Con i suoi marchi editoriali, il gruppo pubblica libri e giornali (cartacei e digitali) in Italia e nel mondo, dispone di un'estesa catena di negozi, anche con la formula del franchising, ha una concessionaria pubblicitaria in joint venture con Publitalia '80 e detiene il 20% di Monradio S.r.l., societ produttrice di Radio 101.
Negli anni della prima guerra mondiale Arnoldo Mondadori ha l'idea di un periodico illustrato per le truppe al fronte. Lancia La Tradotta, che riscontra un buon successo. La Tradotta viene affiancato da La Ghirba, cui contribuiscono pittori e scrittori famosi tra cui Ardengo Soffici, Giorgio de Chirico e Carlo Carr.[10] Contemporaneamente allarga l'attivit libraria pubblicando nomi importanti della narrativa nazionale. Nel 1917 trasferisce il proprio stabilimento a Verona e alla fine del 1919 apre la nuova sede dirigenziale a Milano[11].
Gli anni venti sono un periodo di crescita intensa. Nel 1921 Mondadori riesce a stringere un accordo con l'industriale Senatore Borletti tale da garantire sia un pi stabile accesso al credito sia un rapporto organico con le nuove classi politiche del nascente potere fascista. Il 31 maggio di quell'anno Borletti, che entrato nella societ con un consistente afflusso di capitale, diventa presidente della nuova Arnoldo Mondadori Editore con sede a Milano, di cui lo stesso Mondadori diviene consigliere delegato. Borletti terr la presidenza fino al 1939, anno della sua morte.
La casa editrice inizia la pubblicazione di numerose collane di periodici. Sempre nel 1921 Mondadori acquista i diritti dell'Enciclopedia dei ragazzi. L'opera presentata nella vasta campagna pubblicitaria come il corredo indispensabile per ogni scolaro. Negli anni trenta l'editore ripubblica l'opera in una versione interamente rinnovata nella veste tipografica e nei contenuti; la nuova opera, edita nel 1935, conter circa 40 tra edizioni e ristampe, sino all'ultima edizione del 1979.[12] Alla produzione per la scuola, Mondadori affianca poi una ricca offerta di libri e periodici per l'infanzia, che confluisce nel Giornalino della domenica, storica testata per bambini acquistata nel 1925.
Intanto, due anni prima, Senatore Borletti ha convinto Mondadori ad entrare nella propriet del quotidiano milanese Il Secolo (1923). Le prime riviste mondadoriane, Il giornalino della Domenica e La Donna (acquisita nel dicembre 1922), confluiscono nella societ editrice del quotidiano. Nel luglio 1925 Mondadori nominato consigliere delegato. Alla fine dell'anno inizia a stampare Il Secolo Illustrato in rotocalcografia, tecnologia che consente di stampare su carta da giornale fotografie di ottima qualit[13]. Le vendite per non raggiungono i risultati sperati. Il 30 marzo 1927 Mondadori cede le sue quote ed esce dalla societ. Per otto anni non pubblica periodici[14].
Nel 1926 avviene la prima uscita de "Le Scie", la pi antica collana della Mondadori[15]. Nello stesso anno la casa editrice, codiretta da Mondadori e da Vincenzo Errante, inizia la pubblicazione dell'opera omnia di Gabriele D'Annunzio, il maggiore scrittore italiano dell'epoca[16]. L'iniziativa consacra la Mondadori sulla scena culturale nazionale e internazionale[17]; il prestigio assunto le permetter di sostenere negli anni altri progetti ambiziosi. Sono pubblicate le opere di giovani scrittori, come di autori gi affermati e dei classici della letteratura. Tra gli altri si ricordano: Luigi Pirandello, Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro, Sibilla Aleramo e Grazia Deledda.[18]. Nel 1928 entra in azienda, su consiglio di Senatore Borletti e Luigi Rusca. Nominato co-direttore generale, si occupa del risanamento economico dell'azienda[19]. Gradualmente ridimensiona gli spazi fino ad allora occupati da Vincenzo Errante[20]. Rusca rimarr in carica per 17 anni, fino al 1945.
Nel 1929 vengono lanciati i "Libri Gialli" (dirige la collana Alberto Tedeschi, le traduzioni sono opera in massima parte di Enrico Piceni), un progetto editoriale che consisteva nella pubblicazione di opere a carattere poliziesco di scrittori internazionali[21][22], un genere nuovo per l'Italia. La collana si distingue per il colore giallo delle copertine. Nonostante il prezzo abbastanza alto per l'epoca (cinque lire e mezzo), la risposta del pubblico fu positiva, con cinquantamila copie vendute in un mese e ottantamila dopo cento giorni. Accanto a quelli che sono considerati i maestri del genere, come ad esempio Raymond Chandler, Dashiell Hammett, Georges Simenon, Agatha Christie e Erle Stanley Gardner, nel 1931 iniziano ad interessarsi al genere e scrivere romanzi gialli anche alcuni scrittori italiani come Alessandro Varaldo e Augusto De Angelis.[23]
Tra il 1929 e il 1945 il regime fascista di Mussolini compie numerose azioni di censura nei confronti delle case editrici Italiane tra cui anche Mondadori. Queste azioni, rivolte verso la repressione e l'eliminazione di pubblicazioni di autori ebrei e di autori il cui obiettivo culturale andava contro gli ideali fascisti del partito, portarono alla censura di numerosi testi e traduzioni, limitando notevolmente la libert di stampa Italiana.[27]
Si contano oltre 200 opere tra testi e traduzione, censurate a Mondadori dal regime fascista, negli anni tra il 1929 e il 1945, chiaro segnale della repressione culturale in atto nella penisola. Tra gli autori censurati si segnalano: Erich Maria Remarque, Cesare Mori, Emil Ludwig, Vitaliano Brancati, Giulio Costanzi, Christa Winsloe, Margaret Kennedy, Leonhard Frank, Henry de Montherlant, Sem Benelli, Joseph Roth e molti altri autori italiani e internazionali.[28]
Il rapporto con il regime fascista , come per tutti i grandi industriali dell'epoca, di reciproco interesse[29]. Mondadori si lega a Mussolini fin da subito, infatti ottiene un'esclusiva per la realizzazione di un libro di Stato per le scuole elementari e si occupa dell'edizione nazionale dell'Opera omnia di Gabriele D'Annunzio e della pubblicazione di opere di propaganda del regime[30]. Intuendo le potenzialit di un nuovo mercato, nel 1933 Mondadori inaugura una collana dedicata interamente a opere di autori stranieri, Medusa. Il catalogo della collana, diretta da Luigi Rusca[31], uno dei pi ricchi dell'editoria italiana ed ottiene un successo inaspettato. La Medusa contribuisce anche a sprovincializzare il mercato interno.[29]
In tre anni vengono stampati circa 60 titoli, con pubblicazioni di autori insigniti del premio Nobel, e create un paio di collane figlie. La Medusa vede nascere lo sviluppo anche di nuove professionalit, come quella del traduttore: tra i pi importanti si ricordano scrittori del calibro di Cesare Pavese e Corrado Alvaro[32]. L'anno seguente nasce anche una collana dedicata ai Classici Italiani, diretta da Francesco Flora (e in seguito da Dante Isella). Il portafoglio riviste, negli anni trenta, comprende famosi periodici:
Nel 1935 Mondadori d alle stampe L'Enciclopedia dei ragazzi, originariamente un'enciclopedia inglese. I diritti sull'opera erano stati acquistati 14 anni prima (1921) da un piccolo editore milanese[35]. Negli anni venti l'opera era stata tradotta e pubblicata a dispense. Mondadori decide la riedizione integrale, rinnovando sia i contenuti che la veste grafica. La nuova opera viene pubblicata nel 1935, ottenendo circa 40 tra ristampe ed edizioni.[36]
Nello stesso anno Mondadori raggiunge un accordo con Walt Disney, che porta la casa editrice a pubblicare in Italia delle produzioni della Disney.[37][38] Rimanevano escluse le storie a fumetti di Topolino[39] i cui diritti erano in mano al fiorentino Giuseppe Nerbini, che dal 1932 ne pubblicava le storie sul settimanale omonimo, Topolino, ma che fu poi costretto a cederlo alla Mondadori che ne continu la pubblicazione[39][40] grazie all'intervento del regime fascista.[40]
Nel 1936 la casa editrice decide di riorganizzarsi per comparti: nasce cos l'Anonima Periodici Italiani (API), che raggruppa tutte le riviste mondadoriane[41]. Nel 1937 Cesare Zavattini, dopo avere assunto la direzione del Cerchio Verde, nominato direttore editoriale della casa editrice[42]. Nello stesso anno esce la collana "Omnibus". I primi due titoli, Via col vento di Margaret Mitchell e Novelle per un anno di Pirandello riscuotono un lusinghiero successo[43]. Nel 1938 nasce Grazia, rivista dedicata al pubblico femminile e l'anno successivo Alberto Mondadori, primogenito di Arnoldo, fonda il settimanale Tempo, precursore delle riviste d'informazione che caratterizzeranno gli anni del dopoguerra in Italia[36].
A partire dal 1942 la Mondadori inizi la pubblicazione dell'opera omnia di Giuseppe Ungaretti, intitolata Vita di un uomo. Nello stesso anno si aggiudica i diritti di Salvatore Quasimodo. La sua prima raccolta pubblicata con Mondadori Ed subito sera (contenente la celeberrima poesia ed altri componimenti scritti nei sei anni precedenti), che appare nella collana Lo specchio, dedicata alla poesia.[44] Nel periodo della seconda guerra mondiale, per sottrarsi al rischio dei bombardamenti, le redazioni e la sede vengono trasferite ad Arona, sul Lago Maggiore, a pochi chilometri dalla villa di Meina dove abitava Arnoldo. Dopo l'8 settembre 1943 (armistizio tra Italia e Alleati e conseguente invasione dell'esercito nazista) l'editore decide di trasferirsi clandestinamente in Svizzera, seguito sia da Andreina che dai figli. Dal paese alpino pot continuare a tenere i contatti con gli agenti e gli autori stranieri (prevalentemente statunitensi)[45]. Nell'aprile del 1944 la gestione dell'azienda venne commissariata dalla Repubblica Sociale Italiana.
Nel 1946 la societ assunse la denominazione attuale di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.[46]. Due collane segnano la ripresa dell'attivit editoriale della casa editrice nel secondo dopoguerra: I classici contemporanei italiani (1946) e I classici contemporanei stranieri (1947). Superata la fase di assestamento, la Mondadori inaugura una collana che propone "bei libri" ad un prezzo contenuto, settore all'epoca scoperto. Nel 1948 nasce cos la Biblioteca Moderna Mondadori, che punta ad allargare il bacino dei lettori, rivolgendosi soprattutto al pubblico giovane[47]. Intanto la collana dei "Gialli" conosce un successo senza precedenti: nel periodo 1946-1949 vengono stampate 1 377 222 copie[48].
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