> ArcheoFOSS 2011
> 6º Workshop Open Source, Free Software e Open
Format nei processi di
> ricerca archeologica
> L'Open Blended
Workshop.
> Napoli, 9-10 giugno 2011
>
>
http://www.archeo.unina.it/archeofoss/index.html>
>
> La circolazione dei dati culturali, la trasparenza dei
processi di
> analisi dei dati sui beni culturali, la condivisione della
produzione
> della conoscenza archeologica sono oggetto di un dibattito
molto acceso
> nella comunita' scientifica internazionale. Nuovi scenari,
inoltre, si
> aprono oggi grazie all'affermazione degli approcci del web
2.0 e 3.0: la
> conoscenza appare sempre meno prodotta ed erogata secondo
modelli
> gerarchici, e sempre piu' condivisa e costruita sulla base di
schemi
> partecipativi nella creazione, uso, riuso e rimodulazione di
particelle
> di contenuti che sempre piu' spesso assumono la forma
atomizzata delle
> pillole di sapere. Tali approcci appaiono fondamentali
nelle discipline
> dei beni culturali e in particolare nell'archeologia,
in cui e' sempre
> piu' avvertita la necessita' di mettere in circolazione
informazioni e
> di costruire un sistema condiviso della conoscenza. In
questo contesto
> l'Open Source appare non piu' e non solo la mera
adozione di un tipo di
> software, ma la possibilita' di avvalersi di
caratteristiche di
> apertura, flessibilita', trasparenza che possono
aprire approcci
> metodologici innovativi. L'Archeologia ha proposto,
infatti, negli anni,
> quesiti peculiari al mondo informatico, con la
nascita di una serie di
> soluzioni 'dedicate'; i casi di interazione
virtuosa si sono dimostrati
> generatori e attivatori di innovazioni
capaci di investire di pari passo
> il settore informatico e quello
archeologico. La sfida dell'approccio
> Open riguarda in particolar modo
il settore culturale, nel quale
> l'accesso alla conoscenza diventa
strategico e si prospetta una nuova
> visione in cui tutto il sapere puo'
essere considerato come un sorgente
> aperto.
>
> Va
ricordato, inoltre, come le normative nazionali ed internazionali
> ormai
orientino tutta l'informazione pubblica verso l'utilizzazione di
>
approcci aperti. E' necessario dunque che anche le istituzioni
>
didattiche e di ricerca affrontino la sfida della migrazione dei propri
>
sistemi e dei propri dati verso scenari comuni di condivisione ed
>
accessibilita' pubblica ai dati. Allo stesso modo e' opportuno
>
riconsiderare secondo nuovi inquadramenti temi quali la tutela dei
>
diritti d'autore, della garanzia della qualita' dei dati, le funzioni
>
delle interazioni tra pubblico e privato nella gestione dei beni
>
culturali e delle informazioni correlate.
>
>
>
> --
> Stefano Costa
>
http://www.iosa.it/ Open
Archaeology