Recital di Roma

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Angelo Piacentini

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Apr 4, 2023, 2:47:40 PM4/4/23
to sokolovgroup
Ascoltato ieri il Maestro in questo programma, che non scavalca la soglia anche 'psicologica' del 1800, improponibile per qualsiasi altro pianista che non si chiami Grigory Sokolov. Nel programma di sala Rattalino si toglie il cappello di fronte alla scelta di portare questi pezzi in concerto: un maiuscolo Chapeau. Prima di lui solo Cortot si era arrischiato, peraltro con trascrizioni concertistiche dei pezzi. Fin dal primo pezzo, in sereno sol maggiore, ci si trova immersi nella meraviglia del suono costruito da Sokolov per questi pezzi. Credo che non ci sia altro pianista al mondo che riesca a controllare l'effetto acustico di quel che fa. E' incredibile: raggiunge come nessun altro il 'punto di rotondità' del suono, che appare di bellezza totale. L'arte delle ornamentazioni è a livelli forse mai visti. E così ci conduce nel seicento inglese così lontano, così elegante, che trasmette un senso profondo talora di inquietudine, talora di nostalgia. Mai avrei pensato di commuovermi con musiche del Purcell tastieristico, e invece è successo...persino in questi piccoli pezzi, che Sokolov suona con dedizione e amore totale, rendendo espressiva ogni piega della musica. Può sembrare incredibile, ma il pubblico è stato conquistato.
Mozart: a me la Sonata K 333 non è mai piaciuta più di tanto...molto solare, piuttosto brillante, fin troppo giocosa. Sokolov la rende con una bellezza di suono senza pari, che subito conquista e soggioga. Vertice l'allegretto grazioso, eseguito con una espressività che non trovo in nessuna delle varie registrazioni ascoltate oggi, solo per riassaporare il ricordo della serata. L'Adagio K 540 ha raggiunto un'intensità incredibile, quasi insostenibile, prima della chiusa, rasserenata, nel modo maggiore.
Pubblico conquistato, tutto senza i pezzoni ottocenteschi, le sonate famose, i brani strappapplausi. 
Sei bis di ordinanza: Brahms 117/2 (con innovazioni e scavo incredibile), Rachmaninov op. 23 nn. 2 e 4, Chopin Mazurkas op. 30 n. 2 e 68 n. 2, Bach-Siloti. Grandissimo successo.
Nell'uscire dalla sala mi sono trovato a fianco dell'accordatore (credo sia Claudio Bussotti) con quale ho scambiato due parole: mi ha detto che il Maestro è esigentissimo, ma competentissimo, addirittura esoterico. Ci collaborano da 30 anni...En passant: il grancoda vale circa 180.000 euro, un appartamentino.
Poi ho aspettato il Maestro, col quale, dopo anni, ho scambiato due parole: molto sorridente, l'ho trovato uguale identico a qualche anno fa...ha sorriso quando gli ho detto tutta la mia ammirazione per l'audacia a proporre un programma simile, Purcell soprattutto. Gli ho chiesto di prossime registrazioni, e mi ha detto che stanno organizzando. Io sono fiducioso...ma quest'uomo va registrato, perché fa la Storia dell'interpretazione pianistica. 

serpent...@gmail.com

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Apr 9, 2023, 12:05:54 PM4/9/23
to sokolo...@googlegroups.com
Grazie!!

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Il giorno 4 apr 2023, alle ore 20:47, Angelo Piacentini <angelo.pia...@gmail.com> ha scritto:

Ascoltato ieri il Maestro in questo programma, che non scavalca la soglia anche 'psicologica' del 1800, improponibile per qualsiasi altro pianista che non si chiami Grigory Sokolov. Nel programma di sala Rattalino si toglie il cappello di fronte alla scelta di portare questi pezzi in concerto: un maiuscolo Chapeau. Prima di lui solo Cortot si era arrischiato, peraltro con trascrizioni concertistiche dei pezzi. Fin dal primo pezzo, in sereno sol maggiore, ci si trova immersi nella meraviglia del suono costruito da Sokolov per questi pezzi. Credo che non ci sia altro pianista al mondo che riesca a controllare l'effetto acustico di quel che fa. E' incredibile: raggiunge come nessun altro il 'punto di rotondità' del suono, che appare di bellezza totale. L'arte delle ornamentazioni è a livelli forse mai visti. E così ci conduce nel seicento inglese così lontano, così elegante, che trasmette un senso profondo talora di inquietudine, talora di nostalgia. Mai avrei pensato di commuovermi con musiche del Purcell tastieristico, e invece è successo...persino in questi piccoli pezzi, che Sokolov suona con dedizione e amore totale, rendendo espressiva ogni piega della musica. Può sembrare incredibile, ma il pubblico è stato conquistato.
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