recensione Roma 11/4

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antonio

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Apr 27, 2022, 4:59:08 PM4/27/22
to sokolovgroup

Angelo Piacentini

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May 8, 2022, 5:25:52 PM5/8/22
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Qualche impressione sul recital di Roma, perché non sempre mi riconosco in quanto leggo nelle recensioni. 
Era il mio debutto al Parco della Musica di Roma. Salone enorme, per buona parte pieno. Ho trovato posto in seconda fila, in compagnia della donna, dove il suono arrivava ricco e goduriosamente bello. Tra il pubblico ho riconosciuto Piero Rattalino che, come sappiamo, stima molto Sokolov, senza particolare entusiasmo. 
Eccellente l'impressione delle Variazioni op. 35, ottima novità del repertorio sokoloviano, che continua a crescere, nonostante il pianista abbia l'età in cui potrebbe tranquillamente permettersi di ritornare sul noto. Come già constatato con la serie delle Bagatelle qualche anno fa, con Sokolov il Beethoven giovanile non appare mai un Beethoven minore, anticipazione della grandezza a venire. Sokolov valorizza ogni aspetto della scrittura, concedendosi tempi più larghi: le dinamiche sono generose, i contrasti estremizzati, e in generale l'opera è occasione per una grande esplorazione sonora, di timbri e colori. Bellissimi i momenti in cui è valorizzato l'aspetto polifonico e il contrappunto (nei passi a canone o nella Fuga), giacché Sokolov, da grande bachiano qual è, riesce a dipanare mirabilmente le voci. Al solito splendida la resa delle ornamentazioni: sembra vi vedere il retroterra barocco dietro queste variazioni. Non mancano poi momenti in cui si assiste a un fraseggio e a sonorità pienamente ottocentesche e a momenti e languori preschumanniani. In generale un'interpretazione molto libera, molto radicale, del tutto autonoma rispetto alla tradizione interpretativa per quest'opera. 
L'op. 117 di Brahms, che Sokolov ha messo in programma una decina di anni fa, mi è parso il momento meno interessante, perché ho ancora fresco il ricordo: esecuzione bellissima, ma non dissimile da quella ascoltata. 
Nella seconda parte i Kreisleriana, che sono stati il pezzo forte della serata. L'ho trovata una lettura cupa, densissima, iperespressiva. Il virtuosismo esibito non è quello puramente digitale, ma delle sonorità. Non so, forse esagero io, ma credo che la sofferenza degli ultimi anni, e la guerra in Ucraina, abbiano influito in questa lettura estremamente sofferta. Incantevole l'ultimo pezzo, Schnell und spielend, che Sokolov prende con tempi comodi: un capolavoro nell'articolazione, alternanza staccato, legato (e gradi intermedi), nella resa dei piani sonori, nella capacità di gestire crescendo e diminuendo, con effetto illusionistico del pianoforte che talvolta sembra allontanarsi, nell'alternare timbri secchi a timbri vaporosi. Per chi ama il pianoforte suonato alla grande, valeva da sola in prezzo del biglietto. Naturalmente i Kreisleriana di Sokolov entrano tra le grandissime interpretazioni di questo magnifica creazione di Schumann. 
I bis: Brahms, Op. 118/3; Rachmaninov, Preludi 9 e 10 dell'op. 23; Skrjabin, op. 11/4; Chopin, op. 28/20 e Ich ruf zu dir, Herr Jesus. Notavo nel Preludio di Skrjabin, chiaramente ispirato dal 38/4 di Chopin (altro bis storico di Sokolov), l'asincronia nell'esecuzione degli accordi: è un uso tardoromantico, praticamente abolito nel neoclassicismo e dalla corrente razionalistica vincente nel Novecento e vietato nella didattica (Michelangeli veniva criticato per l'uso che ne faceva). Sokolov lo usa con grande sapienza e con effetti di eco, e abilità nel dare prospettiva al suono. Ascoltando il famoso Preludio op. 28/15 dell'ultimo CD lo si nota nella parte centrale, quella della 'goccia d'acqua' che cade senza posa. 
Anche questo particolare è segno di un pianista in continua evoluzione, che ha ancora molto da dire.

Il giorno mercoledì 27 aprile 2022 alle 22:59:08 UTC+2 antonio ha scritto:
Da Stefano

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