Il fatto e' che, proprio Domenico Signorino era stato Pubblico Ministero
nel maxi-processo di Palermo dove aveva richiesto 20 condanne
all'ergastolo per i mafiosi e (!) 17 anni per il pentito che ora lo accusa.
Lo stesso giudice aveva dichiarato:"Se dare 20 ergastoli ai mafiosi significa
essere mafioso...".
La notizia della affermazione del pentito era stata data dai giornali
ed era ovviamente una indiscrezione trapelata, che, pare, non sia stata
ancora circostanziata dal pentito.
La reazione del giudice che (a mio parere) aveva ben poco da temere
dalla opinione pubblica (il suo curriculum era chiaro) indica che
evidentemente conosceva la capacita' del sistema dei mass-media di
stritolare anche il piu' puro dei magistrati. Per non parlare della
critiche all'interno della Magistratura.
Esaminiamo la posizione dei giornalisti: colpevoli due volte, per me,
per avere accettato di pubblicare una notizia ancora ufficiale e per non
volere rivelare (come di solito non fanno) le loro fonti.
Sembra strano (vi giuro, anche a me!) ma mi trovo a dire che "questo"
tipo di liberta' di stampa e "questo" tipo di segreto professionale sono
inumani ed andrebbero limitati. Qui non stiamo giocando con le fotografie
di Sarah Ferguson oppure con l'ombelico di Lady Diana oppure con le
ricostruzioni chirurgiche del viso di attricette, qui si gioca con una
organizazione criminale efficientissima che, temo, stara' brindando per
l'ultimo inatteso colpo di fortuna. Probabilmente staranno pensando che
hanno risparmiato una auto-bomba......
Ciao
Vittorio