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mattia bertin

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Oct 19, 2010, 12:11:39 PM10/19/10
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N°2 - 19 ottobre 2010

Dopo Roma

Roma, come ci si aspettava, ha visto una manifestazione bellissima, interamente colorata di rosso, pacifica ed al contempo chiara nelle proprie rivendicazioni. Epifani ha parlato di sciopero generale contro la devastazione del mercato del lavoro e la cancellazione di università e beni pubblici, ora tocca a Camusso realizzarlo e non deludere i lavoratori. I segretari di altri partiti non si sono esposti, od hanno fatto ingenerosi distinguo. Sinistra Ecologia Libertà invece non ha dubbi: la CGIL è l'unico sindacato che sta difendendo i lavoratori. La battaglia che solitariamente ha cominciato la FIOM, e che ora ha ricompattato tutto il maggior sindacato italiano, è l'unica possibile via per difendere il lavoro in Italia. Oltre ad aderire SEL Veneto però può far la sua parte: proponiamo ai circoli, alle compagne ed ai compagni che condividono queste preoccupazioni di organizzare banchetti, in piazza e davanti alle fabbriche, per reccogliere testimonianze e spiegare la strategia Governo-Fiat-Confindustria rispetto al lavoro italiano. Qui una locandina/volantino in merito
 
Sostenibilità città venete
E' uscita la classifica Legambiente sulla sostenibilità delle città italiane. Il Veneto ottiene due buoni obiettivi, per quanto riguarda le altre città c'è molto da lavorare. Vediamo i nostri capoluoghi, su 103 posizioni abbiamo: Belluno 1°; Padova 62°; Rovigo 65°; Treviso 69°; Venezia 15°; Verona 60°; Vicenza 73°. Ora è necessario che quelle città che si trovano sotto la metà classifica si organizzino per migliorare la propria posizione, e quindi la qualità della vita dei propri cittadini. Come SEL abbiamo l'obbligo morale di rendere ovvia quella sensibilità verso le tematiche ambientali a noi così care. Un nuovo modo di governare la città, più attento alla loro salubrità ed alla loro sostenibilità, è possibile anche in Veneto, come dimostra Belluno dalla testa della classifica. Sta a noi inventare nuove pratiche, organizzare gruppi di pressione e formulare proposte specifiche per cambiare le nostre città. Non è necessario essere nella maggioranza di un'amministrazione per cambiare le cose, sono però fondamentali la costanza e la buona volontà.

Nucleare e rinnovabili

Si torna a parlare della possibilità di scegliere Mestre come sede per una delle centrali nucleari in cantiere. Il Veneto non può accettare di diventare produttore di pericolosi rifiuti radioattivi, per non parlare dei danni alla salute dei cittadini e dei rischi che comporterebbe aver una struttura potenzialmente distruttiva in un luogo già così a rischio come il veneziano. L'ecosistema veneto ha già subito troppi danni in questi decenni: una terra di una bellezza unica al mondo è divenuta una colata continua di asfalto e cemento, ammorbata da rifiuti industriali pericolosi e violentata dalle sempre più forti eco-mafie, ormai così ben radicate nel nostro territorio. Non possiamo accettare che, per gli interessi di pochi grandi imprenditori, la salute della nostra terra sia definitivamente condannata. Continuiamo, come già in queste settimane, a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare contro il nucleare ed a favore delle energie rinnovabili. Qui il testo della legge, qui il modulo per organizzare un banchetto, il vademecum per come vidimare e un manifesto

Diritti migranti

Pochi hanno sottolineato la gravità della frase pronunciata giovedì dal Ministro Maroni: parlava della possibile presenza di violenti alla manifestazione di sabato, anche immigrati. Analizziamo il significato di questa specificazione: il discorso del Ministro, volutamente pretestuoso e senza fondamento, mirava a spaventare i partecipanti agitando un vecchio spauracchio, i violenti incontrollabili. Ciò che di inaccettabile e nuovo però compare è questa aggiunta: "anche immigrati". Si vuol far passare l'idea che un immigrato sia più pericoloso di un cittadino italiano nato qui. Naturalmente un discorso di razza di questo tipo non ha niente di serio, ma non è qui il punto. Una frase del genere crea e difende un immaginario che viene prima del pensiero, che si chiama pregiudizio. Non possiamo restare in disparte mentre un politico che dovrebbe rappresentare l'organizzazione interna dello Stato italiano crea e difende un pregiudizio violento e razzista che possa poi portar voti al suo partito, è lo svilimento della politica. Ricordiamocelo sempre: ogni concessione al partito razzista di cui fa parte è un arretramento civile di tutta l'Italia.




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