Gilardoni e l’amico architetto Dalle paratie a Salita Peltrera

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Luca Ceruti

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Jun 11, 2016, 2:47:37 AM6/11/16
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Cronaca

Gilardoni e l’amico architetto Dalle paratie a Salita Peltrera


Uno degli aspetti più controversi e spinosi della terza variante del progetto paratie, contestato sia dall’Anticorruzione (che ha parlato di «divieto assoluto») sia dalla Procura (che ha bollato il caso come «turbativa d’asta») riguarda senz’ombra di dubbio gli incarichi professionali dati dai dirigenti della giunta Lucini ai professionisti autori dello studio di fattibilità e della progettazione della variante stessa. Consulenze costate a Palazzo Cernezzi 308mila euro date non con gara d’appalto, ma affidate con incarico diretto. Uno dei cinque professionisti che hanno usufruito di questi incarichi, l’ex consulente della Procura Virgilio Anselmo, è indagato con l’accusa di turbativa d’asta per un altro cantiere del Comune; un altro - l’architetto Angelo Dal Sasso, estraneo da qualunque ipotesi di reato - è stato segnalato (per ammissione della diretta interessata) dall’assessore Daniela Gerosa; un terzo, infine, aveva già lavorato per conto del Comune assieme a Pietro Gilardoni, ovvero il dirigente che ha firmato l’incarico stesso. Si tratta dell’ingegner Antonio Capsoni, che tra studio di fattibilità e progettazione ha ricevuto dal Comune un incarico diretto da 97.697 euro, mentre la norma prevede una soglia di 40mila euro oltre la quale si dovrebbe procedere quantomeno a una gara ad inviti.

Dagli atti dell’inchiesta che ha portato agli arresti dell’ex direttore dei lavori delle paratie e dell’ex responsabile del procedimento, Antonio Ferro, emergono ora delle intercettazioni nelle quali Gilardoni - al telefono con Roberto Ferrario, il professionista arrestato per un presunto episodio di corruzione proprio nei confronti del dirigente - “sponsorizza” Capsoni.

Parlando della figura professionale a cui affidare la progettazione dell’allargamento della Salita Peltrera, Gilardoni dice: «Ti farò due nomi». «Uno, Pietro: uno!». «Va bene, l’appalto glielo affidiamo noi...». E poco dopo: «Chi?». «Capsoni... mi son sempre trovato benissimo dal punto di vista strutturale, abbiamo fatto grandi cose, è l’ingegnere più bravo a Como». Bravura che ha spinto il Comune, negli ultimi anni, a rivolgersi spesso al professionista. Ad esempio si è occupato dell’allargamento del tondello della diga in vista della realizzazione del monumento di Libeskind; con Gilardoni si era occupato dell’idoneità statica della copertura del Sinigaglia (incarico dato da Ferro) e poi quel doppio incarico sulle paratie. •  P.Mor.



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