Per ricordare il 25 aprile abbiamo messo su Internet le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana

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Alessandro Marescotti

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Apr 24, 2009, 3:52:27 AM4/24/09
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Domani è il 25 aprile. Esattamente 63 anni fa finiva la seconda guerra mondiale. Il movimento di opposizione al nazifascismo ha scritto con il sangue pagine di storia che occorre far rivivere ancora.

Nei giorni scorsi abbiamo realizzato un'esperienza molto toccante: in classe sono state lette alcune lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana. E dato che con la 5AM stavamo studiando il movimento partigiano, le lettere dei condannati a morte le abbiamo messe qui, a disposizione di tutti:

http://marescotti.splinder.com/post/20376372/Lettere+dei+condannati+a+morte

Cliccando sull'apposito simbolo (un foglietto posto al centro della pagina web) scaricherete centinaia di lettere, alcune di straordinario valore umano e letterario.

Nelle ultime 24 ore il file con le lettere è stato scaricato 125 volte.

Va ricordato che nel movimento della Resistenza vi sono stati anche coloro che hanno praticato la disobbedienza civile e usato con successo tecniche nonviolente, come Paolo Sabbetta, recentemente scomparso (per saperne di più cliccare su http://www.peacelink.it/editoriale/a/21467.html).

Dobbiamo sapere che oltre a quelle lettere ve ne sono molte altre, scritte dai partigiani che in Europa hanno sacrificato la propria vita per sconfiggere il nazismo. Ne riporto solo una, molto significativa, che dà il senso di come quella esperienza doveva servire a creare una società impegnata a ripudiare per sempre la guerra.

Scriveva il partigiano olandese Henk nell’ultima sua lettera al padre: "Caro papa’, peccato che non ci saro’ piu’ il giorno della pace. Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche spirituale. Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l’odio fra i popoli. Perche’, solo quando questo non esiste piu’, la vera pace puo’ venire. Solo allora il fondamento della pace - la fiducia - puo’ fare il suo ingresso nel mondo. Fa’ di contribuirvi anche tu come meglio potrai. Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".

In nome di questi ragazzi vale la pena ancora lottare perché guerra, intolleranza e odio vengano sostituiti dall'impegno per la pace, il dialogo e la solidarietà.


Alessandro Marescotti
Docente dell'Istituto Righi di Taranto

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"Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".
Mahatma Gandhi
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