La 'governance' degli Atenei dei Rettori

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Feb 25, 2009, 5:43:40 AM2/25/09
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ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

LA 'GOVERNANCE' DEGLI ATENEI DEI RETTORI

La CRUI ha recentemente approvato le sue "Considerazioni e proposte per la
revisione della governance delle universita'" (nota 1).
L'ANDU da tanti anni sostiene che la CRUI non e' STRUTTURALMENTE in grado
di rappresentare l'autonomia del Sistema nazionale degli Atenei e di
difenderlo dal potere politico-economico e dai poteri forti accademici. La
CRUI e' la somma di docenti eletti per gestire, rappresentare e difendere
gli interessi dei loro singoli Atenei e non per esprimere una politica a
difesa degli interessi COMPLESSIVI del Sistema nazionale delle Universita'.
E infatti le decisioni prese dalla CRUI, 'necessariamente' quasi sempre
all'unanimita', sono state 'forti' solo quando si e' trattato di chiedere
la riduzione dei tagli per tutti gli Atenei o per difendere gli assetti di
potere esistenti (precariato, stato giuridico, governance).
Piu' recentemente, di fronte ai tagli del Governo che mettono in gioco
l'esistenza stessa dell'Universita' statale, la CRUI, non solo non ha
sostenuto il grande movimento di protesta, ma si e' 'scomposta' in quattro:
la 'CRUI' degli Atenei auto-eccellenti (l'AQUIS), quella della "rete delle
Scuole Superiori a Statuto speciale", quella degli Atenei meridionali,
quella della Lega Lombarda dei Rettori. Insomma, si salvi chi puo'.
Ora la Conferenza dei Rettori torna ad 'esistere' unita per richiedere una
normativa per una 'nuova' organizzazione degli Atenei che faccia diventare
i Rettori ancor piu' monarchi assoluti elettivi.
E' infatti questo il senso del documento della CRUI che vuole sembrare
problematico, articolato, dialettico, ma che in realta' punta a
salvaguardare e rafforzare un sistema di potere che di fatto ha
'agevolato' la politica di smantellamento dell'Universita' e della Ricerca
pubbliche, portata avanti da oltre un decennio attraverso tutti i Governi
succedutisi.

La CRUI chiede un intervento legislativo 'leggero' "che lasci ai singoli
Atenei l'individuazione delle soluzioni operative specifiche". Ecco cosi'
riproposta la 'bufala' dell'autonomia degli Atenei!
In realta' proprio attraverso l'autonomia finanziaria, concorsuale,
didattica e statutaria, si e' arrivati all'attuale disastro, e nonostante
cio' i Rettori continuano a pretendere addirittura maggiore autonomia per
se stessi.
In particolare l'autonomia statutaria e' servita a consolidare un sistema
di gestione fallimentare basato su un Senato Accademico imperniato sui
Presidi (e pertanto incapace STRUTTURALMENTE di operare nell'interesse
generale dell'Ateneo) e su una figura di Rettore-padrone, che
presiede-controlla lo stesso Senato Accademico e il Consiglio di
Amministrazione.
Quando, come nel caso dell'Ateneo di Palermo nel 1995, si e' 'osato'
prevedere nello Statuto la non automatica presenza dei Presidi nel Senato
Accademico e la prevalenza in esso di rappresentati direttamente eletti,
l'accademia che conta ha richiesto l'intervento'straordinario' del
Ministero e ha ottenuto alla fine l'azzeramento (letteralmente) dello
Statuto, raso al suolo dai massicci 'bombardamenti' della 'giustizia'
amministrativa.
Eppure la legge sull'autonomia consentiva e consente ampi margini di
rinnovamento che pero' i Senati Accademici Integrati (generalmente di poco)
non hanno voluto-potuto utilizzare per la 'solita' prevalenza numerica dei
Presidi.
Qui ci si dovrebbe porre la domanda cruciale e preliminare (che la CRUI
'naturalmente' non si pone): chi per conto dell'Ateneo dovrebbe procedere
alla "individuazione delle soluzioni operative specifiche"? Se si dovesse
ancora 'partire' dagli attuali Organi di Ateneo (Rettore, S.A. e C.d.A.) si
potrebbe star certi che quasi ovunque si opererebbe per mantenere e
accrescere l'attuale assetto di potere 'padronale' negli Atenei. Un assetto
che, tra l'altro, quasi ovunque ha prodotto il poco 'elegante' fenomeno
della modifica dello Statuto, a fine del mandato, per prorogare il Rettore
in carica.

Che l'attuale autonomia statutaria avrebbe potuto cambiare non poco, nel
bene e nel male, il tradizionale assetto di governo degli Atenei e'
dimostrato dal nuovo Statuto dell'Universita' di Camerino (nota 2).
Lo Statuto di Camerino non solo apporta modifiche del 'tipo' di quelle che
la CRUI vorrebbe venissero 'indotte' da una nuova legge, ma, sulla base
dell'ATTUALE normativa, va anche ben oltre. Infatti:
- sostituisce il S.A. con il "Senato delle Rappresentanze", composto SOLO
da rappresentanti direttamente eletti, cioe' non ci sono i Presidi o loro
'similari' (comma 2 dell'articolo 18 dello Statuto) e il nuovo organismo
NON e' presieduto dal Rettore, che dura in carica non piu' di 6 anni (comma
4, art. 16);
- sostituisce le Facolta' e i Dipartimenti con le "Scuole di Ateneo" (art.
18);
- attribuisce solo "funzioni di impulso e consultive" al "Comitato di
Ateneo" di cui fanno parte i Direttori delle Scuole (art. 20);
- trasforma il Consiglio di Amministrazione (composto da 5 membri elettivi,
il rettore, il pro rettore vicario, il direttore amministrativo e 3
'esterni') in un organismo di gestione amministrativa e accademica, che
decide anche "sull'attivazione-disattivazione delle strutture", "definisce
… la programmazione di Ateneo", "autorizza la chiamata dei
docenti-ricercatori" e chi piu' ne ha piu' ne metta (art 19).

Insomma, le modifiche della 'governance' degli Atenei contenute nello
Statuto di Camerino o quelle proposte dall'ANDU, potevano e potrebbero
essere decise dagli Atenei sulla base dell'attuale normativa, ma questo non
e' avvenuto e non avverra' se non in rarissimi casi: gli Atenei (cioe' gli
attuali Organi che decidono per loro conto) NON vogliono auto-riformarsi e
hanno utilizzato e utilizzerebbero ancora ogni margine concesso dalle leggi
per conservare l'esistente e accrescere il potere 'personale' del Rettore,
rafforzando cosi' quel sistema che sta distruggendo e sta lasciando
distruggere l'Universita' statale.

Per tutto questo e' indispensabile e urgente una legge - la piu'
dettagliata possibile - che riconosca nella partecipazione democratica di
tutte le componenti e nella collegialita' della gestione l'UNICO modo
possibile per rilanciare gli Atenei, liberandoli dalle oligarchie
accademiche che sono interessate solo agli interessi particolari e che, in
alcuni casi, sono recentemente arrivate alla 'cannibalizzazione' dei loro
colleghi ricercatori per far cassa.

Invece la CRUI vuole una legge 'leggera', ma non troppo. Una legge che
comunque assicuri la perpetuazione degli attuali assetti di potere,
concentrandolo ancor piu' nelle mani del Rettore, che diventerebbe anche
formalmente un 'dittatore' elettivo.
Infatti la ' legge della CRUI' prevede che tutto il potere di
programmazione e di gestione degli Atenei sia affidato ad un Consiglio di
Amministrazione, di non "piu' di 9-11 membri" e per almeno il 40'% composto
da "esterni", proposto dal Rettore.
Il 'modello' del Consiglio di Amministrazione voluto dalla CRUI e di
quello previsto a Camerino e' lo stesso di quello voluto da "Attilio Oliva,
ex amministratore delegato della Luiss (l'Universita' della Confindustria,
ndr) e presidente di TreLLLe, associazione che da anni studia i problemi
dell'istruzione." Oliva, infatti, sostiene che "serve un consiglio
d'amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche
rappresentante esterno, che abbia la responsabilita' diretta della gestione
di tutte le risorse, docenti inclusi." (articolo del Corriere della Sera
del 24 febbraio 2009, nota 3).
Rispetto alla composizione del Senato Accademico, che viene privato di
qualsiasi sostanziale potere, alla CRUI piacerebbe che tale composizione
rimanesse "abbastanza simile all'attuale, salvo considerare di aumentare le
designazioni legate alle funzioni esercitate alla testa delle strutture
didattiche e scientifiche" e che abbia meno di "35 unita'". In altri
termini, il Senato Accademico dovrebbe avere un maggiore numero di
componenti NON direttamente eletti (come oggi sono i Presidi), con la
riduzione-cancellazione dei rappresentati direttamente eletti dai docenti.
In questo modo si accentuerebbe ancora di piu' la natura 'condominiale'
dell'attuale Senato Accademico, che proprio per questo motivo non e' stato
in grado di esprimere una politica e una gestione nell'interesse generale
dell'Ateneo,
Rispetto alle "strutture decentrate", la CRUI propone una soluzione simile
(fino ad un certo punto) a quanto su questa questione e' contenuto nella
proposta dell'ANDU di organizzazione degli Atenei (riportata nella sua
interezza in calce). L'ANDU infatti propone che "le strutture portanti
dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica
e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di
formazione e le dimensioni, si dovrebbero 'incardinare' i docenti,
togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione' dei posti e assegnando loro
compiti di coordinamento dei Corsi di Studio."
Ma la CRUI non si ferma qui: essa vuole AGGIUNGERE un nuovo Organismo (la
"Giunta") che comprenda i "responsabili dei singoli corsi di studio" "e i
direttori dei Dipartimenti le cui aree scientifiche" "siano
consistentemente interessate" alla didattica della Facolta'. Un nuovo
organismo che, secondo la CRUI, dovrebbe contribuire al "superamento delle
attuali forme di gigantismo consiliare", ma che sembra in realta' destinato
a 'compensare' il Preside per la riduzione dei poteri del Consiglio di
Facolta'. Preside che per la CRUI potrebbe essere "designato dalla Giunta
nel suo ambito" e NON PIU' "eletto dal Consiglio di Facolta' allargato"!

E tutto questo mentre in Francia "la Conferenza dei presidenti di
universita'" chiede "a nome di tutto il mondo accademico, il RITIRO del
decreto che modifica lo statuto dei ricercatori, restituendo loro autonomia
e mezzi adeguati e il recupero di 450 posti di docente universitario
soppressi nella finanziaria 2009. ESIGONO, su questi e altri punti, una
'risposta chiara' entro il 5 marzo da parte dell'esecutivo." (v. Unita' del
24 febbraio 2009, nota 4).
Il fatto e' che in Italia, a differenza che in Francia, a condividere e
sostenere la politica di smantellamento dell'Universita' statale e' uno
'strato' accademico che da decenni agisce e prevale nei Governi, in
Parlamento, nella 'grande' stampa e negli Organi universitari nazionali.
Per seguire la situazione francese:
http://www.sauvonsluniversite.com
http://www.sauvonslarecherche.fr

24 febbraio 2009

- Nota 1. Per leggere il documento della CRUI "Considerazioni e proposte
per la revisione
della governance delle universita'", approvato il 19 febbraio 2009, cliccare:
http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1696#
- Nota 2. Per leggere il nuovo Statuto dell'Universita' di Camerino cliccare:
http://www.unicam.it/ateneo/documenti/statuto_UNICAM.pdf
- Nota 5. V. l'articolo "Soldi ai piu' bravi, stile inglese. Cosi' si puo'
ridurre la spesa" sul Corriere della Sera del 24.2.09. Per leggere
l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVFWD.tif
- Nota 4. V. l'articolo "Le barricate di Francia: prof e studenti contro
Sarkozy" su l'Unita' del 24.2.09. Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVG0O.tif

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Proposta dell'ANDU su:

GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI

- Sistema nazionale
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.

- Organizzazione degli Atenei
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti, con una rappresentanza dei docenti non
frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al
suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.

==========================
= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad andu...@tin.it con
oggetto "notizie ANDU"
= per non ricevere piu' notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad
andu...@tin.it con oggetto "rimuovi"
= per leggere i documenti dell'ANDU: www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.phpname=News&file=categories
&op=newindex&catid=66
= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf
== I documenti dell'ANDU sono inviati a circa 15.000 Professori,
Ricercatori, Dottori e Dottorandi di ricerca, Studenti, ai Presidi, ai
Rettori, al Ministero, ai Parlamentari e agli Organi di informazione.

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