Da:
ret...@googlegroups.com [mailto:ret...@googlegroups.com] Per conto di Gaetano
Passarelli
Inviato: domenica 24 gennaio 2010 17:23
A: ReteLST; ReteL...@googlegroups.com
Oggetto: [ReteLST] Nei panni della Cabina di Regia
Facciamo questo piccolo ed utile esercizio mentale.
Pensiamo per un attimo come ci sentiremmo se fossimo nei panni di qualche
componente della Cabina di Regia.
Di certo sentiremmo la responsabilita' di cui siamo investiti.
Dobbiamo decidere del futuro della scuola italiana (roba da far tremare le vene
ai polsi)
Di sicuro saremmo sottoposti a forti pressioni, di varia natura.
Ci sono i prof di materie giuridiche che ci infamano perche' faremmo sparire la
loro materia proprio dagli indirizzi di studio del Paese che viene
definito la culla del diritto.
Poi avremmo la pressione dei colleghi umanisti, come pure di chi insegna
geografia, e via discorrendo.
Sicuramente, la sera, tornando a casa, ci porremmo delle domande.
"Faro' bene a fare cosi'? E se invece avesse ragione il mio collega?"
Eh gia', perche' in Cabina di Regia non ci saremmo solo noi, ci sono anche
altri colleghi, che a loro volta avranno i loro dubbi e sentiranno le loro
pressioni e responsabilita'. "Certo che forse sarebbe meglio poter fare
cosi', ma come si fa, non ci sono soldi".
Infatti la Cabina di Regia non e' un ente astratto. E' fatto di donne e di
uomini, esattamente come noi.
Ci sono docenti (o ex) di scuola superiore (Ferratini, Giovannetti,
Ragazzini), dirigenti colastici (o ex) di scuole pubbliche e private (Azzolini,
Gigante, Ugolini), collaboratori del Ministro (Bruschi -il
presidente della CdR-, Salatin), dirigenti dell'ex INDIRE (Mughini)
direttori di enti (Moro -autore del libro "La scuola dell'autonomia
si organizza per reti e laboratori"), ispettori ministeriali (Benini-Spada,
Favini, Langé).
Alcuni di essi ricoprono piu' incarichi contemporaneamente, ad esempio Ugolini
e' anche responsabile dell'INVALSI, ecc.
Sono persone in gamba, chi per un motivo, chi per l'altro. Persone intelligenti
ed in grado di capire, persone, soprattutto, che avranno anche dei dubbi, come
tutti noi.
In questo momento devono decidere come modificare gli attuali schemi di
regolamento.
Hanno tutti i pareri del mondo a disposizione, dal CNPI, al Consiglio di Stato,
al Parere della VII Commissione Cultura Camera, ai commenti sul forum e tutte
le cose che ognuno di loro ha sentito nei vari incontri fatti in giro per
l'Italia in questi mesi. Hanno pure il nostro comunicato stampa, tutti (a cui,
tra l'altro, hanno risposto testualmente cosi': "Terremo in debito conto!").
Ecco, ora, sei voi foste uno di loro, che fareste? Da una parte c'e' sia il
parere (non limpidissimo) Aprea, che tanto sconforto ha seminato nella ReteLST,
sia la bozza fatta filtrare ad arte (altro che errore); dall'altra, nessuna
reazione della ReteLST. Nessuno che dica nulla, o quasi (Bosco continua a
martellare sul forum :-)). Be', allora forse sareste autorizzati a pensare che,
tutto sommato, non e' poi cosi' male, che forse anche quelli della ReteLST
potrebbero alla fine farsene una ragione (e meno male, perche' le regionali
sono alle porte, sai che "casino" altrimenti...).
Supponiamo poi, sempre per continuare nell'esercizio, che all'interno della CdR
ci sia anche solo uno (una) disposto a credere e lottare per l'istanza della
ReteLST (che so, magari qualcuno che ha avuto la fortuna di avere una figlia o
un nipote uscito dal LST), non credete che le frecce al suo arco sarebbero
molto piu' efficaci se potesse avere l'appoggio di una forte campagna di
rivendicazione collettiva, fatta da frotte di dirigenti scolastici, docenti,
genitori, studenti... di ogni parte d'Italia?
Io non ci sto a considerare i giochi conclusi! Non ci sono mai stato. Quando
questo giochino e' cominciato, era l'alba del 24 novembre 2008. All'epoca c'era
una sola certezza: azzeramento di *TUTTE* le sperimentazioni! Non dimentichiamo
la nostra storia.
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A Roma, l'uno e due aprile 2009, al convegno organizzato da Berlinguer, portammo
le firme della Rete ai dirigenti MIUR.
In quella stessa sede, Valentina Aprea ci rispose Picche!
Mesi dopo pero' comparve l'opzione di cui oggi ancora discutiamo.
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Sapevamo che le commissioni parlamentari avrebbero discusso per dare un parere.
Avremmo voluto dire la nostra.
Sembrava impossibile, invece esattamente un anno da quel 24 novembre, ci
sedemmo tra i banchi della Commissione Istruzione del Senato.
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Il MIUR organizzo' seminari convocando tutti tranne noi del LST. Sembrava
impossibile andarci.
Invece fummo invitati con tutti i crismi ed andammo a Napoli in massa, a
dispetto di tutti, anche degli USR, che fino all'ultimo provarono a fermarci
(chiedere a Paola de Paolis -Lazio- e Annita Belluso -Sicilia- che ben
ricordano la fatica di quei giorni, per conferma).
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I "decisori politici" stanno in parlamento, loro li' e noi qui,
troppo distanti.
Invece hanno sentito l'esigenza di telefonarci, deputati e senatori, di
maggioranza e opposizione.
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"L'opposizione non capisce nulla", scrive interventi che ci
danneggiano, "dagli amici mi guardi Dio" si imprecava.
Invece l'opposizione deposita un parere coi fiocchi!
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Tutto questo forse ce lo siamo dimenticati. Ma tutto questo, pareva impossibile
anche solo da immaginare.
Alzi la mano (se ci sara', non sara' la mia) chi avrebbe scommesso un solo
soldo di cacio sul fatto che si potesse realizzare anche una sola di queste
cose .
Invece non solo si sono verificate, perche' abbiamo fatto si' che si
verificassero, ma siamo ancora qui. A lottare per la cultura scientifica
di questo martoriato Paese.
E voi credete davvero che in Cabina di Regia non ci sia nessuno a cui freghi
qualcosa di tutto questo?
Leggete le schede dei magnifici 13, leggetele, sono molto istruttive: http://nuovilicei.indire.it/content/index.php?action=read_commissione
La partita non e' finita! Deve ancora uscire il Parere della VII Commissione
Istruzione del Senato, e la CdR deve ancora scrivere i testi definitivi.
Per quale sensato motivo, dovremmo lasciar perdere tutto, proprio ora?
Tra l'altro, la soluzione sarebbe a portata di mano. Basta prevedere che gli
attuali indirizzi di studio del LST Brocca, ad esempio quelli che il MIUR
identifica con la sigla ISGJ, confluiscano nell'opzione scientifico tecnologica
(o come vorranno chiamarla) opportunamente integrata con ore di didattica di
laboratorio. Gli altri indirizzi di studio, quelli del PNI ad esempio, tanto
per intenderci, confluiranno in un'altra opzione, a loro piu' congeniale.
Oppure si lasci un'unica opzione, ma si preveda che a seconda
dell'indirizzo che vi confluira', le scuole (autonome) potranno attivare o una
quota oraria di didattica di laboratorio, oppure una quota oraria di didattica
di qualcos'altro (informatica, lingua 2...?).
Non ci sarebbero problemi, di nessuna natura. Non economici, perche' l'opzione
(o sub opzione) con il laboratorio andrebbe come confluenza ai soli indirizzi
di studio che gia' ce l'hanno -che sono gli unici a volerla, peraltro- (quindi
essi subirebbero solo una contrazione oraria in maniera proporzionale, quella
che subiscono tutti gli altri indirizzi -e' la famosa torta piccola ma con la
crema-), mentre l'opzione (o sub opzione) senza laboratori, quella voluta dagli
ex PNI, costerebbe _esattamente_ come quella del Liceo Scientifico "non
opzionale" (un'ora di Latino costa come un'ora di Informatica).
Ma nemmeno di altro tipo, perche' gia' ora le utenze dei due tipi di indirizzo
di studio non sono in conflitto. Gli allievi del LST, infatti, non sono stati
"sottratti" al Liceo Scientifico, cosi' come chi fa il Liceo
Scientifico, non e' stato "sottratto" al LST. Si tratta di offerte
formative che rispondono ad esigenze diverse. Eliminare solo una, quella
del LST, significherebbe unicamente lasciare migliaia di ragazzi nel limbo piu'
assoluto. Sarebbero infatti gli unici a non sapere da che parte orientarsi. Chi
sceglie il LST lo fa per tanti motivi: perche' vuole fare laboratorio (primo
perche' piace e affascina e poi perche', come sottolineato da Attilio Oliva,
presidente di TreeLLLe, molti adolescenti fanno fatica a stare seduti tutto il
giorno dietro i banchi), perche' vuole docenti specializzati nella propria
disciplina, perche' vuole studiare materie scientifiche, perche' vuole
una maturita' di tipo liceale, e forse anche perche' non e' interessato allo
studio della letteratura Greca e Latina.
Una scuola cosi' la offre solo l'indirizzo di studio del LST Brocca fatto in
alcune scuole. Se sparisse, le ragazze e di ragazzi con tali aspirazioni,
non saprebebro dove andare.
Al Liceo Scientifico no, perche' li non sarebbe prevista alcuna ora di
attivita' didattica di Laboratorio. Probabilmente allora qualcuno opterebbe per
i Licei Artistici (in cui il Laboratorio si fa, ma in campo artistico, -quindi
occorre una certa predisposizione-, pero' si avrebbe il diploma Liceale),
qualcun altro opterebbe per un corso dell'istruzione tecnica, magari quello ad
indirizzo Chimica Materiali e Biotecnologia, in cui farebbe laboratorio
scientifico, ma non potrebbe ottenere il diploma di maturita' liceale. Insomma,
per chi oggi sceglierebbe il LST, se sparisse l'attuale opzione, non si
tratterebbe solo di adattarsi ad una contrazione oraria (frutto dei tagli di Tremonti),
si tratterebbe di veder trasformare le proprie legittime aspettative, in
velleita'.
Rinnovo quindi il mio appello. Ciascuno di noi, dirigente (magari a nome
della ReteLST locale di riferimento, come hanno fatto di recente i DS milanesi
e piemontesi sul forum) o docente che sia, scriva sul forum Indire, scriva
(telefoni, faxi, mandi un piccione viaggiatore) ai componenti della CdR che
conosce, scriva pure a quelli che non conosce, ma facciamo si' che sentano
tutti, per l'ennesima volta, la voce della ReteLST.
Ne' possiamo fare una rivendicazione di retroguardia. Non possiamo andare li'
all'ultimo momento e dire dateci l'opzione cosi' com'e', non saremmo credibili.
Abbiamo sempre lottato per avere un'offerta formativa di qualita'. In cui la
cultura scientifica potesse attecchire con radici profonde nella mente e nel
cuore dei nostri giovani.
E questo si puo' fare unicamente se le scienze vengono insegnate con competenza
e con un approccio basato sull'indagine che preveda l'uso massiccio della
didattica di Laboratorio. Poi decidera' chi ne ha la facolta', e se ne
assumera' tutte le responsabilita', ma noi, ora, abbiamo la responsabilita', e
il dovere, di provarci fino in fondo!
Gaetano Passarelli
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