La valanga di giudizi e bocciature piovuta su Emis può anche essere condivisa ma non rende grazia ad un artista che resterà comunque il primo ad aver portato il rap italiano a confrontarsi in un'occasione così importante. Killa ha giocato le sue carte come lui e il suo staff hanno valutato meglio: testo in italiano (l'imbarazzo di un maccheronico rap in inglese era impensabile) e la strofa dell'ultimo singolo scelta per impatto, promozione, irrinunciabile esibizionismo e voglia di far uscire quell'immagine tamarra che contraddistingue il personaggio Killa fin dagli esordi.