antonio
unread,Nov 6, 2024, 10:15:23 AM11/6/24Sign in to reply to author
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to sokolovgroup
Dopo i primi tre concerti annullati la nuova stagione è finalmente decollata. Come prevedibile il set di Byrd è abbastanza corto (29 minuti scarsi). La musica di questo cinquecentista è fiorita in tutta la sua magnificenza. Fortunati noi che siamo nati in questa epoca, l’epoca del pianoforte moderno, fortunati a godere del pedale di risonanza, fortunati di farci incantare dalla magia sonora di Sokolov. Non so come non si possa apprezzare tutto questo per rimanere attaccati a un’assurda fede filologica che pretende di condannarci ad ascoltare solo esecuzioni su strumenti d’epoca.
Al primo ascolto non ho individuato un brano che emerga su tutti gli altri, come invece mi era capitato con una registrazione dell’altro programma di Byrd, quello del 1999. Come immaginerete, per “capire” appieno questa musica ci si deve fare l’orecchio, destreggiandosi tra l’infinita serie di abbellimenti. La produzione musicale si è evoluta per diversi secoli, per cui quelle strutture armoniche, poi abbandonate, oggi ci appaiono molto semplici, ma rivestono comunque un indubitabile fascino.
Dopo 9 mesi di esecuzioni la seconda parte del programma ha ormai raggiunto elevate vette di raffinatezza. Il capolavoro mi sembra sia rappresentato da “Vogel als prophet”, con quella misteriosa sonorità per cui sembra che Schumann abbia composto questo pezzo apposta per Sokolov.
I bis: due mazurche di Chopin (68/2 e 68/3), ancora Chopin con il preludio 28/20, due Rameau (Tambourin e Les sauvages) e il “solito“ Bach-Siloti a sugellare il concerto. Pubblico molto caldo, che è sembrato apprezzare bene anche Byrd, e grossa fila per la richiesta dell’autografo sull’ultimo CD.