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N°2 - 19 ottobre 2010 Dopo Roma Roma, come ci si aspettava, ha visto una manifestazione
bellissima, interamente colorata di rosso, pacifica ed al contempo
chiara nelle proprie rivendicazioni. Epifani ha parlato di sciopero
generale contro la devastazione del mercato del lavoro e la
cancellazione di università e beni pubblici, ora tocca a Camusso
realizzarlo e non deludere i lavoratori. I segretari di altri partiti
non si sono esposti, od hanno fatto ingenerosi distinguo. Sinistra
Ecologia Libertà invece non ha dubbi: la CGIL è l'unico sindacato che
sta difendendo i lavoratori. La battaglia che solitariamente ha
cominciato la FIOM, e che ora ha ricompattato tutto il maggior sindacato
italiano, è l'unica possibile via per difendere il lavoro in Italia.
Oltre ad aderire SEL Veneto però può far la sua parte: proponiamo ai
circoli, alle compagne ed ai compagni che condividono queste
preoccupazioni di organizzare banchetti, in piazza e davanti alle
fabbriche, per reccogliere testimonianze e spiegare la strategia
Governo-Fiat-Confindustria rispetto al lavoro italiano. Qui una locandina/volantino in merito
Sostenibilità città venete E' uscita la classifica Legambiente sulla
sostenibilità delle città italiane. Il Veneto ottiene due buoni
obiettivi, per quanto riguarda le altre città c'è molto da lavorare.
Vediamo i nostri capoluoghi, su 103 posizioni abbiamo: Belluno 1°;
Padova 62°; Rovigo 65°; Treviso 69°; Venezia 15°; Verona 60°; Vicenza
73°. Ora è necessario che quelle città che si trovano sotto la metà
classifica si organizzino per migliorare la propria posizione, e quindi
la qualità della vita dei propri cittadini. Come SEL abbiamo l'obbligo
morale di rendere ovvia quella sensibilità verso le tematiche ambientali
a noi così care. Un nuovo modo di governare la città, più attento alla
loro salubrità ed alla loro sostenibilità, è possibile anche in Veneto,
come dimostra Belluno dalla testa della classifica. Sta a noi inventare
nuove pratiche, organizzare gruppi di pressione e formulare proposte
specifiche per cambiare le nostre città. Non è necessario essere nella
maggioranza di un'amministrazione per cambiare le cose, sono però
fondamentali la costanza e la buona volontà.
Nucleare e rinnovabili Si torna a parlare della possibilità di
scegliere Mestre come sede per una delle centrali nucleari in cantiere.
Il Veneto non può accettare di diventare produttore di pericolosi
rifiuti radioattivi, per non parlare dei danni alla salute dei cittadini
e dei rischi che comporterebbe aver una struttura potenzialmente
distruttiva in un luogo già così a rischio come il veneziano.
L'ecosistema veneto ha già subito troppi danni in questi decenni: una
terra di una bellezza unica al mondo è divenuta una colata continua di
asfalto e cemento, ammorbata da rifiuti industriali pericolosi e
violentata dalle sempre più forti eco-mafie, ormai così ben radicate nel
nostro territorio. Non possiamo accettare che, per gli interessi di
pochi grandi imprenditori, la salute della nostra terra sia
definitivamente condannata. Continuiamo, come già in queste settimane, a
raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare contro il
nucleare ed a favore delle energie rinnovabili. Qui il testo della legge, qui il modulo per organizzare un banchetto, il vademecum per come vidimare e un manifesto
Diritti migranti Pochi hanno sottolineato la gravità della frase
pronunciata giovedì dal Ministro Maroni: parlava della possibile
presenza di violenti alla manifestazione di sabato, anche immigrati.
Analizziamo il significato di questa specificazione: il discorso del
Ministro, volutamente pretestuoso e senza fondamento, mirava a
spaventare i partecipanti agitando un vecchio spauracchio, i violenti
incontrollabili. Ciò che di inaccettabile e nuovo però compare è questa
aggiunta: "anche immigrati". Si vuol far passare l'idea che un immigrato
sia più pericoloso di un cittadino italiano nato qui. Naturalmente un
discorso di razza di questo tipo non ha niente di serio, ma non è qui il
punto. Una frase del genere crea e difende un immaginario che viene
prima del pensiero, che si chiama pregiudizio. Non possiamo restare in
disparte mentre un politico che dovrebbe rappresentare l'organizzazione
interna dello Stato italiano crea e difende un pregiudizio violento e
razzista che possa poi portar voti al suo partito, è lo svilimento della
politica. Ricordiamocelo sempre: ogni concessione al partito razzista
di cui fa parte è un arretramento civile di tutta l'Italia.