Un referendum pieno di NO e una piazza piena di SI
Marco Bersani
Lenin disse una volta che “ci sono decenni in cui non accade nulla. E poi delle settimane in cui accadono decenni”. Potremmo descrivere così questo arrivo della primavera che ha visto la straordinaria vittoria del NO al referendum sulla giustizia e la grande manifestazione nazionale No Kings che ha portato a Roma trecentomila persone.
Naturalmente, ciò che è accaduto non è avvenuto senza una sedimentazione nella società di un autunno che ha visto piazze oceaniche contro guerra, genocidio, riarmo e autoritarismo, animate da una generazione di giovani, scesa in campo per restarci. Come ha dimostrato partecipando in massa al referendum e dando sostanza al movimento No Kings.
Il governo Meloni ha accusato il colpo e ora naviga dentro una tempesta dalla quale, tra teste che cadono, “riforme” che evaporano, elezioni anticipate annunciate e smentite, non sa se e come uscirne.
Perché deve fronteggiare un NO al referendum che ha fermato la torsione autoritaria delle istituzioni, una delle cifre fondanti del programma di governo meloniano, e una straordinaria manifestazione del movimento No Kings che ha costruito un luogo di riconoscimento collettivo per tutte le lotte, le pratiche e le esperienze che quotidianamente e nei territori suggeriscono un’alternativa di società.
Il fatto nuovo è stata la convergenza di tutte queste realtà, che nel “camminare sulla testa dei re” e nell’opporsi a tutte le loro guerre, ha riempito di SI le strade di Roma, affermando i principi della giustizia sociale e climatica, della fine della precarietà, della dignità del lavoro, della difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici, del diritto alla pace e al futuro, della lotta al patriarcato, di una democrazia partecipativa, diffusa e dal basso.
Ha detto che un nuovo mondo è in marcia, che è in grado di bloccare tutto per interrompere il baratro della guerra in cui vorrebbero rinchiuderci, e che è tempo di scrutare l’orizzonte, se lo facciamo tutte e tutti insieme.
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