SEPOLTURA FETI: BENEDETTA ARROGANZA !

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Silvio.viale

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Jan 8, 2012, 5:36:49 AM1/8/12
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Conoscere per deliberare è importante, ma andare a caso quando non si hanno argomenti è una pessima strategia e segno di debolezza. Sopratutto ipotizzare che uno conti balle senza averne la minima prova e il minimo indizio: è arroganza.
Il campo infanti e feti del Cimitero Monumentale è fatto di Tombe circondate da terra che diventava fango ad ogni pioggia e la maggior parte, pur essendo in marmo, erano di fatto abbandonate essendo di feti abortiti (anoninìmi) o spontanei non noti alle famiglie, per disinteresse manifestato al momento dell'aborto o per motivazioni successive. Altre molto curate. Non era affatto un campo degradato (che vuol dire dagradato? La manuntenzione del campo è dell'impresa, quelle delle tombe è della famiglia. Sono forse degradati i selvaggi cimiteri inglesi?), come non lo sono i cimiteri di Torino, ma un campo problematico perchè molto poco frequentrato e collocato nell'angolo nord-est dopo innumerevoli campi di suore (le suore di solito hanno campio dedicati). La sostituzione con luculi è stata ritenuta più funzionale anche per liberare spazi. La delibera di "Giunta" (non di Consiglio) è da me conosciuta, anche mi è stata consegnata della Direzione dell'ASO OIRM- S.Anna per le eventuali implicazioni di servizio. Pochi anni fa' (sono vago perchè non vorrei che un tuo click di ricerca trovasse un articolo su un giornale) ci fu' una polemica su chi dovesse pagare, con il S.Anna che aveva bloccato i trasferimenti e una coppia di genitori che protestò tramite una caposala obiettrice, dimenticando che la non richiesta entro 24 ore di avere la salma implica un conferimento al cimitero, ma non le modalità di sepoltura/tumulazione/cremazione individuale che sono decise dal comune; evidentemente la caposala sapeva e aveva spiegato alla coppia che a Torino si facevano le tombine e che di fatto era una sepoltura, a carico del comune, (con data e sesso, spesso anche un nome che accompagna il corpo, l'identificazione della tomba è certa anche in una grossa città come Torino i cui conferimenti saranno 200 in un anno) su cui potere pregare. Non sarò certo io che andrò ad impedire le sepolture per costringere le coppie a rivolgersi alle imprese di pome funebri co costi ben più superiori e togliere una tomba a chi volesse pregare sulla propria sventura.
Debbo, quindi, amaramente osservare che con molta probabilità non hai letto le osservazioni che ho fatto sul conferimento dei feti ai cimiteri e, se le hai lette, o lo hai fatto con troppa sufficienza o non hai voluto cogliere le implicazioni utili per le attività che hai in mente, ma ricercare un punto polemicio sul piano personale... Mettere in dubbio quel che non si sa e sputare sentenze, anche se nel'ipocrita formula interrogativa, fa parte della peggior dietrologia ed è indice del peggior giustizialismo illiberale. Un po' di umiltà non farebbe male ... anche per evitare possibili figuracce.
Saluti.
 
 
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Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 08/01/12 01:36

In una delle email che ha voluto inviare in tutta libertà, Silvio fa un invito: 
"Se non lo avete fatto, fate un giro nel campo infanti e feti di un grosso cimitero. E' utile pe mlte ragioni. Io, capirete anche perchè, lo faccio un paio di volte all'anno e vi assicuro che è molto utile per chi vuole occuparsi di aborti e di 194. Anche per i politici". 

Io mi sono chiesta, se davvero Viale ha girato e gira un paio di volte l'anno il campo infanti e feti di un grosso cimitero penso a quello di Torino, non si è accorto del degrado del campo 9  dell’Ottava Ampliazione del cimitero Monumentale? La delibera del marzo 2011 che riguardava nuove modalità di sepoltura degli infanti, feti e nati morti, la si può leggere qui di seguito. E rinvio ancora una volta alle disposizioni di legge richiamate nelle interrogazioni per gli approfondimenti. E ormai... a domani..."in" Direzione per l'intervento dal vivo del Presidente!
Maria Antonietta 


CITTÀ DI TORINO

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE

1 marzo 2011

Convocata la Giunta presieduta dal Sindaco Sergio CHIAMPARINO (...)
OGGETTO: GESTIONE DEI SERVIZI CIMITERIALI. NUOVE MODALITÀ DI SEPOLTURA DEGLI INFANTI, FETI E NATI MORTI. 

Proposta del Vicesindaco Dealessandri. 

La Città di Torino, con deliberazione del Consiglio Comunale 19 aprile 2005, (mecc. 0409386/040), dichiarata immediatamente eseguibile, ha affidato ad AFC Torino S.p.A. la gestione dei Servizi Cimiteriali, nonché dei relativi beni patrimoniali e strumentali, secondo apposito Contratto di Servizio approvato contestualmente e modificato in alcuni articoli con deliberazione del Consiglio Comunale 22 gennaio 2007 (mecc.0609187/040), esecutiva dal 5 febbraio 2007. Il contratto è stato stipulato tra le parti in data 19 dicembre 2005 e le successive modificazioni in data 29 maggio 2007.
La società AFC Torino S.p.A. - in seguito ad un’analisi della situazione sia normativa che operativa relativa al campo speciale per sepolture di infanti, feti e nati morti con nota del 21/12/2010, agli atti del Settore - ha comunicato che la situazione in essere di inumazione individuale quinquennale dei feti e dei nati morti nei due riquadri con sistemazione a ghiaino (A e B) del campo 9 dell’Ottava Ampliazione del cimitero Monumentale presenta da qualche anno alcune problematicità, che stanno diventando più acute rilevato il crescere dell’interesse delle famiglie. Le sepolture in terra, necessariamente ravvicinate, mal si prestano al posizionamento di elementi di arredo fissi da parte dei familiari e risulta inoltre particolarmente difficoltoso da parte del gestore cimiteriale garantire il decoroso mantenimento dei riquadri, anche in relazione ad una rilevante presenza di sepolture abbandonate. Molte famiglie infatti si disinteressano della destinazione di sepoltura dei feti e la vista di piccole tombe senza nessun segno di pietà e di molte nelle quali elementi di arredo precariamente fissati sono variamente dispersi crea ulteriori motivi di disagio per i visitatori per la desolazione complessiva dell’area. 
A parere di AFC, la soluzione di queste criticità potrebbe essere trovata nel cambiamento di tipologia di sepoltura dei feti e dei nati morti, dalla attuale inumazione quinquennale al conferimento dei piccoli contenitori lignei, per analogo periodo, nei cellari che perimetrano l’interno dell’attuale campo 9 e che sono in gran parte liberi o liberabili per scadenza del periodi di concessione. 
Non vi sono norme cimiteriali specifiche che definiscono positivamente per i feti la tipologia ed il dimensionamento delle relative sepolture, la durata e le modalità di esumazione. 
Al riguardo il Regolamento del servizio mortuario e dei cimiteri, dispone
  • art. 9, comma 3, “Le AA.UU.SS.LL. provvedono ad emanare le autorizzazioni di competenza per i feti, i prodotti abortivi e per le parti anatomiche riconoscibili residuate dall'attività ospedaliera, i quali saranno accolti ai cimiteri per essere sepolti o cremati. Il recupero degli oneri sostenuti dal Comune avviene secondo le disposizioni di legge”.
  • art. 31, comma 1, “In almeno uno dei Cimiteri Generali sono istituiti reparti speciali per la cremazione e per la sepoltura di nati-morti e dei feti”.
L’ordinanza sindacale di disciplina dell’attività cimiteriale n. 2217 del 14 luglio 2000 prevede poi alla Tabella TIPOLOGIE DI SISTEMAZIONE DELLE SEPOLTURE AD INUMAZIONE, nel rigo DURATE, che la sepoltura dei feti ha durata di cinque anni.
Alla luce delle osservazioni sopra evidenziate, la soluzione prospettata da AFC pare accoglibile sia perché la normativa cimiteriale non specifica le modalità di sepoltura dei feti e nati morti in modo vincolante e quindi consente di modificarne la tipologia rispetto al pregresso, sia perché dal punto di vista funzionale, essa appare più agevole e decorosa. Accogliere infatti per cinque anni in una celletta il feto o il nato morto comporta l’impiego di un manufatto di sepoltura più stabile verso il quale le manifestazioni di cordoglio dei familiari troverebbero una rap-presentazione più ordinata attraverso elementi di arredo fissi e personalizzabili. 
Dal punto di vista sanitario, la proposta non ha ricevuto particolari rilievi da parte dei competenti Servizi di Medicina Legale e di Igiene pubblica sentiti in merito.
Dal punto di vista urbanistico, l’adozione della soluzione proposta, permetterà di mantenere nel campo 9 la destinazione dell’area per la sepoltura separata di cadaveri di infanti, nati morti e feti. Le cellette eccedenti il fabbisogno per la sepoltura quinquennale di feti e nati morti, comprese quelle in scadenza successivamente al 2010, potrebbero infatti essere tenute libere e via via assegnate per la tumulazione in concessione 40.le delle spoglie mortali degli infanti una volta esumati. Mentre le aree liberate dall’impegno di sepoltura dei feti-nati morti saranno attrezzate con stradini per permettere l’inumazione degli infanti e assicurare alle famiglie migliori agibilità per la visita alla sepoltura.
L’adozione di queste misure non comporta riflessi tariffari significativi, salvo il cambio di denominazione della tariffa da “Servizio Inumazione - feti e nati morti” a “Sepoltura quinquennale - feti e nati morti”, Euro 620,00 oltre IVA 20% e rimarrebbero inalterati gli altri oneri per la fornitura dell’arredo (lastrina di copertura della celletta e targhetta identificativa) se richiesta dalle famiglie interessate.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA COMUNALE

Visto che ai sensi dell’art. 48 del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, la Giunta compie tutti gli atti rientranti, ai sensi dell’art. 107, commi 1 e 2 del medesimo Testo Unico, nelle funzioni degli organi di governo che non siano riservati dalla Legge al Consiglio Comunale e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo Statuto, del Sindaco o degli organi di decentramento;
Dato atto che i pareri di cui all’art. 49 del suddetto Testo Unico sono: 
favorevole sulla regolarità tecnica;
viene dato atto che non è richiesto il parere di regolarità contabile, in quanto il presente atto non comporta effetti diretti o indiretti sul Bilancio;
Con voti unanimi, espressi in forma palese;

D E L I B E R A

1) di approvare il cambiamento di tipologia di sepoltura da inumazione quinquennale dei feti e dei nati morti a conferimento dei contenitori lignei, per la stessa durata, nelle cellette del campo 9 del Cimitero Monumentale divenute libere per scadenza del periodo di concessione;
2) di riservare la disponibilità eccedentaria di cellette libere del medesimo campo 9 alla tumulazione di spoglie mortali infanti con possibilità di avvicinamento estesa ai loro familiari;
3) di incaricare AFC di attrezzare con stradini le aree non più destinate all’inumazione dei feti e dei nati morti per permettere l’inumazione degli infanti secondo criteri di maggiore accessibilità;
4) tale variazione avrà effetto a decorrere dal prossimo mese di marzo concluse le inumazioni nel riquadro in uso; di approvare il cambiamento di tipologia di sepol tura dalla inumazione al conferimento dei piccoli contenitori nei cellari dei feti e dei nati morti, nonché di attrezzare le aree liberate con stradini per permettere l’inumazione degli infanti e dei nati morti;
5) di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformità del distinto voto palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 134, 4° comma, del Testo Unico approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267.






Il Vicesindaco
Tommaso Dealessandri

Si esprime parere favorevole sulla regolarità tecnica.


Il Dirigente
Elisabetta Bove



In originale firmato: 


IL SINDACO IL SEGRETARIO GENERALE 
Sergio Chiamparino Mauro Penasso 
___________________________________________________________________________




Inviato da Mafc da iPad

Il giorno 07/gen/2012, alle ore 21:21, "Silvio.viale" <silvio...@email.it> ha scritto:

Debbo constatare che continui a non volere capire.
La posizione giuridica di un "individuo mai nato", cioè un feto, è già prevista e presente nei cimiteri comunali, con tombe e luoghi ben precisi, di solito chiamati "campi infanti e feti". Quindi la definizione politica di "individuo mai nato", non avendo una valenza anagrafica (solo dopo le 28 settimane), non ha una posizione giuridica, ma politica. Perchè non spendete le vostre energie per garantire la RU486 nel Lazio (Cota non è meglio dela Polverini) o per permettere cvalutazioni più liberali degli aborti terapeutici per motivi non malfornmativi o per ridurre i tempi delle liste di attesa. Cioè occuparvi di aborti e 194? Se, invece, vuoi occuparti di cimiteri e feti, te lo ripeto, vai almeno a vedere come è stata risolta la questione fiono ad ora. Non ci sarà nessuna donna che rinuncerà ad un aborto o un medico che smetterà di fare aborti per il campo dei "bambini&am p;nb sp;mai nati", battezzato "giardino degli angeli", ma per smontare la polemica politica andare contro il senso comune non è il modo migliore. Se la proposta venisse fatta a Torino, non escluso, io dichiarerei che lo spazio c'è già e che bisogna rispettare la pluralità delle sensibilità etiche ed il desiderio dei genitori/madre rispetto al feto e alla storia di ognuno. Cercherei quindi di evitare che ci sia un campo comune e farei in modo che le ceneri o i cadaveri siano collocati nelle parti comuni dei cimiteri, ma se alla fine con l'accordo di tutti (quanti si opporranno in consiglio comunale?) verrà deciso un "giardino degli angeli", pur contrario, lo considerei un male minore e mi preoccuperei di garantire l'aborto e che la donna non sia direttamente coinvolta in quello che accade dopo. Un luogo comune di feti abortiti spontaneamente o volontariamente da donne che non ne hanno chiesto la sepoltura, non ha un gran v alore per loro più di quello generale dei lumicini e delle crocui davanti agli ospedali. Il rischio è che la Belviso prenda coraggio è chieda alla regione di conferire tutti i feti ai cimiteri, anche quelli sotto le 20 settimane.
 
Sul fatto che questa mailing list sia pubblica (se lo ricordi soprattutto chi scrive tante scemate) occorre precisare che lo è nell'ambito degli iscritti ad essa e delal comunicazione agli iscritti, anche se può essere vista da e diffusa a estranei. Non sfuggirà però a nessuno la differenza tra interventi di getto, più o meno riletti e corretti, e comunicati stampa ufficiali del Presidente di RI su temi riguardanti aborto, 194, ecc. E' possibile che l'effetto dei secondi sia maggiore e abbia anche ripercissioni sui media, ma non è detto che sia utile per i radicali ... per i firmatari delle interpellanze ... per il Presidente. Certo che, se sollecitato direttamente, a domanda, il Presidente risponde.
Saluti.
 
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Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 07/01/12 20:13

Questa lista è pubblica ed ognuno potrà apprezzare gli interventi su questo argomento ed intervenire a sua volta, se se la sente.
Il problema non è quello dei cimiteri o di come e dove le madri o le famiglie desiderano seppellire o non seppellire i feti abortiti volontariamente o involontariamente. I dati che riporti sono interessanti dal punto di vista tecnico giuridico ma non sono di per sè incidenti sul chiaro dato politico dell'iniziativa che porta un significato esplicito: il cimitero dei bambini mai nati, ovvero un luogo speciale che paventa la posizione giuridica di un "individuo mai nato" e, nel caso dell'aborto volontario, di un soggetto che non lo fa nascere.
Il rischio è altissimo, la definizione di bambino mai nato, il numero delle settimane, l'aborto spontaneo o quello volontario, l'espiazione. Tu aggiungi poi molto altro, in particolare la tutela dei consultori come una reazione alla tutela dei prolife, riflessione tutta tua in questo nostro dibattito.
Il giorno 07/gen/2012, alle ore 18.13, Silvio.viale ha scritto:

Quando non si vuole capire converrebbe non insistere, ma cercare di conoscere ed evitare di spiegare a Platini come tirare i rigori.
Consultori "nausebondi di sinistra" è una tua definizione e se proprio vuoi leggere alcuni miei comunicati sulla 194 ne hai a decine a disposizione ... di tutti i tipi. Anche sui cimiteri e sui feti (legge lonbarda, Novara, richieste alle ASL di sepolture, ecc.) come ricorda l'esibizione di feti nelle manifestazion che un simpatico infermiere lombardo orgnizza contro di me, "dottor morte", ogni mese al S.Anna.
Forse non hai letto le note tecniche sulle disposizioni di legge e, tecnicamente, l'iniziativa del Laurentino da una risposta alle previsioni di legge. limitandosi ai feti che devono essere conferiti ai cimiteri (> 20 settimane <28) o che i genitori vogliono seppellire, anche se questi ultimi vengono seppelliti nei cimiteri che i genitori scelgono. Quello che forse dovresti chiederti è cosa sia accaduto fino ad ora per i feti che venivano conferiti ai cimiteri dei municipi romani e cosa cambierà domani.
A Torino vi era una spianata di circa 1000 tombine, senza monumento, ma con croci su lacune tombe e arredi funerari collettivi. Ora vi sono loculi. In essi confluiscono feti di varia provenienza psicologica perchè la legge non fa differenza tra i feti di aborti spontanei e di aborti volontari, tanto meno del motivo per cui sono stati abortiti, se malformati o meno. Si tratta di un terreno scivoloso e il mio intevento sulla mailing list voleva solo mettere in guardia rispetto a certi automatismi pavloviani. Il monumento al Laurentino di Roma non forza la 194 e si inserisce nel regolamento di polizia mortuaria, accomunando feti abortiti spontaneamente e volontariamente, come previsto dalla legge e come già avveniva, mentre Formigoni voleva estendere la sepoltura collettiva (tutto il materiale abortivo) a tutti gli aborti.
Che con l'avanzare della gravidanza l'aspetto psicologico cambi è evidente ed è dimostrato dal fatto che quasi nessuno chiede il materiale abortivo per una sepoltura a 6 settimane dopo un aborto spontaneo, mentre quasi tutti accettano che il feto abortito spontaneamente sia seppellito come un "neonato" dopo le 20 settimane (a parte i costi della sepoltura e le modalità).
Non dimenticare che quasi tutti gli aborti volontari dopo le 20 settimane (a Roma praticamente tutti, a Torino l'80%) sono di gravidanze desiderate dalla madre e che vengono interrotte per malformazioni, sebbene per la legge siano sempre per "grave pericolo per la salute psichica della madre", per cui la madre spesso ci dice di essere contro l'aborto, ma di non avere scelta. L'aborto in questi casi è spesso percepito come una disgrazia (un incidente) più che come una scelta.
Se avessi dovuto intervenire io avrei ribaltato la questione e, sottolineando la pluralità degli aspetti etici e psicologici, avrei posto l'attenzione sulla priorità del rispetto specifico della volontà della madre che deve essere garantita nell'anonimato come nel riconoscimento (nome sulla tomba) se lo desidera. Del resto per ragioni legali e deontologiche noi siamo obbligati a dire alla madre che fine farà il feto, se interrogati, e a dare le informazioni come per ogni atto sanitario, a meno che il paternalismo medico tanto criticato in altri campi e nel fine vita debba essere una imposizione per le donne che abortiscono. Per abitudine omettiamo questi particolare, o lo limitiamo al massimo, ma se una domma ci denuncia per non averla informata delle possibilità di sepoltura verremmo condannati. A me è capitato che il movimento per la vita, con il quale alcune di queste donne sono entrate in contatto dopo l'aborto (sensi di colp a? conversioni? ecc) ci abbia provato senza successo. A sinistra vi è un strana concezione per cui alla tutela dei pro-life si dovrebbe contrapporre la tutela dei consultori, quando ogni donna che può si rivolge ad un medico di fiducia proprio per superare i lacciuoli burocratici, spesso moralistici, di molti consultori.
Le IVG sono già una questione minoritaria e non credo che sia il caso che ci si metta ancora di più nell'angolo per questioni oggettivamente complesse e difficili. Da tecnico le affronto, da politico cerco di limitare i danni di facili evocazioni medaitiche, cercando di garantire la possibilità di abortire più che imporre la mia visione sul dopo. Non è facile proporre una fossa comune dei corpi o delle ceneri. No so chi e perchè abbia stabilito 20 settimane e non 24 per il conferimento ai ciiteri, che avrebbe escluso gli aborti volntari, lasciando al possibilità della richiesta.
Per quanto riguarda mie dichiarazioni pubbliche come presidente di RI, non avrei difficoltà a farle, ma non mi smbra il caso di intervenire su una polemica romana, mentre mi sembra più utile invitare i parlamentari radicali e il loro entusiastico entouage ad una riflessione. Comoscere per deliberare è in fondo uno dei nostri principi.
Infine, pensa un po', come si scatenerebbe Vecelio se queste mie riflessioni fossero pubbliche ... tenendo presente che se si potrà ipotizzare un certo "machismo" su questa mailing list è più difficile accusarmi di essere contro la libertà di abortire ... contro le donne.
 
La questione della libertà religiosa (abolito ormai il limbo anche nei cimiteri) non assolve, ma complica ... perchè la tua invocazione rischia di moltiplicare i monumenti contro l'aborto nella parti dedicate alle altre religioni. Del resto se i genitori chiedono la sepoltura hanno diritto di poterla avere nella parte più coerente con la loro religione, se invece non la chiedono i feti finiscono in un campo feti e infanti ... ma questo più che l'aborto riguarda altro. Non dimenticare che tutte le religioni sono contrarie all'aborto del second trimestre, solo alcune chiese evangeliche lo tollerano.
 
NOTA TECNICA: L'obbligo per le ASL sono il conferimento e le spese per il conferimento dei feti > 20 settimane (< 20 vengono inceneriti come rifiuti ospedalieri materie organico). Se il comune o la regione decidono modalità particolari di sepoltura, se le pagano. In particolare il costo è a caico del comune e l'Asl non può spendere i soldi se non li ha specificamente dalla regione. Un DRG per aborto dopo le 20 settimane è mediamente di 1400 €. A Torino il costo della tombina era di 480 €, quello del loculino è di 150 €, ed è uno dei motivi per cui il servizio comunale ha deciso di cambiare. Dovessi e potessi decidere io opterei per una cremazione e la dispersione delle ceneri nel luogo predisposto per tutti i feti per i quali i genitori non chiedano una certimonia o una sepoltura particolare, ovviamente a loro spese. Difficile però evitare che nei cimiteri non si formino luoghi presi a simbolo dagli antiabortisti per le loro preghiere e le le loro manifestazioni. D'altra parte, la presenza di tombe di feti e l'immagine di feti, di per se, sembrano disturbare di più i movimenti femministi e i difensori della 194, che le donne che vogliono abortire, e demarcando il confine tra pro-life e pro-choice finiscono per ghettizzare di più i pro-life che a danneggiare i pro-choice, proprio perchè pretendono e finiscono per essere più invadenti e pervasivi nella vita delle persone, perchè monopolizzano luoghi che pur a formale impronta religiosa sono frequentati da tutti.
 
Saluti.
 
 
 
 
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Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 07/01/12 16:20

Visto che insisti e visto che sei anche il Presidente di Radicali Italiani, entro nel merito.
Prima di tutto ti faccio notare che mentre mi dai del "sei proprio dell'UDI", contemporaneamente affliggi delle stessa etichetta politica - come hai precisato poc'anzi si tratta - Maria Antonietta e i nostri parlamentari radicali, al cui comunicato (http://www.radicali.it/comunicati/20120105/cimitero-feti-farina-coscioni-bambini-mai-nati-roma-una-ulteriore-violenza-alle-) e interrogazioni io mi riferivo, apprezzandoli. Sono certa avrai avuto modo coraggiosamente di criticarli pubblicamente in merito per la loro posizione veterocomunista o paleo-femminista da "sei proprio dell'UDI" ed anzi, se esiste un tuo comunicato come presidente di Radicali Italiani in merito sarei molto interessata a leggerlo.
Secondo poi, intuisco che i consultori sei tu a non frequentarli, ma a parte la mia intuizione vi è la tua dichiarazione esplicita sulla loro inutilità ed anzi, sul loro operato quasi dannoso che rientra nella "retorica nauseabonda" della sinistra. D'altronde ci riferisci - con mia grande sorpresa - che per molte ragioni ti capita di indirizzare le donne al Movimento per la Vita. Quali sono le ragioni per cui un medico laico e radicale indirizza a volte le donne ai volontari del Movimento per la Vita? E quali sono le ragioni per cui inviti i "politici" a fare un giro nei cimiteri dei bambini mai nati?
Che poi la causa che più ti colpisce e indigna dei ritardi nell'applicazione della 194 sia quella delle lentezze burocratiche dei consultori "nauseabondi di sinistra" più che quella del fenomeno dell'obiezione di coscienza, definisce innanzitutto politicamente te come un vetero-reazionario più che me come una dell'UDI.
Per rientrare nelle lezioni di libertà, stiamo affrontando una questione politica sulle scelte che l'amministrazione pubblica ritiene prioritarie per la salvaguardia dei diritti di tutte le donne, sia quelle che appartengono a confessioni religiosi che a quelle che non vi appartengono.
Noi abbiamo una amministrazione pubblica che ritiene prioritario istituire i cimiteri dei bambini mai nati e che siano presenti i volontari del MPV negli ospedali. Purtroppo le donne ebree non hanno un presidio dedicato di questo genere, nè quelle musulmane, nè quelle buddiste, ma possiamo imputarlo al fatto che ancora non vi siano associazioni che ne abbiano fatto richiesta. Ma chissà, è possibile che qualora la richiesta venisse avanzata... priorità anche a questa.
Quindi qui non parliamo di mettere in discussione la libertà di ciascuno di usufruire di un servizio come quello di questi cimiteri, ma della strategia politica sottostante che pone i cimiteri in priorità rispetto alla soluzione del problema degli obiettori di coscienza, farmacisti compresi, o all'insufficiente informazione su sessualità e contraccezione... Questo vuol dire rientrare nella categoria dei "sei proprio come l'UDI"? E di un po', che tipo di risposta pensi avresti avuto in una riunione dell'MLD? Io l'immagino perchè in quelle riunioni ci sono cresciuta, così come nei consultori.
A mio avviso l'amministrazione pubblica dovrebbe dare priorità all'informazione e agli strumenti per evitare che una donna si ritrovi di fronte ad una gravidanza indesiderata. Tra questi strumenti vi sono i consultori pubblici e privati, gli sportelli negli ospedali, la pubblicità dedicata anche agli adolescenti. Ritengo inoltre che una maggior presenza e diffusione di questi strumenti modificherebbe decisamente l'applicazione della 194: in senso quantitativo.

Il giorno 07/gen/2012, alle ore 15.01, Silvio.viale ha scritto:

Neanche essere della FIOM è dispregiativo ... ma politicamente ...
Probabilmente non frequenti i consulturi ...
Voi donne, come noi uomini, come loro omosessuali, come noi ginecologi, come noi politici, come ... è plurale e fatto da tanti individui diversi.
Saluti.
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Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 07/01/12 00:11

A parte il fatto che non capisco come mai "essere dell'UDI" debba essere un dato dispregiativo, a volte ho l'impressione che vi sia una vena un po' troppo maschilista nel modo in cui parli delle donne. Un po' come quei serial killer che desiderano e odiano ciò che vedono ogni giorno...
I consultori che funzionano bene danno informazioni e offrono servizi e semmai prevengono le gravidanze indesiderate.
Dai su, cerca di capirci, noi donne siamo un po' così, gne-gne, e ci piace tanto ciacolare di ragazzi e delle cose della vita....

Il giorno 06/gen/2012, alle ore 21.48, Silvio.viale ha scritto:

Non c'è di che. Dovere.
Per quanto riguarda la disinfornatia del Fatto, se domani chiudessero i consultori, l'applicazione dell'aboro in Italia non verrebbe influenzata. Probabilmente migliorebbe pure, visto che gli aborti non si fanno nei consultori, ma vi è una procedura variabile in più da superare. In questo senso òle proposte di costrinfìgere le donne a passare per i consultori della destra, aggiungendici i volonatri pro-vita (ma i volontari pro-choice delle case delle donne dove sono?) fa il paio con la retorica nauseabonda sui consultori che a sinistra si sfodera ogni volta che si parla di 194. Come se passare per il vaglio di burocrato censori di sinistra sia la soluzione-
A conferma il Piemonte di Cota, dove abbiamo il record di ospedali che usano la RU486 e quello di casi e dove al Sant'Anna hanno aprovato una convenzione con "Difendere la Vita con Maria" che è rimasta lettera morta, mentre la sentenza del TAR (che ha dato ragione su un solo punto) è stata superata da una nuova legge Cota che, come la precedente, lascia ai medici decidere se le donne dovono avere un colloquio con i volontari.
A me è capitato più volte di mandare donne al movimento della vita per varie ragioni. Del resto io non tifo nè per l'aborto, nè perchè non lo faccia, ma perchè decida per se stessa con il massimo di elementi e di convinzione possibile per se stessa. Non sono io, nè devono esseròlo i consultori, a spieare ad una donna cosa sia meglio per lei. Se, però, vuole abortire credo che lo debba potere fare la più presto e, su questro, la maggior parte dei consultori non aiutano, ma dilatano l'attesa ... senza avere i volontari per la vita tra le palle.
Comunque, confermo, sei proprio dell'UDI.
Saluti.
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Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 06/01/12 18:42

Si si, grazie per la lezione sulla libertà.
Intanto anche questa notizia mi sembra interessante:
Quindi insomma, si affaccia una nuova figura professionale: l'esperto di bioetica!

Il giorno 06/gen/2012, alle ore 15.17, silvio.viale ha scritto:

Mi sembri l'UDI. La libertà comporta che ci siano anche gli anti-abortisti. Il punto é garantire la libertà di scelta. Poi ognuno convivrà con i propri sensi di colpa, se ve ne sono. Bisogna opporsi ai cimiteri dei feti individuali senza la richiesta della donna. Se poi i ferì abortiti finiscano in incenerimento, in cremazione o in tumulazione comune mi sembra il male minore. Nulla impedisce a chiunque di creare un monumento o prendere una tomba per riferimento per iniziative politiche o manifestazioni di fede o di propaganda. Saluti


Inviato da iPhone

Il giorno 06/gen/2012, alle ore 14:56, Antonella Dentamaro <adent...@npwj.org> ha scritto:

Grazie Maria Antonietta.
Io sono convinta che il tono, il contenuto e l'immediata reazione dei nostri deputati radicali siano molto opportuni.
Come giustamente sottolinea Maria Antonietta anche nell'interrogazione del 2010, l'iniziativa specifica dei cimiteri per i bambini mai nati è semplicemente la risposta reazionaria e conservatrice alla situazione sull'informazione in tema di sessualità e contraccezione in Italia (praticamente nulla) nonchè uno strumento utile ad una riforma peggiorativa della legge 194, quando il momento arriverà.
Capisco, come dice Mirella, che la sepoltura possa essere d'aiuto nella metabolizzazione di un lutto per molte donne che perdono una gravidanza desiderata, ma è vero che già è possibile farlo, anche per le IVG, su richiesta dell'interessata. Ma voi pensate, città che hanno un posto dove si inizia a contare, dove vi si recano non tanto e non solo le donne che hanno abortito, ma magari gruppi religiosi che inventano un battesimo speciale, o riti altri, o "pellegrinaggi della vita".... il tutto con l'agevolazione compassionevole e "tollerante" dello Stato. Di uno Stato che invece di prevenire il fenomeno delle gravidanze indesiderate occupandosi fermamente di informare i cittadini sui sistemi contraccettivi, rafforzando le strutture dei consultori pubblici, favorendo un facile accesso alla contraccezione d'emergenza e all'aborto farmacologico - di certo meno traumatico anche per i medici, tutti, anche per i non obiettori, che senz'altro avranno i loro problemi quando si ritrovano a praticare 10 interventi al giorno - si prodiga nel rendere disponibili ulteriori strumenti di "espiazione di colpa" attraverso i cimiteri dei bambini mai nati.... Orribile e memetico.
E non dobbiamo dimenticare, come dice Maria Antonietta nell'interrogazione, che la situazione generale dell'obiezione di coscienza in Italia fa presumere che il fenomeno dell'aborto clandestino si stia ripresentando in modo massiccio.
La realtà è che bisognerebbe pensare alla riforma della 194 così come pensavamo di fare fin dalla sua stesura: libertà di poter abortire legalmente sia nelle strutture pubbliche che in quelle private. A questo un giorno si dovrà arrivare ancora ma di certo nel frattempo non mi sembra il caso di accettare dibattiti filosofici e/o pseudo-etici sulla utilità di iniziative come queste.

Il giorno 06/gen/2012, alle ore 09.03, Maria Antonietta ha scritto:

Alessandro, nell'aver fatto copia della interrogazione che citavi tu, ho copiato erroneamente anche altre pubblicate nella stessa seduta...
Già Mirella Parachini in una trasmissione del Maratoneta di RR (non ricordo la data) ha spiegato benissimo cosa prevede o non prevede la legge. E oggi anche Viale.
Alla camera, i deputati radicali hanno proprio evidenziato il punto citato da Viale stesso: "contrastare la richiesta di alcune associazione pro-vita di avere i feti per le cerimonie". Nelle interrogazioni presentate, dalla Basilicata, Lombardia, Campania l'associazione è sempre la stessa.
Maria Antonietta
Inviato da Mafc da iPad

Il giorno 06/gen/2012, alle ore 03:00, "Silvio.viale" <silvio...@email.it> ha scritto:

Ogni anno mi capita che alcune persone insospettabili, dopo un aborto volontario, mi chiedono di potere avere il feto per la sepoltura, Più spesso dopo un aborto sponraneo. I regolamenti di polizia mortuaria sono improntati sulla legge Ronchi (Edo Ronchi) e prevedono il conferimento ai cimiteri dei feti di epoca superiore alle 20 settimane e lo smaltimento come materiale organico (sangue, pezzi operatori, ecc) di quelli inferiori a venti settimane in quanto rifiuti sanitari (incenerimento, non discarica). In entambi i casi, prima e dopo le venti settimane i "genitori" possono chiedere entro 24 ore di avere il feto per la cermonia privata, sempre tramite impresa di pompe funebri. Dopo 28 settimane il funerale è sempre obbligatorio e a carico dei genitori a meno di contributi del comune per reddito. A Torino vi è un campo del cimitero comune per feti e infanti, con il comune che predisponeva piccole tombe e che ora ha trasformato in piccoli loculi, sia per problemi di spazio e sia per problemi di esumazione dopo 5 anni. Le tombe dei feti abortiti volontariamente non hanno nome (spesso vi e il nome provvisorio invidentalmente assegnato dalle ostetriche per l'autopsia).
Nell'affrontare la materia bisogna tenere conto che essa evoca sentimenti contrastanti e non sempre legati alla 194, a parte la strumentalità voluta delle associazioni pro-vita e dei politici a loro amici).
1) Prima di tutto i feti di aborti volontari dopo le 20 settimane sono poco più un migliaio in tutta Italia (788 quelli superiori a 21 settimane nel 2009). Gli aborti fatti per malformazione sono spesso considerati come una "disgrazia inevitabile" con minori sensi di colpa da parte dell'ambiente e della famiglia. Quelli su feto sano, nonostante le possibilità di legge, sono quasi impossibili in mezza Italia (Lazio compreso) per una non disponibilità da parte degli operatori. Difficile intervenire e modificare le scelte dei comuni nel xconferimento obbligatorio al cimitero (cremarli, tumularli, ecc). Si dovrebbe garantire l'anonimato per gli aborti volontari (bastano data e sesso).
2) Per gli aborti sotto le 20 settimane vi sarebbe un obbligo di informare la donna dellla possibilità di chiedere il feto, ma viene generalmente omesso o celato in burocratese tra le righe dei consensi informati. E' un problema delicato che entra i contrasto con un diritto assoluto a ricevere una informazione completa ed è condizionato dalla ignoranza degli operatori o dalle loro risposte alle domande, quando ci sono. Sia per gli aborti spontanei che volontari.
3) Sotto le 20 settimane bisognerebbe limitarsi a contrastare la richiesta di alcune associazioni pro-vita di avere i feti per le cerimonie. Cosa che spesso alcuni ospedali concedono per un senso astratto di pietè che le immagini di feti evocano e, a volte, anche con una motivazione assurda di riduzione dei costi di smaltimento. D'altra parte i cimiteri per feti coagulano i gruppi anti-abortisti più integralisti, ma non hanno mai condizionato le questioni politiche sull'aborto. In altre parole, le donne che abortiscono sanno cosa fanno e, spesso, con nostro grande stupore sono loro a parlare di "bambino" e di che fine fa il "bambino ammazzato".
4) Bisognerebe affrontare i temi della 194 in modo disgiunto dallo smaltimento dei feti, perchè rischia di essere il punto più debole, emotivamente e politicamente più difficoltoso, Senza contare che riguarda anche gli aborti spontanei, sui quali vi è oggettivamente un atteggiamento psicologio diveerso da parte di tutti. Un feto a 12 setimane non puà essere considerato organicamente diverso per legge se abortito spontaneamente o volontariamente. Del resto la 194 ha così tanti punti su cui muoversi ... A proposito, io eviterei polemiche sui piccoli ospedali che non fanno gli aborti (per fortuna! Aggiungo) e chiederei che siano potenziati quelli che li fanno, perchè dove se ne fanno di più si fanno meglio, perchè sono ampiamente sufficienti quelli in cui si fanno già e perchè per legge sono considerati interventi urgenti ed è facile sostenere che si debbano fare neg li ospedali di secondo e terzo livello. Io non farei fare gli aborti dove se ne fanno meno di mille e concentreri il personale non obiettore in questi ospedali ... cavoli dei non obietori se finiscono negli ospedali più piccoli e meno prestigiosi. Oggi con la litania dell'obbligo pre SSN di tutti gli ospedali a fare aborti (tutte le ASL direi oggi) succede il contrario.
5) Se non lo avete fatto, fate un giro nel campo infanti e feti di un grosso cimitero. E' utile pe mlte ragioni. Io, capirete anche perchè, lo faccio un paio di volte all'anno e vi assicuro che è molto utile per chi vuole occuparsio di aborti e di 194. Anche per i politici.
Saluti
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To: "satyagr...@googlegroups.com" <satyagr...@googlegroups.com>
Cc: satyagr...@googlegroups.com
Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazi o su cimitero dei bimbi mai nati
Data: 05/01/12 13:40

Alessandro,
l'interrogazione che richiami è stata ripresentata all'inizio di questa. La riporto qui di seguito.
Maria Antonietta

Seduta n. 1 del 29/4/2008
 
...
SALUTE
Interrogazioni a risposta scritta:
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
sul quotidiano La Repubblica di giovedì 21 febbraio 2008 è stato pubblicato l'articolo dal titolo: «Medici obiettori in ospedale ma abortisti nei loro studi privati», nel quale è pubblicata l'intervista alla responsabile del day hospital dell'Ospedale San Camillo di Roma, nella quale afferma che deve puntarsi il dito contro «le "pubbliche virtù" e i vizi privati di tanti colleghi» poiché «l'operato dei non obiettori è sempre sotto i riflettori e sotto tiro con inchieste interne ed esterne. Quello dei medici che la mattina storcono il naso in ospedale e il pomeriggio praticano aborti nei loro studi, non è scrutato da alcuno. Se l'è mai chiesto perché in ospedale arriva no, nella stragrande maggioranza d ei casi, pazienti povere e disperate? È raro trovare sedute nei corridoi per l'attesa attrici, manager, donne in carriera, insomma. Loro hanno altre sponde (...) Quella dei privati, appunto. O, come avviene da anni, quella delle trasferte all'estero. In Germania, Francia, la pillola abortiva Ru486 si somministra da un ventennio. Costa 150 euro. Ma da noi è ancora vietata in barba alle sofferenze, anche fisiche, di tante donne. È il risultato di un battaglia pretestuosa contro la 194 (...la battaglia si combatte...). Anche sui giornali. La legge prevede che in ogni ospedale pubblico ci sia un servizio. Non è così. E va sempre peggio. Al San Giacomo, per esempio, che assicurava una media di sei interventi al giorno è stato chiuso. Trasferito al San Giovanni dove, però, il numero degli aborti non è aumentato. In provincia di Frosinone neanche nell'ospedale del capoluogo è attivo il centr o per le Ivg. Quello di Sora &am p;am p; egrave; aperto solo una mattina per settimana. E la regione che fa? Dopo riunioni in cui si
 
proclama che i manager di Asl e ospedali saranno valutati anche per la corretta applicazione della 194, si lascia correre. Si va peggio di giorno in giorno. Prima c'era un barlume di coordinamento con i consultori. Ora, dopo tanto parlare di "assistenza al territorio", viene meno anche quello. Intanto in ospedale le liste di attesa sfiorano le tre settimane. Così si rischia di non garantire il servizio. Soprattutto alle pazienti che si presentano a ridosso del novantesimo giorno» -:
se sia a conoscenza dei fatti narrati; nell'eventualità affermativa se e quali misure intenda adottare per ripristinare la corretta applicazione delle norme contenute nella legge del 22 maggio 1978, n. 194.
(4-00023)
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
l'agenzia Agi, il 9 aprile 2008 ha riportato la seguente notizia: «tumori: Mario Negri, farmaci non sperimentati abbastanza. Alcuni farmaci anticancro hanno ottenuto la licenza alla commercializzazione prima che si concludesse la fase naturale della sperimentazione, che consente anche di studiare gli eventuali effetti collaterali a lungo termine;
è l'allarme lanciato da uno studio italiano condotto dall'Istituto Mario Negri e pubblicato sulla rivista Annals of oncology, che ha analizzato 25 studi clinici, che sono stati fermati in anticipo tra il 1997 e il 2007. Troppo in anticipo, secondo l'Istituto, senza cioè che venissero certificati gli impatti a lungo termine. Mentre per le case farmaceutiche, che si difendono dall'accusa, concludere in anticipo lo studio s u un farmaco «significa salvare più vite». Fatto sta che, secondo la ricerca, dei 25 studi scelti casualmente, 14 erano stati stoppati nel corso degli ultimi tre anni. E di questi, 11 sono stati utilizzati a sostegno delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio;
una strategia, attacca il capo dei ricercatori Giovanni Aplone, che ha consentito alle case farmaceutiche di immettere più rapidamente i prodotti sul mercato avvalendosi di risultati clinici intermedi, quindi necessariamente non definitivi;
questo malgrado «i dati sulla efficacia e sui potenziali effetti collaterali possano essere incompleti interrompendo un test in anticipo». Anche perché, ha spiegato, interrompere un trial ai primi risultati positivi può non dare garanzie, visto che questi ultimi potrebbero anche essere casuali. Il team ha rilevato che la durata media di uno studio clinico è stata di 30 mesi, quando l'impatto a lungo termine può essere valutato solo negli anni;
secondo i ricercatori occorre una regolamentazione necessaria per considerare lo stop precoce a uno studio clinico nel momento in cui si prendono decisioni sulle licenze. Magari attraverso un comitato di controllo indipendente. Tanto più che secondo il professor Stuart Pocock, esperto di statistica medica presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine, il problema non esiste solo per i farmaci anticancro, ma per tutti i tipi di trattamenti;
«prima di arrestare precocemente un trial - sottolinea Pocock - c'è bisogno di prove oltre ogni ragionevole dubbio.» -:
se sia a conoscenza dei fatti, se essi corrispondano a realtà e, nell'eventualità positiva, quali misure urgenti intenda predisporre per dare soluzione al caso in oggetto.
(4-00025)
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
in seguito alle note vicende accadute a Napoli al Nuovo Policlinico l'undici febbraio di quest'anno, vicende che hanno visto per protagonisti sette agenti delle forze dell'ordine che si sono presentati nella Clinica Ostetrica per indagare su una
 
presunta illecita interruzione di gravidanza effettuata su una trentanovenne che aveva in grembo un feto malformato, il direttore del Policlinico ha avviato un'indagine interna -:
se tale indagine sia terminata e, nell'eventualità positiva, se e quando la Camera dei deputati sarà informata dei risultati a cui si è pervenuti.
(4-00026)
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
in Italia la legge 13 maggio 1978, n. 180 (la cosiddetta legge Basaglia), recante «Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori», ha fondato un nuovo approccio e proposto nuovi metodi e modelli rispetto a quelli sino ad allora seguiti per la cura delle malattie mentali, ponendo le basi per la chiusura degli ospedali psichiatrici, strutture sanitarie speciali deputate alla cura di soli pazienti affetti da malattie mentali, favorendo la sostituzione di tali strutture con presidi sanitari pubblici territoriali e, ove necessario, ricorrendo alla degenza dei malati mentali nelle ordinarie strutture ospedaliere pubbliche o convenzionate;
la successiva legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, ha trasferito gran parte delle norme contenute nella legge n. 180 de l 1978, la cosiddetta legge Basaglia, negli articoli 33, 34, 35 e 64 della legge n. 833 citata. Ciò ha comportato l'assenza di una speciale disciplina legislativa relativa alla tutela della salute mentale, facendola rientrare nella generalità dei compiti istituzionali attribuiti al novello Servizio sanitario nazionale;
con la nuova normativa si è stabilito il principio generale per cui i trattamenti sanitari dovrebbero essere volontari, ponendo specifici limiti per la sottoposizione di un paziente a trattamenti sanitari obbligatori. Ed infatti il personale sanitario ha l'obbligo di cercare il «consenso e la partecipazione» del paziente sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (TSO) avendo quest'ultimo, inoltre, il diritto alla scelta del medico e del luogo di cura, nonché il diritto di comunicare «con chi ritenga opportuno»;
nel caso specifico di un paziente afflitto da malattia mentale, esso può es s e re obb ligato a trattamento sanitario solo se le condizioni richiedano un urgente intervento terapeutico e non a siano possibili misure extra ospedaliere;
la stessa legge n. 833 del 1978 ha stabilito il principio secondo il quale si demanda alle regioni l'organizzazione di servizi di assistenza psichiatrica, istituendo dipartimenti per fornire servizi per la cura delle malattie mentali che possono essere situate sia nelle strutture ospedaliere, creando apposite strutture di diagnosi e cura, che in presidi extra ospedalieri in grado di fornire le appropriate cure necessarie;
il fine della normativa è chiaro: con essa si persegue l'obiettivo d'una chiusura completa e definitiva delle speciali strutture ospedaliere psichiatriche;
nel corso degli anni si sono susseguiti ulteriori interventi normativi volti a favorire tale chiusura, interventi resisi necessari a causa delle difficoltà incontrate nel raggiungere compiutamente l'obiettivo posto dal nostro ordin amento sin dal lontano 1978. Ciò si è perseguito con l'adozione di norme contenute nell'ambito della legislazione collegata alla legge finanziaria: l'articolo 3, comma 5 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, aveva fissato al 31 dicembre 1996 la chiusura definitiva delle strutture manicomiali ancora attive, ribadendo il principio della completa attuazione della cosiddetta legge Basaglia mirante alla totale chiusura degli ospedali psichiatrici. Successivamente altre norme hanno favorito la ristrutturazione della rete ospedaliera in funzione dell'obiettivo perseguito stabilendo, da ultimo, il cosiddetto «progetto-obiettivo» per la «tutela della salute mentale 1998-2000» mirante a realizzare il modello organizzativo del Dipartimento
di salute mentale, che si sostanzia nel favorire e incentivare una serie di obiettivi puntuali: la promozione di progetti specifici per il superamento del residuo manicomiale, la promozione un sistema informativo per il monitoraggio della spesa psichiatrica; la focalizzazione d'un sistema di indicatori di qualità dell'assistenza psichiatrica; la promozione della formazione degli operatori;
successivamente, la legge 23 dicembre 1996, n. 662, all'articolo 1, commi 21, 22, 23 e 24 ha individuato una serie di adempimenti posti a carico di Regioni e delle (allora) USL, al fine di far loro adottare piani, entro il 31 gennaio 1997, per la chiusura degli ospedali psichiatrici ancora attivi. Il tutto con la previsione di un meccanismo di penalizzazione finanziaria per i soggetti inadempienti;
una ulteriore serie di sanzioni sono loro state poste a loro carico nel caso di mancato rispetto delle previsioni contenute nel «progetto obiettivo», progetto attualizzato con il decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999, contenente indicazioni per gli anni 1998-2000. Con ciò è ribadita la volontà di perseguire gli scopi sopra individuati mediante il modello dipartimentale già proposto per il periodo precedente. Concretamente si conferma la volontà del legislatore di potenziare i Dipartimenti di salute mentale;
la XII Commissione permanente della Camera dei deputati durante la XIII legislatura, in occasione d'una «Indagine conoscitiva sulla chiusura degli ospedali psichiatrici» resasi necessaria a causa della scadenza prevista dalla legge n. 724 del 1994 che di lì a poco avrebbe dovuto essere soddisfatta, ovvero la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici entro il 31 dicembre 1996, ha approvato un documento conclusivo, in data 16 luglio 1997 che, confe rmando il ritardo nel processo di chiusura degli ospedali psichiatrici e della loro sostituzione con strutture territoriali per la cura delle malattie mentali previsti, come detto, dalla legge n. 724 del 1994 indica, tra i tanti, un particolare punctum dolens: la Commissione mette in guardia dal pericolo di «adeguarsi alle "false chiusure". In molti ex ospedali psichiatrici è in atto un processo di ristrutturazione che vuole semplicemente rimodernare i vecchi padiglioni mantenere in questi contesti i vecchi degenti. In qualche caso si vuole addirittura paradossalmente aprire ai nuovi ricoveri attraverso le cosiddette comunità riabilitative», a testimonianza della bontà delle conclusioni cui giunge;
in base a quanto appreso dalla pubblicazione sul numero 10 della rivista Diario della settimana, del 16 marzo 2007, d'un articolo dal titolo: «I poveri matti del Vaticano. I tre manicomi "Don Uva" sono i più gr andi d'Eur o pa: vi sono rinchiuse circa 2 mila persone a volte non malate ma dimenticate da famiglie e istituzioni. Molte le morti e le violenze sospette», in cui vengono affermati episodi di estrema gravità avvenuti in tre strutture sanitarie di proprietà formale dell'ente ecclesiastico Congregazione ancelle della Divina Provvidenza, ma in realtà controllati direttamente dallo Stato Città del Vaticano, ubicate in Foggia, Potenza e Bisceglie, l'interrogante sottopone all'attenzione del Ministro alcune specifiche affermazioni contenute nella pubblicazione in esame;
dalla lettura dei reportage emerge la convinzione dell'autore che si sia in presenza d'una violazione della normativa sopra ricordata, tanto che lo stesso, Gianni Lannes, cita alcuni passi della relazione conclusiva della XII Commissione permanente per descrivere quanto da lui verificato «sul campo»: «nonostante l'indirizzo legislativo teso a evitare il riutilizzo degli ospedali psichiatrici per i servizi di assistenza al disagio mentale, i piani regionali dimostrano come questa soluzione sia frequentemente adottata e la norma legislativa elusa» con la trasformazione dei degenti in ospiti. «Tale pratica consente in aperta violazione della legge 180, nuove ammissioni»;
egli cita le amare conclusioni della Commissione rese si badi bene, nel 1996,
a commento dei fatti conosciuti in ragione della sua indagine;
tra i tanti episodi denunciati, alcuni meritano particolare attenzione:
l'esistenza di condizioni di vita subumane, ove i pazienti delle tre strutture sono costretti ad una vita indegna, immersi nei propri escrementi, con intollerabili carenze igieniche, costretti a nutrirsi con cibo avariato e bisognosi di cure fisiche non attinenti alla malattia mentale;
l'ammissione, resa dalla persona del primario dell'istituto di Bisceglie, il quale afferma che tra i tanti pazienti della struttura, oltre 2000, alcuni di essi non dovrebbero essere reclusi in tale luogo. Riferendosi ad un paziente in particolare afferma: «quello non c'è motivo che stia qui dentro. Ci sta e basta. E mi raccomando, non fotografi quelli nudi», giustificando la loro presenza in quel luogo a causa del rifiuto di farsene carico da parte delle Asl e della famiglia;
la presenza nella struttura di persone che, pur non presentando alcuna patologia psichiatrica, sono costretti a vivere nella struttura a causa dei loro internamento in un periodo precedente, alla promulgazione della cosiddetta legge Basaglia, nonché la presenza di pazienti reclusi successivamente al 1978 i quali, ancorché non afflitti da malattie mentali, vengono «parcheggiati» in queste strutture da famiglie scarsamente solidali con essi. L'autore afferma che «sono numerose le persone tradotte in manicomio dalle famiglie che vogliono liberarsene con l'aiuto di medici compiacenti. In loco gli ospiti non sono soggetti di diritto e continuano a sopravvivere nell'abbandono e nell'oblio»;
si descrivono persone che, pur se ospiti d'una struttura formalmente classificata come istituto di riabilitazione, ha tutte le caratteristiche del manicomio: inferriate alle finestre, pazienti ammanettati ai letti, ai termosifoni, imprigionati in camere di sicurezza, senza alcun conforto di terapie, se non la sola terapia farmacologia;
si denuncia la frequenza troppo elevata di morti sospette all'interno delle strutture e di vicende lesive della salute dei pazienti che, in qualche caso, hanno visto l'apertura d'una inchiesta da parte della magistratura ai danni di alcuni appartenenti al personale paramedico denunciati per lesioni ai danni dei pazienti. In alcuni dei casi denunciati si sono avute le prime condanne inflitte, dalla magistratura, ai responsabili;
la grave anomalia rappresentata dal fatto che il direttore delle tre case della Divina Provvidenza rivesta un doppio incarico, essendo contemporaneamente amministratore delle tre strutture sanitarie convenzionate e giudice presso la Commissione provinciale tributaria di Foggia, ponendosi in una condizione oggettiva di conflitto di interessi;
«nei tre manicomi "Don Uva" operano una ventina di società finanziarie e immobiliari» e «singolare coincidenza una ristretta cerchia di diri gen t i del "Don Uva" gestisce l'indennità pensionistica dei pazienti sotto tutela (circa 15 milioni di euro)»;
il Lannes effettua, infine, una rapida analisi della situazione nazionale che si conclude con la seguente affermazione: «i manicomi sono ben lungi dall'essere chiusi: sono nate situazioni micromanicomiali un po' dappertutto» -:
quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, sia per accertare la veridicità dei fatti riportati nei tre istituti cattolici in oggetto, sia per accertare il rispetto effettivo della normativa in materia vigente, soprattutto nel caso di Istituzioni convenzionate e se intenda istituire un sistema stabile di controlli e monitoraggio sul complesso delle strutture operanti nell'ambito della cura delle malattie mentali.
(4-00055)
MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
le norme contenute nell'articolo 7, comma 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1990, n. 285, dispongono che:
a richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane;
nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento all'Unità sanitaria l ocale accompagnat a da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto;
nella regione Basilicata l'azienda ospedaliera «San Carlo» di Potenza ha stipulato con l'associazione «Difendere la vita con Maria» una convenzione per la sepoltura dei prodotti del concepimento di presunta età gestazionaria inferiore alle 20 settimane, cioè il feto, che autorizza la sopraindicata associazione non solo a svolgere l'attività descritta ma, anche, a predisporre la domanda di tumulazione all'ASL in nome e per conto degli aventi diritto, previa autorizzazione degli aventi diritto;
a giudizio dell'interrogante l'anomalia riguarda il regime di esclusività che l'associazione detiene rispetto alle richieste da inoltrare alla unità sanitaria locale ed al servizio di prelievo e trasporto per il seppellimento del feto;
come evincibile dalle norme della convenzione sottoscritta tra azienda ospeda liera ed associ azione «Difendere la vita con Maria» all'articolo 1 delle procedure attuative è previsto che i prodotti del concepimento siano conservati tutti indistintamente, senza diversificare tra quelli di cui si è fatta richiesta di sepoltura entro le 24 ore successive all'espulsione o all'estrazione del feto, come previsto dalle norme citate, e quelli di cui non si inoltra tale richiesta e di cui non vi è ragione di una conservazione in camera mortuaria trascorse le 24 ore dall'espulsione o estrazione stessa. Inoltre l'articolo 1 della convenzione delega alla sola associazione il servizio di prelievo, trasporto e sepoltura dei feti. In tal modo gli aventi dir itto alla richiesta non sembra possano avvalersi di altra distinta organizzazione al fine di dare sepoltura al feto né sembra essere possibile avvalersi della facoltà di inoltrare direttamente e personalmente la richiesta all'unità sanitaria locale, detenendo l'associazione «Difendere la vita con Maria» un monopolio ingiustificato di tali adempimenti;
a tale conclusione, ad avviso dell'interrogante, sembra potersi pacificamente giungere anche alla luce dei punti 1, 2 e 3 dell'allegato 2 della convenzione stessa, ove si prevede che nel caso in cui l'autorizzazione all'azienda sanitaria locale non sia richiesta direttamente dall'associazione e dalla stessa non siano materialmente effettuate le operazioni di prelievo, trasporto e sepoltura, non sembra darsi ai parenti o chi per essi altra possibilità che assoggettare il feto «al regime giuridico dei rifiuti pericolosi»;
ad avviso dell'interrogante, la presenza di associazi on i antiabortiste all'interno dell'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, quali «Difendere la vita con Maria» ed il «Centro di aiuto alla vita» (CAV), costituisce di fatto un potente apparato dissuasivo nei confronti delle donne che decidano di ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza. Non appare casuale che, secondo l'ultimo rapporto ministeriale disponibile (2004), oltre il 50 per cento delle donne lucane abbiano deciso di abortire in strutture poste al di fuori dei confini regionali. Tale scelta è direttamente imputabile al fatto che la regione Basilicata detiene il record nazionale dei medici obiettori di coscienza all'aborto (92,6 per cento). Nell'ambito di questo primato, l'ospedale San Carlo di
Potenza raggiunge addirittura il 95 per cento di medici obiettori di coscienza all'aborto;
ad avviso dell'interrogante, esiste un chiaro nesso causale tra la presenza di associazioni antiabortiste e le convenzioni con esse stipulate da parte delle strutture del servizio sanitario nazionale quali le associazioni «Difendere la vita con Maria» ed il «Centro di aiuto alla vita» e l'altissima percentuale di medici obiettori. La situazione «ambientale» venutasi a creare all'interno dell'ospedale San Carlo di Potenza, fondata anche sulla stipulazione di convenzioni quale quella in oggetto, rende pressoché impossibile la corretta applicazione della legge n. 194 del 1978 -:
se il Ministro intenda svolgere una indagine presso l'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza al fine di verificare l'eventuale violazione delle norme di legge, prendere gli opportuni provvedimenti e ripristinare i diritti previsti dalla normativa di riferimento.
(4-00056)


Inviato da Mafc da iPad

Il giorno 05/gen/2012, alle ore 12:56, "Alessandro Massari" <ale.m...@radicali.it> ha scritto:

ricordo un'interrogazione di Maurizio con la RNP su questo tema, la
regione era la Basilicata, operazione conosciuta grazie a segnalazione di
Bolognetti.
Lì c'era pure un intreccio strano tra regione e strutture ospedaliere
cattoliche, con medici tutti rigorosamente obiettori.

Elio cantava: "Cassonetto differenziato per il frutto del peccato"
Oggi sono in vena di citazioni musicali, e Faso mi sembra di ricordare
fosse anche iscritto, come Rocco, di Elio mi sembra abbia solo
sottoscritto appelli.
Perchè non li cerchiamo e gliela cantiamo?

"Non dite che non vi era stato detto,
che il passo è molto breve tra il casso e il cassonetto.
Ma mettetevi nei panni di chi,
il cassonetto pulisce,
& a mp; lt; span>vi guarda e non capisce,
il perchè di tanta inciviltà.
Poi scende in piazza e sciopera,
e la colpa e anche un pò tua,
se non ti batti per un mondo migliore,
dove una mamma sappia dove gettare un bebè.
Che già lo fan per la carta e le bottiglie e le pile e siamo gente civile
e allora dimmi perchè, per il neonato non c'è, non c'è, non c'èèèè-
Il cassonetto differenziato per il frutto del peccato"

Infatti finisce nell'indifferenziato, a Malagrotta.





Anche Ferrara ieri sera ne parlava con soddisfazione
Inviato dal dispositivo wireless BlackBerry®

-----Original Message-----
From: Valentina Stella <valeange...@gmail.com>
Sender: satyagr...@googlegroups.com
Date: Thu, 5 Jan 2012 09:48:35
To: <satyagr...@googlegroups.com>
Reply-To: satyagr...@googlegroups.com
Cc: <radicali-re...@googlegroups.com>
Subject: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
mai nati

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-41581923-a5dd-44a5-8e62-a073dffa432a-tgr.html#p=0
AL MINUTO 12:30

Il giorno 05 gennaio 2012 09:37, Sergio Rovasio
<sergio....@gmail.com>ha scritto:

Ieri sera il TGR Lazio, edizione delle 19,30 ha fatto un servizio di
almeno 3 minuti da delirio sull'inaugurazione del cimitero dei bimbi mai
nati inaugurato alla presenza di autorità del Comune di Roma. Si
facevano
paragoni con i feti gettati a Malagrotta che invece potrebbero essere
degnamente sepolti in quell'area.... e dove mamme pentite possono andare
a
pregare....





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Valentina Stella
Addetto stampa Associazione Luca Coscioni
Ufficio + 39 06 689 79 330
cellulare + 39 3395861573
valeange...@gmail.com
valentin...@lucacoscioni.it

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Alessandro Massari
Componente della Direzione nazionale di Radicali Italiani
Coordinatore "Gruppo economia radicale"
Membro del "Comitato di liberazione referendaria -Ernesto Nathan-"


fisso: 06 68979273-0667603584

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Maria Antonietta

unread,
Jan 8, 2012, 6:55:25 AM1/8/12
to satyagr...@googlegroups.com, satyagr...@googlegroups.com
Oggi possiamo Tutti disporre delle righe di quella delibera. La delibera parla da se. Chi volesse approfondire la questione anche su quello che è accaduto a Torino, sono disponibile oltre la email di questo gruppo.
Ora è in corso In sede a Roma in via di Torre Argentina la riunione della Direzione di Radicali Italiani e non posso stare molto.
Maria Antonietta 


Inviato da Mafc da iPad

Silvio.viale

unread,
Jan 8, 2012, 7:07:13 AM1/8/12
to satyagr...@googlegroups.com
STRAPARLI. Si vede che hai proprio niente da fare.
La posizione giuridica di un "individuo mai nato", cioè un feto, è già prevista e presente nei cimiteri comunali, con tombe e luoghi ben precisi, di solito chiamati "campi infanti e feti". Quindi la definizione politica di "individuo mai nato", non avendo una valenza anagrafica (solo dopo le 28 settimane), non ha una posizione giuridica, ma politica. Perchè non spendete le vostre energie per garantire la RU486 nel Lazio (Cota non è meglio dela Polverini) o per permettere cvalutazioni più liberali degli aborti terapeutici per motivi non malfornmativi o per ridurre i tempi delle liste di attesa. Cioè occuparvi di aborti e 194? Se, invece, vuoi occuparti di cimiteri e feti, te lo ripeto, vai almeno a vedere come è stata risolta la questione fiono ad ora. Non ci sarà nessuna donna che rinuncerà ad un aborto o un medico che smetterà di fare aborti per il campo dei "bambini&am p;am p;nb sp;mai nati", battezzato "giardino degli angeli", ma per smontare la polemica politica andare contro il senso comune non è il modo migliore. Se la proposta venisse fatta a Torino, non escluso, io dichiarerei che lo spazio c'è già e che bisogna rispettare la pluralità delle sensibilità etiche ed il desiderio dei genitori/madre rispetto al feto e alla storia di ognuno. Cercherei quindi di evitare che ci sia un campo comune e farei in modo che le ceneri o i cadaveri siano collocati nelle parti comuni dei cimiteri, ma se alla fine con l'accordo di tutti (quanti si opporranno in consiglio comunale?) verrà deciso un "giardino degli angeli", pur contrario, lo considerei un male minore e mi preoccuperei di garantire l'aborto e che la donna non sia direttamente coinvolta in quello che accade dopo. Un luogo comune di feti abortiti spontaneamente o volontariamente da donne che non ne hanno chiesto la sepoltura, non ha un gran v alore per loro più di quello generale dei lumicini e delle crocui davanti agli ospedali. Il rischio è che la Belviso prenda coraggio è chieda alla regione di conferire tutti i feti ai cimiteri, anche quelli sotto le 20 settimane.
Prima di tutto ti faccio notare che mentre mi dai del "sei proprio dell'UDI", contemporaneamente affliggi delle stessa etichetta politica - come hai precisato poc'anzi si tratta - Maria Antonietta e i nostri parlamentari radicali, al cui comunicato (http://www.radicali.it/comunicati/20120105/cimitero-feti-farina-coscioni-bambini-mai-nati-roma-una-ulteriore-violenza-alle-) e interrogazioni io mi riferivo, apprezzandoli. Sono certa avrai avuto modo coraggiosamente di criticarli pubblicamente in merito per la loro posizi one veterocomunista o paleo-femminista da "sei proprio dell'UDI" ed anzi, se esiste un tuo comunicato come presidente di Radicali Italiani in merito sarei molto interessata a leggerlo.
sul quotidiano La Repubblica di giovedì 21 febbraio 2008 è stato pubblicato l'articolo dal titolo: «Medici obiettori in ospedale ma abortisti nei loro studi privati», nel quale è pubblicata l'intervista alla responsabile del day hospital dell'Ospedale San Camillo di Roma, nella quale afferma che deve puntarsi il dito contro «le "pubbliche virtù" e i vizi privati di tanti colleghi» poiché «l'operato dei non obiettori è sempre sotto i riflettori e sotto tiro con inchieste interne ed esterne. Quello dei medici che la mattina storcono il naso in ospedale e il pomeriggio praticano aborti nei loro studi, non è scrutato da alcuno. Se l'è mai chiesto perché in ospedale arriva no, nella stragrande maggioranza d ei casi, pazienti povere e disperate? È raro trovare sedute nei corridoi per l'attesa attrici, manager, donne in carriera, insomma. Loro hanno altre sponde (...) Quella dei privati, appunto. O, come avviene da anni, quella delle trasferte all'estero. In Germania, Francia, la pillola abortiva Ru486 si somministra da un ventennio. Costa 150 euro. Ma da noi è ancora vietata in barba alle sofferenze, anche fisiche, di tante donne. È il risultato di un battaglia pretestuosa contro la 194 (...la battaglia si combatte...). Anche sui giornali. La legge prevede che in ogni ospedale pubblico ci sia un servizio. Non è così. E va sempre peggio. Al San Giacomo, per esempio, che assicurava una media di sei interventi al giorno è stato chiuso. Trasferito al San Giovanni dove, però, il numero degli aborti non è aumentato. In provincia di Frosinone neanche nell'ospedale del capoluogo è attivo il centr o per le Ivg. Quello di Sora &am p;am p;am p; egrave; aperto solo una mattina per settimana. E la regione che fa? Dopo riunioni in cui si

Alessandro Massari

unread,
Jan 8, 2012, 9:51:54 AM1/8/12
to satyagr...@googlegroups.com
Vi giro questa mail che mi ha inviato un'amica non radicale

cari amici/amiche,
ricomincia la caccia alle streghe...

a Roma ci sar� un cimitero per feti, al Laurentino.

"S� per feti, avete letto bene. E attenzione, non per tutti, ma solo per i
feti frutto di aborti spontanei o terapeutici, viene precisato
dall�autorit�: giacch� gli altri, quelli delle reprobe che hanno proceduto
alla interruzione volontaria della gravidanza, gli altri non hanno titolo
a essere dichiarati �angeli� (cos� si chiama il luogo, ornato di cippi,
fioriere, statue: un bell�investimento, trattandosi di un�area attrezzata
di 600 metri, all�interno del cimitero del Laurentino)."


http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/01/07/angelo-dorsi-cimitero-dei-feti-lultima-macabra-follia-dei-paladini-della-vita/


questa � l'aria che tira. Movimento per la vita scatenato. doppia morale..
obiettori a giorni alterni.. divisione delle donne in "sante" e
"peccatrici"
E' ripresa la caccia alle streghe.


> STRAPARLI. Si vede che hai proprio niente da fare.
>
>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Cc: satyagr...@googlegroups.com
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] SEPOLTURA FETI: BENEDETTA ARROGANZA !
> Data: 08/01/12 12:55
>
>
> Oggi possiamo Tutti disporre delle righe di quella delibera. La delibera
> parla da se. Chi volesse approfondire la questione anche su quello che

> &egrave; accaduto a Torino, sono disponibile oltre la email di questo
> gruppo.
> Ora &egrave; in corso In sede a Roma in via di Torre Argentina la riunione


> della Direzione di Radicali Italiani e non posso stare molto.

> Maria Antonietta&nbsp;


>
>
> Inviato da Mafc da iPad
>
> Il giorno 08/gen/2012, alle ore 11:36, "Silvio.viale"

> &lt;silvio...@email.it&gt; ha scritto:
>
>
>
>
> Conoscere per deliberare &egrave; importante, ma andare a caso quando non
> si
> hanno argomenti &egrave; una pessima strategia e segno di debolezza.


> Sopratutto ipotizzare che uno conti balle senza averne la minima prova e
> il

> minimo indizio: &egrave; arroganza.
> Il campo infanti e feti del Cimitero Monumentale &egrave; fatto di Tombe


> circondate da terra che diventava fango ad ogni pioggia e la maggior
> parte,

> pur essendo in marmo, erano&nbsp;di fatto abbandonate&nbsp;essendo di feti
> abortiti (anonin&igrave;mi) o spontanei non noti alle famiglie, per


> disinteresse manifestato al momento dell'aborto o per motivazioni

> successive.&nbsp;Altre molto curate. Non era affatto un campo degradato
> (che
> vuol dire dagradato? La manuntenzione del campo &egrave; dell'impresa,
> quelle delle tombe &egrave; della famiglia. Sono forse degradati i
> selvaggi
> cimiteri inglesi?), come non lo&nbsp;sono i&nbsp;cimiteri di Torino, ma un
> campo problematico perch&egrave; molto poco frequentrato e collocato


> nell'angolo nord-est dopo innumerevoli campi di suore (le suore di solito

> hanno campio dedicati). La sostituzione con luculi&nbsp;&egrave; stata
> ritenuta&nbsp;pi&ugrave; funzionale anche per liberare spazi. La delibera
> di
> "Giunta" (non di Consiglio) &egrave; da me conosciuta, anche mi &egrave;
> stata consegnata della Direzione dell'ASO OIRM- S.Anna&nbsp;per
> le&nbsp;eventuali implicazioni di servizio.&nbsp;Pochi anni fa'&nbsp;(sono
> vago perch&egrave; non vorrei che un tuo click di&nbsp;ricerca trovasse un


> articolo su un giornale) ci fu' una polemica su chi dovesse pagare, con il

> S.Anna che aveva&nbsp;bloccato i trasferimenti e una coppia di genitori
> che
> protest&ograve; tramite una caposala obiettrice, dimenticando che la non
> richiesta entro 24 ore&nbsp;di avere la salma implica un conferimento al
> cimitero, ma non le modalit&agrave; di sepoltura/tumulazione/cremazione
> individuale&nbsp;che sono decise dal comune; evidentemente la caposala
> sapeva e aveva spiegato alla coppia&nbsp;che a&nbsp;Torino si facevano le


> tombine e che di fatto era una sepoltura, a carico del comune, (con data e
> sesso, spesso anche un nome che accompagna il corpo, l'identificazione
> della

> tomba &egrave; certa anche in una grossa citt&agrave;&nbsp;come Torino i
> cui
> conferimenti saranno 200 in un anno)&nbsp;su cui potere pregare. Non
> sar&ograve; certo io che andr&ograve; ad impedire&nbsp;le sepolture per


> costringere le coppie a rivolgersi alle imprese di pome funebri co costi
> ben

> pi&ugrave; superiori e togliere una tomba a chi volesse pregare sulla
> propria sventura.
> Debbo, quindi, amaramente osservare che con molta probabilit&agrave; non


> hai
> letto le osservazioni che ho fatto sul conferimento dei feti ai cimiteri
> e,

> se le hai lette, o&nbsp;lo hai fatto con troppa sufficienza o non hai
> voluto
> cogliere le implicazioni utili per le attivit&agrave; che hai in mente, ma


> ricercare un punto polemicio sul piano personale... Mettere in dubbio quel
> che non si sa e sputare sentenze, anche se nel'ipocrita formula

> interrogativa, fa parte della&nbsp;peggior dietrologia ed &egrave; indice
> del peggior giustizialismo illiberale. Un po' di umilt&agrave; non farebbe


> male ... anche per evitare possibili figuracce.
> Saluti.

> &nbsp;
> &nbsp;


>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Cc: satyagr...@googlegroups.com
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
> mai
> nati
> Data: 08/01/12 01:36
>
>

> In una delle email che ha voluto inviare in tutta libert&agrave;, Silvio
> fa
> un invito:&nbsp;


> "Se non lo avete fatto, fate un giro nel campo infanti e feti di un grosso

> cimitero. E' utile pe mlte ragioni. Io, capirete anche perch&egrave;, lo
> faccio un paio di volte all'anno e vi assicuro che &egrave; molto utile
> per
> chi vuole occuparsi di aborti e di 194. Anche per i politici".&nbsp;


>
>
> Io mi sono chiesta, se davvero Viale ha girato e gira un paio di volte
> l'anno il campo infanti e feti di un grosso cimitero penso a quello di

> Torino, non si &egrave; accorto del degrado del campo
> 9&nbsp;&nbsp;dell&rsquo;Ottava Ampliazione del cimitero Monumentale? La
> delibera del marzo 2011 che riguardava nuove modalit&agrave; di sepoltura
> degli infanti, feti e nati morti, la si pu&ograve; leggere qui di seguito.


> E
> rinvio ancora una volta alle disposizioni di legge richiamate nelle
> interrogazioni per gli approfondimenti. E ormai... a domani..."in"
> Direzione
> per l'intervento dal vivo del Presidente!

> Maria Antonietta&nbsp;
>
>
>
>
>
> CITT&Agrave; DI TORINO


>
> DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE
>
> 1 marzo 2011
>
> Convocata la Giunta presieduta dal Sindaco Sergio CHIAMPARINO (...)

> OGGETTO: GESTIONE DEI SERVIZI CIMITERIALI. NUOVE MODALIT&Agrave; DI
> SEPOLTURA DEGLI INFANTI, FETI E NATI MORTI.&nbsp;
>
>
> Proposta del Vicesindaco Dealessandri.&nbsp;
>
> La Citt&agrave; di Torino, con deliberazione del Consiglio Comunale 19
> aprile 2005, (mecc.&nbsp;0409386/040), dichiarata immediatamente


> eseguibile,
> ha affidato ad AFC Torino S.p.A. la gestione dei Servizi Cimiteriali,

> nonch&eacute; dei relativi beni patrimoniali e strumentali, secondo


> apposito
> Contratto di Servizio approvato contestualmente e modificato in alcuni
> articoli con deliberazione del Consiglio Comunale 22 gennaio 2007

> (mecc.0609187/040), esecutiva dal 5 febbraio 2007. Il contratto &egrave;


> stato stipulato tra le parti in data 19 dicembre 2005 e le successive
> modificazioni in data 29 maggio 2007.

> La societ&agrave; AFC Torino S.p.A. - in seguito ad un&rsquo;analisi della


> situazione sia normativa che operativa relativa al campo speciale per
> sepolture di infanti, feti e nati morti con nota del 21/12/2010, agli atti
> del Settore - ha comunicato che la situazione in essere di inumazione
> individuale quinquennale dei feti e dei nati morti nei due riquadri con

> sistemazione a ghiaino (A e B) del campo 9 dell&rsquo;Ottava Ampliazione


> del
> cimitero Monumentale presenta da qualche anno alcune

> problematicit&agrave;,
> che stanno diventando pi&ugrave; acute rilevato il crescere
> dell&rsquo;interesse delle famiglie. Le sepolture in terra,


> necessariamente
> ravvicinate, mal si prestano al posizionamento di elementi di arredo fissi
> da parte dei familiari e risulta inoltre particolarmente difficoltoso da
> parte del gestore cimiteriale garantire il decoroso mantenimento dei
> riquadri, anche in relazione ad una rilevante presenza di sepolture
> abbandonate. Molte famiglie infatti si disinteressano della destinazione
> di
> sepoltura dei feti e la vista di piccole tombe senza nessun segno di

> piet&agrave; e di molte nelle quali elementi di arredo precariamente


> fissati
> sono variamente dispersi crea ulteriori motivi di disagio per i visitatori

> per la desolazione complessiva dell&rsquo;area.&nbsp;
> A parere di AFC, la soluzione di queste criticit&agrave; potrebbe essere


> trovata nel cambiamento di tipologia di sepoltura dei feti e dei nati
> morti,
> dalla attuale inumazione quinquennale al conferimento dei piccoli
> contenitori lignei, per analogo periodo, nei cellari che perimetrano

> l&rsquo;interno dell&rsquo;attuale campo 9 e che sono in gran parte liberi
> o
> liberabili per scadenza del periodi di concessione.&nbsp;


> Non vi sono norme cimiteriali specifiche che definiscono positivamente per
> i
> feti la tipologia ed il dimensionamento delle relative sepolture, la
> durata

> e le modalit&agrave; di esumazione.&nbsp;


> Al riguardo il Regolamento del servizio mortuario e dei cimiteri, dispone
>

> art. 9, comma 3, &ldquo;Le AA.UU.SS.LL. provvedono ad emanare le


> autorizzazioni di competenza per i feti, i prodotti abortivi e per le
> parti

> anatomiche riconoscibili residuate dall'attivit&agrave; ospedaliera, i


> quali
> saranno accolti ai cimiteri per essere sepolti o cremati. Il recupero
> degli
> oneri sostenuti dal Comune avviene secondo le disposizioni di

> legge&rdquo;.
> art. 31, comma 1, &ldquo;In almeno uno dei Cimiteri Generali sono


> istituiti
> reparti speciali per la cremazione e per la sepoltura di nati-morti e dei

> feti&rdquo;.
>
> L&rsquo;ordinanza sindacale di disciplina dell&rsquo;attivit&agrave;


> cimiteriale n. 2217 del 14 luglio 2000 prevede poi alla Tabella TIPOLOGIE
> DI
> SISTEMAZIONE DELLE SEPOLTURE AD INUMAZIONE, nel rigo DURATE, che la
> sepoltura dei feti ha durata di cinque anni.
> Alla luce delle osservazioni sopra evidenziate, la soluzione prospettata
> da

> AFC pare accoglibile sia perch&eacute; la normativa cimiteriale non
> specifica le modalit&agrave; di sepoltura dei feti e nati morti in modo


> vincolante e quindi consente di modificarne la tipologia rispetto al

> pregresso, sia perch&eacute; dal punto di vista funzionale, essa appare
> pi&ugrave; agevole e decorosa. Accogliere infatti per cinque anni in una
> celletta il feto o il nato morto comporta l&rsquo;impiego di un manufatto
> di
> sepoltura pi&ugrave; stabile verso il quale le manifestazioni di cordoglio
> dei familiari troverebbero una rap-presentazione pi&ugrave; ordinata
> attraverso elementi di arredo fissi e personalizzabili.&nbsp;


> Dal punto di vista sanitario, la proposta non ha ricevuto particolari
> rilievi da parte dei competenti Servizi di Medicina Legale e di Igiene
> pubblica sentiti in merito.

> Dal punto di vista urbanistico, l&rsquo;adozione della soluzione proposta,
> permetter&agrave; di mantenere nel campo 9 la destinazione dell&rsquo;area


> per la sepoltura separata di cadaveri di infanti, nati morti e feti. Le
> cellette eccedenti il fabbisogno per la sepoltura quinquennale di feti e
> nati morti, comprese quelle in scadenza successivamente al 2010,
> potrebbero
> infatti essere tenute libere e via via assegnate per la tumulazione in
> concessione 40.le delle spoglie mortali degli infanti una volta esumati.

> Mentre le aree liberate dall&rsquo;impegno di sepoltura dei feti-nati
> morti
> saranno attrezzate con stradini per permettere l&rsquo;inumazione degli
> infanti e assicurare alle famiglie migliori agibilit&agrave; per la visita
> alla sepoltura.
> L&rsquo;adozione di queste misure non comporta riflessi tariffari


> significativi, salvo il cambio di denominazione della tariffa da

> &ldquo;Servizio Inumazione - feti e nati morti&rdquo; a &ldquo;Sepoltura
> quinquennale - feti e nati morti&rdquo;, Euro 620,00 oltre IVA 20% e
> rimarrebbero inalterati gli altri oneri per la fornitura dell&rsquo;arredo


> (lastrina di copertura della celletta e targhetta identificativa) se
> richiesta dalle famiglie interessate.
>

> Tutto ci&ograve; premesso,
>
>
> LA GIUNTA COMUNALE
>
> Visto che ai sensi dell&rsquo;art. 48 del Testo Unico delle leggi
> sull&rsquo;Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto


> 2000 n. 267, la Giunta compie tutti gli atti rientranti, ai sensi

> dell&rsquo;art. 107, commi 1 e 2 del medesimo Testo Unico, nelle funzioni


> degli organi di governo che non siano riservati dalla Legge al Consiglio
> Comunale e che non ricadano nelle competenze, previste dalle leggi o dallo
> Statuto, del Sindaco o degli organi di decentramento;

> Dato atto che i pareri di cui all&rsquo;art. 49 del suddetto Testo Unico
> sono:&nbsp;
> favorevole sulla regolarit&agrave; tecnica;
> viene dato atto che non &egrave; richiesto il parere di regolarit&agrave;


> contabile, in quanto il presente atto non comporta effetti diretti o
> indiretti sul Bilancio;
> Con voti unanimi, espressi in forma palese;
>
>
> D E L I B E R A
>
> 1) di approvare il cambiamento di tipologia di sepoltura da inumazione
> quinquennale dei feti e dei nati morti a conferimento dei contenitori
> lignei, per la stessa durata, nelle cellette del campo 9 del Cimitero
> Monumentale divenute libere per scadenza del periodo di concessione;

> 2) di riservare la disponibilit&agrave; eccedentaria di cellette libere


> del
> medesimo campo 9 alla tumulazione di spoglie mortali infanti con

> possibilit&agrave; di avvicinamento estesa ai loro familiari;
> 3) di incaricare AFC di attrezzare con stradini le aree non pi&ugrave;
> destinate all&rsquo;inumazione dei feti e dei nati morti per permettere
> l&rsquo;inumazione degli infanti secondo criteri di maggiore
> accessibilit&agrave;;
> 4) tale variazione avr&agrave; effetto a decorrere dal prossimo mese di


> marzo concluse le inumazioni nel riquadro in uso; di approvare il
> cambiamento di tipologia di sepol tura dalla inumazione al conferimento
> dei

> piccoli contenitori nei cellari dei feti e dei nati morti, nonch&eacute;
> di
> attrezzare le aree liberate con stradini per permettere l&rsquo;inumazione


> degli infanti e dei nati morti;

> 5) di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformit&agrave; del distinto voto


> palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai

> sensi dell'art. 134, 4&deg; comma, del Testo Unico approvato con D.Lgs. 18


> agosto 2000 n. 267.
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> Il Vicesindaco
> Tommaso Dealessandri
>
>
>
>
>
>

> Si esprime parere favorevole sulla regolarit&agrave; tecnica.
>
>
>
> Il Dirigente
> Elisabetta Bove
>
>
>
> In originale firmato:&nbsp;
>
>
> IL SINDACO IL SEGRETARIO GENERALE&nbsp;
> Sergio Chiamparino Mauro Penasso&nbsp;


> ___________________________________________________________________________
>
>
>
>
>
>
> Inviato da Mafc da iPad
>
> Il giorno 07/gen/2012, alle ore 21:21, "Silvio.viale"

> &lt;silvio...@email.it&gt; ha scritto:


>
>
>
>
> Debbo constatare che continui a non volere capire.

> La posizione giuridica di un "individuo mai nato", cio&egrave; un feto,
> &egrave; gi&agrave; prevista e presente nei cimiteri comunali, con tombe e


> luoghi ben precisi, di solito chiamati "campi infanti e feti". Quindi la
> definizione politica di "individuo mai nato", non avendo una valenza
> anagrafica (solo dopo le 28 settimane), non ha una posizione giuridica, ma

> politica. Perch&egrave; non spendete le vostre energie per garantire la
> RU486 nel Lazio (Cota non &egrave; meglio dela Polverini) o per permettere
> cvalutazioni pi&ugrave; liberali degli aborti terapeutici per motivi non


> malfornmativi o per ridurre i tempi delle liste di attesa.

> Cio&egrave;&nbsp;occuparvi di&nbsp;aborti e 194? Se, invece, vuoi
> occuparti
> di cimiteri e feti, te lo ripeto, vai almeno a vedere come &egrave; stata
> risolta la questione fiono ad ora.&nbsp;Non ci sar&agrave; nessuna donna
> che
> rinuncer&agrave; ad un aborto o&nbsp;un&nbsp;medico che smetter&agrave; di
> fare aborti per il campo dei "bambini&amp;am p;nb sp;mai nati", battezzato
> "giardino degli angeli", ma per smontare la polemica politica&nbsp;andare
> contro il senso comune non &egrave; il modo migliore.&nbsp;Se la proposta
> venisse fatta a Torino, non escluso,&nbsp;io dichiarerei che lo spazio
> c'&egrave; gi&agrave; e che bisogna rispettare la&nbsp;pluralit&agrave;
> delle sensibilit&agrave; etiche ed il desiderio dei genitori/madre


> rispetto
> al feto e alla storia di ognuno. Cercherei quindi di evitare che ci sia un
> campo comune e farei in modo che le ceneri o i cadaveri siano collocati
> nelle parti comuni dei cimiteri, ma se alla fine con l'accordo di tutti

> (quanti si opporranno in consiglio comunale?) verr&agrave; deciso un


> "giardino degli angeli", pur contrario, lo considerei un male minore e mi
> preoccuperei di garantire l'aborto e che la donna non sia direttamente

> coinvolta in quello che accade dopo.&nbsp;Un luogo comune di feti abortiti


> spontaneamente o volontariamente da donne che non ne hanno chiesto la

> sepoltura, non ha un gran v alore per loro pi&ugrave; di quello generale


> dei
> lumicini e delle crocui davanti agli ospedali.

> Il&nbsp;rischio&nbsp;&egrave;
> che la Belviso prenda coraggio &egrave; chieda alla regione di conferire
> tutti i feti&nbsp;ai cimiteri, anche quelli sotto le 20 settimane.
> &nbsp;


> Sul fatto che questa mailing list sia pubblica (se lo ricordi soprattutto

> chi scrive tante scemate) occorre precisare che lo &egrave; nell'ambito


> degli iscritti ad essa e delal comunicazione agli iscritti, anche se

> pu&ograve; essere vista da e diffusa a estranei. Non sfuggir&agrave;
> per&ograve; a nessuno la differenza tra interventi di
> getto,&nbsp;pi&ugrave;
> o meno&nbsp;riletti e corretti, e comunicati stampa ufficiali del
> Presidente
> di RI su temi riguardanti aborto, 194, ecc.&nbsp;E' possibile
> che&nbsp;l'effetto dei secondi sia&nbsp;maggiore e abbia anche
> ripercissioni
> sui media, ma non &egrave; detto che sia utile&nbsp;per i radicali
> ...&nbsp;per i firmatari delle interpellanze ... per il Presidente. Certo


> che, se sollecitato direttamente, a domanda, il Presidente risponde.
> Saluti.

> &nbsp;


>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
> mai
> nati
> Data: 07/01/12 20:13
>
>

> Questa lista &egrave; pubblica ed ognuno potr&agrave; apprezzare gli


> interventi su questo argomento ed intervenire a sua volta, se se la sente.

> Il problema non &egrave; quello dei cimiteri o di come e dove le madri o


> le
> famiglie desiderano seppellire o non seppellire i feti abortiti

> volontariamente o involontariamente.&nbsp;I dati che riporti sono


> interessanti dal punto di vista tecnico giuridico ma non sono di per

> s&egrave; incidenti sul chiaro dato politico dell'iniziativa che porta un


> significato esplicito: il cimitero dei bambini mai nati, ovvero un luogo
> speciale che paventa la posizione giuridica di un "individuo mai nato" e,
> nel caso dell'aborto volontario, di un soggetto che non lo fa nascere.

> Il rischio &egrave; altissimo, la definizione di bambino mai nato, il


> numero
> delle settimane, l'aborto spontaneo o quello volontario, l'espiazione. Tu
> aggiungi poi molto altro, in particolare la tutela dei consultori come una
> reazione alla tutela dei prolife, riflessione tutta tua in questo nostro
> dibattito.
>
> Il giorno 07/gen/2012, alle ore 18.13, Silvio.viale ha scritto:
>
>
> Quando non si vuole capire converrebbe non insistere, ma cercare di
> conoscere ed evitare di spiegare a Platini come tirare i rigori.

> Consultori "nausebondi di sinistra" &egrave; una tua definizione e se


> proprio vuoi leggere alcuni miei comunicati sulla 194 ne hai a decine a
> disposizione ... di tutti i tipi. Anche sui cimiteri e sui feti (legge
> lonbarda, Novara, richieste alle ASL di sepolture, ecc.) come ricorda
> l'esibizione di feti nelle manifestazion che un simpatico infermiere
> lombardo orgnizza contro di me, "dottor morte", ogni mese al S.Anna.
> Forse non hai letto le note tecniche sulle disposizioni di legge e,
> tecnicamente, l'iniziativa del Laurentino da una risposta alle previsioni
> di

> legge. limitandosi ai feti che devono essere conferiti ai cimiteri (&gt;
> 20
> settimane &lt;28) o che i genitori vogliono seppellire, anche se questi


> ultimi vengono seppelliti nei cimiteri che i genitori scelgono. Quello che

> forse dovresti chiederti &egrave; cosa sia accaduto fino ad ora per i feti


> che venivano conferiti ai cimiteri dei municipi romani e cosa

> cambier&agrave; domani.


> A Torino vi era una spianata di circa 1000 tombine, senza monumento, ma
> con
> croci su lacune tombe e arredi funerari collettivi. Ora vi sono loculi. In

> essi confluiscono feti di varia provenienza psicologica perch&egrave; la


> legge non fa differenza tra i feti di aborti spontanei e di aborti
> volontari, tanto meno del motivo per cui sono stati abortiti, se
> malformati
> o meno. Si tratta di un terreno scivoloso e il mio intevento sulla mailing
> list voleva solo mettere in guardia rispetto a certi automatismi
> pavloviani.
> Il monumento al Laurentino di Roma non forza la 194 e si inserisce nel
> regolamento di polizia mortuaria, accomunando feti abortiti spontaneamente
> e

> volontariamente, come previsto dalla legge e come gi&agrave; avveniva,


> mentre Formigoni voleva estendere la sepoltura collettiva (tutto il
> materiale abortivo) a tutti gli aborti.

> Che con l'avanzare della gravidanza l'aspetto psicologico cambi &egrave;
> evidente ed &egrave; dimostrato dal fatto che quasi nessuno chiede il


> materiale abortivo per una sepoltura a 6 settimane dopo un aborto
> spontaneo,
> mentre quasi tutti accettano che il feto abortito spontaneamente sia
> seppellito come un "neonato" dopo le 20 settimane (a parte i costi della

> sepoltura e le modalit&agrave;).


> Non dimenticare che quasi tutti gli aborti volontari dopo le 20 settimane
> (a
> Roma praticamente tutti, a Torino l'80%) sono di gravidanze desiderate
> dalla
> madre e che vengono interrotte per malformazioni, sebbene per la legge
> siano
> sempre per "grave pericolo per la salute psichica della madre", per cui la
> madre spesso ci dice di essere contro l'aborto, ma di non avere scelta.

> L'aborto in questi casi &egrave; spesso percepito come una disgrazia (un
> incidente) pi&ugrave; che come una scelta.


> Se avessi dovuto intervenire io avrei ribaltato la questione e,

> sottolineando la pluralit&agrave; degli aspetti etici e psicologici, avrei
> posto l'attenzione sulla priorit&agrave; del rispetto specifico della
> volont&agrave; della madre che deve essere garantita nell'anonimato come


> nel
> riconoscimento (nome sulla tomba) se lo desidera. Del resto per ragioni
> legali e deontologiche noi siamo obbligati a dire alla madre che fine

> far&agrave; il feto, se interrogati, e a dare le informazioni come per


> ogni
> atto sanitario, a meno che il paternalismo medico tanto criticato in altri
> campi e nel fine vita debba essere una imposizione per le donne che
> abortiscono. Per abitudine omettiamo questi particolare, o lo limitiamo al
> massimo, ma se una domma ci denuncia per non averla informata delle

> possibilit&agrave; di sepoltura verremmo condannati. A me &egrave;


> capitato
> che il movimento per la vita, con il quale alcune di queste donne sono
> entrate in contatto dopo l'aborto (sensi di colp a? conversioni? ecc) ci

> abbia provato senza successo. A sinistra vi &egrave; un strana concezione


> per cui alla tutela dei pro-life si dovrebbe contrapporre la tutela dei

> consultori, quando ogni donna che pu&ograve; si rivolge ad un medico di


> fiducia proprio per superare i lacciuoli burocratici, spesso moralistici,
> di
> molti consultori.

> Le IVG sono gi&agrave; una questione minoritaria e non credo che sia il
> caso
> che ci si metta ancora di pi&ugrave; nell'angolo per questioni


> oggettivamente complesse e difficili. Da tecnico le affronto, da politico
> cerco di limitare i danni di facili evocazioni medaitiche, cercando di

> garantire la possibilit&agrave; di abortire pi&ugrave; che imporre la mia
> visione sul dopo. Non &egrave; facile proporre una fossa comune dei corpi
> o
> delle ceneri. No so chi e perch&egrave; abbia stabilito 20 settimane e non


> 24 per il conferimento ai ciiteri, che avrebbe escluso gli aborti
> volntari,

> lasciando al possibilit&agrave; della richiesta.


> Per quanto riguarda mie dichiarazioni pubbliche come presidente di RI, non

> avrei difficolt&agrave; a farle, ma non mi smbra il caso di intervenire su
> una polemica romana, mentre mi sembra pi&ugrave; utile invitare i


> parlamentari radicali e il loro entusiastico entouage ad una riflessione.

> Comoscere per deliberare &egrave; in fondo uno dei nostri principi.


> Infine, pensa un po', come si scatenerebbe Vecelio se queste mie
> riflessioni

> fossero pubbliche ... tenendo presente che se si potr&agrave; ipotizzare
> un
> certo "machismo" su questa mailing list &egrave; pi&ugrave; difficile
> accusarmi di essere contro la libert&agrave; di abortire ... contro le
> donne.
> &nbsp;
> La questione della libert&agrave; religiosa (abolito ormai il limbo anche
> nei cimiteri) non assolve, ma complica ... perch&egrave; la tua


> invocazione
> rischia di moltiplicare i monumenti contro l'aborto nella parti dedicate
> alle altre religioni. Del resto se i genitori chiedono la sepoltura hanno

> diritto di poterla avere nella parte pi&ugrave; coerente con la loro


> religione, se invece non la chiedono i feti finiscono in un campo feti e

> infanti ... ma questo pi&ugrave; che l'aborto riguarda altro. Non


> dimenticare che tutte le religioni sono contrarie all'aborto del second
> trimestre, solo alcune chiese evangeliche lo tollerano.

> &nbsp;


> NOTA TECNICA: L'obbligo per le ASL sono il conferimento e le spese per il

> conferimento dei feti &gt; 20 settimane (&lt; 20 vengono inceneriti come


> rifiuti ospedalieri materie organico). Se il comune o la regione decidono

> modalit&agrave; particolari di sepoltura, se le pagano. In particolare il
> costo &egrave; a caico del comune e l'Asl non pu&ograve; spendere i soldi


> se
> non li ha specificamente dalla regione. Un DRG per aborto dopo le 20

> settimane &egrave; mediamente di 1400 &euro;. A Torino il costo della
> tombina era di 480 &euro;, quello del loculino &egrave; di 150 &euro;, ed
> &egrave; uno dei motivi per cui il servizio comunale ha deciso di


> cambiare.
> Dovessi e potessi decidere io opterei per una cremazione e la dispersione
> delle ceneri nel luogo predisposto per tutti i feti per i quali i genitori
> non chiedano una certimonia o una sepoltura particolare, ovviamente a loro

> spese. Difficile per&ograve; evitare che nei cimiteri non si formino


> luoghi
> presi a simbolo dagli antiabortisti per le loro preghiere e le le loro
> manifestazioni. D'altra parte, la presenza di tombe di feti e l'immagine
> di

> feti, di per se, sembrano disturbare di pi&ugrave; i movimenti femministi


> e
> i difensori della 194, che le donne che vogliono abortire, e demarcando il

> confine tra pro-life e pro-choice finiscono per ghettizzare di pi&ugrave;
> i
> pro-life che a danneggiare i pro-choice, proprio perch&egrave; pretendono
> e
> finiscono per essere pi&ugrave; invadenti e pervasivi nella vita delle
> persone, perch&egrave; monopolizzano luoghi che pur a formale impronta


> religiosa sono frequentati da tutti.

> &nbsp;
> Saluti.
> &nbsp;
> &nbsp;
> &nbsp;
> &nbsp;

> la mia intuizione vi &egrave; la tua dichiarazione esplicita sulla loro
> inutilit&agrave; ed anzi, sul loro operato quasi dannoso che rientra nella


> "retorica nauseabonda" della sinistra. D'altronde ci riferisci - con mia
> grande sorpresa - che per molte ragioni ti capita di indirizzare le donne
> al
> Movimento per la Vita. Quali sono le ragioni per cui un medico laico e
> radicale indirizza a volte le donne ai volontari del Movimento per la
> Vita?
> E quali sono le ragioni per cui inviti i "politici" a fare un giro nei
> cimiteri dei bambini mai nati?

> Che poi la causa che pi&ugrave; ti colpisce e indigna dei ritardi


> nell'applicazione della 194 sia quella delle lentezze burocratiche dei

> consultori "nauseabondi di sinistra" pi&ugrave; che quella del fenomeno


> dell'obiezione di coscienza, definisce innanzitutto politicamente te come
> un

> vetero-reazionario pi&ugrave; che me come una dell'UDI.
> Per rientrare nelle lezioni di libert&agrave;, stiamo affrontando una


> questione politica sulle scelte che l'amministrazione pubblica ritiene
> prioritarie per la salvaguardia dei diritti di tutte le donne, sia quelle
> che appartengono a confessioni religiosi che a quelle che non vi
> appartengono.
> Noi abbiamo una amministrazione pubblica che ritiene prioritario istituire
> i
> cimiteri dei bambini mai nati e che siano presenti i volontari del MPV
> negli
> ospedali. Purtroppo le donne ebree non hanno un presidio dedicato di
> questo

> genere, n&egrave; quelle musulmane, n&egrave; quelle buddiste, ma possiamo


> imputarlo al fatto che ancora non vi siano associazioni che ne abbiano
> fatto

> richiesta. Ma chiss&agrave;, &egrave; possibile che qualora la richiesta
> venisse avanzata... priorit&agrave; anche a questa.
> Quindi qui non parliamo di mettere in discussione la libert&agrave; di


> ciascuno di usufruire di un servizio come quello di questi cimiteri, ma
> della strategia politica sottostante che pone i cimiteri in

> priorit&agrave;


> rispetto alla soluzione del problema degli obiettori di coscienza,

> farmacisti compresi, o all'insufficiente informazione su sessualit&agrave;


> e
> contraccezione... Questo vuol dire rientrare nella categoria dei "sei
> proprio come l'UDI"? E di un po', che tipo di risposta pensi avresti avuto

> in una riunione dell'MLD? Io l'immagino perch&egrave; in quelle riunioni
> ci
> sono cresciuta, cos&igrave; come nei consultori.
> A mio avviso l'amministrazione pubblica dovrebbe dare priorit&agrave;


> all'informazione e agli strumenti per evitare che una donna si ritrovi di
> fronte ad una gravidanza indesiderata. Tra questi strumenti vi sono i
> consultori pubblici e privati, gli sportelli negli ospedali, la

> pubblicit&agrave; dedicata anche agli adolescenti. Ritengo inoltre che una


> maggior presenza e diffusione di questi strumenti modificherebbe
> decisamente
> l'applicazione della 194: in senso quantitativo.
>
>
>
> Il giorno 07/gen/2012, alle ore 15.01, Silvio.viale ha scritto:
>
>

> Neanche essere della FIOM &egrave; dispregiativo ... ma politicamente ...


> Probabilmente non frequenti i consulturi ...
> Voi donne, come noi uomini, come loro omosessuali, come noi ginecologi,
> come

> noi politici, come ... &egrave; plurale e fatto da tanti individui


> diversi.
> Saluti.
>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
> mai
> nati
> Data: 07/01/12 00:11
>
>
> A parte il fatto che non capisco come mai "essere dell'UDI" debba essere
> un
> dato dispregiativo, a volte ho l'impressione che vi sia una vena un po'
> troppo maschilista nel modo in cui parli delle donne. Un po' come quei

> serial killer che desiderano e odiano ci&ograve; che vedono ogni giorno...


> I consultori che funzionano bene danno informazioni e offrono servizi e
> semmai prevengono le gravidanze indesiderate.

> Dai su, cerca di capirci, noi donne siamo un po' cos&igrave;, gne-gne, e


> ci
> piace tanto ciacolare di ragazzi e delle cose della vita....
>
>
>
> Il giorno 06/gen/2012, alle ore 21.48, Silvio.viale ha scritto:
>
>

> Non c'&egrave; di che. Dovere.


> Per quanto riguarda la disinfornatia del Fatto, se domani chiudessero i
> consultori, l'applicazione dell'aboro in Italia non verrebbe influenzata.
> Probabilmente migliorebbe pure, visto che gli aborti non si fanno nei

> consultori, ma vi &egrave; una procedura variabile in pi&ugrave; da
> superare. In questo senso &ograve;le proposte di costrinf&igrave;gere le


> donne a passare per i consultori della destra, aggiungendici i volonatri
> pro-vita (ma i volontari pro-choice delle case delle donne dove sono?) fa
> il
> paio con la retorica nauseabonda sui consultori che a sinistra si sfodera
> ogni volta che si parla di 194. Come se passare per il vaglio di burocrato
> censori di sinistra sia la soluzione-
> A conferma il Piemonte di Cota, dove abbiamo il record di ospedali che
> usano
> la RU486 e quello di casi e dove al Sant'Anna hanno aprovato una
> convenzione

> con "Difendere la Vita con Maria" che &egrave; rimasta lettera morta,
> mentre
> la sentenza del TAR (che ha dato ragione su un solo punto) &egrave; stata


> superata da una nuova legge Cota che, come la precedente, lascia ai medici
> decidere se le donne dovono avere un colloquio con i volontari.

> A me &egrave; capitato pi&ugrave; volte di mandare donne al movimento
> della
> vita per varie ragioni. Del resto io non tifo n&egrave; per l'aborto,
> n&egrave; perch&egrave; non lo faccia, ma perch&egrave; decida per se


> stessa
> con il massimo di elementi e di convinzione possibile per se stessa. Non

> sono io, n&egrave; devono esser&ograve;lo i consultori, a spieare ad una
> donna cosa sia meglio per lei. Se, per&ograve;, vuole abortire credo che
> lo
> debba potere fare la pi&ugrave; presto e, su questro, la maggior parte dei


> consultori non aiutano, ma dilatano l'attesa ... senza avere i volontari
> per
> la vita tra le palle.
> Comunque, confermo, sei proprio dell'UDI.
> Saluti.
>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
> mai
> nati
> Data: 06/01/12 18:42
>
>

> Si si, grazie per la lezione sulla libert&agrave;.


> Intanto anche questa notizia mi sembra interessante:
> http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/05/tagli-militanti-anti-abortisti-italia-emergenza-consultori/181784/
> Quindi insomma, si affaccia una nuova figura professionale: l'esperto di
> bioetica!
>
>
>
> Il giorno 06/gen/2012, alle ore 15.17, silvio.viale ha scritto:
>
>
>

> Mi sembri l'UDI. La libert&agrave; comporta che ci siano anche gli
> anti-abortisti. Il punto &eacute; garantire la libert&agrave; di scelta.
> Poi
> ognuno convivr&agrave; con i propri sensi di colpa, se ve ne sono. Bisogna


> opporsi ai cimiteri dei feti individuali senza la richiesta della donna.
> Se

> poi i fer&igrave; abortiti finiscano in incenerimento, in cremazione o in


> tumulazione comune mi sembra il male minore. Nulla impedisce a chiunque di
> creare un monumento o prendere una tomba per riferimento per iniziative
> politiche o manifestazioni di fede o di propaganda. Saluti
>
>
> Inviato da iPhone
>
> Il giorno 06/gen/2012, alle ore 14:56, Antonella Dentamaro

> &lt;adent...@npwj.org&gt; ha scritto:


>
>
>
>
> Grazie Maria Antonietta.
> Io sono convinta che il tono, il contenuto e l'immediata reazione dei
> nostri
> deputati radicali siano molto opportuni.
> Come giustamente sottolinea Maria Antonietta anche nell'interrogazione del

> 2010, l'iniziativa specifica dei cimiteri per i bambini mai nati &egrave;


> semplicemente la risposta reazionaria e conservatrice alla situazione

> sull'informazione in tema di sessualit&agrave; e contraccezione in Italia
> (praticamente nulla) nonch&egrave; uno strumento utile ad una riforma
> peggiorativa della legge 194, quando il momento arriver&agrave;.


> Capisco, come dice Mirella, che la sepoltura possa essere d'aiuto nella
> metabolizzazione di un lutto per molte donne che perdono una gravidanza

> desiderata, ma &egrave; vero che gi&agrave; &egrave; possibile farlo,
> anche
> per le IVG, su richiesta dell'interessata. Ma voi pensate, citt&agrave;


> che
> hanno un posto dove si inizia a contare, dove vi si recano non tanto e non
> solo le donne che hanno abortito, ma magari gruppi religiosi che inventano
> un battesimo speciale, o riti altri, o "pellegrinaggi della vita".... il
> tutto con l'agevolazione compassionevole e "tollerante" dello Stato. Di
> uno
> Stato che invece di prevenire il fenomeno delle gravidanze indesiderate
> occupandosi fermamente di informare i cittadini sui sistemi
> contraccettivi,
> rafforzando le strutture dei consultori pubblici, favorendo un facile
> accesso alla contraccezione d'emergenza e all'aborto farmacologico - di
> certo meno traumatico anche per i medici, tutti, anche per i non
> obiettori,
> che senz'altro avranno i loro problemi quando si ritrovano a praticare 10
> interventi al giorno - si prodiga nel rendere disponibili ulteriori
> strumenti di "espiazione di colpa" attraverso i cimiteri dei bambini mai
> nati.... Orribile e memetico.
> E non dobbiamo dimenticare, come dice Maria Antonietta
> nell'interrogazione,
> che la situazione generale dell'obiezione di coscienza in Italia fa
> presumere che il fenomeno dell'aborto clandestino si stia ripresentando in
> modo massiccio.

> La realt&agrave; &egrave; che bisognerebbe pensare alla riforma della 194
> cos&igrave; come pensavamo di fare fin dalla sua stesura: libert&agrave;


> di
> poter abortire legalmente sia nelle strutture pubbliche che in quelle

> private. A questo un giorno si dovr&agrave; arrivare ancora ma di certo


> nel
> frattempo non mi sembra il caso di accettare dibattiti filosofici e/o

> pseudo-etici sulla utilit&agrave; di iniziative come queste.


>
>
>
> Il giorno 06/gen/2012, alle ore 09.03, Maria Antonietta ha scritto:
>
>
>
> Alessandro, nell'aver fatto copia della interrogazione che citavi tu, ho
> copiato erroneamente anche altre pubblicate nella stessa seduta...

> Gi&agrave; Mirella Parachini in una trasmissione del Maratoneta di RR (non


> ricordo la data) ha spiegato benissimo cosa prevede o non prevede la
> legge.
> E oggi anche Viale.
> Alla camera, i deputati radicali hanno proprio evidenziato il punto citato
> da Viale stesso: "contrastare la richiesta di alcune associazione pro-vita
> di avere i feti per le cerimonie". Nelle interrogazioni presentate, dalla

> Basilicata, Lombardia, Campania l'associazione &egrave; sempre la stessa.


> Maria Antonietta
> Inviato da Mafc da iPad
>
> Il giorno 06/gen/2012, alle ore 03:00, "Silvio.viale"

> &lt;silvio...@email.it&gt; ha scritto:


>
>
>
>
> Ogni anno mi capita che alcune persone insospettabili, dopo un aborto
> volontario, mi chiedono di potere avere il feto per la sepoltura,

> Pi&ugrave;


> spesso dopo un aborto sponraneo. I regolamenti di polizia mortuaria sono
> improntati sulla legge Ronchi (Edo Ronchi) e prevedono il conferimento ai
> cimiteri dei feti di epoca superiore alle 20 settimane e lo smaltimento
> come
> materiale organico (sangue, pezzi operatori, ecc) di quelli inferiori a
> venti settimane in quanto rifiuti sanitari (incenerimento, non discarica).
> In entambi i casi, prima e dopo le venti settimane i "genitori" possono
> chiedere entro 24 ore di avere il feto per la cermonia privata, sempre

> tramite impresa di pompe funebri. Dopo 28 settimane il funerale &egrave;


> sempre obbligatorio e a carico dei genitori a meno di contributi del
> comune

> per reddito. A Torino vi &egrave; un campo del cimitero comune per feti e


> infanti, con il comune che predisponeva piccole tombe e che ora ha
> trasformato in piccoli loculi, sia per problemi di spazio e sia per
> problemi
> di esumazione dopo 5 anni. Le tombe dei feti abortiti volontariamente non
> hanno nome (spesso vi e il nome provvisorio invidentalmente assegnato
> dalle
> ostetriche per l'autopsia).
> Nell'affrontare la materia bisogna tenere conto che essa evoca sentimenti

> contrastanti e non sempre legati alla 194, a parte la strumentalit&agrave;


> voluta delle associazioni pro-vita e dei politici a loro amici).
> 1) Prima di tutto i feti di aborti volontari dopo le 20 settimane sono
> poco

> pi&ugrave; un migliaio in tutta Italia (788 quelli superiori a 21


> settimane
> nel 2009). Gli aborti fatti per malformazione sono spesso considerati come
> una "disgrazia inevitabile" con minori sensi di colpa da parte
> dell'ambiente

> e della famiglia. Quelli su feto sano, nonostante le possibilit&agrave; di


> legge, sono quasi impossibili in mezza Italia (Lazio compreso) per una non

> disponibilit&agrave; da parte degli operatori. Difficile intervenire e


> modificare le scelte dei comuni nel xconferimento obbligatorio al cimitero
> (cremarli, tumularli, ecc). Si dovrebbe garantire l'anonimato per gli
> aborti
> volontari (bastano data e sesso).
> 2) Per gli aborti sotto le 20 settimane vi sarebbe un obbligo di informare

> la donna dellla possibilit&agrave; di chiedere il feto, ma viene


> generalmente omesso o celato in burocratese tra le righe dei consensi
> informati. E' un problema delicato che entra i contrasto con un diritto

> assoluto a ricevere una informazione completa ed &egrave; condizionato


> dalla
> ignoranza degli operatori o dalle loro risposte alle domande, quando ci
> sono. Sia per gli aborti spontanei che volontari.
> 3) Sotto le 20 settimane bisognerebbe limitarsi a contrastare la richiesta
> di alcune associazioni pro-vita di avere i feti per le cerimonie. Cosa che

> spesso alcuni ospedali concedono per un senso astratto di piet&egrave; che


> le immagini di feti evocano e, a volte, anche con una motivazione assurda
> di
> riduzione dei costi di smaltimento. D'altra parte i cimiteri per feti

> coagulano i gruppi anti-abortisti pi&ugrave; integralisti, ma non hanno


> mai
> condizionato le questioni politiche sull'aborto. In altre parole, le donne
> che abortiscono sanno cosa fanno e, spesso, con nostro grande stupore sono
> loro a parlare di "bambino" e di che fine fa il "bambino ammazzato".
> 4) Bisognerebe affrontare i temi della 194 in modo disgiunto dallo

> smaltimento dei feti, perch&egrave; rischia di essere il punto pi&ugrave;
> debole, emotivamente e politicamente pi&ugrave; difficoltoso, Senza
> contare
> che riguarda anche gli aborti spontanei, sui quali vi &egrave;


> oggettivamente un atteggiamento psicologio diveerso da parte di tutti. Un

> feto a 12 setimane non pu&agrave; essere considerato organicamente diverso


> per legge se abortito spontaneamente o volontariamente. Del resto la 194
> ha

> cos&igrave; tanti punti su cui muoversi ... A proposito, io eviterei


> polemiche sui piccoli ospedali che non fanno gli aborti (per fortuna!
> Aggiungo) e chiederei che siano potenziati quelli che li fanno,

> perch&egrave; dove se ne fanno di pi&ugrave; si fanno meglio,
> perch&egrave;
> sono ampiamente sufficienti quelli in cui si fanno gi&agrave; e
> perch&egrave; per legge sono considerati interventi urgenti ed &egrave;


> facile sostenere che si debbano fare neg li ospedali di secondo e terzo
> livello. Io non farei fare gli aborti dove se ne fanno meno di mille e
> concentreri il personale non obiettore in questi ospedali ... cavoli dei
> non

> obietori se finiscono negli ospedali pi&ugrave; piccoli e meno


> prestigiosi.
> Oggi con la litania dell'obbligo pre SSN di tutti gli ospedali a fare
> aborti
> (tutte le ASL direi oggi) succede il contrario.
> 5) Se non lo avete fatto, fate un giro nel campo infanti e feti di un
> grosso

> cimitero. E' utile pe mlte ragioni. Io, capirete anche perch&egrave;, lo
> faccio un paio di volte all'anno e vi assicuro che &egrave; molto utile


> per
> chi vuole occuparsio di aborti e di 194. Anche per i politici.
> Saluti
>
> --------- Original Message --------
> Da: satyagr...@googlegroups.com
> To: "satyagr...@googlegroups.com"
> &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
> Cc: satyagr...@googlegroups.com
> Oggetto: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazi o su cimitero dei bimbi
> mai nati
> Data: 05/01/12 13:40
>
>
> Alessandro,

> l'interrogazione che richiami &egrave; stata ripresentata all'inizio di


> questa. La riporto qui di seguito.
> Maria Antonietta
>
>
>
>
>
> Seduta n. 1 del 29/4/2008

> &nbsp;


> ...
> SALUTE
> Interrogazioni a risposta scritta:
> FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

> sul quotidiano La Repubblica di gioved&igrave; 21 febbraio 2008 &egrave;
> stato pubblicato l'articolo dal titolo: &laquo;Medici obiettori in
> ospedale
> ma abortisti nei loro studi privati&raquo;, nel quale &egrave; pubblicata


> l'intervista alla responsabile del day hospital dell'Ospedale San Camillo
> di

> Roma, nella quale afferma che deve puntarsi il dito contro &laquo;le
> "pubbliche virt&ugrave;" e i vizi privati di tanti colleghi&raquo;
> poich&eacute; &laquo;l'operato dei non obiettori &egrave; sempre sotto i


> riflettori e sotto tiro con inchieste interne ed esterne. Quello dei
> medici
> che la mattina storcono il naso in ospedale e il pomeriggio praticano
> aborti

> nei loro studi, non &egrave; scrutato da alcuno. Se l'&egrave; mai chiesto
> perch&eacute; in ospedale arriva no, nella stragrande maggioranza d ei
> casi,
> pazienti povere e disperate? &Egrave; raro trovare sedute nei corridoi per


> l'attesa attrici, manager, donne in carriera, insomma. Loro hanno altre
> sponde (...) Quella dei privati, appunto. O, come avviene da anni, quella
> delle trasferte all'estero. In Germania, Francia, la pillola abortiva
> Ru486

> si somministra da un ventennio. Costa 150 euro. Ma da noi &egrave; ancora
> vietata in barba alle sofferenze, anche fisiche, di tante donne. &Egrave;


> il
> risultato di un battaglia pretestuosa contro la 194 (...la battaglia si
> combatte...). Anche sui giornali. La legge prevede che in ogni ospedale

> pubblico ci sia un servizio. Non &egrave; cos&igrave;. E va sempre peggio.


> Al San Giacomo, per esempio, che assicurava una media di sei interventi al

> giorno &egrave; stato chiuso. Trasferito al San Giovanni dove,
> per&ograve;,
> il numero degli aborti non &egrave; aumentato. In provincia di Frosinone
> neanche nell'ospedale del capoluogo &egrave; attivo il centr o per le Ivg.
> Quello di Sora &amp;am p;am p; egrave; aperto solo una mattina per


> settimana. E la regione che fa? Dopo riunioni in cui si

> &nbsp;


> proclama che i manager di Asl e ospedali saranno valutati anche per la
> corretta applicazione della 194, si lascia correre. Si va peggio di giorno
> in giorno. Prima c'era un barlume di coordinamento con i consultori. Ora,
> dopo tanto parlare di "assistenza al territorio", viene meno anche quello.
> Intanto in ospedale le liste di attesa sfiorano le tre settimane.

> Cos&igrave; si rischia di non garantire il servizio. Soprattutto alle
> pazienti che si presentano a ridosso del novantesimo giorno&raquo; -:
> se sia a conoscenza dei fatti narrati; nell'eventualit&agrave; affermativa


> se e quali misure intenda adottare per ripristinare la corretta
> applicazione
> delle norme contenute nella legge del 22 maggio 1978, n. 194.
> (4-00023)
> FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> l'agenzia Agi, il 9 aprile 2008 ha riportato la seguente notizia:

> &laquo;tumori: Mario Negri, farmaci non sperimentati abbastanza. Alcuni


> farmaci anticancro hanno ottenuto la licenza alla commercializzazione
> prima
> che si concludesse la fase naturale della sperimentazione, che consente
> anche di studiare gli eventuali effetti collaterali a lungo termine;

> &egrave; l'allarme lanciato da uno studio italiano condotto dall'Istituto


> Mario Negri e pubblicato sulla rivista Annals of oncology, che ha
> analizzato
> 25 studi clinici, che sono stati fermati in anticipo tra il 1997 e il
> 2007.

> Troppo in anticipo, secondo l'Istituto, senza cio&egrave; che venissero


> certificati gli impatti a lungo termine. Mentre per le case farmaceutiche,
> che si difendono dall'accusa, concludere in anticipo lo studio s u un

> farmaco &laquo;significa salvare pi&ugrave; vite&raquo;. Fatto sta che,


> secondo la ricerca, dei 25 studi scelti casualmente, 14 erano stati
> stoppati
> nel corso degli ultimi tre anni. E di questi, 11 sono stati utilizzati a
> sostegno delle domande di autorizzazione all'immissione in commercio;
> una strategia, attacca il capo dei ricercatori Giovanni Aplone, che ha

> consentito alle case farmaceutiche di immettere pi&ugrave; rapidamente i


> prodotti sul mercato avvalendosi di risultati clinici intermedi, quindi
> necessariamente non definitivi;

> questo malgrado &laquo;i dati sulla efficacia e sui potenziali effetti


> collaterali possano essere incompleti interrompendo un test in

> anticipo&raquo;. Anche perch&eacute;, ha spiegato, interrompere un trial
> ai
> primi risultati positivi pu&ograve; non dare garanzie, visto che questi


> ultimi potrebbero anche essere casuali. Il team ha rilevato che la durata

> media di uno studio clinico &egrave; stata di 30 mesi, quando l'impatto a
> lungo termine pu&ograve; essere valutato solo negli anni;


> secondo i ricercatori occorre una regolamentazione necessaria per
> considerare lo stop precoce a uno studio clinico nel momento in cui si
> prendono decisioni sulle licenze. Magari attraverso un comitato di
> controllo

> indipendente. Tanto pi&ugrave; che secondo il professor Stuart Pocock,


> esperto di statistica medica presso la London School of Hygiene and
> Tropical
> Medicine, il problema non esiste solo per i farmaci anticancro, ma per
> tutti
> i tipi di trattamenti;

> &laquo;prima di arrestare precocemente un trial - sottolinea Pocock -
> c'&egrave; bisogno di prove oltre ogni ragionevole dubbio.&raquo; -:
> se sia a conoscenza dei fatti, se essi corrispondano a realt&agrave; e,
> nell'eventualit&agrave; positiva, quali misure urgenti intenda predisporre


> per dare soluzione al caso in oggetto.
> (4-00025)
> FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> in seguito alle note vicende accadute a Napoli al Nuovo Policlinico
> l'undici
> febbraio di quest'anno, vicende che hanno visto per protagonisti sette
> agenti delle forze dell'ordine che si sono presentati nella Clinica
> Ostetrica per indagare su una

> &nbsp;


> presunta illecita interruzione di gravidanza effettuata su una
> trentanovenne
> che aveva in grembo un feto malformato, il direttore del Policlinico ha
> avviato un'indagine interna -:

> se tale indagine sia terminata e, nell'eventualit&agrave; positiva, se e
> quando la Camera dei deputati sar&agrave; informata dei risultati a cui si
> &egrave; pervenuti.


> (4-00026)
> FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> in Italia la legge 13 maggio 1978, n. 180 (la cosiddetta legge Basaglia),

> recante &laquo;Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e
> obbligatori&raquo;, ha fondato un nuovo approccio e proposto nuovi metodi


> e
> modelli rispetto a quelli sino ad allora seguiti per la cura delle
> malattie
> mentali, ponendo le basi per la chiusura degli ospedali psichiatrici,
> strutture sanitarie speciali deputate alla cura di soli pazienti affetti
> da
> malattie mentali, favorendo la sostituzione di tali strutture con presidi
> sanitari pubblici territoriali e, ove necessario, ricorrendo alla degenza
> dei malati mentali nelle ordinarie strutture ospedaliere pubbliche o
> convenzionate;
> la successiva legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario
> nazionale, ha trasferito gran parte delle norme contenute nella legge n.
> 180
> de l 1978, la cosiddetta legge Basaglia, negli articoli 33, 34, 35 e 64

> della legge n. 833 citata. Ci&ograve; ha comportato l'assenza di una


> speciale disciplina legislativa relativa alla tutela della salute mentale,

> facendola rientrare nella generalit&agrave; dei compiti istituzionali


> attribuiti al novello Servizio sanitario nazionale;

> con la nuova normativa si &egrave; stabilito il principio generale per cui


> i
> trattamenti sanitari dovrebbero essere volontari, ponendo specifici limiti
> per la sottoposizione di un paziente a trattamenti sanitari obbligatori.
> Ed

> infatti il personale sanitario ha l'obbligo di cercare il &laquo;consenso
> e
> la partecipazione&raquo; del paziente sottoposto a trattamento sanitario


> obbligatorio (TSO) avendo quest'ultimo, inoltre, il diritto alla scelta
> del

> medico e del luogo di cura, nonch&eacute; il diritto di comunicare
> &laquo;con chi ritenga opportuno&raquo;;


> nel caso specifico di un paziente afflitto da malattia mentale, esso

> pu&ograve; es s e re obb ligato a trattamento sanitario solo se le


> condizioni richiedano un urgente intervento terapeutico e non a siano
> possibili misure extra ospedaliere;
> la stessa legge n. 833 del 1978 ha stabilito il principio secondo il quale
> si demanda alle regioni l'organizzazione di servizi di assistenza
> psichiatrica, istituendo dipartimenti per fornire servizi per la cura
> delle
> malattie mentali che possono essere situate sia nelle strutture
> ospedaliere,
> creando apposite strutture di diagnosi e cura, che in presidi extra
> ospedalieri in grado di fornire le appropriate cure necessarie;

> il fine della normativa &egrave; chiaro: con essa si persegue l'obiettivo


> d'una chiusura completa e definitiva delle speciali strutture ospedaliere
> psichiatriche;
> nel corso degli anni si sono susseguiti ulteriori interventi normativi
> volti
> a favorire tale chiusura, interventi resisi necessari a causa delle

> difficolt&agrave; incontrate nel raggiungere compiutamente l'obiettivo
> posto
> dal nostro ordin amento sin dal lontano 1978. Ci&ograve; si &egrave;


> perseguito con l'adozione di norme contenute nell'ambito della
> legislazione
> collegata alla legge finanziaria: l'articolo 3, comma 5 della legge 23
> dicembre 1994, n. 724, aveva fissato al 31 dicembre 1996 la chiusura
> definitiva delle strutture manicomiali ancora attive, ribadendo il
> principio
> della completa attuazione della cosiddetta legge Basaglia mirante alla
> totale chiusura degli ospedali psichiatrici. Successivamente altre norme
> hanno favorito la ristrutturazione della rete ospedaliera in funzione
> dell'obiettivo perseguito stabilendo, da ultimo, il cosiddetto

> &laquo;progetto-obiettivo&raquo; per la &laquo;tutela della salute mentale
> 1998-2000&raquo; mirante a realizzare il modello organizzativo del


> Dipartimento
> di salute mentale, che si sostanzia nel favorire e incentivare una serie
> di
> obiettivi puntuali: la promozione di progetti specifici per il superamento
> del residuo manicomiale, la promozione un sistema informativo per il
> monitoraggio della spesa psichiatrica; la focalizzazione d'un sistema di

> indicatori di qualit&agrave; dell'assistenza psichiatrica; la promozione


> della formazione degli operatori;
> successivamente, la legge 23 dicembre 1996, n. 662, all'articolo 1, commi
> 21, 22, 23 e 24 ha individuato una serie di adempimenti posti a carico di
> Regioni e delle (allora) USL, al fine di far loro adottare piani, entro il
> 31 gennaio 1997, per la chiusura degli ospedali psichiatrici ancora
> attivi.
> Il tutto con la previsione di un meccanismo di penalizzazione finanziaria
> per i soggetti inadempienti;
> una ulteriore serie di sanzioni sono loro state poste a loro carico nel
> caso

> di mancato rispetto delle previsioni contenute nel &laquo;progetto
> obiettivo&raquo;, progetto attualizzato con il decreto del Presidente


> della
> Repubblica 10 novembre 1999, contenente indicazioni per gli anni
> 1998-2000.

> Con ci&ograve; &egrave; ribadita la volont&agrave; di perseguire gli scopi
> sopra individuati mediante il modello dipartimentale gi&agrave; proposto
> per
> il periodo precedente. Concretamente si conferma la volont&agrave; del


> legislatore di potenziare i Dipartimenti di salute mentale;
> la XII Commissione permanente della Camera dei deputati durante la XIII

> legislatura, in occasione d'una &laquo;Indagine conoscitiva sulla chiusura
> degli ospedali psichiatrici&raquo; resasi necessaria a causa della
> scadenza
> prevista dalla legge n. 724 del 1994 che di l&igrave; a poco avrebbe


> dovuto
> essere soddisfatta, ovvero la chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici
> entro il 31 dicembre 1996, ha approvato un documento conclusivo, in data
> 16
> luglio 1997 che, confe rmando il ritardo nel processo di chiusura degli
> ospedali psichiatrici e della loro sostituzione con strutture territoriali
> per la cura delle malattie mentali previsti, come detto, dalla legge n.
> 724
> del 1994 indica, tra i tanti, un particolare punctum dolens: la
> Commissione

> mette in guardia dal pericolo di &laquo;adeguarsi alle "false chiusure".
> In
> molti ex ospedali psichiatrici &egrave; in atto un processo di


> ristrutturazione che vuole semplicemente rimodernare i vecchi padiglioni
> mantenere in questi contesti i vecchi degenti. In qualche caso si vuole
> addirittura paradossalmente aprire ai nuovi ricoveri attraverso le

> cosiddette comunit&agrave; riabilitative&raquo;, a testimonianza della
> bont&agrave; delle conclusioni cui giunge;


> in base a quanto appreso dalla pubblicazione sul numero 10 della rivista
> Diario della settimana, del 16 marzo 2007, d'un articolo dal titolo:

> &laquo;I poveri matti del Vaticano. I tre manicomi "Don Uva" sono i
> pi&ugrave; gr andi d'Eur o pa: vi sono rinchiuse circa 2 mila persone a


> volte non malate ma dimenticate da famiglie e istituzioni. Molte le morti
> e

> le violenze sospette&raquo;, in cui vengono affermati episodi di estrema
> gravit&agrave; avvenuti in tre strutture sanitarie di propriet&agrave;


> formale dell'ente ecclesiastico Congregazione ancelle della Divina

> Provvidenza, ma in realt&agrave; controllati direttamente dallo Stato
> Citt&agrave; del Vaticano, ubicate in Foggia, Potenza e Bisceglie,


> l'interrogante sottopone all'attenzione del Ministro alcune specifiche
> affermazioni contenute nella pubblicazione in esame;
> dalla lettura dei reportage emerge la convinzione dell'autore che si sia
> in
> presenza d'una violazione della normativa sopra ricordata, tanto che lo
> stesso, Gianni Lannes, cita alcuni passi della relazione conclusiva della
> XII Commissione permanente per descrivere quanto da lui verificato

> &laquo;sul campo&raquo;: &laquo;nonostante l'indirizzo legislativo teso a


> evitare il riutilizzo degli ospedali psichiatrici per i servizi di
> assistenza al disagio mentale, i piani regionali dimostrano come questa

> soluzione sia frequentemente adottata e la norma legislativa elusa&raquo;
> con la trasformazione dei degenti in ospiti. &laquo;Tale pratica consente
> in
> aperta violazione della legge 180, nuove ammissioni&raquo;;


> egli cita le amare conclusioni della Commissione rese si badi bene, nel
> 1996,
> a commento dei fatti conosciuti in ragione della sua indagine;
> tra i tanti episodi denunciati, alcuni meritano particolare attenzione:
> l'esistenza di condizioni di vita subumane, ove i pazienti delle tre
> strutture sono costretti ad una vita indegna, immersi nei propri
> escrementi,
> con intollerabili carenze igieniche, costretti a nutrirsi con cibo
> avariato
> e bisognosi di cure fisiche non attinenti alla malattia mentale;
> l'ammissione, resa dalla persona del primario dell'istituto di Bisceglie,
> il
> quale afferma che tra i tanti pazienti della struttura, oltre 2000, alcuni
> di essi non dovrebbero essere reclusi in tale luogo. Riferendosi ad un

> paziente in particolare afferma: &laquo;quello non c'&egrave; motivo che


> stia qui dentro. Ci sta e basta. E mi raccomando, non fotografi quelli

> nudi&raquo;, giustificando la loro presenza in quel luogo a causa del


> rifiuto di farsene carico da parte delle Asl e della famiglia;
> la presenza nella struttura di persone che, pur non presentando alcuna
> patologia psichiatrica, sono costretti a vivere nella struttura a causa
> dei
> loro internamento in un periodo precedente, alla promulgazione della

> cosiddetta legge Basaglia, nonch&eacute; la presenza di pazienti reclusi
> successivamente al 1978 i quali, ancorch&eacute; non afflitti da malattie
> mentali, vengono &laquo;parcheggiati&raquo; in queste strutture da
> famiglie
> scarsamente solidali con essi. L'autore afferma che &laquo;sono numerose


> le
> persone tradotte in manicomio dalle famiglie che vogliono liberarsene con
> l'aiuto di medici compiacenti. In loco gli ospiti non sono soggetti di

> diritto e continuano a sopravvivere nell'abbandono e nell'oblio&raquo;;


> si descrivono persone che, pur se ospiti d'una struttura formalmente
> classificata come istituto di riabilitazione, ha tutte le caratteristiche
> del manicomio: inferriate alle finestre, pazienti ammanettati ai letti, ai
> termosifoni, imprigionati in camere di sicurezza, senza alcun conforto di
> terapie, se non la sola terapia farmacologia;
> si denuncia la frequenza troppo elevata di morti sospette all'interno
> delle
> strutture e di vicende lesive della salute dei pazienti che, in qualche
> caso, hanno visto l'apertura d'una inchiesta da parte della magistratura
> ai
> danni di alcuni appartenenti al personale paramedico denunciati per
> lesioni
> ai danni dei pazienti. In alcuni dei casi denunciati si sono avute le
> prime
> condanne inflitte, dalla magistratura, ai responsabili;
> la grave anomalia rappresentata dal fatto che il direttore delle tre case
> della Divina Provvidenza rivesta un doppio incarico, essendo
> contemporaneamente amministratore delle tre strutture sanitarie
> convenzionate e giudice presso la Commissione provinciale tributaria di
> Foggia, ponendosi in una condizione oggettiva di conflitto di interessi;

> &laquo;nei tre manicomi "Don Uva" operano una ventina di societ&agrave;
> finanziarie e immobiliari&raquo; e &laquo;singolare coincidenza una


> ristretta cerchia di diri gen t i del "Don Uva" gestisce

> l'indennit&agrave;
> pensionistica dei pazienti sotto tutela (circa 15 milioni di euro)&raquo;;


> il Lannes effettua, infine, una rapida analisi della situazione nazionale

> che si conclude con la seguente affermazione: &laquo;i manicomi sono ben


> lungi dall'essere chiusi: sono nate situazioni micromanicomiali un po'

> dappertutto&raquo; -:


> quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere, nell'ambito
> delle

> proprie competenze, sia per accertare la veridicit&agrave; dei fatti


> riportati nei tre istituti cattolici in oggetto, sia per accertare il
> rispetto effettivo della normativa in materia vigente, soprattutto nel
> caso
> di Istituzioni convenzionate e se intenda istituire un sistema stabile di
> controlli e monitoraggio sul complesso delle strutture operanti
> nell'ambito
> della cura delle malattie mentali.
> (4-00055)
> MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> le norme contenute nell'articolo 7, comma 3 e 4, del decreto del
> Presidente
> della Repubblica del 10 settembre 1990, n. 285, dispongono che:
> a richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la
> stessa

> procedura anche prodotti del concepimento di presunta et&agrave; inferiore


> alle 20 settimane;
> nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a
> presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda
> di

> seppellimento all'Unit&agrave; sanitaria l ocale accompagnat a da
> certificato medico che indichi la presunta et&agrave; di gestazione ed il
> peso del feto;
> nella regione Basilicata l'azienda ospedaliera &laquo;San Carlo&raquo; di
> Potenza ha stipulato con l'associazione &laquo;Difendere la vita con
> Maria&raquo; una convenzione per la sepoltura dei prodotti del
> concepimento
> di presunta et&agrave; gestazionaria inferiore alle 20 settimane,
> cio&egrave; il feto, che autorizza la sopraindicata associazione non solo
> a
> svolgere l'attivit&agrave; descritta ma, anche, a predisporre la domanda


> di
> tumulazione all'ASL in nome e per conto degli aventi diritto, previa
> autorizzazione degli aventi diritto;
> a giudizio dell'interrogante l'anomalia riguarda il regime di

> esclusivit&agrave; che l'associazione detiene rispetto alle richieste da
> inoltrare alla unit&agrave; sanitaria locale ed al servizio di prelievo e


> trasporto per il seppellimento del feto;
> come evincibile dalle norme della convenzione sottoscritta tra azienda

> ospeda liera ed associ azione &laquo;Difendere la vita con Maria&raquo;
> all'articolo 1 delle procedure attuative &egrave; previsto che i prodotti


> del concepimento siano conservati tutti indistintamente, senza
> diversificare

> tra quelli di cui si &egrave; fatta richiesta di sepoltura entro le 24 ore


> successive all'espulsione o all'estrazione del feto, come previsto dalle
> norme citate, e quelli di cui non si inoltra tale richiesta e di cui non
> vi

> &egrave; ragione di una conservazione in camera mortuaria trascorse le 24


> ore dall'espulsione o estrazione stessa. Inoltre l'articolo 1 della
> convenzione delega alla sola associazione il servizio di prelievo,
> trasporto
> e sepoltura dei feti. In tal modo gli aventi dir itto alla richiesta non
> sembra possano avvalersi di altra distinta organizzazione al fine di dare

> sepoltura al feto n&eacute; sembra essere possibile avvalersi della
> facolt&agrave; di inoltrare direttamente e personalmente la richiesta
> all'unit&agrave; sanitaria locale, detenendo l'associazione
> &laquo;Difendere
> la vita con Maria&raquo; un monopolio ingiustificato di tali adempimenti;


> a tale conclusione, ad avviso dell'interrogante, sembra potersi
> pacificamente giungere anche alla luce dei punti 1, 2 e 3 dell'allegato 2
> della convenzione stessa, ove si prevede che nel caso in cui
> l'autorizzazione all'azienda sanitaria locale non sia richiesta
> direttamente
> dall'associazione e dalla stessa non siano materialmente effettuate le
> operazioni di prelievo, trasporto e sepoltura, non sembra darsi ai parenti
> o

> chi per essi altra possibilit&agrave; che assoggettare il feto &laquo;al
> regime giuridico dei rifiuti pericolosi&raquo;;


> ad avviso dell'interrogante, la presenza di associazi on i antiabortiste
> all'interno dell'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, quali

> &laquo;Difendere la vita con Maria&raquo; ed il &laquo;Centro di aiuto
> alla
> vita&raquo; (CAV), costituisce di fatto un potente apparato dissuasivo nei


> confronti delle donne che decidano di ricorrere all'interruzione
> volontaria
> di gravidanza. Non appare casuale che, secondo l'ultimo rapporto
> ministeriale disponibile (2004), oltre il 50 per cento delle donne lucane
> abbiano deciso di abortire in strutture poste al di fuori dei confini

> regionali. Tale scelta &egrave; direttamente imputabile al fatto che la


> regione Basilicata detiene il record nazionale dei medici obiettori di
> coscienza all'aborto (92,6 per cento). Nell'ambito di questo primato,
> l'ospedale San Carlo di
> Potenza raggiunge addirittura il 95 per cento di medici obiettori di
> coscienza all'aborto;
> ad avviso dell'interrogante, esiste un chiaro nesso causale tra la
> presenza
> di associazioni antiabortiste e le convenzioni con esse stipulate da parte
> delle strutture del servizio sanitario nazionale quali le associazioni

> &laquo;Difendere la vita con Maria&raquo; ed il &laquo;Centro di aiuto
> alla
> vita&raquo; e l'altissima percentuale di medici obiettori. La situazione
> &laquo;ambientale&raquo; venutasi a creare all'interno dell'ospedale San


> Carlo di Potenza, fondata anche sulla stipulazione di convenzioni quale

> quella in oggetto, rende pressoch&eacute; impossibile la corretta


> applicazione della legge n. 194 del 1978 -:
> se il Ministro intenda svolgere una indagine presso l'azienda ospedaliera
> San Carlo di Potenza al fine di verificare l'eventuale violazione delle
> norme di legge, prendere gli opportuni provvedimenti e ripristinare i
> diritti previsti dalla normativa di riferimento.
> (4-00056)
>
>
>
>
>
>
> Inviato da Mafc da iPad
>
> Il giorno 05/gen/2012, alle ore 12:56, "Alessandro Massari"

> &lt;ale.m...@radicali.it&gt; ha scritto:


>
>
>
> ricordo un'interrogazione di Maurizio con la RNP su questo tema, la
> regione era la Basilicata, operazione conosciuta grazie a segnalazione di
> Bolognetti.

> L&igrave; c'era pure un intreccio strano tra regione e strutture


> ospedaliere
> cattoliche, con medici tutti rigorosamente obiettori.
>
> Elio cantava: "Cassonetto differenziato per il frutto del peccato"
> Oggi sono in vena di citazioni musicali, e Faso mi sembra di ricordare
> fosse anche iscritto, come Rocco, di Elio mi sembra abbia solo
> sottoscritto appelli.

> Perch&egrave; non li cerchiamo e gliela cantiamo?


>
> "Non dite che non vi era stato detto,

> che il passo &egrave; molto breve tra il casso e il cassonetto.


> Ma mettetevi nei panni di chi,
> il cassonetto pulisce,

> &amp; a mp; lt; span&gt;vi guarda e non capisce,
> il perch&egrave; di tanta incivilt&agrave;.


> Poi scende in piazza e sciopera,

> e la colpa e anche un p&ograve; tua,


> se non ti batti per un mondo migliore,

> dove una mamma sappia dove gettare un beb&egrave;.
> Che gi&agrave; lo fan per la carta e le bottiglie e le pile e siamo gente
> civile
> e allora dimmi perch&egrave;, per il neonato non c'&egrave;, non
> c'&egrave;,
> non c'&egrave;&egrave;&egrave;&egrave;-


> Il cassonetto differenziato per il frutto del peccato"
>
> Infatti finisce nell'indifferenziato, a Malagrotta.
>
>
>
>
>
>
> Anche Ferrara ieri sera ne parlava con soddisfazione
>

> Inviato dal dispositivo wireless BlackBerry&reg;
>
>
>
> -----Original Message-----


>
> From: Valentina Stella &lt;valeange...@gmail.com&gt;
>
> Sender: satyagr...@googlegroups.com
>
> Date: Thu, 5 Jan 2012 09:48:35
>

> To: &lt;satyagr...@googlegroups.com&gt;
>
> Reply-To: satyagr...@googlegroups.com
>
> Cc: &lt;radicali-re...@googlegroups.com&gt;


>
> Subject: Re: [satyagraha-2012] Ieri sera Tg3 Lazio su cimitero dei bimbi
>
> mai nati
>
>
>
> http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-41581923-a5dd-44a5-8e62-a073dffa432a-tgr.html#p=0
>
> AL MINUTO 12:30
>
>
>
> Il giorno 05 gennaio 2012 09:37, Sergio Rovasio
>

> &lt;sergio....@gmail.com&gt;ha scritto:


>
>
>
>
> Ieri sera il TGR Lazio, edizione delle 19,30 ha fatto un servizio di
>
>
>
> almeno 3 minuti da delirio sull'inaugurazione del cimitero dei bimbi mai
>
>
>

> nati inaugurato alla presenza di autorit&agrave; del Comune di Roma. Si

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Silvio.viale

unread,
Jan 8, 2012, 11:18:45 AM1/8/12
to satyagr...@googlegroups.com
Ma quali sarebbero i feti non "frutto di aborti spontanei o terapeutici"? Non ci sono.
Questo è un esempio della disinformazione e della confusione che c'è anche in casa radicale, quando si fanno le pulci alle parole e non si bada al merito. Per aborti "terapeutici" si intendono gli aborti volontari del secondo trimestre, dopo il 90° giorno, comunemente definiti ITG (interruzione terapeutica di gravidanza), per cui con aborti spontanei e terapeutici si intendono tutti.
 
In realtà la legge 194 non parla di aborti terapeutici, ma individua 2 procedure per le IVG, prima e dopo il 90° giorno.
Prima del 90° giorno la donna fa richiesta e il medico ne prende atto, definendo al massimo l'urgenza.
Dopo il 90° giorno la donna fa richiesta e il medico decide se ci sono le condizioni previste di "grave pericolo" per la sua salute psichica (notare che per l'IVG fino a 90 giorni è previsdto il "serio pericolo" per la sua salute psichica, di fatto autocertificata).
Quindi, in conclusione, quando si parla di feti ci si riferisce a tutti i feti prodotti da interruzioni della gravidanza, spontanee, volontarie legali e volontarie illegali. Nessuno è escluso dalla definizione di angeli, per quel che può significare e valere individualmente per ognuno, per i credenti e nel senso comune.
 
Per chi non l'avesse ancora capito, anatomicamente, dopo le 20 settimane si tratta di feti formati con tutti gli organi, con un peso che va da 400 a 20-21 settimane fino a 1000 grammi a 28 settimane. Per le ITG, che si praticano fino a 22-23 settimane, i feti sono tra i 400 e i 600 grammi.
Deve, poi, essere chiaro che se un feto respira ed è dichiarato vivo per un certo periodo, anche per pochi minuti, deve essere registrato come nato vivo all'anagrafe, indipendentemente dalle settimane, e in caso di morte si procede come per i neonati.
 
Solo dopo le 28 settimane un feto che nasce morto, cioè non è dichiarato nato vivo, è registrato alla anagrafe come "nato morto" e non più considerato come aborto. In caso di aborto non vi è la registrazione anagrafica, ma si deve fare una denuncia obbligatoria anonima (scheda Istat) e si deve conferire il feto al cimitero come feto.
 
Infine per comprendere ancora meglio la complessità della materia occorre far osservare che il 50% (dimensione approsimativa per dare un'idea dell'ordine di grandezza) dei feti di 500 g nasce vivo e in gran parte sopravvive. A 28 settimane la percentuale di vitalità alla nascita e di sopravvivenza supera abbondantemente il 90%. Molti degli aborti spontanei, sono feti già morti in utero prima dell'insorgenza del travaglio abortivo. Ne consegue, quindi, che solo una parte dei feti di gravidanze che si interrompono spontaneamente tra le 20 e le 28 settimane saranno trattati come feti, perchè gli altri sopravviveranno o moriranno succesivamente come neonati. Al contario tutte le ITG di 20-22 settimane, poco più di 1000 all'ano in tutta Italia, saranno trattati come feti perch la legge non permette di procedere all'borto se c'è una "probabilità di vita autonoma", senza entr are nel merito della definizione di cosa si intenda.
 
Saluti.
 
--------- Original Message --------
Da: satyagr...@googlegroups.com
To: "satyagr...@googlegroups.com" <satyagr...@googlegroups.com>
Oggetto: Re: [satyagraha-2012] SEPOLTURA FETI: BENEDETTA ARROGANZA !
Data: 08/01/12 15:52



Vi giro questa mail che mi ha inviato un'amica non radicale

cari amici/amiche,
ricomincia la caccia alle streghe...

a Roma ci sarà un cimitero per feti, al Laurentino.

"Sì per feti, avete letto bene. E attenzione, non per tutti, ma solo per i

feti frutto di aborti spontanei o terapeutici, viene precisato
dall&rsquo;autorità: giacché gli altri, quelli delle reprobe che hanno proceduto

alla interruzione volontaria della gravidanza, gli altri non hanno titolo
a essere dichiarati &ldquo;angeli&rdquo; (così si chiama il luogo, ornato di cippi,
fioriere, statue: un bell&rsquo;investimento, trattandosi di un&rsquo;area attrezzata
di 600 metri, all&rsquo;interno del cimitero del Laurentino)."


http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/01/07/angelo-dorsi-cimitero-dei-feti-lultima-macabra-follia-dei-paladini-della-vita/


questa è l'aria che tira. Movimento per la vita scatenato. doppia morale..
& gt; un invito:&nbsp;

> "Se non lo avete fatto, fate un giro nel campo infanti e feti di un grosso
> cimitero. E' utile pe mlte ragioni. Io, capirete anche perch&egrave;, lo
> faccio un paio di volte all'anno e vi assicuro che &egrave; molto utile
> per
> chi vuole occuparsi di aborti e di 194. Anche per i politici".&nbsp;
>
>
> Io mi sono chiesta, se davvero Viale ha girato e gira un paio di volte
> l'anno il campo infanti e feti di un grosso cimitero penso a quello di
> Torino, non si &egrave; accorto del degrado del campo
> 9&nbsp;&nbsp;dell&rsquo;Ottava Ampliazione del cimitero Monumentale? La
> delibera del marzo 2011 che riguardava nuove modalit&agrave; di sepoltura
> degli infanti, feti e nati morti, la si pu&ograve; leggere qui di seguito.
> E
> rinvio ancora una volta alle disposizioni di legge richiamate nelle
& gt; interrogazioni per gli approfondimenti. E ormai... a domani..."in"
> AF C pare accoglibile sia perch&eacute; la normativa cimiteriale non
> Comunale e che non ricadano nel le competenze, previste dalle leggi o dallo
> 5) di dichiarare, attesa l'urgenza, i n conformit&agrave; del distinto voto

> palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai
> sensi dell'art. 134, 4&deg; comma, del Testo Unico approvato con D.Lgs. 18
> agosto 2000 n. 267.
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> Il Vicesindaco
> Tommaso Dealessandri
>
>
>
>
>
>
> Si esprime parere favorevole sulla regolarit&agrave; tecnica.
>
>
>
> Il Dirigente
> Elisabetta Bove
>
>
>
> In originale firmato:&nbsp;
>
>
> IL SINDACO IL SEGRETARIO GENERALE&nbsp;
> Sergio Chiamparino Mauro Penasso&nbsp;
> ___________________________________________________________________________
>
>
>>
>
>
> Inviato da Mafc da iPad
>
> Il giorno 07/gen/2012, alle ore 21:21, "Silvio.viale"
> &lt;silvio...@email.it&gt; ha scritto:
>
>
>
>
> Debbo constatare che continui a non volere capire.
> La posizione giuridica di un "individuo mai nato", cio&egrave; un feto,
> &egrave; gi&agrave; prevista e presente nei cimiteri comunali, con tombe e
> luoghi ben precisi, di solito chiamati "campi infanti e feti". Quindi la
> definizione politica di "individuo mai nato", non avendo una valenza
> anagrafica (solo dopo le 28 settimane), non ha una posizione giuridica, ma
> politica. Perch&egrave; non spendete le vostre energie per garantire la
> RU486 nel Lazio (Cota non &egrave; meglio dela Polverini) o per permettere
> cvalutazioni pi&ugrave; liberali degli aborti terapeutici per motivi non
& gt; malfornmativi o per ridurre i tempi delle liste di attesa.
> t utti i feti&nbsp;ai cimiteri, anche quelli sotto le 20 settimane.

> &nbsp;
> Sul fatto che questa mailing list sia pubblica (se lo ricordi soprattutto
> chi scrive tante scemate) occorre precisare che lo &egrave; nell'ambito
> degli iscritti ad essa e delal comunicazione agli iscritti, anche se
> pu&ograve; essere vista da e diffusa a estranei. Non sfuggir&agrave;
> per&ograve; a nessuno la differenza tra interventi di
> getto,&nbsp;pi&ugrave;
> o meno&nbsp;riletti e corretti, e comunicati stampa ufficiali del
> Presidente
> di RI su temi riguardanti aborto, 194, ecc.&nbsp;E' possibile
> che&nbsp;l'effetto dei secondi sia&nbsp;maggiore e abbia anche
> ripercissioni
> sui media, ma non &egrave; detto che sia utile&nbsp;per i radicali
> ...&nbsp;per i firmatari delle interpellanze ... per il Presidente. Certo
& gt; che, se sollecitato direttamente, a domanda, il Presidente risponde.
&g t; forse dovresti chiederti &egrave; cosa sia accaduto fino ad ora per i feti

> che venivano conferiti ai cimiteri dei municipi romani e cosa
> cambier&agrave; domani.
> A Torino vi era una spianata di circa 1000 tombine, senza monumento, ma
> con
> croci su lacune tombe e arredi funerari collettivi. Ora vi sono loculi. In
> essi confluiscono feti di varia provenienza psicologica perch&egrave; la
> legge non fa differenza tra i feti di aborti spontanei e di aborti
> volontari, tanto meno del motivo per cui sono stati abortiti, se
> malformati
> o meno. Si tratta di un terreno scivoloso e il mio intevento sulla mailing
> list voleva solo mettere in guardia rispetto a certi automatismi
> pavloviani.
> Il monumento al Laurentino di Roma non forza la 194 e si inserisce nel
> regolamento di polizia mortuaria, accomunando feti abortiti spontaneamente
> e< br />> volontariamente, come previsto dalla legge e come gi&agrave; avveniva,

> mentre Formigoni voleva estendere la sepoltura collettiva (tutto il
> materiale abortivo) a tutti gli aborti.
> Che con l'avanzare della gravidanza l'aspetto psicologico cambi &egrave;
> evidente ed &egrave; dimostrato dal fatto che quasi nessuno chiede il
> materiale abortivo per una sepoltura a 6 settimane dopo un aborto
> spontaneo,
> mentre quasi tutti accettano che il feto abortito spontaneamente sia
> seppellito come un "neonato" dopo le 20 settimane (a parte i costi della
> sepoltura e le modalit&agrave;).
> Non dimenticare che quasi tutti gli aborti volontari dopo le 20 settimane
> (a
> Roma praticamente tutti, a Torino l'80%) sono di gravidanze desiderate
> dalla
> madre e che vengono interrotte per malformazioni, sebbene per la legge
> siano
> se mpre per "grave pericolo per la salute psichica della madre", per cui la
> inutilit&ag rave; ed anzi, sul loro operato quasi dannoso che rientra nella

> "retorica nauseabonda" della sinistra. D'altronde ci riferisci - con mia
> grande sorpresa - che per molte ragioni ti capita di indirizzare le donne
> al
> Movimento per la Vita. Quali sono le ragioni per cui un medico laico e
> radicale indirizza a volte le donne ai volontari del Movimento per la
> Vita?
> E quali sono le ragioni per cui inviti i "politici" a fare un giro nei
> cimiteri dei bambini mai nati?
> Che poi la causa che pi&ugrave; ti colpisce e indigna dei ritardi
> nell'applicazione della 194 sia quella delle lentezze burocratiche dei
> consultori "nauseabondi di sinistra" pi&ugrave; che quella del fenomeno
> dell'obiezione di coscienza, definisce innanzitutto politicamente te come
> un
> vetero-reazionario pi&ugrave; che me come una dell'UDI.
> Per rientrare nelle lezioni d i libert&agrave;, stiamo affrontando una

> questione politica sulle scelte che l'amministrazione pubblica ritiene
> prioritarie per la salvaguardia dei diritti di tutte le donne, sia quelle
> che appartengono a confessioni religiosi che a quelle che non vi
> appartengono.
> Noi abbiamo una amministrazione pubblica che ritiene prioritario istituire
> i
> cimiteri dei bambini mai nati e che siano presenti i volontari del MPV
> negli
> ospedali. Purtroppo le donne ebree non hanno un presidio dedicato di
> questo
> genere, n&egrave; quelle musulmane, n&egrave; quelle buddiste, ma possiamo
> imputarlo al fatto che ancora non vi siano associazioni che ne abbiano
> fatto
> richiesta. Ma chiss&agrave;, &egrave; possibile che qualora la richiesta
> venisse avanzata... priorit&agrave; anche a questa.
> Quindi qui non parliamo di mettere i n discussione la libert&agrave; di

> ciascuno di usufruire di un servizio come quello di questi cimiteri, ma
> della strategia politica sottostante che pone i cimiteri in
> priorit&agrave;
> rispetto alla soluzione del problema degli obiettori di coscienza,
> farmacisti compresi, o all'insufficiente informazione su sessualit&agrave;
> e
> contraccezione... Questo vuol dire rientrare nella categoria dei "sei
> proprio come l'UDI"? E di un po', che tipo di risposta pensi avresti avuto
> in una riunione dell'MLD? Io l'immagino perch&egrave; in quelle riunioni
> ci
> sono cresciuta, cos&igrave; come nei consultori.
> A mio avviso l'amministrazione pubblica dovrebbe dare priorit&agrave;
> all'informazione e agli strumenti per evitare che una donna si ritrovi di
> fronte ad una gravidanza indesiderata. Tra questi strumenti vi sono i
> consult ori pubblici e privati, gli sportelli negli ospedali, la
> (praticamente nulla) nonch&egrave; uno strumen to utile ad una riforma
> cos&igrave; come pensavamo di fare fin d alla sua stesura: libert&agrave;
> materiale organico (sangue, pezzi operatori, ecc) di quelli in feriori a
> per legge se abortito spontaneamente o volontariamente. Del re sto la 194
> proclama che i manager di Asl e ospedali saranno valutati anche p er la

> corretta applicazione della 194, si lascia correre. Si va peggio di giorno
> in giorno. Prima c'era un barlume di coordinamento con i consultori. Ora,
> dopo tanto parlare di "assistenza al territorio", viene meno anche quello.
> Intanto in ospedale le liste di attesa sfiorano le tre settimane.
> Cos&igrave; si rischia di non garantire il servizio. Soprattutto alle
> pazienti che si presentano a ridosso del novantesimo giorno&raquo; -:
> se sia a conoscenza dei fatti narrati; nell'eventualit&agrave; affermativa
> se e quali misure intenda adottare per ripristinare la corretta
> applicazione
> delle norme contenute nella legge del 22 maggio 1978, n. 194.
> (4-00023)
> FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> l'agenzia Agi, il 9 aprile 2008 ha riportato l a seguente notizia:
> nell'eventualit& agrave; positiva, quali misure urgenti intenda predisporre
> definitiva delle strutture manicomiali ancora attive , ribadendo il
> per la cura delle mala ttie mentali previsti, come detto, dalla legge n.

> 724
> del 1994 indica, tra i tanti, un particolare punctum dolens: la
> Commissione
> mette in guardia dal pericolo di &laquo;adeguarsi alle "false chiusure".
> In
> molti ex ospedali psichiatrici &egrave; in atto un processo di
> ristrutturazione che vuole semplicemente rimodernare i vecchi padiglioni
> mantenere in questi contesti i vecchi degenti. In qualche caso si vuole
> addirittura paradossalmente aprire ai nuovi ricoveri attraverso le
> cosiddette comunit&agrave; riabilitative&raquo;, a testimonianza della
> bont&agrave; delle conclusioni cui giunge;
> in base a quanto appreso dalla pubblicazione sul numero 10 della rivista
> Diario della settimana, del 16 marzo 2007, d'un articolo dal titolo:
> &laquo;I poveri matti del Vaticano. I tre manicomi "Don Uva" sono i
> pi&ugrave; g r andi d'Eur o pa: vi sono rinchiuse circa 2 mila persone a
> loro internamento in un peri odo precedente, alla promulgazione della

> cosiddetta legge Basaglia, nonch&eacute; la presenza di pazienti reclusi
> successivamente al 1978 i quali, ancorch&eacute; non afflitti da malattie
> mentali, vengono &laquo;parcheggiati&raquo; in queste strutture da
> famiglie
> scarsamente solidali con essi. L'autore afferma che &laquo;sono numerose
> le
> persone tradotte in manicomio dalle famiglie che vogliono liberarsene con
> l'aiuto di medici compiacenti. In loco gli ospiti non sono soggetti di
> diritto e continuano a sopravvivere nell'abbandono e nell'oblio&raquo;;
> si descrivono persone che, pur se ospiti d'una struttura formalmente
> classificata come istituto di riabilitazione, ha tutte le caratteristiche
> del manicomio: inferriate alle finestre, pazienti ammanettati ai letti, ai
> termosifoni, imprigionati in camere di sicurezza, senza alcun con forto di
& gt; caso

> di Istituzioni convenzionate e se intenda istituire un sistema stabile di
> controlli e monitoraggio sul complesso delle strutture operanti
> nell'ambito
> della cura delle malattie mentali.
> (4-00055)
> MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e
> ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:
> le norme contenute nell'articolo 7, comma 3 e 4, del decreto del
> Presidente
> della Repubblica del 10 settembre 1990, n. 285, dispongono che:
> a richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la
> stessa
> procedura anche prodotti del concepimento di presunta et&agrave; inferiore
> alle 20 settimane;
> nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a
> presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda
> di
> seppellime nto all'Unit&agrave; sanitaria l ocale accompagnat a da
> convenzione delega alla sola associazi one il servizio di prelievo,

> trasporto
> e sepoltura dei feti. In tal modo gli aventi dir itto alla richiesta non
> sembra possano avvalersi di altra distinta organizzazione al fine di dare
> sepoltura al feto n&eacute; sembra essere possibile avvalersi della
> facolt&agrave; di inoltrare direttamente e personalmente la richiesta
> all'unit&agrave; sanitaria locale, detenendo l'associazione
> &laquo;Difendere
> la vita con Maria&raquo; un monopolio ingiustificato di tali adempimenti;
> a tale conclusione, ad avviso dell'interrogante, sembra potersi
> pacificamente giungere anche alla luce dei punti 1, 2 e 3 dell'allegato 2
> della convenzione stessa, ove si prevede che nel caso in cui
> l'autorizzazione all'azienda sanitaria locale non sia richiesta
> direttamente
> dall'associazione e dalla stessa non siano materialmente effettuate le
> opera zioni di prelievo, trasporto e sepoltura, non sembra darsi ai parenti

> o
> chi per essi altra possibilit&agrave; che assoggettare il feto &laquo;al
> regime giuridico dei rifiuti pericolosi&raquo;;
> ad avviso dell'interrogante, la presenza di associazi on i antiabortiste
> all'interno dell'azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, quali
> &laquo;Difendere la vita con Maria&raquo; ed il &laquo;Centro di aiuto
> alla
> vita&raquo; (CAV), costituisce di fatto un potente apparato dissuasivo nei
> confronti delle donne che decidano di ricorrere all'interruzione
> volontaria
> di gravidanza. Non appare casuale che, secondo l'ultimo rapporto
> ministeriale disponibile (2004), oltre il 50 per cento delle donne lucane
> abbiano deciso di abortire in strutture poste al di fuori dei confini
> regionali. Tale scelta &egrave; direttamente imputabile a l fatto che la
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________________________________________________________________________
Alessandro Massari
Componente della Direzione nazionale di Radicali Italiani
Coordinatore "Gruppo economia radicale"
Membro del "Comitato di liberazione referendaria -Ernesto Nathan-"


fi sso: 06 68979273-0667603584


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