Fwd: Appunti tra un referendum vinto e una due giorni di piazza da vivere tutte e tutti assieme

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Davide Migliorino

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Mar 26, 2026, 7:38:55 AMMar 26
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Da: Marco Bersani <marco.b...@gmail.com>
Date: Gio 26 Mar 2026, 09:01
Subject: Appunti tra un referendum vinto e una due giorni di piazza da vivere tutte e tutti assieme
To: Fiorenza Bettini (via lista.cn Mailing List) <list...@list.attac.org>, leo bolliger (via lista.comitati Mailing List) <lista.c...@list.attac.org>, <lista-comple...@googlegroups.com>


Appunti tra un referendum vinto e una due giorni di piazza da vivere tutte e tutti assieme

Con la vittoria del No al recente referendum si sono aperte le prime faglie nella compagine di governo e nella maggioranza di destra che lo sostiene. Cadono le prime teste, nell'illusione di poter tenere insieme il castello di carte e di non dover ammettere che la marcia trionfale di Giorgia Meloni si è irrimediabilmente arrestata: non ci sarà alcun tappeto rosso per le ulteriori "riforme" previste dal programma di governo, che dovranno essere, al contrario, riposte nel fondo degli armadi. Non solo, l'incontenibile premier dovrà da ora in poi tentare di sopravvivere dentro un anno di agonia, dettato da una crisi economica e sociale che, grazie alle scelte belliciste intraprese, rischia di affossarla definitivamente.

Diverse importanti indicazioni ci arrivano dal risultato del referendum sulla giustizia. 

La prima di queste riguarda la generazione Gaza, ovvero la moltitudine di giovani che, dopo aver riempito, rendendole oceaniche, le mobilitazioni contro il genocidio dello scorso autunno, è scesa in campo anche sul referendum determinando la schiacciante vittoria del NO. Sono le giovani e i giovani che hanno smesso di subire un sistema che le e li considera nemici, che non offre loro alcuna prospettiva, che propone loro una vita di precarietà e che hanno fatto finalmente irruzione dentro una società che pretendono diventi radicalmente altra. Rappresentano un universo ostile al governo delle destre e incomprensibile alle opposizioni, le quali, dopo solo poche ore dall'esito referendario, già parlavano di primarie per le prossime elezioni, immaginando come arruolata una generazione che ha fatto della diserzione dal politicismo la propria cifra-.

La seconda indicazione riguarda la partecipazione alla campagna referendaria e al voto dell'area dei movimenti sociali, attiva nella società e tendenzialmente astensionista negli appuntamenti elettorali. E' una moltitudine di persone e realtà che ha deciso di fermare la deriva autoritaria e ha voluto dare un importante avviso di sfratto a un governo antisociale e antipopolare. Anche su questo versante, il desiderio delle forze istituzionali di centro-sinistra di averne acquisisto il voto sic et simpliciter, senza una svolta radicale nella visione sul futuro, è destinato a rimanere confinato nella pia illusione.

La terza indicazione riguarda la disobbedienza agita nelle regioni del sud del Paese, che votando sorprendentemente e in massa No al referendum, ha dato un giudizio di netto rifiuto, oltre che delle politiche del governo, anche di uno dei capisaldi delle torsione autoritaria dello Stato da questo voluta, l'autonomia differenziata e i suoi obiettivi di ampliamento dell diseguaglianza territoriali. 

La schiacciante vittoria del NO al referendum sulla giustizia ha interrotto una delle tre direzioni che la dimensione della guerra aveva intrapreso: la torsione autoritaria delle istituzioni. 

Ma il mondo non è cambiato e non cambierà senza interompere anche le altre due direzioni innescate: la trasformazione dell'economia in economia di guerra, attraverso la destinazione di tutta la ricchezza collettiva al riarmo, e la guerra interna, attraverso la repressione delle proteste e il disciplinamento della società.

Ecco perchè rendere oceanica la due giorni di piazza "Together No Kings" (27 marzo concerto / 28 marzo corteo) diventa ancor più fondamentale dopo l'importante vittoria referendaria: per far deflagare le crepe apertesi nel governo Meloni e per rendere evidente la realtà plurima e convergente di un'alternativa di società che esiste ed è in cammino per un mondo nuovo. E ha deciso di battere il tempo della libertà contro i Re e le loro guerre.


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