Nessuna esposizione alle radiazioni ionizzanti, per quanto modesta, pu essere considerata esente da rischi, cos come accade per qualsiasi attivit umana; quindi essenziale garantire un appropriato sistema di protezione da tali esposizioni.
L'ISIN assicura le attivit di sorveglianza della radioattivit ambientale previste dalla normativa vigente. A meno di incidenti nucleari, la radioattivit nell'ambiente ha origine principalmente naturale e solo una minima parte di origine artificiale.
Nel nostro Paese il controllo della radioattivit ambientale regolato dal D.Lgs. 101/2020 e s.m.i.. Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica esercita il controllo sulla radioattivit ambientale, mentre il Ministero della Salute esercita il controllo sugli alimenti e bevande per il consumo umano e animale.
Altra particolarit di queste stazioni che in caso di emergenza possibile cambiare da remoto la configurazione della procedura di misura per avere dei risultati rapidi fondamentali ad indirizzare le scelte decisionali nei primi istanti della situazione emergenziale.
Il Decreto Legislativo del 31 luglio 2020 n. 101 e successive modifiche, di recepimento della Direttiva 2013/59/EURATOM del Consiglio europeo, ha introdotto importanti novit, anche per il radon, in materia di prevenzione e protezione dalle radiazioni ionizzanti, adeguando la normativa nazionale a quanto previsto in sede europea.
Alla caratterizzazione di materiali industriali contenenti radionuclidi di origine naturale (NORM), con particolare riguardo per i Siti di bonifica di Interesse Nazionale (SIN) nei quali sono presenti impianti dismessi e discariche contenenti massicce quantit di NORM;
Il Trattato prevede la messa al bando di tutti gli esperimenti nucleari e ai fini della sua entrata in vigore deve essere firmato e ratificato almeno dai 44 principali Stati membri dei 196 totali. Attualmente diversi stati non hanno ancora firmato n ratificato il trattato.
Il laboratorio ITL10 uno dei 16 laboratori strategicamente distribuiti in tutti i continenti in grado di effettuare misure altamente specializzate e sensibili di radioattivit nel particolato atmosferico e che rappresentano la massima tecnologia per questo tipo di misura. Le analisi sono in grado di rilevare e caratterizzare tracce di radionuclidi in aria dovute a un evento nucleare, in qualsiasi parte del mondo possa verificarsi, stimandone anche la data di accadimento. Le ulteriori informazioni a disposizione del Sistema Internazionale di Monitoraggio consentono anche di stabilirne la provenienza. Il laboratorio ITL10 stato ufficialmente certificato il 14 dicembre 2016.
La radioattivit naturale dell'Umbria stata determinata mediante il progetto UMBRIA-RAD che ha definito la distribuzione dei radionuclidi naturali e della radioattivit di origine cosmica con metodologie d'indagine complementari tra cui campionamenti di rocce e suoli e sorvoli aerei, seguiti da dettagliate analisi di laboratorio al fine di determinare anche la dose efficace di radioattivit naturale.
Essendo prive di massa il loro potere penetrante molto superiore rispetto alle radiazioni alfa e alle radiazioni beta: fino a centinaia di metri in aria, attraversano facilmente il corpo umano e sono fermate da alcuni centimetri di piombo o decimetri di cemento.
I neutroni sono, insieme ai protoni, particelle che costituiscono il nucleo degli atomi. Le pi importanti sorgenti di neutroni sono costituite dai reattori nucleari che sfruttano i processi di fissione per la produzione di energia.
Alcune determinate attivit produttive che utilizzano materiali naturali possono dar luogo, durante i processi di lavorazione, a condizioni di esposizioni non trascurabili dei lavoratori o della popolazione, ad esempio per effetto del contenuto iniziale di radioattivit naturale o per la produzione di residui nei quali alcuni elementi si concentrano.
La radioattivit artificiale quella che si genera a seguito di attivit umane: produzione di energia da fonte nucleare, apparecchiature mediche per diagnosi e cure, apparecchiature industriali, attivit di ricerca, cui vanno aggiunte le attivit legate alla produzione e test di materiale bellico. In Italia tutte le applicazioni sono presenti, con le sole eccezioni della produzione di energia elettrica da fonte nucleare e di produzione di materiale bellico.
La dose annuale di radioattivit naturale che un essere umano in media assorbe in Italia infatti di circa 3 millisievert (mSv) per anno. Un decimo dovuto alla radioattivit del potassio-40 (40K) presente all'interno del nostro corpo. Per una persona di circa 70 kg, parliamo di circa 150 g di potassio che generano circa fra i 4000 e i 5000 decadimenti radioattivi al secondo. Inoltre, il 10% di questi decadimenti produce anche raggi gamma. Il carbonio-14 (14C) all'interno del nostro corpo, invece, genera "soltanto" 3000 decadimenti al secondo.
Mangiando una banana si ingeriscono circa 0.4 g di potassio. Poich la radioattivit naturale del potassio equivale a circa 31 Bq per grammo, si trovano 13 Bq per ogni banana ingerita, un valore ridotto se paragonato alla dose giornaliera.
Il tabacco contiene tracce di torio, piombo, polonio e uranio, le quali vengono concentrate attraverso il processo di essicazione. Fra piombo-210 e polonio-210, ogni sigaretta genera circa 30 mBq. Il conseguente rischio biologico per un fumatore che fuma 20 sigarette al giorno per 1 anno calcolato essere equivalente a circa 28 radiografie al torace.
Numerosi scienziati hanno studiato la radioattivit: da Wilhelm Conrad Rntgen che nel 1895 scopr i raggi X, a Antoine Henri Becquerel che l'anno successivo scopr la radioattivit naturale dell'uranio, fino ad arrivare alla conosciuta Maria Sklodowska-Curie e a suo marito Pierre Curie che scoprirono polonio e radio. I loro studi non solo hanno permesso di conoscere questo processo, ma anche di sfruttarlo per applicazioni industriali e mediche nella vita di tutti i giorni.
Il fondo di radioattivit naturale rappresenta la quantit di radiazioni ionizzanti naturali che ci circondano, sia di origine terrestre (come gli isotopi radioattivi sulla crosta terrestre, ovvero atomi dello stesso elemento chimico ma con un numero diverso di neutroni) che extra-terrestre (come i raggi cosmici).
Questo processo di trasformazione viene chiamato decadimento radioattivo e pu avere tempistiche diverse. Il tempo di decadimento, caratteristico di ciascun isotopo, pu variare dai secondi fino ai milioni di anni. L'emivita rappresenta il tempo dopo il quale la quantit dell'isotopo in questione si dimezzata.
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Richiamati alcuni fatti fondamentali intorno alla radioattivit naturale, vengono indicati i casi tipici di radioattivit artificiale. Si esamina in particolare la produzione di radioelementi mediante bombardamento neutronico.
Sabbia, ghiaia e pietra naturale frantumata costituiscono gli aggregati, ovvero i minerali da costruzione pi comuni. Ci sono poi le argille per mattoni, il gesso e le pietre naturali. La domanda di minerali da costruzione elevata, spiega la Commissione Europea. Il settore costituito principalmente da Pmi che gestiscono oltre 20mila siti di estrazione
Il metodo di riferimento, recentemente convalidato dagli scienziati del JRC, garantisce che tutti i produttori adottino un approccio coerente. La precisione del metodo stata valutata con sei materiali edili (cemento, intonaco, calcestruzzo fresato, aggregati e blocchi di argilla espansa, in pezzi e in forma fresata), analizzati da 15 laboratori in una valutazione collaborativa.
bene sottolineare che la quantit di radioattivit nei materiali da costruzione al vaglio dei ricercatori del JRC risultata insignificante. In ogni caso importante contare su un metodo preciso che porti a una norma in grado di fungere da parametro a proposito.
Il fondo di radioattivit naturale la quantit di radiazioni ionizzanti dovuta a cause naturali, osservabile e rilevabile ovunque sulla Terra. Il fondo di radioattivit naturale di origine sia terrestre (dovuto a isotopi radioattivi di elementi naturali contenuti nella crosta terrestre), sia extraterrestre (i raggi cosmici).Il maggior contributo alla dose ricevuta dalla popolazione data dalla radioattivit naturale; i radionuclidi pi importanti sono quelli delle serie radioattive dell'238U, del 232Th e del 40K[1].I contributi al rateo di dose assorbita di questi tre elementi sono i seguenti[2]:
La media mondiale dell'intensit (rateo) di dose efficace di radioattivit assorbita da un essere umano e dovuta al fondo naturale di 2,4 millisievert (mSv) per anno.[3] Questo valore deve costituire il riferimento per stimare eventuali valutazioni di rischio radioprotezionistico. Tuttavia il livello naturale del fondo naturale di radioattivit varia significativamente da luogo a luogo. In Italia ad esempio la dose efficace media valutata per la popolazione di 3,3 mSv/anno, ma varia notevolmente da regione a regione[4]. Ci sono aree geografiche dove il fondo naturale significativamente pi alto della media mondiale.[5] Fra queste aree si citano Ramsar[6] in Iran, Guarapari in Brasile, Kerala[7] in India, e Yangjiang in Cina. Ad esempio a Ramsar vi sono sorgenti termali dove la radioattivit dell'acqua di 260 mSv/anno ovvero 0,03 mSv/ora.
Con le esposizioni misurate, al momento, si ben lungi dal raggiungere soglie di attenzione per la protezione sanitaria della popolazione. In accordo con la Regione Liguria e le ASL liguri, ARPAL prosegue i normali controlli sugli alimenti, non sussistendo ad oggi oggettivi riscontri fisici tali da generare ulteriori approfondimenti.
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