Telegram e gli opendata di Lecce

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Francesco Piero Paolicelli

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Sep 23, 2015, 12:01:25 PM9/23/15
to spaghettiopendata@googlegroups.com Data
Proprio quando openSipa rilascia SBot, in questo momento il codice del buon Matteo Tempestini sta riscuotendo molto successo.

Ho voluto fare un'ulteriore opera derivata e usare Il Bot di Telegran per promuovere gli opendata del comune di Lecce. Vi incollo la call pubblica lanciata su FB. Con i dipendenti comunali facenti parte del gruppo formale opendata, stiamo valutando tra i 120 e passa datasets rilasciati , quali siano papabili di essere interfacciati con il bot. Caso ha voluto che anche la protezione civile di lecce (che altro non è che un ufficio del dipartimento comunale ambiente) abbia rilasciato un portale dove manda i bollettini di allerta e previsioni meteo.
Tutti i dati vengono presi realtime tramite api ckan e parsing dei csv oppure xpath 
Prossimi passi: sistema monitoraggio viabilità, delibere/determine giornaliere, orari scuole, pasto giornaliero mense

Amici abbiamo bisogno di voi.

Partiamo da qui per l'utente finale:

1) Aprite Telegram (o scaricatelo è gratis)

2) Cercate l'utente opendataleccebot (tutto unito) e cliccate invia

Le risposte avvengono con cadenza di 60 secondi.

Enjoy :)


Spiegazione :

Avrete visto in questi giorni l'attenzione su un nuovo strumento innovativo di comunicazione automatica, sviluppato per la protezione civile di Prato da Matteo Tempestini.

Il codice disponibile su GitHub con licenza MIT, ha permesso varie personalizzazioni in Italia.

Stiamo parlando di un Bot (un sistema automatic) legato a Telegram, il famoso sistema di Instant Messaging che è usato al posto di What's up da milioni di utenti in tutto il mondo. 

In pratica l'utente "chatta" come se lo stesse facendo con amici, parenti ect. Utilizzando alcune parole chiave o comandi, il sistema automaticamente ti risponde. Puoi anche inviare una segnalazione georiferita (cioè devi avere il localizzatore GPS attivo sul tuo smartphone) e può essere usato quindi per indicazioni su pericoli, degradi urbani ma anche eventi, fun, contest fotografici ect.

Io stesso ho fatto @PiersoftBot proprio per creare "movimento" sull'argomento..ho svuotato parecchie volte il database..ora siamo a 900 segnalazioni di amici.

Ma come spesso capita nel mondo della sharing knowledge, da un'idea di qualcuno condivisa in rete, nascono altre tante idee da altre parti del mondo..se poi il "codice" cioè il software è anche online e riadattabile in base alle proprie idee, allora non c'è limite alla fantasia, economia e partecipazione.

Veniamo al dunque: abbiamo creato insieme al Team openData di Lecce, un bot che si chiama @opendataleccebot. Cercatelo sul vostro Telegram. Questo bot, prende i dati aperti utili per il cittadino e li rende fruibili via chat. Per ora ci sono i dati meteo, i bollettini della Protezione Civile di Lecce con il nuovo servizio InfoAlert365, gli eventi culturali disponibile nella giornata della richiesta, qualità dell'aria, e vorremmo anche ipotizzare un servizio sull'informazione della viabilità e quindi casi di congestione traffico ect.

Avremmo bisogno che testiate la piattaforma (sia con segnalazioni che con richiesta appunto di questi dati automatici. Ma soprattutto se avete delle richieste specifiche da porci. Tipo, perchè non mettete le farmacie di turno? benzinai? ect Cosi vediamo di tarare la macchina comunale in funzione di questa "killer application". Potremmo dire che "Telegram stimola la PA a produrre dati aperti, rendendoli fruibili ai cittadini con massima facilità".

E' ovvio che ogni città ha (dovrebbe avere) i propri dati aperti, per cui ci vuole tecnicamente una forte customizzazione. Ma questo riguarda i tecnici e consulenti interni ed esterni.. per ora interessa capire la domanda di dati e mirare l'azione.


Magari aiutate sia noi qui a Lecce, che tutte le PA o professionisti che vogliano replicare il progetto. Il codice lo trovate su GitHub cercando EmergenzePrato. Appena finiamo la fase di testing, ripubblichiamo la nostra versione riadattata.


Spero che l'assessore Delli Noci supporti anche questa iniziativa sperimentale in maniera forte ed interdipartimentale come ha fatto fin'ora.


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Alfredo Serafini

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Sep 23, 2015, 1:36:16 PM9/23/15
to Spaghetti Open Data
Ciao Piero

nei giorni scorso ho letto anche di qualche polemica legata all'uso dei bot telegram, mi pare su Genova (ho perso il link e non ricordo i dettagli), ne sai niente? mi ha incuriosito come cosa, anche perché se non ricordo male c'erano critiche legate alla copertura (qualcosa tipo SMS vs wifi) che mi sembravano un po' strane, dopottuto non è che per aggiungere un servizio un po' diverso bisogna per forza smantellarne altri pre-esistenti.

In ogni caso se si stanno replicando queste esperienze IMHOO sarebbe carino che trovaste anche un modo di metterle in rete, ad esempio una paginetta con i link a tutti i bot analoghi, così come approfondimenti per spiegare come replicare la cosa... e di lì l'appetito vien mangiando :-)

comunque bel progetto, molto interessante!

Francesco Piero Paolicelli

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Sep 23, 2015, 1:43:45 PM9/23/15
to spaghett...@googlegroups.com
Ciao Alfredo.

Su digitalchampions.it c'è stato la settimana scorsa l'articolo di Matteo Tempestini che rimandava al suo blog per l'installazione e al suo codice su github.

Ho solo preso smontato e rimontato il suo codice finalizzandolo ai dataset opendata del comune, mentre la sett scorso ho fatto la stessa cosa estraendo solo la parte delle segnalazioni dei cittadini, aggiungendo la parte "multimediale" rispetto al solo messaggio (cosi sarebbe stato analogo all'sms).
Con piersoftbot puoi mandare files, foto video e audio.
Questi rimangono "in" telegram ma il bot alimenta un DB con tutti i link per il download di tali allegati.
Ma puo' farlo solo chi possiede il token dell'api, cioè alla fine che possiede l'account.

Immaginiziamo la tipica segnalazione di degrado urbano, verde, buche ect.

Cosi puoi creare una mappa ad esempio per il pubblico con testo e pin delle segnalazioni, ed un'altra interna con foto e link per download allegati.


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Dario Bottazzi

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Sep 24, 2015, 8:51:54 AM9/24/15
to Spaghetti Open Data

Io ho solo letto la notizia del servizio sviluppato a Genova e, dal punto di vista tecnico e dell'ingegneria, penso ogni male dell'approccio seguito per un sistema di allerta alla popolazione. Perché tanto interesse per quello strumento? 

ciao
   da

Alfredo Serafini

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Sep 24, 2015, 9:53:26 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
mah Dario io personalmente chiedevo informazioni in più sono perplesso da quello che leggo in termini di polemiche e prese di posizione manichee anche in questo caso, ma magari ho troppe poche informazioni. A tutt'oggi dai vari commenti non riesco a capire perché si ragioni su "o questo o quello": è un limite mio, ma non ci arrivo, e mi permetto di dirlo non essendo coinvolto attivamente in nessuno sviluppo di qui o di là e non avendo particolari preferenze in materia: sono insomma un semplice spettatore (probabilmente un po' nerd per deformazione professionale) interessato :-)

Lo strumento non è male per alcuni tipi di cose e per veicolare informazioni un po' strutturate: indubbiamente ha diversi limiti (uno su tutti copertura/broadcast etc, possibile invece con SMS).
A me più che altro colpisce che al solito ci si schieri pro/contro, e non ne capisco le ragioni: ti serve il broadcast ed una rete non-dati? usa gli SMS. Ovvio ad esempio che in condizioni estreme sarà difficile poter usare telegram... d'altro canto se uno vive in una zona un po' isolata perfino gli SMS possono non avere copertura, e se c'è in atto il traffico generato da familiari etc ogni due per tre le reti si congestionano tutt'oggi. 
Poi c'è qualcuno che può accedere anche via telegram? bene, magari gli puoi inviare informazioni aggiuntive e di altro genere: ad esempio telegram consente accesso anche automatico e da computer, cosa alquanto improponibile via SMS, e se il servizio è già testato e disponibile da qualche parte magari lo puoi usare per chi può. Ovviamente è impensabile metterlo in piedi lì per lì.

Poi ovviamente se si ragionasse anche su sistemi che possano alimentare questi ed altri protocolli (come mi pare suggerisse il buon napo tempo fa in un altro thread) non sarebbe male, ma lì entriamo in tutto un altro tipo di ragionamento.




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Riccardo Grosso

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Sep 24, 2015, 9:57:51 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com

Concordo con Alfredo. Anche io non capisco le tifoserie a priori e forse anche superficiali

Matteo Tempestini - Pratosmart

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Sep 24, 2015, 10:07:45 AM9/24/15
to Spaghetti Open Data
Ciao a tutti,
mi inserisco nella discussione un po' in ritardo ;-)

"Dal punto di vista tecnico e dell'ingegneria" (che io pratico) emergenzeprato (sviluppato da me basandomi su Telegram ed un set di opendata della regione Toscana) non nasce come servizio di allerta quanto piuttosto un tentativo di sperimentare canali di comunicazione alternativi da affiancare a quelli esistenti. Questa soluzione è stata suggerita a Genova per la questione di cui sopra.

Il bot Telegram (che è uno dei bot usabili, ma esiste anche il Twitter Bot) vi consente di richiedere previsioni meteo di oggi,  del giorno seguente, i rischi idrogeologici del territorio, le temperature ed il livello del fiume Bisenzio di Prato. Questa non è gestione di allerta quanto piuttosto informazione.

Le stesse informazioni vengono tuittate ad intervalli regolari di tempo nel giorno.

In più il sistema nel Telegram Bot è predisposto anche per segnalare una posizione geografica e registrarla in un DB di segnalazioni (casomai si presentasse la necessità di creare una mappa crowdsourcing).

La funzione di invio messaggio in broadcasting (per inviare un'allerta) è una delle ultime cose messe a punto ed in testing in queste ore. Su questo vi aggiornerò.

Per chiarezza: non credo e non ho mai detto che si possa soppiantare da un giorno all'altro uno strumento con un'altro. Credo che però si possa e si debba provare a sperimentare alternative "multicanale" per arrivare a più persone e per trasmettere informazioni diverse (con un SMS il livello dei fiumi tramite un'immagine non lo si può trasmettere ad esempio).

A disposizione 
Un saluto a tutti

Matteo Fortini

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Sep 24, 2015, 10:25:35 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Se si vuole creare un servizio utile, bisogna andare dove si trova la gente.

Stiamo tutti cercando di sviluppare app molto utili ma più o meno "di nicchia" per veicolare informazioni, con mezzi estremamente limitati, se confrontati con quelli di aziende che misurano il loro successo sulla diffusione del loro servizio e quindi hanno personale molto brillante, motivato e ben pagato per migliorare sempre le funzionalità (cito Twitter, Facebook, Whatsapp, Telegram, Skype, Google, ...)

Dal punto di vista strettamente tecnico e ingegneristico appoggiarsi a qualsiasi soluzione non professionale per le informazioni alla popolazione, soprattutto per gli avvisi di allerta, è un controsenso: non offrono nessun tipo di garanzia e anzi spesso hanno dei disclaimer che sconsigliano questo tipo di uso o comunque sollevano l'azienda da qualsiasi responsabilità.

Tuttavia, qualsiasi soluzione robusta e professionale sarà certamente meno efficiente e più obsoleta e costosa da manutenere di tutte le piattaforme citate sopra, con l'aggravante di richiedere agli utenti lo sforzo di uscire dai luoghi noti e iscriversi/installare l'ennesimo servizio che non useranno se non in condizioni di emergenza, con il rischio che vengano ignorate o addirittura che non funzionino proprio nel momento del bisogno per qualsiasi problema tecnico non previsto.

Esperienze come quella di Valsamoggia in cui si usa Whatsapp per realizzare un innnovativo servizio di supporto dicono che nei fatti gli utenti ne sono contenti e il sistema può funzionare in modi nuovi e inediti. L'esperienza del terremoto, che ho purtroppo vissuto in prima persona, ci ha insegnato che per esempio in caso di emergenza le chiamate telefoniche vanno in tilt, gli SMS forse funzionano, le reti a pacchetto vanno lente, ma resistono.

L'unica soluzione per me è la convergenza e il riuso: trovare il modo di veicolare le informazioni su più canali, sfruttando al massimo tutti quelli disponibili, per raggiungere il numero più elevato possibile di persone. Chiedere la disponibilità di API riutilizzabili a tutti questi gestori.

Matteo

Alfredo Serafini

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Sep 24, 2015, 10:50:40 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
L'esperienza del terremoto, che ho purtroppo vissuto in prima persona, ci ha insegnato che per esempio in caso di emergenza le chiamate telefoniche vanno in tilt, gli SMS forse funzionano, le reti a pacchetto vanno lente, ma resistono.

difatti, infatti pur non vivendo lì ricordo molto bene per questioni affettive e familiari il caso de l'Aquila, dove a mia memoria in certe zone la copertura telefonica non è mai stata eccezionale già in condizioni normali

 
L'unica soluzione per me è la convergenza e il riuso: trovare il modo di veicolare le informazioni su più canali, sfruttando al massimo tutti quelli disponibili, per raggiungere il numero più elevato possibile di persone. Chiedere la disponibilità di API riutilizzabili a tutti questi gestori.

difatti Matteo, condivido su tutta la linea. API o anche l'uso di protocolli aperti, che favorirebbero un riuso senz'altro più robusto.

Idealmente sarebbe carino che chi gestisce i vari servizi avesse interesse nel popolare un database comune con la serie storica degli alert, per poterli poi incrociare con i dati ufficiali: magari potrebbero essere utilizzati proprio per valutare numeri alla mano la pervasività e l'efficacia dei vari strumenti sul territorio. 

luca menini

unread,
Sep 24, 2015, 11:28:35 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Il giorno 24 settembre 2015 15:53, Alfredo Serafini <ser...@gmail.com>
ha scritto:
> Lo strumento non è male per alcuni tipi di cose e per veicolare informazioni un po' strutturate:
> indubbiamente ha diversi limiti (uno su tutti copertura/broadcast etc, possibile invece con SMS).

Anche perche', oggi, i CFD (Centri Funzionalil Decentrati di
Protezione Civile) oggi diffondono le informazioni sulle allerte in
atto tramite:
- fax (e a molti va bene cosi');
- SMS (non avete idea delle "tonnellate" di SMS che si mandano
all'anno per comunicare le allerte);
- PEC (si, molti lo fanno per avere la "prova" di avver mandato la
comunicazione).

Quindi anche Telegram puo' avere un suo spazio/funzione.

Ciao.
luca

Stefano

unread,
Sep 24, 2015, 11:48:42 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com

Ciao,
Notizia fuffa.
I giornalisti hanno capito male quanto detto da Luna.

Ciao,
Stefano

luca menini

unread,
Sep 24, 2015, 11:50:40 AM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Il giorno 24 settembre 2015 16:07, Matteo Tempestini - Pratosmart
<prato...@gmail.com> ha scritto:
> Credo che però si possa e si debba provare a sperimentare alternative "multicanale"
> per arrivare a più persone e per trasmettere informazioni diverse (con un SMS il livello dei fiumi
> tramite un'immagine non lo si può trasmettere ad esempio).
>

Concordo.
Noi a Padova, ad esempio, stiamo sperimentando con alcuni gruppi di
Protezione Civile l'utilita' di misuratori di livello idrografico che
rispondono con SMS, se interrogate, o in automatico se il livello del
fiume sale oltre una certa soglia.

Senza questi sistemi, devono prendere e andare "fisicamente" a vedere.

Ciao.
luca

Matteo Tempestini

unread,
Sep 24, 2015, 12:13:56 PM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Le stazioni meteo o di monitoraggio se connesse in rete come sensori saranno sempre più " interrogabili" via web. Telegram rappresenta una buona piattaforma da questo punto di vista secondo me perché può trasferire file multimediali

Ps anche io conosco luoghi sul appenino pratese dove gli sms non arrivano ma ci sono le Wi-Fi , credo da questo punto di vista che debba essere il territorio a definire i canali sulla base della storia della cultura e dei mezzi.

Saluti

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Dario Bottazzi

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Sep 24, 2015, 1:11:18 PM9/24/15
to Spaghetti Open Data
Se possibile avete accresciuto la mia perplessità sulla proposta per genova. 

1) perché pensate che per forza una tecnologia di allerta debba essere low-cost e realizzata in modo casereccio? 
2) perché non considerate i processi? La protezione civile allerta i comuni, e sono i Sindaci ad avere la responsabilità di prendere le decisioni che esprimono con ordinanze. Di conseguenza perché vi sembra strano l'uso di strumenti come la PEC da parte della protezione civile? 
3) nel caso delle allerte perché volete sperimentare in ambiente di produzione? se aveste fatto una demo in giardino non avrei avuto nulla da ridire ma nei panni dello sviluppatore non mi sentirei tranquillo se lo adottasse davvero una città. chi è responsabile di fronte alla legge di eventuali ritardi o mancata comunicazione dell'emergenza ai cittadini? Il comune? lo sviluppatore? telegram? 
4) perché usare telegram e non il protocollo XMPP (anche questo scelta non felicissima) che permetteva però di comunicare con le chat di FB e gmail (che hanno molti più utenti)? 
5) visto che non abbiamo server di telegram come possiamo garantire che il servizio possa essere mantenuto nei prossimi anni? 
6) davvero credete che una rete di sensori dovrebbe comunicare via wi-fi tramite telegram? dite sul serio? 
7) bene multicanalità ma magari discutiamo di un progetto d'insieme per capire esigenze e requisiti

ciao
  dario 

Francesco Piero Paolicelli

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Sep 24, 2015, 1:29:24 PM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Penso che vadano distinte le cose.
Quando vendevo per telecom, mi ricordo clienti che compravano 10.000 sms per mandare pubblicità o alert da centraline
Ora comprano gigabyte.

Con 5 euro wind offre 3gb a scalare per esempio.
Molti miei ex clienti per esempio di pale eoliche o pannelli fotovoltaici o arpa migrano i propri modem da comunicazione in rete commutata o sms al modem gprs che trasmettono pochi byte ad intervalli regolari o addirittura always on rimappati con ddns.

È cambiato tutto. Tutto. 

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Francesco Piero Paolicelli

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Sep 24, 2015, 1:35:51 PM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Rispetto al mio oggetto mi sembra stiamo andando off topic. 
Io sto usando telegram con un bot per veicolare opendata ondemand pacchettizzati per i cittadini sperano di beccare quelli più utili.
La protezione civile invia anche i propri bollettini oltre dal proprio sito web anche via telegram.

Se vorrà dotarsi di sms faccia pure. Ma esula il mio fine.

Se devo dire qualcosa sul lato alert e PPC: 
Probabilmente conviene usare cose miste. Anche in funzione del fatto che per esempio io, sto al lavoro anche 4-5 ore di seguito con il cell in modalità aereo + wifi.
Sono collegato con il mondo ma non in rete gsm (e quindi sms non mi arrivano).

Sperimentare non fa male.
Se poi risparmiano a regime qualche euro per gli invii degli sms, al sistema paese non fa male.
Gli sms lo vedo come la carta..

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Dario Bottazzi

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Sep 24, 2015, 1:51:31 PM9/24/15
to Spaghetti Open Data
paolo nessun problema per la tua applicazione: va benissimo e credo che sia anche una roba simpatica. Ognuno libero di fare quello che crede ma le sperimentazioni con telegram e simili le farei su cose da cui non dipende la salute delle persone. Su temi di quel tipo serve un rigore e un modo di lavorare completamente diverso. 

Francesco Piero Paolicelli

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Sep 24, 2015, 3:35:04 PM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Ma nessuno parla di opendata?

Inviato da iPhone

Pratosmart

unread,
Sep 24, 2015, 3:50:22 PM9/24/15
to spaghett...@googlegroups.com
Piersoft non so se può interessare ma io emergenzeprato la sto usando (anche) a scopo “divulgativo” per fare capire a cosa possono servire gli opendata.

Francesco Piero Paolicelli

unread,
Sep 25, 2015, 1:46:06 AM9/25/15
to spaghett...@googlegroups.com
Ottimo Matteo.

Io penso che toglieró tutto ció che riguarda la protez civile se non i bollettini che abbiamo inserito sul portale opendata alimentati dal feed del portale della PPC comunale.

Voglio proprio che sia puro strumento per i soli opendata provenienti dal comune: quindi la parte finale del processo che c'è dietro.
Il cittadino deve avere "app in mano" i dati del comune ed io ne approfitto per mirare la pubblicazione dei dataset.

Esempio: ieri alcuni cittadini hanno chiesto che nel bot ci siano farmacie e benzinai.
Li avró dagli uffici competenti in questi giorno --> ci incontriamo , li pubblichiamo e li georiferiamo inserendoli anche su OpenStreetmap cosi dal bot faccio la query corretta con over-pass.

Ottengo quindi:
1) pubblicazione orientata alla domanda
2) facilità di fruizione
3) alimentazione database osm
4) accresco know how funzionari pubblici che imparano da una parte a produrre dati in base all'ascolto dei cittadini e dall'altro a rilasciarli ed eventualmente inserirli in osm.

Se ci riesco diventa un processo continuo, permanente, sano e sostenibile .

Il mio fine è un processo che si chiude. 

Come sapete Comuni che hanno adottato gli openData sono sotto i 100 su 8000. Cerco di fare un buon lavoro.

Inviato da iPhone

Matteo Tempestini

unread,
Sep 25, 2015, 2:08:14 AM9/25/15
to spaghett...@googlegroups.com
Beh metterci già i bollettini è buona cosa secondo me.

Se ti serve integrare dentro query openstreetmap guarda pure il tipic che ho aperto ieri. Ho fatto un bot per cercare musei nelle vicinanze tramite dati osm.

Saluti e in bocca al lupo!

Francesco Piero Paolicelli

unread,
Sep 25, 2015, 3:30:25 AM9/25/15
to spaghett...@googlegroups.com
Assolutamente!
Sei una risorsa per me :)

Inviato da iPhone

Maurizio Napolitano

unread,
Sep 25, 2015, 5:50:49 AM9/25/15
to Spaghetti Open Data
aggiungo un po' di rumore alla discussione
Il consorzio dei comuni del Trentino offre un servizio virtuale di
ufficio di relazioni con il pubblico dal nome "COsmOs"
Il servizio è basato su sms, ma in realtà potrebbe essere multimodale
(e quindi anche telegram, twitter ecc...)
In pratica i cittadini possono inviare sms con domande in linguaggio
naturale ad un numero e il servizio risponde
in automatico.
Il servizio è qui
http://www.comunitrentini.it/Aree/Innovazione/Servizi-offerti/COsmOs

... per la parte invece di comunicazione di allerte, viene fatto uso
di un servizio su rete gsm che contattata tutti
i telefoni gsm all'interno di una cella.

luca menini

unread,
Sep 25, 2015, 8:20:40 AM9/25/15
to spaghett...@googlegroups.com
Il 24 settembre 2015 19:11, Dario Bottazzi <dario.b...@gmail.com>
ha scritto:
> 1) perché pensate che per forza una tecnologia di allerta debba essere
> low-cost e realizzata in modo casereccio?

Intanto non e' "per forza".
Poi tieni conto che se il Governo vuole tagliare le tasse ai
cittadini, deve tagliare i fondi alla PA :-)
Nel mio ente in 5 anni abbiamo tagliato quasi il 20% del personale (no
rinnovi ai contratti "precari", no sostituzione "pensionati") e oltre
il 15% dei "costi di gestione ordinaria".
Oltre a questo che e' un "faro guida", a mio avviso, si miglioreranno
i servizi anche aumentando il "coinvolgimento" attivo di tutti gli
attori.
I confini PA - "resto del mondo" diventeranno sempre piu' "sfumati".


> 2) perché non considerate i processi? La protezione civile allerta i comuni,
> e sono i Sindaci ad avere la responsabilità di prendere le decisioni che
> esprimono con ordinanze. Di conseguenza perché vi sembra strano l'uso di
> strumenti come la PEC da parte della protezione civile?

Per 2 motivi:
- non serve: e' uno standard "artificioso" come ben spiegato qui:
https://archiviando.wordpress.com/2015/02/23/la-pec-un-prodotto-made-in-italy/
- in emergenza, in genere, servono sistemi piu' "snelli".


> 6) davvero credete che una rete di sensori dovrebbe comunicare via wi-fi
> tramite telegram? dite sul serio?

E perche' no?
A mio avviso in emergenza e' fondamentale la "ridondanza" dei canali.


> 7) bene multicanalità ma magari discutiamo di un progetto d'insieme per
> capire esigenze e requisiti
>

Volentieri!

Ciao
luca
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