Che brutto terremoto, che brutta storia. Una distruzione, un'imprevidenza, una tristezza immensa.
Vi scrivo tuttavia per parlarvi di altro. Mando questa email perché uno studente qualche giorno fa mi ha chiesto di formare al Righi un gruppo di utenti Linux.
Ma cosa è Linux?
Vediamo un po'...
Ho due computer sulla scrivania. Accendo
il primo. Parte con le sue schermate azzurre, con il cielo e le nuvole.
Funziona con Windows, il sistema operativo di Bill Gates, l’uomo più
ricco del mondo che mira ad avere il monopolio sull’informatica.
Accendo il secondo computer. C’è qualcosa di diverso che si nota
subito. Parte con schermate color cioccolato. Non appare la scritta
“Windows” ma “Ubuntu”. Al posto dei suoni sintetizzati di Windows ci
sono suoni africani. Un coro popolare profondo mi accoglie e mi
annuncia che il computer è pronto.
Nella schermata iniziale appare un tramonto africano e in alto ho a
disposizione il menù con i programmi disponibili. Il menù è tutto in
italiano. Clicco con il mouse sul programma di videoscrittura e posso
cominciare a darmi da fare per questo articolo. L’interfaccia è in
italiano. Ha sfondi e cornici in cui domina il tipico color marrone di
tante strade africane e del legno. Le modalità operative sono molto
simili a quelle di Windows. Passare dall’uso di Windows all’uso di
Ubuntu è facile come passare dalla guida di una Punto alla guida di una
Golf. I comandi sono sostanzialmente gli stessi, ma sono collocati in
un “cruscotto” diverso. Il “cruscotto” color cioccolato che ho di
fronte mi fa tanto pensare alle confezioni sobrie e accattivanti che
trovo nelle botteghe del commercio equo e solidale.
Era da tanto tempo che volevo cambiare Windows e Ubuntu mi ha dato la
possibilità di farlo scegliendo una soluzione diversa anche sotto il
profilo simbolico oltre che tecnico. Rompere un monopolio e installare
programmi che siano completamente liberi e gratuiti dà la sensazione di
partecipare a una rivoluzione nonviolenta. Se poi si aggiunge questo
bel color marrone e i suoni di un tamburello africano quando clicco sui
bottoni sbagliati, allora la sensazione è indescrivibile. Cliccate sui
bottoni sbagliati con Windows. Un suono elettronico severo e sgradevole
segnala che c’è stato un errore. Qui su Ubuntu invece c’è il suono di
tamburello, più gentile e naturale. E ci avverte con gentilezza quando
sbagliamo.
Ubuntu è un sistema operativo completamente diverso da Windows sotto il
profilo “filosofico”. È basato su Linux ed è pensato per l’Africa.
Mentre scrivo questo articolo vedo in alto a sinistra una pallina blu e
azzurra che simboleggia il mondo: ci clicco su. Si apre il programma
Mozilla e navigo su Internet per cercare il significato della parola
“ubuntu”. Trovato. Ubuntu è un’antica parola africana, dal significato
“umanità agli altri”. Un ulteriore significato è: “Io sono ciò che sono
per merito di ciò che siamo tutti”.
Ubuntu quindi è una parola scelta non a caso e “battezza” questa nuova
versione di Linux. Per chi non lo sapesse, Linux è un sistema operativo
completamente opposto rispetto a Windows. Mentre Windows è a pagamento,
Linux è gratuito. Mentre Windows ha i codici di programmazione segreti,
Linux è “open source”, ossia lo si può studiare dal di dentro, è
pubblico, non ci sono segreti industriali e così la comunità dei
programmatori lo può migliorare continuamente attraverso un processo
assolutamente trasparente e gratuito. I risultati di questa rivoluzione
copernicana sono evidentissimi.
Con Windows tutte le scuole e tutti gli uffici della pubblica
amministrazione sono obbligati ad acquistare le licenze di Windows e a
spendere una marea di soldi. Con Linux no. Ma anche sotto il profilo
pratico le cose cambiano. Prendiamo il computer che ho qui sulla mia
sinistra. Funziona con Windows e si è già bloccato tre o quattro volte
nell’ultimo mese e ho perso alcune parti di un testo che stavo
scrivendo.
Da quando lavoro, invece, con Ubuntu il computer non si è mai bloccato.
È la rinomata “stabilità” e sicurezza per cui Linux è conosciuto e
Ubuntu la sfrutta appieno. E mentre mi accingo a concludere questo
articolo digitando sulla tastiera e pensando che Ubuntu non farà lo
scherzetto di bloccarsi, penso due cose. La prima è che è veramente
strano come milioni di persone, me compreso, si siano abituati per anni
e anni a usare un sistema operativo come Windows che si bloccava almeno
una volta al mese (se accadesse alla nostra auto sceglieremmo prima o
poi di cambiarla). La seconda è che Carlo - il mio amico Carlo Gubitosa
- ha fatto un grande regalo a installarmi Ubuntu.
E adesso tocca a voi, andate sul sito
http://www.ubuntu-it.org e informatevi, non vi riducete come me che solo da poco ho avviato la mia rivoluzione color cioccolato.
E se avete voglia di saperne di più sul gruppo che si può creare al Righi... contattatemi mandandomi un sms al 3471463719.
Alessandro Marescotti
prof. della 1C, 2C e 5AM