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Palio di Siena, 16 agosto 1996

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citt...@sivax.unisi.it

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Aug 17, 1996, 3:00:00 AM8/17/96
to

Come ormai di consueto, ecco la mia cronaca per s.c.i. del Palio
dell'Assunta, corso a Siena il 16 agosto 1996. Come al solito, e`
una cronaca assai personale, anzi e` piu` che altro il racconto delle
mie emozioni: e dentro di emozioni ce ne sono tante, e le racconto
tutte, da quelle belle a quelle travolgenti a quelle tragiche...
Questi miei racconti, ora lo capisco meglio, possono rendere solo
in parte la vera atmosfera e il vero significato del Palio di Siena:
cerco pero` di farli il piu` completi possibile, poi del Palio ognuno
dara` il giudizio che la sua sensibilita` gli fornisce. Poiche' sto
scrivendo quando il Palio si e` concluso solo da poche ore, la
cronaca del dopo-corsa e` sicuramente incompleta, spero di poter
rimediare in seguito.
A proposito: prego chi volesse replicare a questo messaggio o
proseguire il thread di mandarmi anche una copia e-mail, perche'
in questi giorni le news le posso seguire poco (e anzi, da domenica
dovrei andare off-line per una decina di giorni).

La prima domenica di luglio, quando ancora non si sono spenti gli echi
della corsa del 2, si definisce il lotto delle 10 contrade che partecipano
al Palio di agosto. Alle 7 che corrono di diritto (Bruco, Oca, Tartuca,
Pantera, Onda, Chiocciola, Montone) la sorte aggiunge Lupa, Nicchio e
Aquila. Il Palio appare cosi` di difficile interpretazione, con ben 3
coppie di contrade rivali in campo (Tartuca-Chiocciola, Pantera-Aquila
e Montone-Nicchio). Il drappellone e` dipinto dall'inglese Joe Tilson,
ed e` un drappellone molto tradizionale, salvo per il fatto di essere
dipinto anche sul retro (ce ne era gia` stato uno cosi`, nel luglio '91,
vinto dalla Tartuca; e cercando segni propiziatori nel drappellone se
ne trovano proprio per la Tartuca, ma anche per la Chiocciola e
soprattutto per la Lupa).

Con l'avvicinarsi del Palio fa il suo arrivo a Siena il maltempo, che
all'alba del 12 costringe ad annullare le cosiddette "prove notturne
regolamentate": i cavalli nuovi, dunque, arrivano alle batterie di
selezione del 13 mattina senza avere ancora preso contatto con il
tufo della piazza del Campo. Anche questo spinge i capitani delle
contrade a scegliere un lotto di cavalli piu` esperti, cosa che peraltro
tutti avevano gia` annunciato in precedenza. Fra i 10 scelti ci sono
dunque tutti i cavalli piu` famosi di questo periodo, e all'assegnazione
i desideri dei contradaioli si appuntano sui tre vincitori degli ultimi
tre Palii. Ad esultare sono l'Aquila, che riceve dalla sorte Oriolu,
il Bruco con Rose Rosa (alias Bella Speranza) e l'Oca, che ritrova
Quarnero con cui aveva vinto a luglio; possibili outsiders sono La
Fanfara e Votta Votta, che vanno rispettivamente a Tartuca e Onda; solo
due i cavalli nuovi, che toccano a Lupa e Nicchio. A una prima impressione
appare favorita l'Aquila, ma sicuramente c'e` da fare i conti con la
sete di vittoria del Bruco, che del Palio e` la "nonna" (la contrada
che non vince da piu` tempo); tutte da scoprire le intenzioni di Oca,
Onda e Tartuca, che hanno vinto molto di recente.

Gia` con le prime prove le scelte dei fantini cominciano ad assestarsi.
Come previsto da tutti, Cianchino va nel Bruco, e l'Oca conferma il
vincitore di luglio, Trecciolino. Delle altre favorite, l'Aquila
sceglie Massimino, che e` anche il proprietario di Oriolu e quindi
lo conosce alla perfezione; la Tartuca conferma il fido Bufera, e
l'Onda si affida al giovane Pistillo. Cosi` per l'altro "grande", il
Pesse, la scelta migliore resta la Lupa. La Chiocciola conferma la
fiducia al giovane Andrea, scelta discutibile visto che da molti il
fantino e` additato come responsabile del tragico incidente di luglio
che costo` la vita al cavallo. Nella Pantera si rivede, dopo 7 anni
di assenza dal Palio, l'esperto Truciolo. Nicchio e Montone, infine,
iniziano le prove con due esordienti, Massimo Columbu e Mario Canu.

Le prove pero` sono assai movimentate. Nella seconda, la Chiocciola
paga a carissimo prezzo la sua ostinazione: Andrea infatti, provando
il cavallo con un'irruenza tanto eccessiva quanto inutile, va a
sbattere alla curva di San Martino; lui non si fa niente, ma il cavallo,
Musetto, si procura un'infrazione ad una falange. L'infortunio non e`
grave, ma e` sufficiente a costringere la Chiocciola a rinunciare al
Palio: cosa dolorosissima, ma chi e` causa del suo mal... Si dice poi
che Andrea, da parte sua, abbia pagato lo scotto della sua spavalderia
beccandosi un po' di botte dai chiocciolini inferociti (che forse
avrebbero fatto meglio a prendersela anche coi propri dirigenti); di
sicuro niente di serio, come si vedra` dal seguito. Nella terza prova,
poi, ad una mossa (i.e. partenza) falsa, il canape si impiglia nelle
zampe di Votta Votta (la cosa sembra del tutto accidentale, non si
ravvisano responsabilita` del mossiere o di altri), Pistillo cade e
si frattura una spalla: l'Onda deve cosi` scegliersi un altro fantino.
E la scelta e` la piu` sorprendente, e francamente appare proprio
incomprensibile: dopo tutti i guai combinati nella Chiocciola, l'Onda
prende... Andrea! Intanto sale la tensione, soprattutto fra Aquila e
Pantera perche' Truciolo provoca continuamente Massimino, dimostrando
cosi` che la scelta della Pantera e` avvenuta esclusivamente in funzione
di ostacolare la rivale. Pero` e` la stessa Pantera a non gradire la
situazione creatasi, tanto da decidere di cambiare il fantino, prendendo
Spirito; il quale, comunque, prosegue nelle provocazioni all'Aquila. Si
vocifera che il vecchio, mitico Aceto possa correre per il Montone; ma
queste voci vengono smentite, perche' il Montone da` fiducia a Canu e
lo fa esordire, battezzandolo col soprannome di Clemente. Anche il
Nicchio fa esordire Columbu, chiamandolo Veleno II (secondo, perche'
c'era gia` stato un fantino soprannominato Veleno).

Cosi`, con la rinuncia definitiva della Chiocciola, la sera del 16 si
presentano in piazza in 9, coi seguenti schieramenti:

Contrada Cavallo Fantino (soprannome e nome)

Bruco Rose Rosa Cianchino (Salvatore Ladu)
Oca Quarnero Trecciolino (Gigi Bruschelli)
Tartuca La Fanfara Il Bufera (Dario Colage`)
Pantera Re Artu` Spirito (Franco Casu)
Onda Votta Votta Andrea (Stefano Lobina)
Montone Penna Bianca Clemente (Mario Canu)
Lupa Solstizio d'Estate Il Pesse (Giuseppe Pes)
Nicchio Nordico Veleno II (Massimo Columbu)
Aquila Oriolu de Zamaglia Massimino (Massimo Coghe)

Si va alla mossa, e l'ormai espertissimo mossiere Amos Cisi chiama le
contrade tra i canapi in quest'ordine: Nicchio, Montone, Oca, Pantera,
Tartuca, Bruco, Onda e Aquila, con la Lupa di rincorsa. Ma la mossa si
presenta assai difficile: non tanto per la vicinanza di Nicchio e
Montone, che non si danno fastidio piu` di tanto, ma perche' la Pantera
esce continuamente dall'allineamento e va ad infastidire in tutti i
modi possibili l'Aquila, incurante dei richiami del mossiere. Due volte
il Pesse trova il varco giusto e lancia Solstizio tra i canapi, ma in
entrambi i casi Aquila e Pantera sono rigirate, e Cisi annulla la mossa.
Dopo una ventina di minuti, il momento decisivo: per un attimo i
cavalli fra i canapi si ritrovano allineati, anche se la Pantera e`
fuori posizione (essendosi messa, ovviamente, di fianco all'Aquila):
la Lupa entra, e per Cisi la mossa e` valida. Forse il mossiere neanche
si accorge che, appena la Lupa entra, Spirito afferra Massimino per il
giubbetto: cosi`, mentre gli altri partono, Oriolu si rigira indietro,
con Massimino sempre trattenuto da Spirito, e il Palio di Aquila e
Pantera finisce prima di cominciare (e il Palio di Siena, per Spirito,
finisce per un bel po', perche' una lunga squalifica non gliela toglie
nessuno).

E` la Tartuca a partire in testa, subito seguita da Montone e Onda; ma
e` impressionante la rincorsa della Lupa, che gia` all'altezza della
Fonte Gaia riesce a portarsi davanti a tutti e ad arrivare prima alla
curva di San Martino: seguono Montone, Tartuca, Onda, Oca, Nicchio e
Bruco. All'uscita da San Martino il Montone tenta un primo attacco alla
Lupa, ma il Pesse para alla grande e resta in testa; alla curva del
Casato e` ancora prima la Lupa, seguita dal Montone, dall'Onda e dal
Bruco in rimonta, e con queste posizioni si inizia il secondo giro e
si prosegue fino a San Martino. Qui il Montone attacca nuovamente la
Lupa all'esterno, e passa avanti per un attimo; ma il Pesse non ci sta,
combatte, e i due proseguono in testa affiancati. Ma la piazza comincia
a guardare alle loro spalle: perche' dietro i primi due, all'uscita
della curva, appare il Bruco. E` un momento da leggenda, Cianchino e
Rose Rosa sembrano un lampo gialloverde, e si portano rapidamente
vicino ai primi: tante volte il Bruco e` stato tra i favoriti, e tante
volte e` stato in testa in questi anni, senza pero` arrivare fino alla
vittoria; ma la piazza sembra percepire che stavolta c'e` qualcosa di
diverso. E al Casato la sorte, che tante volte ha condannato il Bruco,
lo ricompensa: infatti la Lupa, pressata dal Montone all'esterno, gira
troppo stretta; il Pesse batte nel colonnino e scivola, riuscendo pero`
a restare a cavallo anche perche' puo` appoggiarsi sul Montone, che
Solstizio travolge allargando. Penna Bianca va a sbattere con violenza
contro i palchi, causando un'impressionante caduta di Clemente; e dietro
sia l'Onda che l'Oca inciampano nel cavallo del Montone, e cadono entrambi
i fantini. Ma intanto, approfittando dello scontro, Cianchino e` riuscito
a trovare il varco per passare in testa: inizia il terzo giro, ed il
Bruco e` primo, con un buon vantaggio sulla Lupa; la piazza urla, e`
allibita, e` incredula. Si arriva a San Martino, e il Bruco gira senza
problemi; la Lupa tiene il passo, ma non si avvicina piu` di tanto.
Arriva di corsa, contromano, il cavallo scosso del Montone, ma Cianchino
lo evita con abilita`. Si arriva al Casato, e ancora il Bruco riesce a
girare. L'urlo della piazza e` indescrivibile: la gente impazzisce, il
tempo sembra fermarsi in quel piccolo universo che il Campo di Siena
e` diventato in quel momento, e` la storia che sta per cambiare. Tutti
guardano, come paralizzati, a Cianchino e Rose Rosa che sembrano muoversi
al rallentatore. Trenta metri, Cianchino si volta indietro, non c'e`
piu` nessuno; venti metri, Cianchino lancia un bacio alla folla; dieci
metri, la pista e` gia` stracolma di gente; cinque metri, tre, due, uno,
il bandierino; lo scoppio del mortaretto sembra la sveglia che squarcia
le tenebre e segna la fine di un incubo: e` BRUCO!

Erano 41 anni che la contrada di Barbicone non vedeva la sua bandiera
esposta solitaria, alle finestre del Palazzo Pubblico (ultima vittoria
nel luglio '55, con Sturla e Ciancone). E` l'ottava vittoria per
Cianchino (l'ultima nel luglio '95, nell'Onda con Oriolu de Zamaglia),
la seconda per Rose Rosa (l'altra nell'agosto '95, nel Leocorno con
il Pesse; allora la cavalla si chiamava Bella Speranza). Il Bruco
abbandona la simbolica "cuffia": lo spiacevole titolo di "nonna" passa
alla Torre. Un Palio storico, vinto alla grande, anche se e` probabile
che piu` di una contrada abbia collaborato al risultato...

Quello che succede nell'immediato dopocorsa, e` francamente difficile
da descrivere: perche' era tanto, troppo tempo che il Bruco non vinceva,
e tutti i senesi sono commossi. Non sono solo i brucaioli che vanno al
Duomo a cantare il Te Deum, dietro di loro va praticamente tutta la
citta`: e al momento in cui il drappellone di Tilson , portato dai
brucaioli, fa il mezzo giro della piazza prima di andare verso il
Duomo, l'applauso dei senesi e` corale, sincero, commovente. Anche se
non possono essere contenti i contradaioli della Giraffa, che e` stata
rivale del Bruco fino a pochi anni fa, e forse neanche quelli del
Drago, che col Bruco non sono in buoni rapporti; e un pizzico di
delusione sicuramente hanno Lupa e Montone, che avevano sperato nella
vittoria (mentre gioiscono le rispettive rivali, Istrice e Nicchio).
C'e` poi una situazione paradossale: infatti il Bruco e` alleato della
Torre ed e` in cattivi rapporti con l'Oca; cosi` i torraioli, in cuor
loro sicuramente arrabbiati per aver preso la "cuffia", vanno ugualmente
a festeggiare la vittoria dell'alleata (e il mancato "cappotto" dell'Oca);
mentre gli ocaioli, sicuramente contenti perche' la Torre e` diventata
"nonna", non vanno a festeggiare il Bruco... Dal Duomo, poi, lentamente,
un fiume gialloverde percorre la citta` fra gli applausi fino alla sede
del Bruco in via del Comune. Prima arrivano alla spicciolata, poi
sempre di piu`, sempre di piu`, fra le lacrime di gioia dei giovani
che non l'avevano mai visto e dei vecchi che temevano di non vederlo
piu`: finche' la piccola e ripida stradina trabocca di migliaia di
persone, che si riversano negli splendidi giardini della contrada dove
il vino gia` scorre a fiumi. Lontano dalla festa brucaiola, si segnalano
le prevedibili scazzottate fra Aquila e Pantera, e una anche fra Oca
e Torre.

Ma mentre la citta`, ubriaca di emozioni, incomincia lentamente a
riprendere le attivita` normali, in una contrada regna il silenzio e
il dolore. No, purtroppo non e` la rabbia della mancata vittoria a
gettare nello sconforto la Lupa. Perche' mentre tutti guardavano
Cianchino e Rose Rosa che andavano a vincere, nessuno piu` guardava
dietro, verso il Casato, dove il povero Solstizio d'Estate aveva
un improvviso cedimento sui posteriori, e scivolando andava a
sbattere con violenza contro i palchi. Apparentemente non era un
incidente grave, ma invece lo era eccome: anzi, quasi subito ci si
e` accorti che per il cavallo della Lupa non c'era piu` niente da
fare, ed e` stato abbattuto dopo pochi minuti. Non e` ancora chiaro
cosa sia successo esattamente: si dice che il cavallo si sia
spezzato irrimediabilmente una zampa rimanendo incastrato sotto i
palchi; dalla dinamica dell'incidente, pero`, il mio sospetto e`
che possa invece avere avuto un infarto (non mi spiegherei altrimenti
l'abbattimento immediato, senza nemmeno il tentativo di trasporto alla
clinica specializzata di San Piero in Barca). Quello che so, e` che la
notizia e` piombata su Siena (e su di me) come una tremenda mazzata,
trasformando di colpo le belle emozioni vissute fino a quel momento
in una tristezza profonda: no, e` troppo brutto, un incidente cosi`
avvenuto a corsa praticamente finita, quando il fantino non stava piu`
nemmeno forzando... Tanto piu` che, quale che sia la vera dinamica
dell'incidente, questa volta difficilmente ci sara` un colpevole da
identificare, questa volta e` proprio una tragedia del Palio...

E cosi`, finito il Palio d'agosto, a Siena comincia l'inverno: dieci
mesi e mezzo, prima di rivivere di nuovo le emozioni del Palio. Avrei
voluto parlare di un inverno diverso, perche' diverso e` stato questo
Palio, perche' la vittoria del Bruco e` qualcosa che non si dimentichera`
facilmente, perche' c'e` da ripensare agli equilibri del Palio che
questa vittoria fa cambiare radicalmente... E invece no, con questa
ultima notizia non ce la faccio: l'inverno e` grigio come al solito,
e per il Palio, con un cavallo morto a luglio ed ora un altro ad
agosto, questo e` diventato proprio un anno da dimenticare.

Ma chiudo con una nota personale, tanto perche' ci si ricordi di
quanto perverso, nella sua cattiveria, puo` essere il destino. Perche'
mentre Siena viveva gli ultimi scampoli della festa, ancora ignara
della tragedia del cavallo della Lupa, mentre le fiaccole illuminavano
la piazza del Campo con la loro solita magia, guardando la bandiera
gialloverde bordata di turchino con l'emblema del Bruco coronato
sventolare trionfante alle finestre del Palazzo Pubblico, io non
potevo fare a meno di pensare a Simone. Io non l'ho mai conosciuto,
se non per interposta persona: ma so che aveva 22 anni, ed era del
Bruco. Il destino non gli ha concesso nemmeno quest'ultima settimana.
Non ha mai visto vincere la sua contrada.

Saluti
Saverio

==Saverio Cittadini, Resistente Umano
"E verra` il tempo di dire parole
quando la vita una vita dara`
e verra` il tempo di fare l'amore
quando l'inverno piu` a nord se ne andra`..."
(Francesco Guccini)

Giancarlo Barbadoro

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Aug 17, 1996, 3:00:00 AM8/17/96
to

citt...@sivax.unisi.it wrote:
: Come ormai di consueto, ecco la mia cronaca per s.c.i. del Palio
:

Comunque la si rigiri, ritengo che il Palio di Siena sia una
manifestazione barbara e incivile.
Comprendo che e' una impressione personale poiche' altri ritengono che
non lo sia, ma rimango dell'idea che ricalcare fasti oramai sorpassati
che echeggiano i giochi circensi dell'antica Roma, sia una cosa che ha
fatto il suo tempo.
Usare poi creature inconsapevoli e indifese per usarle alla
finalizzazione di un puro divertimento non mi porta a vedere nulla
di nobile.
Evidentemente ci sono piu' Italie.

Giancarlo

Paolo Pizzi

unread,
Aug 19, 1996, 3:00:00 AM8/19/96
to

citt...@sivax.unisi.it wrote:

> il bandierino; lo scoppio del mortaretto sembra la sveglia che squarcia
> le tenebre e segna la fine di un incubo: e` BRUCO!

Chi so io ha perso una scommessa, sosteneva che la nostra generazione non
avrebbe mai visto il Bruco vincere :-)

Giraffini crucciati immagino e ocaioli festanti, in fondo ora e' la torre
a portare il peso degli anni...


Paolo Pizzi

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