Portale API per il comune di Milano - ecosistema a più livelli

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Matteo Brunati

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Feb 27, 2021, 9:19:53 AMFeb 27
to Spaghetti Open Data
Ciao spaghettar*, 
riprendo una cosa che ha scritto Tommaso in un thread diverso: 

In questo momento sto lavorando a un progetto di Ecosistema aperto, ovvero accesso a API a vari livelli di licenza (da aperta a ristrettì). Cioè non solo dati aperti, ma servizi aperti nel contesto di una Smart City in questo caso. Un bel Developer Portal della città, in altre parole. 
Strada irta di ostacoli, ma che senza l'esperienza dell’Open Data non si sarebbe nemmeno mai intrapresa.

Sono curioso: @Tommaso puoi condividere più info su questo? 
A me risulta questo: 
  1. un endpoint SPARQL http://dati.comune.milano.it/sparql/sparql.html 
  2. una delibera del 2020 dove ci sono indicazioni dell'ecosistema https://www.comune.milano.it/detail?docid=015146_2020_269273
Ci daresti più contesto? Visto che a livello centrale ci prendiamo sempre dei sonori ceffoni, magari far scalare iniziative sulle città metropolitane potrebbe essere una buona via d'uscita allo stallo attuale (senza considerare l'emergenza sanitaria, che è un tema a parte). 

matt

Matteo Fortini

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Mar 1, 2021, 4:18:24 AMMar 1
to spaghett...@googlegroups.com, Matteo Brunati
Ciao,
approfitto per segnalare che venerdì sono state messe in consultazione le Linee guida sull'interoperabilità tecnica delle Pubbliche Amministrazioni, che mi sembra possano impattare anche su progetti di questo tipo.

https://www.agid.gov.it/it/agenzia/stampa-e-comunicazione/notizie/2021/02/26/consultazione-linee-guida-sullinteroperabilita-tecnica

Si tratta di un passaggio legato alle norme sul CAD che riguardano anche la strategia nazionale dati e il modello d'interoperabilità (https://innovazione.gov.it/progetti/dati-e-interoperabilita/ )

Attualmente il modello non è più centralizzato (DAF), ma federato, con ciascuna PA fornitrice indipendente di API e la PDND come gestore centralizzato dell'autenticazione e della concessione di accessi. La PDND è in progettazione presso PagoPA spa (https://www.pagopa.gov.it/it/pagopa-spa/)

Tutto questo permetterà sia accessi verificati, sia open.

Buona giornata,
Matteo


Il 27/02/21 15:19, Matteo Brunati ha scritto:
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Alberto

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Mar 2, 2021, 5:16:33 AMMar 2
to Spaghetti Open Data
Wow, è durato poco il DAF. Il modello federato sembra una scelta tecnologicamente sensata. Pensate che sia anche realistica, o che risulterà nella solita Italia a macchia di leopardo, con le amministrazioni forti che pubblicano e quelle deboli lasciate a se stesse?

Daniele Crespi

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Mar 2, 2021, 5:24:41 AMMar 2
to spaghett...@googlegroups.com
la seconda che hai detto

una strategia che non tenga conto del sistema dell'offerta (dove ora sono), è destinata a fallire

Il giorno mar 2 mar 2021 alle ore 11:16 Alberto <alberto...@gmail.com> ha scritto:
Wow, è durato poco il DAF. Il modello federato sembra una scelta tecnologicamente sensata. Pensate che sia anche realistica, o che risulterà nella solita Italia a macchia di leopardo, con le amministrazioni forti che pubblicano e quelle deboli lasciate a se stesse?

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Matteo Brunati

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Mar 3, 2021, 2:37:47 AMMar 3
to Spaghetti Open Data
Matteo, grazie della news: notevole. Mi guardo i dettagli asap. 
Intanto, mi accodo ai feedback di Alberto e di Daniele. 

Ma la governance come risulta? 

Cioè, la soluzione tecnica non risolve mai un problema di processi e di governance, almeno non in maniera automatica. Interessante il modello federato, ma come funziona l'adozione da parte del singolo ente? C'è un percorso già abbozzato per l'ingaggio, magari partendo dalla domanda/dalla volontà di completare la copertura di dati per ambito o cose del genere? 

Grazie,
Matt

Matteo Fortini

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Mar 3, 2021, 6:21:25 AMMar 3
to spaghett...@googlegroups.com, Matteo Brunati
Vi rispondo, parzialmente, per come la vedo io:
  • Sì il DAF è vissuto poco e male
  • I driver importanti del sistema delle API e della PDND sono per ora centralizzati e utili a tutti gli enti, ma potenzialmente anche a privati: ANPR, IPA, SIOPE+, ... ma è possibile l'accesso sicuro e autenticato molti a molti, come succede già nel caso di tanti servizi privati (vedi pagamenti, trasporti, biglietti, ...)
M

Il 03/03/21 08:37, Matteo Brunati ha scritto:
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microonda

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Mar 10, 2021, 1:15:26 PMMar 10
to spaghett...@googlegroups.com, Matteo Brunati
Ciao a tutti,
Dovete scusarmi se ci metto un po’ a rispondere, sono affogato dagli impegni familiari e lavorativi e sicuramente la chiusura delle scuole è la ciliegina sulla torta che preferivo non gustare :)

Detto questo, rispondo alla domanda originale di Matt Brunati, con Matteo Fortini ci siamo scambiati quattro chiacchiere qualche giorno fa sui temi ex DAF e PDND.

Ebbene, sì diciamo che la sfida principale che è stata raccolta dal Comune di Milano è quella di affiancare al processo di pubblicazione degli OD e LOD un’iniziativa di condivisione di API tra soggetti diversi che operano sulla città e producono dati a partire da servizi.

La delibera che ha citato Matt, fine Maggio 2020, traccia quella strada e vi incollo un estratto che fa da esempio (vedi immagine allegata o in linea, a seconda dei vostri client).

In pratica si tratta di fare un “developer portal” della città, una piattaforma ma prima ancora un catalogo con annesso un sistema di regole (sia licenze, sia formati, ontologie e standard di interoperabilità) che faciliti il fatto di mettere in condivisione delle API, degli open services relativi al proprio ambito di attività, in modo che altri attori possano sfruttarli per fare applicazioni (visto che si tratta di servizi, se no per fare analisi dei dati ovviamente bastano gli OD/LOD).

Un film già visto? Dipende.

Esempio 1
Nel mondo bancario la direttiva PSD2 ha di fatto imposto l’Open Banking, perciò oggi in Europa si possono autorizzare soggetti diversi dalla propria banca ad accedere alle API della banca per applicazioni innovative, per operazioni su conti multipli ecc. ecc. ecc.
Non sono Open Services, ma è un Ecosistema.

Esempio 2
Regione Lombardia da tempo (Expo Milano) ha promosso E015, che è una cosa simile, ma non ha l’accento su open services, poiché chi porta le proprie API tipicamente le può mettere “restricted”, quindi decidere chi è autorizzato a consumarle e chi no. E’ un modello possibile, è consolidato, oggi offre un ventaglio di applicazioni e servizi considerevole.
Presuppone però avere una P.IVa o una persona giuridica per accedere e non riduce la necessità di accordi bilaterali.
Perciò quando è il piccolo a dover fare un accordo bilaterale con un soggetto grande, è chiaro che la negoziazione favorisce il grande, è un rischio legato a quel tipo di schema, ma è anche un modo scelto per favorire l’adesione  (intanto aderisci, poi decidi a chi darai i dati….)

L’obiettivo dunque è quello di “federare” le API di provider di soggetti che operano sul territorio, non solo Comune e società partecipate che già comunque sarebbe moltissimo, ma anche ad esempio provider di mobilità condivisa (car sharing, bike sharing ecc.) e fare in modo che con una licenza d’uso “accettabile”, anche piccoli soggetti siano facilitati ad accedere alle API presenti nell’Ecosistema.
Il Comune può inserire l’adesione all’Ecosistema come clausola nella concessione di determinati spazi pubblici, poiché ovviamente spontaneamente pochi si assumono oneri aggiuntivi di loro volontà.
La sfida sta nel riuscire a strutturare queste API in modo che veicolino il giusto livello di dati e servizi, cioè senza pregiudicare il vantaggio competitivo di un’azienda che le fornisce, senza impegnare risorse significative lato IT ovvero senza richiedere investimenti aggiuntivi (pubblicare un’API ha un determinato costo, sostenere traffico e accessi numerosi è ancora di più un ulteriore costo… le regole devono rendere tutto ciò accettabile).

E’ disponibile già l’Ecosistema?
No, non lo è ancora, è attualmente in costruzione, è un passo piuttosto innovativo che per una pA locale è anche un po’ visionario (sebbene il tema OpenServices ed ecosistemi sia già sul tavolo di tanti progetti anche UE), quindi non c’è un copione consolidato da seguire, ma un percorso passo dopo passo che si eleva.


NOn so se ho reso bene le idee… ma mi interessano molto i vostri punti di vista  :)

A presto
Tom



Matteo Brunati

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Mar 14, 2021, 5:32:55 PMMar 14
to Spaghetti Open Data
Ciao Matteo,  
ho scorso un po' le linee guida e trovo affascinante la sezione dedicata alla semantica. Ero curioso sul come era stato affrontato il punto dolente dell'adozione di un modello dati condiviso tra le parti. La sezione è questa:
  • https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/lg-modellointeroperabilita-docs/it/bozza/doc/00_Linee%20guida%20interoperabilità%20tecnica/05_progettazione-dei-servizi-digitali/03_semantica.html
Uno dei più vecchi problemi degli Open Data italiani è sempre stato il costo altissimo nell'unire gli n silos di dati che trattano dello stesso tema ma che sono strutturati in maniera diversa, anche per colpa della frammentazione nella gestione IT dei servizi e degli n fornitori presenti nel territorio, che hanno sempre applicato logiche di lock-in senza conseguenze. 

Segnalo il punto perché credo interessi ad altri della lista di certo, oltre a chi modella anche il portale developers di Milano. 
Da quello che vedo, il percorso descritto ha tutto molto senso: non mi è chiaro se sia utile suggerire un vincolo nel codice (ispirandosi al vecchio 'code is law' di Lessig), oltre a quanto già dichiarato. Mi spiego meglio: 
  1. esistono ontologie e strutture dati già ben definite da alcuni anni che erano state usate anche nella fase prototipale del DAF;
  2. perchè non vincolare il modello dati nel codice pre-impostandolo by default a partire da un qualche automatismo che renda chiaro il dominio gestito fin dalle prime fasi del check? In questo modo diventa costoso svincolarsi da parte del singolo ente e si riduce il costo all'ingresso per la parte di modellazione, competenza spesso non scontata. 
Magari questi livelli di controllo sono già presenti in altri punti della documentazione e me li sono persi, ma di certo potrebbe essere un meccanismo che forza a livello tecnico quello che fino ad oggi non siamo riusciti a normalizzare come contesto nazionale. 

matt

ps - data la profondità dei contenuti delle linee guida e le implicazioni che hanno, un mese di consultazione pubblica credo sia davvero troppo poco. 
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