Si tratta di una commedia francese progettata interamente da Christian Clavier e Jean Reno che stata un successo nelle sale francesi nel 2004. Tra i principali interpreti anche l'attrice italiana Caterina Murino.
La missione sembra banale ma non si devono sottovalutare le difficolt per un parigino ad addentrarsi nel mondo del popolo corso. Le sue domande sono immediatamente equivocate dalla popolazione ed il detective finisce per scatenare una battaglia tra bande corse, polizia e servizi segreti. Inoltre, si innamora di La, un'affascinante donna corsa piena di orgoglio e sensualit, sorella del "bandito" Ange Leoni. La donna lo fa accettare dalla sua tradizionalista famiglia e ci comporta la partecipazione ai suoi riti.
E cos, tra qualche equivoco e parecchi bicchieri di liquore di mirto, tra un'esplosione e qualche sparatoria, Jack si affeziona irrimediabilmente alla Corsica: alla sua popolazione ricca di orgoglio e tradizione e ai suoi paesaggi incantevoli.
I pregiudizi, si sa, sono duri a morire, in ogni parte del mondo. E proprio sulla presunta incompatibilit tra diverse popolazioni/culture e una sana applicazione degli stereotipi il cinema comico ha sempre fatto le proprie fortune, proponendo gag in serie incentrate sulle accese diversit.
Quattro anni prima del francese Gi al Nord (2008), sempre Oltralpe uscita questa commedia che, come sottolinea gi il titolo italiano, prende di mira i vizi e i tab degli abitanti della Corsica.
Adattamento di un fumetto satirico creato negli anni '70 dal disegnatore Ren Ptillon, Il bandito corso vede per protagonista il detective privato parigino Jack Palmer (pseudonimo di Rmi Francois), il quale viene incaricato dal notaio Dargent di gestire una situazione immobiliare sull'isola riguardante un tale Ange Leoni. Il nostro arriva in loco salvo scoprire che l'uomo di cui alla ricerca in realt uno dei pi temuti banditi della zona, impegnato al momento in una lotta tra bande per il controllo del territorio.
Palmer fatica ad ambientarsi in un mondo che non gli appartiene e ogni suo tentativo di incontrare Leoni viene reso vano dall'intervento o delle forze dell'ordine o di gang rivali. La situazione si complica ulteriormente quando si imbatte "per caso" nella splendida La, sorella del latitante, e dovr decidere da che parte stare.
La chimica tra Christian Clavier e Jean Reno era gi stata messa brillantemente alla prova nel franchise cult de I visitatori, dove i due popolari attori interpretavano due personaggi medievali che si trovavano catapultati nell'epoca contemporanea. E ancora una volta proprio l'alchimia tra loro a mettere le pezze ad una produzione altrimenti deboluccia dal punto di vista narrativo. Il bandito corso tenta, come gi accennato in apertura del pezzo, di sfruttare le regole classiche del filone, con il drastico trasferimento del protagonista in un luogo a lui ostile e nel quale non si sente a proprio agio: sin dal suo arrivo una pioggia incessante e un tassista poco socievole fanno comprendere il leit motiv che caratterizzer l'intero costrutto.
E con la stessa leggerezza il compianto regista di origini libanesi Alain Berbrian (anch'esso un "trapiantato" e forse proprio per questo desideroso di raccontare una storia di questo tipo), cerca di plasmare alcuni clich con un taglio pi ironico e sgusciante, venendo favorito in questo dalla perfetta faccia da duro di Reno, ormai abituato a personaggi ad hoc.
Il bandito corso, durante l'ora e mezza di visione, ha sicuramente un buon numero di gag e battute divertenti, con tanto di femme fatale cui presta le grazie la nostra Caterina Murino, lei stessa isolana (nata in Sardegna) e perci a proprio agio con certe atmosfere e luoghi. Il maggior difetto dell'operazione risiede in una verve eccessivamente caricaturale, con le situazioni che si susseguono senza sosta nel tentativo di mantenere sempre costante il tasso di risate, tentativo che per si rivela controproducente in quanto solo un terzo delle suddette vanno realmente a segno nel loro obiettivo.
Lo spropositato carico di figure secondarie, con la polizia e le forze speciali che si danno la zappa sui piedi in continuazione, loschi magheggi politici e la lotta per il potere tra le varie gang, appesantisce una trama che avrebbe giovato di una maggior semplicit d'intenti e nel quale gli stessi protagonisti finiscono per apparire come involontarie macchiette in un fitto e caotico schema nel quale, qualsiasi cosa possa accadere nel corso degli eventi, il lieto fine era gi comunque scritto in partenza.
Dal punto di vista stilistico Berbrian, cineasta modesto specializzato proprio nella commedia per il grande pubblico, non eccelle in virtuosismi (escluso uno split screen sui titoli di testa abbastanza gratuito) e le interviste dal vivo ad abitanti corsi, comparenti durante i credits finali, sembrano un furbo invito a non prendere niente e nessuno troppo sul serio, a cominciare proprio dal film stesso.
Una commedia senza troppe pretese se non quella di divertire con semplicit il relativo pubblico di riferimento, soprattutto autoctono. Il bandito corso gioca con gli stereotipi e la qui accentuata rudezza del popolo isolano per adattare l'amato fumetto creato negli anni '70 dall'autore satirico Ren Ptillon, ma il risultato troppo caricaturale per essere realmente appassionante, con un susseguirsi incessante di gag e battute che alla lunga rischiano di stancare, anche per via dell'eccessivo "carico" di personaggi e situazioni secondari coinvolti. A risollevare parzialmente un insieme caotico e frastagliato soprattutto la sintonia tra i due protagonisti, interpretati dalla coppia Jean Reno - Christian Clavier, che gi in passato avevano condiviso il grande schermo con ottimi risultati: sono proprio i due attori (il secondo anche co-autore della sceneggiatura) i principali motivi di interesse di una produzione altrimenti improbabile. Il film andr in onda marted 29 ottobre alle 21.15 su CIELO TV per il ciclo Voglia di commedia.
La Commissione arbitrale federale (Caf) della FSI ha indetto un Corso straordinario per Arbitro regionale, che si terr a Salsomaggiore Terme, al Palazzo dei Congressi (foto), dal 30 giugno al 4 luglio 2024: le date e il luogo coincidono con quelle delle finali dei Campionati italiani giovanili, proprio per favorire la partecipazione degli accompagnatori, o anche dei genitori dei ragazzi.
Il costo dell'iscrizione fissato a 20 euro. La coordinatrice del corso sar Antonella Lay, arbitro FIDE e componente del direttivo della Caf. La sessione d'esame si svolger in autunno, in sedi da definire in base alla distribuzione geografica dei partecipanti.
A questo link potete trovare il programma completo del corso, il modulo di iscrizione, l'indirizzo mail dove inviarlo, e i dati del conto corrente su cui versare il bonifico di 20 euro: la ricevuta di versamento dovr essere inviata insieme al modulo di iscrizione.
La data ultima per l'accettazione delle iscrizioni fissata al 22 giugno 2024.
Per diventare dirigente scolastico occorre superare un corso-concorso selettivo di formazione bandito dal Miur.
Al corso-concorso pu partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali
Il servizio di insegnamento si intende prestato per un anno intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni o se sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.
Il dottorato un corso a cui si accede solo dopo la laurea magistrale e con il superamento di un esame di ammissione, bandito annualmente; ha durata di 3 anni, al termine dei quali si consegue la qualifica accademica di dottore di ricerca.
Breve ricostruzione di una delle poche inchieste della storia del giornalismo italiano Linviato de LEuropeo svela le bugie dei Carabinieri e del Viminale sulla morte dellultimo bandito siciliano
Sui giornali italiani si fanno poche inchieste? E questo linterrogativo che apre la riflessione di Giampaolo Pansa in un vecchio numero di Problemi dellinformazione[1] dedicato allinchiesta nella stampa e in Tv. Era il 1985. A quella domanda Pansa - in quegli anni inviato speciale di Repubblica, con un glorioso passato al Giorno e al Corriere della Sera - deve, a malincuore, rispondere affermativamente: di inchieste i giornali italiani ne fanno poche e comunque di poco spessore. Poche pagine pi in l, nello stesso numero di Problemi dellinformazione, Angelo Agostini ritiene che laffermazione di Pansa sia solo unintelligente provocazione: E bastato infatti controllare il suo giornale nelle ultime tre settimane per contare pi di una decina di inchieste. Non moltissime forse, ma certo non poche e sporadiche[2]. Ma lo stesso Agostini, pur ritenendo che i giornali di quegli anni abbiano riscoperto linchiesta come strumento di approfondimento e di contestualizzazione dei fatti, deve ammettere: Linchiesta vive stagioni di alterne fortune Quella attuale sembra essere, o sembra avviarsi a diventare se teniamo conto dellobiezione di Pansa una stagione fortunata. Ma non si leggeranno pi le grandi inchieste destinate a fare la storia del giornalismo. E dal 1985, quando sono state scritte queste righe, ad oggi le cose non sembrano cambiate. Rimangono infatti davvero poche si contano sulle dita di una mano - le inchieste giornalistiche che hanno svelato verit importanti, tanto da entrare nella storia del giornalismo italiano e da dare una svolta a quella civile e politica del nostro Paese.
I casi esemplari sono solo tre. Il primo risale al 1950 e riguarda le rivelazioni di Tommaso Besozzi sulla morte di Salvatore Giuliano. Il bandito stato ucciso a Castelvetrano nella notte del 5 luglio del 1950 in un conflitto a fuoco con i Carabinieri del Cfrb[3] che gli hanno teso una trappola. Questo , in sintesi, quello che dice la versione ufficiale dellArma, avallata dal Viminale ed echeggiata, senza dubbio alcuno, dai maggiori quotidiani dellindomani. Prese tempo invece Tommaso Besozzi, inviato a Castelvetrano da LEuropeo. Confront ci che vide a caldo sui luoghi dellaccaduto con le testimonianze degli abitanti della zona: la versione dei Carabinieri gli apparve piena di incongruenze e di stranezze. Dopo dieci giorni di inchiesta la smont, svelando le bugie dellArma e del ministro degli Interni Scelba: la prima pagina de LEuropeo del 16 luglio 1950 titola: Di sicuro c solo che morto. Dal 1976 al 1978 furono invece gli articoli di Scardocchia, Pansa e Franz a far divampare lo scandalo Lockheed: venne alla luce un sistema di tangenti miliardarie che la compagnia americana Lockheed, costruttrice di aerei militari, pagava a esponenti dei partiti al potere (PSDI e DC) per ottenere lappalto di una fornitura di Hercules C 130, i grandi aerei da trasporto di truppa. Per questa vicenda fin in galera il ministro socialdemocratico Mario Tanassi, furono costretti alle dimissioni il suo collega DC Luigi Gui e lo stesso Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Il terzo caso pi recente. E' la ricerca di Andrea Purgatori del Corriere della Sera che contest la versione ufficiale sulla caduta del DC-9 dellItavia con 81 passeggeri nel cielo dell'isola di Ustica nel maggio del 1980. Questa inchiesta si svolse lentamente, tra cento e cento difficolt, ed ebbe il merito di fare riaprire le indagini giudiziarie ancora in corso e ostacolate da gravi omert e depistaggi. LAeronautica aveva sempre insistito sulla tesi di una bomba a bordo dellaereo di linea. Linchiesta giornalistica e quella giudiziaria hanno accreditato invece lipotesi di un duello missilistico tra aerei militari (uno dei quali coperto dal DC-9) nei cieli del Tirreno meridionale: a farne le spese sarebbero stati proprio gli 81 passeggeri dellaereo di linea.
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