Torino 8/11

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antonio

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Nov 17, 2023, 5:28:25 AM11/17/23
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http://www.musidamstorino.it/grigory-sokolov-un-inno-alla-musica-sullaltare-del-lingotto/

GRIGORY SOKOLOV: UN INNO ALLA MUSICA SULL’ALTARE DEL LINGOTTO
16 NOVEMBRE 2023 OTTAVIA SALVADORI
Quando la musica trasforma la sala da concerto in un vero e proprio tempio, quasi sacro, gli elementi esibizionisti e l’esteriorità dei gesti diventano superflui. La musica diventa un flusso continuo, l’attenzione si concentra sui suoni precisamente eseguiti e calibrati in ogni singolo parametro portando così lo spettatore ad assumere un atteggiamento di completa devozione nei confronti di quello che succede sul palco.
Questo è proprio quanto accaduto all’auditorium Lingotto «Giovanni Agnelli», l’8 novembre 2023 in una serata realizzata in collaborazione tra Lingotto Musica e Unione Musicale.
Ancora una volta la sala torna a vedere tutti i suoi posti a sedere occupati: i biglietti per il concerto del grande pianista Grigory Sokolov sono sold out.
Nel 1966, a soli sedici anni, Sokolov vince il Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca guadagnandosi grande fama internazionale. Lo studio del pianoforte inizia, però, già all’età di cinque anni per poi procedere, due anni dopo, con l’ammissione al conservatorio di Leningrado. Consueto collaboratore di prestigiose orchestre come la Philharmonia Orchestra, decide di dedicarsi alla carriera solistica. Considerato uno dei più grandi pianisti di oggi, Sokolov è conosciuto per la sua totale devozione nei confronti della musica, per la sua grande attenzione – quasi maniacale – dei dettagli e per il suo repertorio che vede spaziare dalla polifonia medievale al repertorio classico-romantico fino ad arrivare al Novecento. Negli ultimi anni lascia però spazio a concerti cameristici incentrati su brani più intimi prediligendo compositori come Bach, Chopin, Beethoven, Mozart, Schubert.
Non una parola e non un gesto fuori posto, Sokolov sale sul palco e, dopo un inchino, senza alcun tentennamento appoggia le mani sulla tastiera del pianoforte e immediatamente dà avvio ad un programma bachiano senza soluzione di continuità che coinvolge il pubblico in un vero e proprio rito. Nessuna pausa e nessuna parola, solo la musica che diventa protagonista facendo quasi dimenticare che sul palco c’è un soggetto in carne ed ossa.
Le note fluiscono con scale veloci, trilli, cromatismi delicati che Sokolov riesce a rendere con una freddezza tecnica ed espressiva che dimostra perfettamente il suo approccio alla musica: rigore e un intenso studio dei brani. La sua tecnica e rigidità paradossalmente però riescono a trasmettere qualcosa al pubblico, che resta tutto il tempo con gli occhi fissi su di lui.
Gli accordi e le singole note acquistano vita propria grazie all’abilità di Sokolov di creare polifonie che sembrano modificare il timbro del pianoforte, trasformando anche i suoni più leggeri, delicati e impalpabili in sostanza consistente. La sua abilità nel modulare perfettamente l’intensità di ogni singola nota , di avere una precisissima sensibilità nella pressione dei tasti, dà vita ad un pianissimo di grandissimo effetto che sospende il fiato del pubblico.
Con il prosieguo della serata, Sokolov porta sul palco la Sonata n.13 e l’Adagio K540 di Mozart dimostrando la sua maestria nell’interpretazione della complessa struttura mozartiana. L’esecuzione ricca di dettagli e sfumature trasporta gli spettatori all’interno di un’intensa gamma di emozioni: come ipnotizzati o in uno stato di catarsi, si lasciano trasportare dalle note perfette eseguite dal pianista e diventano partecipi di un viaggio che si è trasformato in un’esperienza sempre più spirituale e profonda.
Per concludere Sokolov non ha deluso le aspettative del pubblico che attendeva con ansia di sapere quanti bis avrebbe riservato alla platea torinese. Sei piccole miniature poetiche, hanno visto come protagonisti tre compositori di epoche differenti: Rameau, Chopin e Rachmaninov. Il programma si è tinto di un’espressività e di sonorità inesplorate fino a quel momento. Forse più stanco e più libero dalla pressione di dover eseguire perfettamente ogni brano, ha messo da parte la perfezione tecnica per creare emozioni sempre più intense.
Anche le entrate e uscite di scena hanno contribuito a creare la sensazione di partecipare ad un rituale musicale. Il pianista attraverso pochi e semplici movimenti, sempre uguali, ha creato sul palco un ambiente teatrale ed ipnotico. Il suo corpo improvvisamente sembrava essere un automa che eseguiva alla perfezione ogni singolo ingresso e uscita di scena, persino la regolarità dei tempi era scandita con una precisione metronomica.
Uno spettacolo dunque ricco di emozioni contrastanti, di silenzi devoti, ricco di dettagli curati che hanno contribuito alla realizzazione di un atto di preghiera nei confronti di compositori che ci hanno lasciato in eredità grandi opere.

A cura di Ottavia Salvadori

jan pieterszoon sweelinck

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Nov 20, 2023, 12:50:03 PM11/20/23
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Buongiorno, io c'ero, in trasferta da molto lontano (non solo per Sokolov ma anche per la Mahler/10 dell'indomani alla RAI, altro bellissimo concerto).
Concerto indimenticabile. In sintesi estrema. Prima parte, Bach: un'abbacinante chiarezza delle linee che lascia senza fiato. Al culmine del viaggio dentro Bach, il tripudio travolgente del capriccio finale della Partita n. 2: incredibile. Seconda parte, Mozart: dimentichiamoci il '700 e  qualsiasi aura di rococò. E' un Mozart pensoso, introspettivo, forse arbitrario per qualcuno. Ma, anche qui, che lezione sulla possibilità della musica di raccontare ciò che c'è dentro. Se proprio dobbiamo cercare il pelo nell'uovo, forse lo stiramento del tempo nell'Adagio K 540 può risultare eccessivo e in qualche momento ho percepito un po' di stasi. Ma l'effetto complessivo aiuta a scoprire un Mozart senza parrucca in preda alle angosce esistenziali. Terza parte i sei bis: ancora una volta Sokolov dimostra che i bis non sono per lui soltanto una parata per godersi il trionfo ma una vera e propria proposta musicale, di livello non inferiore rispetto alle due parti "ufficiali", in cui offre letture assai peculiari di brani spesso notissimi. In questa prospettiva, spiccano la rivisitazione dei due pezzi di Rameau, offerti in una esecuzione travolgente assai diversa da quelle di anni passati, ben note, che si trovano anche su Youtube, e il preludio n. 15 di Chopin, forse il vertice del concerto insieme alla Partita di Bach. Qui Sokolov è riuscito a creare un clima allucinato e terribile attraverso lo studio dettagliatissimo di ogni singola nota e delle rispettive dinamiche. Di nuovo: incredibile. 
Nota di colore: all'inizio dei bis un anziano signore si precipita sotto il palco con una grande busta bianca e a gesti cerca di richiamare l'attenzione del pianista come per volergli dare la busta. Siccome Sokolov lo ignora, il signore insiste fino al terzo bis, quando, bontà loro, le maschere intervengono per allontanarlo. 

antonio

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Nov 20, 2023, 12:52:03 PM11/20/23
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Benvenuto nel gruppo Jan!

jan pieterszoon sweelinck

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Nov 21, 2023, 10:57:29 AM11/21/23
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Grazie, ci sono da parecchio ma non avevo mai scritto nulla. E' da molto che Sokolov non viene a Cagliari e stavolta l'ho raggiunto io.
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