I: [ReteLST] Tutto è possibile

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RIGHI NOTIZIE

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Jan 24, 2010, 12:19:46 PM1/24/10
to righin...@googlegroups.com

 

 

Da: ret...@googlegroups.com [mailto:ret...@googlegroups.com] Per conto di Gaetano Passarelli
Inviato: domenica 24 gennaio 2010 18:15
A: ret...@googlegroups.com
Oggetto: Re: [ReteLST] Tutto è possibile

 

2010/1/24 remo.b...@tin.it <remo.b...@tin.it>

 Caro Passarelli,
questa volta non sono d'accordo. Il messaggio secondo cui, in fondo, tutto è possibile, secondo me, è sbagliato e può indurre a errori strategici anche gravi.


Voleva essere una battuta, con tanto di faccina :-)
Il senso era che se il presidente del consiglio puo' ritenere giusto che 10 mani abbiano 100 dita, allora forse si puo' sperare che anche per la scuola non ci siano solo tagli ma addirittura aggiunte (come per le dita di 10 mani) :-)

 

Per essere più chiaro, ritenere che, in extremis, nel Regolamento definitivo possano comparire due opzioni di Liceo Scientifico senza latino (definiamole in questo modo generico) è pura fantasia. A maggior ragione, ritengo impensabile l'inserimento di un nuovo indirizzo, che riprenda il modello LST, negli Istituti Tecnici. Una simile proposta non è mai stata formulata, almeno nelle sedi ufficiali; come si può pensare che la Cabina di Regia si inventi una soluzione di questo tipo, senza che siano state fornite indicazioni?



La Cabina di Regia da molto tempo sta pensando a come modificare gli schemi consegnati dal Governo. Prova a rileggere la mail dal subject "dove sta scritto" datata 11 dicembre 2009. In essa, tra l'altro, e' riportato un passo dell'audizione di Max Bruschi alla Camera, in cui afferma (lo ricopio): " La domanda che ci stiamo ponendo, e che ora pongo a voi, se non risulti opportuno creare, a similitudine di quanto accade per il liceo musicale e coreutico, due distinte opzioni tanto per il liceo delle scienze sociali quanto per il liceo scientifico, opzioni che, in quest’ultimo caso, potrebbero da un lato rafforzare ulteriormente lo studio delle scienze sperimentali, dall’altro della matematica e dei linguaggi formali."
Come vedi ci avevano pensato da subito.

Ferratini invece (pure lui in Cabina di Regia) sosteneva: "Quanto alla preziosa esperienza del LST Brocca, mi chiedo se non possa rientrare pià efficacemente nel quadro dell'istruzione tecnica, integrando l'attuale Allegato C del regolamento con una nuova articolazione, che preveda l'inserimento della filosofia nel curricolo".

Idem.

Ma poi, anche se così fosse, il diploma rilasciato al termine del corso di studi non potrebbe essere liceale. E' questo che vogliamo?



Credo che questa fase sia superata, o perlomeno dovremmo superarla noi.
A mio modo di vedere non ha senso parlare ora di istruzione tecnica e di istruzione liceale, come non lo ha parlare di Istituti Tecnici e di Licei.
Dopo la nota del capo dipartimento Cosentino, dovremmo molto piu' correttamente concentrarci sugli indirizzi di studio!
Dice infatti Cosentino (che di organizzazione scolastica sa molto e bene, essendo sopravvissuto a diversi ministri): "In altri termini l’intervento sull’ordinamento degli studi del 2° ciclo, non modifica la strutturazione e distribuzione dell’offerta formativa sul territorio determinata dalle Regioni. Infatti, nell’ambito dei vari indirizzi di studio e relative  articolazioni previsti dal riordino del secondo ciclo, trovano coerente corrispondenza e conseguente confluenza tutti gli indirizzi di studio oggi esistenti, sia di ordinamento che sperimentali, questi ultimi ricondotti peraltro ad ordinamento dal regolamento ministeriale di cui al D.M.. n. 234/2000, nonché i relativi diplomi conclusivi nei percorsi formativi."

In sostanza, per come la interpreto io, oggi TUTTI gli indirizzi di studio esistenti hanno una proprio specificita', dignita', "ordinamento" (dice Cosentino). Quindi anche l'indirizzo di studio di liceo scientifico tecnologico brocca iti, ad esempio. Inoltre, a riprova di cio', attualmente tale corso rilascia un diploma conclusivo di maturita' di Liceo Scientifico.
Dunque esso, come tutti gli altri centinaia esistenti, avra' una sua "coerente corrispondenza e conseguente confluenza". Ed e' ovvio, sempre secondo la mia interpretazione, ci mancherebbe, che tale confluenza, dato che (lo dice il D.M. 234/2000) il LST Brocca ITI e' un indirizzo ad ordinamento che rilascia un diploma appartenente all'istruzione liceale, sara' da ricercarsi in tale ambito.

Al MIUR lo dicono da sempre. Un conto e' l'ordinamento, un altro la pianificazione dell'offerta formativa.
Quando tutto questo sara' finito, non verranno previste confluenze in base al tipo di istruzione (liceale, tecnica, professionale). Si faranno confluenze per gli indirizzo di studio, tenendo conto anche del diploma che essi rilasciano.
Se poi un indirizzo di studio si trova dentro un contenitore sulla cui targhetta c'e' scritto I.T.I.S. "Galileo", oppure Liceo "Gentile", non conta nulla!


 

A mio modo di vedere, i risultati che dobbiamo cercare di portare a casa, senza farci distrarre da falsi obiettivi sono:

  1. conferma dell'opzione scientifico tecnologica contenuta nel Primo Regolamento approvato dal CdM, accettando che venga modificata la denominazione, a patto che ne sia rispettata l'identità (pertanto, no a Liceo Scientifico Informatico)


Questo sarebbe un bel trappolone. Ce la darebbero e potrebbero dire che siamo stati noi a volerla senza laboratori.
Invece occorrerebbe battere sullo stesso tasto, facendo notare che nelle confluenze, se non vogliono aumentare la spesa, tale confluenza potrebbero darla solo agli indirizzi di studio che si trovano in quelle strutture che gia' hanno le risorse per farlo.
 

  1. riconoscimento del ruolo fondamentale delle attività laboratoriali nell'insegnamento delle discipline scientifiche


Appunto.
 

  1. inutilità dello studio di una seconda lingua straniera


Credo sia sempre meglio rivendicare in positivo, piu' che in negativo.
 

  1. possibilità per gli Enti Locali di pianificare l'offerta formativa degli indirizzi (come è di loro competenza).


Ripeto. Non vorrei che rischiassimo di confondere ordinamento con pianificazione. Le confluenze dei vari indirizzi di studio, dalla nota citata, sembra di capire che verranno indicati dal Ministero.
Poi, al solito, le regioni potranno e dovranno sempre dire dove (in quali locali) attivare questo e quello. Mentre in futuro, a regime, esse ovviamente potranno, come ora, sempre autorizzare la nascita di nuovi indirizzi, previsti dall'ordinamento, nel caso si verificassero le condizioni.
 

P.S. grazie (senza ironia) per il video divertente e desolante che non conoscevo.


Prego :-)




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