It seemed only fair after my post on fuoco (n.m. fire) to do a post on ghiaccio (n.m. ice), which is somewhat related to my post on freddo (adj. cold). I was inspired by the recent tempesta di ghiaccio (n.f. ice storm) that somehow arrived in Washington, D.C. even though it's the end of March and technically the official beginning of primavera (n.f. Spring). It doesn't feel like inverno (n.m. Winter) is over since it's freddo come il ghiaccio (adj. ice-cold, frigid) right now.
I regni del fuoco (Wings of Fire) è una serie di romanzi fantasy per ragazzi dell'autrice Tui T. Sutherland[1] e pubblicato da Scholastic.Con il primo libro uscito nel 2012, la saga è composta da tre archi narrativi o serie, ciascuna di cinque libri ed è stata arricchita da quattro Winglets (dei corti relativi ad uno specifico personaggio), due Legend (Winglet lunghi quanto i libri) e quattro graphic novel rispettivamente del primo, secondo, terzo e quarto libro.Al momento sono stati pubblicati 20 libri (senza contare le raccolte dei Winglet o le Graphic Novel). In Italia, il Battello a Vapore, ha pubblicato i cinque libri della prima serie, un Winglet (Prisoners - La Figlia del Destino) e il Legend (Legends Darkstalker - La Leggenda di Darkstalker), 7 in totale più un volume che racchiude i cinque libri principali.
I draghi del destino ancora non credono di essere sopravvissuti all'arena della sanguinaria regina Scarlet e di essere riusciti a fuggire dalle prigioni del Regno del Cielo. Finalmente sono in viaggio verso il Regno del Mare e Tsunami, ora che ha scoperto di essere una principessa, attende con ansia di conoscere i suoi sudditi e riunirsi alla madre. Ma l'ingresso trionfale nel regno non è come lei se lo aspettava. La regina Coral, infatti, accoglie la figlia a braccia aperte ma la avverte anche che, a palazzo, intrighi e tradimenti sono in agguato. Un misterioso assassino da anni uccide tutte le eredi al trono e Tsunami sembra non avere scampo...
Lorenzo Giustiniani, in his work Dizionario geografico del Regno di Napoli (1797), suggested that Pulo di Altamura may have originated from "underground fire" (Italian: fuoco sotterraneo) and from earthquakes, thus hypothesizing a tectonic and volcanic genesis.[5]
NEMICA E GUERRIERA. Poppy non desiderava altro che tornare padrona della propria vita. Di certo non aspirava a controllare quella degli altri, eppure ora deve scegliere se rinunciare al suo diritto di nascita o appropriarsi della corona di ossa dorate e diventare la Regina di Carne e Fuoco. Ma quando vengono alla luce gli oscuri peccati e i sanguinosi segreti del regno, una potenza a lungo dimenticata riemerge, più minacciosa che mai, ed è disposta a tutto per impedire che Poppy porti quella corona.
12.10Certif. conformità ad originale di traduz. in italianoart. 72a 11.40 per foglio 11.20 per foglioCopia autenticaart. 71 8.80 per foglio 8.60 per foglioAtto di rinuncia alla cittadinanza italianaart. 4b
Il servo Jernej, che ha lavorato quarant'anni nella fattoriadei Sitar, identificandosi totalmente con essa, alla morte del vecchiopadrone viene mandato via in malo modo dal di lui figlio. Inizia cosi il suoperegrinare, nel corso del quale racconta la propria storia, in un costanteparallelismo che ha la sua espressione esterna nei 18 capitoli, a diversepersone e istanze, sempre attendendo che si riconosca il suo diritto: di chie il podere, di chi l'ha ereditato senza aver fatto nulla o di chil'ha lavorato per quarant'anni? Nessuno da ragione al servo, chenella sua sete di giustizia giunge fino a Vienna, pensando ingenuamente dipoter esporre il suo caso allo stesso imperatore. Neanche il parroco gli dala risposta sperata, portandolo infine a dubitare anche della giustiziadivina e della stessa esistenza di Dio. Il mite Jernej infine, ormaitrasformato interiormente, torna alla fattoria e la incendia, finendo poi luistesso bruciato vivo, gettato nel fuoco dagli astanti inferociti.
Per una presentazione globale della ricezione di Cankar in Italiasi rimanda alla letteratura sull'argomento (9). Prima di passare aconsiderare le tre versioni prese in esame (10), mi soffermero in breve sullesingole edizioni italiane.
La versione di R/S appare gia a un primo sguardo piuttostocarente: i traduttori sembrano avere poca dimestichezza con la fraseologiaitaliana, la loro resa e quasi sempre approssimativa, con frequentisemplificazioni e dilatazioni del testo di partenza (d'ora in avanti TP)arbitrarie e ingiustificate; registri e marcature vengono sovente ignorati.Il testo non presenta alcuna nota esplicativa, neanche quando venganoriportati, immodificati, termini culturalmente specifici incomprensibili allettore italiano medio.
Autore della terza versione e Arnaldo Bressan (1933-1996) (16).Siamo in un'epoca ben piu recente e l'approccio e quello di unostudioso, uno slavista, il quale pur non avendo una buona conoscenza attivadello sloveno ne essendo scevro da problemi di comprensione della lingua,aveva dalla sua strumenti metodologici piu adeguati e maggior familiarita conletteratura e critica letteraria. Bressan, che ebbe un ruolo in diverseedizioni di opere cankariane, di volta in volta come traduttore, curatore oprefatore (cf. Jan 2001b: 23-27), dedico a questo autore anche studi teorici(Bressan 1985: 11-46). La sua versione usci in due edizioni diverse: laprima, nel 1977, nella "Universale economica Feltrinelli" (17); laseconda, nell'anno successivo--con traduzione immutata--costituisce unesperimento inusuale per la letteratura slovena in italiano: per i tipi diFeltrinelli/Loescher, nella "Narrativa scuola", il racconto sipresenta corredato di una decina di schede di lavoro pensate per gli studentidelle scuole superiori, oltre a numerose note esplicative specificamente aloro dedicate (18).
Mentre le prime due versioni videro la luce in quella sorta dideserto che era la letteratura slovena in italiano a meta degli anni Venti,quando non esistevano, nella lingua di Dante, che poche poesie, per lamaggior parte all'interno di raccolte antologiche (cf. Kosuta 1992: 21),questa del 1977 costituisce un indubbio salto di qualita. Anche se la culturatraduttiva in direzione sloveno-italiana e lontana ancor oggi, nel secondodecennio del terzo millennio, dall'aver raggiunto una piena maturita,pure molto e stato fatto nel cinquantennio che separa le prime due versionidalla terza (19).
Nell'analisi che segue, che comprensibilmente non potratoccare, ne tanto meno sviluppare, tutti gli aspetti degni di nota, dovendonecessariamente limitare gli esempi a un numero circoscritto, siconfronteranno le tre versioni italiane con l'originale, rilevando, allaluce dei diversi TA, alcune delle differenze piu peculiari, atte acaratterizzare i singoli autori e le rispettive strategie da loro adottate.
L'unica versione a cogliere qui in pieno il tp, ricreandoanche un preciso equivalente funzionale italiano, e quella di b, mentre l,qui come altrove, fa parlare/pensare i personaggi in modo troppo letterario,e R/S si avventurano in una formulazione che non risulta convincente.
La gente SI FERMAVA: chi avrebbe potuto spegnerequell'incendio di Sodoma, che il vento spingeva come una nube di fuocoverso la valle, e innalzava verso il cielo ancora senza stelle come ungigantesco uccello di fuoco? (B: 106)
Conformemente alla prassi del tempo, le due versioni degli anniventi traducono entrambi i nomi: R/S ha Tonio/Bortolo, l Tonio/Bartolo; laversione piu recente conserva gli originali. Le prime due italianizzano anchela grafia di alcuni cognomi, non sempre in modo coerente (c: Salander--R/S:Salandar, L: Scialander; C: Krusnik--R/S: Krusnik, L: Kruznik e cosi via).
Anche i non numerosi toponimi, per la maggior parte luoghi poconoti, ma reali, nei dintorni della citta natale dello scrittore (Betajnova,Dolina, Resje) appaiono adattati alla grafia italiana sia in R/S che in L. Intutti questi casi tuttavia piu che di scelte individuali si tratta come enoto di consuetudini traduttorie legate a epoche differenti.
Tutte e tre le versioni italiane ripropongono--senza nemmeno unanota--semplicemente una traduzione letterale, con effetto sgradevolmentestraniante. Peggio di tutte la resa di R/S come "epilessia",termine, al di la di tutte le altre considerazioni, di ambito medico e noncerto popolare/letterario.
Dapit 2013: R. Dapit, Sloveno vs. italiano: la traduzione di testiletterari contemporanei, in: I. Laki? (a cura di), Translation andInterpreting as InterculturalMediation, Podgorica 2013, pp. 115-125.
Kosuta 2005: M. KoSuta, Peraspera adastra. Note di bilanciosuldialogo traduttivo tra lettere italiane e slovene, in: Id., Slovenica.Peripli letterari italo-sloveni, Reggio Emilia-Trieste 2005, pp. 131-144, cf. (25.11.2016).
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