Fwd: Notti e DEA

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Davide Tinti

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Sep 26, 2014, 1:43:20 PM9/26/14
to specializzandi...@googlegroups.com
Ecco la mail da parte dei rappresentanti per le notti in DEA e reparti pediatria.
Vi invito a leggerla con attenzione e quindi a dirmi cosa ne pensate, anche in privato se preferite. L'obiettivo è quello di avere l'opinione della maggior parte dell'anno. Qualsiasi richiesta di chiarimento ovviamente è ben accetta. 

Vostro sempre
Davide Tinti

Inizio messaggio inoltrato:

Da: davide garelli <garelli...@gmail.com>
Data: 26 settembre 2014 15:51:15 CEST
A: Davide Tinti <davide...@gmail.com>, Maria Vittoria De Vita <mariavitto...@gmail.com>
Oggetto: Notti e DEA

Ciao a tutti,
ieri ho parlato con Urbino sulla questione cambio orario dei pomeriggi
DEA, e lui si è dimostrato disponibile al dialogo: il punto chiave è
che ritiene fondamentale la presenza dello specializzando sul cambio
turno delle 20 per garantire continuità sui pazienti in carico. Per
quanto riguarda il discorso notti lui e gli strutturati DEA sarebbero
ben felici di averci come compagnia.
Oggi invece ho parlato con il Prof. Cordero che mi ha confermato come
non esistano limiti di copertura assicurativa che possano impedirci
formalmente di fare le notti e che lui appoggerà le nostre eventuali
richieste di introdurre le notti; il veto di Tovo deriva dal fatto che
lui si immagina le notti come le fanno a Padova, ovvero con lo
specializzando dentro e lo strutturato reperibile a casa (situazione
che non ha nulla a che vedere con la nostra eventuale proposta).
Fatto questo doveroso cappello introduttivo vengo al nocciolo della
questione: poco fa ci siamo trovati noi rappresentanti dei vari anni
per discutere l’annosa questione “notte si / notte no”.
La proposta che vorremmo portare a Tovo (con l’appoggio di tutti gli
strutturati) sarebbe quella di introdurre le notti DEA (eventualmente
con reperibilità telefonica del medico di interdivisionale che ci
possa chiamare al bisogno)  con orario 21-9 o 22-9 (a seconda
dell’orario dello specializzando di pomeriggio).
Il fine di introdurre la notte è quello di intraprendere un processo
di autonomizzazione che attualmente manca nel nostro percorso
formativo. Esemplificando la situazione è un po’ come se dovessimo
raggiungere in macchina un posto in campagna: a tutti noi sarà
successo di viaggiare come passeggeri o come conducenti, ed è
innegabile che fin quando non ci mettiamo alla guida noi in prima
persona la strada non la impareremo. Quello che realmente succede al
nostro percorso professionale è che passiamo dall’essere passeggeri di
fianco allo strutturato che guida all’essere alla guida da soli senza
nessuno di fianco: ci manca completamente il passaggio di noi che
guidiamo con qualcuno di fianco a cui chiedere consigli quando di
fronte ad un bivio non sappiamo dove andare.
In conclusione di questo sproloquio ho bisogno di sapere quanti di noi
sarebbero favorevoli all’introduzione delle notti (calcolate che siamo
47 specializzandi = 1 notte quasi ogni 2 mesi) perché solo con una
proposta che arriva in maniera univoca abbiamo qualche possibilità di
sfondare il muro di Tovo.
Fatemi sapere
Buon pomeriggio
DAvide
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