Villaverla. Il dirigente scolastico
dell'istituto comprensivo di Villaverla chiede il trasferimento per problemi con
l'amministrazione comunale. Il prof. Antonino Formica, preside a Villaverla e
Montecchio Precalcino, ha presentato l'altro giorno all'ufficio scolastico
provinciale la domanda per essere destinato ad altri lidi, dopo nove anni di
servizio nei due plessi.
«Lascio perché non sono gradito all'Amministrazione
di Villaverla si legge nella lettera che il preside ha inviato al personale
della scuola, ai genitori e agli alunni-, lascio in conseguenza del violento ed
immotivato (a mio parere) attacco che ho subìto da parte dell'assessore ai
servizi sociali».
Tutto sembra essere iniziato qualche mese fa. Verso la metà
di marzo, in concomitanza con i festeggiamenti legati all'Unità d'Italia,
l'assessore Maria Cristina Greselin aveva chiesto che fosse tolto uno striscione
presente nella scuola elementare di Novoledo, dove c'era scritto "Questa è una
scuola pubblica".
«Avevo chiesto al preside di togliere quella scritta perché
non mi sembrava opportuna visto che il cortile era sede di festeggiamenti nei
giorni successivi spiega l'assessore, premettendo che mai avrei messo in
discussione che quella fosse una scuola pubblica».
Da lì è partita una
corrispondenza epistolare tra il dirigente e l'assessore. Prima il preside che
rivendicava il diritto delle "sue" insegnanti di affiggere davanti alla scuola
un cartello con tale scritta, poi la risposta dell'assessore che accusava di
strumentalizzare una istituzione. Fino all'ultimatum, datato 12 maggio, in cui
il prof. Formica inviava al sindaco, e per conoscenza al provveditore, al
consiglio di istituto e al consiglio comunale di Villaverla, una lettera nella
quale si ventilava l'ipotesi del trasferimento.
«Lascio dopo aver lungamente
atteso un segnale di attenzione da parte del sindaco, un segnale che permettesse
di recuperare i rapporti fra l'Amministrazione e me. In tutto questo tempo non è
giunto nulla -aggiunge il preside-; sono sereno, ma dentro di me c'è una grande
amarezza».
«Ci ho pensato molto se era il caso di rispondere o meno commenta
l'assessore Greselin-, anche se a onor del vero la lettera era indirizzata al
sindaco e non a me. Credo che la situazione sia stata strumentalizzata e che non
siano queste le reali motivazioni. Non ritengo di avere fatto niente di
sbagliato, ho risposto a tono a certe insinuazioni che mi sono sembrate
un'offesa ed un disprezzo delle istituzioni. Ho solo chiesto e non ho imposto
nulla».
Marita Dalla Via