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INFOonLine - Anno 4 - n 7. [ "Pensare..."]

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SCOUT's ON LINE

unread,
Jul 21, 2001, 8:17:54 PM7/21/01
to
SCOUT's ON LINE - Regione Lombardia
~~~~~ Lo scautismo in Italia ~~~~~
#.. Gruppo Castano Primo 1 - Milano ..#
Internet: www.vnet.it/scout
Email: rbel...@intercom.it
ICQ: 20703821
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~


Anno 4 - Numero 7 [ 10.163 copie distribuite ]

SCOUT's ON LINE e' sempre con TE.
Pagine totali: 2495 Pagine


x-x-x-x-x-x-x-x-x-x

"Pensare..."

x-x-x-x-x-x-x-x-x-x

Pensare
a se stessi
è terrificante,
ma è
la sola
cosa onesta:
pensare a me
come io sono,
alle mie brutte
caratteristiche,
alle mie belle
qualità,
e stupirmene.
Quale altro
concreto inizio,
da quale punto
di partenza
progredire,
se non
da me stesso?

- Khalil Gibran -


=== Comunicazioni ================= www.vnet.it/scout

CIAO A TUTTI !!!
Anche se un po' in ritardo...
(ormai vi sarete anche abituati, ma prometto che prima o poi - poi - tornerò
ad essere puntuale come un orologio svizzero) eccoci quà insieme come ogni
mese.
Molti tra voi saranno già partiti per i CAMPI ESTIVI, altri invece stanno
per partire e stanno ultimando gli ultimi preparativi...

...ma tutti voi avete una cosa in comune,

LA VOGLIA DI DARE IL MASSIMO DI NOI STESSI.

Lo si vede ogni giorno nei vostri occhi,
dai più piccoli ai più grandi,
la luce che vi risplende è diversa in ognuno di voi,
ma è altrettanto bella perchè vissuta diversamente.

Il Gioco si trasforma man mano in Scoperta ed in fine in Servizio...
lungo quel sentiero dove abbiamo vissuto le nostre esperienze, scoperte,
gioie, difficoltà... come chi, prima di noi, ci ha preceduto.

Il Campo Estivo è l'opportunità X TUTTI NOI di confrontarsi e...
mettersi in GIOCO.

Vi auguro di passare dei momenti unici ed indimenticabili
e dì augurarvi in una maniera speciale... BUONE VACANZE !!!!!

Per quanto riguarda SCOUT's ON LINE,
già entro la prima settimana di settembre sarà RIVISTO :))
Voglio dire che molte cose verranno rivisitate e...
vi annuncio che il Libro degli Ospiti verrà modificato
così da avere degli aggiornamenti "quasi" giornalieri :)

Per tutti quelli che ci hanno comunicato l'indirizzo del sito del loro
GRUPPO, non disperate, non siete stati ignorati... sempre nelle prime 2
settimane di Agosto verranno inseriti quasi 90 nuovi URL :))) Ancora 2
settimane di pazienza... :))

Buona Strada.
Riccardo - Topo Spensierato.

=== L'angolo dei vostri pensieri ========== www.vnet.it/scout

La vita scout è una cosa meravigliosa che tutti dovrebbero provare! E' un
aventura, un modo come un altro per imparare a crescere come dignitosi
cittadini...in mezzo ad una natura splendida...!! Non lascerò mai questo
splendido mondo scout che mi affascina e mi rende felice giorno dopo
giorno!!
----
Tante persone al mondo nascono e altrettante ne muoiono, c'è però un
vantaggio che ho avuto modo di capire grazie a una lettura di filosofia: una
persono muore solo quando viene dimenticata dai vivi. Non dimentichiamoci
quello che hanno fatto in passato i milioni di scouts che esistono nel
mondo, e grazie ai loro insegnamenti e alle loro fatiche proseguiamo in
questo lungo e tortuoso cammino!
----
Non abbandonarti alla tristezza,
non tormentarti con i tuoi pensieri.
La gioia del cuore è vita per l'uomo,
l'allegria di un uomo è lunga vita.
Distrai la tua anima, consola il tuo cuore, tieni lontana la malinconia
----
Quando la vita è buia il sorriso è un raggio di sole nella tenebra.
----
Ogni giorno perdi qualchecosa, anche qualchecosa di molto piccolo, ma ogni
volta che perdi qualchecosa ne acquisti una... pensaci...
----
Signore, noi spesso ci sentiamo lonatni da Te, percjè non capiamo ancora chi
sei e che cosa vuoi da noi. Molte persone però ci hanno parlato di Te e
attraverso le loro azioni cercano di testimoniarci qual è il tuo Amore per
ogni uomo e donna che hai creato. Ora ti chiediamo di aiutarci ad essere
onesti con i nostri amici, rispettosi non solo con la natura ma, anzitutto,
delle persone con le quali viviamo, non volgari nel parlare perchè questo
spesso ci riempie la bocca di parole offensive anche della nostra dignità.
Te lo chiediamo sapendo che Tu aiuti con la tua grazia tutti coloro che si
rivolgono a Te con fiducia.


===================================================
E/G - STORIE e RACCONTI - a cura di Riccardo: rbel...@intercom.it
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L'INIZIO DI UNA STORIA
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Non era una bella giornata, il cielo era un po' cupo e tirava un forte vento
da levante che increspava la superficie del mare. Carlo era un po' annoiato,
gli sembrava che i giorni, da un tempo immemorabile, fossero sempre uguali:
la scuola e dopo di essa andare ad aiutare lo zio che faceva il muratore.
Tirare su le case aveva un certo fascino, ma con la scusa che era solo un
ragazzo, al massimo gli avevano fatto mettere su qualche mattone, il resto
del tempo lo passava a portare sacchi di calce, e dopo l'entusiasmo dei prii
giorni era subentrata una noia insoportabile. ORa però gli era venuta
un'idea... e se, approfittando del vento avesse collaudato la sua
invenzione, la macchina a vela che aveva gelosamente e nascostamente
custodita nel capanno?
La tanto idolatrata macchina a vela non era che un carretto su cui era
issato un paolo con attaccata la vela, un lenzuolo rubato all'ultimo bucato
della nonna che per molto tempo aveva imprecato contro quei "ladracci che si
attaccano a tutto". Era tanto tempo che Carlo aspettava la giornata propizia
e se avesse funzionato era persino disposto a rendere il lenzuolo. Ma oggi
con tutto quel vento non poteva non funzionare e nessuno si poteva accorgere
della sua assenza, che lo zio era dovuto andare in città a comprare del
materiale che gli mancava e babbo e mamma erano ancora a lavorare. Trascinò
il carretto sulla strada della collina per poter sfruttare la discesa per
partire, controllò il timone, la carrucola, tirò un forte sospiro, saltò su
e via...
Camminare camminava, non c'era dubbio, e si riusciva anche a pilotare
abbastanza; finita la discesa la vela si gonfiò per il vento e, sotto le
ruote, la strada correva via. Ad una curva partiva un sentiero di terra
battuta che, lasciando la statale, si inoltrava per i campi, Carlo non ebbe
dubbi, bisognava provare anche il fuori strada. Si stava facendo buio e
ormai bisognava tornare indietro, ma a questo Carlo non aveva pensato, non
solo, la carrucola si era inceppata e non riusciva ad ammainare la vela, non
era possibile quindi neanche fermarsi, bisognava aspettare che calasse il
vento e per adesso non se ne parlava. Per fortuna si era prtato un maglione
perchè già faceva freddo e spuntavano le prime stelle; che peccato non avere
mai studiato astronomia a scuola, forse si sarebbe potuto orientare con le
stelle, anche se ormai si trattava solo di seguire la strada che si stava
pian piano inoltrando nel bosco.
Al di là della collina e poi di quell'altra ancora e ancora al di là, nella
città di Non sochè, Silvia aveva passato tutta la mattina a disegnare il suo
ultimo tipo di aquilone. sicuramente il negozio di giocattoli lo avrebbe
comprato per farlo realizzare nel suo laboratorio e lanciarlo sul mercato
per Natale. Silvia era un tipo in gamba e gli amici dicevano che era
"magica" per le mille cose che riusciva a costruire con le sue mani; prima
degli aquiloni, per un periodo aveva intrecciato stuoie e prima ancora
lavorato il cuoio. Le piaceva imparare e inventare, ma i tanti successi non
le avevano tolto la smania del provare qualcosa di più.
E quel qualcosa di più era lì, pronto in soffitta ormai da una settimana, ma
forse per la prima volta aveva paura. Aveva disegnato e poi costruito un
piccolo deltaplano, sfruttando le sue scoperte sugli aquiloni; curandone la
maneggiabilità e contando sul suo peso (era molto leggero per i suoi 15
anni) aveva prodotto un piccolo gioiello: chiuso era poco più grande di un
ombrello da pastore, ma non era stato mai collaudato. Quel pomeriggio le era
saltato un impegno e quindi era completamente libera, il vento era costante
e certo non avrebbe piovuto, perchè indugiare ancora? La sua terrazza era
molto in alto e avrebbe potuto spiccare tranquillamente il volo da lì verso
i prati al limite della città. Era deciso, un biglietto alla mamma "torno
tardi, non ti preoccupare", giacca a vento, blue jeans e scarpe da tennis,
era già con la mano sulla maniglia della porta d'ingresso.
I ragni in soffitta avevano già teso le loro tele sul deltaplano, Silvia si
rammaricò di avere aspettato fino ad allora e col suo "ombrellone" sulla
spalla corse sulle scale della terrazza. Il deltaplano aperto aveva dei
magnifici colori, sembrava un grosso uccello tropicale. Un balzo e Silvia
era già sospasa nel vento, il cuore le aveva cessato di battere per un
attimo e un groppo le aveva stretto la gola al momento del salto, ma ora che
il suo sguardo poteva spaziare sulla vallata, con la città già alle spalle,
sprizzava felicità da tutti i pori. Stupendo, fantastico, da raccontare.
Ogni tanto incontrava qualche uccello un po' stupito da quello strano
animale e un po' di panico la prese quando un gabbiano pensò bene di
riposarsi sulla sua ala facensola traballare un po'. Volava verso Sud, man
mano scomparivano i paesi e solo il verde dei prati e quello più scuro dei
boschi inframezzato dai ruscelli, colorava il paesaggio. Lentamente Silvia
cominciò a scendere, avrebbe poi cercato l'indomani un'altura da cui
lanciarsi per tornare, il vento era calato e non restava che trovare un
rifugio per la notte.
Poco distante da dove Silvia stava scrupolosamente ripiegando il suo
deltaplano, sdraiato sotto una grossa quercia, Carlo riprendeva fiato, la
sua macchina a vela si era finalmente fermata, gli alberi del bosco avevavo
attutito il vento e piano piano rallentato la corsa. Ora non riusciva a
pensare ad altro che a riposarsi, mentre davanti agli occhi gli scorrevano
le immagini di quella lunga corsa. Aveva legato la sua macchina ad un albero
e certo non si era posto il problema di come tornare indietro. Mentre stava
così in dolce far niente uno scricchiolio di rami lo fece saltare in piedi,
quale animale sarebbe comparso di lì a poco? e come difendersi? Raccolse in
fretta delle pietre, ...ma che animale e animale, era un ragazzo, anzi no
una ragazza. Cioè era Silvi, "Chi sei, che fai qui, da dove vieni?", le
stesse domande pronunciate contemporaneamente da entrambi lo fece scoppiare
a ridere. "Con calma, ricominciamo" disse Silvia e così, seduti una accanto
all'altro su di un tronco caduto, cominciarono a raccontarsi le loro
avventure e si interruppero solo quando il freddo della sera suggerì loro di
accendere un fuoco attorno al quale riprendere i loro racconti. Scoprirono
di conoscere cose diverse: Carlo, ad esempio, conosceva molte radici che
raccolse per placare la loro fame e Silvia che conosceva le stelle gli
mostrò le costellazioni e il modo di orientarsi con esse.
Con la note sopraggiunse la stanchezza e si rannicchiarono su un letto di
foglie per riposare, con la vela avevano costruito un piccolo rifugio sotto
il quale dormire. L'indomani avrebbero deciso il da farsi, tornare indietro?
separatamente o insieme? o magari fermarsi lì, certo con qualche soluzione
migliore del rifugio, ma al notte porta consiglio.

Temi:
- Avventura
- Competenza
- Mettere insieme agli altri la propria capacità

Situazioni in cui può essere utilizzato:
- L'inizio di una nuova impresa, la partenza per il campo.


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L/C - STORIE e RACCONTI - a cura di Carlo: car...@tin.it
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IL PICCOLO FIORE
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C'era e c'e' un piccolo fiore che non sboccia mai. Un giorno un bimbo piange
per un giocattolo rotto, le lacrime vanno a finire sul fiore e quello
sboccia. Il fiore e' molto bello e tutti lo guardano e lo vogliono, ma non
e' di nessuno, e' della natura e di se stesso.

Tema: rivalutare il creato e la natura.

LA GROTTA DELL'EREMITA
-------------------------

Tanti e tanti e tanti anni fa un vecchio viveva in una grotta, lì mangiava
dormiva, insomma ci faceva tutto. Intorno alla grotta c'erano molte
margherite che però non fiorivano mai. Un giorno un bambino andò nella
grotta e chiese al vecchio di raccomtargli una favola, questi gliela
raccontò; il bimbo l'ascoltò in silenzio e gli piacque molto. Quel giorno
fiorirono le margherite. Oggi quella grotta la chiamano "grotta
dell'eremita".

Tema: "Tutti sono utili" nessuno deve vivere da solo.

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E/G - Co.Ca - Racconto del Campo estivo memorial GianFranco Zugni
a cura di Riccardo Petello: avvpet...@tiscalinet.it
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A. S. C. I. - Reparto Iseo 1
Località Balòta del Córén, 30.09 - 01.10.2000

Ai primi di settembre mi giunge inaspettata la telefonata di Flavio. Mi
riferisce che, incontratosi con Toni, è scaturita l'idea di passare un fine
settimana in tenda, come si usava fare da scouts, e mi chiedeva cosa ne
pensassi. L'idea indubbiamente era allettante ed abbiamo fatto un giro di
telefonate per sapere se altri erano disposti a partecipare all'impresa,
ricevendo un discreto numero di adesioni. Mi affascina anche l'idea di
ricordare GianFranco Zugni. Uno scout fino in fondo, sempre presente a tutti
i campi, con un entusiasmo che è da pochi, e che la malattia ci ha rubato
quando ancora era ragazzo. Rispolvero la vecchia cintura scout, allento al
massimo, ma debbo rinunciare all'idea di usarla. Evidentemente ero più magro
l'altro ieri, nel 1967, quando abbiamo fatto gli ultimi campi.

Ho però il vecchio sacco a pelo ed anche il vecchio zaino ed infine l'
alpenstock ancor più vecchio, perché eredità del primo reparto Iseo 1 che
era attivo negli anni cinquanta. Né manca il vecchio cappellone. Il ritrovo
è fissato a casa di Flavio per le 08.00 onde riuscire ad essere sulla
strada alle 08.30. Un piccolo ritardo ci deriva dal fatto che il fornaio
dove ci si è rivolti non ha ancora finito di cuocere il pane, ma alle 08.35
siamo sul piede di partenza. Ci guardiamo. Il viso di noi tutti ha qualche
ruga, i capelli sono spolverati di bianco, ma gli occhi sono sereni e
brillanti. Indicano l'entusiasmo che ci ha raccolti qui, pronti ad andare.
Nessuno ha controllato la sua carta d'identità. Nell'ordine siamo Toni, l'
anziano (come anzianità scout) del gruppo, Flavio, l'organizzatore, Luciano,
Ottavio, Giancarlo, Riccardo. Toni ha il basco con lo stemma dell'Asci ed
anche il cappellone, sulla manica della camicia la pattina con l'insegna
Iseo 1 e lo stemma della Lombardia, come era di rigore per le vecchie
divise. Giancarlo ha anche lui il basco con lo stemma dell'Asci ed in più al
collo il vecchio fazzolettone blu bordato di bianco.

Il cielo non promette bene, così pure le previsioni del tempo che minacciano
un fine settimana all'insegna della pioggia battente. Ma tant'è, oramai
abbiamo deciso. Luciano ci funge da appoggio logistico portando con l'auto
vettovaglie e pentolame, nonché alcune tende di riserva, perché alcuni amici
hanno annunciato che ci avrebbero raggiunti più tardi. Zaino a spalle, alle
08.45 si inizia la marcia. In località Bosine prendiamo la scorciatoia che
sale sul monte e poi scendiamo, percorrendo il sentiero del Gat, sino al
torrente Cortelo, dove dobbiamo prendere un'altra via. Percorriamo sentieri
che fortunatamente qualcuno ha riaperto, mettendo anche, per chi non conosce
i luoghi, delle indicazioni alle principali intersezioni. Non ricordavo che
nel fitto del bosco vi fosse un così gran numero di sentieri. Il peso degli
zaini non ci è più abituale, ma è un peso greve di splendidi ricordi. Nel
frattempo piano piano incomincia a cadere la pioggia. Riparati dalle piante,
risaliamo la costa del monte sino alla casina di Flavio. Qui giunti una
breve colazione con pane, pancetta e tanta allegria. Ci voleva. L'
entusiasmo, il cammino, la pioggerellina umida ci hanno stuzzicato l'
appetito.

Guardiamo dalla finestra e vediamo che la pioggia diviene più fitta.
Guardiamo noi stessi ed un'ombra di rinuncia ci sfiora per un attimo. Ma che
diamine, abbiamo deciso e continuiamo.Si riprende la strada sotto la
pioggia, alcuni con la semplice camiciola, perché nonostante tutto si è
accaldati e non si vuole sudare più di tanto. Le salamandre nere e gialle
scappano davanti a noi, arrancando con quella buffa andatura tipica dei
rettili, impacciati perché non usi a correre sul terreno. La boscaglia ci
avvolge cupa e tenebrosa. Le piante sono ancora ricche di foglie, il
sottobosco è trascurato e denso di ramaglie e spine. Il sentiero sembra
snodarsi attraverso una fitta foresta, che ci avvolge misteriosa. Neppure
luce sufficiente per fotografarci.

La pioggia si fa insistente, ma non ce ne accorgiamo più.

Passiamo accanto al baitino di Estevan e quasi decidiamo di fermarci lì a
dormire, anche se le pareti non esistono. Quanto meno avremmo un tetto
sicuro. Ma siamo troppo prossimi alla meta per cedere alla tentazione, non
sarebbe nello spirito del campo. E poi, col sacco a pelo in terra e senza
pareti, non sarebbe forse molto diverso dal dormire in tenda. Alle tredici
siamo sul posto: la colma alta prima di arrivare alla croce che svetta sulla
Balòta del Córén, uno spuntone di roccia schizzato fuori dal monte appena
fuori dall'abitato di Iseo. Distiamo pochi minuti dalla croce, meta del
nostro abituale pellegrinaggio del Venerdì Santo. Per noi è La Croce. Quante
volte nel passato ci siamo attendati su questa colma. Oggi è tutta diversa,
le piante sono cresciute e le loro foglie nascondono il cielo, mentre la
boscaglia ha invaso quasi tutti gli spazi. Luciano si dedica al fuoco e
scava la buca, per contenerlo, buca che poi verrà richiusa sopra le ceneri.
Toni ed altri tirano tra le piante un grosso telo per coprire la zona
pranzo. Gli altri fanno la spola all'auto, per portare le taniche dell'acqua
(come se non bastasse quella dal cielo) e gli scatoloni con le provviste. La
pioggia che sembrava averci abbandonati ricomincia battente quando ancora il
telo non è stato tirato, ma ormai siamo alla nostra destinazione. Vengono
montate le tende. Quattro per l'esattezza, per dieci posti complessivi.
Altre due, che avevamo portato prudenzialmente, non vengono montate, perché
non abbiamo avuto conferma da parte di alcuni amici che pareva dovessero
venire. Anche le provviste, sovrabbondanti, erano state acquistate in
previsione di avere, a pranzo ed a cena, la visita estemporanea di altri
amici, ma la pioggia li ha sconsigliati di venire.

La pioggia insiste, il telo ha creato una doccia naturale e recuperiamo l'
acqua per poi utilizzarla per pulire il pentolame. Il fumo del fuoco
ovviamente corre verso di noi e Luciano prepara un'altra buca, spostata di
alcuni metri e vi trasferisce il fuoco. Non fa in tempo a chiudere la prima
buca che il fumo già ci tiene compagnia. Il campo ha preso forma, le tende
formano un semicerchio attorno alla zona giorno, dalla quale abbiamo tolto
tutto lo strato di foglie (il patöss), per avere un terreno pulito e solido.

Spunta anche la bandiera d'Italia. Non è mai mancata nei nostri campi
scouts.

Non c'è il palo per l'alzabandiera, ma la fantasia non manca. Una corda a
cavallo di un ramo ed un contrappeso sotto la bandiera, sia per tenere in
tensione la corda, sia per consentire alla bandiera di sventolare.
E se anche il contrappeso è una mela di un bel colore rosso, frutto della
fantasia vulcanica di Ottavio, non c'è alcun senso o volontà di offesa.
Anzi, sorridiamo del nostro spirito giovane. Alle quindici e trenta è pronto
il rancio. Cuoco il solerte Giancarlo che ha preparato spaghetti al sugo
piccante, bistecche, formaggio, mele e caffè. E' stato portato anche un
piccolo tavolino, ovviamente senza seggiole, per cui ci accalchiamo tutto
attorno, in piedi, con i piatti fumanti. Sopra di noi il cielo bigio
continua a scaricare acqua. Le foglie dei castani e delle querce lasciano
filtrare ben poca luce, per cui è arduo fare delle fotografie. Necessita
usare il diaframma aperto al massimo e tempi lunghi. Quasi certamente le
immagini verranno mosse, ma vale la pena di tentare. Ricordi come questi non
possono essere sprecati. Alle diciannove è ora di cena. Non importa se l'
intervallo con il pranzo è minimo.

Quello che conta è lo spirito e la voglia di comportarsi ancora da giovani,
come eravamo l'altro ieri, negli ultimi campi. Il nostro cuoco prepara un
ottimo minestrone di verdure, con dentro una salamina a testa, più una per
Estevan, che dovrebbe raggiungerci più tardi. Mentre si cena si fa buio e si
accende la lampada a gas. Le ombre ci contornano e rendono più viva di
ricordi la sera. Qualche lontano canto scout ci torna alla memoria e, tutti
insieme, intoniamo le vecchie strofe. La pioggia insiste e dobbiamo scavare
una canaletta davanti a due delle tende, per impedire che la doccia che cade
dal telo le allaghi. Soffia anche un discreto vento e d'un tratto uno degli
anelli del telo si stacca, ma fortunatamente gli altri reggono e la zona
pranzo non si bagna. Non sarebbe stato comunque un grande problema, perché i
nostri campi alla croce sono sempre stati all'insegna della pioggia.
Finalmente verso le ventuno e trenta la pioggia cessa di cadere. Ne
approfittiamo per scendere alla croce e guardare gli spazi infiniti che si
stendono sotto di noi.

Iseo è un piccolo, luminoso presepe, le cui luci si distendono, fuori dall'
abitato, sino a collegarsi ad altri piccoli presepi e poi sempre più
lontano, verso l'orizzonte. Lo sguardo coglie una esplosione di fuochi d'
artificio a Rovato. Li seguiamo per quasi un quarto d'ora, anche se la
distanza li rende talmente piccoli da renderli quasi evanescenti. Verso nord
il cielo si è aperto, si distinguono chiaramente Cassiopea ed il Piccolo
Carro. Il Carro Maggiore se ne sta acquattato tra le nuvole. Altri sprazzi
si aprono, più piccoli, qua e là. E' certo un buon segno. Sicuramente la
pioggia ha cessato di tormentarci. Estevan non arriva, anche lui ci ha
abbandonati, per cui ce ne andiamo a dormire. Sotto il sacco a pelo lo
strato di foglie è un comodo e morbido materasso. La pioggia non aveva fatto
in tempo a bagnarlo troppo, prima che fossero montate le tende, per cui le
nostre stanche ossa non hanno neppure l'ingiuria dell'umidità. E' passata da
poco la mezzanotte, quando si sente la voce di Estevan. Era stato a cantare
con il coro ed aveva fatto tardi, ma la parola è parola e sia pure ad ora
insolita è venuto a raggiungerci.

Pare che nell'arrivare abbia temuto che cinghiali e boscaioli avessero
occupato le tende cacciandoci via.
Sentiva infatti grugniti cinghialeschi ed il classico rumore che fanno i
boscaioli quando segano le piante.
Notte tempo la pioggia riprende, a tratti, a cadere. Non è continua. Anche
il vento riprende e particolarmente forte. Le tende non si scuotono.
Evidentemente sappiamo ancora come montarle. Il telo invece fa da vela e
continua a sbattere in modo fastidioso, ampliando il rumore del vento, e
soprattutto facendo temere che si stacchi e le nostre provviste vengano
allagate. Una capatina all'esterno alle prime ore del mattino consente di
verificare che nulla di grave è accaduto. Il campo dorme tranquillo, la
pioggia cade fine, una nebbiolina umida striscia tra le tende. Le foglie
delle piante lasciano trasparire il cielo dando l'illusione che sia
completamente stellato. Alle otto la sveglia. Non appena fuori dalle tende
ricomincia la pioggia battente e non ci lascerà più per il resto della
giornata. Gli occhi assonnati si cercano ed in tutti brilla la felicità di
aver rinnovato l'amicizia nel modo forse più inconsueto, ma in fondo allo
spirito per noi il più giusto. Non abbiamo di ché farci la barba, per un
solo giorno non abbiamo ritenuto di portare il rasoio. Ci laviamo come fanno
i gatti con il rivolo d'acqua che scende dal telo.

Sotto il tavolo c'è ancora la pentola con il minestrone ormai freddo e la
salamina per Estevan. Lo si riscalda e lo si serve. Non tutti apprezzano e
si servono minestrone a colazione, ma poi, per tutti, ci sono biscotti, pane
e marmellata, caffè addolcito con miele, latte. Come finale, inconsueto, una
fetta di formaggio. Parte del minestrone viene necessariamente lasciato agli
animali selvatici. La pentola in un attimo è pulita con l'acqua che cola dal
telo. Alle undici ci raggiungono Franco e Diego. Non ci contavamo più. Li
aspettavamo sul presto. Il fuoco arde ancora vivace. Luciano lo ha curato in
modo appropriato. Le fiamme sono invitanti, ci parlano, risvegliano ricordi.
Ci troviamo tutti in circolo davanti alle fiamme, in silenzio, quasi
rispettosi. Per qualche attimo, un sottile velo di malinconia ci assale,
poi, come è venuto, in breve scompare e torna l'allegria. Per riscaldarci
prima della partenza, un buon vin brulé, fatto con i dovuti modi ed
incendiato. Diversamente non sarebbe certo vin brulé.

Nel frattempo Franco, che non ha fatto colazione con noi, si è cucinato un
paio di salamine. Per finire, anche la torta, una crostata, accompagnata dal
porto. Alle dodici viene ammainata la bandiera. Come si usa, tutti attorno
per la breve cerimonia. Si ripiegano le tende che, tutte bagnate, stentano a
rientrare nei loro sacchi. I cartoni delle vettovaglie sono fradici,
nonostante fossero sotto il telo. Il vento notturno ha trasportato la
pioggia. Avvolgiamo il tutto nei sacchi neri delle immondizie. Prepariamo
gli zaini con sacchi a pelo, ricambi d'abito non utilizzati, tende. Franco
ha un'idea simpaticissima. Il dosso dove ci troviamo non ha acqua ed allora,
pronti, vengono seppellite tre bottiglie per i momenti difficili. Ovvio che
chi ne usufruirà dovrà poi nel tempo ripristinare le scorte. Le foglie che
erano state ammucchiate da un lato vengono spolverate sul terreno della zona
giorno per riportare il terreno al suo stato naturale. Lo sporco viene
gettato in un sacco e portato via, per non lasciare tracce maleducate. Forse
l'unica traccia lasciata è parte del fuoco, perché la buca non l'ha
contenuto tutto.

Alle dodici e cinquanta abbiamo finito di riportare alla base logistica
tutto il materiale che deve viaggiare sull'auto, ossia il tavolo, le
vettovaglie rimaste (ce n'era per un battaglione), il pentolame. Lo zaino
ripara la schiena dall'acqua ed il cappellone fa il resto. Solo le spalle
subiscono la pioggia, ma non ha alcuna importanza. Riprendiamo i vecchi
sentieri nel bosco, rivediamo qualche salamandra, e dopo un'oretta siamo
nuovamente alla casina di Flavio. Franco dà dimostrazione di essere un buon
cuoco, preparando tortiglioni all'amatriciana. Seguono formaggio fuso,
affettati, torta e l'immancabile caffè.

Sono le sedici e trenta e la nostra avventura è terminata. La pioggia è
aumentata di intensità, ci stipiamo in auto e rientriamo alla base di
partenza. Piccola sosta finale per un arrivederci e poi via, a casa.

Buona strada fratelli.

=====

Vuoi anche te "gestire" una tua rubrica insieme a noi?
Non c'è niente di più semplice...
Mandaci un'email e scambieremo 4 chiacchiere !!!

Riccardo.

=== Bracchetto Scout ================= www.vnet.it/scout

...mmhh, anche per questo mese Bracchetto Scout mi ha chiesto una pausa...
in realtà è che Domani, o meglio.... questa mattina (tra meno di 7 ore) devo
partire per il Camo di L/C e... non ho ancora praparato nulla :P O meglio,
devo "SOLO" sistemare tutto... :))
E non avendo quei 30 min. (indispesabili per creare delle nuove vignette)
sono (quasi) obbligato a rimandare tutto a Settembre.

=== Spazio alle vostre idee ========== www.vnet.it/scout

Vuoi che sia un tuo pensiero/storia/frase il messaggio del mese di
Settembre? Se la risposta e' si', inviacelo via e-mail.

=== Visita le nostre pagine ================= www.vnet.it/scout

Grazie ancora per la Tua attenzione e buona navigazione.

Per segnalare errori o effettuare modifiche
www.vnet.it/scout/info/mail.html

Se vuoi aggiungere le tue pagine su SCOUT's ON LINE.
www.vnet.it/scout/ospiti/ospiti.html

Buona Strada.

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