[Antonia Tra Amore E Potere In 11

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Betty Neyhart

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Jun 13, 2024, 4:12:39 AM6/13/24
to spasofvica

Insieme a Ottaviano e Lepido fond il secondo triumvirato, un accordo secondo il quale a Marco Antonio spett il proconsolato sulle province di Gallia Cisalpina (con Illyricum settentrionale) e Gallia Comata, dopo gli accordi di Brindisi del 40 a.C. Marco Antonio divenne proconsole in tutte le province orientali (Macedonia [con Illyricum meridionale e Grecia], Asia, Cirene e Creta, Bitinia e Ponto, Cilicia e Cipro e Siria).

Antonia tra amore e potere in 11


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Condottiero abile e feroce, fu un luogotenente fidato di Gaio Giulio Cesare, suo parente per via materna, sotto il quale si distinse nelle sue campagne galliche e grazie al quale pot avviarsi con successo alla carriera politica, arrivando a ricoprire importanti cariche pubbliche. A seguito del brutale assassinio di Cesare, accrebbe decisamente, pur nella caoticit e profonda incertezza del periodo, il suo peso politico e la sua influenza, ponendosi altres quale figura di spicco dei Populares cesariani e contendendosi con Cesare Ottaviano (pronipote, nonch figlio adottivo, di Cesare) la loro guida.

Marco Antonio fu il primo romano a essere vittima d'un provvedimento di damnatio memoriae, una vera e propria condanna all'oblio. Con l'ascesa del suo rivale, che diede vita al primo Principato romano, alla sua morte il Senato non si limit solo ad applicare provvedimenti riservati ai nemici della patria ma impose la cancellazione di tutti i riferimenti della sua esistenza: documenti, epigrafi, ritratti.

In vita il triumviro romano veniva spesso paragonato alla figura di Eracle, per il suo atteggiamento e per il suo vestiario, dato che sovente si mostrava in pubblico con la tunica cinta all'anca, un mantello di panno ruvido e al fianco una grande spada[4]. Dal suo aspetto deriva l'espressione essere un Marcantonio, dal significato di persona grande e grossa, dall'aspetto florido e robusto[5].

Per ricostruire la sua vicenda disponiamo soprattutto della versione dei fatti elaborata dai suoi nemici, ovvero Marco Tullio Cicerone e la storiografia di tradizione augustea, che ne danno un'immagine esclusivamente negativa. Solo sotto l'imperatore Traiano, il greco Plutarco di Cheronea scrisse una lunga biografia di Antonio che, pur non esimendosi dal tramandarne il ritratto negativo fatto dai vecchi cronachisti a lui ostili, ha permesso il recupero dei suoi lati positivi.[6] Nelle variet di fonti, nelle Vite Parallele di Plutarco vengono accostate e rielaborate tradizioni storiografiche diverse, eccone un riepilogo[7]:

Marco Antonio nacque a Roma il 13 gennaio dell'83 a.C. Suo nonno, Marco Antonio Oratore, ucciso dai sostenitori di Gaio Mario nell'86 a.C., fu un buon militare e un grandissimo oratore. Dopo aver trionfato sui pirati di Cilicia, coron la sua carriera con l'elezione al consolato, dando cos la possibilit alla famiglia degli Antonii, di origine plebea, di entrare a far parte della nobilitas romana. Nell'esigente societ repubblicana, una politica favorevole e una buona posizione non erano sufficienti a garantire il pubblico rispetto; per ottenerlo bisognava esercitare una politica di liberalitas, ovvero di elargizioni. Cos suo figlio, Marco Antonio Cretico, fu conosciuto per la sua generosit, tanto da suscitare le critiche dei suoi nemici. Riprendendo le orme paterne, cercando di evitare la bancarotta, riprese una guerra contro i Pirati nel 74, ma fu un insuccesso. Mori in giovane et nel 71 a.C., lasciando Antonio e i suoi fratelli Lucio e Gaio e la sorella Antonia alle cure della madre Giulia Antonia, cugina di secondo grado di Gaio Giulio Cesare. Giulia spos Publio Cornelio Lentulo Sura, un politico coinvolto nella congiura di Catilina e giustiziato nel 63 a.C. su iniziativa di Cicerone. Il prestigio sociale del futuro triumviro era limitato dai debiti ingenti del padre, inoltre n lui e n i suoi fratelli erano stati adottati da Lentulo, quindi pur se orfani di un ex console non appartenevano alla famiglia senatoria ma furono declassati a semplici cavalieri[8].

Dopo questo periodo di irrequietezza, Marco Antonio and in Grecia per studiare retorica e divenne un abile oratore nello stile enfatico cosiddetto asiano[9]. Poco dopo divenne il luogotenente del proconsole Aulo Gabinio assegnato alla provincia di Siria; Antonio assunse il comando della cavalleria e per la prima volta mise in mostra le sue doti di coraggio, l'aggressivit e la sua abilit tattica, giocando un ruolo decisivo nelle successive campagne intraprese da Gabinio.

Inviato in Palestina per combattere Aristobulo II, che aveva innescato la rivolta contro Roma, sbaragli rapidamente il nemico e lo stesso Aristobulo cadde prigioniero[12]. Subito dopo convinse Gabinio a intervenire in Egitto su sollecitazione del re detronizzato Tolomeo XII Aulete; in questa campagna Marco Antonio diresse l'audace marcia della cavalleria fino a Pelusium che ebbe un'importanza decisiva. Archelao, marito di Berenice IV, venne vinto e ucciso, ma Antonio dimostr magnanimit verso gli sconfitti e imped sanguinose vendette da parte di Tolomeo XII[12]. Fu durante questa campagna che visit per la prima volta Alessandria d'Egitto, egli si guadagn il rispetto e l'ammirazione degli alessandrini[12].

Non si pu credere quanta simpatia e affetto per lui generavano nei soldati quegli atteggiamenti che agli altri apparivano grossolani, come le spacconate, gli scherzi e le bevute in pubblico. Era solito sedersi presso altri che mangiavano, o mangiava in piedi alla tavola della truppa.[14]

Nell'autunno del 53 Antonio si affid alla protezione di Cicerone, il grande oratore che in quel momento viveva una fortunata stagione politica. I due uomini sarebbero poi diventati nemici mortali. Dieci anni prima, Cicerone ne aveva fatto giustiziare il patrigno Lentulo; se Giulia non avesse accettato di umiliarsi, supplicando il console tramite l'intercessione della moglie, Cicerone non avrebbe restituito il cadavere alla famiglia per la sepoltura. Anni dopo, questi oltraggi non sarebbero stati dimenticati, ma il complesso funzionamento delle alleanze nella Roma tardo repubblicana, legati a parentele e clientele, rendono pi comprensibile l'atteggiamento di Antonio, che in ogni caso doveva essere stato consigliato da Cesare. Cicerone disprezzava Marco Antonio, lo considerava un "gladiatore" (considerata la sua corporatura) rozzo, limitato e sommamente avido.[15] L'oratore gli era per riconoscente, perch con il suo intervento aveva salvato da una fine ingloriosa il fratello Quinto Cicerone, messo alle strette dall'esercito dei Nervi.[16]

Nel 52 a.C., come legato, prese parte alla campagna contro la rivolta generale dei Galli guidata da Vercingetorige; egli si distinse, al comando di alcuni settori delle fortificazioni, nella decisiva battaglia di Alesia; Cesare cita per la prima volta Marco Antonio nei suoi commentari in occasione del lungo assedio di Alesia; egli avrebbe respinto, insieme a Gaio Trebonio, l'attacco dei Galli bloccati dentro la fortezza.[17]

Avendo raggiunto l'et necessaria, con l'appoggio di Cicerone, si candid alla questura per l'anno 52. Si trattava della prima magistratura importante, che apriva la strada al conseguimento delle pi alte cariche della repubblica, la pretura e il consolato. Successivamente divenne questore e svolse un ruolo importante nelle ultime fasi della conquista della Gallia, guidando le operazioni di repressione contro gli Atrebati[18]. Diventato accanito sostenitore di Cesare, grazie all'aiuto di questi nel 50 a.C. fu eletto tribuno della plebe e augure. Durante questo anno Antonio sostenne Cesare nel conflitto con il Senato e Pompeo; questi ultimi richiedevano le dimissioni del generale romano dal proconsolato e il comando dell'esercito prima che richiedesse l'assegnazione del consolato. Infatti mentre i senatori non volevano ricevere i messaggi di Cesare, n permettevano che fossero letti, Antonio, forte della sua carica, ne diede pubblica lettura. Fece cambiare opinione a molti, poich Cesare chiedeva condizioni giuste e moderate e domand ai senatori se non fossero piuttosto del parere che Cesare e Pompeo insieme deponessero le armi e congedassero gli eserciti. Ma i consoli non acconsentirono[19]. Il 19 novembre Antonio venne impossibilitato a proporre intercessio contro la deliberazione con la quale si voleva dichiarare Cesare hostis publicus. All'inizio del 49 a.C. dopo aver posto il proprio veto a favore di Cesare,[1] fu espulso dalla Curia, lasci Roma e raggiunse Cesare a Ravenna o Rimini (dopo il passaggio del Rubicone).[20] Secondo Cicerone invece i tribuni fuggirono volontariamente da Roma senza che gli fosse usata contro alcuna violenza.[21] Durante la fase iniziale della guerra civile, mentre Cesare marciava su Roma, Marco Antonio, assunto il comando di una parte delle coorti cesariane, occup Arezzo e poi Ancona.

Sic enim volo te tibi persuadere. Mihi neminem esse cariorem te excepto Caesare meo meque illud una iudicare, Caesarem maxime in suis M. Ciceronem reponere. Quare, mi Cicero, te rogo, ut tibi omnia integra serves, cius fidem improbe, qui tibi, ut beneficium daret, prius iniuriam fecit, contra ne profugia, qui te, etsi non amabit, quod accidere non potest, tanem salvum amplissimumque esse cupiet.

Ma, a questa dichiarazione di umilt, seguiva l'invito perentorio ad abbandonare Pompeo; i rapporti tra Cicerone e Antonio, diventavano sempre pi ostili, non solo per le sue ostentazioni di ricchezze e potere ma soprattutto per la compagnia della ballerina Volumnia Citeride; la donna, liberta del chiacchierato cavaliere romano Volumnio Eutrapelo, era una famosa interprete di mimo, una forma di spettacolo che univa danza, canto e recitazione, dai contenuti spesso licenziosi. Antonio ostentava la sua bella concubina come una sorta di status symbol, i conservatori approfittavano nel criticare questo comportamento, non per l'adulterio del tribuno (purch per le consuetudini romane, fosse l'uomo a compierlo), ma ci che pi urtava i fustigatori dei costumi e i cittadini pi sensibili al mos maiorum era l'ostentazione del rapporto tra un senatore e una liberta che esercitava un mestiere infame.[23] Nel frattempo Antonio ebbe l'imperio propretorio per l'Italia. In seguito ricevette l'incarico da Cesare di trasferire quattro legioni attraverso il mare Adriatico in aiuto delle forze del dittatore impegnate contro le legioni di Gneo Pompeo Magno nel settore di Durazzo. Prese parte alla battaglia di Farsalo e, quando Cesare venne nominato dittatore, fu fatto magister equitum, carica che prevedeva la direzione della politica militare e interna della penisola. La condotta di Antonio come amministratore port a un raffreddamento dei rapporti con Cesare, che lo rimosse dalle responsabilit politiche.

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