Risulta evidente la povertà dei mezzi e il budget risicato, ma stiamo comunque parlando di un film che, anche se paragonato a produzioni più ricche, fa comunque la sua dignitosa figura, perché nel suo insieme, La morte scarlatta viene dallo spazio riesce a essere gradevole sotto tutti i punti di vista. C'è perfino un messaggio umanitario nel finale, in cui si capisce che con il dialogo è possibile l'integrazione fra popoli o culture differenti, senza bisogno della forza. Per gli amanti del cinema inglese dei tempi che furono merita sicuramente un'occhiata.
L'immagine riproduce uno dei manifesti conservati presso la Mediateca Regionale Pugliese (vedi Note). Si tratta del manifesto del film "La morte scarlatta viene dallo spazio", a firma dell'illustratore Piovano, che con lo Studio Paradiso realizzò diversi manifesti cinematografici negli anni '60 circa. La composizione grafica riprende alcune scene drammatiche del film, caratterizzate da pennellate rapide e decise, quasi in uno stile fumettistico. Il colore rosso scarlatto domina e accende tutta la composizione, concludendosi nel titolo del film.
Folgorato dalle sue capacità di recitazione teatrale, il regista David Lean lo volle nel cast stellare di Lawrence d'Arabia. Seguirono ruoli nei film ...e venne il giorno della vendetta (1964) di Fred Zinnemann, Khartoum (1966) di Basil Dearden, Più micidiale del maschio (1966) di Ralph Thomas, Il marinaio di Gibilterra (1967) di Tony Richardson, La morte scarlatta viene dallo spazio (1967) di Freddie Francis e Il racconto di Bombay (1970) di James Ivory.
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