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RM329, Giugno 2026, è in linea:
http://www.rudimathematici.com/archivio/329.pdf
http://www.rudimathematici.com/archivio/epub/329e.epub
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Una delle cose più difficili da accettare dagli esseri umani è anche la caratteristica più evidente quando ci si pongono le grandi questioni filosofiche sulla Vita, l’Universo e Tutto Quanto (cit.): ovvero che ogni cosa, grande o piccola che sia, è in continua evoluzione. Non c’è niente di stabile, fisso; anche se, con ogni probabilità, ognuno di noi si è sentito dire almeno una volta “è sempre stato così” in risposta a qualche domanda curiosa, la sola certezza è che no, non è sempre stato così. Gli esseri viventi che popolano questo pianeta – animali, piante, funghi, monere e protisti – non hanno niente di stabile, anzi: sembrano seguire quasi solo un principio fondamentale, quello dell’evoluzione. Si sono succedute migliaia, milioni di specie diverse, e quelle scomparse sono di gran lunga in numero maggiore di quelle attualmente presenti sotto il cielo azzurro di questo pianeta. E questo pianeta stesso, poi, non fa altro che ribollire, mutarsi, vibrare e trasformarsi. Potessimo vederlo in un film accelerato che restringe in cinque minuti i suoi cinque miliardi di anni di età, non faremmo neppure in tempo a seguire per bene i salti di aspetto e di forma tra un fotogramma e l’altro (ah, dimenticavo: scordatevi anche l’azzurro del cielo, per la maggior parte del film). E il resto dell’Universo non è certo da meno: stelle che nascono, muoiono, esplodono, si raggruppano in nebulose e galassie, e ammassi e superammassi di galassie, e scappano via ognuna da tutte le altre come se non si potessero sopportare. Se davvero c’è stata un’entità creatrice che ha progettato e creato tutto questo, di certo era un genio amante della sintesi che probabilmente si è limitato a decretare solo un principio: che tutto continuasse a muoversi, e a cambiare senza requie.
Quindi, dovremmo convivere bene, accettare e salutare con gioia e benevolenza ogni cambiamento: e invece, nisba. Anzi, al contrario: c’è un perfido spirito conservatore e retrogrado in ognuno di noi che repelle ogni modifica, ogni minima variazione anche della più piccola delle sue abitudini. Ad esempio, prendete un anziano speditore di letterine che deve cambiare il pc perché quello vecchio dà da tempo chiari segnali di predisposizione all’autodistruzione. Anche ammettendo che l’anziano speditore sia prudente e previdente, che salvi tutto il salvabile, che trasferisca tutto il trasferibile, è nella natura dell’universo che qualcosa cambierà, da un computer all’altro, no? Del resto, come sarebbe mai la vita, se ogni tanto non saltasse fuori una piccola mutazione durante la copia del codice genetico? Altro che “errore di copia”, quello è il soffio divino che garantisce l’obbedienza biologica all’unico e sacro comandamento, quello evolutivo! Cosa sarebbe il mondo se anche il mondo quantistico fosse pienamente deterministico, come quello macroscopico che i fisici ottocenteschi credevano di aver compreso? Una noia mortale, un preordinato succedersi di eventi previsti, senza neanche l’ombra di un effetto tunnel, senza il rifuggire costituzionale dell’evento che collassa proprio per far dispetto all’osservatore, e guardandosi bene dal farlo quando è libero e autodeterminato (anzi, autoindeterminato).
E insomma, l’anziano speditore di letterine non può prendersela con il pc nuovo fiammante, e in fondo neppure con sé stesso: è la Natura o Chi Per Lei che vuole così. Ma l’anziano speditore è anziano, perde tempo si arrabatta, perde fiducia. Scrive, prepara, cambia mailserver, maledice gestori, impreca contro pin e password, aggira blocchi, invoca gli dèi, ma arriva comunque a un punto in cui decide che sì, spedirà la letterina mensile, ma chissà se arriva, ma chissà a chi arriva. E sì, parliamo proprio di questa letterina qua.
Questa letterina che dovrebbe solo dire “è uscito il numero di Giugno, si chiama RM329”, magari condendolo delle solite inutilità (“è un numero corto, senza S&N, povero di rubriche, con un compleanno abborracciato e un PM pieno zeppo di curve ellittiche”), o qualcosa di simile, ma tanto sappiamo che queste cose le sapete, o quantomeno che – se mai vi interessassero davvero – non fatichereste troppo a scoprirle da soli. Ma funzionerà tutto di nuovo, anche dopo tutte le violenze a cui il giovane pc ha costretto l’anziano speditore?
Non lo sappiamo, non ancora. Ricordate la frase che mettiamo da tempo immemore nella firma al fondo di queste letterine? Quella che fa, più o meno “Se non ricevete questa mail, scriveteci a …” e che vorrebbe essere spiritosa, perché destinata a perdersi con la mail possibilmente non ricevuta? Beh, stavolta è quasi seria.
E comunque è così, perché è davvero tempo di cambiamenti: Giugno è mese di cambio stagione, la primavera lascia il testimone all’estate, e questa che bussa ci ha perfino promesso una eclissi spettacolare.
E quindi basta, che abbiamo scritto troppo, e lo abbiamo fatto solo per frignare e lanciare scuse preventive se questa Newsletter non dovesse trovare tutte le strade giuste che dovrebbe percorrere. Se così fosse, lo sapete già: la colpa è solo dell’anziano speditore, non di tutta la Redazione. Ricordatevi d’essere felici, e perdonateci se combiniamo disastri.
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Redazione di Rudi Mathematici
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