Se le DIMENSIONI SI ARROTOLANO

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chrysigon

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Oct 19, 2010, 7:50:05 AM10/19/10
to REALTA' ALTERNATIVE E PROGRESSO DELLA CONOSCENZA
Nell'interessante libro di R. Gott "Viaggiare nel tempo" (Saggi
Mondadori - 2002) viene presentato un modello teorico di grande
efficacia figurativa chiamato "i cunicoli di tarlo" per facilitare la
comprensione di quelle che potrebbero essere le vie o, se si
preferisce, le "scorciatoie" per viaggiare nel tempo attraverso non
lo
spazio ordinario ma quello "straordinario".

Come dice molto chiaramente il nome prescelto per questa
teorizzazione, basta immaginarci un baco che attraversa una mela per
raggiungerne la parte opposta utilizzando un cunicolo retto anziché
percorrere tutta la sua superficie curva. L'universo, il nostro fra i
tanti che esistono, presenta delle "curvature", ma questi "cunicoli"
potrebbero rappresentare, appunto, la scorciatoia ideale nel tessuto
dello spazio-tempo.
C'è anche un'interessante differenza che fisici come Thorne, Morris e
Yurtsever evidenziarono fra i cunicoli di tarlo ed i classici buchi
neri.
Questi ultimi, nella loro oscura densità assoluta, se mi passate
questa descrizione, non permetterebbero a nessun malcapitato che vi
cadesse dentro né di esperire una qualche conoscenza né di tornare
indietro. I cunicoli di tarlo, invece, se sono brevi e non troppo
lunghi, permetterebbero di percepire tutto ciò che vi sta dentro ed
intorno, prima di sbucare dall'altra parte. Ma attenzione, ciò che si
vedrebbe non sarebbe un riflesso bensì una vera e propria immagine
diretta.
Chi possiede il libro suddetto può osservare ammirato la
straordinaria
xilografia di Maurits Cornelis Escher così descritta da Gott:


"...ci mostra quale sarebbe l'aspetto dell'imboccatura di un cunicolo
di tarlo nello spazio profondo se l'altra estremità fosse posta in
una
stanza sulla Terra (quando si guarda l'imboccatura sferica nello
spazio profondo, ciò che si vede non è un riflesso: si vede invece,
attraverso la breve galleria, direttamente l'interno della stanza,
che
appare però distorto). Escher disegnò questa immagine nel 1921, molto
tempo prima che Thorne e i suoi colleghi avessero anche solo proposto
l'idea dei cunicoli di tarlo"...


Interessante quest'ennesimo esempio di "veggenza artistica". Quella
grande forma di medianità che è l'arte, infatti, da sempre permette
all'uomo di percepire verità profonde sotto forma di ispirazione. E
questo vale per ogni tipo di arte.


Ma torniamo ai viaggi nel tempo.
L'ipotesi dei cunicoli di tarlo, fintanto che si dovrà restare
ancorati alla velocità della luce, non permette di formulare con
certezza se i viaggi che si dovessero compiere attraverso essi
sarebbero sincronizzati o "sfasati" temporalmente. Ovvero se,
entrando
nel cunicolo in un determinato anno sulla Terra, usciremmo in un
altro
punto dell'universo nello stesso anno o in un tempo precedente.
L'imboccatura del cunicolo seguirebbe l'astronave dei "temponauti",
ma
a che velocità può arrivare l'astronave?
Tutte le teorizzazioni elaborate dagli scienziati si basano, com'è
logico, sulla velocità della luce e le possibilità ipotetiche sono
davvero tante ed affascinanti.
Ad esempio, è intrigante considerare che, nel nostro passato, c'è un
limite oltre il quale le teorizzazioni ci dicono che non potremmo
tornare: il limite costituito dall'invenzione della nostra stessa
"macchina del tempo".
Si tratta pertanto di "desincronizzare" le due imboccature del
cunicolo se vogliamo effettuare un interessante viaggio nel tempo.
Come dice Gott, "È possibile usare la macchina del tempo soltanto
mentre esiste."
Considerando poi che esistendo effetti repulsivi di materia, la cui
densità energetica è negativa, che necessitano di riequilibrare i
valori fino ad un punto 0 attraverso la fornitura di altra energia,
leggiamo queste parole:


...Thorne e i suoi collaboratori sperano che una civiltà altamente
evoluta possa nel futuro riuscire a servirsi di tali effetti
quantistici (dunque "sono" effetti quantistici! N.d.R.) per mantenere
aperto un cunicolo di tarlo. Un altro problema è come fissare le
imboccature del cunicolo dove si desidera. Forse vi sono già cunicoli
di tarlo microscopici di diametro pari a 1-33 centimetri, i quali
collegano fra loro molti punti e istanti dello spaziotempo. Una
civiltà ipertecnologica potrebbe riuscire ad allargare uno di questi
cunicoli microscopici in modo da consentire ad un'astronave di
attraversarlo...


Questi modelli ipotetici possono adattarsi sia che si voglia parlare
di civiltà extraterrestri oppure del nostro stesso futuro quando
arriveremo (si spera) a sviluppare tali conoscenze e tecnologie.


Finora abbiamo parlato del "nostro" universo e delle nostre
dimensioni
conosciute.
Non dimentichiamoci però che il nostro universo è subordinato a tre
dimensioni spaziali mentre altre 7, come ipotizzano alcuni scienziati
(Oskar Kleine ancora negli anni '20, oppure, in tempi moderni, Robert
Brandenberger e Cumrun Vafa per fare pochi esempi), potrebbero essere
"arrotolate" e microscopiche. Queste ultime, a differenza delle prime
tre, non avrebbero subito l'espansione del Big Bang. Ma perché...?
I due fisici suddetti pensano che le dimensioni siano come tenute
assieme da corde anulari che ne determinano la microscopicità; ma
quando e se queste "corde anulari" collidono, tre dimensioni si
"srotolano" e dilatano su scala macroscopica mentre le altre restano
arrotolate. Almeno così potrebbe essere accaduto nel nostro universo.
Ma se, a srotolarsi, sono più o meno dimensioni, si genererebbero
universi diversi, universi bi-dimensionali oppure quadri-penta-esa-
dimensionali, ecc... Molto probabilmente questi universi vari
ESISTONO
GIÀ.
Ecco, a questo punto, un altro passaggio interessantissimo dal libro
citato:


...Dato questo insieme di universi, ci aspetteremmo di trovarci in un
mondo in cui possa svilupparsi la vita intelligente, per la stessa
ragione per cui ci troviamo a vivere su un pianeta abitabile mentre
molti altri non lo sono.
Questa argomentazione, cui è stato dato dal fisico britannico Brandon
Carter il nome di "principio antropico forte", è basata sul criterio
di autocompatibilità. Dal momento che siamo osservatori intelligenti,
le leggi della fisica, almeno nel nostro universo, devono consentire
l'evoluzione di osservatori intelligenti. In quanto tali, potremmo
naturalmente trovarci in un universo con tre dimensioni spaziali
microscopiche, anche se universi di tipo "Linelandia" o "Flatlandia"
o
con dimensionalità più elevate potrebbero ugualmente esistere
anch'essi da qualche parte...


Infine una curiosità: in qualche videoteca potreste trovare ancora un
film interessantissimo intitolato "Frequency: il futuro è in
ascolto".
Nella trama si parla di un figlio che cerca di salvare il padre morto
inviando nel passato dei segnali radio. Ebbene, nelle riprese c'è
anche una breve apparizione del fisico Brian Green, l'autore de
"L'universo elegante" e questa cosa mi sembra "molto"
significativa...


Antonio
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