Carissimi colleghi,
il convegno di Roma "per un nuovo liceo scientifico 'scientifico' nel
XXI secolo", è stato un appuntamento molto importante.
E' stata anche un'occasione per conoscersi de visu :-)
Il clima che si respirava durante i lavori era di autentico fermento.
Tutti convinti di essere lì per un compito di grande responsabilità:
contribuire a dare al nostro Paese, un vero Liceo Scientifico.
Provo a sintetizzare all'osso.
Dalle tre commissioni di lavoro, è emerso che occorre aumentare il
numero di ore dedicate alle materie scientifiche, e incentivare l'uso
dei laboratori (fino a prevedere una prova pratica all'esame di
stato).
D'altra parte, però, pare che il famoso "problema" del Latino
rappresenti uno scoglio insormontabile.
In ogni caso, tenendo conto di tutti i contributi (anche da parte di
diversi universitari che, per inciso, confermavano la bontà del LST),
la proposta che ne è uscita, caldeggiata anche dalla commissione
presieduta da Berlinguer, è stata quella di avere un *unico* Liceo
Scientifico, che potesse però articolarsi in due indirizzi: quello
Logico-Matematico (che discenderebbe da quello tradizionale attuale) e
quello delle Scienze Sperimentali (che sarebbe figlio dell'attuale
Scientifco Tecnologico). Fermo restando il tetto delle 30 ore
settimanali (altro dogma intoccabile).
Con la implicita (spero) convinzione che l'unico luogo in cui potesse
articolarsi il Liceo delle Scienze Sperimentali, fosse quello deputato
anche all'istruzione tecnica (la sola che dispone attualmente delle
risorse, tecniche ed umane, per poterlo realizzare compiutamente).
Questa proposta pareva aver incontrato anche una certa apertura da
parte dei "ministeriali" presenti (prof. Israel
http://gisrael.blogspot.com/ e dott. Cosentino
http://www.pubblica.istruzione.it/organizzazione/dip_istruzione.shtml
in primis), almeno così mi pareva di aver colto.
Abbiamo anche consegnato, sia a Berlinguer, sia a Cosentino, le oltre
120 pagine contenenti le firme (oltre 5000!) e i commenti di chi ha
aderito al nostro documento. Sia i relatori, sia gli astanti hanno
apprezzato particolarmente i commenti, che sono poi la viva
testimonianza di quanto il LST sia gradito e apprezzato da quella che
viene chiamata "utenza".
Poi, in chiusura, c'è stato l'intervento di Valentina Aprea.
Spero che altri colleghi integrino quanto sto per dire, perché
purtroppo non ho potuto seguire tutto il suo intervento (ero impegnato
con raieducational che mi ha chiesto di rilasciare un'intervista).
Mi pare comunque di aver colto che per ora non intenda dare seguito a
quanto proposto dal convegno. Nessuna doppia articolazione, e nessuna
commistione tecnici-licei.
Ha però auspicato un'autonomia del 40% con cui le scuole potranno fare
un po' come meglio credono (a precisa domanda, non ha però chiarito se
il latino farà a meno parte di questo ipotetico 40%).
Berlinguer ha proposto che, nel caso non arrivasse questo 40% di
autonomia (che dovrebbe però essere reale, quindi non con organico
vincolato a monte, come ha ricordato più volte all'onorevole Aprea),
si possa comunque partire con l'ipotesi scaturita dal gruppo di lavoro
(due indirizzi).
La risposta di Aprea è stata sfuggente (aveva anche fretta di rientrare).
Commento.
A mio parere, e di quei colleghi con i quali mi sono confrontato al
termine dei lavori, dobbiamo continuare a raccogliere consenso attorno
al documento. In fondo la politica è (molto) sensibile al consenso. Se
le firme invece di 5000 dovessero diventare 50.000, forse...
Numeri a parte, sono convinto che dobbiamo continuare a mobilitarci.
Discutiamone, troviamo il modo e le forme, ma non molliamo la presa :-)
Il movimento delle scuole elementari dovrebbe insegnarci qualcosa.
L'Italia si merita un Liceo Scientifico Scientifico.
Fin quando non sarà stata scritta la parola fine, abbiamo il dovere
morale di continuare a crederci.
Buon fine settimana a tutti,
Gaetano Passarelli
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Gaetano Passarelli
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