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l'avevano contaminato. Li ho dispersi fra le genti e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni. Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le genti presso le quali sono andati. Annunzia alla casa d'Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, gente d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete andati. Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio - quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio". Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 42) R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? R. Attraverso la folla avanzavo tra i primi fino alla casa di Dio, in mezzo ai canti di gioia di una moltitudine in festa. R. Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. R. Verrò all'altare di Dio, al Dio della mia gioia, del mio giubilo. A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio. R. Oppure (quando si celebra il battesimo): (Is 12,2-6) R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza. Ecco, Dio è la mia salvezza; io confiderò, non temerò mai, perché mia forza e mio canto è il Signore; egli è stato la mia salvezza. R. Lodate il Signore, invocate il suo nome; manifestate tra i popoli le sue meraviglie, proclamate che il suo nome è sublime. R. Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi, ciò sia noto in tutta la terra. Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele. R. Oppure: (Dal Salmo 51) R. Crea in me, o Dio, un cuore puro. Rinnova in me, o Dio, uno spirito saldo; non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. R. Rendimi la gioia di essere salvato, sostieni in me un animo generoso. Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno. R. Tu non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, tu, o Dio, non disprezzi. R. ANTIFONA D'INGRESSO O Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta, volgi lo sguardo alla tua Chiesa, ammirabile sacramento di salvezza, e compi l'opera predisposta nella tua misericordia: tutto il mondo veda e riconosca che ciò che è distrutto si ricostruisce, ciò che è invecchiato si rinnova e tutto ritorna alla sua integrità, per mezzo del Cristo, che è principio di tutte le cose. |
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. |
Oppure: O Dio, che nelle pagine dell'Antico e Nuovo Testamento ci hai preparati a celebrare il mistero pasquale, fa' che comprendiamo l'opera del tuo amore per gli uomini, perché i doni che oggi riceviamo confermino in noi la speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore. Il sacerdote intona l'inno Gloria a Dio , che viene cantato da tutti. Si suonano le campane, secondo gli usi locali. COLLETTA O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della risurrezione del Signore, ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione, perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell'anima, siano sempre fedeli al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. EPISTOLA (Rm 6,3-11) Cristo risuscitato dai morti non muore più. Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù. Parola di Dio. SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 118) R. Alleluia, alleluia, alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. R. La destra del Signore si è alzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. R. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. R. VANGELO - (Lc 24,1-12) Perché cercate tra i morti colui che è vivo? + Dal Vangelo secondo Luca Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, [le donne] si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e risuscitasse il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole, e, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Magdala, Giovanna e Maria di Giacomo. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Quelle parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse. Pietro tuttavia corse al sepolcro e chinatosi vide solo le bende. E tornò a casa pieno di stupore per l'accaduto. Parola del Signore. OMELIA Nulla accade secondo le previsioni in questa Pasqua. Per gli amici di Gesù e per i discepoli, questa festa era cominciata in modo grandioso e pieno di speranza. Ma sono poi sopraggiunte una sorpresa dopo l'altra, una delusione dopo l'altra. Per le donne, il sepolcro vuoto non è motivo di gioia o di fede nella risurrezione di Cristo. Guardano impaurite i due uomini che sono apparsi vicino a loro in vesti sfolgoranti. È il loro messaggio che ricorda alle donne la predizione di Gesù, che chiarisce loro il significato delle parole di Cristo ed è il comando indirizzato agli undici e agli altri discepoli che le mette in movimento. Una notizia così incredibile, giunta dopo tante delusioni che avevano distrutto le illusioni dei discepoli, non suscita che incredulità. Ma nel cuore dell'apostolo Pietro genera una scintilla di speranza. La realtà di Gesù non è forse stata al di là di tutto quanto si poteva immaginare? Questa scintilla di speranza fa correre Pietro al sepolcro. E poi? Torna a casa pieno di stupore e di fede per ciò che sta avvenendo. Ma tutto questo non si sarebbe prodotto senza quella scintilla di speranza. III. LITURGIA BATTESIMALE Il sacerdote con i ministri si reca al fonte battesimale, se questo è in vista dei fedeli; altrimenti si pone nel presbiterio un bacile con l'acqua. Se vi sono dei catecumeni adulti, vengono chiamati per nome e presentati poi dai loro padrini; i bambini vengono portati dai genitori e dai padrini alla presenza della comunità riunita. Il sacerdote rivolge un'esortazione ai presenti con queste parole o con altre simili: Se ci sono dei battezzandi: Carissimi, accompagniamo con la nostra unanime preghiera questi candidati al Battesimo [la gioiosa speranza dei nostri fratelli], perché Dio Padre onnipotente nella sua grande bontà li guidi al fonte della rigenerazione. Se si benedice il fonte, ma non ci sono battezzandi: Fratelli carissimi, invochiamo la benedizione di Dio Padre onnipotente su questo fonte battesimale, perché tutti quelli che nel Battesimo saranno rigenerati in Cristo, siano accolti nella famiglia di Dio. LITANIE DEI SANTI Si cantano quindi le litanie nelle quali si possono aggiungere nomi di alcuni santi come ad esempio quelli della Chiesa particolare, del titolare della chiesa, dei patroni del luogo e dei battezzandi. Signore, pietà (Kýrie, eleison) Signore, pietà (Kýrie, eleison) Cristo, pietà (Christe, eleison) Cristo, pietà (Christe, eleison) Signore, pietà (Kýrie, eleison) Signore, pietà (Kýrie, eleison) Santa Maria, Madre di Dio prega per noi San Michele prega per noi Santi angeli di Dio pregate per noi San Giovanni Battista prega per noi San Giuseppe prega per noi Santi Pietro e Paolo pregate per noi Sant'Andrea prega per noi San Giovanni prega per noi Santi Apostoli ed evangelisti pregate per noi Santa Maria Maddalena prega per noi Santi discepoli del Signore pregate per noi Santo Stefano prega per noi Sant'Ignazio d'Antiochia prega per noi San Lorenzo prega per noi Sante Perpetua e Felicita pregate per noi Sant'Agnese prega per noi Santi martiri di Cristo pregate per noi San Gregorio prega per noi Sant'Agostino prega per noi Sant'Atanasio prega per noi San Basilio prega per noi San Martino prega per noi Santi Cirillo e Metodio pregate per noi San Benedetto prega per noi San Francesco prega per noi San Domenico prega per noi San Francesco Saverio prega per noi San Giovanni Maria [Vianney] prega per noi Santa Caterina da Siena prega per noi Santa Teresa di Gesù prega per noi Santi e sante di Dio pregate per noi Nella tua misericordia salvaci, Signore Da ogni male salvaci, Signore Da ogni peccato salvaci, Signore Dalla morte eterna salvaci, Signore Per la tua incarnazione salvaci, Signore Per la tua morte e risurrezione salvaci, Signore Per il dono dello Spirito Santo salvaci, Signore Noi peccatori, ti preghiamo ascoltaci, Signore Se ci sono dei battezzandi: Dona la grazia della vita nuova nel Battesimo a questi tuoi eletti ascoltaci, Signore Se non ci sono battezzandi: Benedici e santifica con la grazia del tuo Spirito questo fonte battesimale da cui nascono i tuoi figli ascoltaci, Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica. Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica. Se vi sono dei battezzandi, il sacerdote, a mani giunte, dice l'orazione seguente: Dio onnipotente ed eterno, manifesta la tua presenza nei sacramenti del tuo amore, manda lo spirito di adozione a suscitare un popolo nuovo dal fonte battesimale, perché l'azione del nostro umile ministero sia resa efficace dalla tua potenza. Per Cristo nostro Signore. BENEDIZIONE DELL'ACQUA O Dio, per mezzo dei segni sacramentali, tu operi con invisibile potenza le meraviglie della salvezza; e in molti modi, attraverso i tempi, hai preparato l'acqua, tua creatura, ad essere segno del Battesimo. Fin dalle origini il tuo Spirito si librava sulle acque, perché contenessero in germe la forza di santificare; e anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo, perché, oggi come allora, l'acqua segnasse la fine del peccato e l'inizio della vita nuova. Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo, facendoli passare illesi attraverso il Mar Rosso, perché fossero immagine del futuro popolo dei battezzati. Infine, nella pienezza dei tempi, il tuo Figlio, battezzato da Giovanni nell'acqua del Giordano, fu consacrato dallo Spirito Santo; innalzato sulla croce, egli versò dal suo fianco sangue e acqua, e dopo la sua risurrezione comandò ai discepoli: "Andate, annunziate il Vangelo a tutti i popoli, e battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Ora, Padre, guarda con amore la tua Chiesa e fa' scaturire per lei la sorgente del Battesimo. Infondi in quest'acqua, per opera dello Spirito Santo, la grazia del tuo unico Figlio, perché con il sacramento del Battesimo l'uomo, fatto a tua immagine, sia lavato dalla macchia del peccato, e dall'acqua e dallo Spirito Santo rinasca come nuova creatura. Immergendo, secondo l'opportunità, il cero pasquale, una o tre volte, nell'acqua, continua: Discenda, Padre, in quest'acqua, per opera del tuo Figlio, la potenza dello Spirito Santo. Tutti coloro che in essa riceveranno il Battesimo, sepolti insieme con Cristo nella morte con lui risorgano alla vita immortale. Per Cristo nostro Signore. Acclamazione o un'altra simile: Sorgenti delle acque, benedite il Signore: lodatelo ed esaltatelo nei secoli. Se non ci sono battezzandi, né si deve benedire il fonte battesimale, il sacerdote invita il popolo alla preghiera dicendo: Fratelli carissimi, preghiamo umilmente il Signore Dio nostro, perché benedica quest'acqua con la quale saremo aspersi in ricordo del nostro Battesimo. Il Signore ci rinnovi interiormente, perché siamo sempre fedeli allo Spirito che ci è stato dato in dono. Tutti pregano per qualche momento in silenzio. Quindi il sacerdote a mani giunte prosegue: Signore Dio nostro, sii presente in mezzo al tuo popolo, che veglia in preghiera in questa santissima notte, rievocando l'opera ammirabile della nostra creazione e l'opera ancor più ammirabile della nostra salvezza. Degnati di benedire quest'acqua, che hai creato perché dia fertilità alla terra, freschezza e sollievo ai nostri corpi. Di questo dono della creazione hai fatto un segno della tua bontà: attraverso l'acqua del Mar Rosso hai liberato il tuo popolo dalla schiavitù; nel deserto hai fatto scaturire una sorgente per saziare la sua sete; con l'immagine dell'acqua viva i profeti hanno preannunziato la nuova alleanza che tu intendevi offrire agli uomini. Infine nell'acqua del Giordano, santificata dal Cristo, hai inaugurato il sacramento della rinascita, che segna l'inizio dell'umanità nuova libera dalla corruzione del peccato. Ravviva in noi, Signore, nel segno di quest'acqua benedetta, il ricordo del nostro Battesimo, perché possiamo unirci all'assemblea gioiosa di tutti i fratelli, battezzati nella Pasqua di Cristo nostro Signore. |
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. |
RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE BATTESIMALI Terminato il rito del Battesimo (e della Confermazione) oppure, se questo non ha avuto luogo, dopo la benedizione dell'acqua, tutti, stando in piedi e con in mano la candela accesa, rinnovano le promesse del Battesimo. Il sacerdote si rivolge ai fedeli con queste parole o con altre simili: Fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova. Ora, al termine del cammino penitenziale della Quaresima, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunziato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa cattolica. Rinunziate a satana? Rinunzio. E a tutte le sue opere? Rinunzio. E a tutte le sue seduzioni? Rinunzio. Oppure: Rinunziate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio? Rinunzio. Rinunziate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato? Rinunzio. Rinunziate a satana, origine e causa di ogni peccato? Rinunzio. Poi il sacerdote prosegue: Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? Credo. Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? Credo. Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna? Credo. Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. Amen. Il sacerdote asperge l'assemblea con l'acqua benedetta, mentre tutti cantano questa antifona o un altro canto di carattere battesimale: Ecco l'acqua, che sgorga dal tempio santo di Dio, alleluia; e a quanti giungerà quest'acqua porterà salvezza ed essi canteranno: alleluia, alleluia. Fatta l'aspersione, il sacerdote ritorna alla sede e guida la preghiera universale, alla quale per la prima volta prendono parte i neofiti. Non si dice il Credo. IV. LITURGIA EUCARISTICA PREGHIERA SULLE OFFERTE Accogli, Signore, le preghiere e le offerte del tuo popolo, perché questo santo mistero, gioioso inizio della celebrazione pasquale, ci ottenga la forza per giungere alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. ANTIFONA ALLA COMUNIONE Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato: celebriamo dunque le festa con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8) Oppure: Gesù, il crocifisso è risorto, come aveva detto. Alleluia. (Mt 28,5.6; cf. Mc 16,6; cf. Lc 24,6) PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE Infondi in noi, o Padre, lo Spirito della tua carità, perché nutriti con i sacramenti pasquali viviamo concordi nel vincolo del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. MEDITAZIONE Il vincitore della morte che la Chiesa celebra il giorno di Pasqua è Gesù, l'uomo che gli apostoli hanno visto, ascoltato e seguito per le strade della Galilea e della Giudea. I racconti evangelici della risurrezione ci trasmettono prima di tutto un'esperienza di identificazione: "Noi l'abbiamo riconosciuto"; "È lui..."; "È vero...". È vero, il Signore vive ormai in una condizione tutta nuova. Ma nel profondo la persona non è cambiata. Se vogliamo intravedere, al di là di rappresentazioni superficiali e disincantate, il mistero vero e sempre attuale della risurrezione, bisogna guardare, nella semplicità della nostra fede, Gesù vivere e morire. Una volta passato lo stupore dei primi incontri, ciò che vi fu di più fruttuoso per gli apostoli fu la straordinaria fecondità della risurrezione. Tutto si svolgeva per loro come se dal Signore vivente emanasse ormai una potenza inaudita di trasformazione. Pietro lo esprime nel giorno di Pentecoste: "Questo Gesù, Dio l'ha risuscitato... Egli ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo e lo ha distribuito come voi lo vedete e lo sentite". Per coloro sui quali doveva poggiare la Chiesa, l'esperienza fu veramente decisiva. In queste ore uniche, essi capirono in effetti la verità folgorante della quale vivranno i cristiani di tutti i tempi: tutto ciò che fa nascere, rinascere e ingrandire la comunità dei credenti proviene da colui che Dio ha fatto risuscitare dai i morti. Da Cristo vivente proviene questa luce che improvvisamente squarcia le tenebre dell'ignoranza! Da lui, questo coraggio nuovo, indomabile, per portare la parola fino alle estremità del mondo! Da lui, questo misterioso potere che rimette in piedi i paralitici, che calma i posseduti, che libera i prigionieri, che fa rivivere i morti! Da lui, questa singolare capacità di dire la parola che tocca e converte, di perdonare i peccati, di riunire il popolo della promessa, di rendere presente la Pasqua della nuova alleanza, di comunicare la vita divina! Da lui, la gioia di lavorare per il ministero apostolico, per la venuta del Regno e per la creazione del Mondo nuovo. San Paolo parlerà della "straordinaria energia", della "forza immensa" dispiegata da Dio in Cristo, diventato la testa della Chiesa che è il suo corpo: "La pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose" (Ef 1,23). Sì, la festa di Pasqua ci ricorda che la fecondità di cui la Chiesa è il segno e lo strumento viene da Cristo vivente per i secoli dei secoli. Ma essa ci ricorda anche un altro aspetto, forse troppo dimenticato, del mistero centrale della nostra fede. Gli apostoli vi pensavano costantemente. Tutti i loro propositi ne sono impregnati. Sto parlando del rapporto di Cristo stesso con Dio. Gesù è veramente Figlio di Dio, il Figlio per eccellenza, l'amatissimo, l'unico. E se, dopo la risurrezione, egli conosce quella straordinaria fecondità che meraviglia gli apostoli, se egli dispiega tutta quella energia che traspare in essi, è perché si è rimesso totalmente, assolutamente, dal primo all'ultimo giorno della sua vita, nelle mani di colui che chiama suo Padre. È abbastanza facile per un credente naturalmente praticante e ottimista accettare e riconoscere la sua dipendenza e la dipendenza della Chiesa dal Signore glorioso, sempre presente e operante. Forse è più difficile accettare anche che tutta la fecondità apostolica venga da un atto d'abbandono filiale, quell'atto di cui la croce è l'espressione suprema: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Se Gesù, ci dicono gli apostoli, è stato glorificato, se egli ha ricevuto il nome che è al di sopra di ogni altro nome, è perché, in queste ore di agonia che riassumono tutta la sua esistenza, egli si è dato, abbandonato, rimesso totalmente all'amore smisurato di colui che l'aveva chiamato e inviato. Il mistero pasquale che la Chiesa ha la missione di vivere, celebrare e trasmettere, presenterà sempre questi due aspetti, questi due momenti di cui la liturgia della settimana santa ci mostra il legame indissolubile. Non si capisce il Venerdì santo se non alla luce del giorno di Pasqua. Il giorno di Pasqua non svela il suo vero senso se non nelle tenebre del Venerdì santo. È nella misura in cui, seguendo il maestro, i discepoli si offrono all'amore del loro Padre, che la loro vita diventa feconda, per la gloria di Dio e la gioia degli uomini. "In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli... Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi", disse Gesù il Giovedì santo (Gv 15,8-11). Card. ALBERT DECOURTRAY | ||||||
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LA PAROLA DI OGGI 26 aprile 2011 Martedì |
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S. Marcellino martire - Ottava di Pasqua - (A) - P |
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PREGHIERA DEL MATTINO Io ti cerco, Signore, come Maria ti ha cercato al levarsi del giorno, quando il mondo era ancora nelle tenebre. Io vorrei vederti, sentirti e tenerti, essere sicuro della tua presenza. Vorrei sentirti che mi chiami con il mio nome e capire la mia missione quando mi mandi verso i miei fratelli e sorelle. Vieni verso di me affinché io possa trovarti e riconoscere i segni attraverso i quali tu ti manifesti a me - oggi. ANTIFONA D'INGRESSO Il Signore li ha dissetati con l'acqua della sapienza; li fortificherà e li proteggerà sempre, darà loro una gloria eterna. Alleluia. (cf. Sir 15,3-4) COLLETTA O Dio, che nei sacramenti pasquali hai dato al tuo popolo la salvezza, effondi su di noi l'abbondanza dei tuoi doni, perché raggiungiamo il bene della perfetta libertà e abbiamo in cielo quella gioia che ora pregustiamo sulla terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo... |
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PRIMA LETTURA (At 2,36-41) Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo. Dagli Atti degli Apostoli [Nel giorno di Pentecoste,] Pietro diceva ai Giudei: «Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso». All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. Parola di Dio. |
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SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 32) R. Dell'amore del Signore è piena la terra. |
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. |
Egli ama la giustizia e il diritto; dell'amore del Signore è piena la terra. R. Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame. R. L'anima nostra attende il Signore: |
egli è nostro aiuto e nostro scudo. |
Su di noi sia il tuo amore, Signore, come da te noi speriamo. R. |
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+ Dal Vangelo secondo Giovanni |
In quel tempo, Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. Parola del Signore. |
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OMELIA Il quarto evangelista racconta a modo suo l'esperienza pasquale di Maria di Magdala, che ha vissuto con i discepoli il dolore della separazione e dell'esclusione quando Gesù si è ritrovato solo con le sue sofferenze e con la morte. La sera del venerdì santo, le autorità restituiscono il suo corpo morto. Giuseppe di Arimatea e Nicodemo lo portano alla tomba. Se la sua tomba e il suo corpo dovessero essere tutto quello che resta ai discepoli, potrebbero diventare il pegno del ricordo, il luogo della commemorazione e il centro di una comunità legata a una reliquia. E Maria è in lacrime vicino alla tomba. Non sente nulla dell'esultanza pasquale, né della risurrezione. Gli angeli seduti, uno al posto della testa e l'altro al posto dei piedi di Gesù, li nota appena. Essa non vede che lo spazio vuoto tra i messaggeri di Dio: "Hanno portato via il mio Signore...", ecco la sua pena. Vuole sapere dove lo hanno messo, assicurarsene, tenerlo e restare vicino a lui... Questo futuro che lei si è immaginata distrugge Maria nel momento di lasciare la tomba. È in questo momento che i suoi occhi si aprono. Che sente il timbro di quella voce familiare: che lo riconosce vivo. Egli non le parla del loro passato comune, ma del suo avvenire, che sarà anche l'avvenire dei discepoli che hanno fede. Le dice che va verso Dio, suo Padre, che è anche nostro Dio e nostro Padre. |
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PREGHIERA SULLE OFFERTE Accogli, Padre misericordioso, l'offerta di questa tua famiglia, perché con la tua protezione custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna. Per Cristo nostro Signore. ANTIFONA ALLA COMUNIONE Maria di Magdala annunzia ai discepoli: "Ho visto il Signore". Alleluia. (Gv 20,18) |
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PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE Ascolta, Signore, le nostre preghiere e guida questa tua famiglia, purificata col dono del Battesimo, alla luce meravigliosa del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. |
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PREGHIERA DELLA SERA Vengo a te, Signore, in questa sera. Rifletto davanti a te sulle vie che ho percorso oggi, sulle parole che ho pronunciato, sul lavoro che ho realizzato. Penso agli uomini che hanno incrociato la mia vita. E adesso vengo verso di te con tutto quello che ho e che sono: con la mia fede modesta e la mia speranza timida. Accoglimi nella comunità dei tuoi amici. |
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LA PAROLA DI OGGI 27 aprile 2011 Mercoledì |
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S. Zita - Ottava di Pasqua - (A) - P |
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PREGHIERA DEL MATTINO Signore, cammina con noi, con tutti coloro che sono oggi in cammino, delusi e inconsolabili, con i sogni distrutti. Signore, ascolta le nostre lamentele, e quelle di coloro che non hanno fiducia nell'avvenire. Signore, pronuncia la parola della quale possiamo fidarci, in modo tale che i nostri cuori scoraggiati si accendano e noi osiamo avere fiducia nelle vie di Dio. ANTIFONA D'INGRESSO "Venite, benedetti del Padre mio, prendete possesso del regno preparato per voi fin dall'origine del mondo". Alleluia. (Mt 25,34) COLLETTA O Dio, che nella liturgia pasquale ci dai la gioia di rivivere ogni anno la risurrezione del Signore, fa' che l'esultanza di questi giorni raggiunga la sua pienezza nella Pasqua del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo... |
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PRIMA LETTURA (At 3,1-10) Quello che ho te lo do: nel nome di Gesù, àlzati e cammina! Dagli Atti degli Apostoli In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un'elemosina. Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto. Parola di Dio. |
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SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 104) R. Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere. A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie. R. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, ricercate sempre il suo volto. R. Voi, stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio: su tutta la terra i suoi giudizi. R. Si è sempre ricordato della sua alleanza, parola data per mille generazioni, dell'alleanza stabilita con Abramo e del suo giuramento a Isacco. R. |
VANGELO (Lc 24,13-35) Riconobbero Gesù nello spezzare il pane. |
+ Dal Vangelo secondo Luca |
Ed ecco, in quello stesso giorno, , due erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore. |
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OMELIA Gi evangelisti ci consegnano, condensata in un racconto, l'esperienza pasquale che porta una risposta sempre nuova a coloro che si interrogano. San Luca racconta dei due discepoli in cammino il giorno di Pasqua: lontano da Gerusalemme e dalla comunità degli altri. Essi vogliono lasciare dietro di sé il passato che li lega a Gesù, ma non possono impedirsi di parlare senza sosta del peso che hanno sul cuore: Gesù è stato condannato, è morto sulla croce... non può essere lui il Salvatore promesso. Tutti e due, immersi in se stessi, non riconoscono colui che li accompagna sul loro cammino di desolazione. La fede nella potenza di Dio non basta loro per superare la morte. Ed è per questo che non capiscono cosa egli vuole dire quando fa allusione a Mosè e ai profeti. È a sera, nell'ora della cena, mentre egli loda il Signore spezzando e dividendo il pane, che i loro occhi e i loro cuori si aprono. Anche se non vedono più Gesù, sono sicuri che è rimasto là, vivo; che lo si può incontrare attraverso la parola, e le cene. Con questa certezza, fanno marcia indietro per ritornare a Gerusalemme, nella comunità dei discepoli. È qui che si riuniscono e discutono gli avvenimenti di Pasqua, sui quali si basano i principi della fede. "È risuscitato e apparso a Simone" (il primo degli apostoli): ecco una delle frasi nelle quali si inserisce l'incontro pasquale dei due discepoli di Emmaus. |
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PREGHIERA SULLE OFFERTE Accogli, Signore, il sacrificio della nostra redenzione e opera in noi la salvezza del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore. ANTIFONA ALLA COMUNIONE I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, nello spezzare il pane. Alleluia. (cf. Lc 24,35) |
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PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE O Dio, nostro Padre, questa partecipazione al mistero pasquale del tuo Figlio ci liberi dai fermenti dell'antico peccato e ci trasformi in nuove creature. Per Cristo nostro Signore. |
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PREGHIERA DELLA SERA Resta con noi, Signore, quando la luce sparisce e le tenebre calano. Resta vicino a noi a tavola, a casa, così che i nostri occhi si aprano, e noi ti riconosciamo. Resta vicino a noi affinché formiamo una sola comunità che condivida la tua parola e il tuo pane di vita. |