DDL PD: commissariamento di Atenei e docenti

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Jun 1, 2009, 6:49:49 AM6/1/09
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ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari

DDL PD: COMMISSARIAMENTO DEGLI ATENEI E DEI DOCENTI
LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'ANDU

Alla vigilia delle elezioni europee il PD ha presentato una bozza di
"Proposta di legge sull'Universita'" (per leggere la "Proposta di legge" v.
nota 1).

Prima di commentare il DDL del PD, ci pare utile la rilettura di una
'profetica' proposta di 'governance' elaborata dalla Fondazione TreeLLLe
nel 2003:
"Istituzione di un organo collegiale che deterrebbe il potere esecutivo
nell'ateneo: un Consiglio di Ateneo con i compiti e le responsabilita'
tipici di ogni consiglio di amministrazione".
"Il Consiglio di Ateneo delibererebbe i budget revisionali, con la
conseguente ripartizione delle risorse, i bilanci consuntivi di esercizio,
i piani strategici di attivita', le operazioni patrimoniali, gli impegni
contrattuali dell'ateneo. Il Consiglio di Ateneo avrebbe inoltre la
responsabilita' DIRETTA della selezione del personale docente, ricercatore
e tecnico-ricercatore."
"La parola finale e dunque la responsabilita' reale dell'assunzione rimane
in capo al Consiglio di Ateneo." Ci deve essere l'obbligo "che meta' dei
componenti, escluso il Rettore, siano scelti all'interno del personale
dell'ateneo e meta' all'esterno come rappresentanza dei portatori di
interesse esterni nei cui confronti l'istituzione deve essere accountable:
Governo nazionale e regionale, comunita' territoriali, forze
imprenditoriali e sociali." "La nomina e la revoca dei componenti del
Consiglio di Ateneo sarebbero una PREROGATIVA del Rettore", salvo che per
gli 'esterni'.
Tutto questo e' scritto nelle pagine 110 e 111 del Quaderno n. 3
"Universita' italiana, universita' europea?", del settembre del 2003, della
Fondazione TreeLLLe, la quale si prefiggeva esplicitamente di svolgere
"attivita' di LOBBY trasparente al fine di diffondere dati e informazioni,
promuovere le tesi presso i decisori pubblici a livello nazionale e
regionale, i parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni
educative affinche' le proposte di TreeLLLe influenzino le azioni di
governo e si trasformino in sperimentazioni concrete."
La TreeLLLe era ed e' presieduta da Attilio Oliva, ex amministratore
delegato della Luiss (l'Universita' della Confindustria), che ha
recentemente ribadito che negli Atenei "serve un consiglio
d'amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche
rappresentante esterno, che abbia la responsabilita' diretta della gestione
di tutte le risorse, docenti inclusi." (dal Corriere della Sera del 24
febbraio 2009).
Per conoscere l'"organigramma" della TreeLLLe cliccare:
http://www.treellle.org/?p=organigramma

Le 'indicazioni' della TreeLLLe ora sono state sostanzialmente 'riscritte'
nella bozza di DDL del PD (e in quelle ministeriali).
Infatti nel DDL del PD si legge che "il consiglio di amministrazione
(composto al massimo da una dozzina di elementi, ndr) assume TUTTE le
decisioni riguardanti l'ateneo nel suo complesso, ad eccezione di quelle di
competenza di altri organi di governo" e "in particolare approva il
bilancio preventivo, il conto consuntivo e TUTTI i provvedimenti che
riguardano la realizzazione di infrastrutture, l'ORGANICO e il RECLUTAMENTO
del personale, l'ATTIVAZIONE dei corsi di studio e l'allocazione di risorse
alle strutture interne."(comma 6 dell'articolo 5).
Inoltre "il consiglio di amministrazione, sentiti il senato accademico e le
strutture interne interessate, DELIBERA il reclutamento (dei professori)
sulla base della graduatoria di merito e di una eventuale intervista (sic!)
con i candidati." (comma 6 dell'art. 9).
E anche "la promozione (dei professori) e' DELIBERATA dal consiglio di
amministrazione, sentiti il senato accademico e le strutture interessate."
(lettera d del comma 8 dell'art. 9).
Meta' dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dal
Rettore e almeno un terzo dei componenti e'formato da persone esterne
(comma 7 dell'art. 5).

Insomma il PD, come prevedono anche le bozze ministeriali, affida al
Rettore e al suo CdA poteri assoluti, rafforzando e consacrando cosi' quel
sistema di potere oligarchico che ha gia' portato al disastro degli Atenei
e che si basa proprio sugli immensi poteri dei Rettori. Tali poteri sono
derivati soprattutto da Senati Accademici incapaci di una gestione
complessiva degli Atenei perche' egemonizzati dalla presenza dei Presidi,
esprimendo cosi' una sorta di federalismo condominiale. Un sistema di
potere che ha anche prodotto quella 'poco elegante' scelta di tanti Rettori
che si sono fatti prorogare il mandato dai 'propri' Senati Accademici. Una
scelta che e' anche un'autodenuncia della natura oligarchica dell'attuale
gestione degli Atenei, gestione che diventerebbe ancor piu' devastante se
dovesse essere realizzato quanto voluto dalla lobby
accademico-confindustriale che 'ispira' il PD e il Ministero.

Che la vera finalita' dei progetti del PD e del Ministero sia quella di
imporre per legge il commissariamento degli Atenei e dei docenti (nota 2) -
tra i quali si accentua la gerarchizzazione introducendo gli organici di
Ateneo separati per fascia (nota 3) - lo dimostra il fatto che gli unici
importanti punti 'prescrittivi' dei DDL sono quello dei pieni poteri
conferiti ai Rettori e ai loro Consigli e quello del connesso svuotamento
dei compiti del Senato Accademico, mentre il resto lo si demanda alla
famigerata autonomia degli Atenei, affidata a quegli stessi Organismi che
hanno ovunque dimostrato di essere capaci solo di conservare al massimo
l'assetto di potere preesistente. Ne' il PD, ne' il Ministero, infatti,
prevedono la formazione di un Organo costituente di Ateneo (p.e., composto
da rappresentanze paritetiche direttamente elette da ordinari, associati,
ricercatori, tecnico-amministrativi e studenti).

'Naturalmente' il PD, come il Ministero, non prevede la costituzione di un
nuovo e unico Organo nazionale di autogoverno, che rappresenti e coordini
le Universita' e difenda il Sistema nazionale degli Atenei dai poteri forti
accademico-politici. Un Organo composto da rappresentati di tutte le
componenti universitarie (docenti, tecnico-amministrativi, studenti),
eletti in maniera diretta, non corporativa e non frammentata.
D'altronde la TreeLLLe, a pag. 95 del suo citato Quaderno, 'dettava': "E'
percio' necessario, per la chiarezza dei ruoli, che l'autorita' centrale
abbia come interlocutore la CRUI come espressione autonoma e indipendente
degli atenei", ritenendo (a pag. 94). "incongrua la configurazione del Cun
come 'organo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie'"
Bisogna riconoscere che la CRUI effettivamente ha giocato e sta giocando
un ruolo non secondario di "interlocutore" dei vari Ministri e dei vari
Parlamenti per agevolarne l'opera di demolizione dell'Universita' statale,
democratica, di massa e di qualita'; ruolo svolto dai Rettori in piena
autonomia e indipendenza dagli Atenei.

Il modello aziendalistico (nota 4) dettato dalla lobby
accademico-confindustriale italiana e' peraltro perfettamente in linea con
le 'indicazioni' date a livello europeo dai poteri forti economici. A
questo proposito va sottolineata la perfetta sintonia di intenzioni e di
contenuti tra la legge del Governo francese e le proposte elaborate in
Italia dal Ministero e dal PD. Si tratta di un disegno che punta al
definitivo smantellamento delle Universita' statali quali istituzioni al
servizio del bene comune; un disegno che e' anche in aperto contrasto con
la Costituzione italiana che garantisce invece la liberta' di ricerca e di
insegnamento.

Nel progetto del PD ci sono alcuni punti interessanti (elezione diretta
del SA, terza fascia, unica figura pre-ruolo, maggiori risorse) che
diventano 'secondarie' rispetto al principale obiettivo del
commissariamento degli Atenei e dei docenti.

Il PD, nel rendere noto il suo DDL, si e' augurato "che si apra un
dibattito aperto e costruttivo nel mondo universitario, nel Parlamento e
nel Paese. Osservazioni e critiche saranno quindi benvenute e gradite le
proposte di modifica nella forma di emendamenti."
L'ANDU, inascoltata, da anni formula "osservazioni e critiche", avanzando
puntuali proposte alternative alle posizioni del PD (prima dei DS) sui nodi
centrali della 'governance' e del reclutamento.
Piu' recentemente l'ANDU ha duramente criticato (v. documento "Governance.
Controriforma PD", nota 5) la "Proposta n. 5 (Governance universitaria piu'
responsabile, efficace ed efficiente)". In particolare il PD nella sua
"Proposta" prevedeva che "Il consiglio di amministrazione, presieduto dal
rettore, delibera tutte le scelte gestionali dell'universita'" e che esso
"e' formato su proposta del rettore (senza meccanismi elettivi dei suoi
componenti) approvata dal senato accademico."


== LE PROPOSTE DELL'ANDU

Alle ipotesi antidemocratiche di organizzazione degli Atenei e contro il
commissariamento dei docenti, l'ANDU contrappone un modello di
organizzazione degli Atenei democratica, responsabile, efficace ed
efficiente e un sistema di reclutamento e di promozione rispettoso
dell'autonomia dei docenti, ma che impedisca le degenerazioni nepotistiche.

GOVERNO DEL SISTEMA NAZIONALE E ORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI

- Sistema nazionale
Occorre prevedere un unico Organo di autogoverno del Sistema nazionale
delle Universita' direttamente eletto da tutte le componenti (docenti,
tecnico-amministrativi, studenti) del mondo universitario, con una
rappresentanza non frammentata (5 o 6 aree equivalenti) e non corporativa
(elettorato attivo e passivo comuni) delle tre fasce della docenza.
Alle Conferenze nazionali dei Rettori, dei Presidi e dei Direttori di
Dipartimento dovrebbero essere riconosciuti specifici ruoli.

- Organizzazione degli Atenei

Premessa.
La riforma proposta dall'ANDU si basa sulla previsione, per la prima volta
nell'Universita' italiana, di un gestione DEMOCRATICA degli Atenei,
attraverso un Organismo i cui componenti siano TUTTI DIRETTAMENTE eletti da
tutte le categorie e che abbia poteri effettivi, riducendo quelli del
Rettore. Non e' infatti vero che "il voto di massa (per eleggere il
Rettore) peggiora l'Universita'", come scrive in un improvvisato e
disinformato intervento Mario Pirani su Repubblica dell'1 giugno 2009 (nota
6), ma e' invece proprio l'assenza di un Organo collegiale di Ateneo,
democratico e realmente responsabile, che impedisce una gestione rispettosa
degli interessi generali dell'Universita' e della Societa'.

Proposta
Il Rettore deve essere eletto da tutti i docenti (professori e
ricercatori), con una consistente partecipazione dei tecnico-amministrativi
e degli studenti.
Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dovrebbero essere
sostituiti da un "Consiglio di Ateneo" i cui componenti dovrebbero essere
tutti direttamente eletti, con una rappresentanza dei docenti non
frammentata e non corporativa. Il Consiglio di Ateneo dovrebbe eleggere al
suo interno un Presidente.
Negli Atenei dovrebbero essere previsti specifici ruoli per i Collegi dei
Presidi, dei Direttori di Dipartimento e dei Presidenti dei Consigli di
Corso di Studio.
Potrebbe essere previsto un Organo di gestione (un "Esecutivo di Ateneo"),
eletto dal Consiglio di Ateneo, da affiancare al Rettore.
Il Rettore e tutti i componenti del Consiglio di Ateneo devono essere
interni all'Ateneo stesso.
Le strutture portanti dell'Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di
Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti,
rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero
'incardinare' i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta' la 'gestione'
dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.
La composizione e i compiti delle strutture degli Atenei devono essere
normati dalla legge.

DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI

Premessa.
Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe veramente fine
al nepotismo e finalmente si lascerebbe ai docenti di qualsiasi livello la
possibilita' di svolgere piu' liberamente, piu' proficuamente e piu'
serenamente l'attivita' di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano a sostenere)
che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e
invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo
della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i
concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha
'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo
entrare in ruolo e di fargli fare carriera.
In questa direzione si potrebbe anche prevedere un graduatoria dei
vincitori dei concorsi nazionali per il reclutamento, facendo scegliere ai
vincitori stessi, seguono l'ordine della graduatoria, la sede tra quelle
che hanno bandito i posti.

Proposta.
Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella
terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a
numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica,
senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e
continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico
budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere
interamente sorteggiate e composte da soli ordinari.
Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita',
ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di
posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza.
Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di
almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla
di figure precarie.
Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore,
prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso
ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti
a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.

Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali.
La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a
sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e
prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede.
Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di
attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato,
assegni, borse, incarichi, ecc.

1 giugno 2009

- Nota 1. Per leggere la bozza del DDL del PD cliccare (senza interrompere
i caratteri!):
http://www.rettore.unifg.it/dwn/documenti/Proposta%20di%20legge%20PD%20su%20
universit%2022%20maggio%202009.pdf
oppure
http://dc152.4shared.com/download/107919691/c3164a42/Proposta_di_legge_PD_su
_universit_22_mag1.pdf
oppure
http://bda.unict.it/Pagina/It/Notizie_1/Comunicazioni_dal_Rettore_2/0/2009/0
5/26/2966_.aspx

- Nota 2. Nel DDL del PD si prevede l'intromissione della solita ANVUR
nella scelta dei docenti prevedendo che per far parte delle commissioni per
le abilitazioni nazionali bisogna prima richiedere all'ANVUR di fare "parte
di una lista compilata" dall'ANVUR stessa (comma 2 dell'art. 10).

- Nota 3. Il PD, introducendo l'"Organico docente" (art. 11), mantiene e
rafforza l'attuale divisione in tre distinti ruoli della docenza,
attribuendo di fatto al Rettore il potere di determinare la 'distribuzione'
dei docenti nelle tre fasce. Con le procedure previste dal PD, nella sua
normale carriera, un docente (dal reclutamento nel ruolo della terza fascia
fino ad entrare nel ruolo degli ordinari), dovra' affrontare e superare tre
prove nazionali (una abilitazione per ogni fascia) e tre concorsi locali
(uno per il reclutamento e due per le promozioni): il doppio di quanto
proposto dall'ANDU (un concorso nazionale per il reclutamento nel ruolo
unico e due prove di idoneita' nazionali per le promozioni). Peraltro le
procedure previste dal PD (e dal Ministero) avranno anche la conseguenza di
'produrre' i primi nuovi assunti e le prime nuove promozioni non prima di
qualche anno. E tutto si aggiunge all'attuale blocco dei concorsi dovuto ad
una legge (la 180) insensata sul piano accademico e su quello giuridico.

- Nota 4. Nel modello di 'governance' della TreeLLLe l'Organo di governo
dell'Ateneo era chiamato "Consiglio di Ateneo", mentre ora, nella bozza di
DDL del PD (e in quelle ministeriali), lo stesso Organo e' chiamato
"Consiglio di Amministrazione", dicitura questa piu' consona a quella
imperterrita logica aziendalistica ("autonomia responsabile degli Atenei")
che tanto bene ha portato all'Universita' italiana: finta autonomia
finanziaria, finta autonomia statutaria, localismo concorsuale,
dequalificante "3 + 2", proliferazione del precariato, ecc.).

- Nota 5. Per leggere il documento dell'ANDU "Governance. Controriforma
PD", del 3.11.08 , cliccare:
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article21114.html

- Nota 6. Per leggere l'intervento di Mario Pirani "Se il voto di massa
peggiora l'Universita'", su Repubblica dell'1 giugno 2009, cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-06/090601/MC1SP.tif

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= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad andu...@tin.it con
oggetto "notizie ANDU"
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andu...@tin.it con oggetto "rimuovi"
= per leggere i documenti dell'ANDU:
www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.phpname=News&file=categories
&op=newindex&catid=66
= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf
== I documenti dell'ANDU sono inviati a circa 15.000 Professori,
Ricercatori, Dottori e Dottorandi di ricerca, Studenti, ai Presidi, ai
Rettori, al Ministero, ai Parlamentari e agli Organi di informazione.

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