CIAO, ALBERTO!

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Specializzandi Onco 2007

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Apr 14, 2009, 1:41:49 PM4/14/09
to Medici Specializzandi Torino
Troppe volte ho sentito lo stomaco urlare di rabbia e di dolore,
immersa in una cosiddetta umanità che non sa più nemmeno quali siano i
suoi reali bisogni, i suoi reali desideri, in che cosa creda davvero e
soprattutto che cosa sia disposta a dare per ciò in cui crede, presa
com’è la maggioranza dal bieco delirio secondo cui tutto le è dovuto e
lei non deve niente a nessuno, nemmeno i suoi entusiasmi, non parliamo
di uno straccio di sentimenti.
E poi, in un momento qualsiasi che diventa di colpo un momento
speciale, Madama Sorte ci pone di fronte qualcuno che è il nostro
specchio: idee opposte alle nostre, ma portate avanti con la nostra
stessa cristallina onestà interiore, il nostro stesso impetuoso
entusiasmo. Qualcuno che ci è al tempo stesso inverso ed uguale.
Qualcuno da apprezzare e stimare più di tanti cosiddetti amici, con lo
stile e il rispetto che da tanto tempo sono passati di moda, ma che
certi vecchi signori e altrettanto vecchie madame ancora sanno
tributarsi a vicenda, come un segno segreto di riconoscimento tra
autentici simili, immersi in un mondo che di certi modi di essere,
prima ancora che di esprimersi o di agire, non sa proprio più che
farsene.
Ciao, Alberto, mio opposto e mio simile! Una certa discussione
lasciata in sospeso tra noi due una stagione fa ora ti trova molto più
competente di me, ma chi sa che il Misericodioso non ci conceda di
riprenderla? Scanso poi, probabilmente, a buttarci fuori a calci
persino dal girone degli iracondi, esasperato dal nostro eterno
battibecco! E anche, ne sono certa, sottilmente divertito all’idea che
ci sia chi ne coltivi ancora, di certi battibecchi, con tanto gusto
per la più gagliarda espressione e difesa delle proprie idee e, al
tempo stesso, per il confronto, come un duello galante in punta di
fioretto, sempre in perfetto stile, con quelle di altri altrettanto
entusiastici proclami.
Ciao, Alberto! Abbiamo perso qualcuno che credeva in qualcosa e non se
ne vergognava. Abbiamo perso un bene raro e prezioso. Che qualcuno di
noi lo conservi come una lezione fatta propria, una lezione sul
coraggio di pensare con la propria testa e il gusto di confrontarsi
senza tanti fronzoli con quant’altre teste in questo ci siano
veramente simili.
Pace, Alberto! Quella vecchia discussione, magari, la riprenderemo.
:’-)
Chiara Margiotta
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