Cerimonia funebre don Marcello

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fabrizio.oddi

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Nov 21, 2015, 7:03:40 AM11/21/15
to sanl...@googlegroups.com, sergioca...@gmail.com

Come già preannunciato formulo qui um piccolo resoconto della messa funebre svoltasi ieri per il nostro caro amico don Marcello Giannini.

La cerimonia funebre per don Marcello si è svolta ieri alle ore 12:00 presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere.

Per partecipare alla cerimonia sono venute molte persone della parrocchia

(purtroppo qualcuno è dovuto  andare via, per la circostanza che l’orario di inizio della messa sembrava fosse le ore 10:00)

Monica e Massimo, don Vito, don Giancarlo e don Sergio, Eugenio Pontieri, Maurizio Fravili, Massimiliano Vari, Sergio Caroni, Pino Attura, Luigi Pollio e Consorte, Rosa Adinolfi, la Signora Valentino, Giorgio e molti altri.

C’era il fratello di don Marcello (Angelo) e la sua famiglia coi nipoti (molto commovente il discorso finale di una nipote).

La Basilica era tutta piena a testimonianza dell’affetto e stima che don Marcello sapeva infondere in tutti, nonostante un suo fare delle volte schivo e un po’ burbero.

La messa è stata celebrata dal Vescovo Matteo Maria Zuppi (c’era poi anche un altro vescovo) e officiavano anche don Sergio e don Giancarlo e parecchi sacerdoti.

Nelle prediche del vescovo Zuppi e di don Sergio è stata delineata la figura e il cammino all’interno della Chiesa di don Marcello.

Aveva avuto una vocazione da adulto e ordinato sacerdote 40 anni fa, il giorno della festività di San Pietro e Paolo. Oltre a tale festività amava molto quella della Pentecoste.

Aveva fatto come mestiere, prima di intraprendere la via sacerdotale, quello di elettricista e amava scherzare sempre sulla frase “luce di Dio”. A Trastevere in realtà aveva fin da piccolo sempre gravitato in quella realtà religiosa, in santa Dorotea, e in particolare presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere, che ha dato a lui l’ultimo saluto.

Don Sergio è stato il suo primo (e unico) parroco a San Leone Magno e nonostante la sua “aria burbera” si era fatto volere bene, occupandosi per quindici anni della preparazione dei fidanzati al matrimonio. Gli piaceva cantare anche se non è che prendesse qualche nota proprio bene e scherzare.

Accompagnatore dell’Opera romana pellegrinaggi aveva accompagnato molti gruppi a Lourdes

[anche di san Leone, ricordo il pellegrinaggio a Lourdes di tanti anni fa, con il treno degli ammalati (25 ore di viaggio), con don Marcello, suor Claudia, Paola Palmacci e Maria Grazia Cardarelli, Eugenio Pontieri, Luigi Adinolfi, Carlo Rotondo, Massimiliano Vari, Marco Baldassarri, Massimo, mio fratello e Paola Belli, tra gli altri],

ed era stato Professore di religione presso la Scuola media Armando Diaz (in Via Luigi Filippo De Magistris).

Dopo il periodo nella parrocchia di San Leone, era ritornato alla Basilica di Santa Maria in Trastevere.

Si continuava a vedere però periodicamente con don Sergio e i sacerdoti di San Leone e – parole di don Sergio – sapeva cucinare molto bene.

Aveva preso parte all'Associazione del Sacro Cuore, alla Confraternita del Carmine, alla Casa di accoglienza dei ragazzi, poi si era ritirato presso la Casa dei Sacerdoti di Monte Mario.

Ma per breve periodo: era stato infatti dopo qualche tempo ricoverato al Policlinico Gemelli per una grave malattia che ha subito con grande fermezza e coraggio.

Nell’Hospis di Villa Speranza, nei pressi del Policlinico Gemelli, col cappellano, era riuscito a celebrare per l’ultima volta la messa.

Come ha concluso il Vescovo Zuppi nella sua omelia ora don Marcello celebra la liturgia eterna ed alla tavola del cielo.

Vi invio con l'occasione una sua foto che era esposta ieri vicino all'altare e lo ritrae sorridente nell'abito sacerdotale e col la fascia da Monsignore.

Un caro saluto a tutti in memoria del nostro amico don Marcello che sarà sempre nei nostri cuori e ora veglia da lassù su di noi.


20151120_115445.jpg

Fabio Fabrizi

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Nov 21, 2015, 7:10:48 AM11/21/15
to Gruppo San Leone
Grazie, Fabrizio.
Impeccabile come sempre.


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"Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli" (proverbio indiano)
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Fabio FABRIZI
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