LA PAROLA
27 novembre 2016
Domenica
San Massimo
1.a di Avvento - I
Andiamo con gioia incontro al Signore
Liturgia: Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14a; Mt 24,37-44
Medalia miracolosa

PREGHIERA DEL MATTINO
O Dio, allo spuntare del giorno io ti chiamo. Il sonno ancora mi avvolge, faccio ancora fatica ad essere ben sveglio. Non penso ancora a tutto ciò che mi attende oggi. Ed è qui che mi raggiunge l'appello del Vangelo, che mi dice di vegliare, di uscire dal torpore, dal trantran in cui sono rimasto ieri. Ed io leggo: "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà". Verrai oggi ad incontrarmi? Saprò riconoscerti e cogliere l'opportunità di vederti? La lascerò passare? O Dio, allo spuntare del giorno, io ti chiamo: fammi vegliare e restare attento per poterti riconoscere quando incrocerai il mio cammino. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
A te, Signore, elevo l'anima mia, Dio mio, in te confido: che io non sia confuso. Non trionfino su di me i miei nemici. Chiunque spera in te non resti deluso.
COLLETTA
O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA (Is 2,1-5)
Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno.
Dal libro del profeta Isaia
Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore sarà saldo sulla cima dei monti e s'innalzerà sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:«Venite, saliamo sul monte del Signore,al tempio del Dio di Giacobbe,perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione, non impareranno più l'arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 121)
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
Andiamo con gioia incontro al Signore.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
Andiamo con gioia incontro al Signore.
SECONDA LETTURA (Rm 13,11-14)
La nostra salvezza è più vicina.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Sal 85,8)
Alleluia, alleluia.
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Alleluia.


VANGELO (Mt 24,37-44)
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Vegliate, per essere pronti al suo arrivo.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell'uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l'altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell'ora che non immaginate, viene il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.
OMELIA
L'Avvento è attesa di un grande avvenimento che non può passare inosservato nella vita dell'umanità, come in quello di ogni uomo, specialmente se credente. E' come il sole che appare e fa notare la sua presenza anche se è coperto da oscure nubi. E' necessario quindi mettersi in movimento e cercare Lui, l'atteso delle genti e accorrere dove lo si può trovare, come ci suggerisce la prima lettura: occorre destarsi da un sonno che ci impedisce di vedere il sole che sorge e che illumina tutta la nostra vita, ci esorta San Paolo. E' necessario vegliare per riconoscere i segni del tempo, senza lasciarci sorprendere da eventi che possono sconvolgere tutta la nostra vita. Il messaggio per ognuno è chiaro: vivere la propria esistenza con impegno, serietà e costanza nell'attesa della venuta del Signore. Anche gli avvenimento della fede più forti possono lasciarci indifferenti. Presepi, natale, musica... son cose da bambini, si suole dire. Ma il vangelo ci ripete che se non diventate come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli. Se tu fratello, che sei pellegrino su questo mondo ti sei adagiato nelle tue realtà umane, come se durassero eternamente, scuotiti da questo ipnotismo che ti impedisce di vedere il succedersi degli interventi del Signore per la tua salvezza. Non a caso il brano del vangelo ci riporta al tempo di Noè, quando la gente mangiava, beveva, si divertiva senza darsi pena della tragedia che si avvicinava. Anche oggi molti delle nostra gente, anche credente, nonostante le tragedie che si susseguono su questo nostro pianeta: tsunami, inondazioni, terremoti, smottamenti, incidenti, stragi della discoteca, terrorismo, strage di gente innocente... vivono nella dimenticanza del giorno del Signore, nella superficialità e forse nel rifiuto di Dio senza nemmeno pensare che da un momento all'altro si potrebbe essere chiamati a comparire dinanzi a lui per rendere conto della propria vita. L'avvento ci sprona a fermarci un poco, a riflettere verso quale direzione è orientata la nostra vita, a mettere un po' di ordine nella nostra coscienza. Quindi preghiera personale e comunitaria, lettura della Parola di Dio, partecipazione alle iniziative parrocchiali o diocesane, sotto la protezione e la guida della Madonna, nel tempo liturgico che maggiormente le si addice. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fa' che l'umile espressione della nostra fede sia per noi pegno di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Vegliate, perché non sapete in quale giorno verrà il Signore".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Vi sono tre venute del Signore, la prima nella carne, la seconda nell'anima, la terza nell'ora del giudizio.
La prima ha avuto luogo in piena notte, seguendo le parole del Vangelo: "A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo!". E questa prima venuta è già passata: poiché Cristo è stato visto sulla terra e ha parlato con gli uomini. Siamo attualmente nel periodo della seconda venuta: sempre a condizione che noi siamo tali che egli possa venire a noi; poiché egli ha detto che se noi l'amiamo, egli verrà a noi e stabilirà in noi la sua casa. Questa seconda venuta è dunque per noi velata d'incertezza; poiché chi altro, se non lo Spirito di Dio, conosce coloro che sono di Dio? Coloro che sono attratti dal desiderio delle cose celesti sanno bene quando verrà; nonostante ciò, essi non sanno da dove viene, né dove andrà.
Quanto alla terza venuta, è certo che avrà luogo, ma non è assolutamente certo quando: poiché non vi è nulla di più certo della morte, e nulla di più incerto del giorno della morte.
Nel momento in cui si parlerà di pace e di sicurezza, dice il saggio, è allora che la morte arriverà improvvisa, come i dolori del parto in seno alla donna, e nessuno potrà fuggirne. La prima venuta è stata dunque umile e nascosta, la seconda è misteriosa e piena d'amore, la terza sarà clamorosa e terribile.
Nella prima venuta Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nella seconda ci rende giustizia attraverso la sua grazia; nell'ultima giudicherà ogni cosa con equità: Agnello nella prima venuta, Leone nell'ultima, Amico pieno di tenerezza nella seconda.
PIERRE DE BLOIS

LA PAROLA
2 dicembre 2016
Venerdì
S. Bibiana, S. Savino, S. Viviana - [I]
1.a Avvento - I
Il Signore è mia luce e mia salvezza
Liturgia: Is 29,17-24; Sal 26; Mt 9,27-31
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, che sei la fonte della luce e della sapienza, infondi sulle tenebre del mio intelletto il raggio del tuo splendore. Liberami dal peccato e dall'ignoranza. Disponi l'inizio, dirigi il progredire: portami sino al compimento. Amen
(Liberamente tradotta dalla "Preghiera prima dello studio" di san Tommaso).
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore verrà con splendore a visitare il suo popolo nella pace, per fargli dono della sua vita eterna.
COLLETTA
Ridesta la tua potenza e vieni, Signore: nei pericoli che ci minacciano a causa dei nostri peccati la tua protezione ci liberi, il tuo soccorso ci salvi. Tu sei Dio e vivi e regni con Dio Padre...
PRIMA LETTURA (Is 29,17-24)
In quel giorno gli occhi dei ciechi vedranno.
Dal libro dei profeta Isaia
Così dice il Signore Dio:
«Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro; liberati dall'oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore, i più poveri gioiranno nel Santo d'Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l'arrogante, saranno eliminati quanti tramano iniquità, quanti con la parola rendono colpevoli gli altri, quanti alla porta tendono tranelli al giudice e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore, che riscattò Abramo: "D'ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire, il suo viso non impallidirà più, poiché vedendo i suoi figli l'opera delle mie mani tra loro, santificheranno il mio nome, santificheranno il Santo di Giacobbe e temeranno il Dio d'Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza, quelli che mormorano impareranno la lezione"».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 26)
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Il Signore è la mia luce e mia salvezza.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Il Signore viene, andiamogli incontro: egli è la luce del mondo.
Alleluia.
VANGELO (Mt 9,27-31)
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Gesù guarisce due ciechi che credono in lui.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Parola del Signore.
OMELIA
Ci pènetrano nel profondo le urla dei due ciechi del vangelo di oggi: il buio degli occhi e, ancor più quello dell'anima, creano lo strazio interiore, quello che induce appunto a urlare, a chiedere pietà. Gesù aveva già dichiarato che lo scopo della sua venuta, come aveva profetato Isaia, è quello di ridare la vista ai ciechi. Fa sì che i due si accostino a lui..., è il primo passo da fare per riaprirsi alla luce..., è cerca di far scaturire dal loro buio il chiarore della fede e li interroga: «Credete voi che io possa fare questo?» Il loro "sì" fiducioso fa sgorgare dal Cristo il dono della vista e la pienezza della fede: "«Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi". Coloro che sono gratuitamente beneficiati dal Cristo, coloro che hanno il dono della fede non possono e non debbono tacere. Così hanno fatto i due illuminati da Cristo, così affermavano i primi apostoli, così anche «noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Per chi crede deve essere necessario, urgente rendere testimonianza di quanto ha ricevuto.
(Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
O Signore, questo sacrificio di riconciliazione e di lode ci ottenga la gioiosa esperienza del tuo perdono e trasformi tutta la nostra vita in perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gesù disse: "Sia fatto a voi secondo la vostra fede". E si aprirono i loro occhi.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai colmato dei tuoi doni, fa' che, rinnovati dal pane della vita, procediamo sicuri nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
O Maria, Madre mia amabilissima, io figlio tuo, mi offro oggi a te, consacro per sempre al tuo Cuore immacolato la mia vita, il mio corpo con tutte le sue miserie, la mia anima con tutte le sue debolezze, il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri, tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte, in special modo la mia morte. Tutto questo, Madre mia, lo unisco per sempre alla tua fede e al tuo amore, che portano a Gesù. Proteggimi come figlio tuo e non abbandonarmi fino a quando io non sia con te nella gloria. Amen.
LA PAROLA
10 dicembre 2016
Sabato
Beata Vergine Maria di Loreto
2.a Avvento - II
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi
Liturgia: Sir 48,1-4.9-11; Sal 79; Mt 17,10-13
PREGHIERA DEL MATTINO
Mi chiedo quando gli uomini politici si metteranno d'accordo - perché ci sia finalmente la pace sulla terra. Mi chiedo quando gli strateghi militari compiranno il disarmo definitivo - perché ci sia finalmente la pace sulla terra. Mi chiedo quando le giostre di potere in seno alla nostra Chiesa cesseranno di essere necessarie - perché ci sia finalmente la pace sulla terra. Mi chiedo, oh sì, mi chiedo: quando concluderò infine la pace con me stesso?
ANTIFONA D'INGRESSO
Vieni, e fa' risplendere il tuo volto su di noi, o Signore, che siedi nei cieli, e saremo salvi.
COLLETTA
Sorga in noi, Dio onnipotente, lo splendore della tua gloria, Cristo tuo unico Figlio; la sua venuta vinca le tenebre del male e ci riveli al mondo come figli della luce. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
PRIMA LETTURA (Sir 48,1-4.9-11)
Elia ritornerà.
Dal libro del Siracide
In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco; la sua parola bruciava come fiaccola. Egli fece venire su di loro la carestia e con zelo li ridusse a pochi. Per la parola del Signore chiuse il cielo e così fece scendere per tre volte il fuoco.
Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi! E chi può vantarsi di esserti uguale? Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco, su un carro di cavalli di fuoco; tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri, per placare l'ira prima che divampi, per ricondurre il cuore del padre verso il figlio e ristabilire le tribù di Giacobbe.
Beati coloro che ti hanno visto e si sono addormentati nell'amore.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 79)
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Tu, pastore d'Israele, ascolta.
Seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Sia la tua mano sull'uomo della tua destra,
sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Fa' splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
CANTO AL VANGELO (Lc 3,4.6)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.
Alleluia.
VANGELO (Mt 17,10-13)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Elia è già venuto, e non l'hanno riconosciuto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
Parola del Signore.
OMELIA
Ancora un pretesto per misconoscere la venuta del Messia. "Prima deve venire Elia, asserivano gli scribi, fidandosi delle loro fasulle interpretazioni della scrittura. "Elia è già venuto" - dice Gesù. Quanto è difficile leggere e interpretare i segni di Dio! Quanto sono diversi dalle nostre aspettative! Chissà quale spettacolo si attendevano gli scribi; certo non potevano immaginare, con le loro frenesie di grandezza, che colui che era l'atteso delle genti, si manifestasse con tanta umiltà e tanta modestia. Tanto meno potevano tollerare che la venuta del Messia, potesse significare lo sgretolamento del loro potere. Per questo prima la voce di Giovanni Battista e poi quella dello stesso Cristo, saranno come una voce nel deserto. Li scandalizza l'austerità del precursore, ancor più li sconvolgerà l'annuncio messianico delle beatitudini e del perdono. Gli stessi apostoli non resistono alla tentazione di ritenere assurdo che il loro maestro e messia, capace di prodigi di ogni genere, dovesse soffrire a causa dei suoi avversari. Ancora oggi è incomprensibile a molti che l'avvento del Regno debba realizzarsi attraverso il martirio e la croce. Quell'evento è ancora motivo di scandalo, uno scandalo che trova le sue migliori giustificazioni proprio dinanzi agli eventi più tragici della storia, quando la violenza e la prepotenza degli uomini sembrano prendere il sopravvento sulla bontà e sulla pazienza di Dio. Allo scandalo della croce qualcuno oggi vorrebbe aggiungere lo scandalo del presepio! (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i doni che ti offriamo, perché dall'altare del sacrificio salga a te la lode perfetta e venga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto. Così anche il Figlio dell'uomo".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Custodisci in noi il tuo dono, Signore, e il pane eucaristico che abbiamo ricevuto diventi per noi sorgente di salvezza e di pace. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Da bambini, noi aspettiamo di diventare adulti. Diventati adulti, aspettiamo la sicurezza e le comodità. E poi aspettiamo la fine della nostra giornata di lavoro, le vacanze la pensione. Fa' che noi non dimentichiamo il tuo avvertimento: È questa l'ora!
LA PAROLA
11 dicembre 2016
Domenica
S. Damaso I (mf)
3.a Avvento - III
Vieni, Signore, a salvarci
Liturgia: Is 35,1-6a.8a.10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11
PREGHIERA DEL MATTINO
Questa mattina, o Dio, ti ascolterò, sarò attento a quello che mi vuoi dire. Io non farò come i contemporanei di Giovanni Battista. Verificherò parole e argomenti. Non voglio camminare a bacchetta seguendo il primo venuto, voglio sopportare anche delle domande difficili. Epoca di Avvento - epoca di attesa - non è solo l'epoca dell'attesa della tua venuta. Quando ti avvicini a me, o Dio, è il momento in cui cerco un orientamento, il momento di un nuovo inizio, dell'ascolto, il momento di essere attento a segni: a quelli che potrebbero mostrarmi il cammino, se solamente io mi lasciassi condurre. Diventare attento, ascoltare, fare la differenza, convertirsi, ripartire da zero: fammi imparare tutto questo, o Dio. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino. (Fil 4,4.5)
COLLETTA
Guarda, o Padre, il tuo popolo, che attende con fede il Natale del Signore, e fa' che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 35,1-6.8a.10)
Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.
Dal libro del profeta Isaia
Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio. Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 145)
Vieni, Signore, a salvarci.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Vieni, Signore, a salvarci.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Vieni, Signore, a salvarci.
Egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
Vieni, Signore, a salvarci.
SECONDA LETTURA (Gc 5,7-10)
Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardate l'agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendete a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore.
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Is 61,1)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è su di me,
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.
VANGELO (Mt 11,2-11)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo attenderne un altro?
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via".
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
Parola del Signore.
OMELIA
Che cosa siete andati a vedere nel deserto? E' un interrogativo che spinge la gente a riflettere. Non una canna, non un uomo vestito di lusso... Avete incontrato nel deserto un profeta, il messaggero che è venuto a preparare la via, il più grande tra nati di donna, ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Parole misteriose, ma che vogliono farci riflettere sulla grandezza che ci ha regalato battesimo mediante il quale siamo entrati a far parte al nuovo regno di Dio, inaugurato con la morte redentrice del Salvatore. Accogliendo quindi il suo vangelo e vivendolo con coerenza, si diventa più grandi di Giovani perché viviamo nella nuova economia di grazia. Giovanni è in prigione. Avverte che i suoi giorni sono contati. Con un re feroce come Erode non si scherza e tanto meno con la furia di una donna a cui viene rinfacciata la sua spudorata infedeltà. Egli, dalla prigione, invia i suoi discepoli a Gesù per domandare se egli fosse davvero il Messia: Gesù risponde citando Isaia 35,5, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, in cui si descrive l'esultanza del popolo che fa ritorno a Gerusalemme, accompagnato dalla natura in festa. Si celebra così quello che spesso viene chiamato "secondo esodo": il ritorno del popolo ebreo in Gerusalemme dopo la deportazione babilonese. Ma il vero esodo dalla schiavitù del peccato si verifica tramite il Messia che porta gioia in tutti i cuori con guarigioni miracolose e con la liberazione dal dominio del demonio. Alla domanda se fosse proprio lui il Messia, Gesù risponde di riferire al loro maestro quanto vedono e sentono. Il Battista vede terminare la sua missione dal momento che il Messia è arrivato e potrà ormai lasciare questo mondo, contento di aver creato questo contatto tra i suoi discepoli e Gesù, alla cui sequela si metteranno dopo la sua decapitazione. Per entrare nel mistero della fede sono necessarie la calma, la pazienza. E' quella che raccomanda San Giacomo portando come esempio il contadino che attende con serenità il frutto della seminagione o anche i profeti, che hanno dovuto subire persecuzioni, prigioni e anche morte. Forse Giovanni resta alquanto sconcertato dalle notizie che gli vengono riferite circa l'annunzio di salvezza che Gesù opera con tanta amabilità, con tanta bontà, favorendo i peccatori, gli umili, gli ultimi. Un novità per lui che grida nel deserto. Per noi invece è una dolce notizia perché nella nostra malattia non desideriamo un medico senza cuore che estirpi il male senza misericordia, ma un medico pietoso che guarisca, infondendo fiducia nella ripresa. E' fonte d'immensa gioia potersi sentire dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati! Va in pace! Questo compie la misericordia di Dio mediante il suo ministro nel sacramento della riconciliazione. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Sempre si rinnovi, Signore, l'offerta di questo sacrificio, che attua il santo mistero da te istituito, e con la sua divina potenza renda efficace in noi l'opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Andate e riferite ciò che avete udito e veduto: ai poveri è annunziata la buona novella".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, nostro Padre, la forza di questo sacramento ci liberi dal peccato e ci prepari alle feste ormai vicine. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
Il povero, cammino d'unità
Io vivo con un popolo che non ha parola: quelli che sono esclusi dagli affari del mondo, che sono rifiutati, considerati come pazzi, e che spesso sono lontani anche dalla "Buona Novella" di Gesù.
Sì, io voglio, in certo modo, essere solidale con coloro che nel mondo sono esclusi a causa di un handicap fisico o mentale. Voglio anche unirmi ai loro genitori che soffrono tanto profondamente. E voglio parlare a nome di quelli che non hanno una casa. Alcuni sono nelle prigioni dei nostri Paesi, in celle così piene da scoppiare, condannati a causa della loro attività politica e della loro lotta per la giustizia, della loro fede in Gesù o delle loro azioni contro la legge. Altri sono negli immensi campi per profughi; altri ancora sono immigrati in terre straniere. Voglio parlare a nome di quelli che sono intrappolati nel mondo della droga, gli emarginati, quelli che sono schiavi della prostituzione, quelli che sono soli, i vecchi, quelli che hanno fame, i lebbrosi, gli ammalati, i moribondi. Voglio parlare a nome dei bambini che soffrono e, in modo particolare, di quei bambini che sono rifiutati ancor prima di nascere.
Voglio parlare a nome di tutti quelli che si sentono inutili, non voluti, un peso sulle spalle della società, un ostacolo per le persone cosiddette "normali", i ricchi. I loro cuori sono feriti. Vivono nell'angoscia e nel senso di colpa perché nessuno, nessuno ha mai detto loro che erano preziosi e importanti.
Posso parlarvi di Paolo? Ora ha ventidue anni. L'abbiamo visto qualche anno fa in un ospedale, cieco, sordo, col cervello gravemente leso. È stato abbandonato, all'età di quattro anni, dalla sua famiglia che, molto provata, non aveva potuto sopportare la sua malattia. Non aveva mai udito queste parole: "Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto", parole così indispensabili per la sicurezza, la crescita e la pace di ogni bimbo. Proprio perché non aveva vissuto un profondo rapporto di amore, di comunione, di fiducia con i suoi genitori si era chiuso dietro spesse mura psicologiche, soffocato dai dolori acuti dell'angoscia, della solitudine e della colpa, che sono le grandi sofferenze dell'uomo. Dico "di colpa", perché molto spesso chi è rifiutato dal mondo pensa che, se è stato rifiutato, è perché non è buono a nulla, è perciò cattivo.
Paolo vuole tanto essere amato, eppure ha paura di essere amato. Quando si è stati feriti nel proprio cuore, come lo è stato lui, gli altri diventano pericolosi e si è obbligati a nascondersi dietro a mura di paura e di sospetto. Occorrerà molto tempo perché Paolo abbatta queste barriere, che forse non cadranno mai del tutto. Tutto ciò richiederà molti anni, durante i quali noi saremo chiamati a toccare il suo corpo con rispetto, a lavare il suo corpo con tenerezza, a vestirlo, a giocare con lui e a sollevarlo con gioia, sperando così di fargli scoprire che, proprio lui, è bello e importante. A poco a poco, speriamo che scoprirà che non vi è per lui alcun pericolo nell'uscire fuori dalle mura che si è costruito, che può aprirsi alla fiducia e credere in se stesso, che può vivere, che c'è speranza.
Chi è oppresso e abbandonato aspetta, come Paolo, qualcuno che starà con lui, che entrerà in un rapporto di fiducia reciproca con lui, che camminerà con lui, che gli dimostrerà la sua dignità e che è un figlio prezioso del Padre. Chi è abbandonato e inutile è spesso incapace di lottare per la sua liberazione, è troppo stanco, troppo debole, troppo povero, troppo malnutrito, troppo ammalato.
Sulla nostra terra, circa 2000 anni fa, la parola eterna del Padre si è scritta nella nostra storia. Il Verbo si è fatto carne, è diventato un Bambino nel grembo di Maria, sposa di Giuseppe. Maria l'ha dato alla luce in una grotta a Betlemme.
Egli ha abitato fra noi. Egli ha fatto percepire a noi, uomini e donne di ogni età, la nostra bellezza. I suoi occhi, le sue mani e la sua voce hanno insegnato ai lebbrosi e a Maria di Magdala che erano importanti. Ma noi non l'abbiamo accolto. È venuto fra i suoi, ma i suoi non l'hanno accolto. Noi l'abbiamo respinto, l'abbiamo imprigionato, l'abbiamo torturato, l'abbiamo crocifisso. Eppure, per mezzo del suo corpo spezzato e del sangue che ha versato in sacrificio, egli ha rivelato proprio a noi, uomini e donne di ogni luogo e tempo, che siamo amati, infinitamente amati dal Padre. Noi non siamo un popolo condannato e malvagio, ma un popolo rinato nel perdono e nella speranza tramite lo Spirito di Gesù. E oggi Gesù continua a camminare su questa terra, ma in noi che siamo la sua Chiesa, i suoi discepoli e, anzi, i suoi amici. Siamo noi il suo corpo, il suo Corpo mistico. Egli vuole che siamo le sue mani, i suoi occhi, la sua voce, il suo viso e il suo cuore per far capire ai vari Paolo, come a tutte le persone del mondo e, in particolare, ai più poveri e ai più deboli, che sono preziosi per il Padre e che sono capaci di crescere per portare la vita agli altri.
Egli ci manda, con la potenza del suo Spirito, per essere con i poveri, camminare con i poveri, stare sempre con loro, e non solo venire a trovarli di tanto in tanto, per migliorare le loro condizioni di vita, non solo, sebbene ciò sia importante, per impartire loro degli insegnamenti teorici e ideologici, ma per vivere un rapporto autentico con loro, un'alleanza. Egli non vuole che abbiamo paura; egli vuole che abbandoniamo le nostre sicurezze di santità, di potere e di sapere perché possiamo aprire loro le nostre case per andare a vivere nel loro quartiere e per diventare con loro un corpo, una comunità, una comunione, per diventare con loro Chiesa di Gesù Cristo in modo più veritiero.
È così che noi cresceremo insieme, in nome di Gesù, nella libertà, a dispetto delle tirannie e dell'oppressione; noi costruiremo insieme delle comunità di riconciliazione, dove ognuno troverà il suo posto, dove gli uomini e le donne potranno cooperare fra loro, nel rispetto e nell'amore delle loro differenze, e dove le famiglie cristiane potranno accrescersi ed espandersi nell'amore.
Paolo mi ha insegnato tanto. Mi ha insegnato che il Padre, se si cela nella bellezza della creazione, nello splendore delle liturgie e nella saggezza dei teologi e dei sapienti, si cela anche nel corpo straziato dei lebbrosi, degli ammalati, di quelli che soffrono. Si cela anche nel bambino: " Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chiunque accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato".
Chi può credere in questo messaggio, che l'eterno Dio Onnipotente si trova nei piccoli, negli inermi, negli oppressi e nei sofferenti di questo mondo; che vivere con loro significa vivere con la santa Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo? Come Gesù è l'immagine del Padre, il figlio abbandonato, respinto, è l'immagine di Gesù e, quando noi istituiamo un rapporto di fiducia con lui, entriamo in un rapporto di fiducia con Dio.
" Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori... per le sue piaghe noi siamo stati guariti ".
Paolo mi ha fatto capire che la cosa più preziosa in me è il mio cuore. La mia testa e le mie mani non hanno valore se non nella misura in cui sono a servizio dell'amore e del rapporto fondato su un'alleanza, che deriva dall'alleanza con Gesù. È vero che la sua debolezza, la sua fragilità, la sua fiducia mi hanno risvegliato, mi hanno chiamato in causa e, oserei dire, mi hanno portato sulla strada della guarigione e dell'unità. Mi invita a passare dall'isolamento del mio orgoglio e delle mie paure alla compassione, alla comprensione, alla tenerezza e alla partecipazione.
Ma non è solo questo che mi ha insegnato Paolo: mi ha insegnato qualcos'altro. Mi ha fatto capire che in me ci sono degli spazi di odio, di violenza, di depressione, di paura; ha risvegliato in me alcune profonde ferite di angoscia, di cui ignoravo l'esistenza e che dormivano nel profondo, dietro alle mie barriere di potere, capacità, conoscenza, ipocrisia e desiderio di essere ammirato. Camminando con i poveri, ho toccato con mano la mia povertà. Le loro ferite mi hanno fatto percepire le mie. Mi hanno mostrato la mia paura di seguire davvero Gesù con fede, umiltà e povertà, e quante volte ho voluto fuggire, rifugiarmi nel sapere, nei sogni per il domani, nel potere e nelle sicurezze umane. Sì, i poveri mi urtano. Il grido profetico che alzano per essere compresi, per ottenere un po' di amicizia e perché si dia loro una possibilità, mi ha rivelato la mia durezza, il mio egoismo, il mio peccato e la mia resistenza ad ogni cambiamento interiore. Mi hanno fatto capire quanto io sia prigioniero delle mie paure e della mia cultura.
Eppure, io so che la mia alleanza è con loro; è in loro e con loro che io incontro Gesù Cristo; Gesù nascosto in chi ha fame o sete, in chi non ha casa o vestito, in chi è straniero, ammalato o prigioniero; Gesù la vita del mondo.
E io devo imparare a incontrare Gesù, non solo nella povertà di Paolo, ma anche nella mia povertà. Ho bisogno di Gesù, nostro Salvatore, per imparare ad amare. Sì, io so che è vero: Gesù, che ama, è nascosto nelle ferite di Paolo, ma lo è anche nelle mie ferite. Il suo cuore ferito e colpito a morte è nascosto nella piccolezza, nella debolezza, e nelle ferite dell'umanità. Il suo cuore è un'immensa fonte d'amore, nascosto nel cuore della Chiesa, nascosto nel regno di Dio che è presente oggi fra noi, in tutto ciò che appare nel linguaggio del nostro mondo, perduto e disperato.
Tutti noi siamo invitati a bere, bere a pieni sorsi al cuore di Cristo; bevendo, noi, cioè la Chiesa, possiamo diventare un rifugio per tutti quelli che, in questa terra, sono isolati ed oppressi. Cristo ha posto chi ha fame e chi soffre fra le braccia della sua Chiesa, affinché possano guarirci, farci scendere dai nostri piedistalli di potere e di ricchezza e guidarci verso la saggezza delle beatitudini.
Sì, l'unità alla quale noi tendiamo, l'unità del corpo, non può esserci se noi non diveniamo "uno" con Gesù e "uno" con gli esclusi del mondo. Saranno costoro a guidarci alla Città Santa, quelli che accorrono, saltellando di gioia, alla festa delle nozze, mentre i ricchi hanno rifiutato l'invito. Imparando a lavare loro i piedi, a chiedere loro perdono, imparando a camminare umilmente con loro, scopriremo, proprio mentre ci insegnano a spogliarci delle nostre ricchezze, la ricchezza dell'amore e della verità nascosta nei loro cuori, nascosta a volte dietro la collera, la depressione e la malattia. E noi saremo uniti, non in un desiderio di vendetta o di odio nei confronti dei ricchi e degli oppressori, ma con i cuori pieni di perdono. Sì, la forza dell'amore di Gesù, vissuto nell'unità e nella partecipazione, è più forte della potenza delle armi più terribili.
La Chiesa fondata da Gesù, crocifisso e risuscitato, animata dallo Spirito Santo, affidata agli apostoli così come alle donne e a Maria, madre di Gesù, e ai suoi fratelli, come si dice negli Atti, è chiamata, oggi come ieri, ad essere una Chiesa umile e fiduciosa nell'annunciare con audacia la "meravigliosa novella" della pace e della salvezza. Essa è chiamata a essere una Chiesa ospitale, una Chiesa che è povera e cammina accanto al povero; una Chiesa che comprende e che vive il potere della non-violenza (un uomo come il Mahatma Gandhi ha vissuto ciò con grande verità), una non-violenza che non è debolezza, ma forza. È chiamata a essere una Chiesa pronta a entrare nella lotta contro le forze del male e dell'odio, descritte nel libro dell'Apocalisse come la bestia e il drago. Così ciascuno di noi è chiamato a essere il viso e il cuore di Gesù, l'Agnello di Dio, offerto in sacrificio; ciascuno è chiamato a essere pronto a dare la vita per amore, in unione con Gesù crocifisso e risuscitato, in compagnia di tutti quelli che hanno dato la vita prima di noi o che soffrono oggi la crocifissione.
E se oggi non possiamo bere tutti insieme allo stesso calice il sangue di Cristo, beviamo insieme allo stesso calice la sofferenza, la sofferenza della divisione, della divisione fra noi come della divisione fra noi e i poveri e i sofferenti. Che possiamo rinnovare, con una umiltà più grande, la nostra totale fede in Gesù, vita del mondo! Gesù, la notte in cui fu tradito, prese il pane, lo benedisse, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo".
Spezzò il pane, segno del suo corpo spezzato. Anche noi siamo il suo corpo spezzato. La Chiesa è spezzata: l'umanità è spezzata. Piangiamo e chiediamo perdono a Dio, chiediamo perdono gli uni agli altri, e a tutti gli uomini e le donne della terra, soprattutto ai più poveri e ai più deboli, per avere così spesso sfigurato il messaggio di Gesù. Lasciamo allora che si impossessi oggi del cuore di ciascuno di noi, lo benedica e lo spezzi, spezzando così la nostra durezza e il nostro orgoglio, e lo doni, rinato nell'amore e nell'umiltà, trasformato in sé dallo Spirito Santo, a tutti gli uomini e a tutte le donne e, in particolare, a chi è povero, isolato o perduto.
Ma noi, corpo spezzato, cerchiamo di diventare "un" corpo nella Città Santa, dove nessuno è escluso e dove l'ultimo e il più debole hanno il loro proprio posto.
È la nostra speranza per la vita e per la redenzione di tutti gli uomini e di tutte le donne. E questo si realizzerà quando diventeremo davvero figli suoi, che con una profonda fede in lui pregano davvero: "Padre nostro".
JEAN VANIER
LA PAROLA
13 dicembre 2016
Martedì
Santa Lucia (m)
3.a Avvento - III
Il povero grida e il Signore lo ascolta
Liturgia: Sof 3,1-2.9-13; Sal 33; Mt 21,28-32
PREGHIERA DEL MATTINO
Buon Dio, noi viviamo in un tempo in cui si pensa di potersi fare un'immagine chiara di ognuno..., in un tempo in cui noi uomini siamo sottoposti ad analisi e ridotti a modelli teorici di comportamento.
Noi abbiamo sistemato deliberatamente i nostri cassetti - uno per ogni tipo.
Padre, facci vedere che molti dei cosiddetti montoni neri sono di fatto bianchi agnelli... che sono la tua soddisfazione.
ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore verrà, e tutti i santi con lui: in quel giorno splenderà una grande luce.
COLLETTA
O Padre, che per mezzo del tuo unico Figlio, hai fatto di noi una nuova creatura, guarda all'opera del tuo amore misericordioso, e con la venuta del Redentore salvaci dalle conseguenze del peccato. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Sof 3,1-2.9-13)
La salvezza messianica è promessa a tutti i poveri.
Dal libro del profeta Sofonia
Così dice il Signore: «Guai alla città ribelle e impura, alla città che opprime! Non ha ascoltato la voce, non ha accettato la correzione. Non ha confidato nel Signore, non si è rivolta al suo Dio».
«Allora io darò ai popoli un labbro puro, perché invochino tutti il nome del Signore e lo servano tutti sotto lo stesso giogo. Da oltre i fiumi di Etiopia coloro che mi pregano, tutti quelli che ho disperso, mi porteranno offerte. In quel giorno non avrai vergogna di tutti i misfatti commessi contro di me, perché allora allontanerò da te tutti i superbi gaudenti, e tu cesserai di inorgoglirti sopra il mio santo monte. Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore il resto d'Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.
Il povero grida e il Signore lo ascolta.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Vieni, Signore, non tardare: perdona i peccati del tuo popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mt 21,28-32)
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È venuto Giovanni, e i peccatori gli hanno creduto.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Parola del Signore.
OMELIA
Fatti e non parole! È facile infatti proclamare verità, predicare il vangelo, proporre agli altri determinati comportamenti, ciò che conta è agire, è testimoniare con le opere quanto si afferma con la voce. La parabola che Gesù ci propone è quanto mai eloquente: può capitare a chiunque di dare un momentaneo ed istintivo diniego dinanzi ad un impegno che ci viene chiesto; può anche capitare al contrario, di dare con la stessa spontaneità un verbale assenso. Ciò che però determina il valore della nostra scelta e della nostra azione sgorga dall'adesione reale alla volontà di colui che ha chiesto il nostro impegno. Lo stesso Signore categoricamente afferma: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Lo stesso Gesù, parlando della sua missione diceva: «Non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato». Dinanzi alla passione, mentre suda sangue nell'orto del Getsemani dice: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».Quando ci ha insegnato a pregare ci fa dire al Padre nostro: «Sia fatta la tua volontà». Quindi fare la volontà di Dio, a noi manifestata dallo stesso Cristo, è l'impegno primario di ogni cristiano, è il motivo principale della nostra preghiera, è la via per la nostra santificazione. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta e santifica, Signore, le offerte della tua Chiesa, perché il popolo che si raduna per celebrare i tuoi misteri, ottenga i benefici della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
È venuto Giovanni Battista e i peccatori gli hanno creduto.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore Dio nostro, questa celebrazione eucaristica, fonte e culmine della vita della Chiesa, ci aiuti a progredire nel cammino della salvezza. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Dio, mi sento talvolta senza misericordia e pazienza nei confronti del mio prossimo. E la mia massima in questi casi è: "Sì è sì e no è no"... "Adesso significa subito e non un altro giorno".
Fammi riconoscere, Signore, che a volte ci vuole tempo, semplicemente, perché il giorno cresca... e che ciò che importa in fin dei conti è la qualità del raccolto - e non soltanto la velocità della sua crescita.
LA PAROLA
17 dicembre 2016
Sabato
San Modesto
3.a Avvento - P
Venga il tuo Regno di giustizia e di pace
Liturgia: Gen 49,2.8-10; Sal 71; Mt 1,1-17
PREGHIERA DEL MATTINO
Padre, manda il tuo Spirito Santo ad addolcire il nostro cuore e la nostra volontà ostinata, affinché, perdonati nel sacramento apportatore di vita istituito da tuo Figlio, noi stessi siamo, a tua immagine, esempi della disposizione a perdonare con gioia.
ANTIFONA D'INGRESSO
Si allietino i cieli ed esulti la terra: viene il nostro Dio, e avrà pietà dei poveri.
COLLETTA
Dio creatore e redentore, che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una Madre sempre vergine, concedi che il tuo unico Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sè in comunione di vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo ...
PRIMA LETTURA (Gen 49,2.8-10)
Non sarà tolto lo scettro da Giuda.
Dal libro della Genesi
In quei giorni, Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre! Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervìce dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare?
Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 71)
Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Ai poveri del popolo renda giustizia,
salvi i figli del misero.
Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.
Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
O Sapienza dell'Altissimo, che tutto disponi con forza e dolcezza:
vieni ad insegnarci la via della saggezza.
Alleluia.
VANGELO (Mt 1,1-17)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.
+Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Parola del Signore.
OMELIA
L'evangelista Matteo per preparaci alla prossima venuta di Cristo, inizia il suo racconto con una lunga e, apparentemente, monotona genealogia; un elenco di nomi, di cui solo di alcuni ne conosciamo le storie e, tra l'altro, non tutte edificanti. Si parla di generazioni passate, appare però evidente come tutte siano orientate e convergano come un punto fermo ed ultimo della storia. Gesù Cristo, alfa e omega, principio e fine. L'insegnamento che possiamo ricavarne è di primaria importanza: sembra talvolta che gli eventi umani abbiano un corso segnato quasi esclusivamente da noi, per cui stentiamo a vederne gli sbocchi finali. Per noi è difficile saper rispondere alla domanda «dove va la storia?» Tale difficoltà dipende da una parte dai nostri limiti, non sappiamo leggere «i segni dei tempi», dall'altra, istintivamente, se non illuminati dalla fede, ci limitiamo e accontentiamo a registrare la cronaca quotidiana dei fatti. Il Vangelo ci sollecita fortemente a legare la storia a Dio e Dio alla storia. Questo è il motivo per cui gli eventi raccolti e narrati nella bibbia diventano storia sacra, proprio perché letti alla luce di Dio. La buona gente è solita dire, a mo' di proverbio: «l'uomo propone e Dio dispone», oppure «non si muove foglia che Dio non voglia»; ciò è verissimo se sappiamo leggere la vita nostra personale e quella del mondo alla luce della salvezza e della redenzione. Noi, credenti in Cristo non possiamo neanche minimamente pensare che il mondo rimanga esclusivamente in balia degli uomini o che Dio ne perda il controllo. Solo Lui è in grado di coniugare, con l'infinita sua sapienza, la libertà degli uomini, anche di quelli che si rendono responsabili delle peggiori malvagità, è il suo progetto universale di salvezza. La venuta del Figlio suo Gesù Cristo, ormai prossima, serva a ripeterci questa indispensabile garanzia che la storia, anche quella dei nostri giorni, è nelle mani di Dio. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Dio, i doni della tua Chiesa, e nella partecipazione a questo grande mistero nutrici con il pane della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ecco, viene l'atteso da tutti i popoli, la casa del Signore sarà piena di gloria.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, che ci hai fatto tuoi commensali, esaudisci i nostri desideri e fà che ardenti del tuo Spirito splendiamo come lampade davanti al Cristo che viene. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PREGHIERA DELLA SERA
Dio di misericordia, resta con noi, ora che si fa sera. Allontana da noi, questa notte, tutto ciò che può fare del male alla nostra anima o al nostro corpo; concedici tutto quanto serve alla nostra salvezza. Fa' ardere nei nostri cuori il fuoco dell'amore, che ci spinga a cercarti e a intraprendere il cammino con te.
LA PAROLA
18 dicembre 2016
Domenica
San Graziano vescovo
4.a Avvento - IV
Ecco, viene il Signore, re della gioia
Liturgia: Is 7,10-14; Sal 23; Rm 1,1-7; Mt 1,18-24
PREGHIERA DEL MATTINO
Mio Dio, penso ai nomi che ti danno. Tu che sei qui, tu che hai detto che sarai qui quando qualcuno ti chiamerà e si lascerà condurre da te. Sei un aiuto per gli uomini, sei al loro fianco quando hanno bisogno di te. Poiché tutto questo non ti bastava, e gli uomini ti dimenticavano continuamente, poiché i tuoi nomi non erano abbastanza per percepire la tua grandezza e la tua presenza, tu ti sei avvicinato a noi come un fratello, con un volto umano, e sei diventato uno di noi, uno come noi. In Gesù, tu sei veramente con noi. Non me lo ripeterò mai abbastanza, o tu, mio Dio. Amen.
ANTIFONA D'INGRESSO
Stillate dall'alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore.
COLLETTA
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell'annunzio dell'angelo ci hai rivelato l'incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 7,10-14)
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto». Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 23)
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
SECONDA LETTURA (Rm 1,1-7)
Gesù Cristo, della stirpe di Davide, figlio di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio - che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l'obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo -, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
Parola di Dio.
CANTO AL VANGELO (Mt 1,23)
Alleluia, alleluia.
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele: "Dio-con-noi".
Alleluia.
VANGELO (Mt 1,18-24)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Parola del Signore.
OMELIA
Il dubbio, di qualunque genere esso sia, qualunque sia il motivo che lo genera, chiunque sia a soffrirne, è sempre causa di angoscia e compromette la nostra interiore serenità. Non per niente il Signore Gesù proclamerà solennemente al mondo che solo la verità ci rende completamente liberi. Il dubbio di Giuseppe deve essere stato particolarmente atroce e tormentato, riguardava infatti l'innocenza, lo splendore, la purezza e l'onesta della promessa sposa, della Vergine Maria, già definita dall'Angelo "piena di grazia" e, ai suoi occhi, evidentemente, con i segni della maternità. Da che mondo è mondo una donna resta incinta per opera d'uomo e come poteva Giuseppe, anche se "uomo giusto", comprendere che ciò che lui vedeva in Maria, era invece opera dello Spirito Santo, dell'amore fecondo di Dio? Elisabetta comprenderà il mistero di Maria per un intervento dello stesso Spirito. A Giuseppe verrà in soccorso un Angelo del Signore. Per noi l'unico soccorso dinanzi ai probabili dubbi, è solo la fede e la preghiera. Queste sono le virtù che ci occorrono per entrare nei misteri di Dio ed accoglierli, non per l'evidenza della ragione, ma solo per quel dono gratuito di Dio. Far tacere la nostra logica e muoversi in quella luce soprannaturale è la via sicura del credente, è l'unico strumento per accogliere ciò che trascende la stessa ragione umana. Quanti presumono invece di giudicare Dio e le cose di Dio solo con la fioca luce della mente e incorrono inevitabilmente nei dubbi, negli errori e nelle negazioni assolutamente gratuite... È necessario dinanzi alle nostre debolezze, ricorrere alla potenza del Signore, occorre umilmente invocare lo Spirito Santo affinché nella luce divina si sciolgano tutte le nostre incertezze e tutti i nostri dubbi. Anche il Natale richiede tutta la nostra fede umile ed attenta. Un salmista afferma: "nella tua luce, Signore, vediamo la luce", senza la Luce anche i presepi si oscurano e vuotano del Cristo. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all'altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
MEDITAZIONE
Su numerose colonne e capitelli della Borgogna, Giuseppe è rappresentato così: seduto in un angolo, in contemplazione del bambino, davanti all'asino nella loro fuga verso l'Egitto; oppure visitato e istruito dall'angelo in sogno. Egli è seduto, pensoso, quasi sempre leggermente indietro, in margine, e lo scultore lo rappresenta con molta ispirazione. A che cosa pensa, quali riflessioni gli passano per la testa, e nel cuore?
Ecco la donna che egli ama ed ecco il bambino che è pronto a proteggere. Ecco le domande e i problemi che lo agitano. Ed ecco le notti insonni, gli incontri notturni, le domande che si è posto senza sosta e le risposte che ha ricevuto in sogno. Poiché: "Il Signore le dà ai suoi in sogno" - è allora che ha visto chiaro nel piano misterioso di Dio. È in sogno che si riconosce la realtà, che la si penetra dall'esterno, dalla superficie, e che si vedono le cose più profonde. E Giuseppe vede, e guarda, e sorveglia il bambino, vegliando sulla madre. Egli è pronto ad agire e a vivere come Dio gli ha indicato. Ma, nel corso dei suoi giorni, egli continuerà a riflettere sulla vita che Dio gli ha riservato. E il bambino che egli alleva come suo? Si dice che l'immagine che i bambini si fanno di Dio sia segnata da quella che hanno del loro padre. Si dice che sia difficile trasmettere e proclamare che Dio è un buon padre se l'esperienza personale del padre ha lasciato segni negativi. Che uomo doveva essere Giuseppe, come ha gestito il suo ruolo di padre, quando si pensa al modo in cui il figlio che ha allevato parla del Padre celeste!
Dr. GABRIELE MILLER
LA PAROLA
20 dicembre 2016
Martedì
San Liberato martire
Feria di Avvento - P
Ecco, viene il Signore, re della gloria
Liturgia: Is 7,10-14; Sal 23; Lc 1,26-38
PREGHIERA DEL MATTINO
"Noi ti preghiamo, dicci, o Maria, il sentimento che ti ha commossa, l'amore che ti ha riempita quando ciò si è compiuto in te, quando il Verbo si è fatto carne in te; dicci, o Maria, cosa sentivano allora la tua anima, il tuo cuore, i tuoi sensi e la tua ragione. Tu ardevi come quel ceppo che un tempo fu mostrato a Mosè, senza bruciarti" (Amedeo di Losanna). La mia anima si riempie del tuo mistero, Vergine Maria. Io ti accolgo e tu entri nell'intimità del mio spirito per concepire il Verbo divino, la Parola del Padre generatasi in mezzo alle fiamme di quel carbone ardente che è il suo amore.
ANTIFONA D'INGRESSO
Dalla radice di Iesse spunterà un germoglio, tutta la terra sarà piena della gloria del Signore, e ogni uomo vedrà la salvezza di Dio. (cf. Is 11,1; 40,5; Lc 3,6)
COLLETTA
Tu hai voluto, o Padre, che all'annunzio dell'angelo la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno, e avvolta dalla luce dello Spirito Santo divenisse tempio della nuova alleanza: fa' che aderiamo umilmente al tuo volere, come la Vergine si affidò alla tua parola. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Is 7,10-14)
Ecco: la vergine concepirà.
Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto». Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore». Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 23)
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l'ha fondato sui mari
e sui fiumi l'ha stabilito.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
O Chiave di Davide, che apri le porte del regno dei cieli:
vieni, e libera l'uomo prigioniero che giace nelle tenebre.
Alleluia.
VANGELO (Lc 1,26-38)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio.
+ Dal Vangelo secondo Luca
Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore.
OMELIA
E' frequente per l'uomo la tentazione di cercare la salvezza ricorrendo agli umani artifici: il re Acaz ha immolato il proprio figlio agli dei pagani, convinto di garantirsi così un futuro prospero e sicuro per il proprio regno, ma la garanzia del futuro non consiste in questo, protesta il profeta Isaia. I segni e i progetti di Dio trascendono di gran lunga le attese degli uomini; Egli ci sorprende e ci stupisce preannunciando per bocca del profeta prima e poi con l'annuncio del suo Angelo, l'avvento e la nascita di un bimbo da una vergine: nella nascita prodigiosa del figlio di Dio e nella sua immolazione sulla croce sarà riposta la vera salvezza dell'umanità, in quella nascita sperimenteremo la presenza del Signore tra noi e in lui riponiamo la nostra speranza. Il Figlio sarà immolato, ma non a dei pagani, ma al vero Dio, che da quella morte farà scaturire la salvezza universale. In questo contesto scopriamo la sublimità del ruolo che lo stesso Dio affida alla Vergine Maria; così lei entra a pieno titolo nella nostra storia come vergine e madre feconda. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, quest'unico mirabile sacrificio, e concedi che nella partecipazione al santo mistero riceviamo i beni che la fede ci fa sperare. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
L'angelo disse a Maria: "Ecco, concepirai e darai alla luce un figlio e gli porrai nome Gesù".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Proteggi questa tua famiglia, Signore, che hai nutrito con il pane del cielo, e con la forza di questo sacramento raccoglila nella verità e nella pace. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Maria, eccoti, più bella di Eva, poiché la redenzione si aggiunge alla bellezza della creazione, eccoti più bella di Eva, che pure era vergine nel suo corpo e nel suo cuore quando il serpente la sorprese nella nudità dell'innocenza per un annuncio di tenebre. Come è bello il dubbio del tuo animo, che pure era abituato al mondo angelico! Come risplende la tua umiltà, nel negare di essere simile a Dio, tu che hai portato nel tuo seno il frutto unico dell'albero della vita! Come è bello il tuo accettare senza condizioni: "Sia fatto secondo la sua volontà".
LA PAROLA
25 dicembre 2016
Domenica
NATALE DEL SIGNORE (s)

Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio
Liturgia: Is 52,7-10; Sal 97; Eb 1,1-6; Gv 1,1-18
PREGHIERA DEL MATTINO
"Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato". Ecco che l'ingenerato genera e la Vergine concepisce, il tempio della sua verginità è rimasto inviolato poiché è Dio che viene al mondo, è la luce stessa che vede il giorno, il tempo e lo spazio sono trascesi in modo definitivo e quest'oggi è un giorno che decide del domani. Gesù entrerà nella stanza dove si nasconderanno i discepoli, pur essendo chiuse porte e finestre, egli entra allo stesso modo nel nostro mondo poiché la luce vince l'opacità della materia. Luce da luce, Dio vero da Dio vero! Ormai ti manifesterai quando vorrai e non sarà miracolo ma semplice realtà della presenza. Che meraviglia fu per noi il Signore! Bambino, io ti adoro.
ANTIFONA D'INGRESSO
È nato per noi un bambino, un figlio ci è stato donato: egli avrà sulle spalle il dominio, consigliere ammirabile sarà il suo nome. (cf. Is 9,5)
COLLETTA
O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai rinnovati e redenti, fa' che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. Egli è Dio, e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (Is 52,7-10)
Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.
Dal libro del profeta Isaia
Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: "Regna il tuo Dio".
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 97)
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
Tutta la terra ha veduto la salvezza del nostro Dio.
SECONDA LETTURA (Eb 1,1-6)
Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Dalla lettera agli Ebrei
Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.
Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato"? E ancora: "Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio"? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: "Lo adorino tutti gli angeli di Dio".
Parola di Dio
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi: venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra.
Alleluia.
VANGELO (Gv 1,1-18)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me».
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore.
OMELIA
E' nato! Nasce oggi per noi. È vivo tra noi. Il Verbo si è fatto carne. Dio è diventato uomo, è il più piccolo di noi. L'ha accolto prima il seno verginale di Maria, ora una grotta e una mangiatoia. Vuole immergersi così nelle viscere della terra, nel nostro mondo. Chiede accoglienza e un po' di calore umano. Vuole scuoterci dal nostro torpore e dalle nostre assurde distrazioni. Viene ad operare un recupero totale della nostra umanità. Vuole distoglierci dalla antica e perenne tentazione di poter agire senza di Lui o contro di Lui. Egli sa che la vera miseria che ci opprime consiste nell'aver perso la nostra primitiva identità: non siamo più in grado di comprendere e vivere la nostra figliolanza e la nostra fraternità divina. Ci ritroviamo estranei e pellegrini senza meta. Mostrandoci nello specchio limpido della sua natura il volto di Dio, egli vuole farci recuperare l'iniziale nostro splendore. Questa è la luce vera del Natale, questa dobbiamo sorbire nella fede, in questo senso noi guardiamo le luci che brillano dovunque: vogliamo la luce vera che illumina ogni uomo, vogliamo la grazia che ci santifica e rende presente in noi la divinità. Il Natale vero avviene allora dentro di noi: è una nascita misteriosa ma reale, diventa orientamento per la vita, diventa amore alla vita, diventa gioia della verità e certezza di essere amati per essere poi a nostra volta capaci di amare. In quella nascita c'è un germe di vita nuova, c'è un monito da non disattendere, c'è una grande lezione, grande di umiltà e di autentica grandezza. Sono le virtù più urgenti per tornare a Dio. (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ti sia gradito, Signore, questo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, e ottenga a tutti gli uomini il dono natalizio della pace. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Verbo si è fatto carne e noi abbiamo visto la sua gloria.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, il Salvatore del mondo, che oggi è nato e ci ha rigenerati come tuoi figli, ci comunichi il dono della sua vita immortale. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONE
La Chiesa di Betlemme è questa donna e questo uomo chinati su una culla, costituita da una mangiatoia...
Maria, ancora tutta commossa, ma rassicurata dalla presenza del suo meraviglioso compagno, medita "nel suo cuore" gli avvenimenti che le hanno sconvolto la vita: l'incontro del messaggero di Dio, l'annuncio dell'impossibile concepimento, la visita ad Elisabetta, l'ordine imperiale, il viaggio faticoso, l'impossibilità di trovare un posto in albergo, la ricerca di un rifugio di fortuna, il parto, in una strana calma, del bel bambino, frutto della sua fede quanto del suo corpo, al quale sono venuti a rendere una strana visita alcuni pastori della zona e alcuni Magi dell'Oriente.
Giuseppe veglia sul bambino e sulla madre: il bambino così vicino e così lontano, che egli ha il compito di proteggere e di riconoscere, al quale egli deve dare un nome; la madre, che gli ispira tanta tenerezza e venerazione. Servitore disponibile e vigile, egli attende che Dio gli dia di nuovo un segno.
Il bambino dorme, si sveglia, sorride, piange, beve con gioia il latte materno, sorride di nuovo, si riaddormenta. Talvolta "si agita un po', mormora vagamente, tende le braccia, tenta di svegliarsi, ma non può". Appena percettibile, la sua respirazione dà il ritmo al silenzio della notte. Una pace indicibile inonda il cuore dei genitori. "Silenziosa come il respiro che esala, l'esistenza eterna riempie l'ambiente, uguale a tutte queste povere cose innocenti ed ingenue, quando è con noi, nessun male ci può capitare..." .
La Chiesa di Betlemme sono i pastori, i figli di Israele disprezzati dalla sinagoga, emarginati, rassegnati al loro stato di "poveri del paese", improvvisamente avvolti di luce, spaventati, subito calmati e mandati alla grotta dal messaggero celeste.
Trovano Maria, Giuseppe, il bambino che giace nella mangiatoia e se ne vanno contenti a raccontarlo agli altri e a lodare Dio.
La Chiesa di Betlemme sono i Magi, i figli d'Oriente, sapienti e religiosi, guidati da una stella cometa verso il Re dei loro sogni. Si prostrano, offrono i loro doni e ritornano alle loro dimore seguendo il nuovo cammino che Dio mostra loro.
La Chiesa di Betlemme è questa parte minuscola dell'umanità riunita attorno al suo Salvatore, protetta dal tiranno furbo e assassino grazie alla presenza del Principe della Pace che la Vergine piena di grazia ha partorito, mandata a proclamare la lieta novella a tutti gli uomini vicini e lontani. Mentre Cesare Augusto fa un censimento della terra piegata sotto il suo potere, mentre Erode affila le spade del massacro, "la speranza risplende come un filo di paglia nella stalla" dove dorme il Re dei re. Salvatore disarmato, senza forza, senza ricchezze e senza voce, totalmente dipendente, totalmente affidato ad altri, egli sfuggirà al massacro degli innocenti aspettando di subirlo, trentatré anni più tardi, sommerso dalle grida confuse della folla di Gerusalemme e dei soldati di Roma, di fronte alla madre addolorata e al discepolo prediletto.
È dopo la Pentecoste, nel primo fervore della fede in Cristo Risorto, che la Chiesa commemora, con l'evangelista Luca, autore degli Atti degli Apostoli, e Matteo, uno dei dodici, la nascita di Gesù. Anch'essa, come Maria, serba tutte queste cose meditandole nel suo cuore. La Chiesa capisce di non avere altra culla tranne quella di questo bambino, altra madre tranne la sua. Si stupisce di riconoscersi nella grotta di Betlemme, in questo primo cenacolo. Si sente sollevare in essa, come i due tempi di una stessa respirazione, il duplice desiderio che costituisce il ritmo della sua vita: gridare su tutti i tetti la scoperta inaudita e sprofondare nel silenzio della contemplazione... Si raccoglie nella presenza, nell'attesa della seconda venuta, e se ne va, per affrettarla, verso i quattro punti cardinali. Si raccoglie e si disperde, accoglie e dà, adora e divide. Non smette di ringraziare.
Essa scatena contro il Principe delle tenebre e contro i suoi sottoposti una battaglia accanita, battaglia spirituale che continua la vittoria decisiva del suo Signore sul peccato, sulla fatalità e sulla morte. Ne esce spesso ferita, talvolta martire, mai però disperata. E proprio all'interno della prova a cui la spingono le sue lotte, con allegria irresistibile, l'allegria pasquale, essa intona alla lode della gloria di Dio il canto natalizio degli angeli.
Card. ALBERT DECOURTRAY
LA PAROLA
27 dicembre 2016
Martedì
San Giovanni apostolo (f)
Ottava di Natale - P
Gioite, giusti, nel Signore
Liturgia: 1Gv 1,1-4; Sal 96; Gv 20,2-8
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, con la tua nascita nel mondo, ci è apparsa una nuova vita: illumina il mio cuore col farmi conoscere la tua verità. Nel tuo amore per gli uomini, tu hai dato la vita per vincere la morte: rendimi fedele alla tua vita e porta a compimento l'opera del tuo amore. Risorgendo dai morti, tu sei stato restituito ai tuoi discepoli: risveglia in me la fede perché io riceva la gioia della tua presenza.
ANTIFONA D'INGRESSO
Questi è Giovanni, che nella cena posò il capo sul petto del Signore: Apostolo beato, che conobbe i segreti del cielo, e diffuse nel mondo intero le parole della vita.
COLLETTA
O Dio, che per mezzo dell'apostolo Giovanni ci hai rivelato le misteriose profondità del tuo Verbo: donaci l'intelligenza penetrante della Parola di vita, che egli ha fatto risuonare nella tua Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (1Gv 1,1-4)
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita - la vita infatti si manifestò, noi l'abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 96)
Gioite, giusti, nel Signore.
Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono.
Gioite, giusti, nel Signore.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia
e tutti i popoli vedono la sua gloria.
Gioite, giusti, nel Signore.
Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo.
Gioite, giusti, nel Signore.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore; ti acclama il coro degli apostoli.
Alleluia.
VANGELO (Gv 20,2-8)
Versione in voce >>>>> VANGELO
L'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala corse e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!".
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.
Parola del Signore.
OMELIA
Gesù è la Parola della vita. In lui questa vita si è manifestata e si è fatta sensibile, per essere trasmessa a noi. Gli apostoli l'hanno veduta in tutta la sua concretezza e verità e ne rendono testimonianza. "Il Verbo è divenuto carne, noi l'abbiamo visto e l'abbiamo toccato con le nostre mani. Adesso lo annunziamo". Questo annunzio degli apostoli però ha uno scopo preciso: "Perché anche voi siate in comunione con noi". Dunque dobbiamo essere insieme con gli apostoli, dobbiamo, come loro, diventare testimoni di Cristo e della sua Chiesa. E' facile essere testimoni se non ti chiedono grandi cose... una messa di domenica, qualche digiuno o qualche sacrificio... Ma questo non basta. Il nostro essere Cristiani è di ogni giorno, è la testimonianza di qualsiasi posto dove ci possiamo trovare: al lavoro, dentro la metropolitana affollatissima, per strada, con i famigliari a casa... Affinché quelli che ci avranno guardato da fuori possano affermare: questi sono i Cristiani - guarda come loro si amano... Utopia? o l'essere o non essere dei Cristiani? (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Santifica, o Padre, i doni che ti offriamo e fa' che attingiamo da questa mensa la conoscenza viva del mistero del tuo Verbo, che rivelasti a Giovanni apostolo ed evangelista. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Verbo si è fatto carne, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto.
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente, per la forza misteriosa di questo sacramento, il tuo Verbo fatto carne, che l'apostolo Giovanni ha visto e annunziato, dimori sempre in noi. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Signore, tu hai benedetto questo giorno col dono del tuo amore: perdona e guarisci in me tutto ciò che non proviene da te. Mentre il giorno si allontana e cede alla calma della notte, ogni illusione cade: possano i miei occhi aprirsi alla verità, vedere non la luce di questo mondo, ma quella della tua risurrezione gloriosa.
LA PAROLA
5 gennaio 2017
Giovedì
Tempo di Natale 5 gennaio
San Deogratias, Edoardo confessore - [P]
Acclamate il Signore, voi tutti della terra
Liturgia: 1Gv 3,11-21; Sal 99; Gv 1,43-51
PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, dissipa le mie tenebre con la tua luce. Guarda in fondo alla mia anima e cancella ogni ombra e macchia, perché veda la tua immagine specchiarsi in me. Possa io riconoscere in te, mio Salvatore, l'immagine del Dio invisibile, il primogenito di tutta la creazione, perché anch'io gridi: "Tu sei il Figlio di Dio!".
ANTIFONA D'INGRESSO
In principio prima del tempo il Verbo era Dio; ed egli si degnò di nascere Salvatore del mondo.
COLLETTA
O Dio, che nella nascita del tuo unico Figlio hai dato mirabile principio alla nostra redenzione, rafforza la fede del tuo popolo, perché sotto la guida del Cristo giunga alla meta della gloria eterna. Egli è Dio, e vive e regna con te...
PRIMA LETTURA (1Gv 3,11-21)
Noi siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli, questo è il messaggio che avete udito da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Non come Caino, che era dal Maligno e uccise suo fratello. E per quale motivo l'uccise? Perché le sue opere erano malvagie, mentre quelle di suo fratello erano giuste.
Non meravigliatevi, fratelli, se il mondo vi odia. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui.
In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli. Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio.
Parola di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 99)
Acclamate il Signore, voi tutti della terra.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra.
Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra.
Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, alleluia.
Un giorno santo è spuntato per noi:
venite, popoli, adorate il Signore,
oggi una grande luce è discesa sulla terra.
Alleluia.
VANGELO (Gv 1,43-51)
Versione in voce >>>>> VANGELO
Tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l'albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l'albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell'uomo».
Parola del Signore.
OMELIA
Un imperativo che cambia radicalmente la vita di un uomo esce dalla bocca di Cristo. Il fortunato interlocutore è Filippo, che ha solo il merito di aver incontrato il Signore nella sua strada. Solo lui ha questo potere di comandare o meglio di donare così perché è il Figlio di Dio. Lui chiama perché ama di un amore di predilezione. Poi la risposta alla chiamata diventa testimonianza per altri: l'amore divino è sempre coinvolgente. Filippo racconta a Natanaele della sua scoperta: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Alla fede ancora parziale di Filippo fa riscontro quella ancora più negativa di Natanaele: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». È una visione ancora molto umana, ma i dubbi, anche quelli che potrebbero apparire legittimi, si sciolgono solo facendo esperienza di Dio. È ciò che sostiene Filippo quando dice: «Vieni e vedi». È l'invito che spesso possiamo rivolgere ai nostri interlocutori ancora dubbiosi della fede o con una visione solo razionale delle verità di Dio. Vieni e vedi, significa incontra anche tu il Signore, accostati a Lui con naturale onestà e sarai inondato della sua grazia e illuminato dal suo Spirito. Anche Natanaele verrà illuminato da Cristo e passerà dal dubbio alla fede piena e dichiarata: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Oggi il nostro pensiero si rivolge ai giovani chiamati da Cristo ad una speciale sequela: quanti dubbi, quanti tentennamenti, e ahimè, quanti rifiuti. È Gesù che ripete loro: «Non voi avete scelto Me, ma Io ho scelto voi». (Padri Silvestrini)
PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, i nostri doni e fa' che, illuminati dalla tua parola, ci accostiamo con fede viva al tuo altare, per offrirti il sacrificio di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Gesù maestro, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele".
PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, il sacrificio che abbiamo celebrato rinnovi tutta la nostra vita, perché nella meditazione del mistero dell'incarnazione del tuo Figlio vediamo il cammino da seguire e, seguendolo fedelmente, raggiungiamo la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
PREGHIERA DELLA SERA
Signore, mio Dio, i tuoi angeli portino, questa sera, la mia preghiera al tuo trono di gloria. Facciano scendere la tua benedizione su di me, a calmare la mia angoscia e le mie paure, perché io riposi tranquillamente fra le tue braccia.